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Buongiorno a tutti,

In un recente seminario mi è stato chiesto di intervenire a proposito dell'implementazione del BIM negli studi termotecnici. Il discorso era incentrato sulle difficoltà che incontra chi lavora all'interno dello studio e come aiutarli a superarle. Credo, a questo proposito, che lo scoglio più grande sia, come lo chiamo io, lo STEP 0, ovvero tutto l'insieme di novità "tecnologiche ed informatiche" a cui si trova difronte chi ha sempre lavorato al massimo in un CAD 2D e fatto i conti a mano sul diagramma psicometrico (caso reale), si parla di persone che raramente utilizzano un cloud come DropBox o similari e che utilizzano internet nella pausa pranzo per leggere le notizie di cronaca. Il passaggio al BIM di un qualsivoglia studio tecnico non è insegnare loro come si utilizza un software ma è uno STRAVOLGIMENTO del loro metodo di lavoro. E' un percorso in cui occorre informare dei pro ma soprattutto dei contro, dell difficoltà che comporta insegnare a diverse persone che apprendono in maniere diversa e, soprattutto, che vivono in una comfort zone da anni. Grazie al cielo si incontrano realtà illuminate e pronte ad accettare la sfida. Sono curioso di sentire esperienze soprattutto da chi ha subito questo passaggio. 

Buona domenica a tutti.

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Ciao Marco,

concordo con quanto hai scritto, spesso si pensa che "fare BIM" si facile... in fondo cosa cambia rispetto a prima? ora si lavora in 3D invece che in 2D,sono frasi che ho sentito spesso in giro.

Se le persone riescono a capire cosa vuol dire "progettare in BIM" allora riusciranno a trarne ottimi risultati, altrimenti si ridurranno a "dove di trova quel comando per fare quella cosa". Per quella che è la mia esperienza personale, nello studio tutti devono capire cosa comporti questo passaggio, che ci devono essere persone formate e referenti per la gestione del flusso informativo (chiamali bim coordinator o bim manager). Se il titolare dello studio non capisce cosa sia e vede solo tempi lunghi di preparazione, sicuramente non sarà interessato a portarlo avanti, ma come dici tu, anche chi è abituato alla sua confort zone deve fare uno sforzo per essere parte del processo di cambiamento. Ogni cambiamento comporta dei sacrifici da fare (da parte di tutti) e se non si vedono ( o vengono spiegate e capite) le potenzialità e i vantaggi sarà difficile andare avanti. Il cambiamento più grande, secondo me, è proprio il tipo di approccio alla progettazione che deve cambiare.

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Entro in questa discussione non tanto portando una mia esperienza, anche se ne avrei da raccontare ma con una riflessione.
Si parla massicciamente di BIM. Coordinatori, specialisti e manager sono ormai più diffusi degli avvocati. Esperti del processo su linkedin ce ne sono a bizzeffe e a quanto vedo pare basti andare ad una decina di convegni per essere espertoni. Il CAD come tutti ormai sanno, ha sostituito uno strumento che ancor oggi fa la sua bella figura come memorabilia in moltissimi studi. Il tecnigrafo. La transazione è stata lenta ma sicuramante meno dolorosa di quella attuale. Nonostante ciò viene ancora utilizzato e la maggior parte dei 500.000 (circa) iscritti ai vari albi e ordini, nel processo BIM non è nè coinvolto nè tanto meno interessato. A questi professionisti, ai quali sommo i millemila disegnatori che ogni giorno operano più o meno nell'ombra, secondo voi, è corretto suggerire l'adozione di un software BIM oriented, utilizzando dello stesso le sole caratteristiche che lo rendono a loro appetibile? Ne trarrebbero comunque giovamento? Sarebbero comunque vettori di un cambiamento anche se a loro insaputa?

FORMAZIONE e SERVIZI BIM ORIENTED
 

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  • 3 months later...

Mi inserisco a gamba tesa sul discorso MEP per chiedere, secondo voi, quali sono i CRITERI BASE che una realtà medio piccola dovrebbe adottare per scegliere una soluzione BIM piuttosto che un'altra.
In questi mesi, come sono fioriti i BIM specialist, manager ecc... sono fioriti anche MOLTE soluzioni alternative a Revit... faccio degli esempi dai costi molto differenti, si va da DDS-CAD a Bricscad+Modulo BIM (su cui fare girare i vari ATH ecc...) ... ce ne sono sicuramente altri ma è solo per intavolare una discussione su basi reali.
Una realtà che si occupa di impianti a 360° secondo voi da dove dovrebbe partire con le valutazioni per la scelta??
Grazie per il supporto, siamo pochi.. vi prego non perdiamoci di vista :Clap03:

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Buongiorno, per quanto riguarda queste realtà spesso non hanno molta scelta se non l adeguarsi alle piattaforme utilizzate dai chi gli "passa" architettonici o elaborati. Guardandomi attorno non sono ancora riuscito a trovare un alternativa valida a Revit per le mie esigenze, anche perché nessun software unisce ancora calcoli energetici secondo norma e modellazione BIM degli impianti. 

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quindi mi confermi che, AD OGGI, neppure Revit lo fa.... se non associandolo a plugin abbastanza costosi come MAGICAD?
Oppure Revit è una buona base di partenza per muovere i primi passi nel mondo BIM diciamo Out of the box?
Perchè i calcoli sono veramente la bestia nera del mondo MEP a mio avviso.
e all'interno del MEP gli Imp. Elettrici sono quelli più indietro di tutti.

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Magicad non fa calcoli che seguono normativa, Magicad è soprattutto un Plug in molto costoso per velocizzare la parte di modellazione e per bilanciare reti etc ma non ha all'interno calcoli energetici per effettuare, ad esempio, verifiche di ex Legge10 o APE. Ad ora opero ancora in 2 ambienti diversi. Software termotecnico e Revit. Se vuoi approfondire il discorso mi trovi anche disponibile su LinkedIn dove magari ci scambiamo il numero o la mail personale. Sempre disponibile. 

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Si scusa ho fatto un po' di confusione... ok tutto chiaro.
Mi chiedevo solo ... tu consiglieresti ad uno studio piccolo di investire su Revit nudo e crudo con relativa formazione oppure andare al risparmio (relativo) usando software differenti che devono essere associati sempre o quasi ad altri plugin o software terzi per ottenere un modello BIM esportabile decentemente senza impazzire verso Revit o altre piattaforme?

Perchè dal punto di vista energetico ora ho ben chiaro cosa intendi... ed effettivamente non c'è nulla (c'è insight ma non credo che sia localizzato per l'Italia)
Dal punto di vista di dimensionamento reti impiantistiche però Revit così come ti viene fornito da Autodesk non è così immediato e "pronto all'uso" come potrebbe esserlo se accoppiato con Magicad. Dal punto di vista delle reti idrauliche infatti magicad credo che sia aggiornato alla UNI ...Revit?

Per quello che riguarda le alternative invece non saprei proprio che pesci pigliare visto che non c'è documentazione se non quella di parte di ogni singola Softwarehouse.. non so... scegliere un software differente da Revit significa giocarsi il risparmio economico dell'acquisto in ore lavoro successive... sbaglio ragionamento??

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lavoro a roma e ultimamente ho collaborato con grossi studi di ingegneria-architettura che usano revit ,parlo di studi con 10-20-30 tra architetti e ingegneri ,con 10-20-30 postazioni revit ,ma,poi il gruppo che progetta impianti è sempre composto da 1-2 diplomati periti geometri ,anche giovani,che usano sempre e solo autocad 2d e fanno i calcoli a mano,il mep 3d non l'ho mai visto usare,figuriamoci il bim mep ,sono uno dei pochi che usa autocad mep e magicad

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  • 3 months later...

Ciao a tutti, sono un nuovo utente e come ninja3d vorrei capire meglio su quale applicativo andare per fare il salto dal 2D/3D al BIM. 
Il mio studio si occupa solo di termotecnica e prima di affrontare l'investimento mi piacerebbe sentire il parere di chi già usa un software come Revit MEP, Magicad, DDS  o sw analoghi.

Leggo che motocad usa Magicad, potresti cortesemente darmi la tua opinione?

Grazie a tutti

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