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yogurt

Ot: Iva & Inps..aiuto Soffoco

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ciao a tutti.

sarà che sono stupido, ma io proprio non capisco...o forse il mio commercialista non si sa spiegare.

Ho aperto una partita IVA (contribuenti minimi) per iniziare a lavorare in proprio e fare il lavoro che amo:il grafico.

Ogni persona che sento per farmi spiegare come e cosa devo fare e sopratutto cosa devo pagare ha una sua personale opinione e io inizio a fare fatica a capire cosa è giusto e cosa no.

in sostanza il mio quesito è questo:

Io oltre a pagare l'IVA devo iscrivermi anche all'INPS ? cioè devo pagare il 20% su quello che guadagno + una altro 24,7% ?

anche voi?

grazie dell'aiuto.

Yogurt :crying:

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Senza entrare troppo nei dettagli la cosa è abbastanza semplice.

L'IVA è un imposta che lo stato mette sul valore aggiunto del tuo lavoro. Solitamente è un apercentuale fissa (20%, ma esistono anche casi di IVA ridotta). Come azienda la cosa più semplice è fare tutti i conti sempre senza IVA, tanto, nel 99% dei casi il conto della tua IVA andrà sempre a zero a chiusura anno.

Mi spiego meglio: tu acquisti dei beni, che ti servono per il tuo lavoro (attrezzature, materie prime, prestazioni di servizi di altri, ecc...). Diciamo che questi beni, in fondo all'anno, ti sono costati 10.000 euro (prezzo iva esclusa). Tu per acquistarli dovrai sborsare 12.000 euro (prezzo + 20% di IVA, che i tuoi fornitori ti faranno pagare).

Diciamo che alla fine dell'anno, hai lavorato e venduto beni o servizi per 30.000 euro (ancora prezzo IVA esclusa). Di fatto, in condizioni di normale IVA al 20%, avrai incassato 36.000 euro (i 30.000 + il 20% di IVA che DOVRAI fare pagare ai tuoi clienti).

I 6000 euro di iva che hai incassato li vuole interamente lo stato (te li ha fatti aggiungere appositamente). Poichè però con i tuoi acquisti hai già pagato 2000 euro di iva, lo stato ti chiede di pagare solo la differenza, cioè 4000 euro. In altre parole si dice che l'IVA già pagata (quella pagata sugli acquisti) si detrae dall'IVA da pagare (quella incassata dalle vendite). La cifra che resta la devi versare allo stato (trimestralmente o mensilemente, dipende dal tuo regime di contabilità).

Di fatto tu avrai incassato 36000 euro, ne avrai spesi 12000, ne dovrai pagare 4000 di IVA. Di fatto il tuo guadagno lordo (imponibile) sarà pari a:

36.000 - 12.000 - 4.000 = 20.000 euro

Vedi bene che se facevi i conti senza IVA il risultato era lo stesso:

30.000 - 10.000 = 20.000 euro

Però così il conto è più semplice. I soldi che incassi come IVA devi considerare di non averli. In parte li spenderai per pagare l'IVA dei beni che acquisti (ecco perchè devi sempre guardare il prezzo senza IVA), gli altri li darai allo stato.

Alcuni casi particolari:

-IVA a credito: se con i tuoi acquisti paghi più IVA di quella che incassi con le vendite, la differenza dellIVA da pagare diventa negativa. Questo può accadere se spendi di più di quello che incassi, ad esempio spendi 10.000 euro più IVA (2.000), ma incassi solo 8.000 euro più IVA (1.600)

Di fatto avrai diritto a farti rimborsare dallo stato l'IVA in più che hai pagato (nell'esempio 400 euro). Alla fine il conto dell'IVA andrà sempre a zero (quindi tanto vale non contarla).

-IVA a regime ridotto: in certi casi la percentuale dell'IVA non è il 20%. E' il caso ad esempio dell'acquisto della prima casa da parte di privati (IVA 4%), o ristrutturazioni sempre della prima casa (10%). Anche la ristorazione ha IVA ridotta (10%). Le vendite e gli acquisti all'estero sono pure senza IVA (0%), come pure il pagamento degli affitti (sempre 0%).

Cosa cambia? Nulla, se i conti si fanno senza IVA. Alla fine andrà sempre a zero.

Manteniamo il primo esempio, ma ipotizziamo che uno dei tuoi clienti (a cui hai fatto lavori per 5.000 euro IVA esclusa) ti abbia richiesto un regime di IVA ridotto (ipotizziamo 0%). Da quel cliente avrai incassato solo i 5.000 euro del lavoro (l'IVA in questo caso è 0). Dagli altri clienti (per i quali hai fatto i restanti 25.000 euro di lavori) incasserai :

25.000 + 20% = 30.000 euro (5.000 euro di IVA)

Di fatto in tutto avrai incassato 35.000 euro anzichè 36.000. Hai guadagnato meno? La risposta è no, perchè quando dovrai pagare l'IVA allo stato dovrai versare solo:

5.000 - 2.000 = 3.000 euro

anzichè i 6.000 euro del primo caso.

Da fatto avrai guadagnato sempre:

35.000 - 12.000 - 3.000 = 20.000 euro

Vedi bene che se facevi i conti senza IVA il risultato era lo stesso (ma con più semplicità):

30.000 - 10.000 = 20.000 euro

Stesso discorso per casi particolari di IVA su acquisti. Un prodotto che acquistato in Italia ti costa 100 euro più IVA (quindi 120 euro) è equivalente a uno che acquistato all'estero ti costa 100 euro senza IVA (non risparmi nulla).

-IVA non detraibile: sono pochi casi particolari, in cui l'IVA pagata su certi acquisti non si può detrarre, o comunque non la si può detrarre completamente (es le spese telefoniche di cellulare). In questo caso l'IVA che non detrai è per te un costo e va conteggiata nella spesa fatta per l'acquisto.

L'INPS invece, come l'IRPEF e L'IRAP (o quello che saranno, a seconda del tipo di società) sono invece calcolati in funzione del tuo reddito imponibile. Il reddito imponibile è quello che risulta dalla differenza tra i tuoi incassi e le tue spese. Ovviamente la cosa è un po' più complessa, dovendo tenere conto di costi non deducibili, beni ammortizzabili ecc.. ma il conto della serva è sempre:

guadagno = ricavo - spese

Su questi soldi dovrai pagare appunto l'INPS e le altre tasse.

L'INPS è circa il 20 % (più alcuni decimali, e varia leggermente da un'attività ad un'altra) ed è calcolata appunto come percentuale dell'imponibile, ma esiste un imponibile minimo di calcolo. Di fatto esiste un valore di imponibile minimo sul quale viene calcolato il valore da pagare, nel caso il tuo guadagno sia appunto inferiore al minimo considerato. Questo serve per garantire comunque un minimo di contributi versati anche in caso di guadagno bassi da parte del contribuente.

Le altre tasse (IRPEF, IRAP, o quello che dovete pagare) vengono anch'esse calcolare in base all'imponibile (dedotti i contributi INPS), e la loro percentuale varia in funzione del reddito (aumenta all'aumentare del reddito, partendo mi pare da un 18-20% per i redditi più bassi, fino ad arrivare anche al 46% per l'IRPER dei redditi maggiori).

Qui il conto è più complesso, dovendo tenere conto degli scaglioni di reddito.

Di fatto conto della serva alla mano, una volta determinato l'imponibile (che è grossomodo quello che vi resta in mano tolte le spese e l'IVA) dovete considerare di doverne dare allo stato una percentuale compresa tra il 45 e il 60 % (tra INPS e altre tasse varie. Questa percentuale può salire anche a oltre il 70 % per redditi molto alti. Della serie: siete stati cos' bravi da guadagnare un milione di euro lordi? Bene, di questi almeno 700.000 li date allo stato.

Spero di essere stato abbastanza chiaro!

In bocca al lupo!

Ciao!

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ma se sei un contribuente minimo se non sbaglio l'iva non cè!

ma solo il 4 % di rivalsa ed il 20 di ritenuta d'acconto

o sbaglio?

birbo

non carichi l'iva sulle fatture, quindi non puoi recupararla dalle prestazioni di altri professionisti, dalle bollette, dall'acquisto di materiale. e se per errore fori il massimo fatturabile devi pagarla senza averla mai incassata.

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Dipende tutto se sei iscritto ad una cassa specifica o all'inps. Se sei un grafico, il mio consiglio è di appoggiarti ad una cassa di una categoria (solitamente si sceglie la cassa dei commerciali, se non si è architetto/ingengere o altro). Questo perchè si hanno dei benefici diversi da quelli che si avrebbero a mettere i propri soldi nel fondo pensioni gestito dall'INPS. I professionisti vengono tutelati in modo diverso da impiegati/operai ecc che si appoggiano all'INPS per la propria pensione.

Detto questo ti hanno spiegato perfettamente la questione IVA (a proposito, scade proprio oggi :D) ma ti consiglio di prenderti un commercialista per queste faccende, perchè non ti puoi basare sulle cose sentite su un forum per questioni delicate come quelle fiscali; per quanto le cose dette siano giuste neh ;)

Cmq tranquillo, qui siamo tutti nella stessa situazione...si lavora duro e con 2 click si versano soldi a palate :( Così difficile guadagnarli e così facile spenderli eheh.

Ciao

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Scusate se riprendo questa vecchia discussione, ma non mi sembrava il caso di aprirne una nuova più o meno sullo stesso tema ed essendo l'unica che ho trovato con il tastino "search"...

Allora, siccome noi si fa un lavoro che si basa sulle immagini, difficile sperare che qualcuno chiami senza mettere in mostra i nostri lavori (e già è complicato così almeno agli inizi). D'altronde, aprire un sito internet solo per mostrare è un conto, ma se in quel sito volessi anche fornire prestazioni devo necessariamente essere in regola con il fisco.

Mi pare che in questi casi non valga il regime collaborativo da €5000 l'anno, quindi bisogna come minimo avere una partita iva: ma esiste solo quella che costa un botto di soldi oppure qualcosa di più economico e a portata di chi sta appena cominciando?

Voi cosa ne pensate, in questi giorni non ho tempo di andare da un commercialista e devo decidere se cominciare a mettere su il sito oppure no... Cioè voi come vi siete mossi appena avete iniziato?

Leggevo inoltre che chi come noi (grafici ed informatici) è sprovvisto di una cassa, è obbligato ad iscriversi all'INPS. Cmq niente questioni tecniche per non ingenerare confusione, vorrei solo sapere voi cosa avete fatto per incassare legalmente il primo euro...


Edited by Simone82

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Per farla semplice:

Regime fiscale tradizionale

aliquota fino a 30.000€ 23,7% tasse

IVA 20% trimestrale (se non erro dovrebbero aver eliminato l'anticipo IVA)

INPS non so l'aliquota in questo caso perchè io ho la cassa geometri.

Regime fiscale agevolato (si fa per dire)

aliquota fino a 30.000 al 20%

IVA Non si incassa, non si vesa e non si scarica fino alla soglia dei 30.000€, fino a 35.000€ paghi la differenza, oltre paghi anche quello che non hai incassato.

INPS vedi sopra

Sul regime agevolato c'è da fare alcuni disitinguo: Se con il regime normale paghi un aliquota maggiore, è anche vero che scarichi tutto lo scaricabile, mentre con il regime agevolato spese mediche, assicurazioni sulla vita e altre cose non sono scaricabili.

Nel regime agevolato non incassi IVA, ma le fatture devi distinguerle se sono per privati o per ditte.

Al privato metti l'imponibile, al quale aggiungi la ritenuta d'acconto (20%) e poi aggiungi l'INPS.

Alla ditta hai l'imponibile, al quale devi togliere la ritenuta d'acconto (20%) e poi ci aggiungi l'INPS.

NB tutte le fatture al cliente devono essere bollate con marca da 1.81€, in caso di mancato bollo bisogna metterne due.

Concludendo, il forfettone è conveniente se rimani nella fascia tra i 25/30.000€, se sei sotto le differenze tra uno e l'altro sono veramente minime.

Non so se i grafici sono soggetti a studi di settore, comunque chi opta per il forfettone E' ESENTE DAGLI STUDI DI SETTORE. ;)

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