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Miss3D

Plastico o render?

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Ciao gente,

approfittando del fatto che questo fantastico forum è frequentato da diversi architetti, mi piacerebbe sapere come si lavora oggi :lol:

In un periodo come questo, in cui anche gli studenti del liceo renderizzano, come preferite controllare i vostri progetti in fase di progettazione? con render o plastici?

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Questa domanda decisamente mi piace. La risposta però potrebbe essere parecchio articolata nel senso che, almeno per quanto mi riguarda, è "come meglio ti trovi". Partiamo da un presupposto fondamentale, sebbene i modelli richiedano tempo un plastico fatto bene ne richiede molto di più a meno di una grande capacità, inoltre il plastico costicchia, soprattutto se deve rendere bene. In fase di progettazione per i grandi interventi credo che il plastico sia ancora necessario. Una limitazione che ho notato di chi progetta direttamente al computer (me compreso ovvio) è la mancanza di una visione globale continua dello spazio di progetto (tra l'altro è anche uno dei sintomi della famosa sindrome di Autocad). Pertanto l'urbanistica o comunque i grandi progetti, ridotti a volumi puri, hanno ancora molto senso se realizzati come plastici nella fase di composizione (non a casa una volta il laboratorio di progettazione si chiamava composizione 1,2, etc. e si faceva il plastico. Attenzione però a non copnfondere il modello con le viste, perchè questo potrebbe generare molta confusione progettuale. Si potrebbe per esempio finire per accanirsi sui dettagli prima ancora di aver deciso i rapporti tra i volumi, per intenderci, sto disegnando l'Ara Pacis e mi accanisco sull'ingresso perdendo la visione dell'intero fabbricato. Visto dal basso mi sembrerà imponente, ma quello è solo un punto di vista, nella realtà magari, sarà piccolo e schiacciato. Il contrario può succedere tranquillamente con il plastico ovvero, potrebbe venirmi al domanda: ma come lo vedrò dalla strada? Ma questa vetrata cosa mi farà vedere? Ed allora il modello (non il render...che brutta parola) è insostituibile e lo stesso vale per i materiali e le finiture. In conclusione è una scelta metopdologica, ed una vale l'altra se porta con il medesimo sforzo al medesimo risultato.

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...Una limitazione che ho notato di chi progetta direttamente al computer (me compreso ovvio) è la mancanza di una visione globale continua dello spazio di progetto...

Condivido in pieno il tuo pensiero visto che è un aspetto che nessun progettista dovrebbe sottovalutare

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Ciao gente,

approfittando del fatto che questo fantastico forum è frequentato da diversi architetti, mi piacerebbe sapere come si lavora oggi :lol:

In un periodo come questo, in cui anche gli studenti del liceo renderizzano, come preferite controllare i vostri progetti in fase di progettazione? con render o plastici?

Io da assoluto profano direi che oramai costa un po' troppo realizzare un plastico...però credo dia più soddisfazione a cose fatte! Vuoi mettere avere un'immagine (che tuttalpiù incornici) con un bel modellino treddì!!??

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Il plastito di studio è fondamntale nella fase di progettazione, insieme al modello 3d, se è necessario consegnarlo ci vuole per forza, ma se bisogna farlo solo per mandare le foto opterei per un bel render simil plastico, la differenza non si nota affatto, se non per il fatto che il secondo è troppo perfetto nelle giunzioni. Poi si possono sempre fare tutti i render necessari con persone fotomontaggi ecc.

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Il render va benissimo se si lavora con persone del settore quindi competenti e con una esperienza tale da non lasciarsi ingannare da quella che tu Ivan chiami giustamente la sindrone di Autocad. Il plastico segue il render se questo viene approvato e soprattutto se si ha a che fare con clienti finali a digiuno di fantasia e proporzioni.

Per esperienza il plastico fa vendere molto più facilmente, da molta soddisfazione a chi lo progetta, Tistan ha ragione, ed anche al committente.

Il costo del plastico ci sta in un preventivo di una villa...ma volete mettere uno spaccato oppure tutta la muratura perimetrale che si sfila per controllare i vani e modificarli a proprio gusto?

@enri2: dici "simil plastica". Hai notizie di materiali nuovi e poco costosi? Sarei interessato anche se non faccio l'architetto.

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Bel 3D.

In linea di massima quoto in toto Ivan ed aggiungo che, nello specifico, per "controllare il progetto in fase di progettazione" sono forse indispensabili sia questi due approcci, sia altri; spesso sottovalutati o scarsamente impiegati.

Mi spiego meglio...

Carta e matita sono, per me, una naturale "protusione" del nostro modo di "proporre" le nostre competenze (intendo proprio la professione del Progettista, qualsiasi sia il suo ambito). Noto molto spesso che l'uso di schizzi veloci (compresi anche gli scarabocchi che magari si fanno sui muri dei cantieri, per spiegarsi con le maestranze) sono spesso relegati ad una fase troppo embrionale del processo, repentinamente sottoposti ad ausili computerizzati. Eccezion fatta magari per alcuni ambiti come il Car Design o la Moda (ma poi bisognerebbe vedere anche quanto c'è "dopo" la fase "disegno").

Alcuni di questi ausili computerizzati, in primis sketchup, hanno il pregio di farci lavorare ancora ad un buon livello concettuale e sono fondamentali per verificare le prime percezioni che abbiamo avuto... Composizione di massima, rapporti, dimensioni...

E' in questo ambito che ritengo il "plastico" di "controllo" per la fase progettuale. Sia esso digitale, sia esso analogico...

Render 3D e, similmente, plastici "finali", li reputo più idonei ad una rappresentazione semi definitiva, se non finale (ad esempio render di oggetti, per i quali spesso si fanno pure mock-up 1:1).

Non trovo logico infatti spendere tempo e risorse per fare render fotorealistici, o plastici perfetti, per avere un'idea di massima del progetto o, peggio, una conferma concettuale dei volumi.

Però...

Ritengo anche che senza modello 3D digitale, sia spesso molto difficile "prevedere" tutte le variabili spaziali del progetto. Io stesso talvolta mi accorgo di alcune problematiche solo dopo aver "girato come un calzino" la perspective view... Oppure questo strumento mi ha fatto perdere l'elasticità mentale di indagare a livello tridimensioanle lo spazio pensato... Chissà...

In realtà, quando inizio ad elaborare un'idea che mi convince, i miei neuroni (quelli sani, purtroppo pochi...) si tuffano contemporaneamente in una simulazione "wireframe" (ed è interessante anche questo parallelismo...) delle geometrie pensate, costringendomi ad impugnare un qualsiasi oggetto che lasci un segno per "renderizzare" su opportuna superficie il risultato.

Giro spesso con taccuini che scarabocchio di continuo... Ovunque... Autobus, a volte wc, occasionalmente mi sveglio pure di notte per mettere giù un'idea e non "perderla"... (l'ho detto: pochi neuroni sani...).

Solo dopo aver "metabolizzato" l'idea (periodo relativamente lungo per me) mi accingo a lavorare in digitale. Purtroppo da molto tempo "solo" in digitale...

Mi manca molto l'approccio ludico alla progettazione; aspetto che solo chi ha ancora gli scatoloni lego/meccano in casa può capire... (mai fatto un plastico col polistirolo e poi "abbattuto" dal modellino di aereo o di gozzilla?  :lol:).

Tristan, quanto hai ragione! Io ho ancora in cantina i plastici fatti all'università (mentre ad esempio non ho più le jpg dei primi approcci al 3D... Meglio così, và...).

Purtroppo o per fortuna, nel processo progettuale, entrano in gioco anche fattori esterni, quali "tempistiche", "richieste" della committenza, "distribuibilità" tra collaboratori a distanza, ecc. ecc. che "segano" un po' le gambe all'approccio analogico, a favore di un modello digitale che si sta imponendo in modo quasi "indispensabile"...

Tuttavia sta proprio a noi progettisti impiegare lo strumento "migliore" per raggiungere gli obiettivi prefissati, come detto da Ivan.

Grazie per la chiacchierata.  ;)

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Nel mio settore si prototipa in scala 1:1 perchè il cliente indossa e prova e corregge e sorride ed ordina.

Multimano....i casi sono due: o io ho lo stesso basso numero di neuroni sani dei tuoi oppure li abbiamo tutti sani entrambi.

Non si può mettersi davanti al pc senza uno scarabocchio.

Ci vuole l'idea iniziale che va ASSOLUTAMENTE eseguita senza barare (della serie:questo col SW non lo so fare quindi lo cambio)picchiando fino a che non si risolvono i problemi.

Io al primo schizzo a matita faccio seguire altri disegni orrendi ma più tecnici e poi tocca al SW.

L'ideale sarebbe il creativo ed il disegnatore in due persone diverse e distinte per evitare inquinamenti.

Non giocavo con Godzilla e mi dispiace...

:lol:

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dipende che si progetta... e se si progetta qualcosa, vedo piu che altro scartoffie e pochi plastici, a meno di studi che sono fighi, allora il plastico è d'obbligo.

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Un buon argomento di discussione.

A mio avviso la realizzazione di un plastico possiede la capacità di instaurare tra il modello materico e l'osservatore un rapporto più intimo ed emozionale. Si è si stupiti dal fotorealismo di un render, ma non instauriamo mai, nella sua totalità, un rapporto completo. Il render è pur sempre una immagine in 2d. Se vogliamo osservare il progetto da un'altra angolazione dobbiamo realizzare un altra immagine. Le animazioni hanno in parte sopperito a questa deficienza è vero, ma tra noi e il progetto c'è pur sempre uno schermo, una barriera fisica che limita la nostra volontà di esplorare e curiosare più in profondità.

Il plastico ci permette di vivere e scoprire il progetto in tempo reale. Nelle mostre o nelle presentazioni di grandi progetti i plastici di questo o di quell'architetto rappresentano sempre un elemento di cui è impossibile fare a meno per capire quello che il progetto stesso rappresenta o vuole comunicare.

Per esempio e' più divertente conoscere il nostro bel paese visitando "l'Italia in miniatura" o la "Minitalia" (per chi è delle mie parti) e camminare come moderni Gulliver in piazza Duomo a Milano o nella Reggia di Caserta, che vederne dei modelli digitali sullo schermo del PC o della TV.

Er Pomata :hello:

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@enri2: dici "simil plastica". Hai notizie di materiali nuovi e poco costosi? Sarei interessato anche se non faccio l'architetto.

No, proprio "simil plastico" una brutta espressione per intendere che in molti casi, sopratutto concorsi, se il plastico non va consegnato può essere una scelta fare un render come se fosse un plastico, da una maggiore idea della tridimensionalità del progetto, ( quando ci mettono le mani con fotosciop appiattiscono tutto..) inutile fare un secondo plastico oltre a quello utilissimo di studio, per poi fotografarlo, non rende.

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Ho visto da poco questa discussione( molto interessante)..... devo dire che più di una volta ho cercato di dare il mio contributo in questo forum presentando i progetti con diverse diverse tecniche e diverse volte con l'utlizzo dei plastici.Diseguito inserisco i link di alcune mie discussioni che hanno trattato l'argomento,spero possiate trovarli interessanti con l'augurio di riuscire a dare qualche risposta in più.A presto e buon lavoro a tutti ;)

Plastico e 3d


Edited by raffus

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il modello (quello grezzo di studio, non quello con macchinine omini e alberelli colorati, per intenderci) é ancora fondamentale negli studi di progettazione.

Generalmente dal piú piccolo al piú grande degli studi di progettazione hanno un praticante o un intero laboratorio che si occupano di plastici, comunque, dalle giurie dei concorsi, allo sceicco o al direttore di una immobiliare un po tutti vogliono vedere e toccare il modello. Purtroppo in Italia le universitá non hanno le strutture (aule per lavorare e laboratori/officine con macchine) per permettere di lavorare in questo senso, con il risultato che i professori non hanno mai fatto modelli, non insegnano agli studenti a lavorare con i modelli, gli architetti non lavorano con i modelli e cosí via tutto il resto.

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la cosa fondamentale per chi non lo avesse ancora capito sono le IDEE seguite dalle PROPORZIONI, non i costi del plastico...certo i costi (prima del tuo plastico) sono da contemplare in chiave realizzativa-progettuale: basta ricordarsi che QUI non siamo a Dubai.

parlando di plastico: il plastico se è del modello definitivo ovvio che costa..una volta a lezione (frequentavo architettura) venne uno che faceva i modelli per Ando...

ma ho visto pure i plastici di un certo MICHELUCCI (fatti da lui stesso) erano fatti con la creta, di cartone ecc...insomma con materiali poveri: la cosa fondamentale è definire o meglio costruire l'idea, il resto verrà da se.

Costruire un'idea non significa renderizzarla, ma è ormai chiaro che certi mezzi di divulgazione e di linguaggio bisogna conoscerli.

ciao: ottimo forum :TeapotBlinkRed:

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Credo tu abbia frainteso, si parla di progettazione, non presentazione, i costi c´entrano relativamente, un pannello di Styrodur da 5 cm mi sembra costi l´astronomica cifra di 3-4 euro, il macchinario dai 100 euro del piú economico Proxxon ai 400 di quello ultra-professionale.

Purtroppo in Italia non si sa neanche cosa sia, mentre all´estero gli studenti se lo comprano al primo anno d´universitá (anche se ce n´é uno in ogni incatenato in ogni aula) e ad ogni revisione presentano decine di modelli, idem all´interno degli uffici, le foto che vedete sulle varie riviste e in particolare su El Croquis di tavoli pieni di modelli non sono "acchittate", ma sono (se va bene) l´1% dei modelli che si fanno per studiare il progetto.

Da un paio di anni cominciano a circolare pure le frese o taglierini laser, che ormai hanno prezzi abbordabili, ne ha una pure il mio studio e la quantitá di modelli prodotti si é triplicata, la macchina costa tra 1 15 e i 30000 (a seconda delle dimensioni) ma fa cose incredibili, spessori di 1/2 mm, bassorilievo fino a 4 mm e, soprattutto, chi fa modelli deve solo incollare i pezzi e in piú adesso si possono fare facciate, bucature, superfici perforate e trattamenti superficiali praticamente con il costo di un plotter e anche meno, visto che non consuma niente.

Per quanto riguarda presentazioni o modelli di concorso ovvio che ci si rivolge a laboratori specializzati con prezzi da 3 ad 80mila euro a seconda del tipo, delle lavorazioni e dei materiali. Ovviamente a certe cifre ci arrivi a modelli per presentazioni che non hanno nulla a che vedere con la progettazione che in genere vengono realizzati quando il contratto é firmato, il progetto autorizzato e serve un bel modellone da mettere nel visitor center vicino al cantiere, comunque spendere 80.000 per un progetto da 500 mln credo ci possa stare......

Per farti un´idea dai un´occhiata a WERK 5 e nota le differenze tra un modello per concorso o presentazione e come nel primo caso i clienti sono gli architetti e nel secondo sono i costruttori.

Lo styrodur per chi non lo conoscesse é il materiale blu (ma c´é di tutti i colori) che si vede sempre nei plastici di studio di H & dM, OMA e cosí via e altro non é che semplicissimo isolante che si taglia con macchinette tipo queste e si incolla con il Vinavil, se penso che a Roma si fa tutto con balsa o cartone......... :crying:


Edited by krone

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si é assurdo, peró la colpa maggiore é di chi gli insegna a fare cosí e di chi non mette a disposizione gli spazi e mezzi per poter lavorare. Chiunque abbia studiato all´estero ti dirá che le facoltá di architettura sono aperte h24 e che i laboratori sono spazi a totale disposizione degli studenti del corso con tavoli armadi e tutto il resto (nell´altra facoltá di archittetura a Berlino ci sono pure i letti <_< ).

Obiettivamente é impossibile fare un modello all´universitá portando avanti e indietro materiali, strumenti modelli semi-montati e cosí via (magari anche potendo non lo farebbero lo stesso) e i professori stessi non lo hanno mai fatto quindi non possono e non sono in grado di chiederlo.

Problemi vecchi...... :crying:


Edited by krone

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partendo dal dire che un anno di qualche secolo fa a laboratorio mi presentavo solo con plastici giusto per farmi guardare storto, krone non ti ho frainteso ma ti ho capito benissimo: tu parli di fantascienza l'università democratica ti da al massimo 4 piastrelle di 25 cm di lato imponendoti di seguire la lezione comodamente sdraiato..un giorno, terminata la fantascienza, mi piacerebbe parlare di RIVOLUZIONE.

aggiungiamo poi che uno non nasce ricchissimo tipo il prof con cui mi volevo laureare (questo è il suo sito http://www.rcarchitetti.com/index.html)che un altro prof più anziano si divertiva a ricordare...

è chiaro che oggi, in un swicth off generale, più che la notte prima degli esami è richiesto che il progetto venga fuori tipo le sorprese degli ovini kinder, senza istruzioni (gli antichi drive-iniani si ricorderanno che un tempo c'erano): già bello e fatto.

chi può Krone, algo ecc vada avanti

scusate la divagazione chiedo venia: comunque un'altra cosa fondamentale come tutto per il plastico ci vuole molta pazienza.

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