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asalalp

master Lighting Design

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Sto cercando di capire quale sia il migliore tra questi Master/corsi di Lighting Design e le alternative che ci sono all'estero o online (certificazioni online)

Master Politecnico di Milano - 400 ore

http://www.polidesign.net/it/lighting

Sapienza Roma

http://www.masterlighting.it/

IED Firenze - 220 ore

http://www.ied.it/firenze/scuola-design/corsi-master/lighting-design-progettare-la-luce/DFH2047I#.U3CGG_l_t8E

In alternativa questi Online della Philips

http://www.lighting.philips.com/main/connect/Lighting_University/certification/led-certification-program.wpd

Qualcuno ha esperienza diretta o indiretta di questi corsi/master? Oppure conoscete scuole americane o europee di un certo livello?

Sbocchi professionali in Italia e all'estero?

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Per il Master alla sapienza conosco il professore Corrado Terzi, che vedo fa parte del coordinamento scientifico del master.

Diedi con lui l'esame di lighting design al corso di architettura e fù uno degli esami più belli. Il corso era ben strutturato con del bel materiale didattico e incontri interessanti con importanti aziende del settore, inoltre quando uno ama quello che fa lo trasmette anche alla sua classe.

Del Master in particolare non conosco nient'altro!

Ciao

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Per la Sapienza ti posso rispondere. La responsabile ha fatto il dottorato insieme a me, se ti interessa la parte architettura / design sicuramente è una buona soluzione, conta che il padre del master è proprio Corrado Terzi che in architettura è il padre, almeno della didattica e dell'applicazione illuminotecnica in Italia. Attenzione però a separare bene le cose perché l'illuminotecnica che riguarda l'architettura è molto lontana da quella ad esempio che si trova nel cinema e nell'animazione per cui, fatti salvi i principi, se vuoi lavorare in questi ultimi ambiti non te ne fai proprio nulla. Gli sbocchi lavorativi dipendo a loro volta da quello che vuoi fare, c'è più di un grande studio all'estero che ha un reparto dedicato solo e soltanto al light design ed un titolo di master è spendibile anche con le aziende. lavorare solo e soltanto come professionista del lighting come freelance non è semplice ovunque, il tuo grado di specializzazione dovrebbe essere a livello "guru" e si raggiunge dopo circa un 10 anni di presenza attiva nel campo della progettazione.

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Sbocchi professionali in Italia e all'estero?

Ovviamente studi di illuminotecnica........:)

Il progettista fa il progetto, chiama lo studio di illuminotecnica che fa i calcoli delle quantitá di luce necessaria, soluzioni per ottenerla, possibili prodotti, possibile disposizione, etc. produce una broschure che spedisce al progettista che controlla, verifica, rimanda indietro, etc. Questo vale per l´edificio per uffici, per il parcheggio del centro commerciale, per l´illuminazione di uno stadio o di una stazione.

Giochi di luce, effetti particolari, etc. etc. non fanno parte di questa professione o, meglio, é l´1% del lavoro, Conceptlicht e Equation Lighting due studi abbastanza importanti giusto per vedere.

Altro possibile sbocco sono i produttori stessi di sistemi illuminotecnici (i piú grandi al mondo Erco e Zumtobel) che spesso insieme al prodotto illuminotecnico offrono anche la progettazione, per cui ovviamente servono gli architetti (occhio, per progettazione intendo quanto sopra, calcoli, disposizione, etc., progettazione di lampade e tutto il resto é cosa di ingegneri e designer).

Negli studi di architettura anche é difficile se non impossibile che ci siano specialisti simili, uno solo non serve a niente e i anche i grandissimi si affidano ai Conceptlicht e simili, anche perché i contratti sono sempre separati.

Per l´utilitá o meno del master non so che dirti, se comunque hai intenzione di cercare all´estero il mio consiglio é di "masterizzarti" laddove intendi cercare lavoro

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Sbocchi professionali in Italia e all'estero?

Condivido quanto scritto krone e Ivan, aggiungendo che le condizioni di mercato attuali tendono a far sì che nel nostro paese i rappresentanti di forniture per l'illuminazione, spesso si improvvisano nell'esecuzione delle valutazioni illuminotecniche. Gli agenti si presentano già con tanto di portatile e Dialux (o Relux) installato proponendoti simulazioni nel costo della fornitura del materiale. Io stesso ho avuto modo di incontrare questi casi in ambiti di commessa di una certa entità, il che mi ha spaventato non poco, se non altro perchè al semplicità di utilizzo di questi freeware comporta la svalutazione delle competenze professionali. Solamente in alcuni casi, questo servizio veniva svolto da architetti freelance che stipulavano dei contratti a progetto con i fornitori, oppure erano integrati nelle aziende, ma in quest'ultimo caso erano dei "commerciali" puri. Sopra i 6 zeri di appalto ci si orienta in buona parte verso studi dedicati, l'improvvisazione si riduce sensibilmente, ma i lighting designers spesso peccano di attenzione (o competenza?) agli schemi d'impianto (spesso non conoscono la differenza tra impianto tradizionale e in bus il che rende difficile la gestione del linguaggio), col risultato che i corpi luminosi e le quantità messe in gioco sono incompatibili con il dimensionamento della rete. All'estero non ho esperienze dirette, pertanto mi affido alle valutazioni precendenti. :hello:

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un mio amico / collega di studi lavora per uno dei due grandi produttori sopra citati ed in effetti quanto dice Haran Banjo é giusto, lo stesso produttore che in tutto il mondo vende il progetto illuminotecnico, solo in Italia é costretto a regalarlo come bonus legato ad una fornitura dei prodotti un po perché l´illuminotecnica se la filano in pochi, un po perché tutto ció che é legato all´architettura in Italia é molto fai-da-te, perché siamo tutti creativi, poeti, navigatori, etc. etc. per cui e che ci vuole, un faretto qua e uno la, mentre all´estero chi ci studia dietro.

Tutto ció si riflette o forse é colpa anche dell´universitá, perché vedendo i corsi postati da asalalp vedo 220 ore a Firenze secondo cui il lighting designer fa showroom e musei (siamo artisti, ovviamente) Roma e Milano che con 400 ore hanno un bel vantarsi di posizionare l´80% dei loro studenti nel mondo del lavoro (incredibile e soprattutto appetitosa percentuale calcolata chissá come).

Se vado all´estero vedo il master della TU di Monaco che dura due anni (4 semestri) non fa riferimento a percentuali, centinaia di aziende collaboranti, ma semplicemente programma dettagliato e nome dei professori.

Io saró pure esterofilo o forse troppo scettico, peró l´impressione é che ormai in Italia piú che fare formazione si cerchi in tutti i modi di vendere titoli, "master" é ormai qualsiasi cosa, dal corso di una settimana alla raccolta punti del supermercato. Il problema é che all´estero Master resta comunque un corso di due anni, per questo il mio consiglio é quello (se si ha intenzione di lavorare all´estero o si cercano certi titoli per andare all´estero) di anticipare e di studiare direttamente all´estero. La colpa non é neanche delle universitá, perché obiettivamente un corso di due anni in Italia in campo architettonico sarebbe ridicolo, e per il livello medio (dove come detto la progettazione non importa a nessuno) é sicuramente il massimo che si possa offrire/pretendere, l´unica cosa é che a livello europeo il distacco é veramente tanto.

Poi ovviamente, tutto dipende dalla persona e anche da una piccola dose di fortuna.

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Io saró pure esterofilo o forse troppo scettico, peró l´impressione é che ormai in Italia piú che fare formazione si cerchi in tutti i modi di vendere titoli, "master" é ormai qualsiasi cosa, dal corso di una settimana alla raccolta punti del supermercato.

purtroppo la penso allo stesso modo. Il quadro generale è imbarazzante.

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Ci si potrebbe fare un discorso lungo, sono anni che battaglio per dare una vera identità alla parola master (che è un titolo più della laurea!!! [dovrebbe esserlo]). Se all'università vuoi mettere su un master devi fare una montagna di compromessi, tra i quali assicurare il lavoro dopo che è finito, altrimenti visti i costi (che lievitano a causa della burocrazia) vi va deserto. Per questo ho iniziato a proporre corsi intensivi di 40 ore in una settimana...incrocio le dita e vediamo che ne esce.

P.s. Anche se sono esterofilo convinto iersera ho visto un master di un'accademia d'arte newyorkese, docenti preparati per carità ma non più di quelli dell'accademia di belle arti di Via di Ripetta, costo: 60.000 dollari l'anno

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Io saró pure esterofilo o forse troppo scettico, peró l´impressione é che ormai in Italia piú che fare formazione si cerchi in tutti i modi di vendere titoli, "master" é ormai qualsiasi cosa, dal corso di una settimana alla raccolta punti del supermercato.

Effettivamente anche nel settore CG è pieno di "master" di un mese...

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P.s. Anche se sono esterofilo convinto iersera ho visto un master di un'accademia d'arte newyorkese, docenti preparati per carità ma non più di quelli dell'accademia di belle arti di Via di Ripetta, costo: 60.000 dollari l'anno

:eek:

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P.s. Anche se sono esterofilo convinto iersera ho visto un master di un'accademia d'arte newyorkese, docenti preparati per carità ma non più di quelli dell'accademia di belle arti di Via di Ripetta, costo: 60.000 dollari l'anno

Il paragone con le universitá statunitensi lo trovo piuttosto stupido, altro continente, altra realtá é vero, costi esorbitanti, ma esorbitanti sono anche i guadagni di un laureato americano (in confronto ai nostri). Se vuoi fare un paragone intelligente devi dire che un master costa 60mila (e l´universitá tra le 60 e le 100mila dollari l´anno) ma un architetto guadagna in partenza 50mila euro l´anno, con un master qualcosa di piú e se lo ripaga in un paio di anni....

Certo se vai negli USA a fare un master da 60mila dollari e poi torni in Italia per lavorare a15mila euro a partita iva non é proprio una furbata, come non credo che siano cosí co...oni gli americani da spendere 60 a casa loro piuttosto che 5 in Italia, diciamo 20 includendo un attico a Piazza di Spagna per il soggiorno, perché evidentemente con il master da 5mila ci fanno poco o niente........

IL confronto lo farei piuttosto con l´Europa, dove possiamo liberamente circolare e liberamente lavorare, per cui il paragone, o meglio la concorrenza, sono professionisti che si presentano con master di 2 anni / 4 semestri e noi che ci presentiamo col master di 1 anno che in alcuni casi costa pure di piú dei corrispettivi stranieri (Politecnico e Sapienza leggo rispettivamente 6900 e 5400 euro per un semestre :blink: ).

Poi io non vorrei essere ingeneroso, perché sarebbe troppo facile, ma per 60mila dollari mi danno pure il campus, i prati verdi e le cheerleaders, che non hanno nulla a che vedere con l´offerta formativa, io ci sono stato un paio di anni e ci ho discusso pure la tesi, quindi conosco, ma se venissi da fuori e avessi spesso 5000 euro per finire qua dentro, mi inca.....erei e rimpiangerei di non aver chiesto un prestito per andare in america o piú semplicemente aggratis in Francia o in Germania.

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Non è in discussione che gli attestati presi sul suolo americano valgano, sul suolo americano, molto di più di quelli presi ovunque nel mondo (sono protezionisti e per molti versi fanno davvero bene). Delle prime 10 università del mondo ne posseggono ben 9 (e l'altra è inglese). L'appunto era solo sulla qualità dei docenti delle materie artistiche le cui pubblicazioni ed il cui peso scientifico è paragonabile alla media dei docenti italiani.

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L'appunto era solo sulla qualità dei docenti delle materie artistiche le cui pubblicazioni ed il cui peso scientifico è paragonabile alla media dei docenti italiani.

Pubblicazioni scientifiche di docenti di materie artistiche? Ma di cosa stiamo parlando precisamente?

Anche se fosse come dici tu, ti potrei citare Eliasson, Richter, Kapoor, etc. etc. insomma gli artisti al momento internazionalmente piú conosciuti ed influenti e credo che tra questi ci sia nessuno che abbia studiato a via di Ripetta........

Anche se i ti faccio i nomi di artisti figurativi cosidetti neoclassici i nomi non sono italiani, nonostante via di Ripetta e nonostante abbiamo piú background,,,,,,,

Io credo che questo non essere critici, questa presunzione di essere i migliori per il passato e la storia porti a nulla anzi a perdere posizioni su posizioni e i risultati si vedono, universitá pessime, fuga di cervelli e tutto il resto peró, premio di consolazione, abbiamo Dante e Manzoni, Giotto e Raffaello, Pompei e il Colosseo (che cascanno a pezzi), ogni paragone é vecchio di almeno 200 anni perché li ci siamo fermati e per diritto storico-divino i nostri professori sono sempre i migliori, i nostri artisti sempre i migliori, gli architetti migliori e cosí via.......

Di sicuro all´estero non ci sono i fenomeni, ma non ti credere che in Italia ce ne siano cosí tanti e che é tutta colpa della burocrazie, etc. etc.

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Non ho nessuna intenzione di difendere il primato culturale/artistico italiano ed in generale quello del bacino del mediterraneo, ormai appartiene alla storia. Non è però che Mario Ceroli o Mimmo Paladino (che è più giovane di Kapoor, per dire che non sto riesumando dinosauri) siano inferiori a quelli da te citati. Tuttavia non ritengo che sia la burocrazia o il resto ad affondare l'arte italiana ma la mancanza di correnti e la squalificazione del ruolo dell'artista ( non solo di quello figurativo) e la sua distruzione come modello ed esempio. Proprio nel nostro campo molti ottimi professionisti vengono dalla Bulgaria, dalla Turchia o dal Marocco dove burocrazia e corruzione sono a livelli inimmaginabili perfino da noi e le università sono in fondo a tutte le classifiche.

Con anni di politica su "prendersi il meglio" gli USA hanno avuto il merito di agevolare artisti da ogni parte del mondo che oggi appartengono al loro parteur ma che di statunitense non hanno nemmeno la formazione di base...politica lungimirante che non posso che applaudire.

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Inviata (modificato)

Non è però che Mario Ceroli o Mimmo Paladino (che è più giovane di Kapoor, per dire che non sto riesumando dinosauri)

guarda io non voglio fare il puntiglioso a tutti i costi, peró se uno scrive qualche sfondone lo faccio notare, quindi scrivendo meno sfondoni io posto meno repliche.......

post-29890-0-79627200-1400081552_thumb.j


Modificato da krone

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Pardon mi scuso con tutti, ci mancherebbe, ricordavo male. Converrai però che parliamo della stessa generazione artistica (non per giustificare l'errore, ci mancherebbe).

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*wall of text incoming*

Gentili,

mi permetto di inserirmi nella discussione in quanto potrei contribuire a fare un po’ di chiarezza su quanto chiedeva OP e su alcune questioni discusse in generale.

Innanzitutto, mi presento, mi chiamo Andrea e (oltre che appassionato di 3D) sono il vice-direttore del master del Politecnico di Milano.

So bene che questo non mi mette nella condizione di non essere l’interlocutore più super-partes, ma cercherò di essere il più imparziale e oggettivo possibile:

Veniamo alla domanda iniziale:

- Master Politecnico di Milano - 400 ore

http://www.polidesign.net/it/lighting

- Sapienza Roma

http://www.masterlighting.it/

- IED Firenze - 220 ore

http://www.ied.it/fi...7I#.U3CGG_l_t8E

- In alternativa questi Online della Philips

http://www.lighting....ion-program.wpd

Senza entrare nei meriti del “migliore” (che cozzerebbe con quanto ho detto prima), c’è una differenza fra questi… I primi due sono Master universitari, gli altri, no.

Che differenza c’è tra Master universitario e Corso/Master generico (vale per qualsiasi materia)?

Il master universitario è un titolo a valore legale riconosciuto dallo stato (come le lauree) eroga non meno di 60 crediti (ECTS), che possono anche essere riconosciuti per frequentare altri corsi di studi (se compatibili). Ha un monte studio di non meno di 1500 ore studente, che equivalgono appunto a circa 400 ore di aula. Per ottenere il titolo di “master universitario” bisogna avere almeno la laurea triennale.

Gli altri “master”, lo sono solo di nome… In realtà, per il sistema formativo Italiano sono equiparabili a dei corsi privati. Quello dello IED ad esempio, anche se in alcuni siti o newsletter riporta la dicitura “master”, di fatto è un corso. Quelli della Philips sono dei corsi online che rilasciano una loro certificazione sui LED.

Con questo non entro assolutamente nel merito della qualità, possono essere tutti molto validi da un punto di vista dei contenuti.

Quindi, cambia qualcosa?

Qui entriamo nel discorso del “pezzo di carta” (che vale anche per le lauree allora).

Essendo che la professione del Lighting Designer non ha un albo professionale, di fatto non è richiesto un titolo di studio specifico; di conseguenza chiunque potrebbe essere uno straordinario professionista, senza aver mai fatto un corso, ma con tanta passione e competenza (e come diceva Ivan, anche l’esperienza non guasta).

Il rovescio della medaglia è che un qualsiasi salumiere (senza mancar di rispetto ai salumieri) può improvvisarsi “esperto di illuminazione” (e purtroppo ce ne sono veramente tanti così).

Lighting Design non è “dipingere con la luce” è una materia che si basa su principi di fisica tecnica, elettrotecnica ed elettronica, fisiologia e percettologia, prima di essere uno straordinario strumento di comunicazione ed emozione (ho visto citati molti straordinari artisti, ma attenzione che si tratta di una professione differente, anche se intrecciata).

Per poter fare una valutazione sulla qualità dei corsi, dovresti confrontare i programmi, l’istituto (pubblico o privato) che organizza, la faculty dei docenti, la stabilità (numero delle edizioni) e confrontarti con magari chi ha già fatto il master in precedenza e il placement del master.

In merito al placement del master, vorrei fare un appunto su quanto detto da Krone (che ha comunque detto molte cose vere nei suoi post)

Milano che con 400 ore hanno un bel vantarsi di posizionare l´80% dei loro studenti nel mondo del lavoro (incredibile e soprattutto appetitosa percentuale calcolata chissá come)

Preciso per maggiore chiarezza… La percentuale è calcolata chiedendo ai nostri ex-studenti a un anno di distanza dove sono impiegati. Teniamo i contatti anche perché ogni volta che un’azienda/studio cerca qualcuno, noi mandiamo comunicazione a tutti loro.

Per quanto possa sembrare “incredibile e soprattutto appetitosa” è anche vera.

Non perché non ci sia crisi, beninteso, il settore dell’illuminazione ha subito un tracollo di almeno il 20% sul fatturato negli ultimi anni, ma l’Italia è comunque la sede di numerosissime realtà produttive e uno dei principali produttori mondiali di apparecchi e sistemi di illuminazione (ho visto citate due grandi aziende una Tedesca e un Austriaca, ma in Italia ci sono iGuzzini, Artemide, Flos, FontanaArte, e tantissime altre).

Oggigiorno studi e aziende lavorano molto di più con l’estero che non in Italia (dove il mercato è ahimè stagnante) e hanno necessità di personale che sia preparato.

Non esiste un indirizzo di laurea in progettazione illuminotecnica e quindi a chi si rivolgono aziende e studi?

Non so a Roma, ma a Milano ne masteriziamo non più di 30 all’anno, la percentuale non è così “incredibile”.

Ci abbiamo messo anni a costruire il programma didattico, lavorando con le aziende e gli studi per capire quali erano le competenze che mettevano le persone in condizioni di essere operative da subito.

Durata.

Non va confuso il termine master del mondo anglosassone con il master universitario che c’è in Italia. Nei paesi anglosassoni il master è di fatto la nostra laurea magistrale (MSc, Master of Science). In Italia è un titolo didattico a parte (durata di un anno) che può coesistere con la laurea di primo o secondo livello.

Ultima cosa e poi finisco :lol: , il prezzo.

Il master di Roma e il master del Politecnico di Milano sono di fatto fra i più economici al mondo. So che fa impressione leggere qualsiasi cifra sopra i 1000, ma dovete considerare che si tratta di 1 anno di didattica (non un semestre Krone, si parte ai primi di ottobre e si finisce a fine settembre dell’anno dopo).

Potete verificare voi stessi, alla pagina: http://www.iald.org/...ols.asp#masters

A parte il master della Hochschule Wismar, che dichiara di essere gratuito (ma di fatto devi pagare l’immatricolazione alla Wismar per 4 semestri), provate a dare un occhio alle tuition.

A Milano la classe del master di solito è composta al 50% di studenti stranieri (Sud-America, Iran, Grecia, Cina, Russia, Stati Uniti, Francia, Spagna, ecc) e il prezzo conta anche qualcosa…

Minor prezzo = minor qualità? No. Non abbiamo le strutture (almeno non le cheer leaders, ma i campus verdi li abbiamo però) che possono vantare al Rensselaer Polytechnic Institute di Troy, ma ci confrontiamo continuamente con le altre università sui programmi didattici e (e qui mi concedo di tirare un po’ l’acqua al mio mulino) non abbiamo nulla da invidiare agli altri (non basta il prezzo basso a far smuovere uno studente di New York per iscriversi qui, se ha la Parsons a 2 isolati di distanza).

Ok, vi ho tediato abbastanza, ma rimango a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Saluti

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