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LucaRosty

Rappresentare la Luce , ovvero quando la Luce diventa il soggetto da valorizzare .

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Salve amici, tutti noi o in generale chi si occupa di Fotorealismo in ambito Archviz o design di prodotto , sappiamo il valore e il peso della luce in un render, e tutti bene o male la utilizziamo, seguendo svariate tecniche o metodi di lavoro.

Ma vi siete mai chiesti o vi siete mai posti l'obbiettivo di "rappresentarla"?

Ovvero cosa cambia , nell'approccio al render quando è la luce stessa ad essere il soggetto da valorizzare , e soprattutto perché?

 

Questo è uno dei temi che discutero' alla prossima edizione dei DDD , e se gli impegni di lavoro me lo permetteranno è il tema di un articolo che ho in programma di scrivere e pubblicare qui su Treddi, ma è un tema che potenzialmente può generare una sana ed interessante discussione , quindi senza indugi e senza remore dite la vostra , nessuno , io in primis , può vantare una verità assoluta , ma tutti possono avere una opinione legittima ed interessante.

 

A voi la parola ;)

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io onestamente mi sono un po' allontanato dalla grafica 3D (pur mantenendola come fonte di reddito aimè)in favore della fotografia,ma l'argomento mi interessa per cui seguo con attenzione :)

Bravo luca e complimenti per la prossima esperienza del  DDD

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Tema interessantissimo. Per me la luce in un rendering si comporta come le emozioni in un film: qualcosa che non puó essere rappresentato direttamente, ma possiamo vederne gli effetti. Ha bisogno di un medium per esprimersi (materiali nel rendering, attori nel film), ma ha anche bisogno di un'idea forte e qualcuno bravo a dirigerla, rappresentarla, e raccontarla.

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21 minuti fa, Subale ha scritto:

io onestamente mi sono un po' allontanato dalla grafica 3D (pur mantenendola come fonte di reddito aimè)in favore della fotografia,ma l'argomento mi interessa per cui seguo con attenzione :)

Bravo luca e complimenti per la prossima esperienza del  DDD

Ciao Ale, non ti nascondo che quando ho pensato di aprire questa discussione mi sei subito venuto in mente e sai perché?

Semplicemente perché i veri artisti ed esperti nel "catturare" la luce e in qualche modo rappresentarla sono proprio i fotografi , e di gran lunga.

Perché se è vero che in ambito virtuale , si può "costruire" e progettare un abito su misura ad una determinata condizione luminosa, un fotografo deve fare i conti solo con la realtà che trova, cerca ed intuisce , quindi con un numero enoememente più elevato di incognite difficilmente gestibili.

Quindi se ti va', prova ad esprimere da fotografo come ti poni quando individui una condizione luminosa degna di nota , naturale o artificiale , e come agisci per catturarla e renderla protagonista.

Seguendoti ho imparato più di quanto tu possa immaginare e so' che hai molto da dire quindi vai a ruota libera ;)

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22 minuti fa, Pier Cravan ha scritto:

Tema interessantissimo. Per me la luce in un rendering si comporta come le emozioni in un film: qualcosa che non puó essere rappresentato direttamente, ma possiamo vederne gli effetti. Ha bisogno di un medium per esprimersi (materiali nel rendering, attori nel film), ma ha anche bisogno di un'idea forte e qualcuno bravo a dirigerla, rappresentarla, e raccontarla.

Concordo e mi piace come paragone ;)

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Il 11/9/2018 at 12:47 , LucaRosty ha scritto:

Ciao Ale, non ti nascondo che quando ho pensato di aprire questa discussione mi sei subito venuto in mente e sai perché?

Semplicemente perché i veri artisti ed esperti nel "catturare" la luce e in qualche modo rappresentarla sono proprio i fotografi , e di gran lunga.

Perché se è vero che in ambito virtuale , si può "costruire" e progettare un abito su misura ad una determinata condizione luminosa, un fotografo deve fare i conti solo con la realtà che trova, cerca ed intuisce , quindi con un numero enoememente più elevato di incognite difficilmente gestibili.

Quindi se ti va', prova ad esprimere da fotografo come ti poni quando individui una condizione luminosa degna di nota , naturale o artificiale , e come agisci per catturarla e renderla protagonista.

Seguendoti ho imparato più di quanto tu possa immaginare e so' che hai molto da dire quindi vai a ruota libera ;)

no vabbè,sappi che hai fatto la mia giornata...mo mi licenzio ed esco a fotografare :)

a dire il vero io non mi sento cosi bravo da poter insegnare nulla...quello che posso dirti è che nella realtà in effetti la luce non è completamente gestibile dal fotografo,soprattutto se parliamo di luce naturale perchè basta il passaggio di una nuvola per cambiare drasticamente il valore luminoso della scena.

Ora per quanto mi riguarda io di solito vengo catturato dalla luce,in qualche modo è lei che mi chiama e attira la mia attenzione...insomma si mette in posa e mi dice "beh,che fai...non me la fai una foto?" di solito funziona cosi. Altre volte invece c'è un qualcosa che mi piace ma non mi soddisfa pienamente e allora li cerco di intervenire aggiungendo fonti luminose o deviando luci esistenti per indirizzarle dove voglio io.Il bello della fotografia è che ti muovi attorno alla luce,vedi come si comporta guardandola da diverse angolazioni ,impari a conoscerla piano piano e a sorprenderti di quanto bella possa essere.

Nel 3D forse il passaggio è inverso,sei tu che direzioni la luce e la sposti dove vuoi,in qualche modo può essere più semplice se hai le idee chiare in testa,ma molto più complesso se vai a casaccio.

Ma non fare il modesto,perchè sulla luce ne sai milioni di volte più di me....come dire io vado a naso,o a occhio :)

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Rappresentare la luce, ovvero la ricerca della perfezione. Personalmente, quando ho letto il titolo e l'introduzione del tread, mi è venuta in mente questa immagine:

 

11.jpg.536876bcd37d5d6a9592000cfb8c5609.jpg

(Il Martirio di S. Matteo - conservato nella Cappella Contarelli della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.)

 

Perché il mio primo pensiero a Caravaggio? Come è ben noto, durante una fase estremamente matura del pittore la luce prende forma, plasma i movimenti, le espressioni, gli attimi di tensione, il movimento universale inteso come pensiero supremo. Qui la luce non è soltanto sorgente, ma scrittura e poesia. Ora tornando alla questione come rappresentare e mettere in risalto la luce come soggetto? Immagino che ella debba plasmare ciò che colpisce e dare poesia visiva. Non credo che si possa rappresentare la luce come tale, ma ciò che definisce nella visione e nel'animo. Quante volte vi siete trovati a "illuminare" una stanza per un render? Certamente ci sono delle regole basi, si posiziona una fonte principale, luci secondarie e cosi via. Si lancia il render e tutto sembra scontato. Il render risulta essere corretto, foto-realistico, ma lascia sempre un po perplesso l'autore. Cosa manca? Cosa c'è che non va? Ecco secondo me in questo caso la luce non plasma, non rappresenta la visione, è sterile.

Ad esempio, in questo mio scialbo lavoro di qualche tempo fa, c'è una luce principale che illuminail tutto, ma altre sottostanti che cercano di "plasmare" le forme secondarie per darne risalto. E' giusto dire che cosi si rappresenta la luce? Non saprei, ma il mio studio ha seguito una direzione di creazione luminosa per determinare una forma, una emozione e una storia, dove colore-geometri-luce indirizzano lo spettatore. La luce è colore e forma.

 

5c1a99c50092710861ae420312602e24.jpg

(Minimal Art : ColorDesign by Marcelli Michele)

 

Quindi in che modo rappresentare la luce e la sua storia? La risposta a voi...

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Il 13/9/2018 at 08:57 , Subale ha scritto:

come dire io vado a naso,o a occhio :)

Io invece credo che da quanto hai condiviso sia evidente che si debba parlare di "istinto" o se vogliamo dell'"occhio del fotografo" che stai allenando e affinando nel tempo ;)

Grazie Ale per l'intervento e a mio avviso hai toccato molti aspetti importanti legati al tema, come il fatto di saper "osservare" , interpretare e se possibile plasmare  le condizioni, ove possibile e con le svariate tecniche, per valorizzare la luce.

 

E' evidente che il tema è enormemente ampio e complesso e soprattutto l'ho posto in modo molto generico senza specificare un obbiettivo o un contesto produttivo preciso, proprio per poter coinvolgere svariate figure professionali e ambiti applicativi , non a caso @Michele71 (grazie per il bel post) ha posto l'accento su un altro aspetto fondamentale ovvero il lato artistico, e di fatto i primi a porsi questa questione sono stati proprio i grandi artisti del passato.

Per valorizzare, rappresentare e rendere protagonista la luce è necessario conoscerla a fondo prima di tutto, sotto ogni aspetto, da quello fisico a quello artistico senza dimenticare il fatto che la luce è soprattutto percezione.

Nel tuo esempio Michele, tu hai utilizzato la luce per un determinato scopo , e anche bene perché le forme son ben rappresentate e valorizzate, ma il soggetto sono le forme/oggetti o la luce?


Edited by LucaRosty

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Sicuramente nel mio esempio la luce è un veicolo per determinare la forma. Quindi ella non è rappresentata come oggetto principale ma utile al fine. Ecco, secondo me, c'è un filo di rasoio che tiene in piedi le due soluzioni. La rappresentazione e valorizzazione della luce in che modo deve avvenire? Le forme e gli oggetti fanno al nostro scopo? 

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