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cecofuli

Utilizzo Di Immagini Prese Da Internet

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Ciao, mettiamo il caso di realizzare un documento a scopo di lucro. Per l'occasione si fa una ricerca in google per trovare alcune foto che useremo. Trovate! Ma abbiamo il diritto di utilizzarle?

Come posso usare un'immagine presa da Internet?

Dobbiamo innanzitutto dire che le immagini di Internet di solito sono "leggere" ovvero sono a 72 Pixel. Questa risoluzione non consente di stamparle perchè la stampa di qualità richiede almeno 300 pixel di risoluzione.

Dopo questa parentesi tecnica possiamo dire che e’ non facile definire quale legislazione si applichi a Internet.....supponendo che si applichi la legge Italiana la questione ritorna sul contenuto della foto.

La distinzione di fondo è fra foto artistiche e mere foto.

La foto artistica e' protetta (diritti economici) per 70 anni fin dopo la morte

dell' autore (i diritti morali non scadono).

Non e' chiara la definizione di "foto artistica".

Per semplificare possiamo definirla come la foto con cui l'autore (fotografo) esprime una sua creazione. Si tratta quindi di una foto in cui il fotografo "mette in posa le persone" o "crea situazioni che altrimenti non si sarebbero verificate".

Le mere foto, invece, si dividono in varie tipologie (art.87 l.d.a.):

Foto o immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale

Foto o immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita sociale

Foto di opere d'arte

I fotogrammi delle pellicole cinematografiche

Tali foto sono protette fino a 20 anni dalla produzione della foto a condizione che riportino le seguenti indicazioni (art.90 l.d.a.):

il nome del fotografo, o, nel caso previsto nel primo capoverso dell'art.88, della ditta da cui il fotografo dipende o del committente;

la data dell'anno di produzione della fotografia;

il nome dell'autore dell'opera d'arte fotografata (nel caso in cui si tratta di opera d’arte).

Se non sono riportate tali indicazioni la loro riproduzione non è considerata

abusiva e non sono dovuti i compensi relativi (art.90 l.d.a.)

In generel, se si vuole usare una foto presa da internet si dovrebbero guardare le disposizioni di “copyright” o i disclaimer” del sito.

Nei casi dubbi si puo’ richiedere una autorizzazione al gestore del sito, anche con una semplice email.

In ogni caso sarebbe opportuno citare la fonte.

FONTE

Cerchiamo di chiarire questo argomento...

Ciao :)


Modificato da cecofuli

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Un certo

Gian Marco Rinaldi, docente nel corso di Diritto dell’information technology, presso la Luiss Management

scrive questo:

Diritti sulle fotografie

Navigando su Internet è difficile trovare dei siti che non contengano immagini fotografiche. La domanda che normalmente si pone chiunque voglia costruire un proprio sito ma anche, più semplicemente, chi intende conservare le foto nel proprio computer ed al massimo diffonderle fra gli amici, è la seguente: "è possibile utilizzare liberamente queste immagini?".

Come è noto copiare sul proprio PC un’immagine da un sito (nonché l’intera pagina web) è cosa realizzabile in un istante. Inoltre la copia è assolutamente identica all’originale. Essa infatti, essendo il risultato ultimo di una serie di informazioni in bit, può essere riprodotta come identica nel momento in cui è possibile acquisire e riprodurre tali informazioni digitali.

È legale, pertanto, duplicare una foto trovata su un sito ed utilizzarla nuovamente?

Le fotografie, normalmente, sono tutelate dalla legge sul diritto d’autore (L. 22 aprile 1941, n. 633) in base a quanto disposto dagli artt. 87 e ss, a meno che, come vedremo, non manifestino un particolare valore creativo, nel qual caso, si ricade nella disciplina prevista per le ‘opere fotografiche’.

Preliminarmente è necessario comprendere entro che termini un’immagine è dalla legge considerata una ‘fotografia’ e pertanto disciplinata dagli articoli della legge. La nozione che l’art. 87 individua è la seguente:

Sono considerate fotografie ai fini dell’applicazione delle disposizioni di questo capo, le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell’arte figurativa ed i fotogrammi delle pellicole cinematografiche. Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili.

Nell’espressione ‘processo analogo’ cogliamo la possibilità di estendere la tutela anche alle foto digitali.

Al fotografo che ha effettuato la foto spettano alcuni diritti esclusivi di utilizzazione economica dell’opera che l’art. 88 elenca come:

Diritto esclusivo di riproduzione

Diritto esclusivo di diffusione e spaccio

Se però l’opera è stata realizzata nell’ambito di un contratto di lavoro, entro i limiti dell’oggetto e delle finalità del contratto, i diritti di cui sopra spettano al datore di lavoro (comma 2) Ugualmente, se taluno ha commissionato la foto di beni in suo possesso, a lui andranno i relativi diritti di utilizzazione economica, fatto salvo il pagamento di un equo compenso al fotografo.

Nel caso in cui si ceda il rullino oppure un analogo mezzo di riproduzione della fotografia (nella fotografia digitale si può intendere il dischetto supporto o l’unita di memoria in cui sono contenute le foto originali, se non sono state fatte ulteriori copie) , i diritti sopra elencati si considereranno ceduti a chi li riceve (art. 89).

Si ricorda poi una norma molto importante ai fini dell’utilizzazione in Internet delle foto. Difatti nell’art. 90 viene evidenziato con chiarezza che ogni esemplare della foto deve contenere le seguenti indicazioni:

Il nome del fotografo o dei datori di lavoro o del committente (dunque di chi detiene i diritti di utilizzazione economica)

La data dell’anno di produzione della fotografia

Il nome dell’autore dell’opera d’arte fotografata

Nel caso in cui tali informazioni manchino, la loro riproduzione – a norma del comma 2 dell’art. 90, non è considerata abusiva sempre che, però, il fotografo non provi la malafede del riproduttore.

Per quanto riguarda, pertanto, l’utilizzazione su Internet di immagini fotografiche trovate in altri siti possiamo provvisoriamente tracciare una prima indicazione: laddove esse contengano le indicazioni suddette è possibile la loro utilizzazione in altri siti nel caso in cui si sia ottenuta l’autorizzazione del fotografo oppure del datore di lavoro o del committente secondo i casi poc’anzi analizzati. Se tali indicazioni non sono presenti – come sovente avviene - tale obbligo non sussiste e la riproduzione può avvenire senza problemi. L’unico problema può sorgere nel caso nel quale il vero autore dimostri la mala fede dell’utilizzatore e dunque la sua consapevolezza in merito alla provenienza della fotografie nonostante la mancanza delle predette indicazioni.

L’art. 91 inoltre riporta altri casi in cui la riproduzione è lecita (salvo pagamento di equo compenso al fotografo, se è noto). È difatti lecita se viene inserita in antologie di uso scolastico o in opere scientifiche o didattiche. A questo proposito si può supporre che se si costruisce un sito con i fini suddetti si gode di quest’ulteriore libertà di riproduzione.

Inoltre laddove le foto siano state pubblicate su giornali o altri periodici (del tutto legittimo è ritenere inclusi anche i periodici ed i giornali on line), ed esse concernano persone, fatti d’attualità od aventi comunque pubblico interesse, la riproduzione anche in questo caso è lecita dietro il pagamento al fotografo – sempre che sia noto e la foto porti le indicazioni di cui all’art. 90.

Il diritto esclusivo sulle fotografie – in base all’art. 92 – dura vent’anni dalla produzione della fotografia, cioè dal momento in cui è stata scattata.

Le opere fotografiche

Altro tipo di protezione hanno le opere fotografiche alle quali viene riconosciuto un elevato grado di creatività. Queste, in base all’art. 2 della Convenzione di Berna del 9 settembre 1886 (nel testo riveduto con la convenzione di Bruxelles del 26 giugno 1948) resa esecutiva in Italia con L.16 febbraio 1953, n. 247, ricevono una particolare protezione. Difatti la tutela non è subordinata ad alcuna formalità ed ha la durata non di venti anni dalla produzione, come per le fotografie, ma fino al settantesimo anno successivo alla morte dell’autore.

Tali opere sono espressamente citate dall’art. 2, punto 7), della l.d.a. come oggetto di protezione da parte della legge (punto introdotto dall’art. 1, d.p.r. 8 gennaio 1979, n. 19). Pertanto non ricadono nella disciplina degli artt. 87 e ss. , relativa alle ‘fotografie semplici’ ma nella più ampia tutela che la legge prevede per tutte "le opere dell’ingegno di carattere creativo".

È evidente che sul grado di creatività non è possibile tracciare dei parametri oggettivi e dunque laddove sorga controversia è solo il giudice che di volta in volta dovrà prendere una decisione in merito appellandosi evidentemente a quello che è il gusto e le tendenze dello specifico momento storico-artistico, rispetto al mezzo espressivo della fotografia.

I ritratti. Una particolare disciplina è prevista per i ritratti (art. 96 e ss.). Innanzitutto sono previste delle norme a tutela del diritto d’immagine del soggetto ritratto; infatti l’art. 96 prevede l’obbligo per chiunque voglia esporre, riprodurre e mettere in commercio il ritratto di una persona di chiedere preventivamente il consenso di questa. Non occorre il consenso se la persona è nota e neanche se è fotografata in virtù di qualche ufficio pubblico che ricopre, o per ragioni di giustizia o di polizia, oppure per scopi scientifici, didattici, culturali, oppure perché la riproduzione è legata a fatti, avvenimenti, cerimonie di pubblico interesse o che comunque si sono svolte in pubblico (art. 97).

Anche nei casi di esclusione appena esposti è necessario comunque il consenso laddove l’esposizione o la messa in commercio rechi pregiudizio alla reputazione ed al decoro della persona ritratta (art. 97, comma 2).

Inoltre è da sottolineare che seppure il soggetto ritratto è un personaggio pubblico la sua immagine non può essere utilizzata, senza la necessaria autorizzazione, per fini diversi dal dare notizie od informazioni su tale personaggio (Cass. I, 6 febbraio 1993, n. 1503; Cass. Civ,. sez. I, 2 maggio 1991, n. 4785). Cioè in sostanza, volendo fare un esempio pratico non lontano dalla realtà di molte pagine web - specie di fattura artigianale -, non è possibile utilizzare immagini di calciatori, modelle, attori, politici, per propagandare o pubblicizzare prodotti o servizi, in maniera diretta od indiretta.

Nel caso in cui il soggetto fotografato voglia pubblicare o riprodurre il ritratto può farlo senza il consenso del fotografo dietro pagamento a quest’ultimo (sempre che sia noto e che siano presenti le indicazioni tipiche sulla foto ex art. 90), di un equo compenso. Dovrà inoltre aver cura di apporre sulla foto il nome del fotografo se figura sull’originale.

Dopo la morte della persona ritratta per l’utilizzo della sua immagine occorre il consenso del coniuge o dei figli o in loro assenza dei genitori. In mancanza di questi, dei fratelli delle sorelle o infine degli ascendenti o discendenti fino al quarto grado. In ogni caso vanno rispettate eventuali disposizioni del defunto.

L’elaborazione elettronica delle fotografie: "il caso Bernardini". Trattando delle immagini con programmi come gli editor grafici è facilmente possibile modificare una foto praticamente in ogni suo aspetto. È possibile cambiare i colori, "sgranare" l’immagine, aggiungere o togliere luce o contrasto fra colori, cambiare i soggetti, sostituirli con altri e moltissime altre possibilità. Seguendo le norme sopra esposte, se si intende lavorare su una foto di altri e poi riprodurla è necessario richiedere il consenso dell’autore. Però il problema è: chi è l’autore della foto una volta che ha subito delle modifiche di un certo rilievo?

Il problema si è presentato recentemente a proposito di una serie di immagini tratte dai manifesti della campagna elettorale di un noto uomo politico. Queste immagini erano state ritoccate e modificate al fine di parodiare i manifesti originali e svolgere della satira nei confronti del suddetto personaggio politico. Bernardini aveva creato un sito, tuttora esistente, nel quale raccoglieva questi finti manifesti, che intanto circolavano per e-mail e nei newsgroups, e nel giro di poco tempo aveva raggiunto un considerevole numero di queste immagini che, data la fama del sito, gli venivano inviate dagli autori stessi. In coda alla pagina web venivano elencati, per i ringraziamenti, i nomi dei vari autori.

Poco tempo fa Bernardini ha pubblicato un volume nel quale è presente una raccolta di queste immagini. A questo punto gli autori delle immagini, o per meglio dire i coautori, si sono sollevati contro il Bernardini per aver sfruttato le ‘opere’ che loro avevano contributo a creare.

La casa editrice ha affermato da una parte la non facile reperibilità degli stessi (di cui pure i nomi si conoscono data la presenza nello stesse volume di una lista degli stessi) essendo alcuni manifesti arrivati con più firme. Inoltre ha aggiunto testualmente (secondo quanto riportato da Repubblica.it) che "Quei materiali, poi, circolavano su Internet, e sul diritto di autore in Rete ci sono molti problemi: il dibattito è aperto e questo libro potrebbe aprire lunghe discussioni. Abbiamo pubblicato un volume che è di Mark Bernardini, e i materiali provengono dal sito di Mark Bernardini. Per quanto ci riguarda la questione finisce qui".

A questo proposito – cercando di analizzare giuridicamente questo caso – va premesso che la parodia, secondo la giurisprudenza, si risolve sempre in un’opera autonoma e distinta rispetto a quella di riferimento e non richiede il consenso da parte del titolare del diritto di utilizzazione economica. L’opera pertanto sarà imputabile solo al parodista e giammai, neanche in parte, all’autore dell’opera parodiata (Trib. Milano 29 gennaio 1996, in Foro it.,1996, I, 1426 e in Dir.Industriale, 1996, 479, n. MINA; Trib. Milano 15 novembre 1995 in Giur.It., 1996, I, 2, 749)

Sulla scorta di questa interpretazione e delle norme della legge del diritto d’autore (che non si vede perché non dovrebbero trovare applicazione su Internet) possiamo affermare, partendo dall’inizio, che coloro che avevano ritoccato le immagini originali, erano liberi di farlo senza chiedere il preventivo consenso anche al fotografo, oppure a chi deteneva i diritti delle foto pubblicitarie. Tantomeno era necessario richiedere l’autorizzazione del soggetto ritratto, che è personaggio pubblico e, proprio in quanto tale, oggetto di parodia.

A questo punto essi potevano considerarsi gli unici autori delle opere.

Il Bernardini per pubblicare le immagini sul sito doveva richiedere il consenso dei parodisti sempre che fossero noti e sempre che la foto riportasse i dati indicati dall’art. 90. Stessa, identica, procedura si doveva seguire nella pubblicazione del volume.

Al di là di questo caso, che presenta particolarità proprie, ogni qualvolta in cui all’opera altrui si aggiunge un proprio significativo apporto creativo si vien a realizzare un’opera comune. Che è qualcosa di distinto rispetto all’opera originale. Ai sensi dell’art. 10 della 633/41 infatti se l’opera è stata creata con il contributo indistinguibile ed inscindibile di più persone, il diritto di autore appartiene in comune a tutti i coautori. Ciascun autore può pertanto difendere il proprio diritto morale e l’opera non può essere modificata o utilizzata in forma diversa da quella della prima pubblicazione, senza l’accordo di tutti gli autori. Nel caso in cui uno dei due autori rifiuti in maniera ingiustificata il proprio consenso, ci si può rivolgere all’autorità giudiziaria perché dia il consenso necessario (art. 10, comma 2). In caso di opera comune il termine dei vent’anni si computa sulla vita del coautore che muore per ultimo.

FONTE

Ciao :huh:

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Si, ma il fatto è che no ho ancora capito se posso o non posso utilizzarle ... :( Cioè, faccio una ricera con goole, per esempio, col nome

CANE

e volgio usare la prima FOTO

Posso? Per me, in base a quello scritto sopra,si.

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Ceco, ho letto su renderglobal che hai un motivo per porti queste domande e credo che in ogni caso vada contattato il proprietario dell'immagine (quando il suo nome è chiaro e leggibile) o perlomeno l'autore del sito, perchè in effetti i diritti li detengono loro. Se si tratta di siti NON in inglese, è cmq consigliabile contattarli con una mail scritta in inglese perchè ormai è considerato l'esperanto mondiale. Se poi non ci dovesse essere un modo per poter risalire all'autore o a chi detiene i diritti di un'immagine, forse sarebbe consigliabile di volta in volta cmq citare il sito da cui è stata prelevata. Spero che ti arrivino risposte più precise, perchè è un argomento interessante per tutti.

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Il fatto è che vorrei evitare un ulteriore lavoro del cavolo ( scrivere decine di mail sparse per il mondo ), ovviamente sempre stando nella legalità.

Cioè vorrei capire se si può evitare la trafila di contattare tutte le persone. Mettiamo poi il caso che pure le persone che gestiscono il sito da cui ho attinto le immagini non siano le proprietarie, ma sono anche loro nella mia stessa posizione? Un macello...

Infatti io ho cercato immagini abbastanza anonime. Non sono andato sul sito della National geographics o del corriere della sera. Solitamente, su siti seri, mettono sempre in basso in piccolo un logotipo e quelle le scartano a priori.

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Non saprei... è una materia strana, vedi il problema delle immagini "rubate" a Merrygo e agli altri del topic... avevo già inserito un commento lì, riguardo il famoso Decreto Urbani che all'inizio prevedeva la tutela di quanto pubblicato in rete, considerando "documenti" tutto il pubblicabile, dagli mp3, ai pdf, alle foto delle vacanze ai txt... protezione che sarebbe stata attuata previa registrazione del materiale pubblicato presso Biblioteca Nazionale ed enti vari. Non so com'è finita la cosa, ma prevedeva l'ammenda anche per chi non registrava il materiale.

E in effetti senza una registrazione presso qualche ente di fatto non certifica che l'immagine X o il testo Y siano attribuibili a qualcuno.

Il discorso cambia per l'audio/video, chiaramente previa registrazione alla SIAE, ma per le immagini non so se ci sia un ente specifico o una albo che tuteli gli iscritti.

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Chiaro :D

E' che il discorso è ampio... a te servono immagini free, ma probabilmente vorrai anche tutelare le tue ;)

Il campo è lo stesso, è da capire se chi le pubblica mantiene ogni diritto (e se esiste un organo che tuteli questi diritti) oppure se la pubblicazione fatta in maniera "brutale" non tuteli per niente l'autore, e analogamente se chi preleva immagini (anche mettendo una dicitura che ne specifichi l'origine/autore) stia facendo qualcosa di illegale.

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Anch'io cercando ho trovato questo link, che elenca le leggi citate sopra:

http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#87

"CAPO V

Diritti relativi alle fotografie.

Art. 87

Sono considerate fotografie ai fini dell'applicazione delle disposizioni di questo capo le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere

Dell'arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche.

Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili.

Art. 88

Spetta al fotografo il diritto esclusivo di riproduzione, diffusione e spaccio della fotografia, salve le disposizioni stabilite dalla Sezione II del Capo VI di questo titolo, per ciò che riguarda il ritratto e senza pregiudizio, riguardo alle fotografie riproducenti opere dell'arte figurativa, dei diritti di autore sull'opera riprodotta.

Tuttavia se l'opera è stata ottenuta nel corso e nell'adempimento di un contratto di impiego o di lavoro, entro i limiti dell'oggetto e delle finalità del contratto, il diritto esclusivo compete al datore di lavoro.

La stessa norma si applica, salvo patto contrario a favore del committente quando si tratti di fotografia di cose in possesso del committente medesimo e salvo pagamento a favore del fotografo, da parte di chi utilizza commercialmente la riproduzione, di un equo corrispettivo.

Il ministro per la coltura popolare con le norme stabilite dal regolamento, può fissare apposite tariffe per determinare il compenso dovuto da chi utilizza la fotografia.

Art. 89

La cessione del negativo o di analogo mezzo di riproduzione della fotografia comprende, salvo patto contrario, la cessione dei diritti previsti all'articolo precedente, sempreché tali diritti spettino al cedente.

Art. 90

Gli esemplari della fotografia devono portare le seguenti indicazioni:

1) il nome del fotografo, o, nel caso previsto nel primo capoverso dell'art. 88, della ditta da cui il fotografo dipende o del committente;

2) la data dell'anno di produzione della fotografia;

3) il nome dell'autore dell'opera d'arte fotografata.

Qualora gli esemplari non portino le suddette indicazioni, la loro riproduzione non è considerata abusiva e non sono dovuti i compensi indicati agli articoli 91 e 98, a meno che il fotografo non provi la malafede del riproduttore.

Art. 91

La riproduzione di fotografie nelle antologie ad uso scolastico ed in generale nelle opere scientifiche o didattiche è lecita, contro pagamento di un equo compenso che è determinato nelle forme previste dal regolamento.

Nella riproduzione deve indicarsi il nome del fotografo e la data dell'anno della fabbricazione, se risultano dalla fotografia riprodotta.

La riproduzione di fotografie pubblicate sui giornali od altri periodici, concernenti persone o fatti di attualità od aventi comunque pubblico interesse, è lecita contro pagamento di un equo compenso.

Sono applicabili le disposizioni dell'ultimo comma dell'articolo 88.

Art. 92

Il diritto esclusivo sulle fotografie dura vent'anni dalla produzione della fotografia."

Perciò credo proprio che tu debba contattare i diretti interessati, cioè gli autori dei siti, o risalire a chi ha scattato le foto. Da quello che c'è scritto cmq è importante anche LO SCOPO per cui ti servono: per esempio, "La riproduzione di fotografie nelle antologie ad uso scolastico ed in generale nelle opere scientifiche o didattiche è lecita, contro pagamento di un equo compenso che è determinato nelle forme previste dal regolamento."

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Anche lui cita

Fotografie, foto artistiche, ritratti - Bisogna in questo caso distinguere se le fotografie hanno o meno un carattere artistico. Nel caso si tratti di semplici opere fotografiche, al fotografo spettano i diritti esclusivi di riproduzione, diffusione e spaccio (art. 88 l. 633/41), salvo il caso che l'opera sia stata commissionata in seno ad un contratto di lavoro (in tal caso degli stessi diritti sarà titolare il datore di lavoro). La tutela dura venti anni dalla data di realizzazione della fotografia.

Tuttavia, per la legislazione italiana vale anche un altro principio, in questo caso piuttosto favorevole alla diffusione delle opere fotografiche. L'art. 90 della l. 633/41 infatti prescrive che ogni esemplare della foto deve contenere:

1. il nome di chi detiene i diritti di utilizzazione economica (fotografo, datori di lavoro o committente);

2. l'indicazione dell’anno di produzione della fotografia, e - se la foto riproduce un'opera d'arte -;

3. il nome dell’autore dell’opera d’arte fotografata.

In caso di mancanza di tali informazioni, la riproduzione delle foto non si considera abusiva sempre che il fotografo (o il suo datore di lavoro) non provino la malafede di chi le ha riprodotte.

Quindi , ragazzi, nelle vostre foto/render, mettete le info sopra elencate e sarete tutelati anche a norma di legge, almeno credo...

Bisogna poi vedere cosa si intende per

opere scientifiche o didattiche

Cioè, devono servire come materiale di insegnamento? Insegnamento pubblico o privato?

L'opuscolo che sto realizzando tratta argomenti molto tecnici, quasi a carattere didattico.

Mooolto complicata sta diventando la questione... :blink2:

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Anche lui cita

Fotografie, foto artistiche, ritratti - Bisogna in questo caso distinguere se le fotografie hanno o meno un carattere artistico. Nel caso si tratti di semplici opere fotografiche, al fotografo spettano i diritti esclusivi di riproduzione, diffusione e spaccio (art. 88 l. 633/41), salvo il caso che l'opera sia stata commissionata in seno ad un contratto di lavoro (in tal caso degli stessi diritti sarà titolare il datore di lavoro). La tutela dura venti anni dalla data di realizzazione della fotografia.

E' prevista una dose minima :D e come viene quantificata... n° di pixel?

A parte gli scherzi... la tutela è sulle immagini, ma nel caso di un progetto architettonico/design e chi più nè ha più nè metta... il progettista è proprietario dell'idea di progetto, spesso una base cad che è quello che è ;) ma poi il grafico/designer che elabora le informazioni progettuali con scelte stilistiche su materiali, illuminazione, ecc... in che campo si trova? Di chi è la "paternità" dell'opera finale? Anche il progettista può richiedere diritti?

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Una questione che esula un po' il discorso iniziale

Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili.

Ma un render, è un disegno tecnico? Ma se si tratta di un render fotografico, che si fa? Ehh... :blink2:

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Be' esula e non esula, ammettiamo che io faccia dei render di "test" su un'edificio modellato da me sulla base di un progetto altrui... la pubblicazione che cosa comporta?

Ammettiamo di fare anche una semplice prova di GI, AO o altro su un modello che non sia la solita Sponza, ma magari un'opera recente dell'architetto X... è possibile?

I progettisti sono molto gelosi sulle rappresentazioni delle loro opere, basta vedere il materiale pubblicato sui siti personali di architetti/ingegneri, tutto materiale a bassa risoluzione e non si trovano immagini che non siano più grandi di un francobollo... quando le trovi ;)

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Si, ma io sto parlando più a monte, cioè, progetto, ralizzizzo i disegni tecnici e faccio i rendering, tutto io ( tanto per facilitare la cosa). Sti benedetti render sono disegni tecnici i fotografie? Se son disegni tecnici allora la normativa dovrebbe essere un'altra.

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Per motivi professionali pure io mi trovo nella stessa situazione di Ceco (e di molti altri qui su Treddì ovviamente).

A leggere quanto sopra mi pare di capire che l'utilizzo delle immagini, se non diversamente specificato (in modo implicito diciamo, mediante la pubblicazione in calce alla foto di tutti i dati identificativi del legittimo proprietario della stessa) non dovrebbe essere punibile. :blink2:

Ovvio che se prendo la foto da un sito dove, come disclaimer, viene riportato un testo del tipo "tutte le opere presenti in questo sito sono di proprietà..." eccetera, so già che usandola senza chiedere permessi potrei trovarmi nei guai.

Ma se in un sito queste info non compaiono, se le foto sono prese e messe li senza alcun dato inerente la proprietà "artistica" dell'immagine... beh, mi pare di capire che allora diventino di "pubblico dominio", e quindi utilizzabili liberamente.

Tra l'altro non dobbiamo dimenticare che anche nel 3d vero e proprio noi utilizziamo parecchie immagini: fondini, mappe ecc. Se dovessimo chiedere autorizzazioni per tutte le foto che usiamo per creare i nostri shader... :lol: e chi lavora più!

L'alternativa, per evitare di correre pericoli, è quella (dispendiosissima) di ricorrere alle famigerate Image Bank. Utilissime, ma per lavori con budget limitati spesso improponibili :(

Ma per la protezione dei nostri lavori, un bel bollino "Copyright" con nome e cognome in calce ai nostri render dovrebbe tutelarci abbastanza voi che dite? Tanto più che la scena originale è in nostro possesso quindi possiamo sempre dimostrare a chiunque chi sia il vero autore dell'opera. :)

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Probabilmente il render è più un'illustrazione, non apporta conoscenze tecniche utili alla progettazione (dimensioni, tolleranze, istruzioni di montaggio, ecc...) ma è solo descrittivo.

Io lo classificherei tra le immagini.

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Non ho avuto ancora tempo di leggere bene tutte le risposte precedenti (stasera lo farò di sicuro), l'argomento è molto interessante... Una volto raccolto tutto il materiale sarebbe una buona cosa riassurmelo a grandi linee per avere una guida e sapere come e cosa fare per tutelarci e non incappare in azioni illecite.

Per quanto riguarda la classificazione dei render (fotorealistici e non) credo rientrino nella categoria delle illustrazioni (tecniche, o cinematografiche, o artistiche...)

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@gtsix: la scena originale è difficilmente dimostrabile che sia di X o Y... non t'è mai capitato di avere materiale di altri da risistemare? A me sì, mi è stato passato materiale di provenienza sconosciuta, scene mezze costruite basate su progetti altrui!!!


Modificato da Macphisto

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Effettivamente le foto ( non render, che credo siano normati diversamente in quanto disegi tecnici) per essere protette a norma di legge ed essere sicuri al 100% dovrebbero portare tutti i dati riportati in rosso nel post precedente. Non so se un semplice copyright sia sufficiente. La legge è la legge, anche se poi sappiamo che un assassino che ammazza 1 persona può uscire di galera dopo 10 anni, ma questo è un discorso a parte... ( che mi fa girare il cazzo però... ).

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Poi è il classico casino di classificazione... fai un render fotorealistico di un frullatore, ci aggiungi quote in 3D, indicazioni progettuali e... il legislatore impazzisce :D

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l'opuscolo è a scopo di lucro?

non so bene le leggi ma penso che questo influenzi il giudizio sull'immagine che usi....almeno dal mio punto di vista...

io quando avevo fatto il lavoro di diploma ho usato diverse immagini specifiche sicuramente protette da copyright....e sinceramente non mi è nemmeno passato per la mente di chiedere il permesso...ma se contrariamente non era un diploma ma una ricerca per la quale venivo pagato penso che il minimo era contattare le persone interessate e chiedere il permesso.....

di leggi ce ne sono troppe...ma quella che serve manca sempre!!

cmq questo è un'argomento interessante....spero ci siano sviluppi.....lo seguirò con attenzione ;)


Modificato da luhna

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Uhm, è vero Mac, non ci avevo pensato... non mi è ancora capitato perchè quel poco di 3D che faccio è quasi sempre realizzato da zero da me.

Per un CD che sto preparando invece ho acquistato un modello (si tratta di un camion Scania Hi-res... se dovevo modellarlo io costava più il 3d del cd rom intero hahaha)... ma è naturalmente una cosa diversa.

In quel caso l'autore ha dato la liberatoria per l'utilizzo del modello. E ho la fattura :lol:

Mi dispiace solo che il render finale non sia tutto frutto delle mie manine sigh... la dura legge del "deve costare poco" :(

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