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sdallaro

Archicad 21 salverà in Revit?

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Buongiorno Signori,

 

la discussione che mi preme sottoporvi è questa:

recentemente rappresentanti di Archicad mi dicono che dalla prossima versione disponibile sul mercato, Archicad potrà salvare nativamente in formato Revit *.rvt .

La cosa mi ha sopreso dato che oramai lo standard *.dwg è così diffuso che offre la più completa trasmissione del disegno, ma che Autodesk conceda qualcosa dal Revit la vedo abbastanza difficile.

Archicad può aver sviluppato un protocollo tale da consentire una migliore compatibilità oltre l' *.ifc , ci sta nello sviluppo delle cose, ma nativamente in Revit mi fa storcere la bocca.

 

Voi che ne pensate?

 

P.S. considerando la quantità di oggetti BIM disponibili sul web incui Archicad è continuamente surclassato da Revit...

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Penso che se fosse vero revit surclasserà qualsiasi altro bim in circolazione...

E lascio a voi scoprire il perchè! :D:D:D:D:D

Ciaoooo!

 Luca

 

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8 minuti fa, ziosavo78 ha scritto:

Penso che se fosse vero revit surclasserà qualsiasi altro bim in circolazione...

E lascio a voi scoprire il perchè! :D:D:D:D:D

Ciaoooo!

 Luca

 

ovviamente perché andrebbero tutti dall'originale.

ma a quel punto la competizione si sposterebbe sulla facilità d'uso e l'implementazione degli add-on nel pacchetto base.

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Su Archicad, che utilizzo, non so, ma da quello che mi è arrivato da informazioni commerciali dicono che ARCHLine avrà COMPATIBILITÀ NATIVA REVIT®

 

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3 minuti fa, thearck ha scritto:

Su Archicad, che utilizzo, non so, ma da quello che mi è arrivato da informazioni commerciali dicono che ARCHLine avrà COMPATIBILITÀ NATIVA REVIT®

 

E' proprio questo il mio dubbio "da quelloche mi è arrivato" ed è la stessa informazione che ho io: nessuno di noi è sicuro di ciò... o_O

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2016 Graphisoft rilascia un add-on per Revit che dovrebbe migliorare lo scambio dei dati IFC tra i due. Questo è il link al PDF esplicativo
http://download.graphisoft.com/ftp/techsupport/downloads/interoperability/GRAPHISOFT ARCHICAD Connection for Revit 2016.pdf

Dalla versione 2017 Archline avrà la "compatibilità nativa con i file .rfa e .rvt" comunicano ufficialmente. Archicad è molto forte nella compatibilità con più formati possibili. Sarà da verificare cosa verrà importato, cosa non verrà e se ci potrete lavorare.

 

Sulla carta anche l'IFC doveva risolvere il problema tra piattaforme, ma è ancora ben lontano dal riuscirci:

  • qualsiasi informazione collegata alla geometria viene persa
  • un valore espresso come ‘larghezza’ potrebbe corrispondere alla ‘profondita’ e viceversa
  • non esiste alcun protocollo che consenta di esportare in IFC senza potenziale perdita di dati e senza lavoro aggiuntivo per inserimento dati, codifica, revisione o controllo
  • IFC esporta un formato interoperabile ma non operabile
  • la parte infrastrutturale è assente

Siamo ben lontani dall'avere un formato utile alla professione.

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Nella realtà l'IFC ha risolto il problema tra piattaforme, dei punti citati é vero l'ultimo, gli altri no. Vado a ritroso:

 

- IFC esporta un formato interoperabile ma non operabile: se opportunamente settati i traduttori interni ai softwares permettono di passare  sia geometria che dati, basta salvare un file IFC e riaprirlo con un altro software: il muro di revit lo vedo come muro in archicad e viceversa, compresi strati ecc ecc

- non esiste alcun protocollo che consenta di esportare in IFC senza potenziale perdita di dati e senza lavoro aggiuntivo per inserimento dati, codifica, revisione o controllo: esistono diversi protocolli di interscambio che sono configurabili dall'utente, il dramma é che ci sono pochi esperti multipiattaforma, la maggior parte conosce uno dei 2 software e non entrambi, quindi bisogna investire fatica a imparare come sono gestite le informazioni.

- un valore espresso come ‘larghezza’ potrebbe corrispondere alla ‘profondita’ e viceversa: falso, un valore espresso lunghezza potrebbe essere la lunghezza della linea mediana di un muro, esterna o interna. Devo sapere quale a parametro si riferisce.

- qualsiasi informazione collegata alla geometria viene persa: falso, l'IFC é nato appositamente per trasportare geometrie + informazioni.

 

Detto ciò i problemi che abbiamo riscontrato sono che se si pensa salvare modelli con salva come e importa non si va da nessuna parte. Si creano modelli federati dove la gestione avviene con comandi del tipo: confronta 2 modelli IFC e rileva le differenze/unisci a modello IFC, aggiorna da modello IFC. Rispetto al CAD le procedure sono completamente diverse e abituarsi non é facile.

 

Riassumendo per esperienza posso dire che SI funziona ma NON é semplice e immediato. All'inizio bestemmie e frustrazione sono default... come tutti i cambiamenti :)

 

Consiglio questa pagina: https://www.autodesk.it/campaigns/interoperability

Autodesk é uno dei fondatori di building smart e promuove l'IFC: 

 

 

 

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Per rispondere alla prima domanda: il DWG/DXF é riconosciuto come standard internazionale per la trasmissione del disegno, ma non dei modelli. L'IFC permette di passare il modello da un software all'altro ma l'impaginazione? Assolutamente no e non deve farlo. Concettualmente dobbiamo essere in grado di traslare i modelli cosiddetti "federati" da software a software e le tavole vanno estratte "localmente". Questo presenta vantaggi colossali, ad esempio posso estrarre le tavole architettoniche in archicad o revit e decidere che l'estrazione delle tavole strutturali deve avvenire su allplan o tekla, il primo per i cementi armati ed il secondo per gli acciai. Lo stesso modello architettonico in revit può contenere meno informazioni in tekla, perché posso decidere attraverso un'accurata gestione dll'IFC quali informazioni geometriche e non portare fuori.

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Inviata (modificato)

L’IFC è certamente interoperabile. Obiettivo dell'interoperabilità è facilitare l'interazione fra sistemi differenti, lo scambio e il riutilizzo delle informazioni fra sistemi informativi non omogenei. IFC operabile? NO. I dati in esso contenuti non sono in esso modificabili. E’ corretto invece dire che ci sono protocolli in entrata ed in uscita. Come è vero che, se non esiste un controllo da parte di un utente preparato, siamo di fronte ad un sistema potenzialmente inaffidabile. E questo ci porta dritti dritti al lavoro aggiuntivo per inserimento, codifica, revisione e controllo.

Le informazioni collegate alla geometria vengono perse…collegate non appartenenti. Non confondiamo i dati geometrici con i parametri. I primi definiscono la geometria e i secondi la ri-definiscono secondo regole o formule. Se per esempio lunghezza (x) è pari a 2*altezza (z) questo parametro di relazione nella traduzione si perde. I parametri assegnati e collegati alla geometria vengono ignorati. Inoltre il funzionamento parametrico delle geometrie è diverso da ogni software BIM. Scambiare geometrie xyz è facile, scambiare geometrie funzionanti è un’altra faccenda. Come lo è il bisogno di farlo, a uno interessa all'altro no.


Pur concordando che l’IFC abbia risolto parecchi grattacapi e pur concordando sulla necessità di averlo, personalmente preferisco operare all'interno di un un ecosistema, anche chiuso, con un software centrale di BIM authoring, corredato da software BIM tools. Utility integrate o satellitari ma direttamente comunicanti in I/O, che mi permettano di svolgere specifiche elaborazioni (ad es. analisi strutturale, computo metrico estimativo, ecc), senza dover acquisire competenze differenti su software con interfacce e con logiche differenti.
Un Data Common Enviroment dove un protocollato/normato/blindato che si chiami IFC, che si chiami federato, ma che sia uguale per tutti i software e da cui tutti i software attingono e rielaborano per interfaccia, sarebbe il sistema perfetto. Ma sulla carta lo era anche il socialismo utopico (per alcuni, ovviamente ;-D). Io la vedo parecchio difficile da raggiungere...siamo purtroppo ancora alla fase dei bambinetti rosiconi del "mio software è meglio del tuo".


Modificato da ferruccio

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Mi è arrivata oggi una mail, copio e incollo ponendo l'accento sull'ultima frase.

"Rilasciata la versione 2017 Da oggi puoi provarla tu stesso! Annunciata, e già in parte svelata nel corso dei primi mesi dell’anno, la versione 2017 di ARCHLine arriva con un ricco bagaglio di migliorie e funzionalità.

La grande sorpresa, tenuta in serbo fino all’ultimo, è senza dubbio la compatibilità nativa con i file .rfa e .rvt di Autodesk Revit®.

Una nuova funzionalità estremamente utile, dal momento che per la prima volta, gli utenti ARCHLine potranno accedere all’interscambio di modelli digitali e librerie Revit® in modo nativo ed indipendente."

 

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Il 3/6/2017 at 11:06 , ferruccio ha scritto:

L’IFC è certamente interoperabile. Obiettivo dell'interoperabilità è facilitare l'interazione fra sistemi differenti, lo scambio e il riutilizzo delle informazioni fra sistemi informativi non omogenei. IFC operabile? NO. I dati in esso contenuti non sono in esso modificabili. E’ corretto invece dire che ci sono protocolli in entrata ed in uscita. Come è vero che, se non esiste un controllo da parte di un utente preparato, siamo di fronte ad un sistema potenzialmente inaffidabile. E questo ci porta dritti dritti al lavoro aggiuntivo per inserimento, codifica, revisione e controllo.

Le informazioni collegate alla geometria vengono perse…collegate non appartenenti. Non confondiamo i dati geometrici con i parametri. I primi definiscono la geometria e i secondi la ri-definiscono secondo regole o formule. Se per esempio lunghezza (x) è pari a 2*altezza (z) questo parametro di relazione nella traduzione si perde. I parametri assegnati e collegati alla geometria vengono ignorati. Inoltre il funzionamento parametrico delle geometrie è diverso da ogni software BIM. Scambiare geometrie xyz è facile, scambiare geometrie funzionanti è un’altra faccenda. Come lo è il bisogno di farlo, a uno interessa all'altro no.


Pur concordando che l’IFC abbia risolto parecchi grattacapi e pur concordando sulla necessità di averlo, personalmente preferisco operare all'interno di un un ecosistema, anche chiuso, con un software centrale di BIM authoring, corredato da software BIM tools. Utility integrate o satellitari ma direttamente comunicanti in I/O, che mi permettano di svolgere specifiche elaborazioni (ad es. analisi strutturale, computo metrico estimativo, ecc), senza dover acquisire competenze differenti su software con interfacce e con logiche differenti.
Un Data Common Enviroment dove un protocollato/normato/blindato che si chiami IFC, che si chiami federato, ma che sia uguale per tutti i software e da cui tutti i software attingono e rielaborano per interfaccia, sarebbe il sistema perfetto. Ma sulla carta lo era anche il socialismo utopico (per alcuni, ovviamente ;-D). Io la vedo parecchio difficile da raggiungere...siamo purtroppo ancora alla fase dei bambinetti rosiconi del "mio software è meglio del tuo".

Il 5/6/2017 at 09:09 , Tristan ha scritto:

Ottima analisi Ferruccio, non posso che concordare al 101%!

Il vero problema? Che gli addetti ai lavori pensano che IFC sia come il DXF per i vecchi sistemi CAD e che il BIM sia il CAD 2.0

Save the date: assolutamente d'accordo con Tristan: forse la gestione dell'IFC é troppo avanzata per l'utente medio, un po' come mettere uno smoking ad un maiale. D'altronde la scuola italiana non ti prepara assolutamente a una cosa del genere (forse cominciano adesso)

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