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Haran Banjo

Diritti di proprietà di progetto e render

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Ritorno un attimo su un argomento che nel forum è stato trattato non troppo recentemente, aggiugendo una mia personale variante.

Più di un anno fa', collaborai all'interno di uno studio di architettura per la progettazione e la redazione di alcuni elaborati grafici. Recentemente, contattai il responsabile di studio dicendogli che avrei avuto piacere inserire nel mio sito sia il progetto realizzato, così come le foto (peraltro fatte da me con una reflex), sia alcuni render, segnalando (per trasparenza) il suo nominativo in quanto coprogettista dell'intervento.

Preciso che mi sono occupato sia della progettazione architettonica (preliminare, definitiva e persino esecutiva) che dei render, come peraltro risulta anche nelle rispettive parcelle.

Ottenni la risposta che lui aveva pagato la mia prestazione professionale pertanto era proprietario del progetto (perchè il lavoro lo aveva portato lui?!) e dei render, emettendo peraltro regolare fattura.

Gli faccio osservare che proprio le parcelle testimoniano la mia prestazione professionale come progettista, pertanto ritengo di poterlo pubblicare segnalando opportunamente il suo nome. Sui render, invece, se proprio dobbiamo trovare il pelo nell'uovo, vi era indicato in fattura "concept render", in conformità a quanto concordammo inizialmente, cioè dei modelli 3d di concetto.

Solo a progetto definitivo concluso, per promozionare il progetto realizzai io dei render realistici, ma non furono mai indicati in fattura, ritenendoli un mio personale contributo.

Secondo voi come ritenete che debba comportarmi, visto che, in qualità di coprogettista, sono anche io il proprietario intellettuale delle immagini?...

Premetto che è la prima volta che mi accade!

Grazie

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Senza un accordo preliminare, firmato e controfirmato, si entra in una girandola di leggi e leggine che ti fanno passare la fantasia di andare avanti. In sostanza si doveva arrivare ad un accordo di proprietà intellettuale (e di uso) delle immagini...

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Ospite

Meglio chiedere a qualche associazione di settore che si occupa di grafica illustrazione etc. di solito hanno una linea di condotta

più precisa che ricopre le varie casistiche dei diritti d'autore e cose simili.

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Sì è come dice Michele, tuttavia la legge di riferimento è principalmente la Legge 22 aprile 1941 n. 633 "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio". Ho fatto fatto alcune verifiche mirate all'interpretazione della giurisprudenza più recente e parrebbe che ai sensi dell'art.10

"Se l'opera è stata creata con il contributo indistinguibile ed inscindibile di più persone, il diritto di autore appartiene in comune a tutti i coautori".

Non ho ancora pensato di rivolgermi alle associazioni di settore, consiglio che ricevo volentieri ;)

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Ospite

In passato ho avuto rapporti con agenzie di grafica e ricordo che l'associazione di illustratori aveva per gli associati tutta la normativa su cosa potevi e cosa non potevi fare con i tuoi disegni venduti alle agenzie. meglio rivolgersi alle associazioni per non sbagliare e anche per avere più voce in capitolo se è necessario.


Modificato da mak21

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Durante la lavorazione del primo ( e ultimo :D) game , gli autori si sono preoccupati che io potessi chiedere pretese se il game fosse andato per il verso giusto, dato che la grafica é stata fatta esclusivamente da me. Quindi per evitare situazioni spiacevoli i futuro, abbiamo firmato un accordo (anche economico) che tutte le immagini ecc. erano di proprietà loro (intellettuale e non solo) e a me veniva data la possibilità di postare all'occorrenza, le immagini su siti o altro.... Di fatto io ho creato le immagini e le ho vendute a loro perdendo i diritti di autore....

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Io ho una casa editrice e un po' di diritto d'autore ne so. Nel mio campo l'autore può cedere il diritto allo sfruttamento economico del diritto d'autore ma non è che compro il diritto d'autore... Infatti l'autore rimane sempre lui, mica posso scrivere che l'ho fatto io!?!?! Giustamente.

Per me tante volte ci abbassiamo troppo ad accettare condizioni da schiavi non conoscendo bene i nostri diritti.

"Il diritto di rivendica della paternità dell’opera, previsto dall’art. 20 della legge sul diritto d’autore, consente all’autore di un opera di rivendicarne la paternità, anche dopo la cessione dei diritti economici, e viene rispettato principalmente tramite la citazione della fonte (che è legata al concetto di porzione dell’opera; non si può parlare di citazione se si riprende o copia integralmente l’opera)."

Leggi qualcosa qua: http://brunosaetta.it/diritto-autore/diritto-dautore.html

C'era anche un libricino interessante fatto dall'ordine degli Architetti in cui si spiegava il diritto d'autore per quanto riguarda i nostri progetti.

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Sì è come dice Michele, tuttavia la legge di riferimento è principalmente la Legge 22 aprile 1941 n. 633 "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio". Ho fatto fatto alcune verifiche mirate all'interpretazione della giurisprudenza più recente e parrebbe che ai sensi dell'art.10

"Se l'opera è stata creata con il contributo indistinguibile ed inscindibile di più persone, il diritto di autore appartiene in comune a tutti i coautori".

Non ho ancora pensato di rivolgermi alle associazioni di settore, consiglio che ricevo volentieri ;)

Le leggi vanno lette per intero. La stessa legge da te citata all´art.12 bis dice:

"Salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per elaboratore o della banca di dati creati dal lavoratore dipendente nell'esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro."

La stessa legge all´art. 12 ter:

"Salvo patto contrario, qualora un'opera di disegno industriale sia creata dal lavoratore dipendente nell'esercizio delle sue mansioni, il datore di lavoro è titolare dei diritti esclusivi di utilizzazione economica dell'opera."

Comunque il tuo caso é un altro ancora,perché tu rivendichi la paternitá morale dell´opera, cosa difficile se non impossibile da dimostrare nel campo dell´architettura e nel caso di un lavoratore dipendente.

Le foto, se si tratta di un posto pubblico, le puoi pubblicare come e quanto vuoi, senza peró dichiararti autore dell´opera o scrivere una cosa del genere "ho collaborato alla realizzazione, etc.", per i rendering, se hai lavorato come libero professionista, i diritti d´autore sulle immagini sono tuoi ma come nel caso precedente non hai nessuna titolaritá sul progetto.

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Difatti, ma mi sembra che tu confonda diritto d'autore con "diritti esclusivi di utilizzazione economica"...

sì concordo, sono due cose distinte. Secondariamente nel mio caso non esisteva un rapporto subordinato di collaborazione ascrivibile al lavoratore dipendente, essendo entrambi liberi professionisti che cooperavano nella progettazione dove davvero il contributo era indistinguibile (sono buono..perchè a parte qualche sketch mal fatto non ricordo molto di più da parte di costui!)

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[...]Nel mio campo l'autore può cedere il diritto allo sfruttamento economico del diritto d'autore ma non è che compro il diritto d'autore... Infatti l'autore rimane sempre lui, mica posso scrivere che l'ho fatto io[...]

Per me tante volte ci abbassiamo troppo ad accettare condizioni da schiavi non conoscendo bene i nostri diritti.

"Il diritto di rivendica della paternità dell’opera, previsto dall’art. 20 della legge sul diritto d’autore, consente all’autore di un opera di rivendicarne la paternità, anche dopo la cessione dei diritti economici, e viene rispettato principalmente tramite la citazione della fonte (che è legata al concetto di porzione dell’opera; non si può parlare di citazione se si riprende o copia integralmente l’opera)."

Leggi qualcosa qua: http://brunosaetta.i...to-dautore.html

In effetti il problema può insinuarsi in labili frattagli eterogenei di diritto. Nel mio caso, essendo tutti consapevoli del lavoro svolto e in fin dei conti in totale sintonia, HO VOLUTO dare la parcellazione di eventuali guadagni o plus (delle immagini da me realizzate) a chi l'opera la stava finanziando, dato che ho lavorato "a progetto", nel senso che a me man mano mi commissionavano cose e io le producevo da esterno.

A domanda "E se guadagniamo milioni di euro con questo lavoro, tu poi che fai, vuoi la percentuale??" (hihihihi mai pensato una cosa del genere)

Io li per li rimasi un po' interdetto (anche perché il lavoro svolto mi è stato pagato il giusto) ma a pensarci il diritto d'autore era mio, visto che poi ho intrapreso il progetto NON da lavoratore dipendente (non essendo vincolato in alcun modo a tale progetto). Quindi per evitare conflitti che avrebbero compromesso il nostro buon rapporto, ho deciso:

Cedere il diritto di guadagno relativo al mio lavoro (grafica ecc.)

Non creare pretese successive a guadagni plus (!)

Cedere in qualsiasi forma la diffusione, modifica o altro di immagini

La possibilità per il sottoscritto di utilizzare le immagini sotto qualsiasi forma e mantenendo, di fatto, l'esserne autore materiale e di concetto.

In poche parole io non posso rivendere o fare soldi con le mie immagini, ma posso utilizzarle come e quando voglio (e qui rimando all'ultima affermazione di emilie)

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sì concordo, sono due cose distinte. Secondariamente nel mio caso non esisteva un rapporto subordinato di collaborazione ascrivibile al lavoratore dipendente, essendo entrambi liberi professionisti che cooperavano nella progettazione dove davvero il contributo era indistinguibile (sono buono..perchè a parte qualche sketch mal fatto non ricordo molto di più da parte di costui!)

Beh, allora ci sará un contratto che lega il cliente-committente al progettista esecutore, qualcuno avrá depositato degli atti in comune a proprio nome, le tavole tecniche saranno state firmate da un professionista, assicurazioni professionali sul progetto e cosí via....... altrimenti io che lavoro in un grande studio se il progetto crolla non c´entro niente perché sono un lavoratore dipendente e non ho nessuna responsabilitá, se tutto va bene non avendo firmato contratto, tavole tecniche e tutto il resto me ne esco fuori e rivendico la paternitá dell´opera e diritti vari......

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Il rapporto con il lavoratore dipendente viene regolato dal contratto che stipulano le controparti, all'interno del quale vengono regolamentati gli ambiti e le responsabilità. Su questa casistica non posso esprimermi. Bisognerebbe chiedere consiglio a Guy Kawasaki quando lasciò la Apple Computer :)

Nel mio caso, invece, come scrivevo all'inizio, l'unica documentazione è quella fiscale che peraltro rivestirebbe anche valore giuridico

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Questo vale per i Ghostwriter per cui lo riterrei un esempio estremo ma serve per spiegare un concetto:

I diritti morali (il diritto alla paternità dell'opera, il diritto all'integrità dell'opera, il diritto di pentimento e il diritto d'inedito), definiti illimitati, irrinunciabili ed inalienabili (art. 22 L. 633/41), appartengono però allo scrittore ombra, non all'autore fittizio, e inoltre "l'accordo con cui si conviene di attribuire la paternità di un'opera a persona diversa dal vero autore è da ritenersi nullo".

Rif. Paolo Auteri, Diritto d'autore, in AAVV, Diritto industriale. Proprietà e concorrenza, Giappichelli, 2001

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