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Proteggere Le Immagini


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bhe basta inserire sulla tua immagine qualcosa che le contraddistingue enel contempo ne impedisca l'uso improrio; può essere un logo, una scritta, una firma. Magari le puoi fare quasi trasparenti per essere meno invasive.

Guarda per esempio come ho fatto io qui

:hello:

:( A questo ci ho pensato anch'io...ma se qualcuno poi lo modifica o addirittura cancella?

Bisogna trovare un modo per impedire questo... ma come?

Ho guardato da tutte le parti ma senza trovare risultati.

:hello: Ciao.

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Pensavo che una soluzione potrebbe essere il formato PDF.

Questo formato permette di mantenere le eventuali immagini al suo interno in formato jpeg con tasso di compressione liberamente configurabile e nel contempo permette di porre delle limitazioni al documento.

Limitazioni tipo:

  • Stampa
  • Montaggio documento
  • Copia o estrazione contenuto

:hello:

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Si, questa è una possibile soluzione...

Ma non c'e qualcosa di meglio?

Il formato PDF è ottimo per manuali, immagini verticali e documenti importanti ma non credo che sia il più adatto...

...forse c'e un trucco in Photoshop..soltanto che non lo sappiamo!

Speriamo che qualcuno trovi altri modi..

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[...] La soluzione della "bassa risoluzione" che pareva essere anni addietro un buon deterrente, di fatto si e' dimostrata per quella che e': una limitazione qualitativa [...] Un file diffuso a 480x640 pixel non puo' essere usato per grandi stampe, ma va egregiamente bene per un sito internet od una applicazione multimediale. Con un briciolo di interpolazione, puo' essere usata anche per illustrare riviste e depliant, con risultati accettabilissimi. [...] Per limitare i "furti" di immagini in rete e da CD, abbiamo i "watermark", cioe' i marchi "trasparenti", inavvertibili, che siglano le immagini come soggette ad una paternita' morale ed economica.

Anche se questi sistemi non impediscono fisicamente la riproduzione delle immagini, forniscono uno strumento utilissimo [...]

In questo ambito, ovviamente, va citato il sistema della Digimarc, il PictureMarc. Si tratta del sistema di "watermark" forse piu' diffuso in assoluto, anche perche' il relativo programma e' diffuso in "bundle" con programmi come Photoshop (dal 4.0 in su), Corel Draw, Photopaint, ed altri. In verita', sono molti gli utenti di tali programmi che nemmeno sanno di avere (nel menu' filtri od effetti) anche questa possibilita'. Digimarc modifica i pixel dell'immagine in maniera visivamente assai poco avvertibile, agendo particolarmente sui contorni di maggior contrasto. Il codice e' "diffuso" su tutta la superficie del fotogramma, in maniera da essere riconosciuto dal lettore anche se la foto viene tagliata, od alterata, o compressa. La numerazione di identificazione viene conservata anche nell'immagine retinata e stampata ad inchiostro, e torna ad essere identificabile semplicemente riscansendo la stampa, e passando il file al "lettore" Digimarc.

Le informazioni si perdono solo a seguito di pesanti modifiche, di stampa in bianco e nero a getto d'inchiostro, oppure… grazie ad alcuni accorgimenti.

Altri interessanti sistemi di "watermarking" sono quelli della SysCoP, l'algoritmo EPFL (progetto Talisman, JK_PGS, lo Eikonamark. Un altro modo di proteggere le immagini (dagli usi sottratti dalla rete) e' quello proposto da applet Java come il sistema SafeImage. Sistemi come questi disabilitano la possibilita' di salvare le immagini, come opzione offerta dal browser. Ancora, va ricordato il sistema Netrights' Creators Toolbox (con i suoi "@ttributes") che permette di fondere nell'immagine un link permanente ad una pagina contenente in forma di box i dati dell'autore. Proseguendo, va certamente segnalato il sistema FBI (Fingerprinting Binary Images), della HighWater Designs, una ditta inglese. Il sistema e' stato concesso all'archivio stock della British Telecom ed alla BBC. Anche la Highwater – come la Digimarc – tiene un archivio dei nominativi degli autori, a cui si possano rivolgere gli utenti che si imbattano in una immagine "marchiata". In America questa tecnologia e' stata battezzata Sure Signum, consultabile al sito Signum Technologies

Date anche un'occhiatina al sistema CopySight, raggiungibile al sito http://www.ip2.com

Ricordate quando quasi tutto il software originale era protetto dalla copia, mediante chiavi digitali, password, chiavi ottico – meccaniche, eccetera? Il fatto e' che, sprotetta una copia da qualche informatico esperto, tutte le successive copie abusive erano senza protezione. Cosi', anche i produttori di software hanno il larga parte abbandonato la crociata del "blocco fisico" della copia, una battaglia persa in partenza.

I sistemi di protezione dell'immagine digitale – probabilmente – seguiranno una sorte simile. Saranno utili per ridurre la copia "di massa", fatta dal grosso degli utenti inesperti, come anche permetteranno alle persone oneste di restare tali.

Per chi vuole e vorra' aggirare i sistemi di protezione, non ci saranno mai grandi problemi. Ad esempio: il laboratorio di informatica dell'universita' di Cambridge – per dimostrare che i sistemi commerciali di "watermarking" sono insicuri, ha sviluppato un software in grado di alterare automaticamente i codici di sicurezza della maggior parte dei sistemi commerciali di marchiatura, compreso Digimarc, Signum, Eikonamark, ed altri. Il programma (volutamente rallentato, per evitare che venga usato in maniera "conveniente" dai pirati dell'immagine) e' denominato StirMark, e si trova in un file ZIP per Windows, oppure, in versione sperimentale per Mac.

Ancora: se si vuole aggirare il blocco previsto da soluzioni come SafeImage (che impediscono il salvataggio delle immagini lette dai browser), basta ricercare la fotografia nella cache del browser, e scaricarla da li'. Se il nome dell'immagine e' dato in forma casuale dal browser, e quindi l'immagine appare non reperibile, ci si puo' servire di un programma di ricerca (ad esempio Cache Explorer di Matthias Wolf). Ancora: alcuni sistemi di "ricerca automatica" nel web di immagini marchiate possono essere messi in crisi da programmini (come il "2mosaic") che spezza le immagini in sub-unita', per poi giuntarle come se fossero apparentemente un'immagine sola, mettendo in scacco il "web-spider" di ricerca del watermark. E cosi' via, potremmo andare avanti a lungo.

Infine, un'ultima considerazione provocatoria. I sistemi di protezione del digitale si sono dimostrati, fino ad ora, non sicurissimi, nel senso che possono essere aggirati da chi sia davvero in malafede. Ma la fotografia tradizionale, che garanzie di irriproducibilita' darebbe? Coma mai si sarebbe difesa dai furti una diapositiva od una stampa? Come gia' accennato, il vero nocciolo della questione sta nella grande diffusione che il digitale permette.

E chi non vuole esporsi al vantaggio ed al rischio della diffusione, puo' semplicemente astenersi dal diffondere...

tratto da qui

ed interessante anche questa pagina qui

Edited by karnak
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