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silver7

Contratto E Clausele Mancanti

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Buongiorno a tutti.

vorrei condividere un'esperienza dell'ultimo periodo in cerca di consigli o quantomeno a scopo didattico per chi avesse il medesimo problema.

Durante il mio ultimo lavoro mi sono trovato alla fine di una filiera produttiva in cui si sub-appaltava il lavoro 3d. In pratica

A delegava a B che delegava a C

C ero io :)

Eseguito il lavoro dopo aver intascato l'anticipo consegno i vari modelli.

B è molto felice :)

B consegna il lavoro ad A

A non è molto felice :P

Ovviamente B chiama C e si lamenta.

Ovviamnete C sta bevendo il suo Martini in veranda ed è quantomeno seccato. :P

Ora nel contratto firmato da C non si accenna in nessun modo alla qualità dei modelli realizati ne al livello di dettaglio di particolari e di texture. Essendo C slegato in qualsivoglia modo da A ed essendo B il suo unico referente si era concordato tramite incontri, ma solo in maniera orale, come si dovesse procedere poichè il contratto base di collaborazione non poteva essere cambiato ed era stato definito da B.

Tralasciando le beghe di questo specifico contratto, che potrebbe essere anche del tipo "realizzazione di una palazzina in 3d e render della medesima in formato A3 con relative Texture"... In questi, o altri, casi come vi regolate per decidere quando il livello di dettaglio (poligonale o dei render) è stato raggiunto in maniera tale da soddisfare il cliente?

:hello:


Modificato da silver7

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In realtà è sempre il contratt0 che fa fede per cui se per 10 euro vogliono il fotorealismo spinto e tu accetti quello è e quello devi dare :)

Il punto è che la qualità e il fotorealismo in se sono fattori molto sogettivi e difficilmente esplicabili in un contratto scritto.

:hello:

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In un mondo dove gli avvocati "tettano" (si dice da noi) ci vorrebbe solo più onesta.

Ae B era contento di C, lo scoglio è tra B ed A quindi se B fosse stato onesto avrebbe capito di aver o male interpretato quello che voleva A o di averlo spiegato male a C o di non aver capito quasi una mazza come sospetto io.Quindi secondo me sarebbe B che si deve arrangiare con A.La prossima volta io ti consiglio di fare una piccoladisciplinare con firma per accettazione che il lavoro va bene, tu hai lavorato con B a te di A non deve interesare.

E se posso permettermi fai come ho fatto io: a costo di cambiare mestiere non faccio mai più lavori per agenzie o studi di grafica 3d, proprio perchè è più facile si annidino subappalti, con creste di danaro immotivate, richieste nei tuoi confronti di "fare meno".Scaricare la patata in Italia e non solo è tipico, bisognerebbe imparare a prendersi le proprie colpe che il più delle volte fa più bella impressione ammettere uno sbaglio che scaricarlo ad un terzo.

coraggio ;)

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Chiaro Algo che se c'è la buona fede ci si viene in contro. Se chi mi ha commissionato il lavoro non aveva capito cosa volevano e fa un mea culpa tutto ok, se arriva il fenomeno di turno che ti fa sentire un cretino che si attacchi al fiocco ;)

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]La prossima volta io ti consiglio di fare una piccola disciplinare con firma per accettazione che il lavoro va bene

Non si è mai verificata questa necessità in quant il contratto da solo dovrebbe tutelare entrambe le parti, però penso che comincerò a farlo anch'io.

Per il fato di lavorare per agenzie o studi di grafica 3d a volte non vi è scelta se si vuole portare a casa la pagnotta e credimi sapendo che la filiera era lunga ho chiesto un giusto compenso. Per l'onesta dei committenti ci stiamo attrezzando :P

Grazie

mi è successo e nonostante fossi perfettamente parato dal contratto ho comunque assistito il mio cliente nella soddisfazione del suo.

Questo è molto importante e dimostra sicuramente professionalità, ma bisogna sempre vedere quanto temo occore per soddisfare entrambi i clienti. :)

:hello:

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Non penso che la qualità sia troppo soggettiva, lo è quando uno non vuole pagare(per problemi suoi o perchè vuol fare il furbo), quando i lavori sono di alta qualità lo vede anche un cieco

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più che altro è una questione da parare a monte e di "onestà intellettuale" tra te e B cioè B sapeva bene il tuo livello (presumo) e su quella conoscenza comune che ti ha affidato il lavoro. Nello sviluppo del lavoro ci saranno stati degli step di aggiornamenti in cui eventuali errori di "interpretazione" tra B e A doveva venire fuori. Non si può arrivare alla fine e dire "hai toppato".

Se B era il tuo referente, era lui che doveva interessarsi con A per sapere se la strada intrapresa era giusta. Precauzione per questo lato dei nostri rapporti di lavoro non ce ne sono perchè è molto relativo. Poi al massimo inserire nel ocntratto un'immaigne tipo della qualità richiesta, ma anche lì non è una certezza scritta.

Io mi regolo come da inizio post: il committente sa il mio livello a quel prezzo, se pretende di più discuto in modo approfondito con degli "esempi pratici". Per cliente nuovi, richiedo degli esempi di quell oche intendono loro di qualità e mi regolo di conseguenza.

Sarà un metodo alla carlona ma non mi ha sempre evitato "sorprese" negative ;)

ps. però ammetto che negli ultimi anni lavoro per conto di società/agenzie quindi non ho più tanto il problema del singolo cliente "rompi@xzkç", quindi forse mi è più difficile questi casi

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Se A era cosciente che B avrebbe subappaltato a sua volta, se B accetta ciò che fa C è perché sa che anche A accetterà. Se A non era cosciente che B avrebbe subappaltato a sua volta, se B accetta ciò che fa C è perché sa che A sarà contento del "suo" lavoro: altrimenti non accetterebbe.

Se A non si spiega o B non comprende e quindi a sua volta si spiega ancora peggio, il subappaltato C cmq è salvo: avendo consegnato un lavoro come da contratto che rende soddisfatto B, questi non può poi rifarsi pretendendo che un lavoro accettato con soddisfazione venga rifatto senza sovraspesa...

Dopodiché, se questa è "l'onestà" del committente, tu il contratto l'hai rispettato e se a lui non sta bene tanto vale cambiare: la pagnotta a casa bisogna portarla ma poi bisogna anche mangiarla con calma e non farsi venire l'ulcera...

Sulla qualità soggettiva: nel contratto si deve specificare che la CG è un mondo un po' ibrido, dove ci sono cose che inevitabilmente non sono immediatamente comprensibili e dove ciò che si consegna ed è stato pagato ed accettato, esso così rimane, altrimenti lo si ripaga. È ovvio che ognuno ha un suo livello ed un suo stile: se io presento una serie di lavori ed al cliente non piace il mio stile, se fa lo gnorri poi però si lamenta, problemi suoi. I rendering si presentano alla migliore qualità possibile concessa dal tempo/costo, tutto ciò che è cambiamento si paga a parte. Ciò implica che il LOD, le texture, i materiali e quant'altro vanno tutti decesi in fase di approvazione: se il cliente accetta di lasciare zone d'ombra al mio arbitrio, poi le prende punto. Se non gli sta bene paga e la prossima volta cambia metodo/fornitore...

Non so voi che avete molta più esperienza come vi regolate, ma io tento sempre di fare in modo che il 99,9% sia deciso dal cliente proprio per avitare che, se lui sceglie il parquet a 45°, se poi è brutto dica che è colpa mia, e se lo vuole rifare paga perché c'è del tempo da perdere ed un costo macchina da impiegare... Al contrario, se firmo un contratto e lascio volutamente delle zone d'ombra a livello "orale", poi ne pago le conseguenze e sto in mano al cliente che mi fa rifare 100 volte il rendering perché per 99 volte non gli piace: non è ammissibile anche per garantirci la necessaria sanità mentale. :D

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il 99,9% sia deciso dal cliente proprio per avitare che, se lui sceglie il parquet a 45°, se poi è brutto dica che è colpa mia, e se lo vuole rifare paga perché c'è del tempo da perdere ed un costo macchina da impiegare...

Così però servirebbe un contratto di circa 20 pagine in cui si elencano ad esempio tutti i particolari. Nel caso di un render architettonico bisognerebbe specificare parquet, tende, persiane, mobili, luci, piante e chissà cos'altro.

Nel caso poi non si tratti di una palazzina o di un'interno la cosa sarebbe ancora più complicata. Proviamo a pensare ad un'animazione di 10 minuti e a tutte le possibili variabili. Mi sa che dovrò far compilare un foglio con le richieste firmato ad ogni incontro con il cliente... <_<

Il committente ti chiama perchè conosce la tua qualità, ma poi deve integrarsi con le sue richieste.

La questione del subappalto era per sottolineare come la percezione della qualità di un lavoro tenda ad essere molto soggettiva. Chiaramente se A vuole delle modifiche e B accetta, C chiederà o un nuovo contratto o comunque una revisione del precedente :)

:hello:

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Così però servirebbe un contratto di circa 20 pagine in cui si elencano ad esempio tutti i particolari. Nel caso di un render architettonico bisognerebbe specificare parquet, tende, persiane, mobili, luci, piante e chissà cos'altro.

beh, non cerchiamo il pelo nell'uovo ora. Il problema nn è il parquet a 45 o 90 o l'intonaco troppo chiaro o scuro.

Sia che sia animazione, sia still, si fa un preview che il TUO committente deve approvare (se poi a sua volta deve farlo approvare, cavoli suoi)

Se l'approva, tu sei in una botte di ferro. Se si è saltato questo passaggio, allora son caxxi perchè non ci sono scusanti che tengano.

Ad esmepio, in caso di animaizoni, io eseguo 2 draft di diversaqualità prima di quello def: il primo, movimento di camera con il preview di max. In pratica è un volumetrico senza luci, GI, ecc...

Se il primo passa, il secondo sono fondamentalmetne dei render still in punti chiavi dell'animazioni con una discreta qualità.

Se viene approvato anche il secondo, boh, si va sul sicuro, senza pagine e pagine di ocntratto.

Di norma uso contratti di 7-8 righe di contenuto più clausole di tempistiche, quantità del lavoro da consegnare al termine e costo (esterno al preventivo) dei file sorgenti.

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Proprio perchè ci sono persone più esperte di altre, non sarebbe possibile condividere le formule di questi contratti in modo da poter prendere spunto per i meno esperti ?

Oppure sono topsecret ?

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Io ho visto contratti anche di 10 pagine (dai quali ho tratto interessanti spunti ma che per ovvi motivi non posso riportare, se non a grandi linee), proprio perché si spiega punto per punto ogni minima parte: come dice icer un lavoro di questo genere prevede però sempre e cmq degli step intermedi, in cui si presentano delle preview le quali vengono approvate e di conseguenza pagate (nella frazione di lavoro decisa ad inizio, ad esempio tre terzi per 3 tranches di lavoro). Una volta che la prima tranches è stata approvata, amen si passa alla seconda, e se poi il cliente ha da ridire sulla prima paga il cambiamento che va effettuato.

I lavori in architettura non si può in alcun modo, a mio modesto avviso, che ci siano parti lasciate alla bontà del renderman, poiché altrimenti non se ne esce mai: essere puntigliosi è un conto, mettersi nelle condizioni di dover rifare aggratis il lavoro fatto è un altro. È l'architetto o il progettista a decidere cosa vuole come materiali, taglio e quant'altro: se la sua idea fa schifo, amen per lui, paga e si va avanti. Se è la "tua" idea a fare schifo, come minimo hai lavorato un giorno aggratise, non puoi pretendere nulla se al cliente non piace la tua interpretazione... Magari hai tempi stretti perché deve entrare un altro lavoro e che fai?


Modificato da Simone82

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In Germania, per quella che é la mia limitata esperienza professionale, i contratti sono molto semplici e sintetici, numero di renderings, tempi di consegna e revisione, breve descrizione del lavoro da svolgere (modellazione a partire da disegni 2D, etc. etc.), per la qualitá c´é la formula "in base alle referenze presentate ed accettate" che vuol dire che il cliente ha visionato il portfolio (o ha proposto dei lavori di riferimento) e ha preso atto della qualitá proposta (o ha proposto un livello qualitativo di riferimento) e che il professionista si impegna ha realizzare nei tempi e nei modi descritti un lavoro di qualitá pari a quelli proposti (o accetta il livello qualitativo richiesto dal cliente e si impegna a raggiungerlo), insomma un po la dicitura "a regola d´arte" che vale per gli artigiani.

Per eventuali modifiche la situazione é piú complicata e dipende principalmente dalle finalitá del lavoro e dallo studio, gli studi piú importanti (a me é capitato di lavorare con Archimation, Buenk & Fehse, Pure Renderings e Macina, studi tedeschi specializzati con 10-20 dipendenti e renderfarm interna) in genere accettano solo lavori finali (diciamo esecutivi) su cui le variazioni sono nulle e si limitano eventualmente a livelli finali e piccoli particolari, difficilmente lavorano a concorsi o progetti in sviluppo, studi piú piccoli o singoli professinisti dal momento che accettano di lavorare ad un concorso accettano il fatto che si tratta di un lavoro diverso dalla pura e semplice visualizzazione finale, la postilla che si pone in questi casi é che eventuali modifiche del progetto vanno presentate in tempo utile e comportano un aggiornamento del contratto in base alle nuove richieste.

Formule piú precise sono impossibili da scrivere e il tutto si basa molto su un rapporto di fiducia (o alla carlona come dice Icer :hello:) che si crea con gli anni ed in base ai rapporti personali, il mio studio lavora da 10 anni con gli stessi 2-3 professionisti con cui si concorda "il solito prezzo" per il "solito lavoro", uno studio nuovo con cui collaboriamo da due anni é stato portato da un nuovo progettista che aveva giá collaborato in precedenti esperienze professionali. I sopracitati "superstudi" vengono in genere utilizzati per lavori che con la progettazione non hanno nulla a che fare, proprio perché in questo senso sono troppo poco flessibili, diciamo che a seconda dei casi piú che di "renderisti" gli studi di architettura hanno bisogno di progettisti, quindi il contratto piú che la fornitura di renderings diventa una collaborazione ad un progetto, in cui i compiti sono quelli di progettare e visualizzare.

Se volete un consiglio, piuttosto che puntare sulla pignoleria del tipo "io faccio questo, questo e niente di piú di quello che non sia scritto sul contratto", puntate sulla flessibilitá e sulla capacitá di partecipare al progetto (tramite varianti, suggerimenti, etc.) cosa che i grandi studi non possono offrire, altrimenti partirete sempre sconfitti in partenza, perché a questo punto oltre alla pignoleria e alla perfezione del contratto dovreste offrire l´equivalente di 5-6 persone che lavorano contemporanemente al progetto, render farm interna, librerie di oggetti, preset e materiali pressoché sterminate, etc. etc., anche a livello personale e di considerazione professionale é tutta un´altra cosa.

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In Germania, per quella che é la mia limitata esperienza professionale, i contratti sono molto semplici e sintetici, numero di renderings, tempi di consegna e revisione, breve descrizione del lavoro da svolgere (modellazione a partire da disegni 2D, etc. etc.), per la qualitá c´é la formula "in base alle referenze presentate ed accettate" che vuol dire che il cliente ha visionato il portfolio (o ha proposto dei lavori di riferimento) e ha preso atto della qualitá proposta (o ha proposto un livello qualitativo di riferimento) e che il professionista si impegna ha realizzare nei tempi e nei modi descritti un lavoro di qualitá pari a quelli proposti (o accetta il livello qualitativo richiesto dal cliente e si impegna a raggiungerlo), insomma un po la dicitura "a regola d´arte" che vale per gli artigiani.

esatto. Semplici ma chiari nelle tempistiche, descrizione del lavoro (sommaria) e quantità di lavoro da consegnare.

L'unica cosa che non sempre inserisco è le clausole per le revisioni del progetto. Essendo sempre in fase di brainstorming e quasi mai alla fine del processo creativo, mi è capitato anche di rifare il progetto 5-6 volte per cambiamenti "creativi" e se inserissi quel costo, non sarei conveniente.

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Ovviamente penso che tutto debba essere "finalizzato a": al cliente con cui collaboro da 10 anni non presento un contratto di 10 pagine come al cliente che ho conosciuto ieri e che magari potrebbe tentare di stamparsi dei cartelloni 6x4m da preview di 320px (vi giuro, è successo anche questo :eek: ), furberie tutte italiche che non so quanto all'estero siano diffuse. Poi il contratto di un lavoro da portare a termine in 60 giorni non può essere lo stesso di un lavoro portato a termine in 6 giorni, così come il contratto da freelance non è uguale a quello per studi o gruppi di persone. Non penso esista un contratto standard valido per sempre, ma solo alcuni accorgimenti non per non farsi "derubare" dal cliente e farsi pagare il giusto (la definizione di "giusto" è anch'essa quanto meno aleatoria in base ai singoli).

In tal senso, mi piace molto la dicitura di krone, penso che la cannibalizzerò se krone mi dà il permesso... :D :D :D

Io personalmente la "creatività" la evito, perché non sono un progettista e non lavoro di formazione in questo campo, e specifico che la voglio evitare: forse in futuro, quando avrò raggiunto quella velocità operativa di alto livello che si acquisisce solo con anni e anni di pratica, potrebbe pesare molto di meno sul mio workflow la voce "cambiamento volante" o come dir si voglia. Anche sotto questo punto di vista il contratto è costantemente in itinere, e si modifica nel tempo in base alle capacità, alle competenze e purtroppo anche alle spese da sostenere (licenze, hardware, spese di studio, etc.).

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c´é la formula "in base alle referenze presentate ed accettate" che vuol dire che il cliente ha visionato il portfolio (o ha proposto dei lavori di riferimento) e ha preso atto della qualitá proposta (o ha proposto un livello qualitativo di riferimento) e che il professionista si impegna ha realizzare nei tempi e nei modi descritti un lavoro di qualitá pari a quelli proposti (o accetta il livello qualitativo richiesto dal cliente e si impegna a raggiungerlo), insomma un po la dicitura "a regola d´arte" che vale per gli artigiani.

L'unica cosa che non sempre inserisco è le clausole per le revisioni del progetto. Essendo sempre in fase di brainstorming e quasi mai alla fine del processo creativo, mi è capitato anche di rifare il progetto 5-6 volte per cambiamenti "creativi" e se inserissi quel costo, non sarei conveniente.

Mi vengo in mente due pensieri particolari.

1)La tutela a livello legislativo (quindi come da contratto) è molto scarsa per vie delle diverse possibili interpretazioni e revisioni in corso d'opera. Se mi dicono "binaco" poi vogliono "nero" è chiaro che che sono modifiche e posso chiedere una variazione sul prezzo, ma comunque è molto soggettiva (come in altri campi tipo per gli artigiani) e quasi mai condivisa.

2) Clienti nuovi sono inevitabilmente fonte di problemi e incomprensioni per ovvie ragioni, ma cerco sempre di comprendere nel prezzo una parte di "errore umano che si dovrà sistemare"e una parte di "sconto per future collaborazioni" che teoricamente si compensano. Il problema nasce proprio nel diverso grado di conoscienza per cui (esempio) il mio intervento nel progetto è stato del 90% e ovviamente condiviso fino a valutazione di altro competente del settore che chiedeva cose diverse :)

Non penso esista un contratto standard valido per sempre, ma solo alcuni accorgimenti non per non farsi "derubare" dal cliente e farsi pagare il giusto

Penso di aver fatto 10 contratti diversi per gli ultimi 10 lavori e in effetti salvo alcuni punti base si deve sempre intervenire a seconda del cliente. Sono sempre combattuto tra la buona fede del commitente ( <_< ) eil rischio di ricorso ad avvocati (che in alcuni casi è stato usato come minaccia!)

:hello:

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