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ferruccio della schiava

Il BIM per i singoli professionisti e i piccoli studi.

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Alcuni mesi fa postai un articolo su linkedin. Incentrandolo sulla mia area di competenza BIM, ovvero quella di passaggio dal livello 0 (CAD) ad un BIM di livello 1 (solitario); trampolino di lancio indispensabile per chiunque voglia raggiungere i livelli superiori: collaborativo e condiviso. Lo condivido.

"Come molti, preparo le slide per un seminario o un workshop che devo tenere. Alle volte ho in mente una buona idea, altre, parto da qualcosa di non ben definito e, con solamente un indizio, inizio a raccogliere il materiale. Ammassato sul desktop del secondo monitor lo dispongo e riordino, tagliando, cucendo e rimpolpando gli argomenti principali e spesso questo mi porta dritto alla conclusione.
Capita però che, lungo il tragitto di rifinitura, mi perda o mi accorga che non sto proponendo argomenti originali. Attualmente, con tutto quello che sul BIM si sta scrivendo, è difficile esserlo. Allora mi fermo e come per un rilievo che non torna, faccio un passo di lato per avere una diversa prospettiva. Capisco quindi che non dovrei cercare di accontentare una platea più vasta, ma rivolgermi a chi si riconosce in quel che propongo.

E questa è la mia proposta: il BIM per i singoli professionisti o per i piccoli studi.

Ho 30 anni di attività passata in piccoli studi che vivono di pratiche che nascono e muoiono in un paio di settimane, in cui il progetto con un mese di gestazione è un evento. Siete voi la mia platea, quella della palazzina di pochi piani, della villetta e della ristrutturazione dello stavolo.

Più di 500.000 mila sono gli iscritti a Ordini e Collegi del territorio, molti operano da soli, gli studi associati sono una minoranza. Alcuni parlano di queste realtà professionali come di una categoria destinata all'estinzione. Idea che rigetto in toto. Passerà molta acqua sotto i ponti prima che il BIM possa intaccare la piccola progettazione. In primo luogo perché chi si attiverà per migrare dal CAD avrà bisogno di tempo - 6/12 mesi - per raggiungere un livello di utilizzo autonomo. Secondariamente per i costi di hardware e software. Ultimo ma non meno importante è tempo da dedicare alla formazione, anch'esso un costo. potrebbe non essere un problema, se ci si ferma al "livello 1" (detto BIM solitario) ma inizia a diventare importante se ci si vuole elevare ad un tipo di BIM collaborativo.

Di conseguenza nei miei seminari e corsi propongo il BIM per "piccoli".
Quelli che non vogliono scomparire.

Sono comunque consapevole e concordo con l'idea che per complessità sia uno strumento che cambierà il modo di intendere la progettazione, forse più adatto a grosse opere e per realtà associative; difatti è da quelle in giù che inizia l'adozione. Ma come una berlina equipaggiata con motore di 2500cc a 130 all'ora, consuma meno di una 495cc che va alla stessa velocità, così il BIM tra le sue caratteristiche ne ha parecchie adatte a chi va più piano.
Uno strumento complesso e multidisciplinare dal quale estrarre ciò che serve per la professione.

Non mi vedrete fare dimostrazioni sul progetto, magari neppure mio, della torre di Babele costruita con migliaia di famiglie e sostenuta da un budget di qualche milione di euro. Userò la banalissima ristrutturazione della sig. Maria, con tetto massimo di 80/100.000€, progettazione compresa. Vi dimostrerò come sia possibile usare del BIM, più la M di Modellazione parametrica 3D, che la I di Informazioni. In aula vi insegnerò come disegnare proficuamente e sfornare tanto materiale interessante in modo semi-automatico. Il tutto con un budget ridotto. Con un portatile o un fisso da poche centinaia di euro (che sicuramente avete già) e con un spesa minima relativa al software (vi ricordo che Revit LT costa circa 600€ all'anno e spesso ve lo portate casa insieme ad AutoCAD LT).
Rimane la parte del 6-12 mesi, ovvero la parte necessaria all'apprendimento e all'autonomia. E' l'unica cosa che non vi posso insegnare, trasmettere, certamente ma la volontà di fare e la fretta di arrivare presto ad un obiettivo, che ricordo è il risparmio di tempo e denaro, è solo fattore vostro.
Il BIM è una rivoluzione, Revit è uno strumento e come tale deve migliorare il vostro lavoro quotidiano. All'interno del software ce n'è per tutti i gusti ed esigenze, voi state prendendo del tutto solo la parte che vi interessa...il meglio per voi.

Se siete al livello 1, non vi sarà difficile avanzare.
Una volta raggiunto e consolidato il primo obiettivo, non vi fermerete. Se collaborerete con un collega che ha seguito il vostro stesso percorso ma in una disciplina diversa, darete inizio ad una squadra BIM. Il che vi darà l'accesso a prospettive prima inimmaginabili. Consideratelo un punto di partenza ed iniziate; molti lo hanno già fatto ed altri lo stanno facendo proprio ora.

Ferruccio Della Schiava - ACI"


EDIL EDUCATION LAB - FORMAZIONE BIM ORIENTED
www.dellaschiava.it

 

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Mi trovo assolutamente d’accordo con questa linea di pensiero.

Lavoro in uno studio ”piccolo” da quasi trent’anni.

Da più di 10 anni utilizziamo quasi esclusivamente Revit avendolo inizialmente affiancato ad Autocad solo per generare modesti modelli 3d finalizzati ad una limitata fase autorizzativa delle pratiche minori. Ci siamo accorti subito che lo strumento aveva potenzialità ben superiori. Brevi e mirati corsi di approfondimento, uno sguardo al manuale, un occhio ai tutorial e Revit è diventato ora il Software dello studio.

Non siamo ancora però riusciti a farlo diventare un BIM collaborativo come lo definisci tu; la sua diffusione non è ancora abbastanza estesa e il vecchio e caro dwg continua ad essere richiestissimo.

Ultimamente l’attività dello studio sta “virando” verso il mondo dell’ interior designer e, mio malgrado, le preferenze della Direzione si stanno orientando ovviamente su 3Dmax.

Sto cercando di capire fino a che punto l’amato Revit possa dialogare con 3DMAX e viceversa sapendo benissimo che si tratta di due mondi diversi.

Magari, come spero, questo Club potrà aprire nuovi scenari….

Buon lavoro a tutti

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@taddeoeugo Grazie per il supporto. Sono stato più volte criticato per questa mia linea di pensiero. Mi difendo sempre dicendo che non esiste dirigente quadro senza operai. O similari. Molti sostengono che i piccoli chiuderanno, guardano all'estero ma a me la cosa sconcerta parecchio. Magari succederà ma molto in la nel tempo.
La collaborazione che speri si avvererà. Il sistema si sta espandendo a macchia d'olio, per ogni studio che fa il passo ce ne sono 10 che chiedono informazioni e, esperienze positive, spingono a farlo. Io credo nel contagio.
Quanto a Max, ho fatto render per anni, ultimamente anche da Revit--->MAX. Funziona bene, a patto di non pretendere di fare MAX--->Revit. Diciamo che per l' interior design, accoppiato alla progettazione hai due strumenti usabilissimi in coppia. Ognuno per la sua funzione.


EDIL EDUCATION LAB - FORMAZIONE BIM ORIENTED
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Mi persi il tuo post su Linkedin, ma credo tu abbia ragione su tutta la linea.

Mi permetto soltanto di aggiungere che, a tutti i livelli della filiera, occorre ancora molta evangelizzazione, soprattutto in Italia.

 

Fonti assai attendibili mi riferiscono che spesso, anche per partecipare a gare internazionali, società importanti aggiungono il BIM come una voce tipo il rendering... senza considerare minimamente il fatto che si tratti di una metodologia che abbraccia il progetto prima, durante e dopo la sua esecuzione.

In altri termini, senza avere la più pallida idea di cosa sia :D

 

In Italia le cose si fanno soltanto se uno è obbligato a farle, dunque se il quadro normativo assumerà un minimo di serietà nell'applicazione, almeno per certe categorie di lavori potrà esserci una svolta. Nel grosso, le società come Arup ecc. si sono già attrezzate. Ma tante altre società no, quindi anche professionisti più piccoli che potranno spendere esperienze come BIM manager o simili, potranno spero avere ulteriori occasioni professionali, nelle consulenze, nell'integrazione di servizi, ecc.

 

La filiera BIM per certi versi mi ricorda la filiera VFX, ci sono tanti ruoli... con la differenza che qui da noi c'è un mercato AEC molto solido da aggredire, a differenza di quanto avviene nel settore delle produzioni video.

 

Vedremo. Le potenzialità sono molte, ma la rivoluzione è ancora tutta da scendere in piazza.


"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (Marcel Proust)

"Due sono le cose infinite esistenti: l'universo e la stupidità degli uomini, ma sull'universo ho ancora qualche dubbio" (Albert Einstein)

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Ottimo, vedo che sei già un po' padrone della materia.
Sai che abito nell'Est del Nord-Est (Udine, per chi non lo sapesse) e qui arriva tutto molto dopo. Principalmente per abitudini difficili da intaccare e verso una ben consolidata diffidenza verso il nuovo. "Ho fatto così per anni" è un leitmotiv abusatissimo. Evangelizzare è difficile. Oltrepassare la barriera dei software pure, ma anche se lentamente il cambiamento avverrà, inesorabile, da noi come dappertutto. Perchè? Semplice, perchè conviene a tutti. Avremo modo di approfondire ancora.

Ho vissuto a fine anni '80 il passaggio dal tecnigrafo al CAD. Molto più complesso a mio parere. Dotarsi di hardware, imparare ad utilizzarlo, dotarsi di software ed imparare a disegnare anche se solo per trasferire le conoscenze dalla carta al video, è stata un'impresa e ci sono voluti 20 anni perché prendesse piede. Ora è uno standard di fatto!
BIM è' diverso e per nulla più semplice. L'hardware c'è, i software sono alla portata (quasi di tutti) purtroppo sono le teste da cambiare.
P.S.
Io ci andrei piano con i titoli tipo BIM Manager, Coordinator ecc. ne conosco almeno una cinquantina spuntati come funghi su Linkedin, poi vai a guardare i curriculum e prima facevano i pizzaioli oppure hanno fatto un corsetto di 40 ore ;-) argomento scottante che vorrei trattare, più avanti però.


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13 minuti fa, ferruccio ha scritto:

Io ci andrei piano con i titoli tipo BIM Manager, Coordinator ecc. ne conosco almeno una cinquantina spuntati come funghi su Linkedin, poi vai a guardare i curriculum e prima facevano i pizzaioli oppure hanno fatto un corsetto di 40 ore ;-) argomento scottante che vorrei trattare, più avanti però.

Si si, i piazzisti di polizze o di pannelli fotovoltaici. Ora tutti marketing o BIM fanno...

Esattamente come nei VFX sono tutti lead e supervisor, tipo a 22-23 anni :lol:

 

p.s. dopo il corso da 48 ore aggiungerò senz'altro nel cv la dicitura BIM Coordinator. Di manager ce ne sono troppi ;)


"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (Marcel Proust)

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