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Alexiel

Organizzazione lavoro

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Salve a tutti,

sto lavorando in uno studio di architettura di interni dove si seguono i progetti dall'inizio alla fine, compresi anche i vari impianti.
Quando sono arrivata ho visto che, precedentemente, i file erano molti e specifici: uno per l'impianto elettrico, uno per l'idraulico, uno per i singoli ambienti (con riportati anche i prospetti) e così via, oltre che il file col progetto definitivo.
Il risultato è che, quando modifico, ad esempio, un arredo o un tramezzo nel file dell'impianto elettrico, poi devo riportarmi quella modifica anche negli altri disegni, generando così una mole di lavoro inutile ed esasperante!
Sto cercando di semplificare il tutto utilizzando soprattutto i layer ma, visto che per me è la prima volta che mi trovo di fronte ad un simile problema, cerco consigli in merito: voi come avete organizzato il lavoro nel vostro studio?

Grazie in anticipo per le risposte :D 
 

 

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L'unica soluzione strutturata al tuo problem è un BIM.

Sono spesso modulari, con soluzioni che vanno dall'architettonico, al MEP, agli impianti, ecc. proprio per questo motivo, integrare in maniera coerente i vari contributi, soprattutto se si ha a che fare con progetti grandi, in cui lavorano più persone.

Di qui la nuova figura professionale del BIM manager.

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... pensi sia una cosa fattibile tenendo conto che la persona per cui lavoro usa *solo* Autocad? Tutti i file sono di Autocad, tranne eventuali render, ma di quelli mi occupo soltanto io. E non posso chiederle di imparare un altro programma purtroppo :P 

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Io lavoro con le schede, una scheda per ogni impianto, un layer per ogni impianto. In realtà sono effettivamente tutte copie dello stesso disegno, quando modifico le pareti, blocco i layer degli impianti, sostituisco il muri nelle schede degli impianti semplicemente copiandoli dalla scheda modello aggiornata e cambio solo gli impianti relativi alle modifiche.

Se non sono stato chiaro dimmelo che mi riesprimo meglio.

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Ehm non ho capito... per schede intendi lo spazio Layout?
Io sto semplicemente sovrapponendo il tutto e poi spegnendo e accendendo i layer che mi interessano, al momento...

Ad esempio ho il mio progetto definitivo, sopra ho sia il layer "imp idraulico" che quello "imp elettrico", in genere sono spenti, ma se mi serve accendo quello che devo vedere/stampare e via.

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la soluzione si chiama Xref.

funziona come con i blocchi ma le entità che vai a inserire son dwg esterni. se lo modifichi su un file te lo trovi aggiornato su tutti gli altri in cui avrai inserito lo stesso xref.

guardati un tutorial per capirne la logica ma è molto semplice comunque.

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Ah! Interessante! E comodo per non avere un file superpesantissimo, spero...! Poi posso spegnere e accendere a piacimento? Vabbè domani me lo guardo per bene cmq :D Merci!

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1 ora fa, Alexiel ha scritto:

Ah! Interessante! E comodo per non avere un file superpesantissimo, spero...! Poi posso spegnere e accendere a piacimento? Vabbè domani me lo guardo per bene cmq :D Merci!

 

non solo, lo scopo è quello di eliminare i duplicati. hai un unica fonte inserita più progetti, se ti serve modificarla su uno si modifica di conseguenza anche sugli altri. l'unica cosa che devi star attento è non spostare in modalità modifica l'xref  perché altrimenti sugli altri si posiziona in maniera errata. 

 

per inviare il progetto su cui hai lavorato però devi usare l'etransmit, che crea una cartella contenente tutti i dwg "linkati" all'interno del file, altrimenti sul tuo pc si apre ma sugli altri mancano i pezzi. 

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tutto inutile..in uno studio dove collaboravo eravamo in 12 persone e...ho visto cose che voi umani non potreste immaginare!

 

disegni fuori scala in tutte le scale possibili immaginabili...interi progetti in spazio modello mixati con layout, progetti BIM, xref...mix tra progetti BIM e AutoCAD del tipo le piante in CAD e i prospetti in Revit...prospetti e sezioni senza alcuna corrispondenza...testi e quote di ogni stile e dimensione possibile...e altre mille cose che non sto a scrivere

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41 minuti fa, asalalp ha scritto:

tutto inutile..in uno studio dove collaboravo eravamo in 12 persone e...ho visto cose che voi umani non potreste immaginare!

 

disegni fuori scala in tutte le scale possibili immaginabili...interi progetti in spazio modello mixati con layout, progetti BIM, xref...mix tra progetti BIM e AutoCAD del tipo le piante in CAD e i prospetti in Revit...prospetti e sezioni senza alcuna corrispondenza...testi e quote di ogni stile e dimensione possibile...e altre mille cose che non sto a scrivere

 

è perchè non vi siete coordinati, anni fa ho lavorato in un team di progettazione per fare gli esecutivi di un anfiteatro nei paesi arabi e l'abbiamo fatto con gli xref. bisogna creare un modello personalizzato con già i cartigli, i font, i layer, etichette quote etc e riferimento di posizionamento ( nel nostro caso era a sua volta un xref del rilievo topografico ), non partire alla cazzum che ognuno usa il software che gli gira e fa quello che vuole, ma mi sembra pure superfluo dirlo sinceramente. 

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2 minuti fa, StefanoVR ha scritto:

 

è perchè non vi siete coordinati, anni fa ho lavorato in un team di progettazione per fare gli esecutivi di un anfiteatro nei paesi arabi e l'abbiamo fatto con gli xref. bisogna creare un modello personalizzato con già i cartigli, i font, i layer, etichette quote etc e riferimento di posizionamento ( nel nostro caso era a sua volta un xref del rilievo topografico ), non partire alla cazzum che ognuno usa il software che gli gira e fa quello che vuole, ma mi sembra pure superfluo dirlo sinceramente. 

 

Quello che dici è possibile solo se c'è la volontà di tutti..nel mio caso ho incontrato grosse resistenze..ad esempio se preparavamo un template non lo volevano usare...chi preferiva scalare a mano, con la calcolatrice a fianco..l'uso dei layout ha incontrato una forte resistenza

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7 minuti fa, asalalp ha scritto:

 

Quello che dici è possibile solo se c'è la volontà di tutti..nel mio caso ho incontrato grosse resistenze..ad esempio se preparavamo un template non lo volevano usare...chi preferiva scalare a mano, con la calcolatrice a fianco..l'uso dei layout ha incontrato una forte resistenza

 

l'anarchia insomma.. ci deve essere un responsabile di progetto che supervisiona il tutto, le decisioni le si discutono assieme ma uno che dirige è indispensabile. 

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Inviata (modificato)
18 hours ago, Alexiel said:

Ah! Interessante! E comodo per non avere un file superpesantissimo, spero...! Poi posso spegnere e accendere a piacimento? Vabbè domani me lo guardo per bene cmq :D Merci!

Arrivo dal mondo BIM  attraverso Revit, anche se ho fatto la gavetta con autocad un po' come stai facendo te.
Ti sconsiglio altamente di unire tutto in un unico file. Il mio predecessore lo ha fatto su una lottizzazione da 6 fabbricati in cui son stati inseriti elementi che vanno dalla documentazione per l'ottenimento delle autorizzazioni , agli esecutivi. Risultato ? un file pesantissimo che autocad fa fatica a gestire. Bisogna scompattare il problema. In Revit ( ma puoi benissimo utilizzare lo stesso concetto utilizzando gli xref in autocad ) si dividono le varie discipline ( architettonico, strutturale, impiantistico elettrico, impiantistico termoidraulico.... ecc.. ) in base anche alle casistiche.
lavora usando il concetto degli xref come suggerito, altrimenti rischi di entrare nei peggiori gironi dell'inferno "caddiano" :D 


Modificato da piron88

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sfrutto il post visto il numero di sostenitori del bim :D

toglietemi una curiosità su revit, che ci ho messo mano anni fa ma non a un livello tale da poter comprenderne le potenzialità. c'è la possibilità di raggruppare in automatico gli elementi per forma? cioè ipotizziamo le mattonelle di un pavimento: le quadrate al centro saranno tutte uguali e quindi avrebbero lo stesso nome, le laterali con muri fuori squadra sarebbero tutte diverse e quindi servirebbe un nome univoco. il software solo generandole in 3d me le differenzierebbe oppure no? cioè con il bim avrei una cut list automatica o comunque dovrei etichettarle a mano? 

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Ciao Alexiel come già detto l'ipotesi più ovvia e corretta sarebbe quella del BIM che nasce proprio per fare fronte alla complessità del processo edilizio e non aggiungo altro.

Il metodo "classico" è con AUTOCAD quello dell'uso degli xref, ti crei una pianta base diciamo architettonico e poi una serie di file specifici (abaco serramenti, tavola pavimentazioni, tavola rivestimenti, tavola tinteggiature, tavola imp.elettrici, tav. imp.idraulici, tav. controsoffittature, ecc.) che si sovrapporranno alla pianta base richiamata solo come xref; una modifica nella pianta base (ad esempio lo spostamento di alcune tramezze) dopo essere stata salvata apparirà immediatamente anche in tutte le altre tavole se aperte successivamente al salvataggio della modifica o dopo avere aggiornato l'xref.

Non offenderti ma mi sembra incredibile che all'università non ti abbiano spiegato l'uso degli external references. In ogni caso così puoi tranquillamente fare fronte al problema che ti sei posta.

 

Per quanto riguarda quanto dice asalalp poi che ha tutta la mia comprensione vorrei aggiungere che anche a noi arrivano a volte quegli abomini senza capo ne coda che portano tutti a perdere enormità di tempo e di neuroni con disegni assurdi, linee sovrapposte senza senso, un uso dei layer completamente folle, misure imprecise, totale assenza di organizzazione, blocchi esplosi da disegnatori dinamitardi, quote con misure false in cui gli errori poi si sommano in modo catastrofico e ve lo dico apertamente "smettete di esercitare! Siete veleno puro!" e se non vi date una sistemata non andrete da nessuna parte... sarebbe anche l'ora che vi estingueste! Sono decenni che chi lavora con i cad in modo serio si è dato una regolata e segue la logica, dove eravate? Nelle caverne a scoprire il fuoco?

Inoltre tutti i disegni (compresi esecutivi e costruttivi) dovrebbero essere disegnati in scala 1:1 (ad "1 unità reale", indifferentemente che sia metro, centimetro, millimetro, piede o pollice deve corrispondere "1 unità di disegno") e poi opportunamente scalati in fase di stampa altrimenti tornate a riga, squadra e regolo e farete meno danni.

 

Lo dico senza falsa modestia dall'alto di 125 progetti (resort, hotel, stazioni di servizio, abitazioni, edifici per abitazioni, centri sportivi, luoghi di culto) trattati negli ultimi 8 anni: migliorate voi stessi, accettate le critiche di chi vuol migliorare, ci vuole una grande organizzazione anche per coltivare la terra perché credete che in uno studio di progettazione che dovrebbe essere un luogo di intelletto possa esistere non l'anarchia ma la cialtroneria più pura e resistente?

Gli studi decenti adottano, senza eccezione, sistemi di regole che devono essere adottati da tutti i componenti e riguardano il nome dei file, i file .ctb, i layer utilizzati ed le loro caratteristiche, i blocchi adottati o creati, gli stili di testo, ecc. Perché tanta ostinazione, che giovamento traete nel lasciare fare a ciascuno il ***** che vuole?!

 

Sono certo che nessuna delle persone cui questo sfogo è rivolto leggerà mai queste righe ma se capitasse vorrei tanto che avessero l'onestà di sentirsi complici di questo inutile sfacelo.

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Grazie mille a tutti, siete gentilissimi!

 

Per ora stavo risolvendo unendo il tutto solo perché si tratta di un progetto abbastanza piccolo e gestibile, ma voglio imparare a gestire gli xrif al meglio anche per il futuro.

Purtroppo alla mia università non insegnano nulla né di AutoCAD né di altri programmi, bisogna fare tutto da autodidatti... E confrontandosi con persone come voi! Spero che le cose siano cambiate negli ultimi anni ma ho i miei dubbi.

 

PS: sono d'accordissimo con la necessità di impostare il lavoro in modo univoco e chiaro, risolverebbe tantissime rogne! Temo purtroppo che certe volte neanche i datori di lavoro si rendano conto dell'importanza della cosa ma spero di sbagliarmi.

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Guarda i miei ex datori di lavoro, solo in alcuni casi disegnavano con me ed in quei casi devo dire che erano davvero competenti e sempre ben disposti verso le novità se migliorative. Quelli che non disegnavano e si limitavano a darmi indicazioni per quanto dettagliate hanno sempre voluto che in studio ci fosse la massima efficienza e sebbene si disinteressassero del come volevano solo che tutto fosse perfetto. Sono stato certamente fortunato e ne sono consapevole ma la maggior parte di loro proveniva da una "scuola" di un importantissimo studio prima italiano e poi internazionale (per composizione dello studio e per commesse) che ha sempre dato grandissimo valore alla correttezza delle tecnologie adottate e dei disegni elaborati (parliamo di centinaia di tavole per commessa il che richiede organizzazione maniacale).

 

Spesso le maggiori difficoltà non sono venute dai datori di lavoro ma dai colleghi refrattari. Mi dispiace che esistano università da noi che disattendono ancora oggi alla necessità di formazione tecnica magari a favore di un'eccessivamente proliferante area "teorica" e purtroppo i risultati sono evidenti. Intendiamoci non ho nulla contro l'aspetto teorico della ricerca architettonica contemporanea, anzi sento di esserne parte ma ritengo che nei nostri atenei si ponga davvero troppo accento su questi corsi che hanno spesso il solo scopo di assegnare cattedre e magari si trascuri l'aspetto più tecnologico in senso stretto che è invece parte fondante della professione.

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1 ora fa, mtsim ha scritto:

Guarda i miei ex datori di lavoro, solo in alcuni casi disegnavano con me ed in quei casi devo dire che erano davvero competenti e sempre ben disposti verso le novità se migliorative. Quelli che non disegnavano e si limitavano a darmi indicazioni per quanto dettagliate hanno sempre voluto che in studio ci fosse la massima efficienza e sebbene si disinteressassero del come volevano solo che tutto fosse perfetto. Sono stato certamente fortunato e ne sono consapevole ma la maggior parte di loro proveniva da una "scuola" di un importantissimo studio prima italiano e poi internazionale (per composizione dello studio e per commesse) che ha sempre dato grandissimo valore alla correttezza delle tecnologie adottate e dei disegni elaborati (parliamo di centinaia di tavole per commessa il che richiede organizzazione maniacale).

 

Spesso le maggiori difficoltà non sono venute dai datori di lavoro ma dai colleghi refrattari. Mi dispiace che esistano università da noi che disattendono ancora oggi alla necessità di formazione tecnica magari a favore di un'eccessivamente proliferante area "teorica" e purtroppo i risultati sono evidenti. Intendiamoci non ho nulla contro l'aspetto teorico della ricerca architettonica contemporanea, anzi sento di esserne parte ma ritengo che nei nostri atenei si ponga davvero troppo accento su questi corsi che hanno spesso il solo scopo di assegnare cattedre e magari si trascuri l'aspetto più tecnologico in senso stretto che è invece parte fondante della professione.

 

basta lavorar con l'estero per capire che il livello delle facoltà italiane di architettura è a dir poco infimo, gli unici peggio di noi secondo me son solo i russi. 

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Riporto in auge questo post perché ho ancora bisogno di consigli sull'organizzazione del lavoro :D

 

La domanda breve è: come organizzate voi i vari file? In cartelle per le varie aree dell'edificio?

 

Mi spiego meglio con un esempio.

Mettiamo che io stia lavorando a un progetto di un interno di un'abitazione. Si tratta di un progetto iniziato ben prima che arrivassi io, che ha visto il succedersi di svariati assistenti e quindi è di un casino inimmaginabile.
Per quanto riguarda impianto elettrico, idraulico etc posso tranquillamente avere il file "progetto definitivo" e poi richiamarlo tramite xref nei vari file che si chiameranno "impianto idraulico", "impianto elettrico" e così via, e fin qui tutto ok.

Però poi le cose si complicano quando si aggiungono file come "abaco infissi", "pavimenti in marmo", "pavimenti in legno" (che magari ci sono stati inviati da diverse ditte e sono chiaramente quelli definitivi, con le misure al cm, quindi anche maggiormente precisi rispetto al nostro "progetto definitivo", ma anche pieni di retini e informazioni), e, ovviamente, i prospetti di ogni singolo ambiente.

 

Ora, vediamo se ne vengo a capo...
I file dei pavimenti o cmq di pianta possono sempre essere gestiti tramite xref.
Quelli con i prospetti e le sezioni invece? In questo caso mi capita spesso di avere tanti tanti file di prova etc per ogni singolo ambiente (a causa appunto del lavoro che c'è stato negli anni precedenti) e, non essendo l'unica persona a lavorarci, spesso non riesco a tenere tutto in ordine, ma soprattutto, quando si tratta di disegni a cui non ho mai messo mano, non ho idea di quale sia l'ultima versione!

 

Intanto il capo continua a dirmi che dovrebbe esserci un modo per ordinare i file, forse con nomi e codici, ma io non ne so proprio nulla... Potete darmi qualche consiglio voi per favore?

Grazie ancora! :) 

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Inviata (modificato)
16 hours ago, b marco said:

I Layer (naturalmente se ben organizzati e denominati) non ti potrebbero essere d'aiuto ?

Li uso tantissimo e mi salvano in moltissime situazioni, ma come potrebbero essermi d'aiuto per capire in quale file il capo ha modificato il prospetto X della stanza Y? L'avrà fatto nel file in cui progettava l'arredo, oppure in quello che ci ha inviato il marmista? O ne ha creato uno ex novo?
Cioè la mia domanda è: quando lavorate ad ogni ambiente in maniera molto dettagliata, quindi con tutti i prospetti e le sezioni, inserendo impianti, arredo etc, come gestite i file? Come li nominate? Come li dividete in cartelle?
Ad esempio: avete una cartella solo per i bagni? O, non so, una solo per le camere da letto?


Modificato da Alexiel

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Orrore! (non tu ma la situazione che mi sembra ormai ingestibile).

Sulla situazione del progetto di cui parli non posso aiutarti perché come riconosci troppa gente ci ha messo le mani e spesso senza criterio.

 

In generale su tutti i progetti noi procediamo così: pianta base pulita, codifica nomi layer e blocchi interna rigorosamente applicata da tutti, se poi abbiamo esecutivi di altri studi li integriamo per quanto possibile ma sopratutto chiediamo di adottare i nostri file originali (non capisco bene il problema della precisione, se disegni in metri o millimetri è quello che scrivi e come disegni che genera la precisione, i nostri esecutivi sono in mm perché questo è il nostro livello di dettaglio ma la precisione è un problema diverso).

Abbiamo una codifica nell'uso dei nomi dei file e delle revisioni rigorosa, non è ammissibile che venga trascurata, pena enormi quantità di lavoro sprecato!

Le tavole hanno un nome del tipo "ILM_XYZ_T001_R001.a" dove ILM è il tipo di progetto (ad es. illuminotecnico); XYZ è un codice che identifica il nome del progetto e a volte è seguito da due cifre che identificano i lotti o le fasi di progetto o una ripresa dello stesso in epoca successiva per nuovi interventi; T001 è il numero di tavola (es. 0xx elaborati scala urbana; 1xx elaborati planimetrici; 2xx alzati prospetti e sezioni; 3xx abachi; 4xx dettagli; ecc.) e comunque all'avvio di ogni progetto si crea un elenco disegni specifico del progetto che viene integrato periodicamente mentre il progetto procede; R001.a rappresenta la revisione e non è ammissibile che nessuno trascuri questo, la lettera rappresenta piccole varianti a una revisione maggiore ma ha un'utilizzo piuttosto soggettivo. Inoltre non si lavora in locale, MAI! in questo modo tutti sappiamo se qualcun altro sta mettendo mano a un file e comunque la ripartizione dei compiti dovrebbe essere ben chiara... i capitolai li fai tu e allora nessuno deve metterci mano. Detto questo è importante che ci sia informazione tra i colleghi e non è male adottare delle sigle che indichino chi è l'autore di un disegno o una revisione, noi queste sigle le adottiamo anche nel cartiglio accanto alla data della modifica (vengono generalmente riportati gli ultimi 3).

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6 minutes ago, mtsim said:

Orrore! (non tu ma la situazione che mi sembra ormai ingestibile).

Sulla situazione del progetto di cui parli non posso aiutarti perché come riconosci troppa gente ci ha messo le mani e spesso senza criterio.

 

In generale su tutti i progetti noi procediamo così: pianta base pulita, codifica nomi layer e blocchi interna rigorosamente applicata da tutti, se poi abbiamo esecutivi di altri studi li integriamo per quanto possibile ma sopratutto chiediamo di adottare i nostri file originali (non capisco bene il problema della precisione, se disegni in metri o millimetri è quello che scrivi e come disegni che genera la precisione, i nostri esecutivi sono in mm perché questo è il nostro livello di dettaglio ma la precisione è un problema diverso).

Abbiamo una codifica nell'uso dei nomi dei file e delle revisioni rigorosa, non è ammissibile che venga trascurata, pena enormi quantità di lavoro sprecato!

Le tavole hanno un nome del tipo "ILM_XYZ_T001_R001.a" dove ILM è il tipo di progetto (ad es. illuminotecnico); XYZ è un codice che identifica il nome del progetto e a volte è seguito da due cifre che identificano i lotti o le fasi di progetto o una ripresa dello stesso in epoca successiva per nuovi interventi; T001 è il numero di tavola (es. 0xx elaborati scala urbana; 1xx elaborati planimetrici; 2xx alzati prospetti e sezioni; 3xx abachi; 4xx dettagli; ecc.) e comunque all'avvio di ogni progetto si crea un elenco disegni specifico del progetto che viene integrato periodicamente mentre il progetto procede; R001.a rappresenta la revisione e non è ammissibile che nessuno trascuri questo, la lettera rappresenta piccole varianti a una revisione maggiore ma ha un'utilizzo piuttosto soggettivo. Inoltre non si lavora in locale, MAI! in questo modo tutti sappiamo se qualcun altro sta mettendo mano a un file e comunque la ripartizione dei compiti dovrebbe essere ben chiara... i capitolai li fai tu e allora nessuno deve metterci mano. Detto questo è importante che ci sia informazione tra i colleghi e non è male adottare delle sigle che indichino chi è l'autore di un disegno o una revisione, noi queste sigle le adottiamo anche nel cartiglio accanto alla data della modifica (vengono generalmente riportati gli ultimi 3).

Ok allora mi pare di capire prima di tutto che piante e alzati etc si trovano su file diversi. Nei file delle sezioni, per esempio, vi richiamate il dwg della pianta per poterci lavorare, tramite xref?
Anche noi non lavoriamo in locale ma non c'è una chiara divisione dei compiti e già una volta mi è stato detto "fatti una copia del file su cui sto lavorando e lavora su quella" perché altrimenti, giustamente, non potevo salvarci le modifiche se lo tenevamo aperto in due. Però così secondo me si creano soltanto casini (ma non sono io che detto le regole, d'altronde...).
Diciamo che il modo di organizzare il progetto deve essere così chiaro, user friendly e semplice da riuscire a convincere il capo a utilizzarlo (e da riuscire a farle trovare i file senza il mio aiuto).
La sigla "ILM_XYZ_T001_R001.a" mi sembra che riuesca a comprendere tutte le informazioni necessarie, ho alcune domande però (scusami se sono eccessive!):
- il progetto definitivo o quello esecutivo si distinguono solo tramite numero di revisione progressivo? O magari invece di ILM avete DEF o altro? O usate XYZ? Non mi è tanto chiaro...

- i file sono tutti in un'unica cartella quindi?
- per indicare chi ha modificato il file per ultimo usate il .a finale?

Chiedo venia, davvero è la prima volta che mi approccio a un'organizzazione di questo tipo e vorrei capire meglio :) Grazie infinite per la disponibilità! 

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Inviata (modificato)

Allora la codifica del nome era solo un esempio quindi spetta a voi studiarne una adeguata alla vostra organizzazione.

Piante, sezioni e prospetti sono in file separati, se in linea di massima un po' di flessibilità è consentita soprattutto a livello preliminare è vero anche che il rigore rende tutto a a prova di scemo! Noi adottiamo questo sistema proprio per obbligare tutti (chiunque potrebbe andare incontro a momenti di scarsa lucidità) ad usare un sistema cristallino e inequivocabile.

In effetti adottiamo le lettere P; D; E; C; per preliminare, definitivo, esecutivo, costruttivo; ILM era un esempio perché essendo esperti nell'ambito ci capita di fare progetti anche molto settoriali ma poteva essere ARB (arredo urbano); ALM (allestimento museografico), ecc. giusto per identificare un ambito d'intervento generale.

Sull'utilizzo delle cartelle sarebbe utile adottare sempre lo stesso sistema e magari separare le fasi (P; D; E; C), il tipo di elaborato (grafico, capitolati, computi, ecc.).

Noi abbiamo un cartiglio interno al dwg dove modifichiamo data e sigla dell'autore dell'ultima modifica e questo ci basta ma in genere la lettera ha il solo scopo di identificare una revisione interna minore non ancora approvata e/o mostrata alla committenza, la tabellina delle revisioni è poi richiamata con una viewport nel cartiglio ufficiale della medesima tavola se esistente.

 

Il mio consiglio è che ti studi un sistema di codifica specifico per sottoporlo al tuo responsabile quando ne sarai abbastanza certa e che poi sia lui a richiedere che tutti vi partecipino, non so come la prenderanno i tuoi colleghi... in genere più sono scarsi e meno recepiscono con piacere questo tipo di regola. Dopo una prima fase di rodaggio il sistema verrà certamente almeno in parte modificato e spero universalmente adottato. Non capisco come si possa farne a meno per grossi progetti.

 

Sul sistema "fatti una copia e lavoraci" sarebbe meglio che se la facessero loro se non devono lavorarci direttamente ma usarlo in sola lettura... mi sembra ovvio che sia assurdo lavorare direttamente e contemporaneamente sullo stesso file apportando magari modifiche che ignorino il lavoro dell'altro, questo è fattibile solo se si usano file separati perché altrimenti potrebbe accadere che tu lavori sulla pianta, l'altro sulle sezioni e le modifiche risiedano sul medesimo file.

 

Non scusarti, il tuo approfondimento mi sembra ammirevole e credimi non comune!

 

Aggiungo: XYZ è un'incognita ad esempio se stiamo lavorando sulla Chiesa di San Siro a Genova il codice potrebbe essere SSG, su un resort in Ecuador a Montanita potrebbe essere REM.


Modificato da mtsim

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Al momento ci siamo solo io e lei, quindi non ho problemi di colleghi :D 

 

È un po' complicato ma cercherò di tirare fuori la soluzione migliore per noi, intanto se tu (o anche altri che leggono eh!) hai altri consigli sappi che a me non dispiacciono mai!!! Grazie ancora!

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