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Marco Gilli

I corsi di formazione su Revit MEP

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Buongiorno a tutti,

Mi scuso per l'assenza ma sono stato preso da un trasloco che ha assorbito ogni momento libero.

Tornando al post sono a chiedervi se avete esperienze, positive o negative, in merito alla formazione su Revit MEP.

Spesso ho trovato architetti ed ingegneri alle prese con la pura formazione sul software e nel momento in cui ho sollevato una domanda tecnica che il software non risolveva in modo intuitivo non sapevano come rispondere. Non sto parlando di cose strettamente tecniche ma banalmente flusso, perdite di carico o tipologie di impianto. Attendo un vostro riscontro augurandovi buona serata.

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Inviata (modificato)

Cerco di risponderti non da impiantista - non è la mia occupazione primaria - ma da istruttore.
Di corsi d'aula ne ho frequentati alcuni, oltre che svariati webinar; e porto due esempi estremi. Uno tenuto da un tecnico operante nel settore. L'altro da un Revit User non inserito nel mondo MEP. Entrambi i corsi avevano una partecipazione mista, la medesima durata ed erano suddivisi sostanzialmente in due parti, una generale introduttiva su Revit e una topica.

Corso1. Ho percepito una maggiore attenzione verso quanto si può fare in Revit. Più pratica, meno grammatica. Impostazioni, procedure, comandi, alcune "dritte" tecniche e procedurali di cui, per formazione tecnica, non ho compreso immediatamente il peso ma di cui ho comunque intuito la portata. Sui quesiti, ci sono stati alcuni problemi compensati dal classico "alla prossima lezione ti do la soluzione". E la soluzione, anche se parziale non è mai venuta a mancare.

Corso2. Netta sensazione di una eccessiva frammentazione nel programma. I punti cerano, c'erano anche molte slide, comadi ed impostazioni fatte ma ci sono stati momenti di ripetitività, alcuni frangenti frettolosi e credo superficiali. Sono stati toccati pressapoco gli stessi argomenti ma mi è rimaso il sentore di un software non all'altezza - cosa che so non essere. Meglio, la parte sulle domande dirette. Il docente lavora nell'ambiente ma troppo spesso si riferiva a programmi esterni, la cui cosa faceva arenare immediatamente l'argomento, nell'impossibilità di procedere oltre. 

 

Quanto agli argomenti comuni ai due corsi, la mia percesione è di non addetto ai lavori.
Sono rimasto deluso dalla parte elettrica poco approfondita per entrambi. Mi ha lasciato con l'impressione di essere di fronte ad un software immaturo - è davvero così? Poco sviluppata anche quella idrica, mi sarebbe piaciuto poter modellare quantomeno un semplice bagno, collegando ad un collettore, scarichi, sanitari, un radiatore ecc. Molto bene per entrambi quella di ventilazione e canalizzazione. In linea generale però pochi esempi concreti su cui lavorare - un file predisposto dove fare esercitazioni guidate sarebbe stato da me gradito. Ben approfondite le parti sul Copia/Controlla e non in entrambi, la gestione dei Workset.

Forse mi aspettavo qualcosa che in quelle ore non si può fare.


Ti lascio con una domanda: Come lo struttureresti un corso?

 

Ferruccio Della Schiava - ACI


Modificato da ferruccio della schiava

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Ciao, quello che hai descritto è un po' quello che si trova mediamente in giro. 

La parte elettrica è effettivamente poco matura mentre per quanto riguarda la parte idrica si può fare tutto quello che hai chiesto dai collettori nei bagni ai collegamenti con multistrato o materiali reali ma è un po' più complesso della parte aeraulica,che ha un ottimo effetto wow sui clienti. 

Per quanto riguarda un corso Credo vada studiato a misura delle richieste ma soprattutto dalle capacità di apprendimento di chi frequenta il corso ma soprattutto dalla voglia che hanno di imparare. Spesso sono persone obbligate dal mercato a cui di imparare non interessa nulla e ti chiamano per qualsiasi cosa. 

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Inviata (modificato)

Grazie Marco per il feedback. Sull'elettrico avevo avuto quella sensazione come pure sull'effetto wow ;-)
Mi è parzialmente ed aggiungo fortunatamente, estraneo il concetto relativo alla voglia di imparare dei corsisti. I corsi organizzati da me in prima persona sono generalmente frequentati da "volontari", professionisti desiderosi di apprendere e molto esigenti. La tipologia sovente migliore è quella del corso aziendale, in questo caso non si tratta neppure più di un corso ma di un vero e proprio aggiornamento professionalizzante, finalizzato ad uno scopo ben preciso. Di altra natura sono quelli in genere finanziati parzialmente o totalmente o con crediti formativi - a mio parere la morte di un certo modo di fare istruzione - attirano la tipologia peggiore di utenti. Quelli che non sono in grado di capire gli "obblighi" che il mercato gli impone e mi dispiace dirlo, a causa delgi stessi alla lunga soccomberanno.
Il catasto ha introdotto il DOCFA telematico ma io voglio consegnarlo a mano, con la scheda verde e disegnato a pennino e normografo...pura follia!

 


Modificato da ferruccio della schiava

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Revit è un software in evoluzione ed è nato per rispondere ad alcune esigenze del mercato (americano), in cui la progettazione impiantistica si basa più sulla parte aeraulica che non idronica. Come dice Marco, anche per la parte delle tubazioni si riesce a fare molto, soprattutto grazie al fatto che il BIM si sta diffondendo e si riescono a trovare cataloghi di famiglie dei vari produttori, per cui si possono inserire nel progetto tutte le connessioni ed accessori necessari (o almeno buona parte di essi).

La parte elettrica è sicuramente un pò più carente, per come la si vorrebbe, ma offre lo stesso diverse potenzialità che poi possono essere implementate in altro modo. Alla fine si vorrebbe che un solo sw facesse tutto, ma a volte bisogna accontentarsi.

Per quanto riguarda il discorso dei corsi invece, secondo me la parte MEP è ancora poco diffusa. Nei corsi è sempre difficile avere una uniformità di conoscenze e se si è digiuni del software è necessario investire un bel pò di tempo per spiegare come funziona Revit, quali sono i comandi principali (dove si trovano) ... riducendo la parte dedicata agli impianti. Se chi insegna poi non è un progettista, sicuramente imposterà tutto il corso più sui comandi che non su aspetti inerenti alla progettazione, forse basterebbe fare delle esercitazioni specifiche.

 

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Buongiorno, provo a trasmettere la mia esperienza nel tenere corsi su Revit MEP...in aula non è semplice. Spesso c'è una netta separazione anche negli studi piccoli tra chi sviluppa la parte meccanica e chi quella elettrica. Il rischio è che alla fine del corso qualcuno non sia felicissimo, si annoiano nella parte non di loro competenza e parlo di chi progetta da anni. Ovviamente chi è digiuno di MEP, come ancora ad oggi lo è l'80% degli utilizzatori di Revit, non riesce bene a capire la qualità della formazione con il risultato che ci sono formatori MEP che affrontano l'argomento in maniera secondo me troppo superficiale e dall'altra utilizzatori di un software BIM non ancora maturi nella consegna. 

L'altra problematica é il tempo. 

Il MEP può essere vastissimo, in ogni disciplina e sviluppato in Italia in modo più o meno raffinato. Quanto tempo uno studio ed un professionista può dedicare alla sua formazione? Sempre poco, spesso 2 o 3 giorni e vi posso assicurare che condensare le 3 discipline è praticamente impossibile. Quindi alla formazione spesso dovrebbe essere sviluppato un affiancamento sul primo o i primi progetti e qui pochi hanno il coraggio o le conoscenze. 

Infine una domanda sulla parte elettrica, cosa vorreste sviluppare in più? Questo lo chiedo perché alcuni hanno avuto le basi per svilupparle ma poi si sono fermati davanti ai tempi di consegna o anche ad altre problematiche inerenti alla consegna elettrica ovvero per molti basta avere il posizionamento dei simboli elettrici in una pianta.

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Buongiorno, condivido a pieno il fatto che occorra fare corso più affiancamento su progetti e aggiungo però che il rischio del "già che sei qui quanto vuoi per farlo tu così noi andiamo avanti" è sempre dietro l'angolo rendendo inutile il corso.

Una cosa che riscontro negli studi termotecnico è che sono tecnologicamente indietro e questo rende ancora più arduo l adozione del BIM. 

Per quanto riguarda la parte elettrica credo che a parte l ingombro dei corpi illuminanti, quadri, blindo e canaline non serva altro. Mi chiesero il posizionamento di prese e interruttori, tutto fattibile ma poi, per esempio, su un complesso di grandi dimensioni in scala al 100 non si sarebbero nemmeno visti quindi poi hanno abbandonato l'idea. 

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Ciao Marco, mi fà piacere fare due chiacchiere anche qui.

Più che il rischio di farlo fare ad altri a volte non c'è il progetto da sviluppare con un software BIM con le sue potenzialità.

Ad esempio in alcuni ambiti chiedono lo sviluppo delle pareti, in altri si potrebbe collegare ai quadri i vari terminali elettrici sia per avere l'arco elettrico ma anche una corretta assegnazione di quale circuito é assegnato.

Eppure spesso molti poi rispondono no va beh poi dopo vediamo in cantiere è inutile....

Quindi a parte il software che non sarà mai come ognuno lo vuole, trovo grosse difficoltà da parte di molti a capire che volendo si può ottenere molto di più da Revit ma che pochi hanno il coraggio di spingersi alla personalizzazione per le proprie esigenze.

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Vero, concordo su tutto. Ora però sto avendo la fortuna di lavorare con uno studio che crede in questa metodologia quindi mi ascoltano.

Esempio banale gli abachi. Gli ho parlato della possibilità di prendere tutti i dati dei locali (volume, occupazione, superficie etc) e utilizzarli con Excel per il predimensionamento di cassette e dei canali di aria primaria portandogli tutti questi dati su un file. Li si sono incuriositi e penso che per il prossimo progetto affineremo questo metodo.

Credo dipenda molto da quanta passione trasmetti al cliente e quanto lo incuriosisci. Bisogna pensare che loro sono in una posizione di confort "abbiamo sempre fatto così" e occorre dare loro l'inerzia per il cambiamento. 

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Se poi vuoi un dynamo preparato un pò di tempo fà per assegnare agli air terminal di tipo supply e return il fabbisogno assegnato allo space nei valori rispettivi di specified airflow che ti sei calcolato....chiedi pure...sarà da aggiornare come libreria ma funzionava.... :) 

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Beh, come si dice dalle mie parti, è come invitare un'oca a bere. Se me lo vuoi inviare per mail marcogll@hotmail.it lo accetto con piacere, grazie mille. 

Spero poi ci sarà occasione anche di incontrarci di persona in futuro. 

Grazie ancora. 

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Ciao @Neri Lorenzetto Bologna, ti do il benvenuto qui su treddi.com. Data la tua esperienza è di grande importanza il tuo contributo.

P.S. Se quelli dei "treni" mi avessero avvisato prima avrei fatto in modo di ricavarmi un paio di giornate o quantomeno una sera per andare a mangiare un boccone a insieme. Ci saranno altre occasioni.

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Ciao @ferruccio della schiava

Allego il dynamo per assegnare agli air terminal supply quanto indicato dentro allo space nella voce "Specified Supply Airflow" va aggiunto la libreria DynamoMEP e dovrebbe funzionare. Se trovate errori o la ampliate al solito ricondividete come io in genere faccio..... Provata ora su revit 2018.3 in inglese e funziona....

Poi farò un post di là per spiegare meglio quale sarebbe secondo me il workflow...e/o forse anche su Linkedin.....

Specified Space Air to Supply Terminal.dyn

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Come scrive Neri, nei corsi il livello dei partecipanti e le aspettative sono spesso molto diverse.

La parte MEP è sempre molto complessa da affrontare e spesso i partecipanti sono convinti che un software sia la "bacchetta magica" che risolve tutti i problemi. Credo che in un corso sia fondamentale far capire le potenziali del software, ma poi deve seguire la pratica su casi concreti. Per chi si approccia al BIM e a Revit, la difficoltà maggiore è comprendere che non si parla più di cad e che Revit può fare molto di più ... troppo spesso ho sentito dire "ma in cad lo facevo e con Revit non si riesce?" .

In realtà per ogni cosa ci vuole tempo (impostare template, famiglie, ...) che sarà ripagato in futuro, se si conosce bene l'obiettivo da raggiungere. 

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Inviata (modificato)

Salve, mi permetto di inserirmi in questa discussione dato che la mia società si occupa di consulenza BIM prevalemente per grandi società di progettazione ed imprese di costruzione, ed organizza corsi professionali, soprattutto per la disciplina MEP, proprio per formare professionisti e non "caddisti 3.0".

 

Per l'ambito MEP, trovare un corso che leghi, oltre a spiegare i "bottoni" di Revit, argomenti propri della disciplina, come cos'è un P&ID e come si produce, cosa sono le perdite di carico e conoscere almeno l'esistenza degli standard ASHRAE, fa la differenza tra un corso professionale ed uno da "Caddista Moderno".

Perchè se è vero che il BIM è il presente -> futuro, è altrettanto vero che il GAP tra i "bimmisti" ed i progettisti si sta ampliando sempre di più, proprio perchè le "nuove leve" sanno cliccare, quindi sanno impostare magari le preferenze di instradamento, ma poi non hanno idea del perchè inserire una curva flangiata e si bloccano, ed è proprio questo che preoccupa il cliente e lo fà frenare dall'adottare il processo BIM.

 

L'esempio lampante è un progetto importante che abbiamo seguito proprio per la parte impiantistica in Nord America, senza che scendo in dettagli noiosi, cercavamo ulteriore personale tecnico in grado di affiancare i nostri progettisti, ma non siamo stati in grado di trovarne di adeguati, quindi abbiamo deciso di assumere tre giovani professionisti e li abbiamo formati noi internamente.

Lo stesso corso ora lo proponiamo esternamente, con docenti con un bagaglio di esperienza tecnica importante, perchè per noi più il mercato è saturo di gente preparata professionalmente, più il mercato del BIM si amplia, con più commesse e maggiore visibilità internazionale per tutti.

 


Modificato da ferruccio della schiava

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Ciao Matteo, non mi pareva lo spirito del post pubblicizzare un corso quanto eventualmente esperienze didattiche oppure esperienze personali sia come formatori sia come fruitori della formazione. Io non amo usare i forum per questo tipo di attività, perdonami l'appunto oltretutto non sono neanche il moderatore qui in TREDDI. 

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Inviata (modificato)

Buongiorno @Matteo Proia e anche a te benvenuto su treddì e a questo gruppo.
Ringraziandoti per il tuo contribibuto devo però avvisarti che la pubblicità diretta non è permessa. Per quella devi parlare con d@ve - Fabio Allamandri, patron di treddì.com. Mi sono permesso di modifcare il tuo post e togliere il link.
F.


Modificato da ferruccio della schiava

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Mi hai frainteso non era mia intenzione usare questo gruppo per pubblicità, ma solamente per rafforzare la mia idea,

ferrucio della schiava mi ha anticipato nella modifica del post

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37 minuti fa, ferruccio della schiava ha scritto:

Buongiorno @Matteo Proia e anche a te benvenuto su treddì e a questo gruppo.
Ringraziandoti per il tuo contribibuto devo però avvisarti che la pubblicità diretta non è permessa. Per quella devi parlare con d@ve - Fabio Allamandri, patron di treddì.com. Mi sono permesso di modifcare il tuo post e togliere il link.
F.

 

Grazie per l'intervento repentino.

 

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2 ore fa, Matteo Proia ha scritto:

Mi hai frainteso non era mia intenzione usare questo gruppo per pubblicità, ma solamente per rafforzare la mia idea,

ferrucio della schiava mi ha anticipato nella modifica del post

Non è successo nulla e non è morto nessuno  ^_^ il mio compito è moderare ed evitare flames.

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Torniamo On Topic.
Tirando le somme avete espresso tutti le mie stesse perplessità e mi fa piacere leggerle, siete tutti istruttori (a vario livello e titolo).
Risulta palese che un corso d'aula, a dire il vero qualsiasi corso e soprattutto nel nostro ambito, non possa essere esaustivo, ma parte di qualcosa di molto più vasto e complesso. Farlo capire e metabolizzare non è affatto semplice. Concordo poi nettamente sul tempo a disposizione e sulla problematica di non poter accontentare tutti. Riscontro anche che, a nemmeno a metà corso base, in molti si rendono conto che in 40 ore non si fanno miracoli. Certi mollano subito dopo il primo approccio pratico perchè vanno all'abbordaggio di progetti più grandi della loro conoscenza dello strumeto o della metodologia. Con il MEP ho fatto lo stesso errore anni fa (e si che lo dovrei saprere da solo :P) per poi rendermi conto che dovevo fare un bel bagno di umiltà, gavetta e tanto studio.

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