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Andrea Marchetto

Buon Gusto E Senso Estetico

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Ciao a tutti, qualche giorno fa discutevo con un collega a proposito di "gusto", in senso generale (cromatico, tanto per dirne una).

Secondo voi è possibile imparare ad avere gusto, cioè a produrre qualsiasi tipo di, chiamiamola opera, che possa definirsi oggettivamente di buon gusto?

e con che approccio definireste un percorso per apprendere questo "gusto"? insomma quali step dovrebbe poter seguire chi è alla ricerca di migliorarsi in questo?

tema un pò particolare ma credo che possa interessare a molti.

Andrea. :hello:

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Inviata (modificato)

hai letto le faq ?

titolo vago, imparare tutto cosa ?

a fare il panetttiere, l'idraulico, l'elettricista ... :rolleyes:


Modificato da arri

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Il gusto e il senso estetico si manifestano di solito spontaneamente..sono doti.E' però vero che se osservi molte opere definite di 'buon gusto' dalla critica specializzata (da prendere con le pinze la parola 'specializzata'), sviluppi una sensibilità maggiore e pian piano scoprirai che anche una pennellata può esprimere gusto estetico.Il consiglio quindi è uno solo: osserva il piu possibile e fatti sempre quelle che io e gente piu preparata di me considera le 3 domande fondamentali:

1)perchè l'ha fatto?

2)cosa ha fatto?

3)come l'ha fatto?

p.s. evita la filosofia o ti ritrovi pure la domanda: l'ha fatto?

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grazie per il cambio titolo, in effetti non era il max ^_^

beh forse era più una mia riflessione, xò al di la del bagaglio tecnico, quindi per rispondere alla domanda "come si fa" che è migliorabile con il continuo esercizio, probabilemente pure il gusto estetico si può allenare..ma è tanto una cxxxxxa sta domanda? :blink:

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Parafrasando Kotler:

Alcuni impongono il gusto, altri seguno il gusto altri ancora a cose fatte si chiedono cosa mai sia successo....

Queste secondo me son le tre categorie... Per esser nella prima bisogna esser già imparati come dice mia nonna, per esser nella seconda basta percepire, capire, elaborare linguaggi in atto, per esser nella terza categoria... bè, che te lo dico a fare :P

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Ciao a tutti, qualche giorno fa discutevo con un collega a proposito di "gusto", in senso generale (cromatico, tanto per dirne una).

Secondo voi è possibile imparare ad avere gusto, cioè a produrre qualsiasi tipo di, chiamiamola opera, che possa definirsi oggettivamente di buon gusto?

e con che approccio definireste un percorso per apprendere questo "gusto"? insomma quali step dovrebbe poter seguire chi è alla ricerca di migliorarsi in questo?

tema un pò particolare ma credo che possa interessare a molti.

Andrea. :hello:

Brrr la tua discussione mi ha ricordato l'esame di estetica :P

... Sicuramente analizzando/studiando quanto di "bello" è stato fatto dall'uomo (e non parlo solamente delle grandi opere universalmente riconosciute e catalogate) si possono migliorare le proprie attitudini (artistiche/artigianali).

Che il gusto estetico sia una dote innata o predisposizione o i miei dubbi, ma non ho argomenti per motivare questa mia posizione... di sicuro "il bello" è soggetto a tantissime variabili (ambientali, sociali, economiche, politiche, religiose, tecnologiche... e chi ne ha, + ne metta :P ) ed è una furtuna! Altrimenti non avremmo grossi avanzamenti nel campo dell'arte e dell'artigaianato ;)

Se vuoi approfondire l'argomento ti consiglio il mio autore preferito che è Gillo DOrfles... oppure anche Bruno Munari ha dedicato alcuni saggi all'argomento ed è sicuramente + semplice/divertente da leggere ;)

Nella pratica penso che alla base ci debba essere (come già ho scritto) l'osservazione, lo studio delle tecniche e tanto esercizio sempre rivolto alla sperimentazione

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Inviata (modificato)
grazie per il cambio titolo, in effetti non era il max ^_^

prego ^_^

come ovviamente tutti sanno il bello assoluto non esiste ma esistono dei ragionamenti e dei meccanismi in base ai quali il nostro occhio percepisce delle cose come belle o brutte, equilibrate o squilibrate etc.

il senso estetico e il "mi piace o non mi piace" variano da persona a persona ma si basano spesso sempre sulle stesse dinamiche teorizzate e studiate da molti.

Secondo me il bravo grafico non deve avere buon gusto ma deve saper capire cosa piace al committente ed utilizzare i vari strumenti che ha a disposizione (teoria cromatica, sezione aurea, simmetria dinamica, gestalt psychology etc.) per farglielo piacere.

La domanda nasce spontanea: "come faccio ad apprendere tutte queste cose?"

Si inizia a studiare un po' tutto quello che riguarda l'arte e la comunicazione visiva. Fotografia, storia dell'arte, cinema, design grafico etc.

Inoltre bisogna iniziare a guardare tutto quello che ci circonda con occhio critico cercando di analizzarlo e studiarlo utilizzando le teorie studiate e apprese.

I grandi artisti sono quelli che sono riusciti, o con l'istinto o con lo studio, ad utilizzare i vari meccanismi percettivi per toccacre e colpire l'animo della maggior parte delle persone.


Modificato da philix

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il senso estetico e il "mi piace o non mi piace" variano da persona a persona ma si basano spesso sempre sulle stesse dinamiche teorizzate e studiate da molti.

Quoto tutto e se posso aggiungere, varia anche da periodo storico a periodo storico. B)

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La domanda è già di buon gusto. :D

Se come hai accennato dai già ipoteticamente per scontato un bagaglio tecnico e culturale e parli di sviluppare solo il gusto estetico, secondo me in quanto gusto è esattamente un senso che può essere amplificato anche moltissimo, ma che sicuramente implica avere una certa sensibilità, (sto sempre parlando in generale e non applicata a un genere specifico) e per sensibilità non parlo di umanità ma di capacità di cogliere sfumature, infatti è piena la storia di gente abominevole ma con doti tecniche e artistiche fenomenali.

Data per scontata anche una certa dose di sensibilità, il metodo migliore è appiccicarsi a persone che consideri essere evolute in questo senso e imparare il loro modo di vedere il mondo, augurandoti che non siano miopi. :P

Cercherei anche di capire se sei portato all'intimità o all'esibizionismo (stile discreto o campagne pubblicitarie killer) e calcare una direzione ben specifica almeno all'inizio. Comunque secondo me frequentare persone più evolute è un trampolino formidabile se trovi le persone giuste.

Le mie però sono considerazioni personali e non supportate da studi o altro...

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beh per lo meno la discussione ha preso una buona piega ^_^

anche se a parole magari è più difficile da spiegare come concetto, piuttosto di dire "questo si fa così e questo si fa colà, premi xxx e poi yyy", credo che arrivi un momento in cui ognuno si analizza con un pò di criticità e si rivolge queste domande. Probabilmente, almeno nel mio caso, per poter ottenere risultati sempre migliori.

grazie infinite gurugugnola per le letture suggerite, ne farò sicuramente tesoro!

prego ^_^

Secondo me il bravo grafico non deve avere buon gusto ma deve saper capire cosa piace al committente ed utilizzare i vari strumenti che ha a disposizione (teoria cromatica, sezione aurea, simmetria dinamica, gestalt psychology etc.) per farglielo piacere.

non pensi che un buon grafico, alcune volte, debba anche essere in grado di consigliare il cliente su che direzione prendere in base ai succitati strumenti che conosce?

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prego ^_^

come ovviamente tutti sanno il bello assoluto non esiste ma esistono dei ragionamenti e dei meccanismi in base ai quali il nostro occhio percepisce delle cose come belle o brutte, equilibrate o squilibrate etc.

il senso estetico e il "mi piace o non mi piace" variano da persona a persona ma si basano spesso sempre sulle stesse dinamiche teorizzate e studiate da molti.

Secondo me il bravo grafico non deve avere buon gusto ma deve saper capire cosa piace al committente ed utilizzare i vari strumenti che ha a disposizione (teoria cromatica, sezione aurea, simmetria dinamica, gestalt psychology etc.) per farglielo piacere.

La domanda nasce spontanea: "come faccio ad apprendere tutte queste cose?"

Si inizia a studiare un po' tutto quello che riguarda l'arte e la comunicazione visiva. Fotografia, storia dell'arte, cinema, design grafico etc.

Inoltre bisogna iniziare a guardare tutto quello che ci circonda con occhio critico cercando di analizzarlo e studiarlo utilizzando le teorie studiate e apprese.

I grandi artisti sono quelli che sono riusciti, o con l'istinto o con lo studio, ad utilizzare i vari meccanismi percettivi per toccacre e colpire l'animo della maggior parte delle persone.

post davvero eccellente, in cui emerge una mirabile sintesi della questione.

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Inviata (modificato)
non pensi che un buon grafico, alcune volte, debba anche essere in grado di consigliare il cliente su che direzione prendere in base ai succitati strumenti che conosce?

può anche consigliarlo ma se il cliente è un "cafone" nel senso che gli piacciono le cafonate e tutto quello che è kitch, allora sono perle gettate ai porci.

Esempio architettonico

Se un committente arriva e mi mostra le foto del suo ultimo viaggio in brasile dove ha fotografato una miriade di alberghi ognuno con le decorazioni di 10 regge di caserta messe assieme e mi dice "l'hotel e la sala sponsali la voglio così" io che gli consiglio? :)

Mi cafonizzo più di lui, assumo il suo "gusto" iniziando a ragionare come lui e vado bello che spedito.

Poi ci pensi un po' su e alla fine gli dai anche ragione perchè ti accorgi che nella zona in cui si trova, chi si va a sposare o organizza una festa, non vuole la reggia di caserta bensì versailles :D

PS

Questo esempio non è di fantasia ma è realmente accaduto

PPS

grazie franci, onorato ^_^


Modificato da philix

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tutto vero è tutto falso, il gusto non esiste, se uno vuole ritenersi ed apparire una persona di gusto e vedersi riconosciuto il senso estetico nel arco di vita terrena, deve necessariamente seguire gli altri. Altrimenti segua se s tesso e chissa tra 100 anni si dirà "Lui si che era un maesto".

C'è gente che si danna la vita per capire come operare in qualunque campo teorie su teorie, libri su libri, credendo di essere i conoscitori del tutto, ma non lo so, non porti queste domande, va per la tua strada si sempre onesto con te stesso e ti troverai bene.

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Inviata (modificato)

come diceva il mio "buon" prof di Estetica... il Buon Gusto è oggettivo... il senso estetico è soggettivo, esemplifico perchè molte volte si tende a confondere le cose;

1- per citare Sardo... quelli che lo impongono quelli che seguono il gusto... Le mode e il senso estetico sono passeggeri e variano a seconda del soggetto che le osserva, del contesto e del periodo storico (e altre mille mila variabili...)

ES: nel 700 o negli anni 50 le modelle anoressiche di adesso le avrebbero mandate in cura da un medico o chiuse in manicomio, perchè il canone estetico dell'epoca preferiva la donna florida...

2- il Buon Gusto, o il non so che, o il fascino sono cose indefinibili ma oggettivamente esistenti, purtroppo qui non mi vengono esemplificazioni...

in parole povere, e in questo do pienamente ragiona a philix, la fortuna del 90% degli artisti fino all'età moderna era nel compiacere il "gusto" del committente o "la moda" dell'epoca, quindi la sua "invenio" era nel mezzo rappresentativo ma il soggetto era già predefinito...

dall'impressionismo in poi l'artista ha cercato d'imporre il proprio gusto (es. vedi che bella fine ha fatto Van Gogh) o utilizzare il proprio estro ed esprimerlo in base ad ogni epoca (es. vedi la vita ma sopratutto le opere di Picasso).

Avere "buon gusto" è innato... ma se non lo si cura si trascende spesso e volentieri... studiare l'arte (in tutte le sue forme) è un buon metodo per "allenarsi" ad avere gusto... ma sopratutto essere un buon osservatore aiuta..

spero di non essere stato eccessivo ma l'argomento è abbastanza ampio...


Modificato da DeSign79

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Philix ha descritto tutto nel suo post, ma non concordo molto con lui su alcune cose... non credo che basti studiare e avere tecnica per avere buon gusto io la vedo come un fattore naturale che si ha con l'esperienza della nostra crescita umana data dal luogo in cui viviamo o abbiamo vissuto e dalle influenze fondamentali che abbiamo "sofferto" negli anni più plasmatici della nostra vita (0-14 anni)... Quello che si ha dentro è mille volte più potente di quello che si studia.

Mat

:hello:

P.S.: Philix... hai ragione sulle cafonate, ne ho fatte qualcune di recente e veramente mi sono cadute le bracce su alcune scelte che ho dovuto fare... :(

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Come fa l'estetica ad esistere? ......ci manca il prof. di aria <_<

esistono gli uomini che se la creano, e nulla e oggettivo neanche 1+1, questi sono discorsi che non portano a nulla, ci sono centinaia di trattati sul bello e armonico la "perfezione dell'architettura classica" per esempio è priva di perfezione, ma se uno decide di vederla come tale ci finisce pure per credere che sia così. Tutto dipende dai nostri sensi sviluppati o meno che siano

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quante volte è stata fatta una discussione del genere.

personalmente mi ritrovo in quello che ha detto phil.

con tutto il rispetto per chi ha aperto il post,ma credo che già la parola"gusto" non abbia nessun significato.

io, come sempre, penso che non si nasce "imparati".

si può nascere parlticolarmente sensibili e con delle doti analitiche più spiccate di altri,ma poi l'approccio estetico è la sintesi di una vita spesa ad informarsi; a leggere; a vedere films; ad ascoltare musica ecc... io credo che il motore propulsore sia la curiosità di approfondire smpre le cose.poi pian piano si comincia ad entrare in un dibattito e poi si partecipa a questo dibattito se si ha occasione di "produrre" qualcosa.

in poche parole,il genio che produce arte dal nulla non esiste.

se io dovessi comporre una canzone,non rifarei una canzone di tenco presa pari pari. potrei smontare e rimontare la canzone; ripeterla in un certo modo per fare una sorta di riflessione su quell'epoca. potrei giocare a rifare una cosa in maniera "post moderna",ma il meccaniscmo fondamentale nell'arte è la consapevolezza: io devo sapere cosa sto facendo; devo sapere come è stato già fatto, devo sapere cosa voglio ottenere di idverso.

la cosa è più semplice e divertente di quanto appaia detta così in teoria.

quindi. chi si improvvisa artista solo perchè ha fatto un corso di design,secondo me è proprio fuori strada.

intendiamoci: io non mi reputo un artista.però cerco di trovare una coerenza e una logica in quello che faccio per protare avanti questo gioco divertente.

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mi rendo conto che non centra,ma visto che si parla di concetto di arte e meccanismi che la regolano,mi permetto di postarvi questo documentario sulla nascita di Fark side of the moon.

più che altro per condividere.

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Inviata (modificato)

interessante questa discussione e dico la mia

credo che il concetto di "buon gusto" sia ben diverso da "gusto del committente" e relativa capacità dell'artista, grafico, designer, architetto...ecc. di saperlo decifrare a vantaggio del risultato del proprio lavoro, e tale proposito concordo con quanto detto da DeSign79.

Però tornando al quesito iniziale... cosa significhi creare un opera di "buon gusto" potrei fare un bell'esempio

uno dei più grandi artisti riconosciuti del 900 è stato Francis Bacon. Credo che si possa dire di tutto ma certo non "buon gusto".

Forse buon gusto può essere inteso come qualcosa in grado di comunicare senza esasperare un determinato aspetto, in particolare tenendo in considerazione la sensibilità dell'osservatore, che si potrebbe offendere, infastidire, impressionare dai contenuti / forma.

Poi non è detto che questa caratteristica renda l'opera più appetibile in senso artistico.

detto questo aggiungo che ci sono alcune associazioni impossibili con l'attributo "buon gusto".

provate ad immaginarne alcune....


Modificato da teokite

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...ma infatti credo che l definizione "buon gusto" sia molto fuorviante e fuori luogo quando si parla di arte in senso stretto.

il buon gusto è una definizione che nasce per accontentare una certa committenza mediocre che vorrebbe trovare nei "prodotti" offerti dal presunto artista una opera che possa stare nel proprio salotto senza scandalizzare nessuno. una opera che sia leggibbile, comprensibile e apprezzabile da tutti, e che quindi per sua natura non debba rompere nessuno schema.

l'opera d'arte in senso stretto credo sia una cosa che cerchi invece di portare sempre un pò oltre la ricerca in un determinato campo, e quindi l'opera d'arte risulta incompatibile con chi vuole cullarsi in una opera riconoscibile e quindi apprezzabile da tutti. le caratteristiche di questa opera "mediocre" vengono definite appunto di buon gusto.

per me il discorso riguardante la committenza nel lavoro è più flessibile.

se io ho a che fare con una persona che in un progetto vuole per forza gli archetti e le colonne "doriche",allora gli do quello. io prima di essere una persona che vuole portare avanti una sua ricerca,sono prima di tutto un tecnico che deve dare un prodotto secondo le richieste della committenza.

nei rendering per esempio,ci sono 2 tipi di lavori: i lavori di case "rurali" con tegole e archi,in cui il mio compito è rappresentare un progetto in modo più fotorealistico possibile e i lavori fatti da architetti che effettuano anche ricerca.in questilavori si può condividere questa ricerca con l'architetto cliente e cercare insieme a lui di comporre delle tavole con delle rappresentazioni che sono meno superficiali.

tutto questo poi a prescindere dalle mie reali capacità.

per me,per esempio, il Pino daniele degli ultimi anni ha -purtroppo- buon gusto,cioè fa delle canzoni simpaticamente orecchiabili che potrebbe essere piacevole ascoltare e che non mettono in difficoltà l'ascoltatore.

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Inviata (modificato)

Boh... ero convinto di essere stato abbastanza chiaro nel post precedente, ma proprio non ci intendiamo...

il buon gusto non è il gusto del ben pensante, del critico o dell'artista fallito, quella è moda!

il fatto che ora essere artista da Galleria d'Arte significa rompere gli schemi è dovuta a quest'opera :

437px-Duchamp_Fountaine.jpg

del 1917 ad opera di Marcel Duchamp, che per sottolineare la rottura con il mondo accademico la firmò "R.Mutt"...

ma questo non è buon gusto! questo è lasciare un segno o al- tentarci!

l'esatto opposto di questo ragionamento è l'asservimento alla committenza - vedi post precedente -

quindi non parliamo di certo di buon gusto o di ricerca estetica!!!

spero di essere stato un po' + chiaro...


Modificato da DeSign79

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onestamente a me sembrava dicessi il contrario..

il buon gusto è una definizione che nasce per accontentare una certa committenza mediocre che vorrebbe trovare nei "prodotti" offerti dal presunto artista una opera che possa stare nel proprio salotto senza scandalizzare nessuno. una opera che sia leggibbile, comprensibile e apprezzabile da tutti, e che quindi per sua natura non debba rompere nessuno schema.

quello non è buon gusto, nè tantomeno gusto ma moda... è diverso!

la ricerca estetica è quello che scrivi dopo, ovvero la produzione di opere d'arte senza influenza che possa lasciare un segno!

il buon gusto non è nè una nè l'altra..

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