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Francesco La Trofa

Treddi.com intervista Lucio Parrillo (parte 1)

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In occasione della due giorni inaugurale della mostra “Dark Beauties”, che si è tenuta presso la libreria Steamboat di Torino, dove le opere rimarranno esposte fino al 7 gennaio 2013, abbiamo avuto modo di incontrare Lucio Parrillo, uno dei più celebri fumettisti ed illustratori italiani. Per intenderci, uno di quelli che ce l’ha fatta davvero ad imporsi sia a livello locale che a livello internazionale, arrivando a collaborare con i maggiori editori e case di produzione d'oltreoceano tra cui anche la Marvel Comics.

Per noi di treddi.com il fumetto e, più nello specifico, l’illustrazione prima di essere un possibile sbocco creativo rappresenta una costante fonte di ispirazione. La rappresentazione implica un approccio multidisciplinare in grado di aggiornare costantemente le proprie capacità tecniche e creative.

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Le cover degli albi "Silver" e "Gold", che riproducono le stampe di Dark Beauties, pubblicate dalla

Pavesio Editore

Ciao Lucio. Grazie per la tua disponibilità. Dark Beauties è un lavoro composto da una serie di illustrazioni olio su tela con successiva scansione e finalizzazione in digitale. Qual è stato nello specifico il percorso tecnico, il flusso di lavoro che hai seguito per raggiungere questo straordinario risultato?

Dark Beauties è un progetto partito quasi per caso con un editore che aveva i diritti di alcuni noti personaggi erotici degli anni 70. Poi strada facendo le cose sono un po’ cambiate in quanto ho messo molto del mio in questo progetto, quindi le caratteristiche originali di questi personaggi si sono anche un po’ perse.

Rispetto agli originali ho preferito non eccedere in quei dettagli che avrebbero potuto rivelarsi quasi pornografici, se mi fossi limitato ad ereditare i tratti originali di icone come Zora la Vampira. La Pavesio Editore, per cui ho svolto questo lavoro, ha un pubblico molto eterogeneo che comprende anche i ragazzi più giovani, non potevo andare incontro ad un rischio di censura, nè era mia intenzione fare un lavoro che non potesse essere visto da tutti. Io credo che l’erotico se interpretato e visto in un certo modo, sia assolutamente apprezzabile da un pubblico di tutte le età.

Per questo motivo, rispetto all’idea originale ho operato io stesso una sorta di censura, poi ho perfezionato il tutto cercando di valorizzare l’espressività di certi personaggi in modo che il mio lavoro risultasse davvero un tributo. Mi piace che i miei personaggi femminili esprimano una sensualità, che abbiano anche una carica erotica, ma fino ad un certo punto. Non deve essere l’erotismo l’aspetto che prevale nelle composizioni. Qualche particolare spintarello c’è, ma con giudizio, mettiamola cosi.

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Una delle tavole che compongono Dark Beauties, saggio delle abilità pittoriche di Lucio Parrillo

Per quanto riguarda invece la tecnica ho utilizzato, come naturalmente faccio di solito, un po' tutte le varie tecniche che conosco.

Si parte da un disegno a matita su carta. Faccio alcuni bozzetti, tra cui scelgo quello che mi convince maggiormente e lo sottopongo all’attenzione dell’editore. Una volta approvato, riporto il bozzetto alla dimensione vera e propria dell’opera finale. Andiamo su formati che variano dal 35x50cm al 50x70cm.

Per quanto riguarda il supporto lo costruisco direttamente io perché con il passare degli anni ho utilizzato diversi tipi di materiali, sia cartoncini che tele, ma non ce n’è mai una in particolare che mi piace. Ho quindi sentito l’esigenza di affinare una tecnica personale nel costruire in maniera “fai da te” i supporti. Alla base prendo dei semplici cartoncini, sui quali applico varie sostanze viniliche attraverso una serie di procedimenti che mi permettono di ottenere di volta in volta quei risultati che mi soddisfano.

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Confronto tra uno dei bozzetti in cui Lucio ha studiato la composizione e l'opera conclusa, pronta per essere consegnata all'editore

Una volta preparato il supporto, riparto dal bozzetto e lo disegno sempre a matita nel formato definitivo.

Procedo poi con un'inchiostrazione, chiamiamola così, nella quale praticamente blocco il disegno a matita in modo che non mi si cancelli con l'acqua e con i diluenti, dopodiché faccio i primi passaggi con le ombre (mi traccio tutte le ombre lasciando le luci in bianco) dopodiché inizio a lavorarci su con l'acrilico, abbastanza diluito e man mano dagli scuri arrivo ai chiari.

Questa è la tecnica che uso normalmente perché si tratta di una tecnica veloce, asciuga presto e dà la possibilità di ottenere risultati in fretta in modo da poterli scansionare in tempi brevi.

Nel caso di Dark Beauties, avendo molto più tempo a disposizione ho lavorato ad olio, quindi stessa procedura però con la tecnica dei colori ad olio.

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Bozzetto e immagine finale di un'altra delle tavole di Dark Beauties

Tecnica molto tradizionale, quella che si è sempre usata diciamo dal Quattrocento fino ad oggi, niente di assolutamente innovativo. Conclusa la fase di pittura siamo al 90% del lavoro. A questo punto, per procedere, faccio una fotografia, in quanto la scansione purtroppo non è possibile perchè i colori ad olio impiegano molto ad asciugare perfettamente. Cerco, attraverso la fotografia, di ottenere un’immagine abbastanza professionale. Il risultato ottenuto va comunque elaborato al computer nella fase di post produzione, che da sola si prende circa il 10-20% del tempo dedicato al progetto. Gran parte del lavoro consiste nell’eliminare sul digitale le imperfezioni intervenute durante la fotografia, fatto questo porcedo ad una seconda elaborazione

della tavola in digitale, rifinendo dettagli molto piccoli e sfumature, che su tavole ad Olio 35x50 ad esempio, sarebbe molto difficile fare a pennello con i tempi stretti di consegna.

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Situazione sinottica di un'illustrazione che vede come protagonisti Batman e Hulk, due dei supereroi che Lucio ha disegnato su commissione nel corso di questi anni

Per anni abbiamo assistito all’eterna lotta tra il bene e il male. Tra l’analogico e il digitale. Una metafora paradossale che ha trovato di fronte conservatori e progressisti ma soprattutto la miopia di chi ha abboccato ad una polemica sterile. Oggi per fortuna questa dicotomia pare superata. Ci si è resi conto, in maniera più o meno inconsapevole, che una tecnica non esclude l’altra, anzi, dalle ibridazioni possono nascere nuove possibilità creative. Sulla base della tua esperienza in produzione, quale credi sia il quadro evolutivo di questa situazione?

Vi parlerò dunque della mia esperienza personale. Ho fatto un percorso formativo molto lungo. Ho iniziato con le tecniche della china e della matita e non ho mai utilizzato i colori fino a 21 anni, a parte i graffiti. Quand’ero ragazzo ero un patito di graffiti, quindi ho utilizzato gli spray, ma non ho mai preso in mano un pennello.

Da lì in poi ho cominciato a dipingere ad acrilico e qualcosina ad acquerello. Solo da pochi anni utilizzo anche i colori ad olio e il painting digitale.

Da qualche anno mi sono interessato alla pittura digitale in quanto i software sono estremamente evoluti e ti permettono di ottenere risultati molto simili alla pittura ad olio. Ti danno la possibilità di accelerare i tempi di produzione quindi si rivelano utili nel campo dell'editoria, dove bisogna essere molto veloci, consegnare in fretta e spesso sì a che fare con editori che vogliono correzioni e cambiamenti che normalmente con la pittura tradizionale sarebbero lunghi da effettuare.

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La scelta dei temi rappresentati è sempre molto decisa ed esplicita in senso figurativo. E' facile riscontrare allo stesso modo citazioni ed evidenti metafore, enfatizzate dalla compresenza degli opposti

Con il digitale oggi si può fare una correzione o uno stravolgimento completo di una tavola in 10 minuti, o persino meno.

Con la pittura tradizionale cambiare ad esempio una tonalità dal blu al viola può richiedere anche giorni di lavoro ma questo ovviamente non è possibile quando i tempi sono molto ristretti.

La pittura digitale è molto più semplice da apprendere rispetto alle tecniche tradizionali, ma è chiaro che se uno ha delle basi di pittura tradizionale è poi anche in grado non solo di applicarle, ma anche di mantenere più consapevolmente una certa indipendenza creativa rispetto allo strumento digitale.

Per contro al grande vantaggio della velocità, lo “svantaggio” della pittura digitale, che secondo me rovina anche il gusto per questo tipo di arte, è che ci sono troppe scorciatoie per ottenere certi risultati come l'utilizzo di fotografie, ritocchi, effetti predefiniti, ecc.

Molti artisti giovani che si vedono oggi in giro sul web, sembrano bravissimi, ma in realtà utilizzano la fotografia e il ritocco fotografico con i vari trucchi di Photoshop e Painter e ottengono risultati che sembrano eccezionali, ma con una consapevolezza spesso limitata.

Credo che solo pochissimi di loro utilizzando un pennello e i colori acrilici o acquerelli riuscirebbero ad ottenere lo stesso quei risultati.

Ci vogliono anni di pratica per poter apprendere le tecniche di pittura ad olio, acrilico o quello che sia, mentre ci vogliono settimane per apprendere le tecniche di colorazione digitale. Se uno si limita al digitale, rinuncia ad un percorso formativo che non lascia indifferenti nel corso della propria carriera.

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Illustrazioni di Lord of the Jungle, in cui il soggetto protagonista è Tarzan

Personalmente apprezzo di più gli artisti che continuano ad utilizzare le tecniche tradizionali o comunque hanno una grande conoscenza di queste.

Nel mio caso, come dicevo prima, un buon 90% è pittura tradizionale, poi intervengo con il digitale per correggere le imperfezioni per finalizzare l'immagine.

Anche a me è capitato di lavorare completamente in digitale in caso di commissioni con tempistiche molto ristrette. La professione costringe a questi compromessi, ma in condizioni “normali” cerco sempre di lavorare il più possibile con mezzi tradizionali, limitandomi all’uso del digitale solo per quelle parti indispensabili per finalizzare un progetto.

Purtroppo molti editori non la pensano come me e quindi pubblicano molto materiale che arriva da tutte le

parti del mondo acquistandolo a basso prezzo.

Il problema è quindi che ci sono persone come me, che hanno studiato per anni per ottenere certi risultati e persone che invece escono dalle scuole e dopo un mese con un ritocco fotografico, un trucco o un filtro di Photoshop ottengono un'immagine che poi rivendono per quattro soldi rovinando il mercato dell'editoria e degli illustratori. E’ normale che tra i due risultati ci sia una differenza a livello artistico, ma è anche chiaro che una casa editrice se può ottenere un'illustrazione pagandola magari un quarto di quello che dovrebbe spendere, preferisce risparmiare.

Quindi ci si ritrova spesso ad essere messi da parte perché, se pur riconosciuti come più bravi, si è più lenti e più costosi.

E' principalmente per questo motivo quindi che non sono pienamente favorevole alle tecniche digitali e sopratutto ai tutorial gratuiti che vengono ogni giorno postati sul web, scavalcando le scuole e gli atelier dei maestri e dei professionisti che insegnano le tecniche e i segreti a chi veramente merita e in modo professionale...

purtroppo ci sono troppi giovani artisti che per farsi pubblicita' "regalano"

le proprie conoscenze tecniche al mondo intero sui canali come "youtube" e di conseguenza da tutte le parti del mondo ovunque ci sia un artista con un computer,internet e una tavoletta grafica puo' velocemente imparare le tecniche in poche settimane, i trucchi di fotoritocco etc.

e, senza alcun rispetto per chi e' un professionista da anni, si propongono sul mercato mondiale alle grosse case editrici per pochi soldi, magari da un paese dove 100 dollari sono uno stipendio

mensile...

rovinando il mercato a chi vive in europa e con 100 dollari non ci fa nemmeno la spesa al supermercato..

Non sono però un integralista, se la tecnica è subordinata all’aspetto artistico, per me va benissimo unire il digitale al tradizionale. Anzi, proprio la fusione delle tecniche può dare spazio a nuove possibilità creative, quindi ritengo che vada valutata come una qualsiasi altra tecnica mista.

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Tra le creature diaboliche su cui Parrillo lavora spesso ritroviamo la celebre Vampirella, autentica icona sexy, protagonista di una delle più note saghe horror-erotiche del mondo dei comics. Di natura malvagia, essendo una vampira, Vampirella ha una componente di pietà che la porta a schierarsi contro demoni e personaggi oscuri, provando continui sensi di colpa quando deve nutrirsi del sangue degli innocenti. Questo rapporto tra il bene ed il male, costante nella psicologia del soggetto, è espresso visivamente alla perfezione da parte di Parrillo nelle sue illustrazioni

Oltre il fatto tecnico, una questione di opportunità. Qualche anno fa, durante la tua gavetta, senz’altro non hai avuto a disposizione la potenza divulgativa della rete. Suppongo che tu abbia dovuto iniziare bussando fisicamente alla varie porte magiche degli editori. Dall’esito della tua professione, le cose sono andate certamente nel verso giusto. Cosa ha comportato per te una gavetta... “analogica” e quali credi che siano le differenze per chi inizia oggi volendo fare della grande passione per il disegno la propria professione?

Quando ho iniziato io non c’era ancora internet. Per farmi conoscere ho dovuto fare un percorso lungo, molto lungo e molto costoso, fatto di viaggi, treni, aerei, alberghi, girando il mondo per riuscire ad incontrare qualcuno che mi desse l’opportunità di pubblicare i miei lavori. Un percorso molto molto difficile che dopo tanti sacrifici ha dato i suoi risultati. Ne sono contento e ne sono orgoglioso.

Oggi grazie alla rete è tutto molto più facile, ma credo che molti ragazzi che iniziano ora ad avvicinarsi a questo mondo sbaglino totalmente l’approccio alla questione.

Ho avuto diversi contatti con i giovani, avendo insegnato alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Una cosa che mi dà parecchio fastidio è sentire i ragazzi che mi chiedono durante i workshop: "Ma come faccio io a contattare l'editor?".

A volte mi ritrovo i ragazzi che mi contattano via Facebook e mi chiedono: "Come faccio a contattare la casa editrice per fargli vedere i miei lavori. Mi passi un contatto?".

Questo è un approccio totalmente sbagliato, perchè denota una superficialità incredibile. Avete facebook, internet, blog, tutto quello che volete. Per trovare il nome di un editor ci vogliono minuti, se non secondi d’orologio.

Ai miei tempi, se dovevo scrivere ad un autore o ad un art director, cercavo di farlo sempre con molto garbo, cercando di non disturbare la loro privacy e di presentarmi sempre in modo composto, professionale.

Oggi invece, molti ti contattano via Facebook, senza nemmeno salutarti, e cominciano a farti domande in maniera arrogante, incazzandosi anche se non gli rispondi subito.

Il mio consiglio per i giovani è quindi quello di proporsi sempre con un certo rispetto verso un editore, perchè la prima impressione è molto importante. Proporsi con educazione e professionalità aiuta ad essere presi in considerazione, piuttosto che essere scartati a priori per via di modi assolutamente inaccettabili.

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Illustrazione di Warlord of Mars, serie di comics che prende spunto dalle sceneggiature di Edgar Rice Borroughs. Il protagonista della serie è John Carter, personaggio che ha ispirato anche un recente film prodotto dalla Disney

Il problema credo risieda nel fatto che molti ragazzi non apprezzino le risorse che hanno. Con la rete, sapendo un minimo come muoversi, nel giro di un’ora, non sto scherzando, potete contattare anche una cinquantina di case editrici. Per fare altrettanto, quando ho iniziato io, ci si mettevano mesi, spesso non si otteneva una risposta. Quando riuscivi a contattare qualcuno, per parlargli e mostrargli i lavori non c’erano i blog e i siti personali. Dovevi fare la valigia, spendere migliaia di euro per voli e alberghi e sperare di non aver viaggiato a vuoto.

Se mi chiedi quindi un consiglio da dare ai giovani che si avvicinano a questo lavoro dico una cosa: avete questa opportunità, la rete, e sfruttatela diamine. E fatelo nel modo giusto.

Naturalmente, come lo fate voi lo faranno tantissime altre persone nel mondo e quindi il mio consiglio è quello di non limitarsi ad applicare qualche filtro in photoshop e sparare immagini di qua e di là, finendo direttamente nel cestino, ma di imparare bene il mestiere. Per fare questo ci vogliono anni, impegno, sacrifici, ma se si ha talento e determinazione, state certi che i risultati arrivano.

Quando sarete diventati bravi potrete mettervi in concorrenza con gli artisti del resto del mondo. Senza temere confronti. Perchè il mercato è fatto di concorrenza. Se un editore deve pubblicare qualcosa, sceglie tra i lavori di tanti artisti, tra cui voi.

E la rete ha aumentato esponenzialmente il numero di artisti che si affacciano sul mercato. Se 10 anni fa si era in competizione con una decina di artisti italiani, per rendere l’idea, oggi si è in competizione con 1500 artisti di tutto il mondo, che puntano tutti allo stesso obiettivo: essere pubblicati.

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Lucio all'opera su una tavola di Vampirella

Molti artisti operano, con eccellenti risultati, esclusivamente con strumenti digitali. Ritieni che vi sia il rischio di una iperofferta artistica? Guardando le gallery delle principali community si nota un certo appiattimento. Tanti lavori, pur validissimi, sembrano assomigliarsi molto. Quali sono i caratteri necessari per emergere ed imporsi oggi nel mercato dell’illustrazione e del fumetto?

Mi ricollego al discorso proposto in precedenza, per cui la tecnica digitale, se utilizzata in modo superficiale, produce un bell’effetto, ma appiattisce l’artista.

Ciò è dovuto al fatto che i programmi di grafica come Photoshop e Painter ti offrono talmente tanti trucchi e stratagemmi che alla fine si rischia di fare tutti le stesse cose, se non si è guidati da una vera consapevolezza tecnica e creativa.

C’è un altro problema. Le mode del momento. Oltre agli strumenti dei software. Tanti artisti si ispirano a determinati artisti, in genere quelli più famosi, si tende tutti a fare un po' come si faceva una volta in Italia con il fumetto.

Mi ricordo c'è stata l'epoca, circa una decina di anni fa in cui c'era Claudio Castellini, mio grande amico. Castellini ha avuto un grande successo con la sua tecnica, molto particolare ed innovativa. Era famosissimo in Italia ed è stato uno dei primi italiani se non il primo a lavorare anche per i grandi editori stranieri, tra cui la Marvel Comics.

Questo boom eccezionale con il suo stile particolare cosa ha causato? Una moda del momento. Di conseguenza tutti gli italiani puntavano a diventare bravi come Castellini. Ma non parlo solo di ragazzini alle prime armi. Anzi. C'è stato un periodo di quattro o cinque anni in cui molti disegnatori in bianco e nero a china che lavoravano per Bonelli o Marvel erano dei cloni di Castellini.

Oggi sta succedendo la stessa cosa con il digitale.

Tutto per una questione di rapidità, nel senso che è troppo semplice e rapido ottenere un certo risultato e quindi non c'è neanche il tempo di metterci la propria personalità che già uno ritiene concluso un certo lavoro.

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Una cover di Lord of the Jungle

Se tu per imparare una tecnica ci metti cinque anni, in quei cinque anni hai un'evoluzione lenta, graduale, che ti permette di perfezionare la tecnica e metterci soprattutto le tue emozioni, il tuo carattere, i tuoi momenti di vita vissuti anche nelle tue opere.

Se tu una tecnica digitale la impari in un mese, arrivato ad un certo punto ti blocchi e diventi il clone di tizio perché hai basato la tua tecnica copiando da un altro illustratore.

Le tue immagini quindi messe su un blog o su Internet rischiano di essere sfogliate velocemente ma di non colpire nessuno perché mancano di personalità. Sanno di visto e rivisto. Belle, si, ma ne abbiamo già una tonnellata.

Nelle opere di chi opera principalmente con la tecnica tradizionale invece ritroviamo dei caratteri di personalità in cui è molto più facile riconoscere le qualità dell’artista, oltre che del lavoro. Questo è dovuto al fatto che chi sa lavorare con le tecniche tradizionali, a prescindere dal fatto che poi operi o meno in digitale, ha affrontato quella gestazione artistica che chi è partito con una full immersion in photoshop o painter non ha.

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Tarzan alle prese con un leone in una scena illustrata per Lord of the Jungle

Dal punto di vista commerciale, il fatto di utilizzare strumenti pittorici tradizionali consente di poter mettere in vendita gli originali, che rimangono pezzi unici. Per un artista del tuo livello quanto si può ritenere significativa questa opportunità?

Il fatto di dipingere con tecnica tradizionale mi permette di avere dei quadri dei quali io vado orgoglioso, per quanto io mi senta ancora assolutamente in fase di crescita e ben lungi dall’essere arrivato.

Non sono mai soddisfatto dei miei lavori, anzi, sono assolutamente critico in maniera spietata verso me stesso. Sento di dover scalare ancora una montagna per quanto riguarda il mio livello artistico.

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Queen Sonja è un'altra serie di fumetti cui Parrillo presta spesso i propri servizi. Ancora una volta un soggetto femminile molto affascinante, caratterizzato dai capelli rossi, particolare che la rende nota anche con il nome di Red Sonja

Certo è una fortuna poter avere gli originali, una cosa è avere un file sull'hard disk, ben altra cosa è avere un quadro dipinto ad olio su tela dove tu puoi vedere le pennellate sulla grana della tela, c’è una sensazione materica che il digitale purtroppo non è in grado di offrire, pur potendo riproporre un risultato visivo assolutamente identico. Per questo credo che la produzione artistica con tecnica tradizionale non si esaurirà mai.

Abbiamo quadri che risalgono a tempi antichissimi, quindi mi auguro di poter anch'io lasciare una traccia alle prossime generazioni magari in un museo o in qualche collezione privata. Vivo e lavoro con questo obiettivo.

Anche per questo motivo faccio volentieri il lavoro tradizionale piuttosto che sfruttare solamente il digitale.

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Cover di Queen Sonja

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Altre due illustrazioni di Lucio Parrillo per la serie a fumetti Queen Sonja

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Modificato da franci2k5

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grazie ragazzi, spero di non essere frainteso, sono un "fan" del digitale e stimo tantissimo chi lavora in 3D..anzi sono io stesso un modellatore in Maya e massimo rispetto x chi fa questo lavoro, grandi talenti e grandi scultori digitali, e animatori 3D..il mio discorso era riferito a chi "dipinge" ovvero fa il mio mestiere con programmi di grafica 2D...come photoshop o painter che dopo aver imparato la tecnica si propone sul mercato facendo concorrenza Sleale a NOI che ci siamo sudati la nostra posizione col sangue, dopo anni di sacrifici, soldi investiti in viaggi, scuole, lezioni dai maestri degli anni passati, fatica nello sperimentare le tecniche ...vedere che ci sono giovani artisti che si "svendono" a pochi soldi alle case editrici, sia artisti dai paesi in via di sviluppo che dall'Italia(anche miei ex allievi)...questo, distrugge il mercato nostro e anche vostro.

quando io andavo a scuola e avevo 18 / 20 anni, i miei maestri ci dicevano.."VOI che siete bravi, proponetevi alle case editrici e fatevi pagare come NOI ci facciamo pagare per non rovinare il mercato".....tranne ME e pochi altri ...tutti gli altri ragazzi si sono "prostituiti" vendendosi a poche lire ai vari editori, hanno distrutto il mercato dell'editoria...che oggi non permette piu' di poter campare facendo l'illustratore in alcuni settori...ho colleghi(gli stessi che si davano via per 4 soldi) che oggi fanno la fame..e sono costretti a fare un secondo lavoro per pagarsi l' affitto!!! i nostri maestri NOn lavorano piu' in questo campo...fanni i "pittori"...

oggi sta succedendo la stessa, cosa anche peggio, per via dei Tutorial online "free" x tutti......bello che ci siano tanti talenti che da ogni parte del mondo dimostrano le loro eccezionali capacita', e' stimolante anche per noi, mi fa piacere....ma l'importante e' che NON VENGA rovinato il MERCATO del lavoro mondiale, ma sta gia' accadendo....purtroppo....di questo passo noi con L'Euro faremo la fame e chi vive in India o in sud america, comodamente seduto a casa davanti al suo pc, potra' fare l'illustratore per pochi dollari che li gli permettono di vivere bene anzi anche di essere "ricco" nel suo paese.....

le grosse case editrici, hanno abbastanza soldi per pagare BENE! FATEVI PAGARE decentemente!!! NON datevi via x 4 soldi...sia voi Italiani che avete 20 anni e siete appena usciti da scuola, sia chi sta al'estero...meritate di essere pagati come un professionista!

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Ti ringrazio Lucio per aver aggiunto questa ulteriore precisazione. Il punto è molto chiaro ed è una difficoltà generale che risiede nella non competitività del nostro mercato rispetto a quello dei paesi "emergenti" in cui si opera con un regime fiscale molto più blando, spesso e volentieri senza un software... e con costi della vita che sono anche dieci volte inferiori ai nostri.

Uno scontro frontale è logicamente impossibile, l'unica soluzione è cercare di ritagliarsi una nicchia di eccellenza dove la maggior parte degli artisti non è in grado di inserirsi, o non sente l'esigenza di doverlo fare.

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I miei complimenti per i lavori eseguiti, sono di altissimo livello, capisco benissimo quanto da te esposto in ordine allo svendersi. Dopo tanti anni di studio, per non svendermi, ho deciso drasticamente di fare altro (un impiego che mi da da vivere), disegnare, dipingere, creare (nel modo tradizionale, sperimentando tutte le tecniche e supporti possibili) quindi questa attività intesa come Arte la faccio per me e pochi altri. Ma voglio precisare che da qualche hanno mi sono avvicinato al 3D, per me un mondo nuovo e, che apprezzo molto, unitamente al 2D che in rete mi ha fatto conoscere delle persone che hanno grandi capacità. Ho visto anche qualcuno su questo sito che utilizza un misto di 3d e 2d creando una sua tecnica che ho ammirato molto. Nelle tecniche digitali 3D non ho ancora raggiunto i livelli sperati, ma devo dire invece che i tutorial su Yotube mi aiutano molto, pertanto ritengo utili questi ultimi. Faccio un augurio di Buon 2013 a te, a treddi.com e, tutti coloro che su questo sito ogni giorno mi, consentondo di acquisire qualche nozione in più.

Saluti

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Per prima cosa, grandi complimenti a Lucio per il suo lavoro :)

Sul discorso dello svendersi, il digitale, etc, avendo lavorato 10 anni su carta ed essendo poi passato al digitale, ed avendo adesso 40 anni, invece, non sono d'accordo :)

Tra l'altro ho e ho avuto dei collaboratori a cui ho insegnato e attualmente insegno anche in un istituto internazionale (Polimoda)

Ha ragione su alcuni punti, ma secondo me è troppo in ansia, ci sono passato anche io, ma per fortuna le cose non sono girate come temevo all'inizio ed ho avuto anche delle spiegazioni sul perchè.

Io sono un'illustratore scientifico-divulgativo, prevalentemente per ragazzi, lavoro quindi in un settore diverso, ma direi che i problemi possono essere simili.

Sono proprio uno di quelli che non si è mai preoccupato di spiegare agli altri come si fa o a fare making of etc, ovviamente gratuiti, sia in italiano che per l'estero.

Prevalentemente la cosa non mi preoccupa ma anzi mi da piacere evidentemente, altrimenti non lo farei, credo che mi dia soddisfazione il fatto che la gente voglia sapere da me come faccio a fare le cose, siccome già lo faccio essendo pagato, mi piace il poterlo dare anche un tot aggratis.

Non mi spaventa il crearmi da solo della concorrenza forse sleale?

No, principalmente, penso, perchè sono abbastanza presuntuoso da pensare che non basti quello per farmi concorrenza.

Un'aneddoto mi ha fatto pensare alla cosa nel modo giusto (secondo me ovviamente):

qualche anno fa anche io cominciavo a preoccuparmi per la concorrenza crescente, perchè comunque internet era già invasa da bravissimi artisti dal tutto il mondo che costavano sicuramente molto meno di me, in più, proprio con l'avvento dell'euro, come artista italiano non ero più così a buon mercato come prima, quando un editore inglese pagandoti in sterline, lui spendeva poco e te guadagnavi da nababbo, non parliamo poi degli stati uniti, etc, quindi diciamo che secondo me, di tutte le menate varie, in realtà l'Euro è stata la cosa peggiore.

Ma, dicevo, c'erano tutti questi artisti bravissimi ai miei occhi, che facevano cose stupende, secondo me molto più belle delle mie, e che costavano molto meno, dalla Cina, dai paesi dell'Est, etc. e quindi non capivo perchè un editore avrebbe dovuto continuare a dare lavoro a me e spendere di più, quando poteva darlo a loro, spendendo molto meno.

Un giorno, molto semplicemente, ad un editore internazionale con cui avevo una certa confidenza, quindi abituati loro a lavorare anche con gente da altri paesi, glielo chiesi:

"ma perchè date lavoro a me che vi costo un botto se ci sono artisti da altri paesi, bravissimi, che vi costerebbero molto meno?"

La risposta fu:

"Se me lo trovi te uno di questi che costa poco che fa esattamente il lavoro come lo fai tu, mandamelo che te in effetti sei un po' caro"

Il discorso continuò ovviamente, mi disse che ok, lavori degli altri bellissimi, ma lui non aveva bisogno di draghi, fanciulle scosciate, mostri e alieni, lui voleva uno che se gli chiedeva di fare una scena storica sull'antica Roma, gli portava tutto fatto, corretto, che se poi la faceva controllare all'autore non c'era un errore storico nemmeno a cercarlo con la lente, e in più senza nemmeno bisogno di dare materiale o referenze all'illustratore, e se poi il giorno dopo aveva bisogno di una scena di vita quotidiana nella savana, idem, lui ha bisogno di un'illustratore a cui da il LA e poi lui sa esattamente cosa fare; mi disse "se vado dal cinese bravissimo che non ha mai fatto queste cose, e mi passo 15 giorni a cercare di fargli capire cosa deve fare e alla fine tanto non mi darà mai lo stile che voglio perchè non è nelle loro corde, dov'è che ho risparmiato?"

Ora, è vero, io lavoro in un settore d'elite molto di nicchia, io non ho fans, non ho gente che mi segue, nessuno sa chi sono, nessuno vuole fare il mio lavoro perchè nemmeno sanno che esiste, mentre Lucio lavora in un settore seguitissimo, molto di moda, ha fans, gente che lo segue e gente che vuole diventare come lui e fare il suo lavoro, però i fondamentali mica cambiano;

non mi dirai Lucio che uno che usa 3 filtri, ti fa concorrenza o_O !!?!??

I problemi che dici io li posso vedere per questa gente tra di loro, per uno che arriva a 6, con tutti gli altri che arrivano a 6, ma tu che arrivi a 10, di che ti preoccupi?

Perchè un editore che vuol risparmiare usa quello che arriva a 6 e non chiama te che arrivi a 10 perchè costi di più?

Ma quell'editore lì a te non ti chiama lo stesso Lucio.

E' una concorrenza fasulla, apparente, in realtà non t'ha rubato niente, e comunque hanno avuto un lavoro da 6, non da 10.

La questione è questa, usando 3 filtri nessuno fa i tuoi lavori, e se insegni aggratis a qualcuno e quello diventa bravo come te, vuol dire che lo diventava lo stesso, altrimenti non lo diventa nemmeno se gli insegni quello che non sai nemmeno tu(cioè il 99,9% dei casi)

Insomma, secondo me il professionista oltre un certo livello non ha da preoccuparsi, i giovani hanno comunque da accettare i tuoi suggerimenti, anche se, è un po' facile da parte nostra dirgli di non svendersi quando hanno da entrare in un campo difficile per loro, è ovvio che un giovane ha bisogno di giocare sul prezzo per poter sperare di entrare, se fa i prezzi nostri, che siamo già entrati e assodati, è ovvio che non possono entrare, perchè un'editore dovrebbe dare lavoro a uno che costa uguale e non da nessuna garanzia?

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Bella intervista e maravigliosi lavori ...... complimenti Lucio , strameritati :Clap03:

Concordo con il pensiero espresso da Stalio e a mio parere vale anche per molti altri campi .... quasi tutti direi ;)

P.S.

Stalio su una cosa in effetti mi trovo in disaccordo con te .... non è vero che fan non ne hai .... almeno qui su treddi credo di poter dire che chi ha potuto seguire almeno uno dei tuoi lavori ti stimi e ti ammiri per capacità tecniche ed artistiche indiscusse e molto rare ..... sei seguito molto di più di quanto tu creda :ph34r: ....... ;)

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ciao a tutti e grazie delle risposte :D in effetti il vostro discorso e' anche giusto...arrivati ad un certo livello uno non dovrebbe preoccuparsi....ma dal mio punto di vista, ho vissuto personalmente la faccenda e molti miei colleghi idem...non faccio nomi pr correttezza, non cito le case ditrici....ma negli ultimi 4 anni, molti illustratori Italiani ed Euopei sono stati "licenziati" molto delicatamente dagli arti directors con un semplice "click" sulla tastiera, perche' hanno avuto una valanga di artisti che via web dai paesi in via di sviluppo(che poi secondo me sono gia' abbatsanza sviluppati... B) gli hanno porposto i propri lavori, sono stati presi e ora non c'e' spazio per i colleghi ..me incluso.....mi sono stati porposti lavori a delle cifre cosi ridicole qui in Italia ma anche all'estero...che per potere accettare quel lavoro a quei prezzi, dovrei come minimo trasferirmi in Cina, qui in Italia non ci faccio nemmeno la spesa al supermarket....infatti dopo il mio rifiuto quella famosa casa editrice ha preso un Brasiliano pagandolo cifre ridicole.....potrei farvi tanti altri esempi.....purtroppo e' la verita', a questo si aggiungono i miei ex allievi, e giovani ragazzetti che vivono a casa con mamma e papà che pur di farsi pubblicare dalla grossa casa editrice...lavorano GRATIS!!!!!! e ce ne sono davvero tanti....

questo e' cio' che sta succedendo nel settore comics e fantasy....

per quanto mi ritengo un buon illustratore, sono ancora in fase di crescita, continuo a studiare x migliorarmi, e mi rendo conto che ci sono davvero artisti digitali e tradizionali che sono davvero a livelli molto superiori rispetto a me, la cosa mi stimola e mi da la spinta a fare di piu'...ma allo stesso tempo mi fa capire che un editor ci mette 10 secondi a salutarti e prendere uno piu' bravo di te...

il livello si molto alzato in questi ultimi anni, 20 ani fa c'erano Frazetta e Vallejo....e pochissimi altri mostri....oggi ci sono 200 artiti anche piu' bravi di Frazetta e di Vallejo.....e tutto questo perche' le famose tecniche che una volta si tramandavano tramite scuola, atelier da maestro ad allievo...oggi sono spiattellate gratuitamente sul web...

trovo che sia come dicevo prima un arma a doppio taglio... :blink:

comuqnue e' un mio punto di vista...ne riparleremo tra 5 o 10 anni... :wallbash:

buone feste a tutti :-) e complimenti x i vostri lavori, ho dato una sbirciata, davvero belle cose!!!

a presto! (y) :hello:

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