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Francesco La Trofa

Five questions to... Protocube

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intervista a cura di Luca Broglio (icer) e Francesco La Trofa (franci2k5)

ProTocuBe è stata fondata da tre amici: Leonardo, Daria e Alberto,“ingegneri creativi” formatisi presso il Politecnico di Torino. La società è nata nel 2006, dopo l'aggiudicazione di uno dei posti messi in palio dalla prima edizione del concorso per idee d’impresa ad alto contenuto tecnologico ed innovativo “Start Cup - Torino - Piemonte”.

Protocube è tuttora ospite dell’Incubatore d’Impresa UNI.VER a Vercelli e vanta la propria sede operativa a Torino.

ProTocuBe è una società che fornisce servizi di presentazione e rappresentazione di un progetto, partendo dalla modellazione digitale sino alla realizzazione di un prototipo, di un modello fisico, di un plastico e garantendo consulenza e competenze specifiche lungo tutto il processo, dall’ideazione alla presentazione a terzi.

ProTocuBe interviene sin dalle fasi che costituiscono la progettazione, si occupa della modellazione digitale, cura l'ingegnerizzazione, realizza prototipi e modelli in scala e può seguire l'intero sviluppo del progetto/prodotto e la sua comunicazione.

Il team è composto da ingegneri, architetti, designer, grafici ed informatici che lavorano insieme per gestire il progetto e tutti i suoi aspetti creativi e tecnici.

In particolare, ProTocuBe utilizza differenti tecnologie di Rapid Prototyping, impiegandole in vari ed innovativi campi di applicazione.

La Prototipazione Rapida comprende una serie di sistemi in grado di riprodurre un oggetto in modo automatizzato a partire da un modello tridimensionale digitale, in tempi brevi, senza vincoli sulla forma geometrica, con una grande accuratezza di dettaglio, in diversi materiali, con colori e con texture mappate.

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(treddi) - Prototipazione attraverso la stampa 3D. Una tecnica presente ormai da diversi anni, eppure ancora relegata ad una nicchia di mercato. A chi è venuta l'idea di lanciarsi in questa avventura?

(protocube) - Volete sapere chi è stato l'incosciente? Scherzi a parte, il tutto è nato dalla tesi di laurea di Leonardo, che tra l'altro, affrontava la tematica del rilievo architettonico di un edificio storico mediante laser scanner ed il relativo trattamento dati. Leonardo, già interessato alla tecnologia aveva previsto la trasformazione in mesh e poi la stampa in scala mediante 3D printing di una porzione dell'edificio. Come si dice, a quel punto ci si è "aperto un mondo" e da amici abbiamo intrapreso un percorso che ci ha portato a diventare anche soci in ambito lavorativo.

Era la fine del 2004, abbiamo ragionato, meditato e fatto ricerche nel 2005 e poi nel 2006 è nata ProTocuBe.

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(treddi)Qual è il quadro in cui attualmente orbita il settore della prototipazione? Quali sono le prospettive culturali ed imprenditoriali che si prospetta nel futuro prossimo?

(protocube) - Il settore della Prototipazione Rapida (Rapid Prototyping) nasce all'interno del più esteso mondo della prototipazione: in particolare la RP comprende tutte le tecnologie additive che realizzano oggetti a partire da un dato tridimensionale, mediante la stratificazione di materiale in maniera automatizzata. La nostra sfida, sin dall'inizio, è stata quella applicare queste tecnologie a campi diversi da quelli per cui storicamente erano nate (essenzialmente nell'automotive e nella meccanica). Infatti noi oggi, oltre ai "classici" prototipi, realizziamo modelli per l'architettura, modelli tattili per non vedenti ed ipovedenti, oggetti di merchandising. La creatività e l'acquisita esperienza con queste tecnologie ci permettono di sfruttarle al meglio, spingerne l'applicazione ai limiti, sperimentare e spaziare in ambiti interdisciplinari. Da un punto di vista imprenditoriale potrà esserci una svolta quando queste tecnologie diventeranno "Rapid Manufacturing" cioè davvero in grado di realizzare oggetti con caratteristiche funzionali paragonabili a quelle della produzione tradizionale. A titolo di esempio vedetevi la copertina dell'Economist di pochi giorni fa... Link.

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(treddi)La vostra produzione spazia dal restituire fisicamente ed in scala un grande intervento urbano, fino al rendere concreto il più tascabile dei gadget. Descriveteci sinteticamente una vostra esperienza operativa.

(protocube) - Ovviamente i passaggi essenziali della nostra attività sono: modellazione digitale e stampa 3D.

In realtà, in funzione dell'elaborato che deve nascere possiamo avere altre fasi che rendono il nostro lavoro stimolante e mai uguale. Ad esempio, nella realizzazione di modelli tattili è fondamentale il confronto con l'Unione Ciechi in fase preliminare e nella valutazione dei provini: una esperienza sempre piacevole ed estremamente arricchente sul piano umano. Nello studio degli oggetti di merchandising invece la parte creativa è la più divertente, sapere che puoi "inventarti" qualcosa e che puoi vederlo realizzato in poche ore. In tema di prototipi di oggetti di design la sfida non è solo far funzionare l'esemplare numero 0, il prototipo, ma ingegnerizzare alcune soluzioni che consentano poi la produzione in piccole serie o a grande scala con tecnologie di produzione più tradizionali.

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(treddi)La stampa 3D consente di prototipare svariati oggetti. Offre possibilità molto interessanti. Eppure per certi versi risulta ancora avvolta dal mistero. Non tanto per gli eventuali fantasmi che possono annidarsi nei vostri uffici. Piuttosto abbiamo a che fare con una generica ignoranza in materia. In estrema sintesi, aiutateci a capire quali sono le principali potenzialità tecniche e i relativi limiti che caratterizzano la stampa 3D, tenendo conto di parlare con assoluti profani della disciplina.

(protocube) - La precisione, la velocità realizzativa, la possibilità di avere colori e texture in pasta, la possibilità di riprodurre geometrie molto complesse o altrimenti non realizzabili sono i vantaggi riconosciuti della RP. Eventuali limiti vanno analizzati in funzione del tipo di elaborato da produrre.

Ad esempio, in genere queste macchine hanno dei box di stampa piuttosto modesti (poche decine di cm per lato): per oggetti piccoli nessun problema. Gli oggetti grandi vanno stampati in parti che poi devono essere montate: il problema non sta tanto nel montaggio, ma nel fatto che possono risultare dei giunti visibili: sta a noi ingegnarci, fare "i tagli giusti" per nasconderli o minimizzarli.

Altro aspetto dibattuto: i costi. Se escludiamo quelli di modellazione o di finiture superficiali successive alla fase di stampa 3D o lavorazioni integrative, i costi dei "pezzi" stampati variano essenzialmente in base alle tecnologie utilizzate, alla quantità di materiale stampato, al tempo macchina. Il problema non è stabilire se i costi siano alti o bassi in assoluto: la questione centrale è rapportare il costo del prototipo/oggetto/modello all'opportunità di farlo in altro modo e con quali risultati in termini non solo di costo, ma anche di qualità finale e tempo impiegato. Meglio un nostro plastico architettonico o un plastico fatto a mano? Ad una domanda così, non si può rispondere in maniera generalizzata. Ovvio che se proprio devo esprimere un parere... ;)

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(treddi)Quale consiglio vi sentite di dare agli studenti di discipline che orbitano attorno alla CG che leggeranno questa intervista, rimarranno impressionati da quello che fate e decideranno di intraprendere un'avventura simile alla vostra?

(protocube) – La passione per il mondo della modellazione digitale e la voglia di sperimentare non vi devono mai abbandonare. Il momento storico non facilita la nascita delle nuove iniziative imprenditoriali, ma questo aspetto deve solo essere uno sprone a fare sempre di più e meglio.

In questo campo, diffidate delle soluzioni tecnologiche very low cost, siamo ancora lontani da risultati davvero professionali!

(treddi) Grazie mille ragazzi per aver risposto alle nostre domande e ad averci avvicinato sempre più al vostro mondo.

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Modificato da icer

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Conosco personalmente gli amici di Protocube, in particolar modo ho avuto a che fare con Leonardo ultimamente. All'ultimo view conference ho avuto il piacere anche contribuire con uno dei miei ultimi lavori, partecipando, sebbene non fisicamente, al loro fantastico stand in cui si puo' dipingere l'immagine che si vede sullo schermo tramite il lancio vero e proprio di una secchiata di vernice. Molto bello!!

Tra l'altro...Leonà...mi devi ancora mandare le foto!!! :D

Complimenti ai ragazzi di protocube, un'ottima realtà nella nostra bella Torino!

Bau!

Cherry

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