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papafoxtrot

Tutorial Illustrato Sull'assemblaggio Dei Pc

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Inviata (modificato)

L'ARTE DI ASSEMBLARE I COMPUTER

Dedico questo tutorial a a chi intende assemblare in casa il suo computer, con la speranza che serva da guida per chì si trova di fronte al dilemma del suo primo assemblato e da fonte di consigli e chiarimenti per chi vuole perfezionare il suo lavoro.

Dunque il materiale è stato scelto, ordinato, ricevuto, verificato ed ammonticchiato meticolosamente sul pavimento dello studio/camera/cucina o altro luogo prescelto per l'assemblaggio: la donna delle pulizie è stata sapientemente allontanata dalla zona per un periodo sufficiente a portare a termine l'opera.

Iniziamo dunque l'assemblaggio, che possiamo dividere sostanzialmente in sei fasi:

1) Preparazione del case con alimentatore, hard disks, masterizzatori ed altre periferiche installati

2) Preparazione della scheda madre, con installazione della cpu e del relativo dissipatore e suo inserimento nel case

3) Installazione della scheda video, della ram e delle schede di espansione in genere.

4) Cablaggio dei cavi di alimentazione e dei bus dati.

5) Prima accensione: controlli, settaggi del bios ed installazione del sistema.

6) Messa a punto del sistema di ventilazione.

Materiale utile o necessario

- Cacciavite a stella di medie dimensioni

- Pinza di ridotte dimensioni meglio se a becchi storti

- Pinza molto snella, meglio di tutto una pinza madre chirurgica (per posizionare viti o prese in luoghi angusti o recuperare viti od altro materiale "disperso".

- Forbice

- Fascette in nylon di diverse dimensioni: una ventina, anche se alcuni alimentatori ne hanno in boundle un pacchetto di piccole.

- Pazienza e bestemmie QB.


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Inviata (modificato)

PREPARAZIONE DEL CASE

Tipicamente un case viene venduto con il seguente materiale allegato:

1) Viteria per fissare le periferiche ed eventuali sistemi di bloccaggio rapido toolfree.

2) Un certo numero di ventole preinstallate, tipicamente una sulla griglia posteriore, l'altra sulla griglia anteriore, la prima ad espelere l'aria calda, la prima ad immetere aria fresca nel case. Si possono poi trovare ventole sui pannelli laterali, sul pannello superiore o interne al case.

3) Manuale di istruzioni, da consultare se ci si trova in difficoltà coi sistemi di bloccaggio rapidi che tipicamente richiedono un lavoro d'intelletto superiore al serraggio di 4 viti.

Viteria

Col case vengono fornite un certo numero di viti (generalmente sovrabbondanti rispetto a qualunque necessità, ma è meglio così), e di alcuni tipi diversi:

1) La tipica vite da 2,5 millimetri dedicata al fissaggio della scheda madre, dell'alimentatore, dei pannelli laterali del case.

2) Vite da 2,5 millimetri con passo più corto, utillizzate per fissare gli hard disks e le unità da 5,25" e 3,5".

3) Le cosiddette "torrette": sono gli elementi che sostengono la scheda madre, on fileto maschio da 2,5mm a passo corto ad una estremità, che andrà avvitata sulla piastra di sostegno della scheda madre del case e foro da 2,5mm all'altra estremità, sulla quale vengono avvitate le viti che sostengono la scheda madre.

Qest'introduzione può sembrare banale, ma ho letto un post di una persona che aveva pensato bene di avvitare la scheda madre dirttamente alla piastra di sostegno sul case: si era accorta che qualcosa non andava semplicemente perché in tal modo il backplate del dissipatore della cpu non ci stava fra la scheda madre e la piastra.

Le torrette sono generalmente costruite in ottone con la parte cilindrica (dunque all'estremità estremità del foro, dalla parte della scheda madre), esagonale, idealmente al fine di essere fissate tramite chiave inglese. In pratica non ci sarà bisogno di questo attrezo ed un serraggio manuale facendo presa sul profilo esagonale sarà più che sufficiente.

4) Viti per i fissaggio delle ventole: vengono generalmente vendute assieme alle ventole: hanno profilo tozzo e sono autofilettanti, dovendo far presa direttamente sulla plastica della cornice della ventola. Hanno diametro elevato (4mm). Se ne vedono con filetti diversi ma sono intercambiabili.

Sistemi di bloccaggio per unità da 5,25" e 3,5"

La maggior parte dei case adotta sistemi di bloccaggio personalizzati (variao da produttore a produttore) più o meno complessi ed efficaci. Controllate che il fissagio ottenuto con questi sistemi non abbia gioco, altrimenti consiglio un tradizionale fissaggio con viti, generalmente sempre consentito.

Il sistema di bloccaggio può tuttavia integrare un sistema di assorbimento delle vibrazioni: se efficace questo accorgimento consente di ridurre notevolmente il rumore emesso dagli hard disks.

Ventole

Per il momento accontentiamoci di quelle preinstallate: il sistema di raffreddamento sarà completato al termine dell'assemblaggio, potendo verificare le temperature d'esecizio dei vari componenti una volta avviato il computer.

ALIMENTATORE, HARD DISKS, LETTORI E MASTERZZATORI

Qui c'è poco da preparare: limitiamoci ad estrarli dalle loro confezioni ed iniziamo con la loro installazione.

Per prima cosa posizioniamo l'alimentatore.

La configurazione più classica per un case atx è quella con alimentatore posizionato posteriormente ed in alto; la ventola di raffreddamento dello stesso, rivolta verso il basso, contribuirà ad espellere il calore generato all'interno del computer e che, per convezione, si sposterà nella parte alta del case. C'è un unico modo di infilare un alimentatore nel suo alloggiamento (le viti non consentono di montarlo al contrario, i fori non combacierebbero); il fissaggio avviene tipicamente tramite le 4 viti posteriori fornite in dotazione.

Esistono anche, comunque, case con particolari gabbie atte a fissare l'alimentatore. In questo caso si procede inserendo l'alimentatore nell'apposito telaio e posizionando tutto dentro al case al posto giusto. Dopodiché la gabbia sarà fissata nei modi previsti dal produttore del case (fate riferimento alle istruzioni per informazioni precise) e , se posssibile, anche con le 4 viti posteriori.

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Sempre più modelli ormai hanno alimentatore posizionato in basso: questa configurazione ha il vantaggio di una migliore disposizione dei cavi, sul fondo del case, subito davanti all'alimentatore, senza bisogno di sostenderli tramite fascette od altro. Inoltre l'alimentatore viene a trovarsi in un luogo più fresco. Non svolgerà più la funzione di via d'uscita per l'aria calda, ma tipicamente case di questo tipo hanno ventole sul pannello superiore. La soluzione ha pregi e difetti: ad esempio se il computer rimane fermo a lungo la polvere tende a depositarsi all'interno passando attraverso la griglia superiore. All'atto dell'acquisto di un case di questo tipo, comunque, verificate che sia data la possibilità di far passare dietro la scheda madre i cavi di alimentazione della cpu e della scheda madre, altrimenti questi due signori creeranno molto disordine. Inoltre il cavo di alimentazione della cpu (il classico 4 pin 2x2 o 8 pin 2x4) dovrà essere sufficientemente lungo da raggiungere il connettore di alimetazione, che viene a trovarsi in cima al case, facendo il giro dietro alla mobo. E' dunque richiesta una lunghezza minima di 50-55cm.

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La configurazione con ali in basso è molto diffusa in case destinati a workstations biprocessore (dunque case di una certa dimensione).

Accontentiamoci di fissare l'alimentatore e lasciamo a penzoloni i cavi di alimentazione ad esso connessi; se il cablaggio è modulare valutiamo se conviene collegare subito i cavi di alimentazione necessari (se ad esempio, in seguito all'installazione di altri componenti il luogo dovesse diventare molto costretto), o se sia preferibile rinviare questa operazione a quando effettivamente ci sarà bisogno di tali cavi, così da limitare gli ingombri.

Gli hard disks

Scegliamo una posizione dove godano di sufficiente raffreddamento; se possibile non inseriamoli in slot adiacenti nei cestelli, ma lasciamo del vuoto in mezzo; l'aria deve circolare. Non hanno bisogno di nessun tipo di raffreddamento, ma devono stare lontani dall'aria stagnante. Se possibile usiamo gli eventuali sistemi di smorzamento delle vibrazioni implementati dal costruttore del case. Assicuriamoci che siano ben saldi e meno laboriosi delle normali viti... non si sa mai.

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Il loro posizionamento deve essere scelto anche con un occhio di riguardo al cablaggio dell'alimentazione e dei bus dati: se due dischi devono essere alimentati dalla stessa linea non potranno essere troppo lontani.

Masterizzatore

Vale il semplice principio di posizionarlo in uno degli slot più bassi se il computer si trova sopra alla tavola, nello slot più alto se è sotto alla scrivania.

Prepaqrazione per il montaggio della scheda madre

Per prima cosa rimuoviamo la placca posteriore del case che chiude il foro per il passaggio delle varie prese sul retro della scheda madre. La placca fornita col case è sempre forata con una disposizione standard di tali porte, ma generalmente non combacia con le porte effetivamente presenti sulla scheda. Sostituiamola duque con quella fornita in boundle con la sceda madre. La placca si sfila semplicemente facendo pressione da fuori verso l'interno del case e nel modo uguale ma opposto si monta quella nuova.

Infine le torrette: eventualmente aiutandoci con la scheda madre per individuarne la posizione adeguata, avvitiamo sulla piastra del telaio che supporterà la scheda madre 9 torrette in modo che combacino coi fori presenti sulla scheda madre. Alcune schede potrebbero avere un numero di fori inferiore.

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LA SCHEDA MADRE

Prepariamo un panno morbido su cui appoggiarla per il lavoro, estraiamo dalle confezioni anche la cpu ed il dissipatore. Attenzione alla scatola delle cpu intel, sembra fatta apposta per disintegrarsi di botto facendo volare il processore, essendo molto rigida da aprire.

Apriamo la levetta a fianco del socket e ruotiamola di 180 gradi in modo da sbloccare il sistema di fissaggio del processore. Solleviamo lo sportellino rimasto libero e rimuoviamo gli elementi di protezione che tipicamente lo ricoprono.

Attenzione a non toccare in nessun modo i pin sulla sceda madre (socket intel LGA 775, 771, 1156, 1366 e AMD socket F) o sul processore (cpu amd AM2 e AM3).

C'è un solo modo in ci la cpu può entrare nel suo alloggiamento. Generalmente dei pin mancanti permettono di orientarlo in modo infallibile. Posizioniamo la cpu sul socket. Non si deve fare pressione, una volta allineata perfettamente scivolerà dentro da sola. Se non entra non forzate assolutamente ma cercate di posizionarlo meglio.

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A qusto punto occupiamoci del dissipatore: il sistema di bloccaggio è diverso per ogni modello per cui rimando alle istruzioni di montaggio allegate per la sua installazione. Quello che si può dire è che generalmente esistono due tipi di aggancio: quello standard intel, con clips a pressione, comodo sui dissi piccoli, diviene scomodo nei dissipatri più grossi perché la testa dele clips sparisce sotto alle alette divenendo irraggiungibile, ed i sistemi sviluppati autonomamente di produttori, che generalmente prevedono di installare prima un telaio composto da un backplate (elemernto a forma di croce che si posiziona sul retro della scheda madre ed al quale, attraverswo i fori predisposti atorno al socket, si collegano tramite viti, delle staffe di fissaggio posizionate sulla parte anteriore della scheda madre ed attorno alla cpu. Su queste sarà poi montato il dissipatore.

Prima di montare il dissipatore, eventualmente avendo già installato le staffe di bloccaggio, puliamo bene la superficie del processore e la base del dissi con dell'alcol ed un panno morbido. Ricordiamoci di levare la pellicola in plastica che in genere ricopre la base del dissipatore.

Si tratta ora di stendere la pasta termoconduttiva: ci sono vari sistemi, alcuni ne posizionano semplicemente un groppetto supra alla cpu, lasciando alla pressione esercitata dal dissipatore il compito di spalmarla. Io preferisco stenderla di persona e uso un metodo che trovo ottimo: copriamoci l'indice con del flm da cucina (quello trasparente per conservare gli alimenti), puliamolo bene con alcol, depositiamo un po' di pasta sulla cpu e spalmiamola bene. Dovando scegliere, meglio se ce n'è di più al centro e meno ai lati, così con la pressione a cui sarà sottoposta eviterà di strabordare.

La quantità: poca, mettetene poca, un chicco di riso dicono alcuni, io dico un pochino di più (non so in giro per il mondo quanto grossi siano i chicchi di riso, ma a casa mia non basterebbe proprio per coprire tutta la superficie). Se è una pasta bianca in trasparenza si dovrebbe vedere la superficie della cpu. La sua funzione è solo quella di massimizzare la superficie di contatto adattando le due superfici, ma anche lei oppone una resistenza al trasporto del calore, dunque meno ce n'è e meglio è. Le paste a base di argento (colore grigio) sono generalmente molto dure da stendere, fate attenzione a non lasciarne troppa e a non farle strabordare ai lati del socket: queste paste conducono l'elettricità e se cadono sulla superficie della scheda madre possono mettere in corto qualcosa.

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Terminata la stesura della pasta posizioniamoci sopra il dissipatore e fissiamolo velocemente facendo attenzione a non muoverlo troppo. una pasta dura come quelle all'argento aiuterà un po'. Serriamo a morte le viti o controlliamo che tutte le clips siano perfettamente agganciate.

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Terminiamo con l'installazione dell'eventuale ventola sul dissipatore. Anche qui, non esiste un sistema uguale per tutti, ma in genere sui dissipatori tower si usano due clips in ferrmo sottile che vanno agganciate su riscontri delle alette del dissipatore e alla ventola. Rivordiamoci, eventualmente, degli antivibranti forniti ad esempio con i dissi noctua e thermalright.

Ruotiamo il telaio della ventola in modo da ottenere il miglior percorso per il cavo di alimentazione che provvediamo a collegare ed eventualmente legare con una fascetta o altro. Non spaventiamoci se il connettore di alimentazione è a 4 pin e la ventola ha spinetta a 3 pin. Il 4° sulla scheda madre rimarrà scoperto.

Anche la scheda madre è ora pronta è può essere fissata all'interno del case.


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La scheda madre è stata fissata al case tramite le 9 viti di supporto.

Procediamo al montaggio della ram: apriamo le due alette bianche all'estremità di ogni slot da usare e inseriamo un baco in ogni slot, verificando il corretto orientamento (il pettine di connessione asimmetrico con un intaglio spostato leggermente su un lato), e premiamo con decisione fino alla chiusura di entramble le alette di bloccaggio, eventualmente aiutandole a ruotare ed agganciarsi.

Se i banchi di memoria da installare sono due (e gli slot 4) ricordiamoci di installare i due banchi su slot dello stesso colore, al fine di consentire al memory controller di usare la memoria in dual channel.

Per installare la scheda video dobbiamo prima rimuovere il bracket posteriore che chiude il foro in corrispondenza del quale verrà a trovarsi il pannelo posteriore della scheda. Il bracket è fissato tramite una vite, rimossa la quale sarà possibile sfilarlo facilmente. Se la scheda ha sistema di dissipazione di tipo dual slot (ha il pannello posteriore di dimensioni doppie rispetto allo standard e generalmente espelle tramite una griglia su di esso l'aria di raffreddamento) sarà necessario rimuovere anche il bracket dello slot inferiore.

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Infiliamo la scheda video nel suo slot pciexpress, assicuriamoci che il sistema di aggancio in corrispondenza del'estremità anteriore dello slot si chiuda totalmente e fissiamo la parte posteriore della scheda tramite la vite (o le viti) che fissavano prima i coperchi). Avvitiamo dunque il pannello posteriore della scheda al telaio del case.

Alcuni case hanno sistemi di fissaggio proprietari.

In caso di presenza di due pci-express, ricordiamoci che non tutti i chipset gestiscono entrambi allo stesso modo: intel p35 e p45, ad esempio, assegnano la massima banda (16x) solo allo slot più in alto. Ricordiamoci dunque di usare tale slot, se possibile. X38, X48, X58, nvidia 650i e 680i, 750i, 780i e 790i invece assegnano ad entrambi la stessa banda, stessa cosa dicasi per amd 780G e 790GX e 790FX.

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Per installare una scheda pci o pci-e la procedura è molto simile, con l'unia differenza che solo lo slot (o gli slot) destinati alle schede grafiche implementano un sistema di bloccaggio a scatto sulla parte anteriore (non sempre presente comunque).


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CABLAGGI

Tocca alla parte più rognosa, cioè trovare un percorso ottimale per tutti i cavi che potrebbero essere davvero tanti.

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Occupiamoci per primi dei cavi dei pulsanti e dei led anteriori del case: sono i più difficili da connettere ed è bene farlo quando il case è bello sgombro.

Per individuare la corretta connesione di questi cavi ricorriamo al manuale della scheda madre che tipicamente riporta uno schema con il gruppo dei relativi connettori, indicando la posizione di ogni spina. Su ogni spina è riportato l'eemento a cui fà riferimento (power sw, ad esempio, vuol dire power switch, dunque pulsante di accensione).

Evitiamo di far incrociare questi cavi e facciamoli giungere sulla scheda madre nell'ordine corretto. Se due cavi si accavallano a due centimetri dalla spina e dunque giusto sopra alla scheda madre sarà impossibile scollegarne uno voluto e sfilarlo in caso di necessità (o meglio, richiederà diverse bestemmie).

Procediamo allo stesso modo con i cavi delle porte usb, firewire, eventualmente e-sata, e audio anteriori.

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Cavi di alimentazione: Colleghiamo all'alimentatore (se modulare) i cavi di alimentazione necessaria, dunque alimentazione degli hard disks, dei lettori cd, evetualmente della scheda video e delle ventole. Per queste ultime vediamo prima se non possiamo connetterle direttamente alla scheda madre tramite il loro connettore 3 pin. Se per mancanza di prese o a causa del cavo troppo corto non possiamo collegarle alla scheda madre dovremo ricorrere ad un molex.

Non cerchiamo per ogni cavo il percorso più breve che va dall'alimentatore fino all'utenza: cerchiamo bensì il percorso più ordinato; facciamo in modo di raggruppare per quanto possibile i cavi di alimentazione. Qui non ci sono istruzioni precise da dare: semplicemente spendete del tempo per individuare il percorso migliore quello che non ostacola la movimentazione di altri cavi, che non crea curve troppo blande che penzolano all'interno del case, che permette quanto più possibile di rimuovere o spostare il cavo in poco tempo. Sfruttiamo eventuali angoli vuoti del case per raggruppare gli eccessi e avvolgiamo i cavi troppo lunghi in un luogo dove non disturbano e allo stesso tempo non si impigliano. Evitiamo i cavi che attraversano di traverso la scheda madre; girarle attorno piuttosto che passarle sopra darà al tutto un aspetto più ordinato e garantirà una migliore accessibilità in caso di manutenzione.

Cavi Sata: Terminato di collegare i cavi di alimentazione occupiamoci dei cavi sata che collegheranno la scheda madre agli hard disk ed ai masterizzatori. Se ci sono periferiche ide sarà bene inserire la piattina per prima: si tratta dell'elemento più ingombrante; tanto vale iniziare da lei.

Sulle schede madri odierne generalmente esistono due tipi diversi di porte sata: quelle connesse al southbridge, che tipicamente sono in numero maggiore (quattro o sei) e hanno prestazioni superiori, e quelle connesse ad un controller addizionale (tipicamente due, ma a volte vengono usate direttamente dal produttore della scheda madre per una o due porte e-sata sul retro della scheda madre) che ha tipicamente fulo scopo di fornire un connettore ide per dare compatibilità con questo tipo di periferiche. I chipset di per sè, infatti, non forniscono più da tempo questo tipo di connessione.

Si capisce subito, dunque, che sarà bene usare le porte sata connesse al southbridge per quanto possibile, relegando le utlime due (sempre se presenti) a e-sata (sata esterni per connettere hdd di backup o per connessioni "di fortuna"), hdd di backup o secondi masterizzatori. Uno dei masterizzatori sarà bene sia connesso al southbridge, in caso contrario potrebbe non caricare a dovere il programma per l'installazione del sistema.

Le porte connesse al controller di terze parti si distinguono da quelle relative al soutbridge per il colore ed evetualmente per la posizione (vedere il manuale della scheda madre per dettagli precisi).

Anche per questi cavi valgono i principi già visti qui sopra per i cavi di alimentazxione. Se c'è posto evitiamo di raggruppare assieme cavi di alimentazione e bus dati.

La piattina, se necessaria, può essere liberamente piegata di netto. Appiattiamola contro il fondo del case e facciamole fare curve secche di 90° legandola in molteplici punti.

Una volta connessi tutti i cavi e posizionati nel modo voluto blocchiamoli con numerose (numerosissime) fascette; il loro costo è irrisorio e per rimuovere un cavo basterà taglierne qualcuna ed eventualmente poi sostituirla con una nuova, in compenso mantengono l'ordine nel case. Personalmente ne uso in media una ventinasu un computer. Usiamo i fori del case, i profili del telaio, gli agganci predisposti e quant'altro per sostenere le fascette.

I cavi delle ventole sono spesso più lunghi del necessario. Avvolgiamoli a cerchio e assicuriamoci che l'esubero sia ben fissato e non si impigli in giro.

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IL GRANDE MOMENTO E' ORMAI ARRIVATO

Si tratta di accendere il computer, facciamo un breve preambolo per intrattenere il poveretto che è arrivato fin qui e scaricare la tensione del momento.

Pieni di speranza e curiosità (ma in molte persone ho visto in faccia autentica paura in questi momenti) ci apprestiamo ad accendere il computer.

Attenzione perché tentare di accenderlo e non vederlo partire può costituire un grave trauma e minare la quiete dell'ambiente circostante.

Dunque prima di fare il grande tentativo accertatevi di aver collegato bene la spina di alimentazione, aver chiuso l'interruttore sul retro dell'alimentatore ed eventualmente sulla ciabatta, esservi connessi ad una presa che dia effettivamente corrente, ricontrollate per l'ultima volta i cavi del pulsante di accensione e l'alimentazione della scheda madre. Sia mai che il computer non si accenda semplicemente perché non lo avete collegato alla presa elettrica (fra parentesi...collegate il cavo di alimentazione sia al muro sia all'alimentatore...).

Io alla prima accensione del mio primo pc, dopo averci messo un ora a decidermi mi sono imbattuto in una simile disgrazia, non avendo collegato il cavo di alimentazione all'alimentatore..e prima di accorgermene, colto da sconforto, ho ricontrollato tutti i cavi dentro al case uno per uno, tirati giù tutti i santi del paradiso... ma prima di fare tutto ciò... ho lasciato passare una ventina di minuti buona. Che volete... l'idea di accenderlo mi preoccupava... magari saltava qualcosa! Così quando ebbi terminato l'assemblaggio mi misi all'altro computer e lasciai passare del tempo.

Dopo un po' mi alzai e collegai al muro il cavo di alimentazione. Ritenni di aver osato abbastanza e tornai a sedermi alla mia scrivania, lasciando passare un altro quarto d'ora. Alché mi alzai, mi diressi a passo deciso verso il neonato computer e accesi l'interruttore sul retro dell'ali. Stavo per tentare di accendere il computer quando fui colto di nuovo da mille dubbi e tornai a sedermi al vecchio computer...Dopo una decina di minuti mi alzai di scatto, aggredii il case e premetti con forza il pulsante di accensione.

Non vi dico la tristezza, la rabbia e lo sconforto quando mi accorsi che non stava succedendo nulla.

Non feci nemmeno un secondo tentativo. Tornai al computer e mi rimisi a fare dell'altro.

Dopo una ventina di minuti appunto mi rialzai deciso ad individuare il problema. E così frugai tutto il case alla ricerca di qualche cavo mal collegato senza successo. Provai a scollegare una alla volta le varie periferiche, ricontrollai il pulsante dell'alimentatore... era a posto. E solo allora mi accorsi che il cavo di alimentazione era comodamente abbisciato sulla scrivania e non raggiungeva il computer...

E così invaso da gioia improvvisa collegai tutto e.... tornai a fare tutt'altro. Alla fine provai ad accendere e tutto partì regolarmente. In pratica la prima accensione del computer durò qualche ora.

In un altra occasione circa un anno fa mi successe una cosa molto strana che ancora non riesco a spiegare.

Avevo appena completato il computer di un amico e, ben conscio del trauma che un pc che non parte al primo colpo può dare, controllai tutte le prese e tutti i cavi ed interruttori prima della rande prova.

Alla fine, sicuro che tutto fosse a posto feci per accendere e non successe nulla, il pc rimase muto.

Non mi preoccupai più di tanto avendo dimestichezza col materiale e avendo molte idee su cosa potesse essere. Inoltre dopo diversi pc assemblati con successo sapevo che non avrebbe potuto trattarsi che di un errore di distrazione.

Il mio amico non era proprio così tranquillo ma pazienza.

Fattostà che ricontrollai di aver collegato il computer alla presa elettrica, acceso il pulsante, collegati i cavi del pannello frontale del case correttamente e mi accertai che la spia erogasse corrente.

Niente, non partì.

Pensai allora a qualche problema sul pulsante di accensione e ricorsi al buon vecchio metodo di cortocircuitare manualmente i due pin di contatto della spinetta del power switch sulla scheda madre.

Niente.

Sostituii il cavo di alimentazione, cambiai ciabatta, cambiai presa elettrica.

Niente.

Provai l'alimentatore su un altro pc e funzionava senza problemi, allora decisi di provare con un altro alimentatore sul pc incriminato e questo si rifiutò di partire.

Scollegai tutte le periferiche, tutte le schede, gli hard disks, masterizzatore ventole, nulla.

Non ero più così tranquillo, il mio amico invece era inginocchiato sul letto (eravamo in camera sua), con la testa affossata sul materasso e coperta dalle graccia, nella tipica posizione di preghiera propria della religione islamica...

Gli dissi di non preoccuparsi ed ancora una volta ricontrollai tutte e connessioni.

Certo che ormai non ci fosse nulla da fare sentenziai che la scheda madre era difettosa e avrebbe dovuto essere spedita in rma.

Si trattava di smontare tutto il pc. Il mio amico, che era sempre in posizione di preghiera sul suo letto a quel punto si alzò abbastanza deciso e fra una bestemmia e l'altra disse che prima di smontare tutto voleva fare un ultimo tentativo: collegò la spina, spinse il pulsante e.... magi-magia doremì il computer partì ronzando allegro.

Vi giuro che sono sicuro: dal primo all'ultimo tentativo in quel computer non è cambiato assolutamente nulla. I tentativi si sono susseguiti senza alcun successo per circa 3 ore.

Ora come vi dicevo è passato un anno e il problema non si è mai ripresentato. Non ho idea di cosa potesse essere.

Spero con questo breve aneddoto di non aver spaventato nessuno. Di pc ne ho montati tanti (e non sono l'unico anzì, c'è gente che ovviamente ne ha montati centinaia più di me) ed il problema è rimasto un caso più unico che raro...

Avviamo il computer

Dunque la linea di alimentazione è stata ricontrollata meticolosamente: ilc avo è connesso da unaq parte ad una presa elettrica sul muro e dall'altra all'alimentatore del computer. La presa eroga corrente, il cavo è integro, l'interruttore sul retro dell'alimentatore è chiuso; i cavi di alimentazione di scheda madre e cpu sono collegati, il power switch è collegato correttamente.

Forza, si tratta semplicemente di pigiare sul pulsante di accensione ed il bestio si sveglierà ronzando docile ed allegro.

Poco dopo dovremmo sentire il beep breve tipico del corretto boot del bios.

Prepariamoci ad entrare nel bios. Premiamo a lungo il pulsante di accesso (solitamente canc) ed appena entrati dirigiamoci alla voce "PC Health Status", al fine di verificare velocemente che la temperatura della cpu sia ok.

La temperatura che leggeremo dipenderà dal dissipatore, dall'ambiente, dalla cpu, dalla corretta taratura del termometro della scheda madre.

Comunque possiamo dire che non dovrebbe superare i 30-35 gradi, anche perché si tratta di un sistema appena acceso. Verifichiamo che non subisca apprezzabili variazioni negli istanti successivi all'accensione.


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Ora dedichiamoci ai settaggi del Bios

Ricordiamo che non tutti i bios sono uguali per cui questa parte ha un carattere ed una validità abbastanza generali. Per informazioni specifiche c'è sempre il manuale della scheda madre.

Ci troviamo ancora all'interno della pagina PC Health status: già che siamo qui impostiamo

CPU warning temperature: 70°.

CPU fan fail warning: disabled, come le altre voci affini relative alle altre eventuali ventole

CPU FAN control: Automatic (PWM se la ventola della cpu ha connettore a 4 pin).

Direi che qui abbiamo finito, torniamo alla pagina principale del bios e stavolta entriamo alla pagina "CMOS features", col semplice fine di verificare che tutti gli hard disks ed i masterizzatori siano riconosciuti correttamente.

Ora visitiamo la pagina "Advanced Bios Features", dalla quale impostiamo la sequenza di boot:

First boot device: CDROM (dobbiamo instrallare il sistema...)

Second boot device: Disabled (così non si rischia che vada a leggere altro). Stessa cosa per third boot device e via discorrendo.

Modalità del controller SATA integrato: ci sono due cose da dire: se attiviamo una modalità ahci/raid anche per questo controller, perderemo dei secondi all'avvio perché questi deve caricare i driver ed eseguire uno scanning delle porte; però la modalità ahci ci permette, ad esempio, di fruire dei vantaggi dell'Hot Plug. Se usiamo questo controller per connettere hard disks esterni tramite e-sata, la modalità ahci ci permette, dunque, di collegare e riconoscere gli hard disk a sistema avviato, cosa che non avviene se tale modalità è disattivata.

[da scrivere]


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RAID/AHCI

Dalla pagina Integrated Periphericals, invece, impostiamo il sounthbridge per operare in modalità RAID o AHCI.

Selezioniamo la modalità raid se il sistema prevede la costituzione di un volume raid di qualunque tipo, dunque un raid 0, 1, 5, 1+0, 0+1, sia che si tratti di un raid su cui sarà installato il sistema, sia che il sistema sia installato su un hard disk estraneo al volume raid.

La seconda modalità (Advanced Host Controller Interface) sarà selezionata se nessun hard disks sarà usato in raid. Tale modalità operativa consente di usufruire di una serie di funzionalità avanzate dedicate all'interfaccia sata/sata2: si tratta in primo luogo della tecnologia NCQ (Native Command Queueing) per la gestione delle code negli accessi ai dischi, ed hotplugging, che consente al sistema operativo di riconoscere periferiche sata2 compatibili connesse a sistema avviato. Usando windows xp, l'impostazione della modalità raid o ahci ci costringerà, per installare il sistema su un disco connesso al southbridge (sia che si voglia installare su un volume raid che non, in caso di south in modalità raid) alla preparazione di un floppy disk contenente il driver del southbridge, Tale driver, in versione per sstemi a 32 e 64 bit e per modalità ahci e raid, è fornito in boundle con la scheda madre ed è contenuto nel dvd in dotazione.

D'altra parte l'impatto sulle prestazioni è notevole e sarebbe un peccato non approfittarne. Vedremo più avanti come creare il floppy coi drivers e come caricarli all'inizio dell'installazione del sistema.

C'è un alternativa: se non dovete installare il sistema su un volume raid potete procedere all'installazione tenendo il controller del southbridge in modalità disabled (IDE) e, una volta installato il windows collegare l'hard disk di sistema al controller addizionale sata generalmente integrato (quello con due porte sata che, avendo prestazioni inferiori, vi avevo sconsigliato di usare). A questo punto attiviamo la modalità raid o ahci per il controller del southbridge ed avviamo il sistema, che non avrà problemi a leggere il disco perché questo sarà connesso all'altro controller.

Una volta avviato windows rileverà il "nuovo" controller raid/ahci e chiederà di installare il relativo driver.

Una volta completata questa operazione potrete spegnere il computer e collegare nuovamente il vostro Hard disk di sistema al southbridge. Avendo caricato il driver windows riuscirà ad avviarsi tranquillamente.

Se tenterete di impostare il controller subito in modalità raid/ahci e poi di seguito installare windows XP senza caricare i driver otterrete solo che la procedura di installazione non riconoscerà gli hard disk collegati al southbridge.

Se invece tenterete di cambiare modalità da disabled a ahci/raid una volta installato il windows, quest'ultimo non riuscirà più ad avviarsi, anche se prima di cambiare modo avrete cercato di installare i driver dal cd.

La procedura che vi ho proposto, in vero, funziona sicuramente per la modalità raid, mentre non l'ho collaudata con la modalità ahci. Dovrebbe essere lo stesso perché le due cose sono analoghe, altrimenti, se non volete sbattervi col floppy usate la modalità raid, che permette comunque di fruire di tutti vantaggi implementati con AHCI.

Ricapiolando la strada che vi propongo è la seguente:

1) Tengo il controller su disabled (IDE) ed installo il sistema

2) Collego l'hard disk al controller di terze parti integrato e imposto il southbridge in modalità AHCI/RAID, avvio il sistema

3) INstallo tutti i driver necessari

4) Sposto l'Hrad disk sul connettore del southbridge.

Impostazione dei volumi raid

[da scrivere]

Procedura canonica per installare i driver del controller tramite il floppy

Ripeto: per i controller integrati nei chipset intel è necessaria solo con windows xp, mentre per controller di terze parti, anche SCSI, SAS, Fiber Channel e via discorrendo, potrebbe rendersi utile anche con vista, con l'unica differenza che quest'ultimo permette anche di usare una ben più comoda chiavetta usb in luogo del floppy disk.

Per creare il floppy con i driver del controller RAID/AHCI (ma anche per controller di terze parti di tipo SCSI/SAS) all'interno conviene operare da un altro pc con sistema windows già installato. Si procede inserendo il dvd dei driver della scheda madre e, tramite il manuale della stessa, rintracciare l'eseguibile che permette di creare il floppy dei driver: non posso fornire l'indirizzo di tale eseguibile all'interno del dvd perché quest'ultimo cambia da produttore a produttore. Avviato l'eseguibile ed inserito un floppy sul pc da cui si lavora (eventualmente collegare un lettore floppy temporaneamente) si sceglie la voce che porta a copiare i driver richiesti; le diverse voci consentono di copiare i driver per uso diverso (raid/ahci) e per sistemi diversi (tipicamente xp32/xp64 bit). Il software procede automaticamente scrivendo sul floppy i dati necessari. Una volta approntato il floppy lo si inserisce (sempre eventualmente collegando il lettore floppy provvisoriamente) nel nuovo computer dove deve essere installato il sistema.

Installazione del sistema operativo

Avviamo il sistema con il cd di windows ed il floppy contenente i drivers inseriti . Abbiamo già impostato il bios per eseguire il boot da cd.

Si esegue il boot dal cd del windows e, quando richiesto durante la fase preliminare dell'installazione (tenere d'occhio la stringa nella fascia grigia in basso), si preme F6 al fine di caricare i driver dal floppy. Non resta che seguire le istruzioni e prcedere come per una consueta installazione.

Le uniche istruzioni che posso dare qui sono quelle di creare da subito le partizioni necessarie, di modo che non si debba ricorrere poi ad un software da installare.

Ovviamente formattiamo la partizione da destinare al sistema con file sistem NTFS scegliendo la formattazione rapida.

D'ora in avanti l'installazione procederà praticamente da sola. Limitiamoci, nel caso di xp 64 bit, che ha sempre cd di installazioe internazionale e dunque in inglese, ad impostare la valuta in euro, l'orologio a 24 ore, scegliere l'ora ed il fuso orario, scegliere una tastiera in italiano, eliminando quella in inglese (ricodrdatevi: prima si aggiunge una tastiera italiaa, la si seleziona, poisi clicca su applica, infine si seleziona quella inglese e la si cancella, altrimenti non vi lascia farlo).

Terminato il processo ci troveremo con il sistema installato ed il computer pronto.

Torniamo nel bios alla pagina Advanced bios features ed impostiamo:

First Boot device: Hard disk.

Carichiamo per prima cosa eventuali service pack, poi i drivers mancanti, poi eventuali directx 9 (nel caso di xp 64) e framework 2 e quant'altro.


Modificato da papafoxtrot

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DISPOSIZIONE E MESSA A PUNTO DELLE VENTOLE

L'installazione del sistema è terminata come anche l'installazione dei drivers e di alcuni tool diagnostici: consiglio di procurarvi il seguente materiale:

1) Orthos, per testare il processore: è free e non si deve installare.

2) Memtest, per il testing della memoria, vale quanto detto sopra per Orthos

3) CPU-Z: ci dirà tutti i parametri di funzionamento della cpu, anche questo non deve essere installato ed è free.

4) Coretemp: Fornisce le temperature dei core della cpu: sempre free e senza bisogno di installazione

5) Speedfan: free, ma deve essere installato: fornisce le temperature del chipset, dei core della cpu, del packaging della cpu, degli hard disk. In alternativa si usa Everest, ma si paga.

Se si pensa ad un overclock conviene farlo subito, in maniera da avere come riferimento il calore che effettivamente il computer si troverà a generare e dunque a dover smaltire. Sulla base delle temperature che leggeremo dovremo regolare il sistema di raffreddamento.

Tipicamente avremo a disposizione un case con una ventola posteriore per estrarre l'aria calda, una ventola anteriore per immettere aria fresca, una ventola sulla cpu all'interno, una sull'alimentatore che espelle aria, una sulla scheda video che potrebbe espelere l'aria in caso di vga dual slot.

Regole fondamentali sulla portata/rumorosità delle ventole del case:

1) La portata d'aria verso l'esterno del case deve essere superiore a quella verso l'interno. Se non rispettate questa semplice regoletta vi ritrovate con un case pieno di aria calda ed incapace di espellerla.

2) Le ventole in immissione non necessitao ne di grandi portate ne di grandi pressioni statiche. Nel momento in cui le ventole posteriori/superiori estraggono l'aria dal case, questo si troverà in depressione ed inizierà ad aspirare aria fresca da tutti i fori (molti) che popolano la sua superficie. Le ventole anteriori dovranno semplicemente creare uan via preferenziale per l'ingresso dell'aria ma non franno alcuna fatica a spingerla dentro.

3) Le ventole anteriori raffreddano solo gli hard disk (è indispensabile che lo facciano però, sennò dischi e contenuto se ne andranno in fretta), altro motivo per cui non è necessario che abbiano grandi portate; un hard disk non scalda molto.

4) Le ventole poste anteriormente sono molto rumorose perché non c'è nessun ostacolo fra loro e l'utilizatore. Le ventole posteriori sono anch'esse molto rumorose perché soffiano aria attraverso le griglie che tipicamente generano molta turbolenza. La cosa migliore sarebbe usare griglie in tondini concentrici e allontanare le ventole dalle griglie (dando così al flusso d'aria la possibilità di uniformarsi) tramite dei convogliatori (3-4cm). Inoltre attraverso le griglie posteriori l'aria porta fuori il rumore interno (il rumore si propaga con le vibrazioni del fluido che, uscendo, consente di estendere all'esterno la propagazione).

5) Le ventole interne risultano meno rumorose perché scermate dal case e in genere prive di griglie.

6) Più ventole mettete, più il computer risulterà silenzioso. Solo su pc molto modesti ed equipaggiati con componenti a basso consumo si può permettersi di ridurre il rumore usando una sola ventola a bassi giri. Per pc potenti è molto meglio montarne molte (anche 8 da 12cm) e lentissime.

7) Qualunque dissipatore, anche il più enorme, è inutile se posto in aria completamente ferma. Non è detto che l'aria debba essere spinta da una ventola direttamente sul dissipatore, ma in qualche si deve evitare il ristagno.

Raffreddamento dei componenti interni

Processore: ha un suo dissipatore ed una sua ventola. Se mirate a sistemi totalmente fanless potete rimuoverla ma a mio avviso è l'ultima da togliere. Difatti, trovandosi all'interno incide poco sul rumore generale; d'altra parte basta una portata anche lieve per migliorare molto le prestazioni di qualunque dissipatore. In genere con una ventola anche lenta sulla cpu si può ridurre la velocità della/e ventola/e di estrazione, che sono relativamente più rumorose, ottenendo alla fine un computer più silenzioso. Cerhiamo di restare sotto i 60 gradi in full load con orthos, eventualmente spingiamoci fino a 65-67 coi quad core ed in estate.

Scheda video: ha il suo dissipaore abbinato alla sua ventola e non ce ne occupiamo.

Chipset, mosfet, memoria ram: necessitano di essere raffreddati e sono sempre più spesso dotati di dissipatore. Non producono una potenza termica elevata, sarà sufficiente un flusso d'aria costante che investa i dissipatori. Evitiamo dunque i ristagni, eventualmente con na grossa ventola da 12cm a bassi giri (500rpm) all'interno del case. La ventola dovrà favorire il flusso d'aria generale, non soffiare direttamente sul componente. Dunque la cosa migliore è mettere una ventola che spinga aria da davanti verso indietro tangenzialmente alla scheda madre e montata davanti ad essa.

La temperatura del chipset la controlliamo con speedfan/everest, per le ram useremo il tatto. Se appaiono fredde va bene, se appaiono tiepide anche, se scottano si dovrà assolutamente intervenire. I danni a questo componente (diffusissimi) sono dovuti in larga parte alle temperature elevate.

Hard disks: anche qui l'importante è evitare il ristagno. Non scaldano molto, ma devono essere investiti da una corrente d'aria. Quella delle ventole anteriori va benissimo. Facciamo attenzione a disporre correttamente i cavi dietro di loro.

La loro temperatura ottimale d'esercizio è compresa fra 35 e 42 gradi; sopra e sotto a questo intervallo la percentuale di guasti aumenta velocemente. La statistica l'ha fatta google che possiede uno dei più grossi sistemi di storage al mondo.

Ricordiamo che si tratta di un componente meccanico, dunque anche le basse temperature non gli fanno bene: i maeriali sono più fragili, i giochi maggiori, i lubrificanti meno fluidi.

Non andate a cercare ventole veloci e rumorose, saranno sufficienti portate molto limitate per raffreddare per bene il tutto. Dei valori tipici possono essere:

1) ventola da 12cm e 40cfm sul retro; 50 se il computer è molto caldo.

2) ventola da 12cm e 25-30cfm davanti

3) altra ventola da 20-25cfm all'interno dove meglio serve

Non è neanche necessario ridurre troppo le temperature, do anche qui dei valori tipici indicativi:

1) CPU 55-60° (full load)

2) chipset 40°-45°

3) hard disks 35-40°

4) gpu 70-90° (a seconda della versione di scheda video; supportano comunque temperature molto più elevate dei processori.

Ridurre i giri di una ventola

Ci sono vari modi, mi limiterò ad elencarne alcuni:

1) Usare i cavi con resistenza montata in serie i dotazione con alcuni prodotti quali le noctua

2) Usare un potenziometro, sia esso in dotazione con la ventola (vedi nanoxia) o acquistato separatamente.

3) Usare una resistenza, connessa in serie alla ventola interrompendo uno dei suoi cavi di alimentazione. Verificare prima quanto assorbe una ventola e calcolare di conseguenza la resistenza necessari; comprarne poi 3-4 diverse e provarle una ad una scegliendo quella che porta al risultato migliore.

4) Usare i 4 cavi del molex. Pochi lo sanno ma questo ancora prezioso connettore ha 4 cavi: un giallo (+12v), un rosso (+5v), due neri (negativo, fissato convenzionalmente a 0v).

Se colleghiamo una entola al molex tipicamente la sua presa si collega connettendo il positivo ed il negativo della ventola al +12v (giallo) ed al negativo (nero.

Ma se noi spostiamo i 2 pin che compongono il connettore della ventola (meglio spostare questi che quelli dell'alimentatore, al fine di evitare disastri se poi si riutilizza questo connettore dimenticandosi di rimetterlo in ordine...), possiamo collegarci ai +5v ed al negativo, ottenendo così una ventola che gira a meno della metà dei giri massimi in condizioni normali. Se invece ci colleghiamo col positivo al +12v (giallo) e col negativo ai +5v (rosso) otteniamo un'alimentazione a 12-5=7v. Atenzione a non scambiare i cavi altrimenti la ventola gira al contrario e l'efficienza aerodinamica ne risente. Se dovete invertire il fusslo di una ventola, fra l'altro, non scambiate i cavi, giratela.


Modificato da papafoxtrot

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Ciao!

Spero sia la sezione giusta per fare domande a proposito di specificazioni sul topic.

Ho acquistato tre dischi per usarne due in raid (2 x samsung 1tb) e uno per il sistema operativo (velociraptor 300 gb). Come devo gestire l'alimentazione di questi tre? Posso usare un unico cavo di alimentazione SATA con più "prese" o devo usarne diversi? E soprattutto: ciò che devo fare per l'installazione è solo collegare i cavi sata alla mobo e i cavi di alimentazione agli hard disk o ci sono altre cose di cui devo tenere conto?

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Per gli HDD devi solo collegare i due cavi che hai detto. Il cavo di alimentazione può essere tranquillamente unico, in modo da semplificare...

Se hai altre domande però, apri un thread tuo.

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Vorrei suggerire di usare il Raid 10 per il sistema operativo, tipo 4 dischi da 250 molto veloci e il Raid 0 per i dati, tipo 2 da 500 con un buffer da 32Mb. In modo da ottenere: assoluta sicurezza del sistema e una alta velocità sui dati.

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Modificato da InCoPa

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Scusa ma è proprio il contrario di ciò che si deve fare...

L'assoluta sicurezza serve sui dati, non sul sistema!

Se parte l'hard disk di sistema perdi un giorno di lavoro. Lo cambi e reinstalli i software... E poi smadonni per qualche settimana finché non hai reinstallato tutto.

Sempre che tu non abbia un'immagine salvata del disco di sistema (che tanto cambia di rado... quando hai installato tutto)... Allora ricarichi l'immagine e si riparte.

Se perdi tutti i file su cui stavi lavorando secondo te è più o meno grave?

Inoltre il sistema di storage non ha nessun bisogno di essere veloce.

Se devi aprire un file di lavoro, metti anche che pesi 100MB... Ci impieghi meno di mezzo secondo a leggerlo da un raid 1, più i 10 millisecondi per trovarlo. In pratica in mezzo secondo il file è aperto. Il resto è latenza del sistema e tempo per avviare il software.

Per cui i documenti devono essere sicuri. Il sistema veloce.

Per quanto riguarda il raid 10 esso in teoria è più sicuro del raid 1 perché sotto certe condizioni accetta la perdita di due dischi (basta che siano i due giusti).

In realtà non ha la stessa efficacia nell'assicurare sicurezza.

Se un HDD si rompe sarai costrettoi a rimpiazzarlo ed eseguire la ricostruzione del volume raid 1, operazione lunga e che stressa gli hard disk in modo tale che succede che durante la ricostruzione si rompa un'altro disco...

Inoltre se si rompe il controller dovrai eseguire un recupero del volume raid con software quali raid reconstructor... roba che si passano notti intere a grattarsi furiosamente i santissimi...

Con un raid 1 hai sempre la certezza che ognuno dei due hard disk, preso da solo, sarà leggibile da qualunque computer e ci si troveranno dentro tutti i dati.

Inoltre un raid 10, come un raid 5, richiede controller di alta qualità, altrimenti è più lento di un raid 0 sia in lettora sia in scrittura, e più lento di un raid 1 in lettura, condizione quest'ultima in cui spesso un hdd opera per la maggior parte della sua vita.

Indi per cui ribadisco la mia posizione:

documenti sul raid 1

sistema operativo su hdd singolo, raid 1 se si vuole star sicuri, raid 0 o ssd se si necessita di un volume molto veloce.

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Ho ascoltato il tuo consiglio.

Ho smontato il Raid 10 riconfigurando in Raid 0, sempre 4 dischi Seagate Barracuda da 250

(per la cronaca ST3250410AS) che secondo me sono formidabili per prezzo prestazioni.

Ecco la mia nuova velocità:

Photoshop CS5 apre il 3 secondi.... ma deve anche caricare circa 300 font!

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Ciao!

Molto bene!

L'ultimo consiglio che ti do è di fare un raid 1 per i documenti. Lo puoi fare anche sugli stessi hdd del raid 0, anche se nel tuo caso gli hdd sono un po' piccoli.

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ciao..

ho seguito la guida.. che devo dire lascia pochi dubbi.. una controllata al manuale della scheda madre e via..

ho attaccato tutto.. con ansia anche la cpu e la pasta e il dissipatore.. credo di avere azzeccato tutti i cavetti..

è il primo assemblaggio.. e non ho voluto aspettare dopo domani che avrei avuto più aiuti

sta di fatto che all'accensione parte tutto.. per qualche secondo.. carica carica carica e poi si spegne.. per riavviarsi automaticamente subito dopo con il medesimo triste risultato..

cosa può essere..

se è il caso posto la configurazione e una foto

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Un errore del BIOS. Fai un clear del CMOS e riprova.

Altrimenti dovrai iniziare a smontare i componenti connessi e provare ad avviare con solo scheda madre, cpu e alimentatore. Poi aggiungi le ram, la scheda video e infine gli hdd.

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quel cmos non ho capito bene come funziona.. ho capito dov'è e cosa dovrebbe fare ma non ho capito come attivarlo.

ho provato a tenere attaccato solo scheda madre e cpu con l'ali ma nada.. dopo tot secondi si spegne e riaccende senza il fatidico bip

spero di non aver sbagliato qualcosa.. la cpu era inserita giusta di sicuro.. la pasta non mi ha dato problemi.. sono stato attento a non toccare o forzare i chipset.. quindi rimane di attivare il cmos

domani mi da una mano un mio amico.. se non risolvo apreo una discussione a parte

grazie

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