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Gianz

Il Senso Del Rendering

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Ciao a tutti!

Una piccola questione, tanto per buttarla sul filosofico... :wallbash:

Più di una volta i miei santi ed intoccabili clienti pongono delle sfide che spesso mi danno da pensare... e dire che sono architetti, ingegneri e geometri... i filosofi non figurano in questa genia.

Una di queste è la seguente:

Io, quando entro in un ambiente e lo guardo, non ho una restituzione statica della scena, e nella mia testa meno che mai! Un pilastro, per esempio, lo scorgo in base a quanta importanza ricopra nella composizione, quindi un buon rendering lo toglierà di mezzo, anche se lui c'è! :wallbash:

Oppure:

Il punto di vista è variabile, e io, sempre muovendomi nell'ambiente che "deve darmi l'idea dell'ambiente e che sia preciso non mi interessa" posso avere punti distorti, prospettive strane e ombre o punti di luce inesistenti :wallbash: :wallbash: basta che renda l'idea insomma!

Il fotorealismo è bandito, anche se speravo che, simulando i set fotografici, potessi accontentare in parte le loro idee.

A voi capita mai? Pensate che il rendering debba restare sui binari del fotorealismo o possa diventare anche veramente concettuale? Concettuale come? Evvai di Dottrina delle Idee Sensibili!!! E se concettuale sarà... come facciamo con un motore quale Maxwell, che concettuale non è? Discussione legata a chi si vuole lambiccare il cervello, ma che fa sempre bene!

Chiudo con la "Perla" in assoluto:

Cliente: No, il materiale che desidero deve essere diverso... qualcosa di... uhm... no, non opaco, ma neppure trasparente... qualcosa di opacotrasparente!!! :eek:

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se il 3d serve alla comunicazione per l'architettura DEVE essere finalizzato a quello che il committente vuole mostrare. daltronde il progetto è suo e decide lui cosa far vedere e cosa no.

esempio tipico di quei lavori per l'impatto ambientale dove ti fanno fare le autostrade piu piccole e meno "ingombranti" visivamente, in modo che la gente non si spavanti delle mostruosità che gli costruiscono davanti casa lol.

chiaramente ti discosti dal fotorealismo o dalle proporzioni reali ma daltronde chi paga è il committente...

oltretutto non stai facendo una perizia ma una rappresentazione il che è ben diverso

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il senso del rendering é molto semplice, vendere un prodotto.

Quindi se il tuo prodotto é un concorso o uno studio di fattibilitá, il rendering deve essere accattivante ma senza essere troppo preciso, perché non deve dare indicazioni progettuali che ancora non ci sono (stiamo parlando di concorsi, quindi certi dettagli o certe soluzione non si pensano minimamente) o fuorvianti (per esempio, potrei volere che l´edificio sia rosso e opaco, ma non necessariamente di mattoni, che potrebbe essere un indicazione progettuale troppo forte)

Se il prodotto sono tante belle casette a schiera il cui progetto é giá approvato, sono in costruzione e bisogna solo trovare possibili acquirenti, ecco allora che scatta il rendering fotorealistico, con tanto verde, tanti fiori, bambini felici etc. etc., quello che insomma la gente si aspetterebbe dalla propria casa dei sogni. (naturalmente possibili elementi negativi, anche se nella realtá verranno costruiti, sono banditi dal rendering).

Se parliamo di rendering concettuali possiamo dire che soono molto belli, molto simpatici, ma nel 100% dei casi si tratta di cose che non verranno mai realizzati o che una volta realizzati non ricordano nemmeno lontanamente il concept di partenza, salvo casi eccezionali, un po come quei bellissimi schizzi di concepts automobilistici che non hanno nulla a che fare (se non a grandi linee) con il prodotto che verrá poi commercializzato.

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Qui ci starebbe bene una piccola sub discussione: La moralità e il suo impatto ambientale nei rendering.

Di mio ho sempre evitato clienti che mi indicavano falsità da inserire nei lavori... caso normale: tira un po' di più il giardino, accorcia la falda, togli quella brutta finestra, alza/abbassa la casa. Penso che qualcuno vedrà quei disegni, e magari ci investirà 30 anni di mutuo per comprarsi la casetta dei sogni geneticamente modificata... e che rimarrà deluso, per non dire rabbioso come una serpe, vedendosi inc...ehm, raggirato! :crying:

Ma non usciamo dal seminato...

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il senso del rendering é molto semplice, vendere un prodotto.

Quindi se il tuo prodotto é un concorso o uno studio di fattibilitá, il rendering deve essere accattivante ma senza essere troppo preciso, perché non deve dare indicazioni progettuali che ancora non ci sono (stiamo parlando di concorsi, quindi certi dettagli o certe soluzione non si pensano minimamente) o fuorvianti (per esempio, potrei volere che l´edificio sia rosso e opaco, ma non necessariamente di mattoni, che potrebbe essere un indicazione progettuale troppo forte)

Se il prodotto sono tante belle casette a schiera il cui progetto é giá approvato, sono in costruzione e bisogna solo trovare possibili acquirenti, ecco allora che scatta il rendering fotorealistico, con tanto verde, tanti fiori, bambini felici etc. etc., quello che insomma la gente si aspetterebbe dalla propria casa dei sogni. (naturalmente possibili elementi negativi, anche se nella realtá verranno costruiti, sono banditi dal rendering).

Se parliamo di rendering concettuali possiamo dire che soono molto belli, molto simpatici, ma nel 100% dei casi si tratta di cose che non verranno mai realizzati o che una volta realizzati non ricordano nemmeno lontanamente il concept di partenza, salvo casi eccezionali, un po come quei bellissimi schizzi di concepts automobilistici che non hanno nulla a che fare (se non a grandi linee) con il prodotto che verrá poi commercializzato.

Quoto alla grande.

Nell'azienda dove lavoro io il render è partito perchè dava un ritorno in termini di vendita di prodotto.

E grazie alla "risposta" che c'è stata in tal senso, sono stati fatti altri investimenti.

Nel mio ambito (render d'interni) di filosofico forse non c'è molto. Il render se aiuta a far vendere funziona, e quindi ben venga, e se necessiti di risorse, ti concediamo risorse. Altrimenti ciccia.

A volte si forza un po' il fotorealismo, come dire: "che sembri vero ma con atmosfera"

Mi sono messo più volte nei panni del cliente. Vedersi la casa come sarà è una grandissima figata!

Spat

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Quoto alla grande.

Nell'azienda dove lavoro io il render è partito perchè dava un ritorno in termini di vendita di prodotto.

E grazie alla "risposta" che c'è stata in tal senso, sono stati fatti altri investimenti.

Nel mio ambito (render d'interni) di filosofico forse non c'è molto. Il render se aiuta a far vendere funziona, e quindi ben venga, e se necessiti di risorse, ti concediamo risorse. Altrimenti ciccia.

A volte si forza un po' il fotorealismo, come dire: "che sembri vero ma con atmosfera"

Mi sono messo più volte nei panni del cliente. Vedersi la casa come sarà è una grandissima figata!

Spat

Si beh... questo è il motivo per cui 12 anni fa ho cominciato con 3ds versione 2 per dos... e tanti non ne capivano l'utilità!!! Neanche adesso per questo. Quello che voglio dire è quanto forzare la resa... quanto distogliersi dalla presunta realtà, e capire cosa passi per la testa del cliente!

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Si beh... questo è il motivo per cui 12 anni fa ho cominciato con 3ds versione 2 per dos... e tanti non ne capivano l'utilità!!! Neanche adesso per questo. Quello che voglio dire è quanto forzare la resa... quanto distogliersi dalla presunta realtà, e capire cosa passi per la testa del cliente!

Sempre rimanendo nel mio ambito...

Se alla fine, ad arredamento montato il cliente è stato soddisfatto del risultato, vuol dire che avevo fatto un buon lavoro.

Nel senso: adesso vede nella realtà quanto prima era virtuale.

Ovviamente se gli ho fatto vedere nel render la camera da letto gigantesca e nella realtà non apre l'antina dell'armadio perchè sbatte nel letto... ;)

Si cerca di fare molta attenzione in tal senso.

Aggiungo ancora una cosa e chiudo: fino a qualche tempo fa, qua da noi si facevano le prospettive a mano colorate a pastello. In un certo senso il render rappresenta l'evoluzione di questa cosa. Sono cambiati gli strumenti, ma il fine è sempre lo stesso. Dare la possibilità di vedere cose che al momento non ci sono ancora.

Spat

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si devo dire che è vero sta capitando sempre piu spesso, che il cliente abbia delle esigenze comunicative che si distacchino dal render fotorealistico, dando piu importanza ad altri aspetti che diano una comunicazione diversa, vedo che si guarda più ad altre cose, come l'impaginato e ancor di più con intervento grafico sulla tavola, e questa cosa la sto sentendo sempre di più, anche da amici, che vedono, i lavori fotorealistici diminuire, a scapito di questi.

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Ragazzi vi dico io come stanno le cose!

La maggior parte dei professionisti in genere, soprattutto gli architetti, si vogliono fermare ad un rendering concettuale perchè non si vogliono addentrare in scelte specifiche ed esecutive.

E poi date un'occhiata ai rendering che compaiono sulle riviste di architettura... se considerate che la maggior parte dei progetti sono scopiazzati è chiaro ed evidente che si fanno influenzare anche dal tipo di grafia dei rendering.

Personalmente ho lavorato con molti achitetti e ne ho viste di tutti i colori.

Il classico è quello che ti da in mano un disegno preliminare e pretende dei rendering fotorealistici... :blink:

Io creo immagini... non sono un progettista... altrimenti dividiamo la parcella!!! :Clap03:

Per quanto mi riguarda il rendering deve essere il iù fedele possibile alla realtà!

Deve dare la possibilità al cliente finale di poter capire bene quello che il professionista in generale gli propone.

Considerate anche il fatto che la maggior parte delle pesone comuni non riesce al leggere un classico disegno composto da piante, sezioni e prospetti.

Un'ultima riflessione; credo molti professionisti disdegnino il fotorealismo perchè fondamentalmente temono il giudizio del cliente :wacko: ... meglio lasciare le cose indicative dicono...

MAAA!

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Ragazzi vi dico io come stanno le cose!

La maggior parte dei professionisti in genere, soprattutto gli architetti, si vogliono fermare ad un rendering concettuale perchè non si vogliono addentrare in scelte specifiche ed esecutive.

E poi date un'occhiata ai rendering che compaiono sulle riviste di architettura... se considerate che la maggior parte dei progetti sono scopiazzati è chiaro ed evidente che si fanno influenzare anche dal tipo di grafia dei rendering.

Personalmente ho lavorato con molti achitetti e ne ho viste di tutti i colori.

Il classico è quello che ti da in mano un disegno preliminare e pretende dei rendering fotorealistici... :blink:

Io creo immagini... non sono un progettista... altrimenti dividiamo la parcella!!! :Clap03:

Per quanto mi riguarda il rendering deve essere il iù fedele possibile alla realtà!

Deve dare la possibilità al cliente finale di poter capire bene quello che il professionista in generale gli propone.

Considerate anche il fatto che la maggior parte delle pesone comuni non riesce al leggere un classico disegno composto da piante, sezioni e prospetti.

Un'ultima riflessione; credo molti professionisti disdegnino il fotorealismo perchè fondamentalmente temono il giudizio del cliente :wacko: ... meglio lasciare le cose indicative dicono...

MAAA!

Quoto in pieno!!! :Clap03: :Clap03:

Quante volte mi è stato chiesto di fare da progettista per qualcosa che non c'era!!! E quante volte NON hanno diviso la parcella (praticamente sempre :crying: )

Al solito... abbattiamo questo muro di ignoranza :wallbash: e cerchiamo di metterci nei panni di coloro a cui questi rendering sono rivolti! Non mascheriamo la mancanza di idee e progetto con la concettualità!

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Di solito non intervengo mai, ma oggi non ho molta voglia di lavorare.

Secondo me è molto + semplice, e la filosofia dei committenti di Gianz è molto + spicciola di quello che sembra.

E' una cosa tipo questa:

Punto 1°. Il mondo vive di pubblicità e marketing.

Punto 2°. In tale settore una bella immagine fa vendere le scatole senza nemmeno vederle dal vero.

Punto 3°. Una bella immagine costa + di una brutta.

Punto 4°. Per limitare i costi il produttore si accontenta anche di quella + brutta, cercando di ovviare il problema con modifiche tipo "togli quello, aggiungi l'altro, fai vedere tutto con una prospettiva esagerata così basta un'immagine sola e non ce ne vogliono due", ecc.

Punto 5°. La gente (client) non è stupida, e anche se non ci capisce un'accidente di 3d e rendering, quando vede un'immagine con effetti innaturali (distorsioni, luci strane, ombre assurde, ecc.) gli puzza più delle proprie ascelle.

Punto 6°. Il committente questo non lo capisce, e si gongola dell'affare che ha fatto risparmiando qualche dindino senza nemmeno intuire che il marketing derivante da tale operazione è pessimo. Mentre il committente pensa:" sono figo, vendo lo stesso e ho fatto business perchè sono stato in gamba a tagliare i costi", il cliente pensa: "ammazza che povertà d'animo la ditta committente, chissà che brutto che è il loro prodotto nella realtà".

Punto 7°. Il buon renderista fa quello che gli dice il committente, basta che paga, e poi si tira da da parte per osservare dalla riva del fosso gli effetti della lotta domanda-offerta tra cliente e fornitore.

Naturalmente, il discorso è diverso per i render che devono andare in commissione edilizia, dove puntualmente ci sono professionisti che ancora si meravigliano di vedere rendering che sembrano le istruzioni del lego, e nei quali non bisogna far vedere troppo le castronerie progettate. E i committenti dei rendering allora tirano in ballo discorsi tipo"pilastri che spariscono" perchè "Io, quando entro in un ambiente e lo guardo, non ho una restituzione statica della scena, e nella mia testa meno che mai! Un pilastro, per esempio, lo scorgo in base a quanta importanza ricopra nella composizione, quindi un buon rendering lo toglierà di mezzo, anche se lui c'è".

Sono pochi i committenti che hanno capito che render fatti bene, pagandoli anche qualcosa di più, rendono molto di più di quelli fatti in economia.

Speriamo che aumentino di numero.

Buona giornata a tutti.

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Sono pochi i committenti che hanno capito che render fatti bene, pagandoli anche qualcosa di più, rendono molto di più di quelli fatti in economia.

Speriamo che aumentino di numero.

Buona giornata a tutti.

:wallbash: :wallbash: :wallbash: :wallbash: :crying: :crying: :crying: :crying: :crying: :crying:

Purtroppo la qualità, e il corrispondente fotorealismo, con i suoi tempi e spazi, o anche un rendering concettuale ma ben fatto, qui si incagliano. In dieci anni di attività penso di averne viste di tutti i colori... e ancora mi chiedo come facciano a vendere! :blink2:

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Ragazzi vi dico io come stanno le cose!

La maggior parte dei professionisti in genere, soprattutto gli architetti, si vogliono fermare ad un rendering concettuale perchè non si vogliono addentrare in scelte specifiche ed esecutive.

E poi date un'occhiata ai rendering che compaiono sulle riviste di architettura... se considerate che la maggior parte dei progetti sono scopiazzati è chiaro ed evidente che si fanno influenzare anche dal tipo di grafia dei rendering.

Personalmente ho lavorato con molti achitetti e ne ho viste di tutti i colori.

Il classico è quello che ti da in mano un disegno preliminare e pretende dei rendering fotorealistici... :blink:

Io creo immagini... non sono un progettista... altrimenti dividiamo la parcella!!! :Clap03:

Per quanto mi riguarda il rendering deve essere il iù fedele possibile alla realtà!

Deve dare la possibilità al cliente finale di poter capire bene quello che il professionista in generale gli propone.

Considerate anche il fatto che la maggior parte delle pesone comuni non riesce al leggere un classico disegno composto da piante, sezioni e prospetti.

Un'ultima riflessione; credo molti professionisti disdegnino il fotorealismo perchè fondamentalmente temono il giudizio del cliente :wacko: ... meglio lasciare le cose indicative dicono...

MAAA!

la cosa bella dell´architettura (e di altri campi come il design, l´arte e cosí via) é che ognuno puó dire la propria anche se non é architetto e capisce proprio poco di architettura o del processo produttivo che c´é dietro un progetto. Penso che nessuno si sognerebbe di discutere allo stesso modo di medicina o astrofisica non essendo medico o astrofisico, perché si renderebbe subito conto di fare una ben magra figura per non dire meschina.

La maggior parte dei professionisti in genere, soprattutto gli architetti, si vogliono fermare ad un rendering concettuale perchè non si vogliono addentrare in scelte specifiche ed esecutive.

come detto, dipende da che fase si tratta, tra un concorso o la prima presentazione di un progetto e la sua realizzazione succedono tante di quelle cose che necessariamente non si possono dare indicazioni progettuali troppo dettagliate. Anche a progetto approvato, in fase di cantiere ci sono tantissimi cambiamenti dovuti a costi, reperibilitá dei materiali, situazioni occasionali, etc. etc.

E poi date un'occhiata ai rendering che compaiono sulle riviste di architettura... se considerate che la maggior parte dei progetti sono scopiazzati è chiaro ed evidente che si fanno influenzare anche dal tipo di grafia dei rendering.

quindi per finire su una rivista o per essere architetti di successo basta scopiazzare i progetti........

Per quanto riguarda la grafia, o meglio la grafica, é normale che ogni periodo ha le sue influnze e i suoi leitmotiv, altrimenti negli anni 60 non avremmo avuto un tipo di design e un tipo di grafica, negli anni 70 un´altro ancora e cosí via.

Il classico è quello che ti da in mano un disegno preliminare e pretende dei rendering fotorealistici... :blink:

Io creo immagini... non sono un progettista... altrimenti dividiamo la parcella!!! :Clap03:

questo é un problema tuo che non avendo studiato la materia non sai bene come orientarti, se un architetto mi chiede una finestra o una porta di un certo tipo, non c´é bisogno di un esecutivo, perché essendo del campo o essendomi documentato so cosa vuole il cliente. Se dovessi lavorare per visualizzazioni mediche (quelli si che sono complicate) mi compro un atlante medico e studio questo tipo di visualizzazione per capire cosa il cliente possa volere. Al contrario potrei dire, se fa tutto il cliente tu che fai, premi il tasto "render"!?

Per quanto mi riguarda il rendering deve essere il iù fedele possibile alla realtà!

Non mi sembra che fosse scritto tra i dieci comandamenti, comunque si puó essere d´accordo o meno. Personalemente puó essere tutti e due a seconda dei casi.

Un'ultima riflessione; credo molti professionisti disdegnino il fotorealismo perchè fondamentalmente temono il giudizio del cliente :wacko: ... meglio lasciare le cose indicative dicono...

come giá spiegato sopra, un progetto non é una cosa fissa e immutabile, puó cambiare e se ne puó discutere col cliente (sai che paura), se il cliente vuole qualcosa di rosso, puó essere metallo, intonaco colorato, mattoni, acciaio corten, superficie plastica e cosí via. É inutile certe volte dare indicazioni troppo specifiche, perché (come in questo esempio) la scelta di un materiale piuttosto che un altro puó dipendere da tanti fattori, costi, reperibilitá, fattibilitá, etc., che bisogna prospettare al cliente una soluzione "flessibile" all´interno della quale discutere. Il rendering in questo caso dovrá dare un´indicazione dell´atmosfera, della percezione che tale colore da.

Ragazzi vi dico io come stanno le cose!

Grazie per tutte queste perle di saggezza, stando dentro non ho mai notato certe cose, forse sarebbe ora che ognuno di noi cominciasse a parlare per sentito dire o di cose che non conosce che magari escono fuori tutte queste veritá nascoste.


Modificato da krone

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in realtà il render io lo vedo da progettista... e lo vedo come un immagine che deve riassumere un architettura ma soprattutto le qualità di quella architettura... dovrebbe trasmettere un idea una visione di quella architettura... perchè poi in realtà molte scelte progettuali non sono ancora state fatte.. esempio nei concorsi... il render serve per far capire un idea non per far capire l'edificio.. a meno che non serva ad una immobiliare ma allora i progetti sono in realtà già esecutivi..

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@ Krone

Ok, senza andare a cercare scheletri in armadi non nostri, e non di nostra competenza, capirai che se uno è un professionista lo si vede da un insieme di cose... e che anche chi non ha la cultura del suddetto professionista può intravedere se qualcuno sa fare o meno il suo lavoro. Ammettiamolo (e altra sub discussione!) per pochi professionisti, spesso la legge dei grandi numeri te ne propone un discreto numero di poco professionali! Poi se 3dad ha dipinto questa scena a tinte fosche (ma che in gran parte quoto! Anche non essendo architetto), beh, probabilmente è perchè il mercato del lavoro è stato impietoso e gli ha sbattuto contro una bella serie di gran professionisti! Sai quanti grafici e disegnatori delusi dalla committenza. Poi è un discorso di cultura: la stessa che metto nel fare rendering e/o progettazione... posso scegliere se staccarmi dagli altri, guardarmi intorno e migliorare. Questa discussione è appunto per approfondire un processo che è quello di restituzione grafica di un'idea ("un'idea, un concetto, un'idea, finchè resta un'idea è soltanto astrazione... se potessi mangiare un'idea, avrei fatto la mia rivoluzione" Gaber) poi, ops, siamo scivolati a parlare d'altro o quasi. Hai ragione su una cosa però: niente toni da 10 comandamenti! :devil:

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Straquoto krone, riga per riga, e aggiungo che il render fa parte di quella importante parte di un progetto che è la comunicazione, a tutti i livelli (concorso, preliminare, definitivo, esecutivo, vendita etc.). Ciò che cambia ai vari livelli è il grado di sintesi a cui (a volte forzati dalle circostanze - es. progetto preliminare o da concorso) si è obbligati.

Soprattutto il rendering è (o dovrebbe essere) comunicazione di idee, non una sorta di maschera di bellezza per coprire i difetti.

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Il senso di questa discussione...

Avete presente la Salerno-Reggio Calabria? Spesso il percorso che dall'idea, nata nel tuo cervello, porta alla mano, è lungo e tortuoso come appunto questa autostrada. Poi se devi interpretare l'idea degli altri è anche peggio. E come se me la riempissero di cantieri!!! E più del solito!!!

Si tende a giudicare gli altri come abbiamo fatto qui sopra, ma spesso è deformazione professionale per arrivare ad avere una cognizione di dove troveremo 'sto benedetto cantiere! E Che cantiere troveremo... Poi 9 su 10 sbagliamo... :crying:

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quoto le troppe canne!

Dico la mia: il software tridimensionale è solo uno strumento di comunicazione.

Anche una tromba (lo strumento) è uno strumento di comunicazione

c'è chi di mestiere fa il musicista e chi suona (non fuma) solo, ahimè, per interesse personale.

Lavoro, passione, arte, marketing, imbroglio, scorciatoia ... ne ha troppe di "questioni"!

Come del resto lo ha ogni altro strumento di comunicazione.

Dipende solo da noi se mentire, imbrogliare, raccontare, spiegare, affascinare, ....

A questo punto è solo l'etica a fare la vera differenza.

3D is what you do with

(non me ne voglia la Swatch!).

:hello:

PS: Ma poi lo slogan era proprio così? (prima o poi mi ci rimetto dietro all'inglese!)


Modificato da HecK

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Ospite

Dico la mia. :)

Dove lavoro si progetta mica robe da poco. Dubai, Amman, Abu Dabi, Toronto, NY, Kuwait, Varsavia... stilisti che vanno e vengono per farsi fare boutiques, delegazioni di arabi, e molte altre oscenità mondane. Bene, prima regola che ho dovuto imparare: il realismo non esiste. (Il realismo è plebeo). Seconda regola: esiste, nell'ambito renderistico, solo il potente concetto di marketing. E il marketing ha la capacità fenomenale di abolire perfino la statica e la legge gravitazionale. Il render, nel mio caso, smette di divendare non solo la simulazione realistica del reale ma anche uno strumento di analisi. Il modello 3D che prende forma da piante e sezioni (che qualcun'altro ha fatto) finisce per trasformarsi in una scultura smembrata e mutilata per esigenze prospettiche, una contraffazione dell'originale, un abuso di forme, un ricordo di ciò che era e la menzogna di ciò che sarà. Tutto per ottenere semplicemente una manciata di render che vogliono essere un'istantanea folgorante, un atto estetico, una pura suggestione lirica oppure un volgare gesto pubblicitario.

Due cose soltanto sono deprimenti: 1) la difficoltà di interpretare il concettuale, specie quando non è il tuo 2) non essere l'esteta che formula la concettualità di ciò che stai facendo (perché qualcuno lo sta facendo per te, ed è persuaso che sia migliore).

Per il resto, tutta esperienza che entra. :)

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mi permetto di dire porvi la mia modesta opinione:

Gli architetti sono vecchi. Hanno idee vecchie . studiano cose vecchie (in Italia). Copiano cose vecchie. no hanno idea di cosa sia un render ne tanto meno a cosa serva . Più in generale non hanno idea di cosa sia (ora) la grafica inserita nel contesto architettonico.

vi cito due esempi che in cinque anni di università mi sono puntualmente capitati:

1. presentare un modellino e un planivolumetrico. Entrambi servono per capire le altezze degli edifici e l'impatto nell'area. Un buon modellino esonera (secondo me) da una tavola planivolumetrica, e viceversa. Se non è cosi o non sai leggere le tavole (la quasi totalità dei docenti d'architettura/ingegneria/... rientra in questa categoria) o le tavole/modellino sono fatte male.

2. Presentare il progetto in assonometria. l'assonometria ha un suo senso, o meglio, aveva un suo senso quando l'utilizzo della grafica per l'architettura si limitava alla semplice mano del disegnatore (e si necessitava di un certo grado di precisione). Ora il 3d non ha più necessità di passare attraverso schemi prefissati dato che un oggetto o un edificio che sia può essere costruito direttamente in tridimensione girandoci attorno e vedendolo in prospettiva (geometricamente precisa) direttamente per avere un'idea di come le cose verranno.

ci tengo a ribadire

gli architetti sono vecchi.

Ve lo dice un architetto (jr)

(che ha pure bandito un concorso su questa cosa...www.thinkyogurt.it)

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mi permetto di dire porvi la mia modesta opinione:

Gli architetti sono vecchi. Hanno idee vecchie . studiano cose vecchie (in Italia). Copiano cose vecchie. no hanno idea di cosa sia un render ne tanto meno a cosa serva . Più in generale non hanno idea di cosa sia (ora) la grafica inserita nel contesto architettonico.

vi cito due esempi che in cinque anni di università mi sono puntualmente capitati:

1. presentare un modellino e un planivolumetrico. Entrambi servono per capire le altezze degli edifici e l'impatto nell'area. Un buon modellino esonera (secondo me) da una tavola planivolumetrica, e viceversa. Se non è cosi o non sai leggere le tavole (la quasi totalità dei docenti d'architettura/ingegneria/... rientra in questa categoria) o le tavole/modellino sono fatte male.

2. Presentare il progetto in assonometria. l'assonometria ha un suo senso, o meglio, aveva un suo senso quando l'utilizzo della grafica per l'architettura si limitava alla semplice mano del disegnatore (e si necessitava di un certo grado di precisione). Ora il 3d non ha più necessità di passare attraverso schemi prefissati dato che un oggetto o un edificio che sia può essere costruito direttamente in tridimensione girandoci attorno e vedendolo in prospettiva (geometricamente precisa) direttamente per avere un'idea di come le cose verranno.

ci tengo a ribadire

gli architetti sono vecchi.

Ve lo dice un architetto (jr)

(che ha pure bandito un concorso su questa cosa...www.thinkyogurt.it)

allora mi permetto di dissentire...

alcuni sono vecchi e non si rendono conto altri invece hanno saputo aggiornarsi.... se hai conosciuto solo quelli vecchi hai avuto sfortuna..

1 - non sono d'accordo nel dire che un planivolumetrico e un plastico siano la stessa cosa... possono rappresentare alcune cose in comune (vedi altezze) ma altre no magari la questione materica.. oppure l'andamento del terreno che in una planimetria non si legge.. e tanto altro.. insomma sono complementari..

2 - il progetto in assonometria ha ancora un suo senso quando devi rappresentare l'architettura in forma oggettuale e quindi schematica.. magari evidenziando che sò le funzioni che stanno ai vari livelli.... (non sempre l'assonometria comunque hà un utilità per spiegare un progetto... ma questo è sempre stato a volte può andar bene altre no..)

ci tengo a ribadire non tutti gli architetti sono vecchi...

e non tutti sono bravi.. io ho avuto la fortuna di avere qualche prof bravo...

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1) mi rendo conto che qui forse andiamo nelle questioni che potremmo definire...morali ma per quanto mi riguarda, se un architetto mi commissiona un render per un impatto ambientale e mi chiede di falsare alcune cose, io lo faccio. il lavoro lo presenterà lui e io sono, in quel caso, un semplice strumento che deve rappresentare un suo elaborato. durante l'arco di tempo in cui lavoro per un cliente mi considero piuù o mwno un suo dipendente: lui paga, io lo accontento.

2) se un tecnico mi chiede di tagliare un pilastro -denunciando il taglio nel render- io lo faccio. il render non è una fotografia ma è una rappresentazione che deve far intuire e deve far vivere lo spazio.

3) è vero che il render fotorealistico non è molto facile da realizzare, ma questo non vuol dire che sia sempre la migliore rappresentazione. dipende da quello che deve comunicareil cliente.

4) il lavoro del "renderizzatore" è un lavoro particolare, quindi è normale che il tecnico si aspetti una partecipazione attiva da parte di chi realizza il rendering. questo non vuol dire che il progetto deve essere fatto da chi viene pagato per fare il render, ma comunque i lrender è una specie di esecutivo e i tecnici che commissionano i rendering hanno sempre progetti con definizioni minori rispetto ad un esecutivo.

5) per quanto mi riguarda se io devo fare uno spaccato di un progetto utilizzo l'assonometria che mi da una visione "oggettiva" del progetto e soprattutto non mi deforma l'oggetto con l'aumentare della distanza dall'osservatore.

comunque...ho detto luoghi comuni. però volevo dire come la penso.

arrivederci!

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