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Emigrato

Uso stampante 3D in medicina

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Straordinaria operazione di un'equipe chirurgica di Lodz (PL) che ha impiantato una protesi nella testa di un uomo.

Quattro anni fa, a seguito di un incidente sul lavoro, costui aveva perso un pezzo di cranio.

Sulla base di una tomografia ad alta risoluzione, e' stata ricavata al computer la forma del "buco", poi mandata verso una 3D printer.

Lo stampo in polietilene e' stato quindi inserito perfettamente in posizione, poi ricoperto da uno strato di pelle "coltivata" a parte.

Oltre all'aspetto estetico, la protesi consente di proteggere adeguatamente il cervello.

Qui l'articolo del sito online, con relativo video.

P.S.

Se qualcuno ha notizia di analoghi utilizzi medici delle stampanti 3D, può appenderli in questa discussione, grazie.

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Un articolo molto interessante lo puoi trovare su "le scienze" di luglio.

Tratta in generale di tecnlogie innovative e ricerche aperte in ambito medico.

In particolare un articolo tratta dell'utilizzo di macchine di prototipazione di tipo additivo, cioè macchine che depositano sul supporto materiale strato dopo strato fino a generare la forma del modello 3d.

Invece di utilizzare materiale plastico o collanti che induriscono la polvere nel vassoio di stampa (vedi z-corp) deposita vero e proprio materiale organico: in un prossimo futuro, non troppo lontano secondo l'articolo, si potrebbero quindi generare duplicati di organi umani, ad esempio un fegato.

Il problema però è che il nuovo organo non è sufficientemente durevole perchè sebbene si possano realizzare vasi sanguigni nella stampa 3d, semplicemente ricavando i condotti nel modello di stampa; il materiale è troppo poco resistente alle pressioni esercitate dal passaggio del sangue nei vasi sanguigni e quindi tende a sfaldarsi compromettendo il suo corretto funzionamento.

I ricercatori hanno quindi escogitato un ingegnoso metodo di stampa dei vasi sanguigni: si parte da una stampa 3d in glucosio del sistema di vasi, questo groviglio zuccherino viene poi immerso in una coltura organica che depositandosi crea una pellicola simile al tessuto dei condotti sanguigni. Infine si immerge il tutto in acqua, e questa scioglie lo zucchero ma non i condotti cavi del nuovo sistema sanguigno.

L'articolo non spiega però come si possa infine "unire" il sistema sanguigno con il tessuto dell'organo.

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