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    Salve a tutti, condivido un progetto personale realizzato in questi giorni ,dove ho lavorato su diversi aspetti legati alla luce. Nelle immagini sono presenti modelli di Lumina Italia, Dot - EVA - Elle . 3DsMax - VrayNext - Affinity Photo - ForestPack
  2. Ciao Treddi community, mi chiamo Patrick e sono un architectural visualizer con circa 10 anni di esperienza. Ho lavorato in diversi studi di architettura in Italia principalmente come freelance, ma circa 4 anni fa ho deciso di oltrepassare il confine e trasferirmi a Brighton (UK), dove attualmente lavoro per uno studio di ArchViz. Di recente ho deciso di aggiornare il mio portfolio, poiché le immagini che avevo erano piuttosto datate. Infatti se visitate il mio profilo noterete che é praticamente vuoto, questo perché nel corso degli ultimi 4 anni ho acquisito nuove competenze e abilitá tecniche, per cui era giunto il momento di ripartire da zero con la presentazione dei miei lavori. Oltre alla mia attivitá di visualizer, nel tempo libero mi dedico alla fotografia, attivitá che considero strettamente collegata e complementare al mio lavoro. Ho deciso quindi di condividere con tutti voi questo "Making Of " nel quale descrivo il workflow, dalla modellazione al compositing finale, che ho utilizzato nel progetto "Computing and Engeeniring Building Coventry UNI." con particolare attenzione alla immagine con me presente nella scena. Detto questo é ora di passare alla pratica. 1) ISPIRAZIONE Quando l'obiettivo é realizzare un'immagine da portfolio la prima cosa é sicuramente cercare ispirazione. Ho passato ore al PC cercando di creare immagini tratte da progetti che giá in partenza non rispecchiavano il mio gusto e stile; vi posso assicurare che é stato tempo perso. Quindi il mio consiglio per voi é di trovare un'edificio di cui vi piaccia l'architettura e il design e trovare piú informazioni possibili a riguardo. L'ideale é trovare piante, sezioni e prospetti, in aggiunta ovviamente a delle reference foto. Chiaramente, nel caso in cui si tratti di lavoro retribuito, dovrete dare il meglio di voi qualsiasi sia il progetto che vi é stato commissionato e molto spesso dovrete trovare dei compromessi tra il vostro gusto personale e le richieste del cliente. Questi disegni sono stati fondamentali per ottenere le proporzioni dell'edificio e soprattutto per avere delle linee guida da seguire durante la modellazione (cosa che non sempre é facile da ricavare dalle foto). 2) MODELLAZIONE Nella seconda fase comincia la modellazione vera e propria. Nel migliore dei casi, avendo giá a disposizione dei disegni in CAD, é sufficiente importarli in MAX e cominciare a definire i solai e le strutture principali; in questo modo iniziamo a dare una forma generale all'edificio. Per questo specifico progetto, non avendo questi disegni a disposizione, ho creato dei piani ai quali ho applicato le immagini trovate online come texture. Un altro fattore da pianificare prima di cominciare a modellare l'intero edificio, sono le viste che vogliamo realizzare. É inutile infatti costruire tutto, se poi non sará visibile o non influirá nel risultato dell'immagine finale. Detto questo peró, dobbiamo sempre tenere in considerazione tutto ció che invece verrá anche solamente riflesso dalle superfici in vetro, poiché in questo caso diventerá parte integrante della scena e inciderá sul risultato finale. A mio parere infatti uno dei punti deboli dei render che spesso si vedono online sono le vetrate che rifletto solo il cielo azzuro e nient'altro! 2a. Moduli Arrivato a questo punto, visto che l'edificio in questione é formato principalmente da moduli tutti uguali che si ripetono, ho diviso le facciate con le rispettive forme base da cui successivamente ho modellato ogni modulo singolarmente. Piú dettagli si aggiungono in questa fase migliore sará il risultato finale. Vale lo stesso per i materiali, ma di questo ne parleró nella prossima fase. 2b. "UVW unwrap" vs "UV map" Una volta completati i moduli, ho creato le UVW. Personalmente non amo usare "l'UV map" tool di 3DS max, perché ritengo che molto del realismo si perda con le UV automatiche, o mal fatte. Ovviamente per oggetti non troppo visibili o secondari queste tool funzionano benissimo, ma per le parti principali il caro vecchio metodo dell' "UVW unwrap" é insuperabile. 2.c "Instances" vs "Copies" Finita la modellazione ed uvs dei vari elementi, essendo questi tutti uguali, ho composto l'intera facciata. Ho scelto di usare "Instances" e NON "Copies"; questo perché nel caso ci fosse stato bisogno di modificare un singolo modulo, automaticamente l'intera facciata si sarebbe aggiornata di conseguenza. Questo vale soprattutto per le UVs, o nel caso in cui dovvessi aggiungere dettagli che ho tralasciato! 3) TEXTURING Per quanto riguarda l'archViz, illuminazione e texturing vanno molto spesso di pari passo; per questo motivo consiglio di impostare subito una illuminazione di base. L'utilizzo del "CoronaSun" per il momento sará sufficiente a darci una resa iniziale accettabile. Tenete presente che alcuni materiali andranno ritoccati una volta decisa l'illuminazione finale. Non potendo spiegare il workflow di ogni singolo materiale, prenderó come esempio il legno delle travi, essendo questo non il piú complesso, ma quello che mi ha dato piú soddisfazione nella resa finale. Dato che il legno usato negli edifici é sempre dipinto o trattato con vernici per renderlo immune dagli agenti esteri, ho deciso di utilizzare un "layer material" (il motivo lo spiegheró in seguito). 3a. Il materiale base Il materiale base é relativamente semplice. Sono partito da una texture di assi di pino, da cui ho separato le singole assi che ho caricato nel "multimap node". Ovviamente piú assi abbiamo meglio é. Nel multimap node l'opzione "mode" deve essere impostata come "mesh element". Questo funziona nella maggior parte dei casi e fará sí che ogni singola asse usi una diversa texture di legno, evitando cosí che ci siano ripetizioni visibili. Per un miglior controllo sul comportamento del materiale consiglio di convertire la "Diffuse Map" in bianco e nero tramite il "Corona Color Correction" (le bump vanno sempre in Gray scale). Poi é fondamentale ricordarsi di collegarlo a un "Corona Bump Converter", il quale andrá collegato a sua volta al canale "Bump" del materiale stesso. In caso contrario il bump non funziona! 3b. Il Layer material Creare un singolo materiale legno, modificandolo per renderlo piú lucido o riflettente, non é uguale a creare un secondo materiale vernice da sovrapporre al "layer material" di base. Il materiale vernice guiderá quindi solo il canale delle riflessioni. Personalmente trovo che questo metodo sia quello piú efficace, flessibile ed accurato. Il segreto per ottenere il realismo sono le imperfezioni! per quanto perfetta ci possa apparire una qualsiasi superficie niente é completamente liscio, quindi aggiungete sempre una mappa al canale Bump, lavorate sul canale glossiness ed aggiungete sempre un po' di riflessioni. Non esistono materiali che non riflettono la luce! 4) LIGHTING E SCELTA DELLE TELECAMERE Adesso che abbiamo il modello e i materiali base, si puó passare all'illuminazione vera e propria; il tutto dopo che abbiamo deciso la nostra telecamera. Personalmente quando creo le telecamere cerco di immedesimarmi nella scena come se fossi un vero e proprio fotografo chiamato a fare uno shooting all'edificio. Bisogna lavorare molto sulla composizione, giocare con la posizione di luci ed ombre, ed evitare lunghezze focali impossibili. A mio parere bisogna anche limitare l'uso del vertical tilt/shift (non dico che non si deve utilizzare proprio, ma ci si deve limitare a quello che sarebbe fisicamente possibile nella vita reale). Ritengo piú sensato posizionare la telecamera dietro ad un muro ed usare il clipping per ottenere la composizione che sto cercando, piuttosto che distorcere tutta la geometria della mia scena. 4a. HDR In questa specifica vista ho utilizzato una HDR come illuminazione globale. Solitamente uso immagini HDR per render di esterni e corona Sun per gli interni, ma in questo caso, volendo creare un'atmosfera piú cupa, ho deciso di utilizzare una HDR di un cielo nuvoloso. Inoltre cerco sempre di utilizzare paramentri che utilizzerei nella vita reale per scattare una foto nelle stesse condizioni. In questo modo evito di compromettere l'HDR, cosa che potrebbe creare artifact (come pixel completamente bianchi, ecc.) e mi garantisce una resa fotorealistica del render finale. 4b. Volume Material Una volta ottenuta l'illuminazione desiderata, passo al "volume material". Questo mi permetterá per dare un po' di drammaticitá/atmosfera all'immagine. Un appunto personale: per modellare interi edifici uso normalmente il metro come "world unit". Per questo motivo per far funzionare correttamente i "volume materials" é necessario diminuire la distanza "dell'environment" nei "render settings" di corona. 5) RISOLUZIONE MINIMA DI UN'IMMAGINE La risoluzione minima che normalmente viene utilizzata in uno studio di rendering specializzato in ArchViz é di 5000px nel lato piú lungo. Ultimamente, con l'uscita di fotocamere da 50/60 megapixel siamo stati costretti a realizzare fotoinserimenti da 9000px! Questo é possibile solo avendo a disposizione una renderfarm. Per noi comuni mortali con un singolo PC a disposizione direi che 5000px é la risoluzione ideale per una vista esterna o un ampio interno. Per viste piú ristrette come in questo caso invece, 3500px sono sufficienti per apprezzare tutti i dettagli! 6) RENDERING Finalmente é il momento di premere il tasto "Render"!!! Cerco sempre di creare piú "RGB mask" possibili, poiché é il metodo piú facile ed accurato per selezionare i vari oggetti nella scena. Soprattutto se si usa il "depth of field" nella telecamera, queste maschere infatti ne tengono in considerazione la sfocatura. 7) POST-PRODUCTION Una volta ottenuto il render sono passato alla post-produzione e all'inseriemento della persona nella scena. 7a. Shooting fotografico lo shooting che ho realizzato in realtá é abbastanza semplice. Chiunque abbia a dispozione una fotocamera e un flash separato é in grado di riprodurlo. Anche qui il segreto é pianificare quello che si vuole fare e avere giá in mente quello che dovrá essere il risultato finale. Avendo giá deciso che l'atmosfera doveva essere quella di una giornata grigia e cupa, ho aspettato un giorno nuvoloso ed ho scattato la foto all'esterno. Sarei stato posizionato in piedi e di spalle di fronte alla finestra, perció l'angolazione e la lunghezza focale utilizzata nello shooting dovevano corrispondere il piú possibile alla telecamera utilizzata per realizzare il render. La foto che mi riprende da davanti mi é servita per creare la mia riflessione nel vetro. Per posizionarmi nella scena e prendere le proporzioni corrette, ho importato il modello di una persona in 3D e salvato un screengrab come riferimento. La luce piú intensa é ovviamente quella che filtra attraverso la finestra, per cui ho usato il flash per ottenere le highlight del mio viso. 7b. Color grading del soggetto Dopo aver fatto un po' di post produzione nel render, sistemato i materiali dei quali non ero completamente soddisfatto passo a posizionare la persona. Una volta trovata la giusta posizione, il primo passo per il "color grading" e creare un layer "curve" e settare i vari "white, black, and grey" point dall'immagine di sfondo. Poi usando una "Clipping mask" applicare il layer "curve" solo al layer della persona. Se ho selezionato correttamente i colori dall'imagine di sfondo, si nota subito che la persona sembra molto piú integrata nell'immagine. Ovvimanete non é ancora perfetta, ma questo a mio avviso é il passaggio piú importante! In questo caso la differenza e minima, in altri casi dove la persona che dobbiamo inserire non é stata fotografata con la stessa luce del nostro render questo passaggio fa davvero la differenza! Giunto a questo punto continuo la post-produzione fino ad ottenere il risultato finale! Questo é il mio primo "making of" da quando ho cominciato la mia carriera da visualizer e conto di farne altri per i prossimi progetti. La cosa che mi auguro di piú é di essere stato d'aiuto/ispirazione a tutti quelli che hanno speso del tempo a leggerlo ed ovviamente qualsiasi consiglio e/o critica sono ben accetti! Nel frattempo seguitemi per rimanere aggiornati: Instagran: @patrick.dallatorre Behance: https://www.behance.net/patrickdallatorre Grazie D@ve per questa possibilitá!
  3. thumb
    I made this simple, but coloured environment to improve my Artistic Direction. I made 3 options! Which one do you like the most?
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    •Blue Horse•Work commissioned by @elekoshka_illustrations (Elena Manazza)•Concept of @elekoshka_illustrations (https://ellybelly95.wordpress.com/)•Made with @marmoset3d
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    Salve amici, qualche tempo fa (più o meno un paio di anni ) durante una ricerca sul web ho scoperto questa architettura realizzata dallo studio Naf Architect & Design ad Hiroshima..... LINK Mi affascinò subito la forma e la filosofia alla base di questo progetto e decisi di utilizzarlo come scena test per alcune valutazioni su vari aspetti di Mental Ray all'inizio e V-Ray in seguito. Poi come spesso accade in questi casi , fra i vari impegni professionali e personali il tempo da poterci dedicare si è ridotto fino a lasciarlo nel dimenticatoio. Ora però , ho deciso di portarlo a termine (non so ancora nè come nè quando) e per avere uno stimolo ulteriore ho deciso di aprire un bel wip come si faceva una volta qui su treddi.com Sicuramente non lo ambienterò come nella realtà in un centro abitato, ma immerso nella natura in modo da potermi divertire con Forest Pack, e se possibile con Rail clone che ho sempre meno tempo da dedicargli per lo studio. Motore di rende V-Ray, ma conterà ben poco . Di seguito alcune immagini sullo stato di fatto ovvero cosa ho modellato fin ora, struttura principale, soffitto, soppalco , lucernaio superiore, scala interna Parleremo molto di Lighting , luce naturale, artificiale, materiali ecc e anche di modellazione spero perchè è uno dei miei talloni d'achille Di sicuro la scala interna sarà presa in esame fin da subito perchè se inizialmente avevo pensato di realizzarla con corrimano in vetro ora ho cambiato idea e credo la realizzerò come la versione originale. Purtroppo il tempo da poter dedicare sarà molto risicato, ma piano piano spero di portarlo a termine. Grazie a tutti coloro avranno la voglia di partecipare , consigli, critiche e suggerimenti son sempre gradite Hola
  6. thumb
    Interior rendering for private client.
  7. thumb
    Salve gente, condivido un piccolo test di lighting su un concetto noto a tutti : 3 fonti luminose (vray light) , ognuna di esse con una componente cromatica legata ai 3 colori primari (Rosso, Verde, Blu) che se sommate dovrebbe dare una componente neutra ovvero luce bianca, e in effetti è così. Ciò che accade sulle ombre è sempre affascinante da osservare, almeno per me 3dsMax / VrayNext / Affinity Photo
  8. Treddi.com torna a Campus Party con un’occasione davvero irripetibile. Tre giorni di full immersion nella visualizzazione architettonica, alternando momenti di formazione alla pratica indispensabile per assimilare i fondamenti degli aspetti più importanti della computer grafica per l’architettura. Le tre giornate saranno dedicate ai seguenti temi, che riteniamo costituire una base di skill essenziale per chiunque voglia essere davvero un professionista nell’ambito della visualizzazione architettonica: Lighting per il Rendering, Composizione e Post Produzione, Interazione fotorealistica in Unreal Engine. La formula didattica si articola sull’intera giornata e prevede una lezione di inquadramento teorico iniziale, cui segue una lunga full immersion in cui ogni partecipante può applicare quanto appreso con il tutoraggio dei docenti, tra i migliori formatori in assoluto in Italia nei rispettivi ambiti di competenza. L'eccellenza formativa per la visualizzazione architettonica Chi farà parte della nostra community a Campus Party potrà partecipare a questi tre incredibili workshop Giovedi 25 luglio - 9:30 - 11:30 – Lighting in Archviz Render – docente Luca Rostellato – link di approfondimento Venerdi 26 luglio - 9:30 - 11:30 – Composizione dell'immagine e post produzione nel campo della visualizzazione architettonica – docenti Stefano Mombelli e Samuel Silva Trovato (Level Archviz) – link di approfondimento Sabato 27 luglio - 9:30 - 11:30 – Realizzare una scena fotorealistica interattiva in Unreal Engine – docente Filippo Romani – link di approfondimento Le tre giornate sono concepite in maniera autonoma dal punto di vista didattico. E’ dunque possibile seguire il programma integrale come scegliere di partecipare soltanto ai workshop che ciascuno ritiene di proprio interesse. Come partecipare? Per partecipare è sufficiente iscriversi a Campus Party (link), al prezzo promozionale riservato a Treddi.com, di 15 euro, che comprende sia l’ingresso full access ai 4 giorni in programma che il pernottamento nella tenda che ogni partecipante potrà portare a casa come ricordo alla fine dell’evento. L’iscrizione consente di partecipare all’intero evento, dunque alle tre giornate di workshop archviz. Che cosa imparerai nei workshop Archviz Rendering powered by Treddi.com? Il rendering fotorealistico non può prescindere dalla comprensione e dal corretto utilizzo della luce naturale ed artificiale. Oltre alle capacità compositive, è necessario conoscere i principali layer dell'illuminazione, salvare i relativi pass durante l'esecuzione del rendering, per poter controllare ogni dettaglio utile nella comunicazione dell'immagine finale. Nel primo workshop sul Archviz Rendering Luca Rostellato illustrerà le basi del lighting design e la loro applicazione all'interno dei software 3D e dei motori di rendering più diffusi. La lezione si svolgerà con 3ds Max e V-Ray, ma i principi illustrati sono riproducibili con qualsiasi software. (image credit: Luca Rostellato). La composizione e la post produzione possono definire immagini totalmente differenti, anche a partire dallo stesso rendering di base. Un'immagine efficace non può prescindere dalla conoscenza delle regole della fotografia, essenziali per comporre in maniera consapevole delle immagini corrette. La conoscenza dei principi di base della post produzione consente inoltre di avere il totale controllo nella comunicazione del progetto, raggiungendo risultati sorprendenti in tempi compatibili con gli standard richiesti dalla produzione in ambito professionale. Attraverso l'analisi e l'esposizione di casi studio reali, Stefano Mombelli e Samuel Silva Trovato, ci spiegheranno quali sono le nozioni fondamentali da acquisire per diventare dei bravi creativi digitali dell'architettura, illustrando molte best practice che spesso e volentieri consentono di raggiungere un risultato soddisfacente risparmiando un sacco di tempo. (image credit: level archviz) Da sempre una tecnologia di riferimento in ambito gaming, il rendering in tempo reale sta progressivamente acquisendo un ruolo di primo piano anche nella visualizzazione architettonica. Impostare una scena realistica all'interno di Unreal Engine consente di avere una straordinaria flessibilità sia nell'esecuzione di animazioni cinematiche che di applicazioni interattive, navigabili in real time a display o in realtà virtuale. La conoscenza di un software 3D real time come Unreal Engine 4 non dovrebbe mancare nell'arsenale creativo di un professionista della visualizzazione architettonica. Filippo Romani spiegherà come orientarsi all'interno di un software molto complesso, per definire una scena fotorealistica attraverso un metodo di lavoro ordinato ed efficace. Competenze e passione: le armi vincenti nella visualizzazione architettonica Treddi.com è in grado di offrire alla propria community un’esperienza archviz di questo livello in modo gratuito, grazie alla community partnership con Campus Party, che si rinnova per il terzo anno consecutivo, e al contributo volontario dei docenti che si alterneranno durante le tre giornate previste. In totale sinergia con i principi che da sempre animano la community di Treddi.com, Luca, Stefano, Samuel, Filippo condivideranno con tutti i partecipanti la straordinaria passione che contraddistingue la loro attività professionale e l'attività di formatori che li vede impegnati con successo da diversi anni. Riepilogo Link utili per definire la partecipazione all’evento Per iscriversi a Campus Party per tutte le 4 giornate dormendo in tenda: LINK (prezzo promozionale riservato a Treddi - 15€) Per iscriversi a Campus Party per tutte le 4 giornate NON dormendo in tenda: LINK (ingresso gratuito) Per iscriversi ai singoli workshop (da fare DOPO che vi siete iscritti a Campus Party). Andare su Lighting in ArchViz Render e cliccare sul pulsante arancione PartecipaAndare su Composizione dell'immagine e post produzione nel campo della visualizzazione architettonica e cliccare sul pulsante arancione PartecipaAndare su Lighting e Rendering con Unreal Engine e cliccare sul pulsante arancione PartecipaPer tutti gli aspetti logistici ed organizzativi è attivo un gruppo sul nostro forum che potete trovare a questo link. Vi consigliamo di iscrivervi al gruppo (pulsante Iscriviti al Gruppo) per ricevere le notifiche e rimanere sempre aggiornati sulle varie comunicazioni. Per qualsiasi domanda rimaniamo a disposizione
  9. Una delle pratiche più tediose per chi si occupa di creazione texture tramite fotogrammetria è data dal cosiddetto delighting, che in altri termini consiste nella rimozione delle ombre marcate e dell'ambient occlusion presente nella bitmap. Per automatizzare il più possibile questo processo, Agisoft (ben nota per Photoscan e il suo attuale successore: Metashape) ha rilasciato un nuovo software: Agisoft Delighter. Agisoft Delighter è dotato di una interfaccia standalone. Di base, l'utente può utilizzare un pennello che, attraverso alcune impostazioni, serve a identificare su un modello 3D texturizzato quelle che sono le zone in luce e quelle che sono invece ombreggiate. Questo consente a Delighter di avviare la sua analisi e ricostruire la texture completa grazie al suo algoritmo di delighting proprietario. Il processo di brushing sull'immagine non richiede una precisione estrema, serve per dare dei punti di riferimento sulle aree principali, in modo che Delighter possa identificare tutti i materiali presenti, capire come si comportano in luce e in ombra, agendo dunque in maniera differenziata durante la fase ricostruttiva, riducendo al minimo i dubbi legati all'interpretazione. Una delle qualità più rilevanti di Agisoft Delighter è quella di funzionare su semplici immagini JPEG 8-bit compresse, e di non richiedere altre informazioni, come i dati della chrome ball tipici dei primi metodi o più mappe (ao, normal, bent) come nel caso del tool per Unity sviluppato dalla stessa Unity Labs. A livello operativo, il risultato garantito da Agisoft Delighter è in ogni caso quello di restituire una diffuse map "pulita", da utilizzare per mappare i modelli, ad esempio come mappa per il canale ALBEDO nel caso di uno shader PBR. Per comprendere il funzionamento di base e muovere i primi passi è possibile consultare il tutorial di Agisoft Delighter Agisoft Delighter è disponibile gratuitamente nella versione 1.5.4, sigla che lo accumuna alla più recente versione di Metashape. Dai primi commenti, Delighter pare più potente e flessibile rispetto al tool di delighting da tempo integrato in Metashape, per cui non è da escludere una futura integrazione nel software principale.
  10. thumb
    Salve amici, condivido con voi una scena realizzata a scopo didattico. 3 inquadrature abbinate a diversi set di Lighting e relativi VRayLightSelect, offrono una grande quantità di soluzioni, ne ho selezionate alcune che sono uscite in parte istintivamente e in parte volutamente "spinte" verso concetti di CG e Lighting Design. Lampada da tavolo Lumina EVA , realizzata in collaborazione con Foster + Partners , altri modelli da libreria (non chiedetemi a quale specie animale o aliena , appartenga il teschio perchè non ne ho la minima idea ). 3DsMax - V-Ray Next 1.1 - Affinity Photo C&C sempre gradite
  11. thumb
    Salve amici, condivido con voi alcune immagini realizzate per Lumina Italia in occasione del Salone del mobile - Euroluce 2019. Queste immagini fanno parte (da parte mia) di uno studio "preliminare" sui prodotti, in un certo senso un primo incontro per conoscerli e studiarli da vicino, meritano ed avranno ben altro prossimamente, il lavoro è ancora molto lungo e fortunatamente avrò l'occasione di poterli rappresentare in altre situazioni in modo tale da poter valorizzare al meglio la loro "luce" e il loro Design. Post produzione quasi inesistente (a parte piccole correzioni) e compositing dei Light Select in Affinity Photo. 3dsMax / V-Ray Next / Affinity Photo DAPHINE CLOE LED - Tommaso Cimini DAPHINE CILINDRO LED - Tommaso Cimini LIMBUS - Emanuele Ricci EVA / EVE - Foster + Partners Doveroso ringraziamento a Lumina Italia per avermi concesso la possibilità di condividere queste immagini e soprattutto per l'opportunità professionale. C&C sempre gradite Luca Rostellato
  12. thumb
    Salve amici, oggi condivido con voi alcune immagini realizzate per il catalogo Lumina , nello specifico sulla Dot , una sospensione realizzata da Lumina in collaborazione con Foster+Partners, immagini che in parte avevo anticipato all'ultima edizione del DDD in quel di Arezzo.. L'esigenza di Lumina era ed è , di comunicare prima di tutto la componente luminosa dei propri prodotti, quindi per la Dot ho realizzato una serie di ambienti che mi permettessero di "raccontare" al meglio la sua "Luce" , e in un secondo momento anche il suo Design. Tutte le scelte legate all'architettura , dai materiali alle caratteristiche strutturali come le ampie aperture, alla composizione dell'immagine e non ultimo alla gestione della componente luminosa naturale, sono state fatte esclusivamente in funzione della Luce della Dot. Ringrazio Giovanna Cresciani ( @kcg79 ) per il suo magnifico contributo nella progettazione dell'architettura, e Lumina stessa per avermi dato la possibilità di poter condividere con voi queste immagini. Ho utilizzato i VRayLightSelect per la configurazione e gestione in compositing delle varie immagini , alcune di esse realizzate solo per alcuni test di lighting con HDRI e VRay Sun, dove la Luce della Dot non è protagonista , e ho pensato di condividerle comunque. Allego anche i WireFrame Il secondo ambiente ha un carattere più di tipo emozionale : SW utilizzati , 3dsMax - VRay Next - Affinity Photo - Forest Pack Post produzione quasi assente , tranne un minimo di gestione del contrasto e saturazione. C&C sempre gradite
  13. thumb
    Visualizzazione di una zona living e video test dell'utilizzo del Lightmix di Corona. Software: Blender + Corona
  14. thumb
    Ciao ragazzi\e...condivido il concept design di un ciondolo disegnato in zbrush. Si tratta di uno "Spillo" decorato da componenti meccanici che si fondono e intrecciano con elementi e figure organiche. Dalla spina centrale della spilla salgoono tubi e cavi come a voler alimentare il serpente e le figure umane. Render in 3ds max e Vray.
  15. Ciao a tutti, sono Davide Tezza: sono un architetto e 3D Artist. Da circa sei anni mi occupo principalmente di visualizzazione architettonica come libero professionista dopo aver accumulato oltre sette anni di esperienza in diversi studi di architettura, ricoprendo via via ruoli sempre diversi (tirocinante, progettista/architetto/designer, model maker, visualizer ecc.) Negli ultimi anni la mia attenzione si è rivolta maggiormente verso la progettazione e produzione di immagini digitali di alta qualità per l’Architettura e l’Interior Design e, in particolare, di immagini con finalità commerciali o promozionali, soprattutto per quanto riguarda il settore dell’arredamento e del design. I primi approcci con il 3D risalgono ai tempi dell’Università a Venezia (2003-2009) dove, da autodidatta, ho iniziato ad utilizzare SketchUp e V-Ray raggiungendo negli ultimi anni risultati soddisfacenti (…a mio avviso, ovviamente, però lascio siano gli altri a giudicare!). Un anno fa, seguendo i consigli di colleghi e amici, ho deciso di affiancare a questi tools uno strumento più versatile come Cinema 4D: attualmente, infatti, utilizzo Cinema 4D e Corona Renderer per i miei lavori. Per la realizzazione del concept “Norwegian Home” ho adottato, in prima battuta, un approccio più architettonico, partendo cioè da alcuni semplici schizzi su carta e da alcune immagini di riferimento (raggruppate in una sorta di moodboard) per poi sviluppare via via l’idea durante gli step successivi. L'idea alla base del concept era quella di lavorare sulla distribuzione degli spazi della zona giorno: in questo caso, disporre in successione gli ambienti principali come il soggiorno (L), la sala da pranzo (D) e la cucina (K) mi avrebbe permesso di ottenere una continuità spaziale ma soprattutto visiva, dando la possibilità all’occhio di spostarsi da una stanza all'altra creando un effetto complessivo di uno spazio interconnesso. Un semplice ragionamento è stato fatto anche per quanto riguarda le aperture fra le tre stanze, ipotizzando già in questa fase dei punti di vista interessanti (da verificare poi durante la modellazione) e una palette di colori di base da cui attingere. Per quanto riguarda la prima parte di modellazione, ho iniziato modellando l’involucro ovvero le pareti e le chiusure orizzontali (pavimento e solaio) per poi passare alla parte visibile delle finestre (puro e semplice box modeling); il pavimento è composto da lastre di cemento lisciato perciò, dopo averne deciso le singole dimensioni, ho creato delle semplici istanze e posizionato le lastre in modo “casuale”: per aumentare il realismo, alcune lastre sono state spostate verso l’alto o verso il basso di qualche millimetro in modo da ottenere un pavimento non troppo uniforme; infine ho applicato un Bevel alle lastre per arrotondare un po’ gli spigoli. (Per gli utenti di Cinema che hanno Mograph, tutte queste operazioni saranno più veloci e/o scontate: io purtroppo non avendolo a disposizione ho dovuto gestire questi aspetti da me, impegnato un po’ più di tempo ma avendo il controllo totale sull’effetto finale che volevo ottenere). Inoltre, durante questa fase, ho cercato il più possibile di tenere come riferimento gli schizzi di partenza: in questo caso, per quanto riguarda il posizionamento della camera, mi sembrava più interessante il secondo punto di vista che avevo riportato negli schizzi: a differenza della classica prospettiva centrale, riesce a dare qualche informazione in più circa la conformazione delle stanze e crea una specie di asse di centrale che spesso caratterizza alcune mie immagini. Nella seconda fase di modellazione ho aggiunto man mano tutti i particolari della scena, inserendo qualche modello scaricato online, altri modelli già ricreati precedentemente da me tempo addietro (per prendere dimestichezza con Cinema) e, quando necessario, modellando alcuni elementi da zero: in questo caso sono partito da un semplice box modeling per poi agire con i vari generatori e deformatori fino ad ottenere l’effetto desiderato: nulla di troppo complicato. Oltre a riempire la scena, mi sono soffermato molto sulla composizione delle singole immagini e sul posizionamento degli oggetti: nessun oggetto della scena è posizionato casualmente ma tutto segue delle regole di composizione che ogni buon 3D Artist o visualizer sicuramente avrà fatto sue in base alle proprie esperienze, al suo stile ed alle inclinazioni personali. Per quanto riguarda i materiali, anche in questo caso, nella scena non ho inserito nulla di particolarmente complicato: la maggior parte dei materiali hanno caratteristiche normali (canali diffuse, reflection, bump ecc.) fatto salvo i vetri, i liquidi o altri materiali particolari (come la cera delle candele) che ovviamente hanno anche altri canali attivi (es. traslucency, refraction, volumetrics). Per un ottenere un lavoro di qualità consiglio sempre di usare texture sufficientemente grandi e dettagliate ma di utilizzare solamente i canali che producono effetti tangibili sul materiale per evitare di aumentare inutilmente i tempi di rendering con un displacement quasi impercettibile. Un aspetto fondamentale, per quanto mi riguarda, e che necessita di uno studio più attento è sicuramente l’illuminazione della scena: in questo caso ho realizzato una versione diurna e una versione serale a partire dallo stesso punto di vista, modificando leggermente gli elementi presenti in scena. Per quanto riguarda la scena diurna, volevo ottenere una luce morbida, non troppo forte e che non appiattisse troppo gli elementi presenti. (Non amo le scene troppo luminose: con il tempo ho imparato, e sto imparando ancora, ad apprezzare le scene poco illuminate dove anche le ombre degli oggetti entrano nella composizione e danno spessore all’intera composizione). L’illuminazione globale è un semplice Corona Sky: per controllarne l’effetto e verificare i vari settings della Corona Camera (es. Exposure, Bloom and glare, DOF) generalmente realizzo dei clay render molto veloci prima di lanciare la vista definitiva. Eventuali correzioni o aggiustamenti di colore dello spettro luminoso (e quindi sul mood dell’immagine) li gestirò in un secondo momento agendo nel tab “Post” direttamente nel Corona VFB. Per l’immagine serale invece, il procedimento è analogo ma con qualche piccola modifica. Per l’illuminazione globale ho utilizzato un Corona Light Material con un HDRI (nello specifico, un semplice cielo all’imbrunire) a cui ho modificato l’esposizione nel Material Editor per aumentare il suo contributo alla scena e far uscire maggiormente la sua componente blu. Successivamente ho iniziato ad inserire le fonti luminose nella scena valutando singolarmente il loro effetto sulla scena (sempre utilizzando dei clay render). Per la luce a sospensione sopra il tavolo, ho utilizzato una Corona Light di tipo “Object” a forma sferica: suggerisco di non esagerare sull’intensità ma di far riferimento sempre alla situazione reale (in termini di W, lm o temperatura colore) e cercare di riprodurre quelle condizioni attraverso i parametri di Corona. Per la luce sottopensile, invece, dopo aver modellato la scanalatura sulla mensola e la relativa barra luminosa, ho applicato a quest’ultima un semplice Corona Light Material, senza esagerare troppo con l’intensità per non avere aree troppo bruciate nell’immagine finale o che riflettessero troppo distogliendo così l’attenzione. Una volta trovata un bilanciamento soddisfacente, dopo aver attivato il Multi-pass di Corona (ed in particolare il pass di Interactive LightMix e selezionato le fonti luminose che intendo controllare singolarmente) lancio finalmente il render definitivo. Anche in questo caso, potrò intervenire nel Corona VFB anche in un secondo momento per eventuali piccoli aggiustamenti di colore o intensità dello spettro luminoso di ogni singola luce presente nel tab “LightMix” senza dover rilanciare nuovamente il render. Infine, l’ultimo passaggio del workflow è dedicato alla post-produzione: l’ampio controllo a disposizione direttamente dal Corona VFB permette di ottenere già delle buonissime basi di partenza per la post-produzione. Attualmente sto cercando di effettuare meno post-produzione possibile, evitando di correggere troppo l’immagine durante la post (specialmente se ci sono più scene all’interno dello stesso set su cui sto lavorando) ma, al contrario, cercando di ottenere già in partenza risultati soddisfacenti lavorando fin da subito, come detto precedentemente, sulla resa di luci e materiali. Generalmente cerco sempre di controllare il bilanciamento generale ed accentuare (quando serve) il contrasto o la saturazione dell’immagine. Ovviamente non ci sono dei settings predefiniti: ogni scena va studiata ed analizzata da sé in base al mood che si vuole ottenere e alla storia che si vuole raccontare attraverso le immagini. Per l’immagine serale, ad esempio, ho aggiunto delle impronte digitali sui bicchieri: di solito non inserisco persone o silhouette se non esplicitamente richiesto ma lascio siano gli oggetti presenti nella scena a parlare e a raccontare chi è stato lì, chi ha fruito dell’ambiente. Questo è tutto! Spero che questo “making of” sia stato interessante e di vostro gradimento: mi auguro che questo mio semplice contributo possa essere una piccola ispirazione per i vostri progetti futuri. Come sempre, commenti e critiche costruttive sono sempre ben accetti! Un ringraziamento particolare a Fabio e a Treddi.com per la pubblicazione. Grazie dell’attenzione e un saluto a tutti. Alla prossima! Davide www.date3d.it www.behance.net/DATE3D Instagram @date3dviz
  16. Not Just Music Srl, Milano, sta realizzando una serie animata in 3D di 13 episodi da 24 minuti. Attualmente stiamo cercando: ANIMATORI DI CHARACTERS REALISTICI senior e middle LIGHTER senior e middle SHADING ARTISTS middle PIPELINE DEVELOPER senior e middle RIGGER senior middle e junior COMPOSITORS senior e middle CHARACTER FX senior middle e junior Richiesta disponibilità a lavorare internamente al ns studio di Milano per un periodo da concordare. Richiesta conoscenza: Maya, Redshift, Fusion. Gradita conoscenza Qualoth. Qualora vi fossero le competenze e vi sia interesse, si prega di inviare uno showreel a: francesca@not-just-music.it
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    Salve amici, raramente ho tempo libero per potermi dedicare a lavori personali, ma in questi giorni ho un raro e breve momento di pausa, e come un "Artista" si pone da un diverso punto di vista , per far sì che arrivi l'ispirazione giusta per una nuova opera, così io mi pongo in un angolo dello studio ed osservo ciò che immancabilmente attrae la mia attenzione e mi fà sognare, ovvero la luce che penetra nella stanza e "disegna" forme e colori, così ho immaginato questa semplice scena . Poi visto che da tempo ho voglia di dare sfogo ai colori, ho pensato di creare diverse versioni dell'opera, partendo dal bianco (somma di tutti i colori) arrivando al nero (assenza di tutti i colori) passando per l'RGB , rosso, verde e blu fino al giallo e al rosa. Nessuna pretesa di qual si voglia "opera" artistica, ma una semplice espressione di "attesa" ed "osservazione" , spero vi piaccia. C&C sempre gradite Hola
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    Salve amici, direttamente da Chaosgroup Lab e per mano diretta di Vlado (Vladimir Koylazov) , è stato pubblicato un interessante articolo che descrive gli strumenti di analisi luminosa presenti in V-Ray Next. L'articolo è stato scritto a mio avviso in modo molto comprensibile anche per chi non è specializzato nel settore, e in particolar modo il VRayLightingAnalysis è uno strumento molto utile e ben strutturato sia per verifica che per valutazione della distribuzione luminosa in un ambiente. LINK ALL'ARTICOLO Un esempio realizzato solo a titolo dimostrativo. Buona lettura.
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    Salve a tutti. Questo lavoro rappresenta un robot creato da un concept personale. Il modello è stato realizzato in Maya, texturing in Substance Designer e render in Arnold e IRay Immagini più dettagliate qui: https://www.artstation.com/artwork/WoP2Q
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    Salve amici , più o meno tre anni fa mi ero messo in testa di eseguire un case study di lighting su una struttura molto conosciuta e particolare, ovvero la Koshino House di Tadao Ando. I motivi che mi avevano spinto ad impegnarmi in questo progetto erano tanti e di diversa natura, ma uno su tutti la voglia di esplorare, studiare e cogliere ogni particolare dell'architettura legato alla luce, come Tadao Ando utilizzasse questo elemento , quindi con l'obiettivo di produrre in fine non solo render da portfolio, ma anche analisi luminose e insegnamenti di diversa natura , ma purtroppo dopo aver modellato la struttura (letteralmente ogni singolo blocco) ho dovuto sospendere il progetto per impegni lavorativi e personali. Durante la raccolta di reference mi sono imbattuto sulle classiche rappresentazioni del corridoio, piuttosto che dello studio della signora Koshino e ovviamente del soggiorno con il famosissimo taglio di ombra, e mi son chiesto : - quali condizioni luminose avesse donato il maestro Ando a Mr Koshino un attimo prima ma soprattutto dopo quei famosi scatti immortalati in un momento preciso ? - e proprio considerando il soggiorno, in quale momento dell'anno ed orario si presentano le condizioni per ottenere quel particolare effetto, letteralmente con una "cascata" di luce naturale in soggiorno ? - gli altri ambienti, corridoi, scale e perchè no l'esterno , quali particolarità avranno in relazione alla luce? Chiaramente parlo di componente naturale della luce, perché per quanto riguarda le scelte sulla luce artificiale adottata non ho trovato alcuna informazione, e casomai sarebbe stata una bella occasione per sperimentare diverse soluzioni, quindi prima di tutto ho cercato oltre che reference e planimetrie per poter replicare virtualmente l'architettura, informazioni utili per la gestione della luce naturale, quindi posizione geografica , disposizione della struttura in riferimento ai punti cardinali e tutto ciò che ho potuto trovare sul contesto nel quale è inserita l'opera.. Ultimamente avevo la necessità di eseguire alcuni test su vari aspetti di V-Ray Next e anche su un modello di Lumina , la Elle, e mi son chiesto : perchè non rispolverare il vecchio modello della Koshino House e cominciare a fare alcuni scatti , così da unire l'utile al dilettevole? Detto fatto, ho rifatto i materiali per V-Ray (quando iniziai il progetto lavoravo con Mental Ray) , inserito un V-Ray Sun nel daylight system in modo da poter posizionare il sistema ad Osaka, località più vicina alla vera collocazione della Koshino House e ho iniziato a fare i primi test proprio sul soggiorno, con il primo obiettivo trovare le condizioni (data e ora) che permettessero di poter ottenere l'effetto particolare del taglio trasversale di ombra. L'effetto è ottenibile più o meno durante tutto il mese di giugno , quindi ho deciso di renderizzare il 21 giugno, e in quel giorno l'effetto è ottenibile alle ore 14:00 Per arrivare a questo rsultato, di forte contrasto fra la parete illuminata e il resto dell'ambiente è necessario oscurare qualsi del tutto la grande finestra scorrevole posta dietro la camera (dietro il punto di vista), e parzialmente l'apertura di destra che da questa inquadratura non si possono vedere. Per scelta artistica ho deciso di lasciar entrare quasi totalmente la luce da destra. Poi finalmente ho cominciato ad "esplorare" prima e dopo questo momento particolare e questi sono i risultati : in ordine alle ore 13:52 - 14:30 - 15:45 - 16:49 Fantastico osservare che un attimo prima del fatidico momento, la luce scende dalla parete fino al pavimento ma per poco ancora non lo tocca (13:52) , come ancor più spettacolare è un attimo dopo dove le componenti del cielo e del sole offrono un bellissimo contrasto cromatico nelle parti iniziali e finali della parete (14:30). Poi il sole si sposta e il taglio prima di ombra ora diventa di luce con un effetto totalmente diverso, molto più drammatico che interessa anche una parte del divano (15:45), per poi arrivare al tardo pomeriggio, dove l'inclinazione del sole (ancora alto tenendo conto che siamo in giugno) non permette più di entrare dal soffitto ma regala comunque un effetto piacevole sulla sommità della parete (16:49). Avendo le due aperture coperte o parzialmente coperte (dietro il punto di vista e sulla parte destra) l'ambiente appare buio quel tanto che basta per far venir voglia di accendere la Elle ed illuminare la zona del divano : Poi giocando un po' con i light select in compositing in Affinity, ho ottenuto questo Non so quando e con quali tempistiche ma quando sarà possibile, mi divertirò con gli altri ambienti, anche quelli fin ora inesplorati , inserendo soluzioni artificiali dove possibile , ma soprattutto studiando la Luce ottenuta dal Maestro Tadao Ando. Al prossimo test dunque
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