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Laszlo

Crisi O Non Crisi? Da Me Si, Da Voi?

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Io comincio a sentirla pesantemente: da Gennaio ho molti pagamenti sospesi, ed ora incominciano a contrarsi in numero anche i nuovi lavori... Lavoro nel campo della visualizzazione architettonica e nella redazione di cataloghi virtuali, prevalentemente con piccoli studi che progettano in Italia ed all'estero.

I miei clienti sono tutti molto preoccupati; colleghi ed amici dipendenti riportano situazioni inquietanti di studi anche grossi in serie difficoltà; chi invece è inquadrato come collaboratore a partita IVA incomincia ad essere lasciato a casa...

...magari è la volta che trovo il tempo per fare questo benedetto ultimo esame e che mi laureo... ma mi piacerebbe avere ancora un lavoro, dopo!

A voi come va, invece? E' solo una situazione personale, dipendente dal tipo della mia clientela (molto vulnerabili a questa crisi, lo so) e dall'area geografica (Toscana) oppure avete anche voi rogne dalle vostre parti?

Preciso: non è una provocazione, una sterile lamentela, o peggio una richiesta subliminale di aiuto.

Tra l'altro mi si suggerisce con voce autorevole di essere ottimisti e io che di secondo nome faccio Candido so di vivere nel migliore dei mondi possibili... <_<

Mi piacerebbe solo per curiosità e per elaborare una strategia d'azione avere una panoramica delle altre esperienze personali vista la mole di ottimi ed attivi professionisti presenti sul forum...e credo che avere un quadro un po' più generale della situazione possa essere utile a tutti, no?

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la soluzione e` una, laureati e vai all'estero.

In Italia c'e` crisi da quando sono nato. In realta la crisi e` solo un modo per permettere ai ricchi didiventare ancora piu ricchi e ai poveri di non potersi lamentare della loro poverta, in quanto " c'e` crisi ".

Purtroppo l'italia vive del passato, della pizza e della storia e al posto di usare questa ottima cosa per avere basi solide per sviluppare e migliorare, si sta stagnando in una realta che sotto ogni puo di vista e` stagnante.

boh, la crisi in Italia finira in ritardo di due anni rispetto al resto del mondo, un po come e` accaduto con la "micro" crisi del 11 settembre 2001, che in America e` duerata 4 mesi e in Italia 4 anni. bah...

Boh, io non mi apsetterei un bel niente da un paese dove le aziende sono costrette a pagare il 40% di tasse per ogni dipendente e dove mettere una persona in regola significa veramente spennarsi.

ciao.

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Mmaaxx hai riassunto molto bene come stanno le cose...

Io ho avuto pochi lavori da settembre 2008 a gennaio 2009 ma ora tutto sembra tornato alla normalità, chiaramente i bastardi che non pagano ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ora tutti se ne approfittano: ti dicono che c'è crisi e questo è un modo per mettere le mani avanti e non pagarti ma bisogna tenere duro.

Quello che ci ammazza non è la mancanza di lavoro ma la tassazione che è veramente troppo alta perchè a pensarci bene basterebbe fare qualche lavoretto e ce la caveremmo, invece no...ti arriva da pagare ogni giorno per non parlare del sottoscritto che ha vari finanziamenti aperti e quindi se non lavora è un casino.

E comunque ormai è l' ora di finirla con i luoghi comuni, basta parlare di crisi...non è che è spuntata così all' improvviso, o c'è sempre stata oppure no, quindi i furbetti che ti vengono a dire che ti vogliono far lavorare ma a basso prezzo perchè c'è crisi è bene che si vadano a fare una girata, chiaramente per non incorrere in problemi è bene farsi pagare a lavoro consegnato, anche se so che è difficile.

Un cliente mio è venuto a chiedermi rendering a 100 euro dicendo che era in difficoltà e che quindi non poteva pagarmi come sempre(questo ha i miliardi-milioni di euro), io gli ho detto che a quella cifra non facevo niente e lui si è defilato...dopo dieci giorni mi chiama e mi dice che gli va bene il prezzo che gli ho fatto,questo cosa significa? Che ci prendono per il c..o!!!Quindi lasciamo stare la parola crisi...la crisi è in Africa

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Io non sono legato alla locazione geografica, sono illustratore per l'editoria, scientifico-divulgativo, tipologia di illustrazione definita "costosa", quindi dipendo dagli editori più grandi italiani, e i più grandi esteri.

Da un certo punto di vista, spezzerei decisamente una lancia a favore dell'Italia, sinceramente non vedo tutto questa fulgida situazione all'estero, anzi, ma anzi parecchio.

Il colosso Dorling Kindersley, inglese, era stramazzata drammaticamente prima che arrivasse la vera crisi, per esempio.

Dopodichè, in Italia, la Deagostini, tanto per fare un esempio, dopo aver chiuso gli uffici di Milano, esser tornati tutti a Novara e aver licenziato un tot di persone, ti fa contratto con pagamento a 120 giorni e ti aggiunge un paio di mesi di ritardo.Diciamo che della crisi soffro più che altro questo, anche se poi al momento mi hanno sempre pagato tutti ed ho comunque ottimi rapporti con tutti perchè alla fine credo abbastanza nella buona fede di tutti di cercare di fare il meglio.

Però, ecco, questa mitologia dell'estero migliore, per quanto riguarda questo discorso e il mio settore, cioè l'editoria, io non la vedo :).

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Inviata (modificato)
la soluzione e` una, laureati e vai all'estero.

quoto in pieno.

Aggiungo: per quanto riguarda l´architettura in Italia, la situazione é disastrosa, se ne chiede poca, se ne produce poca e gli studi (non so se é una conseguenza di queste cose o la causa) sono poco competitivi (a parte alcuni, ma qui intendo il livello generale). Considerate che l´architettura (e l´edilizia) é uno dei primi campi in cui si riverbera l´economia di un paese.


Modificato da krone

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Ospite
Inviata (modificato)
io che di secondo nome faccio Candido so di vivere nel migliore dei mondi possibili...

bello il Candido! :lol:

Confermo decisamente la difficoltà negli incassi. Attualmente svolgo la parte più significativa del mio lavoro per un unico studio (associato..., dove mi dice il commercialista i soci litigano per tirar fuori i soldi :D ) che si occupa di progettazione, e - qui casca l'asino- anche della grafica di progetti di altri studi, per conto di chi è facile immaginare. Rendiconto del primo anno di collaborazione: sto aspettando il saldo di conti vecchi di XXX mesi. Dopo avere espresso nel corso dell'anno più di due volte il mio disagio, la settimana scorsa ho incrociato le braccia, e loro hanno fatto diciamo una brutta figura con il cliente. Dopo la sfuriata telefonica, mostrano di non sapere che pesci pigliare. Io sono deciso: mi pagate tutto quello che vi ho consegnato, va bene anche a rate, ma voglio toccarle... dopo di che ricominciamo solo se riusciamo a stipulare un compromesso serio e inviolabile.

La settimana in cui ho scioperato sono uscito a cercarmi da fare, rivolgendomi ad un altro genere di studi, e mostrando le cose fatte per quelli là, e devo dire che sono tornato a casa contento. Ho ricevuto un incarico, confermandomi un cliente, e quasi sicuramente mi sono fatto un cliente nuovo. Tra poveri parliamo la stessa lingua, e siamo abituati a rispettarci, per cui quando si dice soldi sappiamo di cosa si tratta: fare la spesa, pagare le bollette, benzina, ogni tanto una pizza perché vivere bisogna (se non si vive si muore ^_^ ), e non solo lavorare.

Come sono sopravissuto in questi mesi? Con i miei clienti, quelli con cui metto faccia e palle mie. Con costoro la regola è acconto+pagamento alla consegna. Mi rimangono da incassare 500 euri per il saldo di una animazione, ma il cd è qui sulla scrivania.

Invece trovo sconsiderato il discorso fatto di piantare tutto e cambiare paese. Per chi ha un'età, degli affetti, una casa, degli impegni, è assolutamente improponibile. All'inizio del secolo scorso i padri di famiglia emigravano con la morte nel cuore. Puoi farlo se hai vent'anni e sei libero come un passero.

Non mi piace nemmeno sentire chiamare "bastardi" quelli che non pagano, perché presuppone che se loro sono i bastardi, noi siamo le vittime di questi bastardi e ci rodiamo silenziosamente di esserlo. Io non mi sento vittima di nessuno. Si tratta spesso di una catena di gente sciatta e ignorante. Per questo bisogna cercare di educarli, perché ci torni a favore :)

perchè alla fine credo abbastanza nella buona fede di tutti di cercare di fare il meglio.

A proposito, anche secondo me questo è lo spirito con cui mi sforzo di lavorare.


Modificato da Giane

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Inviata (modificato)

Giane, concordo al 100%, sia con il tuo spirito che con quanto dici:

non ho mai creduto alla retorica del "meglio altrove" che sembra colpire molti a prescindere da dove sia il loro "dove" di partenza, ma ho al contrario sempre cercato di farmi valere nel mio contesto (il discorso degli affetti è tanto condivisibile che quasi non c'è bisogno che mi dica d'accordo).

Così come non condivido neanche il luogo comune sui clienti tutti bastardi, perchè c'è si chi fa il furbo ma c'è anche chi fa doppi e tripli salti mortali per trovare uno spazio, ed io posso anche decidere di rischiare con loro.

Poi non verrei che mi aveste frainteso: non sono nè frustrato nè disperato nè intendo cambiare vita o mestiere.

Volevo solo capire, ripeto, in maniera informale e tranquilla come sta andando a voi e ringrazio tutti quelli che hanno portato per ora la loro esperienza mentre mi congratulo con chi non ha subito alcun contraccolpo dalla situazione.


Modificato da Laszlo

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Ho vissuto dall'interno, nel corso degli ultimi anni, la speculazione edilizia in tutte le sue più tristi forme; ho visto persone che sono diventati "imprenditori" dalla sera alla mattina e girare col Mercedes dopo i primi 6 mesi di attività; ho conosciuto baristi divenire "esperti" di mercato immobiliare in una sola sera...è per questo che il "crollo" dell'immobiliare non stupisce, anzi, presumo ne avremo a che fare ancora per non meno di 3-4 anni.

Oggi nei cantieri non si costruisce, negli studi non si progetta e per di più noto una forte tendenza ai "regalini" per accapparrare quel poco che resta da fare...per fortuna qualcuno ancora sostiene che il peggio è passato :ph34r:

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la soluzione e` una, laureati e vai all'estero.

In Italia c'e` crisi da quando sono nato. In realta la crisi e` solo un modo per permettere ai ricchi didiventare ancora piu ricchi e ai poveri di non potersi lamentare della loro poverta, in quanto " c'e` crisi ".

Con questa frase hai riassunto tutto,

quoto in pieno,sicuramente l'italia è:

-il paese dove non ci si fa da soli(Tipo sogno Americano)

- il paese che non investe in innovazione,basta vedere le grandi menti che abbiamo a governarci che sono imparentate direttamente o indirettamente ai grossi gruppi industriali o economici(non faccio distinzioni a destra o sinistra)

- il paese dove la maggiore aspirazione di un giovane è entrare nel pubblico a non fare un caxxo

- il paese dove chi ha delle idee viene visto come un incompreso,un complessato

In questa situazione stagnante i ricchi (che hanno messo fieno in cascina)rimangono tali e la crisi si abbatte solo sui poveri e la gente che lavora,ma soprattutto su quelli che non sono amici degli amici

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Inviata (modificato)

Ci sono realtá piú o meno sviluppate, se nasci a Siracusa o Brindisi e vuoi diventare un giocatore di hockey, devi per forza prendere in considerazione la Germania, gli Stati Uniti o il Canada, se vuoi lavorare nella CG é dimostrato (a parte le solite eccezioni che ci sono sempre) che l´Italia non é il paese piú adatto o quantomeno quello con meno opportunitá.

Per me é la stessa cosa in campo architettonico e tutto ció che é il suo indotto, se uno non ha contatti o situazioni particolari in Italia é un conto, altrimenti é innegabile che all´estero ha piú opportunitá e possibilitá, poi comunque non é il caso di ridurre tutto a fazioni o a chi a piú ragione dell´altro.

Per Giane e Laszlo: siamo qui per raccontare le nostre esperienze e per condividerle: io mi sono licenziato a gennaio per motivi personali nel momento di massima (presunta) crisi, ho parlato con due amici-architetti e nel giro di due settimane mi sono arrivate 8 e-mail di studi grandi che mi chiedevano una collaborazione senza chiedermio neanche il portfolio. Nello stesso periodo due famosissime studi di Archviz (citati piú e piú volte anche su questo sito) hanno fatto un recruitement forzato andando a richiamare tutti quelli che negli ultimi due anni avevano spedito un CV o avevano avuto contatti con loro, motivo: un surplus di lavoro.

L´altra settimana sono tornato nel mio "vecchio" studio che mi ha richiamato e scopro che hanno occupato un altro piano perché hanno preso altri 6 collaboratori.......

La mia compagna lavora ad Amburgo in uno studio medio grande (140 architetti) che a dicembre ha licenziato 25 persone in un colpo (o meglio, non ha rinnovato il contratto e poi si é capito che era gente "antipatica" o rompicoglioni), da gennaio ad oggi hanno ripreso altre 20 persone (tra cui me) e aperto una seconda sede a Mosca e un secondo studio sempre ad Amburgo.......

Or, questa é la mia esperienza tra Berlino e Amburgo, voi vivete in Italia per cui conoscete quella realtá, fate i confronti e traete le vostre considerazioni.


Modificato da krone

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Ottimo, Krone!

Questo volevo: vita vissuta! Ma a Mosca allora si lavora ancora? Le ultime notizie che avevo erano di clienti rintanati come marmotte in letargo...spero almeno che come effetto collaterale del momentaneo stop la smetteranno con le dorature e le pelli di leopardo.

Comunque se si rimettono in moto i giganti ci sta che a breve tornino a lavorare anche i nanetti...vado a prendere lo Svitol e lo verso sugli harddisk che sono un po' incriccati

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"...Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di un qualcosa dentro che stà urlando per uscire...."

Io la crisi, la sento e ne sento parlare ma per me, nel mio piccolo in toscana, non è così male. Molti piuttosto che cercare collaboratori quantitativi che facciano solo moli di lavoro ora cercan collaboratori qualitativi. Costano ma producon meglio e di più.

Sembra che la crisi aiuti il pensiero e pulisca le professioni delle persone inutii. Oltretutto non solo seleziona i dipendenti ma anche i datori di lavoro. Io preferisco adesso lasciare i lavori che non mi sembran affidabili.

Ormai sono sul mercato, non solo CG, da 12 anni.... Vedo molte persone chiuder bottega adesso ma negli anni passati ne ho viste tante aprir bottega senza aver competenza... Sembra sia una sorta di selezione naturale. Io lavoro con grandi gruppi in italia e da solo per alcune cose che stò elaborando (che poi mi danno molto più gusto). Il pagamenti son puntuali e poi quei soldi li reinvesto subito nei miei progetti. Spero di passarla così la crisi, con le mie idee... :)

La crisi c'è ma quando passerà credo che i veri professionisti ne avran tratto beneficio.

Per quel che riguarda l'estero è vero tutto... Ma io a casa stò tanto bene :P

E per quel che avete detto delle tasse che dire? Quello non è colpa della crisi... :(

P.S.: Un'ultima cosa sui finanziamenti visto che qualcuno ne ha parlato. Tempo fa ero tentato di aprire un finanziamento per giovani ecc... Mi ha salvato il consiglio di mio fratello: Prendi solo ciò che con il tuo stesso lavoro ti puoi permettere. Funziona. Calibro molto bene le mie spese senza dover pensare di ridare nulla a nessuno.

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Ospite
Inviata (modificato)
non ho mai creduto alla retorica del "meglio altrove" che sembra colpire molti a prescindere da dove sia il loro "dove" di partenza

ehe ehe è proprio così, spesso si dice tanto per dire...

ma ho al contrario sempre cercato di farmi valere nel mio contesto

d'accordissimo. C'è chi ha la fortuna e il merito di lavorare in realtà più evolute, ma la regola dovrebbe essere questa: farsi valere, che vuol dire anche farsi rispettare ciascuno nel proprio.

Così come non condivido neanche il luogo comune sui clienti tutti bastardi, perchè c'è si chi fa il furbo ma c'è anche chi fa doppi e tripli salti mortali per trovare uno spazio, ed io posso anche decidere di rischiare con loro.

più che ragionevole, si tratta di scelte.

Grazie, ciao.

Sembra che la crisi aiuti il pensiero e pulisca le professioni delle persone inutii. Oltretutto non solo seleziona i dipendenti ma anche i datori di lavoro.

Anche gli amici degli amici? :w00t: sebbene non mi sembri del tutto verosimile, è un sogno meraviglioso. Insomma... utopia!


Modificato da Giane

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Inviata (modificato)
Ci sono realtá piú o meno sviluppate, se nasci a Siracusa

Wow, qualcuno che si ricorda che esiste Siracusa(la mia città) senza per forza dire quel posto in "AFRICA"

:D :D :D :D :D

Sei invitato, ufficialmente, nella Magna Grecia. ;)


Modificato da ytsejam

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Inviata (modificato)
Ottimo, Krone!

Questo volevo: vita vissuta! Ma a Mosca allora si lavora ancora? Le ultime notizie che avevo erano di clienti rintanati come marmotte in letargo...spero almeno che come effetto collaterale del momentaneo stop la smetteranno con le dorature e le pelli di leopardo.

Comunque se si rimettono in moto i giganti ci sta che a breve tornino a lavorare anche i nanetti...vado a prendere lo Svitol e lo verso sugli harddisk che sono un po' incriccati

Dipende molto dagli investitori e dagli architetti di cui parliamo. Anche all´estero esistono i "furbetti di quartiere" come in Italia e l´intelligenza sta nel sapersi scegliere i clienti e i progetti giusti. Alcuni esempi: il mega progetto di Foster a Mosca (quella specie di grattacielo-tenda di proporzioni colossali) é stato cancellato, Erick van Egeraat (l´architetto olandese ex Mecanoo)ha chiuso per fallimento dopo aver aperto 8 (8!!!!!) studi in Europa (tra cui Budapest, MOsca e Praga) contando su futuri progetti-spettacolo che sono stati regolarmente cancellati. BRT e NPS-Tschoban Voss (due studi rispettivamente di Amburgo e Berlino) hanno aperto studi a Mosca e Minsk e stanno regolarmente costruendo due megagrattacieli che non hanno fatto il giro di internet (non sono cosí conosciuti) ma erano progetti "seri" e regolarmente cantierizzati.

L´impressione mia personale é che gli studi superstar-superfashon (quelli che piú che costruire producono tantissimi progetti e bellissimi rendering che fanno il giro di tutti i blog di architettura) sono andati gambe all´aria, perché producevano solo "fuffa" o architetture inutili, che vengono subito tagliate in momente di crisi. Gli studi meno conosciuti, che fanno meno mostre e meno serate di gala, continuano a lavorare normalmente, i lavori tipo scuole, stazioni, etc. sono investimenti programmati e finanziati in 5-6 anni e ci saranno sempre, non parliamo del mega museo per lo sceicco X o del grattacielo rotante del riccone Y....... diciamo che come la storia della gallina dalle uova d´oro, hanno piú pensato ad arraffare tutto l´arraffabile piuttosto che a costruire ed espandere il proprio studio. Poi certo, per una corporate da 8000 dipendenti come Foster ci sta rischiare su progetti del genere (comunque anche non costruendo ha avuto il suo ritorno d´immagine), per studi medi é un rischio troppo grande e infatti sono finiti male (o meglio, sono finiti male i loro dipendenti).

Poi c´é anche da fare un´altra considerazione: il fatto di essere architetti "famosi", di avere i progetti sempre pubblicati sulle riviste, monografie, mostre, etc., non significa necessariamente essere architetti "forti" e studi di progettazione importanti. Molte "cosiddette" superstar (cosiddette perché ormai con internet tutti diventano famosi) producono "design architettonico" ma non architettura, nel senso di esecutivi, gestione del cantiere, etc. e non hanno la capacitá progettuale di poter prendere quei contratti (le fasi citate sopra, dopo il design architettonico) che sono le piú vantaggiose economicamente e ti danno un certo peso ed una certa importanza in campo architettonico-economico.


Modificato da krone

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Sono d'accordo sul fatto che non c'entra niente la mancanza di lavoro o di pagamenti con la crisi...Poi sul fatto di andare all'estero sono d'accordo pure...purchè non andate a finire in uno studio di italiani che lavorano all'estero altrimenti è la stessa cosa. Purtroppo la mentalità italiana è uguale in tutto il mondo...nessuno è disposto a investire sul materiale umano ma solo sfruttare per poi buttare via (l'esempio lampante dei neolaureati assunti in uno studio per qualche mese...non pagati e poi mandati fuori)...classico esempio italiano da Nord a Sud senza distinzione alcuna.

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Ospite
Sembra che la crisi aiuti il pensiero e pulisca le professioni delle persone inutii. Oltretutto non solo seleziona i dipendenti ma anche i datori di lavoro.

Purtroppo, e mi duole terribilmente scriverlo, succede quasi sempre il contrario. In generale la gente in gamba e onesta, viene trombata, e chi - com'è stato detto con una bellissima espressione - ha messo il fieno in cascina, rimane saldo al proprio posto. E con lui tutto il codazzo (forse un po' assottigliato o forse solo rinfrescato...) di parassiti.

Questa è l'idea che mi sono fatto ascoltando le persone, e facendo domande.

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Ospite
Comunque se si rimettono in moto i giganti ci sta che a breve tornino a lavorare anche i nanetti...

Se è vero com'è vero che le borse griffate le fa il cinese... :D

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La crisi c'è... a periodi... e coem dice Max è vero che in Italia c'è sempre stata grazie ai cervelli latitanti e i troppi furbi... sono situazioni come queste che a volte mi fanno pensare che la soluzione finale sia la migliore che si possa scegliere, chiudere gli occhi e lasciarsi andare a tutto, ma alla fine non siamo qui solo per noi stessi. In questo periodo più di altri penso spesso a questa ipotesi e come è successo anni fa mi ripeto sempre che il domani sarà migliore. L'errore è alla base ed è un bene che ci sia gente che ultimamente cerca la qualità e non la quantità invece di scapparsene via dovremmo iniziare a dettare delle "regole" è facile uscirsene dai problemi per andare dove non ci sono, è difficile mettere in discussione tutto e farsi valere. Se non fosse per il concetto espresso nelle prime righe e per il fatto che ho fatto una promessa a chi vale più di me sarei libero da ogni problema invece di sentirmi solo in mezzo a 1000 persone.

Tenere duro e lottare è la risposta a tutto.

Mat

:hello:

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Io posso portare la mia poca esperienza, lavoro da pochi anni in CG!

La "crisi" l'ho sentita, e la sento ancora. Forse più di molti altri visto che mi sono messo in proprio staccandomi da uno studio "leggermente sanguisuga" poco più di un anno fa! Sono partito con un paio di clienti, ma sopravvivo nonostante abbia investito tutto nella mia attività per essere in regola al 100%.

Io vado avanti a forza di ottimismo, sono dell'idea che di clienti seri e pronti ad investire ce ne siano molti, tutto stà ad avere fortuna e/o la prontezza per trovarli e conquistarli, mettendo in gioco la propria faccia e professionalità, mostrandosi professionisti seri e volenterosi.

Io abito in Friuli, da settembre 2008 fino a qualche mese fa è stata veramente dura come quantità di lavoro, ma ultimamente qualcosa si muove, i clienti che capiscono che bisogna investire ed innovare per saltar fuori dal gruppo, si stanno mostrando.

Spero solo di avere la possibilità e le capacità per affincarli nel loro percorso.

Non bisogna abbattersi, teniamo duro nei momenti difficili....poi tutto è più bello e gratificante!

^_^

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"...Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di un qualcosa dentro che stà urlando per uscire...."

OT - Il sardo è sempre il sardo......ti piace francesco è? - OT

Per quanto mi riguarda qui a Roma se ti dai da fare il lavoro nn manca, e questa crisi nn la sento.

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Secondo me con la scusa della crisi chi dovrebbe pagare (clienti, datore di lavoro, ecc.) ci sta marciando troppo. Però da parte nostra se siamo professionisti possiamo rifiutare di lavorare a condizioni che non ci stanno bene perchè comunque magari a costo di sacrifici troveremo altri clienti o posti di lavoro grazie alla nostra professionalità. Chi invece non è professionista (ma si è mostrato come tale) troverà altre soluzioni e si renderà ben conto della sua non professionalità diventando vittima del "bastardo che non paga", venendo licenziato o sottopagato. Ma ci sono anche altre categorie (sempre parlando di cg): chi si è appena laureato o chi stà entrando in questo mondo adesso dopo corsi o studi individuali e ,tra questi, pochi hanno la professionalità, perchè non hanno gli anni di esperienza sul campo, anche dandosi da fare. Secondo me quest'ultima categoria è quella che risente di più della crisi da un certo punto di vista: non vengono assunti perchè è sempre richiesta esperienza e se vengono assunti vengono o non pagati o sottopagati se va bene.

Pensate che tempo fa mi venne detto da un forse futuro datore di lavoro (dopo aver parlato che il mercato è fermo causa crisi): "ma i soldi a cosa ti servono? Sei giovane." :eek: Ma ci rendiamo conto, solo perchè uno era iscritto all'università allora non sarebbe servito pagarlo con la scusa della crisi(per lui:università=non serve pagarlo; per me e molti altri studenti: università=lavorare per studiare,per mantenerci economicamente e per pagarci gli studi e cercare di fare esperienza per non essere disoccupati una volta finiti gli studi).

Per concludere: sì la crisi io la vedo e non si preannuncia niente di buono. Tanti altri miei amici in altri settori non trovano lavoro, altri sono stati licenziati (e di questi solo quelli con molta esperienza e professionalità trovano altro lavoro), le fabbriche mettono il personale in cassa integrazione e non assumono e i datori di lavoro dato che "c'è crisi" si possono permettere di assumere sottopagando o avendo standard di ricerca alti dato che quelli che cercano lavoro sono tanti. Per l'estero penso che valga la stessa cosa, se si fare il fatto proprio si trova lavoro, altrimenti è davvero difficile essere assunti avendo poca esperienza.

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Quest'estate torno in Italia.

Credo (e forse spero) che in questo momento la crisi qui a New York sia nel suo momento piu' nero.

Sono stato laid off a Dicembre, ma fin'ora ero sopravvissuto.

Il mio studio lunedi' scarica altre 3 persone.

In un anno siamo passati da 30 a 7 persone, + i due partner.

E direi che ls situazione e' generale: tra i nostri 18 colleghi che sono andati a casa, solo uno ha ritrovato un posto.

I grandi studi hanno tagliato posti con la mannaia.

Sicuramente ora non e' proprio il momento di venire in USA.

Ma potete star certi che non appena ci sara' l'inversione di tendenza e si riiniziera' a risalire la china, qui sara' un posto fantastico dove cercare opportunita'!

Ciao, Gio

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pero ovviamente la crisi varia da settore a settore.

ad esempio:

se avori nel campo dell'architettura, sei spacciato, visto che questa situazione e` stata innescata proprio dale banche che speculavano sugi immobili.

se fai il venditore e` iul tuo momento, visto che sostanialmente le aziende devono VENDERE per sopravvivere.

Dove lavoro io hanno assunto 5 persone in 3 mesi, anche in italia nella azienda dove lavora mio padre hann oassunto 6 neolaureati a tempo indeterminato.

Quindi dipende sempre cosa fai per sopravvivere.

boh

@matevil: non sono per niente d'accordo quando dici che scappare sia comodo per risovere i problemi, in realta, se provassi a scappare dove non ce a scrisi scoprirersti che da un lato hai piu oppurtinita di avere fortuna ma dall'altro rinunci ad amici, famiglia, abitudini, lingua etc...

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