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Ciao!

Per ringraziarvi della gallery vorrei condividere con voi il workflow di una mia illustrazione e temo di poterlo fare soltanto mostrandovi la genesi di una illustrazione personale, senza scadenze né vincoli stilistici (ciò significa che potrei tirarla eccessivamente per le lunghe). Inizio quindi il thread avendo già stampato in mente il mood che l'immagine finale dovrebbe trasmettere: solitudine ma anche drammaticità ed autocompiacimento. Per ora ho da mostrarvi soltanto uno sketch. L'idea è quella di un bambino seduto su di un parquet, che gioca con una macchinina giocattolo, in una stanza vuota. La scena sarà illuminata da una forte luce solare, al tramonto, proveniente da sinistra (attraverso una porta o una finestra). La palette sarà prevalentemente calda. Le ombre saranno lunghe e relativamente fredde, riempite da una luce di rimbalzo delle pareti blu/azzurre o di una seconda fonte luminosa.

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Arrivederci al prossimo update in cui mostrerò quella che sarò la composizione (spiegando i perché ed i percome) ed i chiaroscuro. In questo percorso non esitate ad esternare i vostri dubbi/domande/suggerimenti ma, soprattutto, le critiche o "cosavreifattoio", di queste sono bulimico (bulimia intesa nella sua migliore accezione etimologica).

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Mi aggrego con vivo interesse e ringrazio anticipatamente per questo "MIP" (Make-of In Progress); sicuramente una formula interessantissima.

Prima domanda: "Schizzo tradizionale su carta o direttamente su tavoletta/cintiq"?

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"MIP" (Make-of In Progress)

Definizione azzeccatissima e molto molto stimolante.

Sono una cippa in queste cose ma sicuramente sembra davvero interessante e seguo con molto interesse il tuo lavoro... ;)

:hello: :hello:

Bebbu

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Inviata (modificato)

Mi aggrego con vivo interesse e ringrazio anticipatamente per questo "MIP" (Make-of In Progress); sicuramente una formula interessantissima.

Prima domanda: "Schizzo tradizionale su carta o direttamente su tavoletta/cintiq"?

I like "MIP"!

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Schizzo su cintiq (ma soltanto perchè il Mac era acceso e più velocemente raggiungibile di una matita. Alcune idee le partorisco su di un post-it). Lo sketch non sarà presente nemmeno per mezzo pixel nell'immagine finale ma uso comunque un brush appositamente creato. Anzi, una pencil che, a differenza del brush, ha un prepotente aliasing nel tratto: modalità multiply, 80% di trasparenza, tip shape (la forma) rotonda ma con bordi irregolari ed uno spacing intorno al 20%. Lo spacing dipende molto dal tip shape quindi prendete questi valori con le pinze. Il colore è un marrone molto scuro e desaturo che, vista la modalità multiply, tenderà al nero per pressioni maggiori e/o ripassate. In Corel Painter è presente nativamente il brush pencil (HB, 2B etc. etc.), fantastico per questo genere di cose. Comunque, come dicevo, qui non è importante essere meticolosi. Basta lasciare traccia della propria idea e farlo nel minore tempo possibile. Perché quindi non usare un brush standard, tondo, senza troppi fronzoli, che il tratto è talmente fino che non si notano texture né tanto meno variazioni di colore e per di più non avremo traccia di questo step nell'immagine finale? - vi chiederete? Il motivo lo scoprirete nelle prossime puntate (aaah, adoro creare hype!).


Modificato da Emmemeno

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Rieccomi. Oggi voglio parlarvi di composizione.

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Ci eravamo lasciati con uno sketch che avrebbe potuto significare tutto e il niente, una semplice idea dalla quale partire. Il secondo passaggio importante è quello di arricchire la nostra idea contestualizzandola in un ambiente credibile e racchiuderla dentro un rettangolo, il nostro piano (canvas). La prima scelta che dobbiamo affrontare è quella di decidere il rapporto altezza/lunghezza e dalla quale dipenderà la composizione finale. Dobbiamo scegliere le proporzioni (landscape? portrait?) dalle quali verranno generate le quattro linee più importanti della composizione, quelle del bordo dell'immagine, la cornice. Questa scelta è a dir poco F-O-N-D-A-M-E-N-T-A-L-E ed influenzerà tutti i nostri successivi passaggi.

Quando osserviamo un dipinto, una illustrazione, un rendering o qualsiasi altro insulto visivo, il nostro sguardo inizierà a scandargliare il canvas in cerca del centro di interesse, ossia il punto cruciale dell'immagine, il luogo in cui viene esternata un'azione o un'emozione: il nostro scopo è quello di accompagnare graziatamente lo sguardo verso di esso e, contemporaneamente, evitare una "eye trap" (ovvero: "non riesco a schiodare lo sguardo da quello splendido viso perché intorno non c'è altro che uno sfondo grigio"). Per chi osserva un'immagine inedita la cosa più naturale sarà quella di spostare lo sguardo verso il centro del piano dell'immagine, partendo da sinistra (siamo abituati a leggere da sinistra verso destra ed in questo modo "leggiamo" anche le immagini. Una stessa immagine, capovolta specularmente sull'asse orizzontale, sarà letta in maniera completamente diversa). Il motivo per cui un centro di interesse posizionate nel mezzo risulta banale è proprio perché quello è il luogo in cui aspetteremmo di trovarlo. Per di più un oggetto posizionato al centro è equidistante dalla cornice dell'immagine e ciò sacrifica la sua dinamicità, appesantendola.

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Oltre al centro di interesse ci sono i centri d'attenzione, quelli che catturano l'attenzione, per l'appunto (!!!). Tramite queste zone è possibile creare un'"armatura" che sposti l'attenzione da un punto all'altro. Un ritratto di un viso, uno sguardo intenso, è un perfetto modo per spostare l'attenzione da A a B, l'oggetto osservato. Se B non fosse un oggetto bensì un secondo soggetto che a sua volta guarda C, un terzo soggetto, che a sua volta guarda A, creeremmo un triangolo, un loop che imprigiona lo sguardo dell'osservatore dell'immagine. Detto questo, è auspicabile che un centro d'attenzione coincida con il centro d'interesse.

Ma allora, se non posso piazzare il mio soggetto in mezzo, dove lo piazzo? Per immagini non troppo grandi, una tecnica semplice e sicura è quella dettata dalla rule of third, regola che molti di voi conosceranno. Si divide l'immagine in 9 rettangoli uguali con 2 righe orizzontali e 2 verticali. Alle 4 intersezioni è possibile piazzare il nostro centro di interesse in modo più o meno "sicuro". Non è essenziale che sia nell'esatto punto d'intersezione, ma nella zona intorno. Nell'immagine A potete osservare che ho piazzato i capelli nell'intersezione in alto a destra. I capelli sono il mio centro d'attenzione. Il bambino è il mio centro d'interesse.

Ok, ci siamo, tutto chiaro...ma come creo questa armatura? Come sposto lo sguardo dell'osservatore dove voglio io? In ordine di importanza, i tre metodi più importanti sono:

a) uso oculato del contrasto (differenza locale di luminosità, chiaroscuro o chiamatelo come volete)

b )aumento del dettaglio

c) saturazione del colore

d) soggetto raffigurato (un viso, un corpo o un coniglio con il panciotto catturano l'attenzione più di una ruota storta di bici)

a) Il nostro cervello è molto stimolato dai chiaroscuro, più di qualsiasi altra cosa. Le zone ad alto contrasto catturano la nostra attenzione, viceversa zone poco contrastate verranno poche considerate. Il motivo per cui i grandi maestri classici erano soliti creare studi in bicolore sta, oltre che per lo studio sull'illuminazione, nel verificare se la composizione funzionasse o meno. L'esclusione del colore distoglie dalla suggestione emotiva e focalizza l'artista sulla disposizione di forme e linee, fondamentali per la creazione di un'armatura efficace.

b )Pensate al DOF : mettere a fuoco il nostro centro di interesse è un modo per aumentarne il dettaglio. Paradossalmente un'immagine iperdettagliata nella sua totale estensione può risultare "confusa" o poco chiara alla lettura.

c) E' facile da immaginare: un palloncino rosso ferrari in volo immerso in un cielo grigio è sicuramente un richiamo d'attenzione.

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L'immagine B è un crop dell'immagine A sul quale ho fatto un rapido studio sull'illluminazione. Solitamente non eseguo questo passaggio perché reputo il colore parte fondamentale della composizione e preferisco bloccare i colori fin da subito. Non nego però la velocità di questo sistema (da A a B ho impiegato circa 5 minuti ed ho ottenuto una idea su come potrebbe essere l'illuminazione finale).

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La composizione è molto difficile da padroneggiare, io mi reputo un'assoluta schiappa nella pratica. Non esistono regole specifiche ma soltanto linee guida che, tra l'altro, è lecito infrangere. E' certo però che una buona composizione non sarà mai frutto del caso o di sporadiche epifanie. E' assolutamente necessario studiare la posizione delle forme e delle linee per dare un senso di compiutezza alla nostra immagine, e ciò vale ancor più nel digitale in cui un crop richiede 2 secondi (ed è quindi facile fare cose a caso) ed in cui la mancanza di fisicità nasconde la cornice dell'immagine (ricordate? Le quattro linee più importanti della composizione).

Spero di non avervi annoiato con tutti questi caratteri. Ovviamente, come sempre, voglio una viva interazione con voi!

Ciao!, nella prossima puntata vi parlerò di iPhone (!!!),

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Altro che annoiare! Molto interessanti le tue spiegazioni!! Semplici e chiare!!!

Riguardo le dimensioni e le proporzioni dell'immagine io utilizzo spesso, per lavori finali, il rettangolo aureo o sezione aurea. In poche parole, per chi non lo sapesse, è un rettangolo le cui proporzioni sono basate sulla proporzione aurea. Ciò significa che il rapporto fra il lato maggiore e quello minore, a : b, è identico a quello fra il lato minore e il segmento ottenuto sottraendo quest'ultimo dal lato maggiore b : a-b.Il che implica che entrambi i rapporti siano φ ≅ 1,618.

Continuo a seguire il tuo post!!!! :Clap03: :Clap03:

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Inviata (modificato)

Grazie mille per queste approfondite e, soprattutto, molto chiare e semplici spiegazioni. add.png d'obbligo.

Mi piace molto il termine "insulto visivo"...

Premetto che io sono un ignorante in materia, quindi vorrei, se possibile, una spiegazione migliore per il discorso della "lettura" dell'immagine.

Sarà che molti testi che ho letto mi hanno convinto che non è esattamente così, ora ho un dubbio: intendi che si "inizia" a leggere da sinistra verso destra (anche dall'alto verso il basso?), ma poi comunque il nostro apparato visivo (sistema occhio + interazione cervello) viene catturato da quelli che definisci punti di interesse/attenzione?

Ti chiedo questo perché da tempo mi soffermo su questa considerazione: un quadro, una foto, un immagine in genere, vengono lette in modo diverso da un europeo rispetto ad un orientale (lettura verticale da destra a sinistra) o rispetto ad un medio-orientale (lettura orizzontale come noi, ma da destra verso sinistra )?

E' sicuramente un aspetto marginale perchè oltre a questo bisogna considerare le influenze culturali, psicologiche ed evolutive del lettore che risultano predominanti nella comprensione della comunicazione visiva (diverso è l'impatto di uno stesso oggetto in tutti noi, anche a parità di condizioni al contorno). Però mi interessava...

Grazie ancora.


Modificato da multimano

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... Premetto che io sono un ignorante in materia, quindi vorrei, se possibile, una spiegazione migliore per il discorso della "lettura" dell'immagine...

se già non l'hai letti ti consiglio i saggi dello psicologo e storico/critico dell'arte Rudolf Arnheim, in particolare l'opera forse + famosa "Arte e percezione visiva"

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Inviata (modificato)

un quadro, una foto, un immagine in genere, vengono lette in modo diverso da un europeo rispetto ad un orientale (lettura verticale da destra a sinistra) o rispetto ad un medio-orientale (lettura orizzontale come noi, ma da destra verso sinistra )?

in effetti è così, noi occidentali leggiamo un immagine in modo completamente differente da un orientale, d'altro canto ti basta specchiare l'immagine qui sopra per notare come ti sembri una cosa completamente differente, a livello di percezione e di lettura.

scaled.php?server=32&filename=compositionb.jpg&res=medium

se prima la lettura porava al bambino e a proiettare il mondo in lui dando una visione claustrofobica, specchiandola la lettura si sposta verso la finestra e il mondo esterno, come se lo sguardo del protagonista si proiettasse verso l'esetrno a inseguire le sue fantasie. (ok, sto svarionando, lo ammetto... :P )

d'latro canto, per tornare ad una visione molto più prosaica del tutto, lo sai che quando compri uno spazio pubblicitario su una rivista la pagina di destra costa sempre molto di più di quella di sinistra? ;)

emmemeno, stai portando avanti un iniziativa davvero molto utile e interessante per molti, complimenti... :)


Modificato da nicoparre

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emmemeno, stai portando avanti un iniziativa davvero molto utile e interessante per molti, complimenti... :)

Quoto, la discussione è davvero interessante e fatta con cognizione di causa.

Complimenti anche a Nico, con quel semplice esempio hai riassunto una parte del discorso di Emmemeno e risposto a Multimano in modo semplice ma preciso e capibile a tutti.

Comunque cacchio è strabiliante e affascinante quanto il nostro cervello sia influenzabile da regole ben precise...

:hello: :hello:

Bebbu

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Grazie guru, segno... ;)

Grazie anche a te Nico... Ne avevo sentito parlare, sì; essendo io dell'ambito retail ad esempio posso aggiungere che (ad esempio nei supermercati) la maggior parte dei prodotti posizionati ad altezza occhio-braccio sono quelli non più cari, ma dove le catene hanno maggiori marginalità di guadagno... E infognati negli angoli quelli dove loro non ci guadagnano molto... Sempre per un discorso "impulsivo" vedo-voglio-compro...

Non è una regola al 100% perché ci sono anche altri fattori come la visibilità dei prodotti a marchio "interno", ma più o meno è uno standard...

E non sono certo gli unici esempi... :(

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Inviata (modificato)

"Good color comes not just from what you include in a composition but from what you leave out of it." - James Gurney

Negli anni '60 uscì una fotocamera economica, lenti di plastica e meccaniche deplorevoli. Le foto che partoriva possedevano molti problemi come il vignetting nero (per cui l'immagine era un cerchio che non toccava i bordi rettangolari del frame), esposizioni a caso, lens aberration, colori morti e blablabla. La fotocamera in questione era la Diana e risalire a lei partendo da una sua foto era più che semplice. "Una fotocamera con il suo stile", azzarderei. Qualche anno più tardi scoppiò la moda e tutti iniziarno a fare foto con la Diana, interpretando il low-fi dell'immagine come espressione artistica. Dopo un poco ci si rese conto che se il marchio stilistico poteva in principio apparire accattivante, alla lunga avrebbe stancato.

Instagram e Hipstamatic sono due applicazioni di successo per iPhone tramite le quali è possibile fare foto dallo smartphone come se fosse una fotocamera vintage, appioppandogli quelle tipiche caratteristiche della fotocamera che sta emulando. La prima cosa che balza all'occhio osservando queste foto "filtrate" è il restringimento delle palette di colori ed il viraggio di toni, saturazione e contrasto secondo regole ben precise.

Non penso di essere in grado di parlarvi di relatività dei colori, warm/cool, palette analoghe, monocrome, complementari, gamut mapping e tutto queste cose interessantissime, per questo vi consiglio il libro "Color and Light" del tipo della citazione qui sopra (ha un ottimo blog, tral'altro). Ciò che mi preme comunicarvi è la necessità di avere bene in testa quali colori utilizzare e quali no mentre stiamo dipingendo, molto più in digitale dove qualsiasi colore è a portata di un click. Se si è indecisi, se si vogliono fare delle prove, se si vuole sperimentare, photoshop mette a disposizione alcuni tool molto interessanti (color replace, color balance (ctrl+B), per dirne due) L'immagine in allegato è stata bloccata partendo da . Da questi "primari" si creano secondari ad intensità diverse (basta un tratto ad una opacità minore del 100% per creare un nuovo colore).

Per capire se uno schema può funzionare è bene concentrarsi solo su di esso cercando di non lasciarsi attrarre dal soggetto rappresentato. Una tecnica è quella di creare una thumbnail di piccole dimensioni: uno schema che funziona in piccolo funzionerà anche in grande. Oppure potreste abbozzare dei colori in modo piuttosto astratto, lasciando pennellate a caso ed osservando come i vari colori si relazionano tra di loro. Oppure potreste "flippare" l'immagine in orizzontale e verticale aiutandovi a perdere il contatto con il soggetto illustrato. Una volta che abbiamo uno schema di colori soddisfacente sarà possibile proseguire aggiungendo dettaglio, sfumature, textures e quant'altro. E' importante soffermarsi in questa fase tutto il tempo necessario perché difficilmente poi potremo tornarci.

Il dettaglio può attendere almeno una settimana per il mio prossimo update, sono terribilmente indaffarato ma finirò l'immagine accompagnandovi con questo MIP. :)

post-1018-0-51588700-1310424974_thumb.jp


Modificato da Emmemeno

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Riesco solo ora a leggere il tuo update, interessante come i precedenti. Grazie.

Toccante la scelta dell'amputazione, che rende il personaggio ancora più immerso nella propria solitudine (quasi un emarginato)...

Continua così, please... ;):Clap03:

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me l'ero perso pure io... che dire, è un piacere leggerti ;)

il lavoro cresce e cresce bene... l'atmosfera è ottima.

al prossimo step! :hello:

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Bello davvero, devo decidermi ad imparare anche io, mi riprometto che appena sarò abbastanza grande per un lavoro mi comprerò una tavoletta grafica, un taccuino, una matita e un libro di lezioni per disegnatori e mi tapperò in casa per un mese...

Seguo con molto interesse

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