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  1. Ciao Treddi community, mi chiamo Patrick e sono un architectural visualizer con circa 10 anni di esperienza. Ho lavorato in diversi studi di architettura in Italia principalmente come freelance, ma circa 4 anni fa ho deciso di oltrepassare il confine e trasferirmi a Brighton (UK), dove attualmente lavoro per uno studio di ArchViz. Di recente ho deciso di aggiornare il mio portfolio, poiché le immagini che avevo erano piuttosto datate. Infatti se visitate il mio profilo noterete che é praticamente vuoto, questo perché nel corso degli ultimi 4 anni ho acquisito nuove competenze e abilitá tecniche, per cui era giunto il momento di ripartire da zero con la presentazione dei miei lavori. Oltre alla mia attivitá di visualizer, nel tempo libero mi dedico alla fotografia, attivitá che considero strettamente collegata e complementare al mio lavoro. Ho deciso quindi di condividere con tutti voi questo "Making Of " nel quale descrivo il workflow, dalla modellazione al compositing finale, che ho utilizzato nel progetto "Computing and Engeeniring Building Coventry UNI." con particolare attenzione alla immagine con me presente nella scena. Detto questo é ora di passare alla pratica. 1) ISPIRAZIONE Quando l'obiettivo é realizzare un'immagine da portfolio la prima cosa é sicuramente cercare ispirazione. Ho passato ore al PC cercando di creare immagini tratte da progetti che giá in partenza non rispecchiavano il mio gusto e stile; vi posso assicurare che é stato tempo perso. Quindi il mio consiglio per voi é di trovare un'edificio di cui vi piaccia l'architettura e il design e trovare piú informazioni possibili a riguardo. L'ideale é trovare piante, sezioni e prospetti, in aggiunta ovviamente a delle reference foto. Chiaramente, nel caso in cui si tratti di lavoro retribuito, dovrete dare il meglio di voi qualsiasi sia il progetto che vi é stato commissionato e molto spesso dovrete trovare dei compromessi tra il vostro gusto personale e le richieste del cliente. Questi disegni sono stati fondamentali per ottenere le proporzioni dell'edificio e soprattutto per avere delle linee guida da seguire durante la modellazione (cosa che non sempre é facile da ricavare dalle foto). 2) MODELLAZIONE Nella seconda fase comincia la modellazione vera e propria. Nel migliore dei casi, avendo giá a disposizione dei disegni in CAD, é sufficiente importarli in MAX e cominciare a definire i solai e le strutture principali; in questo modo iniziamo a dare una forma generale all'edificio. Per questo specifico progetto, non avendo questi disegni a disposizione, ho creato dei piani ai quali ho applicato le immagini trovate online come texture. Un altro fattore da pianificare prima di cominciare a modellare l'intero edificio, sono le viste che vogliamo realizzare. É inutile infatti costruire tutto, se poi non sará visibile o non influirá nel risultato dell'immagine finale. Detto questo peró, dobbiamo sempre tenere in considerazione tutto ció che invece verrá anche solamente riflesso dalle superfici in vetro, poiché in questo caso diventerá parte integrante della scena e inciderá sul risultato finale. A mio parere infatti uno dei punti deboli dei render che spesso si vedono online sono le vetrate che rifletto solo il cielo azzuro e nient'altro! 2a. Moduli Arrivato a questo punto, visto che l'edificio in questione é formato principalmente da moduli tutti uguali che si ripetono, ho diviso le facciate con le rispettive forme base da cui successivamente ho modellato ogni modulo singolarmente. Piú dettagli si aggiungono in questa fase migliore sará il risultato finale. Vale lo stesso per i materiali, ma di questo ne parleró nella prossima fase. 2b. "UVW unwrap" vs "UV map" Una volta completati i moduli, ho creato le UVW. Personalmente non amo usare "l'UV map" tool di 3DS max, perché ritengo che molto del realismo si perda con le UV automatiche, o mal fatte. Ovviamente per oggetti non troppo visibili o secondari queste tool funzionano benissimo, ma per le parti principali il caro vecchio metodo dell' "UVW unwrap" é insuperabile. 2.c "Instances" vs "Copies" Finita la modellazione ed uvs dei vari elementi, essendo questi tutti uguali, ho composto l'intera facciata. Ho scelto di usare "Instances" e NON "Copies"; questo perché nel caso ci fosse stato bisogno di modificare un singolo modulo, automaticamente l'intera facciata si sarebbe aggiornata di conseguenza. Questo vale soprattutto per le UVs, o nel caso in cui dovvessi aggiungere dettagli che ho tralasciato! 3) TEXTURING Per quanto riguarda l'archViz, illuminazione e texturing vanno molto spesso di pari passo; per questo motivo consiglio di impostare subito una illuminazione di base. L'utilizzo del "CoronaSun" per il momento sará sufficiente a darci una resa iniziale accettabile. Tenete presente che alcuni materiali andranno ritoccati una volta decisa l'illuminazione finale. Non potendo spiegare il workflow di ogni singolo materiale, prenderó come esempio il legno delle travi, essendo questo non il piú complesso, ma quello che mi ha dato piú soddisfazione nella resa finale. Dato che il legno usato negli edifici é sempre dipinto o trattato con vernici per renderlo immune dagli agenti esteri, ho deciso di utilizzare un "layer material" (il motivo lo spiegheró in seguito). 3a. Il materiale base Il materiale base é relativamente semplice. Sono partito da una texture di assi di pino, da cui ho separato le singole assi che ho caricato nel "multimap node". Ovviamente piú assi abbiamo meglio é. Nel multimap node l'opzione "mode" deve essere impostata come "mesh element". Questo funziona nella maggior parte dei casi e fará sí che ogni singola asse usi una diversa texture di legno, evitando cosí che ci siano ripetizioni visibili. Per un miglior controllo sul comportamento del materiale consiglio di convertire la "Diffuse Map" in bianco e nero tramite il "Corona Color Correction" (le bump vanno sempre in Gray scale). Poi é fondamentale ricordarsi di collegarlo a un "Corona Bump Converter", il quale andrá collegato a sua volta al canale "Bump" del materiale stesso. In caso contrario il bump non funziona! 3b. Il Layer material Creare un singolo materiale legno, modificandolo per renderlo piú lucido o riflettente, non é uguale a creare un secondo materiale vernice da sovrapporre al "layer material" di base. Il materiale vernice guiderá quindi solo il canale delle riflessioni. Personalmente trovo che questo metodo sia quello piú efficace, flessibile ed accurato. Il segreto per ottenere il realismo sono le imperfezioni! per quanto perfetta ci possa apparire una qualsiasi superficie niente é completamente liscio, quindi aggiungete sempre una mappa al canale Bump, lavorate sul canale glossiness ed aggiungete sempre un po' di riflessioni. Non esistono materiali che non riflettono la luce! 4) LIGHTING E SCELTA DELLE TELECAMERE Adesso che abbiamo il modello e i materiali base, si puó passare all'illuminazione vera e propria; il tutto dopo che abbiamo deciso la nostra telecamera. Personalmente quando creo le telecamere cerco di immedesimarmi nella scena come se fossi un vero e proprio fotografo chiamato a fare uno shooting all'edificio. Bisogna lavorare molto sulla composizione, giocare con la posizione di luci ed ombre, ed evitare lunghezze focali impossibili. A mio parere bisogna anche limitare l'uso del vertical tilt/shift (non dico che non si deve utilizzare proprio, ma ci si deve limitare a quello che sarebbe fisicamente possibile nella vita reale). Ritengo piú sensato posizionare la telecamera dietro ad un muro ed usare il clipping per ottenere la composizione che sto cercando, piuttosto che distorcere tutta la geometria della mia scena. 4a. HDR In questa specifica vista ho utilizzato una HDR come illuminazione globale. Solitamente uso immagini HDR per render di esterni e corona Sun per gli interni, ma in questo caso, volendo creare un'atmosfera piú cupa, ho deciso di utilizzare una HDR di un cielo nuvoloso. Inoltre cerco sempre di utilizzare paramentri che utilizzerei nella vita reale per scattare una foto nelle stesse condizioni. In questo modo evito di compromettere l'HDR, cosa che potrebbe creare artifact (come pixel completamente bianchi, ecc.) e mi garantisce una resa fotorealistica del render finale. 4b. Volume Material Una volta ottenuta l'illuminazione desiderata, passo al "volume material". Questo mi permetterá per dare un po' di drammaticitá/atmosfera all'immagine. Un appunto personale: per modellare interi edifici uso normalmente il metro come "world unit". Per questo motivo per far funzionare correttamente i "volume materials" é necessario diminuire la distanza "dell'environment" nei "render settings" di corona. 5) RISOLUZIONE MINIMA DI UN'IMMAGINE La risoluzione minima che normalmente viene utilizzata in uno studio di rendering specializzato in ArchViz é di 5000px nel lato piú lungo. Ultimamente, con l'uscita di fotocamere da 50/60 megapixel siamo stati costretti a realizzare fotoinserimenti da 9000px! Questo é possibile solo avendo a disposizione una renderfarm. Per noi comuni mortali con un singolo PC a disposizione direi che 5000px é la risoluzione ideale per una vista esterna o un ampio interno. Per viste piú ristrette come in questo caso invece, 3500px sono sufficienti per apprezzare tutti i dettagli! 6) RENDERING Finalmente é il momento di premere il tasto "Render"!!! Cerco sempre di creare piú "RGB mask" possibili, poiché é il metodo piú facile ed accurato per selezionare i vari oggetti nella scena. Soprattutto se si usa il "depth of field" nella telecamera, queste maschere infatti ne tengono in considerazione la sfocatura. 7) POST-PRODUCTION Una volta ottenuto il render sono passato alla post-produzione e all'inseriemento della persona nella scena. 7a. Shooting fotografico lo shooting che ho realizzato in realtá é abbastanza semplice. Chiunque abbia a dispozione una fotocamera e un flash separato é in grado di riprodurlo. Anche qui il segreto é pianificare quello che si vuole fare e avere giá in mente quello che dovrá essere il risultato finale. Avendo giá deciso che l'atmosfera doveva essere quella di una giornata grigia e cupa, ho aspettato un giorno nuvoloso ed ho scattato la foto all'esterno. Sarei stato posizionato in piedi e di spalle di fronte alla finestra, perció l'angolazione e la lunghezza focale utilizzata nello shooting dovevano corrispondere il piú possibile alla telecamera utilizzata per realizzare il render. La foto che mi riprende da davanti mi é servita per creare la mia riflessione nel vetro. Per posizionarmi nella scena e prendere le proporzioni corrette, ho importato il modello di una persona in 3D e salvato un screengrab come riferimento. La luce piú intensa é ovviamente quella che filtra attraverso la finestra, per cui ho usato il flash per ottenere le highlight del mio viso. 7b. Color grading del soggetto Dopo aver fatto un po' di post produzione nel render, sistemato i materiali dei quali non ero completamente soddisfatto passo a posizionare la persona. Una volta trovata la giusta posizione, il primo passo per il "color grading" e creare un layer "curve" e settare i vari "white, black, and grey" point dall'immagine di sfondo. Poi usando una "Clipping mask" applicare il layer "curve" solo al layer della persona. Se ho selezionato correttamente i colori dall'imagine di sfondo, si nota subito che la persona sembra molto piú integrata nell'immagine. Ovvimanete non é ancora perfetta, ma questo a mio avviso é il passaggio piú importante! In questo caso la differenza e minima, in altri casi dove la persona che dobbiamo inserire non é stata fotografata con la stessa luce del nostro render questo passaggio fa davvero la differenza! Giunto a questo punto continuo la post-produzione fino ad ottenere il risultato finale! Questo é il mio primo "making of" da quando ho cominciato la mia carriera da visualizer e conto di farne altri per i prossimi progetti. La cosa che mi auguro di piú é di essere stato d'aiuto/ispirazione a tutti quelli che hanno speso del tempo a leggerlo ed ovviamente qualsiasi consiglio e/o critica sono ben accetti! Nel frattempo seguitemi per rimanere aggiornati: Instagran: @patrick.dallatorre Behance: https://www.behance.net/patrickdallatorre Grazie D@ve per questa possibilitá!
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    Non avevo ancora approfondito la modellazione dei personaggi cartoon, e l'idea è venuta da mia sorella (concept artist e illustratrice). Il painting è suo, io ho cercato di riprodurre fedelmente il soggetto.
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    E' stato il mio primo modello impegnativo, mi sono divertito a immaginare un possibile quadricottero del prossimo futuro. Sono ancora soddisfatto del risultato, non cambierei molto se dovessi realizzarlo oggi.
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    My personal project i modeled sofa the coffee table and armchair with throw used zbrush and marvelous designer for details render with 3dsmax Hope you like 'cheers www.sciontidesign.com
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    •My goal was to recreate a simple, pleasant and amiable model that had a studied artistic direction. This concept was inspired by positive emotions and referring to the target children.
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    Project 1115: 3D Sofa Chair Modeling and Visualization Services Client: 878. Alex Location: New york– USA https://www.yantramstudio.com/3d-product-modeling.html 3d Sofa Chair Modeling and Visualization Services. With 3D visualization product advantages, new developments and technical connections are made visible. Even interior designers and furnitu re buyers can win with it. 3D has become an integral part of modern planning and marketing of interior spaces. Whether 2-seater or 3-seater, Fabric Seat and the Monterey Mesh Seat, Manchester High-back and the Manchester Mid-back, elegant, Ergohuman Leather, multi-function or country-style: With the 3D furniture visualization you can individually plan your living environment and thus realize a dream of a perfect living room.
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    Spero vi piacciano le zucche urlanti. Modello, procedural shaders e textures realizzate in Blender.
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    Ciao Ragazzi vi presento uno dei miei ultimi lavori personali, in questo progetto ho cercato di raffigurare un personaggio edito alla sorveglianza della città , lui e motorizzato con una bella harley ed in compagnia di due droni armati.Il tutto e stato modellato con tecnica hardsurface per la moto, droni e ambiente, nel caso del character ho eseguito uno sculpting in blender per avere il concept pronto per poi eseguire il retopo. Texture create in parte con le procedurali di blender in aggiunta delle immagini bitmap. Inoltre ho creato un rig al personaggio per poterlo mettere in posa. Spero vi possa piacere. Consigli e critiche sempre ben accetti. Max
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    My Scandinavian interior realtime raytrace render Unreal Engine 4.22 Hdr lightning and raytrace technology no baked lights all realtime Sofa designed and modeled by me using 3dsmax and cloth simulator and zbrush for details. www.sciontidesign.com
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    Ciao a tutti, vi presento il mio ultimo delizioso progetto modellato in Blender e renderizzato con EEVEE.
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    Just updated my reel as model and texture artist, I made this with Maya, Zbrush, Mari, Vray and Photoshop. Will post on artstation with some more stills tomorrow. Hope you like it
  12. Ciao a tutti, sono Davide Tezza: sono un architetto e 3D Artist. Da circa sei anni mi occupo principalmente di visualizzazione architettonica come libero professionista dopo aver accumulato oltre sette anni di esperienza in diversi studi di architettura, ricoprendo via via ruoli sempre diversi (tirocinante, progettista/architetto/designer, model maker, visualizer ecc.) Negli ultimi anni la mia attenzione si è rivolta maggiormente verso la progettazione e produzione di immagini digitali di alta qualità per l’Architettura e l’Interior Design e, in particolare, di immagini con finalità commerciali o promozionali, soprattutto per quanto riguarda il settore dell’arredamento e del design. I primi approcci con il 3D risalgono ai tempi dell’Università a Venezia (2003-2009) dove, da autodidatta, ho iniziato ad utilizzare SketchUp e V-Ray raggiungendo negli ultimi anni risultati soddisfacenti (…a mio avviso, ovviamente, però lascio siano gli altri a giudicare!). Un anno fa, seguendo i consigli di colleghi e amici, ho deciso di affiancare a questi tools uno strumento più versatile come Cinema 4D: attualmente, infatti, utilizzo Cinema 4D e Corona Renderer per i miei lavori. Per la realizzazione del concept “Norwegian Home” ho adottato, in prima battuta, un approccio più architettonico, partendo cioè da alcuni semplici schizzi su carta e da alcune immagini di riferimento (raggruppate in una sorta di moodboard) per poi sviluppare via via l’idea durante gli step successivi. L'idea alla base del concept era quella di lavorare sulla distribuzione degli spazi della zona giorno: in questo caso, disporre in successione gli ambienti principali come il soggiorno (L), la sala da pranzo (D) e la cucina (K) mi avrebbe permesso di ottenere una continuità spaziale ma soprattutto visiva, dando la possibilità all’occhio di spostarsi da una stanza all'altra creando un effetto complessivo di uno spazio interconnesso. Un semplice ragionamento è stato fatto anche per quanto riguarda le aperture fra le tre stanze, ipotizzando già in questa fase dei punti di vista interessanti (da verificare poi durante la modellazione) e una palette di colori di base da cui attingere. Per quanto riguarda la prima parte di modellazione, ho iniziato modellando l’involucro ovvero le pareti e le chiusure orizzontali (pavimento e solaio) per poi passare alla parte visibile delle finestre (puro e semplice box modeling); il pavimento è composto da lastre di cemento lisciato perciò, dopo averne deciso le singole dimensioni, ho creato delle semplici istanze e posizionato le lastre in modo “casuale”: per aumentare il realismo, alcune lastre sono state spostate verso l’alto o verso il basso di qualche millimetro in modo da ottenere un pavimento non troppo uniforme; infine ho applicato un Bevel alle lastre per arrotondare un po’ gli spigoli. (Per gli utenti di Cinema che hanno Mograph, tutte queste operazioni saranno più veloci e/o scontate: io purtroppo non avendolo a disposizione ho dovuto gestire questi aspetti da me, impegnato un po’ più di tempo ma avendo il controllo totale sull’effetto finale che volevo ottenere). Inoltre, durante questa fase, ho cercato il più possibile di tenere come riferimento gli schizzi di partenza: in questo caso, per quanto riguarda il posizionamento della camera, mi sembrava più interessante il secondo punto di vista che avevo riportato negli schizzi: a differenza della classica prospettiva centrale, riesce a dare qualche informazione in più circa la conformazione delle stanze e crea una specie di asse di centrale che spesso caratterizza alcune mie immagini. Nella seconda fase di modellazione ho aggiunto man mano tutti i particolari della scena, inserendo qualche modello scaricato online, altri modelli già ricreati precedentemente da me tempo addietro (per prendere dimestichezza con Cinema) e, quando necessario, modellando alcuni elementi da zero: in questo caso sono partito da un semplice box modeling per poi agire con i vari generatori e deformatori fino ad ottenere l’effetto desiderato: nulla di troppo complicato. Oltre a riempire la scena, mi sono soffermato molto sulla composizione delle singole immagini e sul posizionamento degli oggetti: nessun oggetto della scena è posizionato casualmente ma tutto segue delle regole di composizione che ogni buon 3D Artist o visualizer sicuramente avrà fatto sue in base alle proprie esperienze, al suo stile ed alle inclinazioni personali. Per quanto riguarda i materiali, anche in questo caso, nella scena non ho inserito nulla di particolarmente complicato: la maggior parte dei materiali hanno caratteristiche normali (canali diffuse, reflection, bump ecc.) fatto salvo i vetri, i liquidi o altri materiali particolari (come la cera delle candele) che ovviamente hanno anche altri canali attivi (es. traslucency, refraction, volumetrics). Per un ottenere un lavoro di qualità consiglio sempre di usare texture sufficientemente grandi e dettagliate ma di utilizzare solamente i canali che producono effetti tangibili sul materiale per evitare di aumentare inutilmente i tempi di rendering con un displacement quasi impercettibile. Un aspetto fondamentale, per quanto mi riguarda, e che necessita di uno studio più attento è sicuramente l’illuminazione della scena: in questo caso ho realizzato una versione diurna e una versione serale a partire dallo stesso punto di vista, modificando leggermente gli elementi presenti in scena. Per quanto riguarda la scena diurna, volevo ottenere una luce morbida, non troppo forte e che non appiattisse troppo gli elementi presenti. (Non amo le scene troppo luminose: con il tempo ho imparato, e sto imparando ancora, ad apprezzare le scene poco illuminate dove anche le ombre degli oggetti entrano nella composizione e danno spessore all’intera composizione). L’illuminazione globale è un semplice Corona Sky: per controllarne l’effetto e verificare i vari settings della Corona Camera (es. Exposure, Bloom and glare, DOF) generalmente realizzo dei clay render molto veloci prima di lanciare la vista definitiva. Eventuali correzioni o aggiustamenti di colore dello spettro luminoso (e quindi sul mood dell’immagine) li gestirò in un secondo momento agendo nel tab “Post” direttamente nel Corona VFB. Per l’immagine serale invece, il procedimento è analogo ma con qualche piccola modifica. Per l’illuminazione globale ho utilizzato un Corona Light Material con un HDRI (nello specifico, un semplice cielo all’imbrunire) a cui ho modificato l’esposizione nel Material Editor per aumentare il suo contributo alla scena e far uscire maggiormente la sua componente blu. Successivamente ho iniziato ad inserire le fonti luminose nella scena valutando singolarmente il loro effetto sulla scena (sempre utilizzando dei clay render). Per la luce a sospensione sopra il tavolo, ho utilizzato una Corona Light di tipo “Object” a forma sferica: suggerisco di non esagerare sull’intensità ma di far riferimento sempre alla situazione reale (in termini di W, lm o temperatura colore) e cercare di riprodurre quelle condizioni attraverso i parametri di Corona. Per la luce sottopensile, invece, dopo aver modellato la scanalatura sulla mensola e la relativa barra luminosa, ho applicato a quest’ultima un semplice Corona Light Material, senza esagerare troppo con l’intensità per non avere aree troppo bruciate nell’immagine finale o che riflettessero troppo distogliendo così l’attenzione. Una volta trovata un bilanciamento soddisfacente, dopo aver attivato il Multi-pass di Corona (ed in particolare il pass di Interactive LightMix e selezionato le fonti luminose che intendo controllare singolarmente) lancio finalmente il render definitivo. Anche in questo caso, potrò intervenire nel Corona VFB anche in un secondo momento per eventuali piccoli aggiustamenti di colore o intensità dello spettro luminoso di ogni singola luce presente nel tab “LightMix” senza dover rilanciare nuovamente il render. Infine, l’ultimo passaggio del workflow è dedicato alla post-produzione: l’ampio controllo a disposizione direttamente dal Corona VFB permette di ottenere già delle buonissime basi di partenza per la post-produzione. Attualmente sto cercando di effettuare meno post-produzione possibile, evitando di correggere troppo l’immagine durante la post (specialmente se ci sono più scene all’interno dello stesso set su cui sto lavorando) ma, al contrario, cercando di ottenere già in partenza risultati soddisfacenti lavorando fin da subito, come detto precedentemente, sulla resa di luci e materiali. Generalmente cerco sempre di controllare il bilanciamento generale ed accentuare (quando serve) il contrasto o la saturazione dell’immagine. Ovviamente non ci sono dei settings predefiniti: ogni scena va studiata ed analizzata da sé in base al mood che si vuole ottenere e alla storia che si vuole raccontare attraverso le immagini. Per l’immagine serale, ad esempio, ho aggiunto delle impronte digitali sui bicchieri: di solito non inserisco persone o silhouette se non esplicitamente richiesto ma lascio siano gli oggetti presenti nella scena a parlare e a raccontare chi è stato lì, chi ha fruito dell’ambiente. Questo è tutto! Spero che questo “making of” sia stato interessante e di vostro gradimento: mi auguro che questo mio semplice contributo possa essere una piccola ispirazione per i vostri progetti futuri. Come sempre, commenti e critiche costruttive sono sempre ben accetti! Un ringraziamento particolare a Fabio e a Treddi.com per la pubblicazione. Grazie dell’attenzione e un saluto a tutti. Alla prossima! Davide www.date3d.it www.behance.net/DATE3D Instagram @date3dviz
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    Anno 2722. Durante degli scavi sotto sull'isola di Pasqua viene ritrovato un misterioso manufatto a forma di uovo fluttuante dentro una camera sotterranea. Si presume sia il prodotto di una antica civiltà molto progredita risalente ai tempi di Atlantide. Se ne sconosce la funzione. Si lavora con cautela per cercare di capire cosa contiene
  14. Sono Silvia Mingolla e sono una 3d artist. Mi sono laureata nel 2014 presso l'Accademia di Belle Arti per nutrire e strutturare la forte passione per il cinema. Durante gli anni di studio, il tempo libero era tempo da spendere in progetti personali, sogni, fame di sapere sempre più. Così dopo l'Accademia mi sono iscritta al master di Bigrock in computer grafica e le mie competenze creative hanno assunto la forma che volevo. Oggi, presso Bigrock, ci lavoro come docente. In questo progetto ho ricreato un'ambientazione fotorealistica attraverso le varie fasi di texturing, shading e lighting. Per modellare la metropolitana ho inizialmente lavorato sulla ricerca di reference, selezionando tipologie diverse di interni di metropolitane sia italiane che estere. Di seguito è riportato un esempio di alcune delle mie raccolte di riferimento. Essendo la metropolitana composta da oggetti modulari ho iniziato a modellare con la consapevolezza che ogni elemento si sarebbe ripetuto più volte. Il Blockout è uno dei passaggi più importanti nella costruzione di un environment. Nella prima fase ho lavorato in scala, così ho creato delle primitive per ottenere gli ingombri e ricavare lo spazio ideale del mio ambiente. Dopo aver studiato le foto di riferimento, ho elencato i principali elementi da modellare, poi ho proceduto a creare combinazioni e disposizioni diverse di questi elementi modulari per vedere come si adattavano e come poter riutilizzare ogni pezzo in modi diversi. Attraverso questo metodo ho ottenuto il numero minimo di modelli necessari per creare lo spazio che volevo. Inoltre, ho fatto un passaggio iniziale di illuminazione e composizione per verificare se le mie forme potevano funzionare. Una volta terminata la modellazione, ho raccolto le mie reference e ho iniziato a selezionare texture che avrei usato in seguito. Il texturing era il mio obiettivo principale, volevo davvero catturare ciò che rendeva questi oggetti vivi, la loro essenza e trasferirla nei miei render. Ho utilizzato Substance Painter, ho studiato ogni singolo materiale, dall'alluminio al metallo al tessuto, in modo da rappresentare il più fedelmente possibile tutte le proprietà appartenenti ad ogni materiale. Il materiale del pavimento è stato il più complesso da ottenere e anche il più divertente. Ho effettuato varie ricerche per capirne al meglio la consistenza. Quindi in Substance Painter ho creato i vari strati. Inizialmente ho impostato in modo procedurale la fantasia della texture, vari puntini colorati inseriti in modo random sia per dimensione che per posizione. Per creare l'effetto gomma del pavimento ho giocato tra le mappe di "roughness" e le mappe di "height" per simulare l'effetto anti scivolo. Ho voluto evidenziare l'usura del pavimento creata attraverso pennellate libere e mappe di grunge mascherate e posizionate nelle zone più di passaggio, il tutto è stato poi contrastato con dei filtri aggiuntivi. L'illuminazione ha avuto un ruolo determinante per riuscire a trasmettere il mood che desideravo. Ho utilizzato poche luci, alcune di queste solo su determinati elementi e per farlo mi sono servita del "light linking editor" di Maya. La prima fonte di illuminazione è stata una Skydome light in grado di generare una luce diffusa. Poi ho usato delle area light, 4 con esattezza, posizionate in corrispondenza dei neon così da modificare sia la temperatura che la decadenza. Il tutto è stato renderizzato con Arnold. Grazie per l'attenzione.
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    Character eseguito in Zbrush e renderizzato su Keyshot. Retopology su maya e cloth in Marvelous Designer. Design, sviluppo e modellazione ispirata dal lavoro di Santa Monica Studio su God of War.
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    Visto che recentemente sono stato considerato anche come concept artist, ho preso un po' di coraggio e ho realizzato questa scena. Portare avanti il progetto è stato divertente ma anche difficile, perché al momento sono poco motivato (non sto trovando lavoro). Non ho modellato basandomi su degli sketch, e strada facendo mi sono accorto che questo mi ha penalizzato non poco. Dai disegni avrei potuto capire che un'architettura più irregolare forse funzionerebbe meglio. Per adesso ho renderizzato la scena su Marmoset, un buon motore di render in tempo reale che però non regge il confronto con motori più sofisticati. Ho cercato di semplificare molto la geometria per abituarmi a lavorare per i game studio, usando molte più normal map del solito. La modellazione l'ho fatta con Maya LT, una versione più economica di Maya.
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    Ecco un progetto che mi ha dato parecchio da pensare. Si tratta di una scultura che avrei voluto realizzare quando frequentavo l'Accademia di Belle Arti di Roma. Non sapevo scolpire la pietra, quindi mi sono accontentato di realizzare qualche disegno illustrativo. Visto che adesso sono abbastanza esperto nella grafica 3D ho pensato che è venuto il momento per un tentativo più serio del semplice disegno. "Subconscio": qualcosa di indefinito che emerge e rivela nuovi punti di vista. Questo lavoro parteciperà al concorso "Arte in Laguna" di Venezia. E' in occasione di questo evento che ho realizzato la scultura virtuale. Si tratta di una riflessione su come la grafica tridimensionale può costituire un valido supporto agli scultori veri e propri. Oppure si può vedere questo tentativo come uno sfogo di uno scultore che non può spendere troppe energie, tempo e soldi in un impresa che concretamente sarebbe molto difficile. Le inquadrature e la risoluzione saranno diverse, e forse prenderò qualche accorgimento aggiuntivo. Ma in sostanza il lavoro è finito. Fatemi sapere cosa ne pensate
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    Restaurant terrace visualization. Render by photo.
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    Questa è una nuova illustrazione basata sullo stesso tema. Ho studiato l'idea abbastanza a fondo, scoprendo che in realtà nella scenografia spesso i dettagli tecnici si perdono nell'insieme. Ho provato a stringere i tempi rispetto al mulino precedente, che in effetti mi sembra venuto meglio. Quando avrò tempo realizzerò un'animazione di tutti e due i mulini, mi piacerebbe provare a usare Marmoset ma la vedo dura (probabilmente finirò con usare Maya). Lo scenario sullo sfondo è uno screenshot preso da Assassin's Creed.
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    Mi sa che appena trovo la voglia e il tempo mi metto a realizzare quest'idea in 3d... aspetto di capire quanto l'idea vi piace. Nel painting sto migliorando, comunque, poco tempo fa riuscivo solo nel bianco e nero. Forse fra un po' riuscirò a illustrare per bene delle scene più complesse.
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    Modeling an axe from a fantastic concept by Flix Stephan https://www.artstation.com/artwork/529ag <div class="sketchfab-embed-wrapper"><iframe width="640" height="480" src="https://sketchfab.com/models/e32ae3b1afe34f8bac29ee702c10088f/embed" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; vr" mozallowfullscreen="true" webkitallowfullscreen="true"></iframe> <p style="font-size: 13px; font-weight: normal; margin: 5px; color: #4A4A4A;"> <a href="https://sketchfab.com/models/e32ae3b1afe34f8bac29ee702c10088f?utm_medium=embed&utm_source=website&utm_campaign=share-popup" target="_blank" style="font-weight: bold; color: #1CAAD9;">Crystal Axe</a> by <a href="https://sketchfab.com/AlessioVerolini?utm_medium=embed&utm_source=website&utm_campaign=share-popup" target="_blank" style="font-weight: bold; color: #1CAAD9;">AlessioVerolini</a> on <a href="https://sketchfab.com?utm_medium=embed&utm_source=website&utm_campaign=share-popup" target="_blank" style="font-weight: bold; color: #1CAAD9;">Sketchfab</a> </p> </div>
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    Pod Beach Club With stunning beachfront views. Pod Beach Club is a sophisticated space designed for guests to catch up with friends, dine and be entertained in style. Rade more: http://www.yantramstudio.com/3d-architectural-exterior-rendering-cgi-animation.html
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