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emilierollandin

Diritto di riproduzione, opere derivate ecc.

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Ho una domanda legale sul diritto di riproduzione. Ho la foto di un dipinto di un pittore, morto nel 1840 per cui ben 175 anni fa. Per quanto ne so io la durata dei diritti di utilizzazione economica dell'opera termina al settantesimo anno solare dopo la morte dell'autore (Legge 6/2/1996 n. 52). E il diritto di riproduzione dice che spetta solo all'autore.

Per cui, e la domanda è questa, può un museo farmi pagare per l'utilizzo della mia foto scattata quando non mi veniva richiesto nulla per poterla fare e su che basi giuridiche?

Altri dicono che in Italia le fotografie di quadri non sono considerate riproduzioni ma opere derivate, e il loro copyright scade dopo 20 anni dalla pubblicazione.

In rete gira questa storia e non l'ho verificata ma potrebbe benissimo essere vera:

Una nota marca di aceto balsamico qualche anno fa ha messo sull'etichetta l'effige del Duca Francesco I d'Este di Velezquez conservato alla Galleria Estense di Modena. Nessuno pensò che i dipinti conservati, di proprietà pubblica o privata, godono del diritto di immagine e il museo fece causa alla ditta, vincendola. Fu costretta a pagare qualche decina di milioni di lire di allora.

Grazie a tutti per le risposte!

link utili

http://ufficiobrevetti.it/faq/immagine-quadro-famoso/

https://it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_dominio

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Per quello che io so, si dovrebbe chiedere al Museo l'autorizzazione a utilizzare una immagine da loro posseduta. E, un po come pagare la SIAE ad una festa privata con più di 3 persone che vi partecipano... Se si decidesse di utilizzare immagini di un convento, chiesa ecc posti all'interno di un paese o città, per un lavoro (sia esso creativo o meno) la regola vuole di chiedere autorizzazioni al comune, che solitamente, hanno dei tariffari (diritto di immagine). Penso che per un museo sia la stessa cosa...

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Capisco tutto ma se il dipinto è sotto pubblico dominio, visto che l'autore è morto da più di 70 anni, la foto scattata ha più di venti anni (1995), dovrebbe essere libera la foto, libero quello che ritrae. Perché dovrei dargli dei soldi.

ps. nell'editoria i libri che sotto PD (ahhh Public Domain) posso prenderli e stamparli senza dover guadare se una copia originale è tenuta in qualche biblioteca o in qualche collezione privata. Perché per le immagini dovrebbe essere diverso?

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Mi pare che i beni culturali siano comunque sempre considerati sotto tutela.

Es. se un quadro è di proprietà di un museo, per quanto pubblico (o di pubblico dominio), i diritti di sfruttamento immagine ecc. sono sotto la sua facoltà.

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L’opera in pubblico dominio può liberamente essere pubblicata, riprodotta, tradotta, recitata, comunicata, diffusa, eseguita, ecc…, ma i diritti morali devono essere sempre rispettati.

I beni culturali, anche se entrati nel pubblico dominio, comunque non sono riproducibili liberamente. Il diritto di riproduzione è attribuito, infatti, all’ente titolare delle tutela del bene culturale, così come stabilito dal codice dei beni culturali (Decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42). In ogni caso non possono essere considerati beni culturali le opere create da autore vivente o la cui esecuzione non risalga a oltre 50 anni.

Gli enti che hanno in consegna i beni culturali possono consentirne la riproduzione nonché l’uso strumentale, a titolo oneroso.

(http://brunosaetta.i...to-dautore.html)

Ok, ormai ho capito che è legge, ma sarebbe il caso di discuterla, perché siamo ai limiti del paradosso... Insomma prima dei 70 anni devono dare una percentuale all'autore o eredi, poi neanche più quello e guadagneranno in eterno su quell'opera.

Capisco come siamo arrivati ai diritti di panorama...


Modificato da emilierollandin

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Se leggi un po sopra la citazione da te descritta, si accenna al fatto che se un'opera viene ri-editata (anche con critica), si allungano di altri 20 anni i diritti...

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