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rendering Pixar

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salve a tutti,

sto traducendo un articolo del New Yorker sulla Pixar. Il critico cinematografico Anthony Lane visita gli stabilimenti di Emeryville e racconta il processo creativo/produttivo di un film Pixar.

Ci sono alcuni passaggi - in particolare quello sul rendering - che per un non-tecnico sono impossibili.

Mi chiedevo se potrei porvi qualceh breve quesito, in questa sede. o se avete da consigliarmi un buon glossario di computer grafica inglese-italiano. (disolito traduco i dialoghi dei film, non le specifiche tecniche!)

ciao

diana

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Ciao Diana, posta pure le domande che in qualche modo dovremmo riuscire a risolverti il problema ;)

Ringrazio jxfala per la disponibilità.

Comincio con la prima sezione problematica. Fornisco il mio tentativo di traduzione, con evidenziati in grassetto i punti critici, e sotto l'originale, come riferimento.

Sezione 1.

Dopo che hai partorito una trama, crei uno storyboard che a sua volta viene trasformato in uno story-reel: una serie rudimentale di immagini, con abbinato il suono, che si possono scorrere più o meno come un flip-book (credo si possa lasciare l'inglese - libretto di immagini animate). Il doppiaggio è fatto in casa, le voci provvisorie sono dei dipendenti della Pixar. Poi, l’art department (oppure: reparto scenografie?) svolge ricerche approfondite, i set dressers (arredatori?) riempiono gli sfondi, i modellers (modellisti?) lavorano ai personaggi, mentre gli addetti al layout forniscono forma e movimento di base. Un bel po’ dopo, vengono convocati gli attori che registrano le battute dei dialoghi, sapendo che saranno richiamati a registrarne di nuovi, via via che il film procede: un ritmo di lavoro maestoso e solenne, quello della Pixar, che basta a scioccare il novizio.

Having hatched your tale, you create a storyboard, which in turn leads to a story reel: a rough series of images, with sound to match, that can be shown more or less like a flip book. Voices are provided in-house by Pixar employees, on a temporary basis. The art department then delves into detailed research, the set dressers fill in the backgrounds, the modellers work on the characters, while the guys in layout provide basic form and motion. Quite a while later, actors come in to record the lines, and they can expect to be called back for re-recording as the film proceeds; the peculiar pace of Pixar, as stately as a royal barge, is enough to freak out the novice.

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Ri-posto l'originale, che in blu non si legge.

scusate,

dia

Having hatched your tale, you create a storyboard, which in turn leads to a story reel: a rough series of images, with sound to match, that can be shown more or less like a flip book. Voices are provided in-house by Pixar employees, on a temporary basis. The art department then delves into detailed research, the set dressers fill in the backgrounds, the modellers work on the characters, while the guys in layout provide basic form and motion. Quite a while later, actors come in to record the lines, and they can expect to be called back for re-recording as the film proceeds; the peculiar pace of Pixar, as stately as a royal barge, is enough to freak out the novice.

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Sezione 2.

Dopodiché, entrano in gioco gli animatori che danno lo sprint finale. A volte, se tutto fila liscio, riescono a realizzare anche una sequenza di due secondi al giorno. Certo, spesso la mattina dopo la cestinano e ricominciano da capo – come sonettisti d’altri tempi che, con la barba lunga dopo una notte insonne, stracciano le bozze dei loro componimenti – ma la pignoleria paga sempre. Una parte del lavoro di animazione più ostico passa agli effetti speciali. Quando tutti questi reparti hanno finito, il risultato viene consegnato agli addetti al lighting (illuminazione?). E quando anche loro hanno finito, c’è il rendering, il momento della “resa” . Da non confondersi con la restituzione delle copie invendute, significa che le immagini animate vengono trasformate – o, come mi ha detto un tecnico, smooshed, spiaccicate – in a flat digital frame (fotogramma digitale piatto?) .

Next, the animators give the whole thing juice and spark. Sometimes, when everything is firing, they can create as much as two seconds of footage per day. True, they tend to rip it up the next morning and start afresh, like stubbled sonneteers crumpling their drafts after a late night, but pickiness always pays. Some of the more intractable animation work goes to effects. When everyone is done, the result is delivered to the folks at lighting. And, when they are done, it’s rendering time. Not to be confused with the rendering of animal waste, this means that animated images are transformed—or, as one employee described it to me, “smooshed”—into a flat digital frame.

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Dal mio punto di vista lascerei le parole in grassetto nella loro lingua di appartenenza. Sono tecnicismi propri delle figure professionali ricoperte nell'azienda, sarebbe davvero inopportuna una traduzione.Al massimo un integrativo tra parentesi,che ovviamente andra' a modificare l'articolo.

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Sezione 3. (ultima, spero, ma la più oscura per me)

Un film (nel senso di "pellicola" o di film?) gira a 24 fotogrammi al secondo, e nei film della Pixar ci sono singoli fotogrammi così pieni di informazioni visive che per renderizzarli ci vogliono quasi 40 ore. Un fotogramam medio, comunque, si renderizza in a flash (?). A flash dura circa 7 ore. L’ultima fase del processo è affidata ai mixer, who layer la musica, il dialogo e gli effetti sonori in una traccia audio. Ecco come si fa un film Pixar. Facile. Di solito ci vogliono circa quattro anni.

A film runs at twenty-four frames a second, and there are individual frames in Pixar films so crammed with visual information that they require almost forty hours to render. An average frame, however, is done in a flash. A flash lasts about seven hours. The last stage in the process belongs to the mixers, who layer the music, dialogue, and sound effects into an audio track. And that’s how you make a Pixar movie. Easy. Normally, it takes about four years.

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Dal mio punto di vista lascerei le parole in grassetto nella loro lingua di appartenenza. Sono tecnicismi propri delle figure professionali ricoperte nell'azienda, sarebbe davvero inopportuna una traduzione.Al massimo un integrativo tra parentesi,che ovviamente andra' a modificare l'articolo.

Ciao Houdini, e grazie di essere intervenuto.

Cioè lasceresti la mia traduzione così com'è? Gli addetti al lighting, è una formula accurata in italiano? O meglio addetti all'illuminazione?

Il rendering è meglio di il render?

Considerando che l'articolo sarà pubblicato su Internazionale, cioè una rivista non tecnica, mi pongo il problema di rendere la lettura accessibile a tutti.

Grazie ancora

dia

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Ciao Houdini, e grazie di essere intervenuto.

Cioè lasceresti la mia traduzione così com'è? Gli addetti al lighting, è una formula accurata in italiano? O meglio addetti all'illuminazione?

Il rendering è meglio di il render?

Considerando che l'articolo sarà pubblicato su Internazionale, cioè una rivista non tecnica, mi pongo il problema di rendere la lettura accessibile a tutti.

Grazie ancora

dia

Si ma rendere la lettura accessibile a tutti non significa mutilare la figura professionale della persona.

Poi questo è il mio punto di vista :-)

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Sezione uno

Story reel lo lascerei tale e quale.

I flip book sono quei libretti che hanno in ogni pagina un disegno diverso e che se fatti scorrere velocemente danno l'idea del movimento, quindi anche qui lascerei flip book (non so se ci sia una parola in italiano per descriverli).

Art department e set dresser sono due professioni che ci sono anche nei film girati con attori in carne e ossa quindi a te la scelta di tradurli o meno, mentre modellers si traduce modellatori.

Layout lo tradurrei come struttura generale.

Sezione due

Reparti è corretto.

Lighting lo puoi lasciare così o tradurlo, a te la scelta.

Rendering è corretto, non esiste una traduzione vera e propria in italiano.

flat digital frame è un gioco di parole e non un tecnicismo quindi devi tradurlo. Praticamente visto che si parla di 3D, il rendering è quel processo che traduce il tutto in una semplice immagine bidimensionale (flat), come una foto. Io lo tradurrei come fotogramma piatto.

Sezione tre

Film va bene così.

Con in a flash secondo me intendono in un lampo. Visto che ci sono fotogrammi che impiegano anche 40 ore per essere calcolati, quelli che vengono renderizzati in 7 ore possono dirsi finiti molto velocemente, cioè in un lampo.

The mixer who layer the music lo tradurrei come mixaggio audio, che applica la musica e gli effetti sonori. Il verbo layer secondo me si riferisce al fatto che il sonoro è gestito in più passaggi, magari prima gli effetti audio, poi i rumori, poi la colonna sonora vera e propria... visto che in italiano applica il sonoro per strati suona veramente male, io layer proprio non lo riporterei.

Spero di esserti stato d'aiuto. Ciao!


Modificato da jxfala

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Sezione uno

Story reel lo lascerei tale e quale.

I flip book sono quei libretti che hanno in ogni pagina un disegno diverso e che se fatti scorrere velocemente danno l'idea del movimento, quindi anche qui lascerei flip book (non so se ci sia una parola in italiano per descriverli).

Art department e set dresser sono due professioni che ci sono anche nei film girati con attori in carne e ossa quindi a te la scelta di tradurli o meno, mentre modellers si traduce modellatori.

Layout lo tradurrei come struttura generale.

Sezione due

Reparti è corretto.

Lighting lo puoi lasciare così o tradurlo, a te la scelta.

Rendering è corretto, non esiste una traduzione vera e propria in italiano.

flat digital frame è un gioco di parole e non un tecnicismo quindi devi tradurlo. Praticamente visto che si parla di 3D, il rendering è quel processo che traduce il tutto in una semplice immagine bidimensionale (flat), come una foto. Io lo tradurrei come fotogramma piatto.

Sezione tre

Film va bene così.

Con in a flash secondo me intendono in un lampo. Visto che ci sono fotogrammi che impiegano anche 40 ore per essere calcolati, quelli che vengono renderizzati in 7 ore possono dirsi finiti molto velocemente, cioè in un lampo.

The mixer who layer the music lo tradurrei come mixaggio audio, che applica la musica e gli effetti sonori. Il verbo layer secondo me si riferisce al fatto che il sonoro è gestito in più passaggi, magari prima gli effetti audio, poi i rumori, poi la colonna sonora vera e propria... visto che in italiano applica il sonoro per strati suona veramente male, io layer proprio non lo riporterei.

Spero di esserti stato d'aiuto. Ciao!

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Sezione uno

Story reel lo lascerei tale e quale.

I flip book sono quei libretti che hanno in ogni pagina un disegno diverso e che se fatti scorrere velocemente danno l'idea del movimento, quindi anche qui lascerei flip book (non so se ci sia una parola in italiano per descriverli).

Art department e set dresser sono due professioni che ci sono anche nei film girati con attori in carne e ossa quindi a te la scelta di tradurli o meno, mentre modellers si traduce modellatori.

Layout lo tradurrei come struttura generale.

Sezione due

Reparti è corretto.

Lighting lo puoi lasciare così o tradurlo, a te la scelta.

Rendering è corretto, non esiste una traduzione vera e propria in italiano.

flat digital frame è un gioco di parole e non un tecnicismo quindi devi tradurlo. Praticamente visto che si parla di 3D, il rendering è quel processo che traduce il tutto in una semplice immagine bidimensionale (flat), come una foto. Io lo tradurrei come fotogramma piatto.

Sezione tre

Film va bene così.

Con in a flash secondo me intendono in un lampo. Visto che ci sono fotogrammi che impiegano anche 40 ore per essere calcolati, quelli che vengono renderizzati in 7 ore possono dirsi finiti molto velocemente, cioè in un lampo.

The mixer who layer the music lo tradurrei come mixaggio audio, che applica la musica e gli effetti sonori. Il verbo layer secondo me si riferisce al fatto che il sonoro è gestito in più passaggi, magari prima gli effetti audio, poi i rumori, poi la colonna sonora vera e propria... visto che in italiano applica il sonoro per strati suona veramente male, io layer proprio non lo riporterei.

Spero di esserti stato d'aiuto. Ciao!

D'aiuto? Incredibilmente d'aiuto.

Sì, credo che layer sia usato nel senso di "stratificare" o sovrapporre, combinare. Ma opterò per la tua soluzione. Ero indecisa su reparti (department), ma va bene allora. Ah, quell' in a flash era ironico... Ero troppo stressata per apprezzarlo.

Ora inserisco le correzioni e invio la versione tradotta completa, per eventuali future correzioni di altri. Grazie ancora, a te e a tutti.

dia

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ciao jxfala,

vedo ora che non ho inserito il messaggio nella mia ultima risposta!

Ti ringraziavo per il tuo fantastico contributo. Chiarissimo ed efficace. Grazie ancora.

Ho cercato di seguire le tue istruzioni, e ti copio e incollo quello che ne è uscito.

Se hai tempo e voglia, dagli un'occhiata. E se non ci sono obiezioni, e non leggi cose che ti fanno saltare sulal sedia, consegno così.

dia

Una volta buttata giù la trama, si crea uno storyboard che a sua volta viene trasformato in uno story-reel: una serie rudimentale di immagini, con abbinato il suono, che si possono scorrere più o meno come un flip-book, uno di quei libretti di disegni che, sfogliati rapidamente, creano un effetto animato. Il doppiaggio provvisorio è fatto in casa, con le voci dei dipendenti della Pixar. Poi, l’art department, il reparto che si occupa di scene e costumi, svolge un approfondito lavoro di ricerca, gli arredatori riempiono gli sfondi, i modellatori lavorano ai personaggi, mentre gli addetti al layout, cioè alla struttura generale, forniscono forma e movimento di base. Un bel po’ dopo vengono convocati gli attori, che registrano le battute dei dialoghi, pronti a essere richiamati a registrarne di nuovi via via che il film procede: un ritmo di lavoro maestoso e solenne, quello della Pixar, fatto apposta per scioccare il novizio.

Dopodiché, entrano in gioco gli animatori che danno la coloritura e lo sprint finale. A volte, quando tutto fila liscio, riescono a realizzare anche una sequenza di due secondi al giorno. Certo, spesso la mattina dopo la cestinano e ricominciano da capo – come sonettisti d’altri tempi che, con la barba lunga dopo una notte insonne, stracciano le bozze dei loro componimenti – ma la pignoleria paga sempre. Una parte del lavoro di animazione più difficile passa agli effetti speciali. Quando tutti questi reparti hanno finito, il risultato viene consegnato agli addetti all’illuminazione. E quando anche loro hanno finito, c’è il rendering, il momento della “resa” . Da non confondersi con la restituzione delle copie invendute, consiste nel trasformare – o, come mi ha detto un tecnico, “spalmare” – le immagini animate in un fotogramma digitale piatto. Un film gira a 24 fotogrammi al secondo, e nei film della Pixar ci sono singoli fotogrammi così pieni di informazioni visive che per renderizzarli ci vogliono quasi quaranta ore. Un fotogramma medio, comunque, si renderizza in un lampo. Un lampo che dura circa sette ore. L’ultima fase del processo è affidata ai tecnici del mixaggio, che miscelano musica, dialoghi e effetti sonori in una traccia audio. Ecco come si fa un film Pixar. Facile. Di solito ci vogliono circa quattro anni.

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Ciao diana, per me puoi consegnare, direi che fila tutto liscio ;)

fantastico!

ti avviso appena esce, se ti interessa.

Ancora grazie

dia

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farei una correzione, forse:

trasformare le immagini animate in fotogrammi digitali piatti.

(anziché "in un fotogramma digitale piatto")

d

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