Vai al contenuto
xxxqi

I Videogiochi Un Forma D'arte?

Recommended Posts

Ok mi scuso per il titolo stile panorama e la lunghezza del post. La questione però mi ha sempre affascianto e penso che il forum di un sito di appassionati\professionisti sia il posto migliore per non essere deriso ;).

Il mio punto di vista è questo: per millenni ci siamo evoluti aggiungendo all'arte(in senso lato considerando anche i graffiti rupestri ;)) contenuti, spessore e se vogliamo dimensioni. Pensa ai filosofi, gli scrittori, i pittori, gli scultori, i musicisti fino ai moderni registi eccetera. Ora, se vogliamo, siamo arrivati ben oltre la quarta dimensione: pensa a come un videogioco abbia, o almeno potrebbe avere in se, tutte le forme d'arte sopra elencate, e a come ne integri di nuove. Prendi in considerazione l'animazione dei personaggi, la combinazione di quella del corpo con quella del viso per ottenere un attore vero e proprio.

Ora pensa al modo in cui tutto ciò ti viene reso utilizzabile. Parliamo di interaction design* allo stato puro =) .

Considera anche le tue emozioni mentre giochi: paura rabbia, gioia eccetera vengono amplificate come difficilmente avviene attraverso un libro o un film. Non dico ciò solo perchè ho avuto un'infanzia devastata dai videogiochi, ma perchè "facilmente" si potrebbe immaginare di trasferire gli stessi contenuti all'interno di un gioco. In un ambiente come quello di una realtà virtuale che meglio si presta a veicolarli, perchè più vicino al nostro modo di percepire il mondo. Quindi ecco che abbiamo un nuovo livello, una nuova "dimensione" per la nostra opera d'arte, quella delle emozioni. Che trae la propria forza da tutti i singoli elementi, le singole Arti.

Ok, a questo punto ti chiederai a cosa puntava il polpettone?!

La questione è semplice, se prodotti come i videogiochi hanno un tale potenziale, cosa stiamo aspettando a farli evolvere dal basso intrattenimento a una forma più nobile di esperienza (come il cinema). Tanto per tornare a delle argomentazioni un pò meno deliranti, prendiamo in considerazione lo stesso nome video-giochi. Insomma sono del parere che si possa, non eliminare il termine, ma creare un nuovo genere quello delle (perchè no) Esperienze, o realtà alternative o qualunque cosa venga in mente al reparto marketing della vostra azienda.

Perchè realtà alternativa e non virtuale? Per lo stesso motivo che diceva Morpheus a Neo ;)...È Inutile, ho provato a evitare il riferimento banale ma...o lo dicevo io oppure qualcuno mi avrebbe dato del "fan di matrix" senza conoscere i predecessori come il "Tredicesimo piano" o le opere di Poe, Lovecraft eccetera :P . Qual'era il motivo dunque? Che la realtà non è altro che una simulazione di matrix!!! Scherzo...ma la cosa importante è che l'ambiente potrà anche essere artificiale ma le emozioni sono vere ed è su questo che a mio parere bisogna puntare. Tornando al motivo principale della discussione, perchè non abbandonare le logiche del gioco, della grande produzione stile hollywood, dell'opera fine a se stessa(come la visione di un film) e passare a una nuova filosofia. Penso ad un'esperienza in continua evoluzione senza livelli, punti, power up. Senza banalità da film americano. Un qualcosa che ti arrichisca come un buon libro e ti attacchi alla sedia come un buon film. Penso a un prodotto "artigianale" di qualità e stile così come, voglio credere, solo noi italiani possiamo creare.

Concludendo...Dicono che dobbiamo investire nella qualità altrimenti verremo spazzati via dai nuovi mercati orientali, ecco credo che questa potrebbe essere un'idea ( ho messo troppa carne al fuoco eh?! Ok scusate ancora ;) Cya).

*Per chi non frequenti certi ambienti faccio una breve parentesi: l'interaction design è la nuova frontiera(o per lo meno questo è ciò che si vuol far credere) del design in tutte le sue forme, spazia dall'ergonomia alla psicologia e ha il compito di inventare o migliorare, le forme dell'interazione tra l'uomo e i suoi prodotti. Oook il nome era di per se abbastanza esplicativo, ma per coloro che sono interessati alla produzione di videogiochi credo valga la pena andare ad informarsi sul tema.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
Guest p3dRo

mi trovo pienamente d'accordo e sono strafelice di sapere che c'è gente che la pensa come me...ora potrei iniziare a scrivere milioni di considerazioni, ma sono le 5 e sono troppo stanco per farlo...cmq mi ha fatto piacere leggere questa pagina prima di dormire, e in ogni caso questo discorso va portato avanti e approfondito, magari domani...

ciao e complimenti :Clap03:

p.s. potresti parlarmi meglio dell'interaction design? magari mi passi qualke link interessante, non ne so molto di questo argomento, ma vorrei approfondirlo


Modificato da p3dRo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

beh pensa ke io ho portato una tesi in scenografia. tra cinema e videogiochi...

son fermamente convinto che il mondo dell'intrattenimento videoludico... stia arrivando verso la dimensione + appropriata.. e cioè non a sostituire in cimena ma a creare una nuova forma di arte , voluta e cercata da sempre.. ovvero l'interattività all'interno di una fantasia (ricreato e forse privo di limiti.)

l'ondata di novità credo ke investirà tutti i campi dell'arte... da quello filosofico a quello pittorico...(provate ad immaginare cosa significherebbe per l'essere unamo.... preferire una storia d'amore con un simulacro digitale di una donna piuttosto che una relazione vera...in carne ed ossa xintenderci) questo tipo d azione provoca reazioni.. sia all'utente diretto ke a tutti gli utenti convolti indirettamente(esempio la propria ragazza, che si troverà a doversi controntare con una simulazione)come se già non avessero da confrontarsi abbastanza con le varie veline e i loro calendari.. (ps:e ke calendari complimenti alla Palmas hahahahaha)

forse un giorno vedremo nuove forme di interazione con gli altri(come x esempio l'avvento dei cellulari) nuovi linguaggi... nuove forme di sottomissione o di comando.

nuove forme di isteria nuove forme di pensiero....insomma un sacco di carne al fuoco heheeheheheheheheh

ciaoo a tuttii :Clap03::Clap03::D:D:TeapotBlinkRed:

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
Tornando al motivo principale della discussione, perchè non abbandonare le logiche del gioco, della grande produzione stile hollywood, dell'opera fine a se stessa(come la visione di un film) e passare a una nuova filosofia. Penso ad un'esperienza in continua evoluzione senza livelli, punti, power up. Senza banalità da film americano. Un qualcosa che ti arrichisca come un buon libro e ti attacchi alla sedia come un buon film. Penso a un prodotto "artigianale" di qualità e stile così come, voglio credere, solo noi italiani possiamo creare.

Se togli livelli, punti, power ups e banalità da film americano fai crollare buona parte dei capi saldi del videogame: piacere della conquista e storia coinvolgente; immagino che tu intenda creare un prodotto che dal mondo dei VG eredita solo la possibilità di clarsi in un mondo realistico ed interagire, quindi spingere su altri fronti ma non capisco quali. Scuserai la mia ignoranza ma cosa intendi in concreto?

*Per chi non frequenti certi ambienti faccio una breve parentesi: l'interaction design è la nuova frontiera(o per lo meno questo è ciò che si vuol far credere) del design in tutte le sue forme, spazia dall'ergonomia alla psicologia e ha il compito di inventare o migliorare, le forme dell'interazione tra l'uomo e i suoi prodotti. Oook il nome era di per se abbastanza esplicativo, ma per coloro che sono interessati alla produzione di videogiochi credo valga la pena andare ad informarsi sul tema.

Se mi permetti, non è tutta 'sta novità: chi sviluppa videogiochi effettua ricerca e sviluppo su questi aspetti del design dall'alba dei tempi...

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Mooolto interessante come spunto, decisamente.

E' vero, la tecnologia con la sua evoluzione sta aggiungendo sempre più realismo alle nostre esperienze "videoludiche", e questo non può che accrescere il potenziale di coinvolgimento nei confronti del giocatore.

C'è anche da dire che, e non so se sono malato io o meno, anche giochini per amiga che giravano una decina di anni fa sapevano regalarti emozioni anche forti (paura, eccitazione e così via). Uno che mi ricorderò sempre è Eye of the Beholder, graficamente ottimo allora, inguardabile secondo i canoni odierni, ma architettato in modo intelligente.

Questo per dire che, come ormai è risaputo, non si tratta solo della "grafica" o del realismo delle ambientazioni che fanno la bontà/coinvolgenza(!) del gioco.

Sono del parere che il cervello si adatti al media che ha davanti, trasforma gli sprite bitmap (EOTB) e i modelli 3d (HL2) in simboli che collega automaticamente a situazioni emozionali precise e vissute nella vita reale (paura, gioia, eccitazione... bene, male eccetera). Insomma, è un ottimo optional ma non fondamentale.

Se quindi non si tratta solo di grafica, significa che (altro concetto ribadito fino dall'alba dei tempi) la sostanza la fanno i contenuti, la storia eccetera.

E qui casca, a mio parere, l'asino.

Mentre sono disposto ad accettare una storia di puro intrattenimento (fantascientifico in Hl2, horror in Resident Evil, guerresco in Call of Duty e via dicendo), credo che rifiuterei un prodotto che dal puro svago volesse coinvolgermi in una esperienza di "realtà alternativa", almeno fino a quando avrò una realtà "vera" da vivere.

Voglio dire, è già abbastanza virtuale la vita che viviamo tutti i giorni (notizie virtuali in telegiornali virtuali, guerre reali nate su presupposti virtuali, fino ad arrivare a situazioni insipide e fondamentalmente inutili come quelle dei "reality" che di reale hanno ben poco... e si potrebbe andare avanti ancora e ancora!), trovo pericoloso andare a crearci altre realtà virtuali non credete?

Si parla sempre di ipotesi ovviamente, ma se in tuturo dovessero essere disponibili soluzioni HW per inserire totalmente gli utenti (sfruttando non solo la vista ma anche altri sensi) "dentro" queste realtà alternative, dal forte potere coinvolgente... il pericolo che la vera realtà venga persa di vista è a mio parere parecchio forte.

Vi fidereste di un prodotto del genere realizzato dalla Electronic Arts? Hehe!

Chi si farebbe garante dei contenuti di questi prodotti?

Chi ci assicurerebbe, soprattutto, che questi mezzi non siano in realta solo una evoluzione tecnologica del caro vecchio "plagio" mentale, del lavaggio del cervello?

Se leggi Socrate o Voltaire o Popper, accresci la tua cultura e sei TU a decidere cosa leggere e cosa "tenere" di buono nel cervello.

In una realtà alternativa prodotta da chissacchi, intesa come "esperienza totale", una realtà virtuale nella quale rifugiarti quando torni a casa stanco dal lavoro, il processo di discriminazione/scrematura dei contenuti potrebbe diventare nullo... e si finirebbe per assorbire come oro colato, come taluni fanno già con la televisione, ogni cosa riproposta dal mezzo. Alienazione e plagio.

Sarò pessimista ma la vedo così.

In un mondo dove pilotare le masse sta diventando sempre più fondamentale (vedi quegli imbecilli di Kamikaze e quegli altri imbecilli che hanno votato Bush... ma la stessa cosa succedeva mille anni fa con le crociate, quindi il concetto non è poi così nuovo), la prospettiva di poter pilotare il pensiero in modo così capillare credo potrebbe far gola a molti. Anche per motivi meno drastici di guerre sante o guerre per il petrolio.... hehe, messaggi del tipo "compra i sofficini, compra i sofficini, COMPRA I SOFFICINI" sarebbero pericolosissimi per il nostro equilibrio mentale! :lol:

Quindi una esperienza, per quanto totale e coinvolgente, dovrebbe secondo me rimanere entro i canoni dell'intrattenimento. "Finito la partita? Ok stacco la spina, torno alla vita vera". Senza però scordare che anche un videogame "totalmente" coinvolgente potrebbe comportare una bella dose di alienazione, più di quanto non sia oggi.

E sempre senza contare che messaggi "plagianti" più o meno nascosti si potrebbero trovare anche in un videogioco! Haha, pessimismo cosmico eh?!

Io non sono un gran videogiocatore (e i compagni treddiani che mi hanno visto giocare a UT contro di loro possono confermare dhehehe!), ma non nascondo che i videogames mi divertono. Ma sono confinati proprio solo in quella sfera, quella del divertimento, e chiuso.

Tuttavia a volte ho come l'impressione che tutta questa tecnologia, tra videogame, internet (campo nel quale lavoro per altro), comunicazione globale istantanea... beh, ho come l'impressione che tutto questo sia già una realtà virtuale, e che mi distolga talvolta dalle cose veramente importanti.

Sono il solo? Chissà...

Gittì ;)


Modificato da gtsix

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Bene, bene, bene...Sono felice che almeno qualcuno abbia trovato degna di risposta la discussione! Allora risponderò a tutti (oggi parto dalle undici di sera e non dalle quattro!) in ordine.

Per p3dRo

Questi sono alcuni titoli che ti consiglio di leggere (io non li ho letti ancora tutti, ma sono disponibile per chiarimenti su quelli letti. Cmq ti farò avere anche una lista di link utili.).

Howard Rheingold, “Smart Mobs. La rivoluzione

sociale prossima ventura”, Cortina Editore,

2003

Stefano Gulmanelli, “PopWar. Visioni libertarie

nell’uso delle nuove tecnologie”, Apogeo,

2003

Derrick De Kerckhove, "Brainframes"

Baskerville,1994

Pierre Levy, "L'intelligenza collettiva"

Feltrinelli, 1996

Carlo Infante, "Imparare giocando.

L'interattività tra teatro e ipermedia", Bollati

Boringhieri, 2000

Carlo Infante, “Performing Media. La nuova

spettacolarità dela comunicazione interattiva

e mobile”, Novecento Libri, 2004

Per neogen01

Vedo che la pensiamo allo stesso modo, infatti nessuna forma d'arte ha mai soppiantato le precendenti, al massimo le ha arricchite di nuovi punti di vista e di nuovi contenuti (che poi è questo il bello!). Sul fatto che si debba aver paura su questo genere di tecnologie ho i miei dubbi. Ovvero, siamo in una fase di transizione è normale aver paura di quello che ci aspetta. Si tratterà di rimettere in gioco tutte le nostre conoscenze e modificare noi stessi, inevitabilmente. Abbiamo visto in che modo hanno cambiato il nostro linguaggio e il nostro modo di vivere i cellulari, la tv eccetera. Ma alla fine il mondo è crollato? No! Chi era una pecora è rimasto tale, gli altri hanno sfruttato ciò che di buono poteva esserci e bon, si va avanti. La tua ragazza dovrà preoccuparsi, se tu ti innamori di un avatar, perchè sei un alienato di tuo! :D Direi che da sempre le nostre ragazze ci hanno dovuto dividere da ciò che ci appassionava e che in un certo senso ci alienava. Pensate allo sport, allo studio, agli amici. Una persona acculturata è probabile che abbia passato buona parte della sua vita immerso nei suoi libri, assorto, coinvolto nella sua realtà. Fatta di storie, personaggi ed emozioni, questo fa di lui\lei un alienato? Dareste dell'alienato a Umberto Eco?

Alla base di questo ragionamento, a mio parere, c'è un problema culturale. Mi spiego. Le vecchie generazioni non vedono di buon occhio ciò che per noi è stato il pane quotidiano, con cui sappiamo interagire perfettamente, del quale conosciamo i linguaggi e i limiti. Ecco quindi che, per ingnoranza(non in senso offensivo), hanno deciso che era sbagliato e hanno spinto per generare in noi un senso di rifiuto e vergogna, così come traspare da alcuni dei vostri post e che io stesso sento. Ma non dobbiamo lasciarci irretire da chi punta il dito verso le nuove tecnologie. In ogni periodo ci sono stati gli stessi dibattiti per una serie sconfinata di forme di comunicazione (penso alla musica, o alla tv) e di abitudini sociali (le discoteche, il sesso). Ma sono come le maree, sta a noi starne fuori e tentare di vedere il moto generale.

Col tempo impareremo a usare anche questo genere di tecnologia. Uso il termine tecnologia nella sua accezione di estensione di noi stessi. Così come la nostra fantasia o i nostri sogni. Per quelli che a questo punto sono tentati dal dire la classica frase "i videogiochi non sviluppano la fantasia" ho due cose da dire:

1)Siate originali.

2)Qualsiasi costruzione mentale creata durante la lettura di un libro, viene assemblata da elementi preesistenti nella nostra memoria. Perciò nulla di nuovo. Solo ciò che ci è sconosciuto ci arrichisce. Parlo dal punto di vista visivo.

Lo stesso discorso si può fare, al contrario, per quanto riguarda i contenuti dei format televisivi e quelli di un libro.

A questo punto, prima che me ne dimentichi, volevo introdurre la questione del coinvolgimento. Per chi non lo ha ancora visto "Finding Neverland"(non mi ricordo il titolo italiano cmq è del 2004) affronta, tra i tanti, un tema molto interessante, quello del limite tra realtà e fantasia. Non sto a dilungarmi, ma ciò che penso è che solo chi ha il coraggio di lasciarsi trasportare da un'esperienza (sia questa una fantasia un gioco o quant'altro) potrà coglierne tutti i significati, il valore e crescere di conseguenza. Esattamente come fanno i bambini mentre giocano.

Per la_piaga

Hai capito il punto della discussione, l'eliminare i power ups i punti e i livelli se ci pensi non è una grande perdita. Sono tutte sovrastutture utili quando non hai una trama forte che manda avanti la storia, quindi innescano quella competizione altrimenti inesistente. Pensa ora agli attuali rpg mmorpg, o a titoli come gta in versione multiplayer (cosa a cui effettivamente stanno lavorando). Le dinamiche di gioco e le storie diventano incredibilmente più complesse e dinamiche. Automaticamente vengono a crearsi una serie di meccanismi, tipici delle comunità reali come l'aggregazione, gli scontri e le storie tra singoli individui. Pensate alle potenzialità! A tutto ciò ci si può aggiungere una sorta di trama generale, o di legge che regoli e indirizzi i comportamenti delle masse.

Hai ragione quando dici "Se mi permetti, non è tutta 'sta novità: chi sviluppa videogiochi effettua ricerca e sviluppo su questi aspetti del design dall'alba dei tempi..." il "(o per lo meno questo è ciò che si vuol far credere)" si riferiva esattamente a quello che dici tu. Certamente ti puoi immaginare il livello di complessità che raggiungerà a breve questa branca dell'interaction design. Al di là dell'interazione tra te e la macchina, occorre pensare anche all'interazione tra te e il "mondo che ti circonda", e a quello con i personaggi. Sarai d'accordo che nonostante siano decenni che le software-house producono videogiochi, il livello dell'intelligenza artificiale dei personaggi, sia ancora relativamente basso. Si potrebbero inaugurare interi corsi universitari su questo. Tu mi dirai che già esistono. È vero ma non direttamente incentrati sulla creazione di esperienze. Questo perchè non vengono viste nella stessa ottica del cinema, dello sport, delle lingue eccetera.

Per gtsix

In parte credo di aver risposto al tuo post con quanto ho scritto prima :huh: . Cmq, mi ricordo anch'io il primo Resident Evil e se ci penso me lo ricordo con tanto di normalmapping e displacement, ma sono sicuro che rivedendolo avrei bisogno di un tir di antiemetici per non rimettere :D. Detto questo non volevo riferirmi escusivamente all'aspetto grafico (che rimane quello che preferisco e comprendo meglio, non essendo un programmatore...o almeno non più :( ). Però è ovvio che gli aspetti legati alla fisica, all'animazione all'intelligenza artificiale, ai dialoghi e alla musica difficilmente si sarebbero potuti integrare in un gioco come il primo Monkey Island. Sono d'accordo sulla questione del cervello che automaticamente converte per noi degli stimoli, diciamo iconografici, per meglio adattarci al prodotto. Così come avviene anche per il teatro. Si tratta solo di rendere il processo più leggero o quasi inesitente.

Sulla questione della pericolosità...non so, credo che per chi è nella fascia dei cosidetti "sani di mente", il problema non si ponga. È un pò come per il bungee jumping, per quanto tu possa andare in basso, alla fine hai qualcosa che ti porta indietro. Per una mente non molto equilibrata effettivamente il problema si pone.

Per gli altri argomenti che hai sollevato alla fine si va un pò fuori tema, ma visto che ci sono. Posso prendere spunto da Schopenhauer e dirti che visto che tutti suoniamo la stessa musica quando vai a leggere l'opera di autore e come se imparassi gli spartiti della banda musicale della quale fai parte. In parole povere il libero arbitrio è un illusione. E per essere ancora più preciso se quando vai a lavoro trovi la strada tapezzata dai manifesti di B., se sei predisposto per farti plagiare nulla ti può salvare. Un altro esempio. Avete notato la quantità di film sulla guerra sfornati dal cinema americano? "Salvate il soldato Ryan", "Pear harbor", "La guerra dei MONDI" eccetera? Ora io sarò anche paranoico, ma se fossimo un attimo più critici non credo che andremo a vedere il la propaganda del governo americano al cinema, come negli anni '40 (per quanto incredibilmente ben realizzata).

Per rispondere alla tua chiusura: è una questione di valori(madonna che termine qualunquista! I beg your pardon, sir!), se non hai niente di meglio da fare è ovvio che ti chiuderai in casa, io personalmente è da 2 anni che non tocco un gioco se non d'estate per un multiplayer con gli amici.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ghgh, bella discussione. ^_^

Rispondendo a Neogen hai risposto in linea di max anche alle argomentazioni che ho sollevato nel mio post.

Ma visto che sono andato fuori argomento... definisci meglio il concetto di "esperienza" o "realtà alternativa", perchè dallla tua descrizione, anche se approssimativa, mi sembra di capire che ne intravedi parecchie potenzialità e tutte positive. Magari intendiamo solo prodotti diversi! :)

Per quanto riguarda il discorso tecnofobia direi che decisamente la cosa non mi tocchi hehe! Non sono contrario alla tecnologia, come molti qui su Treddì, io con la "tecnologia" ci campo. Non mi piacesse avrei già cambiato settore. ;)

Ma ho, o credo di avere, l'obbiettività per vedere anche gli aspetti negativi delle varie tecnologie che abbiamo a disposizione.

Come sempre non è il mezzo che può essere cattivo, ma l'uso che se ne fa.

Esistono anche libri buoni e libri cattivi, non 'è bisogno di scomodare sempre la tecnologia.

Parlando di mezzi di comunicazione/intrattenimento di massa, la Tv per quanto mi riguarda, è al 90% spazzatura. Un veicolo per lobotomizzare gli spettatori, per lo più. 2 Programmi decenti e 1000 stupidaggini.

Potrebbe essere un mezzo favoloso, in passato ha aiutato il processo di alfabetizzazione degli italiani, ma ora come ora, come viene usato? Non intendo usato da noi, ma "usato" da chi ne decide il palinsesto e i contenuti.

Quando parli della popolazione sana di mente... sostanzialmente non influenzabile dai media (anche se non ho capito l'esempio del Bungee)... ritieni sul serio che nessuno di noi sia influenzato dai media? In nessun modo? Se è vero,come dicono alcuni filosofi e anche tu, che il libero arbitrio non esiste, questa affermazione contraddice la precedente.

Noi siamo continuamente influenzati, da tutto e tutti: dalla fidanzata, dagli amici, dai genitori, da ciò che leggiamo e da ciò che vediamo. E inevitabilmente anche dai media. Chi più chi meno, ovviamente, e magari su argomenti diversi (uno viene maggiormente influenzato sul credo politico, un altro sulla marca di Jeans da comprare)

Di plagiati "totali" credo e spero che ce ne siano pochi, ma un mezzo come quello di cui si parla in questo thread avrebbe una potenzialità "plagiante" ben più potente della TV, appunto perchè totalmente immersiva sotto il punto di vista sensoriale.

E parlando di AlieNazione, ovvio che Eco non è un alienato. E' solo vanitoso, ma se lo può anche permettere hehe! E non era un alienato neppure Schopenhauer. Ma si tratta di persone con una cultura vastissima, e con una intelligenza fuori dal comune.

Definisco invece "alienato", uno che vive solo ed esclusivamente a pane, acqua e Schopenhauer, senza conoscere (senza voler conoscere o senza la possibilità di conoscere) nient'altro che Schopenhauer.

Schopenhauer non era un alienato, lui si!

Tradotto -> Vivere in un mondo pensato da altri è un simpatico esempio di alienazione. ^_^

E, tornando a noi, è di conseguenza potenzialmente alienante anche vivere in una realtà parallela, in un mondo che non è il tuo, tra l'altro neppure creato dalla tua fantasia ma da un team di sceneggiatori.

Puoi interagire con tutti i personaggi artificialmente intelligenti che vuoi, visitare posti mai visti e viaggiare nel tempo (insomma, un po' come il ponte ologrammi di Star Trek hehe), ma una cosa del genere, per quanto interessante, se ti prende sul serio secondo me è pericolosa.

E non so, un mondo dove la mia ragazza è gelosa di un avatar, sarò all'antica, ma a me mette un po' tristezza :(

Fin :ph34r:

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

indubbiamente esistono video giochi che a mio avviso sono arte allo stato puro. a tal proposito mi vengono in mente Ico e Shadow Of Colossus, entrambi titoli per ps2

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

Devi essere un utente per poter lasciare un commento

Crea un account

Registrati per un nuovo account nella nostra comunità. è facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.

Accedi ora

  • Navigazione recente   0 utenti

    Non ci sono utenti registrati da visualizzare in questa pagina.

×