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Ordine Dei Designer, Una Tutela

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Ciao ragazzi,

questo è il mio primo post ed è rivolto a tutti quanti sono laureati in Disegno Industriale (io lo sono al Politecnico di Milano, 5 anni...).

Lavoro ormai da un anno, ho fatto anche un master; devo dire che non me la passo male: il lavoro è stupendo (lavoro in uno studio di design) e molto coinvolgente, la retribuzione non entusiasmante ma sopra la media, però:

- mi hanno "costretto" ad aprire la p.iva (con conseguente 42% di tasse)

- mi accorgo che non abbiamo nessuna tutela; siamo liberi professionisti, però non abbiamo un Ordine a cui fare riferimento (come gli Arch, gli Ing)

- non posso firmare i progetti, ma devo fare sempre riferimento ad un Architetto o a un Ingegnere, e questo è grave se ho la commessa di un appartamento o un interno

- c'è una completa e totale anarchia per quanto riguarda parcelle, retribuzioni, prestazioni, etc.

Credo che questa situazione a lungo andare diventerà insostenibile: la concorrenza è fortissima (a livello globale poi è spietata), e noi siamo in completa impotenza per quanto riguarda contratti, retribuzioni, assicurazioni, etc.

Ho mandato una lettera a "Domus", non me l'hanno (ancora?) pubblicata.

Voi cosa ne pensate?

Probabilmente avrete già affrontato la discussione, me ne scuso se sono OT.

Grazie, ciao

Tommaso

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Si vede che sei appena arrivato... ;-)

Ci sono un paio di thread che affrontano la questione. Tuttavia in modo ancora approssimativo.

In più c'è un sondaggio che fa riferimento alle problematiche che hai evidenziato.

Spendi 30 sec. per compilarlo... e anche voi che state leggendo fatelo se non lo avete ancora fatto! ;-)

Stiamo cercando di mettere su qualcosa di più costruttivo.

O almeno tentare di discuterne.

Più o meno dipende tutto dal numero degli interessati e dall'esito del sondaggio.

Ciao.

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Considerando che treddi.com è un forum sulla grafica (in particolare 3D) direi che sei un po' in OT, cmq per i designer esiste da diversi anni un'associazione (ADI).

Non è paragonabile all'ordine degli architetti o degli ingegneri, ma da alcune tutele per le problematiche che hai elencato e altri servizi

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Considerando che treddi.com è un forum sulla grafica (in particolare 3D) direi che sei un po' in OT, cmq per i designer esiste da diversi anni un'associazione (ADI).

Non è paragonabile all'ordine degli architetti o degli ingegneri, ma da alcune tutele per le problematiche che hai elencato e altri servizi

serve solo a portarti via un pò di soldi.

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Beh, in realtà l'ADI fornisce alcuni servizi interessanti come la possibilità di depositare disegni e progetti (le cifre sono davvero basse) oppure alcune indicazioni sulle tariffe da applicare o su come stilare un contratto... :)

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desigrer ovvero progettista

chi si occupa come noi di questo difficilmente sarà mai definito in maniera precisa poichè progettare può voler dire qualunque cosa

se si dovesse fare un albo bisognerebbe codificare una serie di requisiti che il desiger deve possedere per definirsi tale e verificare che chi vuole far parte di questo ordine li possegga , con ad esempio un esame di stato o comunque qualcosa di ufficiale e pertire da lì

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- non posso firmare i progetti, ma devo fare sempre riferimento ad un Architetto o a un Ingegnere, e questo è grave se ho la commessa di un appartamento o un interno

beh, sei un designer, non un architetto, non un ingegnere. ergo per conseguire la laurea hai studiato un piano di studi in cui le competenze erano ben messe in chiaro, così come sapevi già da prima che non potevi sostenere alcun esame di abilitazione da architetto o ingegnere, indispensabile per poter firmare una pratica edilizia.

questa richiesta è totalmente fuori luogo.

le altre invece le trovo condivisibili.

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@franci2k5

certo, non chiedo di poter firmare il progetto di un impianto di depurazione o di un edificio di 6 piani, ma una semplice DIA sì.

Questo è un limite fortissimo per gli Interior Designer.

Ma sapete qual è la cosa più preoccupante? E' che nessuno ne parla di un "Ordine dei designer", soprattutto in ambito accademico (Poli di Milano in primis, la cui facoltà di D.I. è ancora in mano agli Architetti).. un mio collega ha un'idea a proposito: la nascita di un ipotetico Ordine per i progettisti industriali sarebbe osteggiata dagli Architetti stessi, preoccupati dalla concorrenza che si verrebbe a creare. Sono infatti moltissimi gli Architetti che si occupano di design d'interni e di disegno del prodotto. Con la fondamentale differenza che l'Architetto ha il potere burocratico/politico/legale della "firma", mentre il Designer no.

ADI: so bene dell'esistenza dell'Adi, e vi dirò una cosa: vedrete che ben presto ci sarà una tragicomica diminuzione degli iscritti, dal momento che l'ADI, di concreto e utile, non offre praticamente nulla. E non lo dico io (che non sono iscritto), ma lo dicono designer professionisti con cui ho lavorato.

E' difficile ragazzi.

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io penso che l'anomalia non sia la mancanza di un ordine dei designer, ma piuttosto l'esistenza di tutti gli altri ordini. Nonostante l'opposizione feroce che questi ordini/corporazioni esprimeranno credo che siano destinati a perdere i loro previlegi, spero tra breve ma credo che ci vorrà qualche anno. Esistono già direttive europeee che non ammettono l'esistenza di corporazioni previlegiate o che possano ,più o meno implicitamente, costruire una situazione che ostacoli la libera concorrenza. Alla fine cosa si invidia di questi albi? previlegi contributivi dovuti alla cassa dell'ordine e la possibilità (se si appartiene all'ordine) di lavorare in un mercato in cui la cosidetta "tutela" si esprime in tariffe e prezzi regolati da un vero e proprio cartello che limita la concorrenza. Per contro bisogna pensare a chi è fuori dall'ordine, paradossalmente è in possesso di tutti i requisiti per esercitare la professione, ma è impossibilitato a farlo, se non segui le regole dell'ordine non puoi esercitare.

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la situazione come product-designer in italia è scandalosa. Ero nella tua stessa situazione, costretto ad aprire partita iva, orari massacranti e richieste impossibili per uno stipendio leggermente sopra la media, SENZA NEMMENO LE MALATTIE PAGATE!!! ho girato qualche studio, e ho trovato sempre e solo orari massacranti e stipendi su cui discutere oltre all'impossibilità di fare carriera se non di aprirsi uno studio proprio. circondato inoltre (nella patria del design) da aziende che non investono e che rubano soprattutto! o ancora peggio si limitano a copiare e modificare.

ma è inutile ammazzarsi... vuoi stare nel bel paese ?? ADEGUATI !! :rolleyes:

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@franci2k5

certo, non chiedo di poter firmare il progetto di un impianto di depurazione o di un edificio di 6 piani, ma una semplice DIA sì.

Questo è un limite fortissimo per gli Interior Designer.

Ma sapete qual è la cosa più preoccupante? E' che nessuno ne parla di un "Ordine dei designer", soprattutto in ambito accademico (Poli di Milano in primis, la cui facoltà di D.I. è ancora in mano agli Architetti).. un mio collega ha un'idea a proposito: la nascita di un ipotetico Ordine per i progettisti industriali sarebbe osteggiata dagli Architetti stessi, preoccupati dalla concorrenza che si verrebbe a creare. Sono infatti moltissimi gli Architetti che si occupano di design d'interni e di disegno del prodotto. Con la fondamentale differenza che l'Architetto ha il potere burocratico/politico/legale della "firma", mentre il Designer no.

ADI: so bene dell'esistenza dell'Adi, e vi dirò una cosa: vedrete che ben presto ci sarà una tragicomica diminuzione degli iscritti, dal momento che l'ADI, di concreto e utile, non offre praticamente nulla. E non lo dico io (che non sono iscritto), ma lo dicono designer professionisti con cui ho lavorato.

E' difficile ragazzi.

parole sante! ^_^

la situazione come product-designer in italia è scandalosa. Ero nella tua stessa situazione, costretto ad aprire partita iva, orari massacranti e richieste impossibili per uno stipendio leggermente sopra la media, SENZA NEMMENO LE MALATTIE PAGATE!!! ho girato qualche studio, e ho trovato sempre e solo orari massacranti e stipendi su cui discutere oltre all'impossibilità di fare carriera se non di aprirsi uno studio proprio. circondato inoltre (nella patria del design) da aziende che non investono e che rubano soprattutto! o ancora peggio si limitano a copiare e modificare.

ma è inutile ammazzarsi... vuoi stare nel bel paese ?? ADEGUATI !! :rolleyes:

la cruda realtà! :unsure:

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@MmAaXx

La situazione è molto difficile, le aziende non vogliono investire.

Mi fa ridere /piangere quando si parla di "giovani designer emergenti" (la conoscete la "Nazionale Italiana dei Designer"? che bello) e ci si riferisce a gente di 40 anni... e io che ne ho 26 cosa sono, un neonato?

E prima di arrivare a raggiungere l'invidiabile status di "40enne emergente", nei 10 anni prima di cosa si vive? Rapine in banca? :)

Libero professionista:

- no malattie pagate

- no vacanze pagate

- no liquidazione

- no bonus

- etc.

Contando che chi comincia da libero professionista è, nella maggior parte dei casi, come un dipendente con orari fissi e spesso full time...

Presto vi allego un paio di documenti interessanti, una specie di listino ufficioso e un rapporto sulla p.iva in Italia.

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Comunque poi fare come me...e tanti altri, ti accontenti e ti metti al soldo di una azienda.

Tanto come hai detto tu stesso "chi comincia da libero professionista è, nella maggior parte dei casi, come un dipendente con orari fissi e spesso full time..." però almeno hai la tredicesima, le ferie pagate e i contributi.

Sicuramente può essere frustante sentirsi dire come deve essere il design di un articolo da commerciali che non sanno neanche che giorno è oggi. Per non parlare del fatto che bisogna sentirsi dire dal capo che è necessario semplificare perchè il design è bello ma troppo costoso.

Poi però nessuno toglie il fatto che in un futuro ci si possa mettere in propio, prima però bisogna attendere di aver 40 compiuti!!!

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quindi adesso mi attendono 14 anni di sfruttamento?

essere assunti da un'azienda è una soluzione, ma è molto difficile.

il problema è che bisogna iniziare subito a farsi sfruttare da un'azienda e nel frattempo cominci a far conoscere il tuo nome, impari un sacco di cose sulla produzione, e per esempio anche a fare degli esecutivi decenti, poi quando arriva il momento giusto puoi aprire qualcosa di tuo.

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Premesso che ho già ribadito nelle altre discussioni che gli ordini sono oramai obsoleti e in via di estinzione (e i fatti di recentissima attualità come il decreto Bersani non sono di poca importanza) che gli ordini sono una garanzia soprattutto per il cliente,

la mia opinione rimane che il problema non è quello della mancanza di corporazioni o ordini per i designers.... infatti tutto ciò di cui voi parlate ovvero la partita iva ....lo sfruttamento professionale......le ferie non pagate.....il fatto che fooooorse a 40 anni si può cominciare a guadagnare.......tutto questo fà parte anche e soprattutto del mondo degli architetti!

Credete che essere iscritti ad un ordine cambi qualcosa?....MMMMMhhhhhhàààààà!

Inoltre.... per fare un progetto di interni (parlo di arredi e simili) non serve una DIA..... se la DIA si rende necessaria vuol dire che ci sono come minimo demolizioni di tramezzi o interventi che comportino qualche minima manovra con impianti vari....ecco allora io non so qual è la formazione di un designer ma probabilmente non sarà completa a tal punto da permettere a questa figura professionale di prendersi una tale responsabilità.... perchè la DIA è una grossa responsabilità (più di una licenza di costruire)

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il problema è che bisogna iniziare subito a farsi sfruttare da un'azienda e nel frattempo cominci a far conoscere il tuo nome, impari un sacco di cose sulla produzione, e per esempio anche a fare degli esecutivi decenti, poi quando arriva il momento giusto puoi aprire qualcosa di tuo.

Quoto Lisa in pieno.

Difficile? Non sapevo, nella mia zona è pieno di annunci di aziende che ricercano personale per uffici tecnici con conoscenza CAD.

Certo non è che si fanno rendering "cazz*ti" e cose fantascentifiche.

Anzi è abbastanza raro, il più delle volte il lavoro risulta frustrante.

Però come dice Lisa di da la possibilità di imparare qualcosa sulla produzione e come reallizare un esecutivo.

Poi con l'esperienza arriva tutto (sempre dopo i 40 anni).

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Macccheeeeee ..... ma cos'e' sta storia dei soldi a quarant'anni ????. ... da libero professionista???.

Personalmene mi ritrovo a quarant'anni con tanta esperienza ma i soldi proprio non li ho fatti. ... forse e' piu' ricco di me uno che e' assunto da dieci anni con il posto fisso sicuro ferie e esente da rischi ed il lavoretto sicuro dato del capo.

La storia che dite che quando hai esperienza puoi metterti in prorpio cari miei abbandonatela se non avete di partenza un buon parco clienti . Di sicuro il curriculum ed il presentarsi non porta a niente quello che conta anche se presenti dei rendernig stratosferici e' che il cliente abbia bisogno di voi diciamo come punto di riferimento perche ha imparato a conoscerti ... il vuoto ve lo potreste ritrovare dietro l'angolo in un batter d'occhio ... ed il libero professionista non e' che stia molto daccordo a fare un renderinghino del casso ogni tre mesi.

Quello che voglio dire e' che quindi si ci vuole esperienza certo (il mondo ormai e' saturo visto il proliferarsi degli smanettoni tuttofare) per distinguersi ... ma credetemi ci vogliono anche ben altre doti per fare breccia lavorando in proprio.

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Premesso che ho già ribadito nelle altre discussioni che gli ordini sono oramai obsoleti e in via di estinzione (e i fatti di recentissima attualità come il decreto Bersani non sono di poca importanza) che gli ordini sono una garanzia soprattutto per il cliente,

la mia opinione rimane che il problema non è quello della mancanza di corporazioni o ordini per i designers.... infatti tutto ciò di cui voi parlate ovvero la partita iva ....lo sfruttamento professionale......le ferie non pagate.....il fatto che fooooorse a 40 anni si può cominciare a guadagnare.......tutto questo fà parte anche e soprattutto del mondo degli architetti!

Credete che essere iscritti ad un ordine cambi qualcosa?....MMMMMhhhhhhàààààà!

Inoltre.... per fare un progetto di interni (parlo di arredi e simili) non serve una DIA..... se la DIA si rende necessaria vuol dire che ci sono come minimo demolizioni di tramezzi o interventi che comportino qualche minima manovra con impianti vari....ecco allora io non so qual è la formazione di un designer ma probabilmente non sarà completa a tal punto da permettere a questa figura professionale di prendersi una tale responsabilità.... perchè la DIA è una grossa responsabilità (più di una licenza di costruire)

per la prima parte concordo perfettamente!!

Per la seconda ci terrei a fare delle precisazioni, la figura dell'interior designer può fare dei progetti dove ci sono delle demolizioni di muri, ma i muri nn devono essere portanti e gli ''impianti vari'' può modificarli a suo piacimento, ne ha la capacità e la formazione, ma non può firmare, e non perchè non può prendersi la responsabilità, ma per questioni di burocrazia, (So quello che dico perchè il mio ragazzo è un interior designer, e per ovviare la burocrazia, è geometra!)è una cosa incompleta e nn giusta.Però temo che con questo discorso si ricade di nuovo nelle baruffe tra designer,ingegneri e architetti!

:hello::hello:

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Lisa ha ragione: che senso ha studiare per 5 anni Interior Design se poi non si ha il diritto di FIRMA? Allora a questo punto è meglio studiare Architettura, e poi fare una specializzazione in Interni o similia.

Oggi, giustamente, per qualsiasi intervento è necessaria la DIA. E la DIA è un muro puramente burocratico per i designer.

Io non voglio sostenere che i designer debbano rubare il posto agli architetti e viceversa, però almeno rendiamo queste due categorie equivalenti in termini legislativi.

Argomento retribuzioni: per un designer è difficilissimo stabilire una richiesta economica (io spesso ho difficoltà non indifferenti), e spesso si rischia di:

- chiedere troppo poco con il risultato di regalare il proprio lavoro e danneggiare l'intera categoria

- chiedere troppo, con il risultato che il cliente rifiuta e, spesso, va altrove.

Un Ordine dei Designer serve anche per questo: per fare chiarezza, per stabilire delle regole che purtroppo sono necessarie, per dare maggiore concretezza ad una figura professionale (Il laureato in D.I.) che oggi, a distanza di 12 anni dalla nascita delle prime facoltà italiane, è ancora poco conosciuto e considerato.

Non ultimo mi piacerebbe abolire la parola "Disegno Industriale": andate da una persona che abbia più di 60 anni e ditegli che siete "Disegnatori Industriali": so già come vi risponderà...

Ciao, Tom

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Siamo progettisti , non disegnatori , quello che conta è solo il progetto L'IDEA.

poi che i progetti vadano rappresentati anche tramite il disegno è un altro discorso ..(anche io sono designer partita iva "Si lavora anche la domenica !" e il mio non è uno stipendio sopra la media).

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Vedi Product secondo me hai ragione.

Però ci sono da fare delle distinzioni che sono a monte di tutto il discorso.

Finchè parliamo di design d'interni non c'è nulla che un architetto non può fare rispetto ad un designer. In più avendo delle conoscienze di carattere più ingegneristico (struttura - statica e via dicendo...) ha delle conoscenze nettamente superiori al designer uscente dalla facoltà di disegno ind. del politecnico. Ci sono stato i primi 2 anni e ti posso dire che quelle materie da noi sono una barzelletta. Non parliamo dello IED... e scuole simili.

Percui mi dispiace l'architetto qui vince 2 a zero.

Se estendiamo il discorso al product design o + in genere all'industrial design il discorso è un pò diverso.

Il designer serio deve conoscere materiali, tecniche di produzione e prevedere le problematiche realtive all'ingegnerizzazione del prodotto (inteso come singolo oggetto) insomma problematiche che in fin dei conti sfiorano l'architetto.

Non me ne vogliano gli amici architetti ma non credo che nella loro vita professionale hanno a che fare ogni giorno con stampi o fusioni di alluminio, etc. etc. etc. Come i disegnatori industriali non hanno a che fare con i cantieri.

Fare il designer non significa solo saper tracciare belle linee sulla carta ma anche saper gestire tutto quello che viene dopo e avere le conoscienze per poter confrontarsi con gli amici architetti e ingegneri e commerciali (si pure loro!).

E qui che non vinciamo 1 a zero su di loro.

E tu vorresti togliere la dicitura "disegnatore industriale"??? ok lo so che non fa figo. Continuiamo a usare il termine inglese se vogliamo ma quelle due parole sono l'essenza della nostra professione.

Se poi per designer si intende lavorare alla "Stark" ... che mi fa lo spremi agrumi bello ma che non funziona... allora siamo tutti bravi non c'è bisogno di studiare 5 anni e chi se ne frega dell'industrial designer... chiamiamoci stark designers.

Ciao.

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Lisa ha ragione: che senso ha studiare per 5 anni Interior Design se poi non si ha il diritto di FIRMA? Allora a questo punto è meglio studiare Architettura, e poi fare una specializzazione in Interni o similia.

Oggi, giustamente, per qualsiasi intervento è necessaria la DIA. E la DIA è un muro puramente burocratico per i designer.

Io non voglio sostenere che i designer debbano rubare il posto agli architetti e viceversa, però almeno rendiamo queste due categorie equivalenti in termini legislativi.

Argomento retribuzioni: per un designer è difficilissimo stabilire una richiesta economica (io spesso ho difficoltà non indifferenti), e spesso si rischia di:

- chiedere troppo poco con il risultato di regalare il proprio lavoro e danneggiare l'intera categoria

- chiedere troppo, con il risultato che il cliente rifiuta e, spesso, va altrove.

Un Ordine dei Designer serve anche per questo: per fare chiarezza, per stabilire delle regole che purtroppo sono necessarie, per dare maggiore concretezza ad una figura professionale (Il laureato in D.I.) che oggi, a distanza di 12 anni dalla nascita delle prime facoltà italiane, è ancora poco conosciuto e considerato.

Non ultimo mi piacerebbe abolire la parola "Disegno Industriale": andate da una persona che abbia più di 60 anni e ditegli che siete "Disegnatori Industriali": so già come vi risponderà...

Ciao, Tom

allora,io non abolirei la affatto la parola disegnatore industriale, e alla stessa persona di sessant'anni prova a dirgli che sei un programmatore informatico o un art director..non si aboliscono le parole che non si conoscono ma si imparano.

Adesso lo dico ma so già che me ne pentirò:

l'unica chiarezza da fare è questa, come il designer e/o progettista fa il suo lavoro e basta, perchè l'architetto non fa il suo pur non avendone i titoli?e se c'è qualcuno che non è d'accordo potrebbe riflettere sul fatto che gli architetti si ostinano a fare gli industrial designer, gli interior e pure i grafici? è l'unica professione che come minimo ne fa altre 3, è come se il chirurgo si mettesse a fare il dentista.

Allora servirebbe un pò di chiarezza per definire i ruoli.

Siamo progettisti , non disegnatori , quello che conta è solo il progetto L'IDEA.

poi che i progetti vadano rappresentati anche tramite il disegno è un altro discorso ..(anche io sono designer partita iva "Si lavora anche la domenica !" e il mio non è uno stipendio sopra la media).

Se sei un designer dovresti sapere benissimo che non conta solo l'idea o meglio che l'idea, se non viene sviluppata con un riscontro reale è molto probabile che resti per sempre un'idea.

E' pieno di designer o presunti tali che prende il foglio e schizza, ma i grandi maestri, i padri del design ci spingono verso studi approfonditi, a partire dal materiale fino ad arrivare all'ergonomia, penso che + di un'ordine che stabilisca le regole forse ci vorrebbero scuole migliori.

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Ragazzi e ragazze,

in ogni caso vi ringrazio per questo "dibattito", è già un bene che ne parliamo, e speriamo non solo noi.

Credo che tra qualche anno questo problema esploderà, e probabilmente avremo anche noi un Ordine.

Nel frattempo teniamo duro e non facciamoci sfruttare troppo.

Ciao, Tom

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