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Trovato 33 risultati

  1. ferruccio della schiava

    Il BIM non sarà eterno!

    thumb
    Il BIM è un una fase di transizione, non lo sapevi? Ora che lo sai, sarai anche preoccupato per il futuro di Revit. Don't worry c'è "Project Quantum". Il video è datato, è del 2016 per la precisione. Da allora nessuno sa poco o nulla. Niente siti o pubblicazioni ufficiali, ma ci scommetto che AD ci sta lavorando. Anche perchè il mercato richiede strumenti sempre più potenti e interdisciplinari. E se AD non li fornirà l'utenza si riverserà su altre piattaforme - Bentley o chi per lui. Per costruire edifici sempre più complessi ed averne il controllo gestionale in tutte le fasi, occorreranno strumenti all'altezza. Questo progetto non è l'unico ma è quello di AD. Guarda il video e poi dimmi cosa ne pensi. http://au.autodesk.com/au-online/classes-on-demand/class-catalog/2016/class-detail/22761#chapter=6 E se hai notizie più recenti, pubblicale, io intanto ho trovato qualcosa QUI Ferruccio Della Schiava - ACI
  2. Akira93

    Revit e Tasti Rapidi

    Ritorno sul forum dopo tanto tempo, sto preparando un esame di progettazione architettonica per l'università, ho deciso di usare revit per fare modello 3d e ricavare i vari prospetti e sezioni. Ho iniziato partendo da una planimetria dwg che avevo e disegnando le murature, pavimentazione, ecc... Mi chiedo, per come è strutturato il programma, conviene imparare tasti rapidi? visto la maggiore complessità del software rispetto al cad. Lo chiedo solo per sapere se velocizza il lavoro o continuare a usare il menu in alto e cliccare ogni volta.
  3. Matteo Proia

    Saluti

    Salve mi presento mi chiamo Matteo Proia mi occupo di processo BIM e modellazione parametrica da anni ormai, iniziando dai render con Autocad 3D e 3dsMax. La passione per questa materia mi ha portato ad insegnare anche presso alcuni atenei italiani, spero quindi di essere utile al forum ed ai suoi utenti in generale
  4. ferruccio della schiava

    scegliere i font per i nostri progetti

    thumb
    Anche l'occhio vuole la sua parte. Su questo immagino concordiamo tutti. Che siano abachi, cartigli, annotazioni, quote, etichette o note chiave, i nostri progetti BIM sono pieni zeppi di testi (font). In mancanza di indicazioni precise - intendo direttive dall'alto alle quali doversi attenere scrupolosamente - potrebbe risultare piacevole prendersi qualche soddisfazione nel redigere tavole tecniche che ci soddisfino anche sotto il profilo estetico. Mantenendo sempre e comunque una lettura dei testi comoda ed immediata. Che siano Font con grazie o senza, la scelta è sempre ardua. A volte e dirò purtroppo, mi capitano in mano tavole monotone e piatte allo sfinimento, banali, noiose e sovente pure di difficile lettura; tavole che ci parlano attraverso un unico font seppur declinato in altezze diverse ma sempre quello. Altre invece sono un piacere per gli occhi e credetemi non è un obiettivo impossibile, alle volte lo sforzo è davvero minimo e ripaga molto in termini di soddisfazione e leggibilità. Per questo basterebbe, minimizzando, anche un Arial simple/black/narrow per fare la differenza. Ma quale set di font devo scegliere? I corsisti, soprattutto, mi fanno spesso questa domanda e l'argomento è fortemente personale. Sarebbe un po' come se un altro scegliesse gli abiti che portate, a ognuno i suoi; vi caratterizzano e così deve essere. Quindi, fatta la doverosa premessa e senza l'intenzione di insegnare nulla a nessuno, vorrei condividere con voi alcuni dei font che utilizzo - non sono tutti - e che propongo ai miei committenti come alternativa per la rappresentazione dei loro progetti. SWIS 721. Sono una persona semplice e un tecnico e quando mi approccio a persone a me simili consiglio l'uso del carattere Swis721. Ha dalla sua una vastissima scelta di versioni, dal light al bulk, mantiene una leggibilità altissima anche ad altezze molto basse, essendo privo di grazie, molto lineare e ben spaziato. Sono sceso anche sotto il millimetro stampato per alcune numerazioni secondarie. Molto tecnico e pulito, degno sostitito dell'Arial. Certo, non è un font fantasioso, lo definirei piuttosto eclettico quindi ottimo per qualsiasi utilizzo. CALLIGRAFICI. Poi c'è la selezione di font calligrafici, fortemente soggettiva, spesso anche tra generi. Potrebbero essere una buona alternativa in caso di indicazioni secondarie o nel caso in cui lato tecnico, quote o dettagli, lasci il passo ad altre tiologie di indicazioni, finiture, materiali o altro di similare. Personalissimi, perchè la selezione è influenzata dalla grafia soprattutto per i minuscolo. Ne ho fatto un brevissimo assortimento che è, nei limiti del possibile, più vicino a come scrivo io - o a come percepisco la mia calligrafia. Il mio preferito è il Flux Architect ma devo anche dire che è fortemente svalutato vedendosi davvero troppo in giro e personalmente ha un po' stancato. Mi piace encora ma sono in cerca di una alternativa. Le famiglie di sistema Testo, hanno Tipi differenti, generalmente suddivisi per font, altezza e differenziati per Parametri e Valori; salvati in un file di Progetto da dove li prelevo con un copia&incolla al bisogno - ove non già presenti - per non intasare i vari Modelli di Revit. Nella mia personale classifica non poteva mancare il pregevole Archistico, creato dalla collega @emilierollandin, font che trovo stupendo e al quale sono molto affezionato. Lo uso sempre con piacere, piazzandolo quà e là soprattutto nelle numerazioni delle tavole o per testi brevi ma di impatto. Mi piacciono i "contrassegni" o "contrassegni tipo" fatti con questo carattere. In questo caso il fattore soggettivo ed emozionale mi impedisce di valutare concretamente la bassa leggibilità del testo, soprattutto se piccolo e se così fosse metterei altro, ma come ho detto prima è un carattere che mi piace. Direi che ho finito, concludo più o meno come faccio sempre. Sono ben accette le vostre esperienze e i suggerimenti, le valutazioni su quanto scritto, le soluzioni alternative. Facciamo BIM, condividiamo. Ferruccio Della Schiava - ACI NOTA: se decidete di utilizzare il font FLUX ARCHITECT, installate nel sistema eslusivamente la versione "regular", non installate i bold e gli italic. Su Revit 2017/2018/2019 - queste sono le versioni che in cui ho riscontrato il problema - vi ritroverete, dopo aver digitato il testo, etichette piene di quadretti. Con il solo "regular" il problema non si riscontra. Se volete un "bold"...usate il grassetto ;-)
  5. Sono iniziati da alcuni giorni i rilasci delle nuove release dei prodotti Autodesk, targati 2019. AutoCAD e 3ds MAX sono già usciti e ovviamente si sa che novità hanno portato. Bocche cucite invece per Revit 2019, sia da parte Autodesk che in rete. Al momento non ho trovato che voci non confermate; il poco che sono riuscito a sapere è che si è lavorato sulla stabilità e sulla velocità - ma questo è normale per ogni release - e che una delle novità maggiormente tangibili sarà, finalmente direi, la possibilità di lavorare portando le viste su due monitor. Un'altra è l'aggiunta del colore di fondo nei retini di modello e di disegno; nulla di eclatante lo so ma sono sempre cosette utili come la modifica della loro scala (2018.2). Dunque, se per la seconda notizia non si può gridare al miracolo, la prima già da sola entusiasma i possessori di 2 monitor, che finalmente vedranno giustificata la spesa sostenuta. Tra le Revit Ideas proposte e segnate come ACCEPTED ci saranno certamente le novità introdotte. Anche se ho il sospetto che già lo siano tutte in questa 2019. A me, per esempio, piacerebbe molto poter allineare le sezioni in un modo più automatico del sistema artigianale, oppure . Se avete modo di confermarne qualcuna...ditelo anche a noi ;-) Ferruccio Della Schiava - ACI
  6. Buongiorno, Quando entriamo negli studi termotecnici e spieghiamo loro cosa si intende per BIM e di come lavora Revit è subito tutto bellissimo ma quando poi passiamo al QUANTO le reazioni sono sempre le stesse..."c'è la crisi"...."il committente non ha grandi disponibilità"..."anche noi ci siamo dovuti accontentare" ...etc etc....mi sono trovato spesso in questa situazione e quando ho potuto ho rifiutato l'incarico per non diventare l'ennesimo mero disegnatore. Questo secondo post vuole essere una condivisione delle condizioni a cui, a volte, siamo costretti a lavorare su enormi progetti (anche da alcuni milioni di euro) per le solite briciole. Attendo un riscontro di esperienze (non dimenticate di fare una piccola presentazione di voi stessi) prima di passare ad argomenti più tecnici. Buona giornata a tutti
  7. Roberto 84

    Host dei modelli collegati

    Buongiorno a tutti, ho cercato sulle discussioni precedenti del forum ma non ho trovato risposta. Vorrei chiedere quale secondo voi è il modo migliore per gestire un modello condiviso in assenza di server, appunto, condiviso. Mi è capitato la scorsa settimana di dover intervenire su un modello MEP elettrico in cui erano collegati gli altri modelli (architettonico, strutturale, meccanico, idrico, antincendio, ecc.). Questo per scelta del progettista architettonico, nonché referente del committente. Avevo preparato delle famiglie di interruttori e prese con host 'muro', ma dovendo poi inserirli nel modello ho scoperto che gli elementi del modello collegato che avrebbero dovuto fare da host (i muri, quindi) non riconoscevano la famiglia creata con host analogo, ma solo quelle con host 'superficie'. Ho la sensazione che ci sia stato un problema di organizzazione della condivisione dei modelli, ma in caso di impossibilità di lavorare con piattaforma comune (certe scelte cadono spesso dall'alto, e non si può andare sempre contro i mulini a vento), come fare? Non assegnare l'host adeguato alle famiglie create mi pare poco BIM, oltre che pericoloso al momento di inserimento della famiglia nel modello. Da qui un altro dubbio: ovviamente il modello architettonico con cadenza settimanale arrivava aggiornato e dunque dovevamo ricollegare il nuovo modello, con la conseguenza che le famiglie MEP risultavano spesso distaccate dagli elementi architettonici che avevano cambiato posizione (es. prese al centro della stanza, lampade non più attaccate al solaio perché era cambiata l'altezza interpiano, ecc.). Questo ovviamente provocava il fatto che dovevamo fare una ricognizione del modello per verificare il corretto posizionamento dei componenti da noi inseriti, con evidenti rischi di errore e perdite di tempo. Il metodo mi pare molto perfettibile, quale potrebbe essere il flusso di lavoro ideale con queste condizioni? Grazie e buon BIM. Roberto
  8. ferruccio della schiava

    sondaggio BIM

    Più che sondaggio, direi censimento. Creare una sintesi utile a tutti di come siamo distribuiti tra i vari settori AEC, sulle nostre competenze e su eventuali certificazioni o specializzazioni ottenute. Come sapete, la firma del Decreto BIM nel dicembre 2017 obbligherà, dal 2019, le stazioni appaltanti alla progettazione delle grandi opere pubbliche, con le procedure digitali del Building Information Modeling. Riguarderà inizialmente tutti i lavori complessi di importo superiore a cento milioni di euro e negli anni successivi, fino al 2025, l'obbligo verrà via via esteso. Malgrado dal testo del Decreto sia stato stralciato qualsiasi riferimento alle ottime Norme UNI 11337:2017 - ricordo che la parte 7 riguarda la qualificazione dei ruoli e delle figure professionali - le norme, anche se non obbligatorie, rappresenteranno di fatto uno standard al quale i maggiori operatori si atterranno. A noi di "BIM, Revit e dintorni" piacerebbe sintetizzare in un censimento le informazioni utili per un delineare lo stato attuale degli operatori e creare un valido terreno di discussiuone e di approfondimento, su quali potrebbero essere i settori e le figure professionali, che in futuro godranno di maggiore interesse da parte del mercato che si sta delineando. Se non vi vedete rappresentati comunicatelo, aggiungeremo la voce mancante così da permettervi di votare. Io ho già votato. Grazie.
  9. ferruccio della schiava

    Revit trick - linea dell'isolamento

    Dopo l'ennesima rottura di bolas dietro alle paturnie del progettista di turno, oggi ho chiuso la cartella del lavoro in corso e mi sono detto: - "mo a questa cosa devo trovare una soluzione", magari non perfetta ma almeno deve andare nella direzione giusta. Sto parlando di quel comando un po' CAD e retrò, che trovate nel menù Annota, sezione Dettaglio: Isolamento. Non so quante volte mi sono ritrovato a spostare la "serpentina" e fossero anche due...una è di troppo! Per quanto mi riguarda e in mancanza di meglio ho risolto così...seguite il LINK e in fondo al testo dell'articolo che ho scritto, troverete in download il file *.rvt con la mia soluzione. Gradirei un confronto, magari qualcuno ha altre soluzioni oppure ha idee similari da sviluppare.
  10. ferruccio della schiava

    Revit Ideas...di' la tua!

    thumb
    Immagino già sappiate che la Roadmap delle modifiche per Autodesk Revit è pubblica. Come per altri software Autodesk è divisa in sezioni contenenti l'elenco dei punti principali della Roadmap. Sono piani di sviluppo su nuove funzionalità da introdurre e il loro sviluppo, come la tempistica di rilascio, rimangono a discrezione. Ciò non toglie però che siano utili per avere un'idea della direzione verso cui Revit sta andando. La Roadmap è per certi versi influenzabile perchè tiene in considerazione i contributi degli utenti presenti in Revit Ideas. Questo spazio è dedicato alle idee degli utenti e potete proporre quello che volete. Il team di Autodesk per quelle ritenute interessanti o maggiormente votate applica un tag: implementata, accettata, rifiutata ecc. Alcune tra le più popolari finiscono nella Roadmap e sempre considerando che, sviluppo e tempistiche di rilascio sono a discrezione, ce le ritroviamo nelle varie 2018.01, 2018.02 ecc. o nella prossima 2019, che uscirà come ogni anno ad Aprile 2018. La lettura è molto interessante ed è facile scoprire che alcuni problemi sollevati o soluzioni proposte sono già state condivise da molti altri, perchè comuni. E' un buon strumento di condivisione, a mio avviso molto potente, che ho utilizzato con piacere esprimendo il mio parere e votando ciò che ritenevo fosse di mio interesse. Anche cose semplici, come la possibilità di usufruire pienamente di due monitor spostando finestre, menù e viste a piacere o di una emulazione di una stampante PDF proprietaria (simile a "DWG to PDF" di AutoCAD, per intenderci). Facciamolo tutti. Un'oretta da perdere la troviamo, ci permetterà di essere partecipi all'evoluzione del nostro strumento di lavoro. Attendo i vostri commenti in merito. Ferruccio
  11. An Drea

    Problema Vetri Opachi Revit.

    Ciao a tutti, Vorrei cambiare la texture della 'vetrata inclinata' nella famiglia tetti in Revit. Dovrei rendere il vetro da trasparente a opaco, solo che andando nelle impostazioni del elemento non trovo la voce dove inserire il materiale. Vi posto lo screen del progetto sperando vi sia d'aiuto. Ho provato di tutto anche a cambiare tutte le texture relative al vetro nel menu gestione materiali, ma niente, Grazie a tutti.
  12. Marco Esposito

    Differenza tra Rhino e Revit

    Ho capito che Rhino è in grado di creare, modificare, analizzare, documentare, renderizzare, animare e tradurre curve, superfici, solidi, nuvole di punti e mesh poligonali NURBS* (descrizione copiata dal sito ufficiale). Però mi chiedevo se si potessero associare informazioni agli oggetti così come è possibile farlo in Revit, non mi è chiaro cosa si intende per "documentare". Pongo questa domanda perchè sento spesso dire che Revit non tratta le superfici come Rhino ma quest'ultimo non è un software basato sulla modellazione parametrica, e poi Revit a differenza di Rhino, le volumetrie che crea permette di trasformarle in oggetti utilizzabili in un "progetto BIM". Se qualcuno avesse più informazioni da fornirmi a proposito ne sarei grato!
  13. Alle seguente pagina www.biminteroperabilitytools.com trovate, in download libero, alcuni interessanti tools per migliorare l'esperianza di lavoro e l'interoperabilità in ambiente Revit BIM. Ve li elenco: Autodesk Classification Manager for Revit Autodesk Model checker for Revit Autodesk Model checker Configurator Autodesk Enhanced DWG Exporter for Revit Autodesk COBie Externsion for Revit A breve verrà aggiunto anche: Autodesk COBie Extension for Navisworks Oltre al set di tools Autodesk fornisce una serie di tutorial, al seguente LINK
  14. ferruccio della schiava

    LIBRI: La sfida del BIM (Rizzarda/Gallo)

    Qualsiasi posizione vogliate occupare all'interno del mondo BIM, coordinatori, specialisti o imprenditori, questo libro fa per voi. E' un testo che vi terrà incollati, ve lo garantisco. E' un testo semplice, diretto ed immediato. Non stupisce l'accorata prefazione di Emiliano Segatto, titolare dei uno dei più prestigiosi ATC italiani. Una piacevole sorpresa è la parte di gamification che trovate alla fine, geniale e per certi versi frustrante; almeno finché non si è davvero capito come va affrontato, consapevolmente, un qualsiasi progetto BIM. Copio&incollo la descrizione che si trova in rete, poi sta a voi decidere. "BIM, acronimo di Building Information Modelling, è un argomento di massimo interesse nella progettazione architettonica e nella cantieristica. Si tratta di un metodo basato sulla creazione di un modello digitale unico, in cui vengono accentrate tutte le informazioni relative all’edificio e che può essere condiviso con la molteplicità dei tecnici e imprese coinvolte, in tutte le fasi che portano dalla progettazione alla realizzazione. L’adozione del BIM porta vantaggi significativi in tutta la filiera delle costruzioni, ma per adottarlo con successo è necessario comprendere sia il sistema (normative, processi e strumenti), sia le implicazioni della sua adozione. Il testo ha una struttura innovativa: rivolgendosi a figure professionali differenti, oltre alle conoscenze teoriche comprende un inedito sistema a bivi che crea un percorso di apprendimento diverso e personalizzato rispetto alle esigenze di ognuno. Le spiegazioni sul BIM sono fornite con grande ricchezza di schemi, grafici, immagini. I TEMI TRATTATI: Un’introduzione al Building Information Modelling Una dimostrazione dei suoi principali vantaggi Un’attività di applicazione, in 600 avventurose scelte" Non metto link diretti, se vi interessa approfondire...gogolate.
  15. Marco Esposito

    Precisione dati modello Infraworks

    "Il contesto territoriale acquisito all'inizio del lavoro non mi sembra preciso. Ad esempio mi sembra che dove sia presente della vegetazione lui vada a creare un terreno con quote più alte del reale." Il mio ragionamento: Il motivo è legato al livello di acquisizione dei dati di elevazione. I dati del terreno globali sono disponibili in DEM da 10 e 30 metri a seconda della posizione geografica dell'area di interesse. Negli Stati Uniti i punti prelevati sono distanziati a intervalli di circa 10 metri, mentre per le regioni al di fuori degli Stati Uniti sono stati campionati a circa 30 metri. È possibile quindi che il modello creato non sia perfettamente coincidente con la realtà. è corretto quanto scritto?
  16. Marco Esposito

    da Infraworks a Civil 3D

    Da quando ho installato civil3d 2018 ho un problema con l'importare il modello da Infraworks. Nella versione precedente bastava selezionare "apri modello" e cercare il file di formato .sqlite. Nella versione attuale non riesco a trovare il modello creato, perchè non mi permette di cambiare il formato file, quello di default è .imx!! come posso fare per risolvere il problema?
  17. ferruccio della schiava

    UDINE 3D FORUM

    In queste settimane il gruppo (ormai non si chiama più club, anche se lo preferivo) è un po' fermo a causa dei preparativi per l'UDINE 3D FORUM. Avrete certamente già letto in giro qualche cosa; la manifestazione abbraccia il mondo del 3D da molti lati. Ci saranno parecchi membri illustri di treddì, per la modellazione, il render, la stampa 3D e la visualizzazione VR, insomma tanta bella gente, con workshop interessanti. Ci saremo anche noi, intesi come gruppo. Insieme a@Francesco La Trofa terremo un primo worshop sul BIM e la comunicazione. Sicuramente Francesco scriverà una news quindi non mi dilungherò . Sabato 11 sarà il mio turno e anche qui per i particolari rimando al link, vi dirò solo che è per me un argomento molto sentito. Essendo istruttore anche di corsi PIPOL, organizzati per chi si affaccia o si reintegra nel mondo del lavoro; essendo a mia volta un freelance conosco bene la triste situazione. L'intento è evidenziare se e come il BIM o la modellazione parametrica in genere, possono offrire sbocchi in termini occupazionali. So che molti di voi per questioni geografiche non ci saranno e mi dispiace, se avete amici in zona avvisateli, udine 3D è davvero interessante. Per chi verrà la parola d'ordine (segreta) è Gruppo Revit. Svanita la calca post interventi ci andiamo a prendere un caffè insieme. Grazie per il sostegno.
  18. ferruccio della schiava

    Revit aggiornamento 2018.2

    Autodesk rilascia l'aggiornamento Revit 2018.2. Con una serie di correzioni, miglioramenti di stabilità e che include anche nuove funzionalità. "Sono le piccole cose che contano" dicono quelli di Autodesk. Vediamo cosa hanno migliorato seguendo i suggerimenti avuto dagli utenti e visionabili al seguente LINK. 1) Migliorati i controlli del Riquadro di sezione, ora sono più facili da manipolare e evitandoci di selezionare accidentalmente qualcos'altro. 2) Nel browser di progetto cliccando sul il tasto destro del mouse ci sono due nuovi comandi "Espandi tutto" e "Comprimi tutto". 3) Rinnovamenti anche nella la finestra di dialogo delle Campiture. Innanzitutto è ridimensionabile, i tipi di motivo ora sono sopra e la visualizzazione della campitura, c'è un campo per la ricerca dei modelli, ed è consentita la selezione multipla. Non occorre ricaricare il modello (es. da file *.pat) per modificarne la scala. 4) Revit ora ricorda l'ultima posizione dalla quale sono state caricare le famiglie. Aggiornamenti anche per la sezione MEP, Meccanica e Strutturale. Sul canale Autodesk di youtube ci sono già alcuni video esplicativi.
  19. ferruccio della schiava

    stampare in PDF

    Per chi come me viene da AutoCAD la gestione della stampa dei PDF in Revit non convince del tutto. Per essere facile lo è ma manca quel "DWG To PDF" che se fosse "RVT To PDF" risolverebbe parecchi grattacapi. Almeno a me. Le varie stampanti virtuali scaricabili da internet non mi hanno mi soddisfatto appieno; chi perde l'ultima directory di salvataggio, chi mette un prefisso, chi no, chi non permette di salvare fogli personalizzati (la maggior parte). Difatti tutto è semplice purché si stampi su formati UNI standard, ma tra i vari A1-1 e A3+1 o formati particolari che, a volte mi vengono richiesti, ci perdo un po' troppo tempo. L'unica opzione percorribile e la dimensione personalizzata PostScript, che regolarmente però viene persa e non salvata. Ma questo, si sa, dipende dalla stampante virtuale. Le vostre esperienze quali sono? Avete risolto in qualche modo, e se si, come?
  20. asalalp

    BIM si...BIM no

    Nei piccoli studi del centro Italia ho sempre riscontrato una grossa avversione nell'apprendimento di nuovi Software e nel voler sperimentare nuovi workflow. Vedo spesso che i professionisti, anche giovani, preferiscono l'AutoCAD ai software per il BIM. E vedo spesso anche un cattivo utilizzo di AutoCAD stesso, senza layout, xrif. Un' altro aspetto riscontrato è che l'utilizzo di AutoCAD al posto di AutoCAD LT genera errori, quali disegni che dovrebbero essere 2D sono in realtà 3D, andando magari a disegnare su assi ruotati. Perchè pagare per software più completi andandone ad utilizzare poi una minima parte? Come sono le vostre esperienze in merito? Perchè anche giovani professionisti preferiscono lavorare con disegni sconnessi, dove puntualmente piante, prospetti, sezioni non sono coerenti? Quanto è difficile mentalmente e a livello pratico intraprendere nuove metodologie di lavoro?
  21. ferruccio della schiava

    Revit. Cineprese ed obiettivi fotografici.

    thumb
    Come ben sapete, la Cinepresa di Revit è funzionale ad un risultato senza pretese ma è del tutto insoddisfacente per chi mastica un minimo di fotografia, essendo totalmente priva degli elementi che caratterizzano una macchina da ripresa. Come utilizzatore di 3ds MAX, con cui ho lavorato per anni nella produzione di render, ho sempre apprezzato tutta la parte inerente alla scelta degli obiettivi fotografici. In Revit, ho constatato con rammarico la loro totale mancanza. Le scelte, certamente semplificate fatte dai programmatori, non sono però del tutto casuali; occorre avere alcune conoscenze in altri settori per coglierne gli aspetti talvolta non immediati. Che si tratti di produrre passeggiate walk trough (in Revit "Animazioni") o di estrarre viste prospettiche e render da inserire nelle tavole progettuali, la conoscenza delle basi di fotografia e la comprensione dei uno strumento fotografico, saranno molto utili per ottenere la vista desiderata, senza decine di frustranti tentativi. Lo avete certamente notato, quando create una nuova cinepresa in Revit, la sua rappresentazione grafica in pianta sarà come da immagine. 1) Il punto di vista. Una piccola macchina fotografica, che rappresenta la posizione dalla quale viene inquadrata la scena. 2) L'obiettivo. Un pallino rosso, che è il centro della vostra inquadratura. 3) L'offset del ritaglio orizzontale. Il pallino blu al centro della riga opposta al punto di vista, che è la distanza oltre la quale non viene visualizzato nulla. 4) Un cono. I limiti verticali dell'inquadratura (punti immaginari). Sono poche le manipolazioni attuabili. Potete, tramite le proprietà della Cinepresa, modificare i dati numerici relativi all'altezza del punto di vista e quelli dell'obiettivo o la distanza del ritaglio orizzontale. Inoltre, tramite il disco di navigazione, effettuare le modifiche dirette e manuali nel riquadro di selezione. Le dimensioni del riquadro di selezione sono modificabili a mano, attraverso l'uso delle grip poste a metà di ogni lato, ma questo comporta molto spesso, delle distorsioni prospettiche piuttosto importanti e fastidiose. Tramite l'apposito menu' sarà possibile invece digitare direttamente i dati a mano. Generato automaticamente durante il processo di creazione della cinepresa, di default, la regione di taglio, ha dimensioni prefissate di 150 mm x 113 mm (ecco spiegati i punti immaginati 4-4). Viene spontaneo chiedersi da dove vengano queste misure. Cambiamo per un momento argomento. Molti possiedono una macchina fotografica, alcuni una reflex, altri una compatta. Che si tratti di una o dell'altra un elemento ci accomuna, il sensore che cattura l'immagine. Ora, per i profani, va a sostituire la pellicola delle vecchie fotocamere ma la cosa più importante è che, in base alla tipologia dello stesso, la forma e le dimensioni in larghezza e altezza cambiano. Come potete vedere ce ne sono diversi. In questa immagine però manca il vero obbiettivo della discussione, un sensore con un rapporto prospettico di 4/3. (lo trovate nell'immagine a seguire). Ripeschiamo l'informazione sulle Cineprese di Revit, quella relativa alle dimensioni del riquadro di selezione "150 x 113" ed aggiungiamo un dato: 113 x 4/3 = 150.6 ovvero 150 mm. (verifichiamolo: 150 x 3/4 = 112.5); facciamo un'ulteriore osservazione, cioè che il sensore da 17.3 x 13 mm è un Four Thirds, ovvero un quattro/terzi e presenta il medesimo rapporto (verifichiamolo: 17.3 x 3/4 = 12.9). Queste considerazioni spero siano per voi motivo di ulteriori riflessioni, considerazioni e soprattutto...suggerimenti. Ferruccio Della Schiava - ACI
  22. ferruccio della schiava

    Moderatore di sezione - posizione chiusa.

    Se pensate di avere i requisiti o le competenze; se avete qualcosa da dire o da condividere; se avere voce in capitolo vi stuzzica. Se essere parte attiva ricoprendo un ruolo da protagonista nella gestione e crescita di questo club, è un vostro desiderio inconfessato...fatevi avanti!!! Affido a persona competente e volenterosa, la gestione di questa sezione. NOTA: Daniele Marelli è il nuovo moderatore del CLUB, si occuperà di questa sezione dedicata a Dynamo. Buon lavoro Daniele.
  23. ferruccio della schiava

    Moderatore sezione MEP - posizione chiusa.

    Se pensate di avere i requisiti o le competenze; se avete qualcosa da dire o da condividere; se avere voce in capitolo vi stuzzica. Se essere parte attiva ricoprendo un ruolo da protagonista nella gestione e crescita di questo club, è un vostro desiderio inconfessato...fatevi avanti!!! Affido a persona competente e volenterosa, la gestione di questa sezione. NOTA: @Marco Gilli Revit MEP Specialist, è il nuovo moderatore di questo gruppo e si occuperà di questa sezione dedicata alla progettazione impiantistica. Buon lavoro Marco.
  24. Se pensate di avere i requisiti o le competenze; se avete qualcosa da dire o da condividere; se avere voce in capitolo vi stuzzica. Se essere parte attiva ricoprendo un ruolo da protagonista nella gestione e crescita di questo gruppo è un vostro desiderio inconfessato...fatevi avanti!!! Affido a persona competente e volenterosa, la gestione di questa sezione.
  25. Alcuni mesi fa postai un articolo su linkedin. Incentrandolo sulla mia area di competenza BIM, ovvero quella di passaggio dal livello 0 (CAD) ad un BIM di livello 1 (solitario); trampolino di lancio indispensabile per chiunque voglia raggiungere i livelli superiori: collaborativo e condiviso. Lo condivido. "Come molti, preparo le slide per un seminario o un workshop che devo tenere. Alle volte ho in mente una buona idea, altre, parto da qualcosa di non ben definito e, con solamente un indizio, inizio a raccogliere il materiale. Ammassato sul desktop del secondo monitor lo dispongo e riordino, tagliando, cucendo e rimpolpando gli argomenti principali e spesso questo mi porta dritto alla conclusione. Capita però che, lungo il tragitto di rifinitura, mi perda o mi accorga che non sto proponendo argomenti originali. Attualmente, con tutto quello che sul BIM si sta scrivendo, è difficile esserlo. Allora mi fermo e come per un rilievo che non torna, faccio un passo di lato per avere una diversa prospettiva. Capisco quindi che non dovrei cercare di accontentare una platea più vasta, ma rivolgermi a chi si riconosce in quel che propongo. E questa è la mia proposta: il BIM per i singoli professionisti o per i piccoli studi. Ho 30 anni di attività passata in piccoli studi che vivono di pratiche che nascono e muoiono in un paio di settimane, in cui il progetto con un mese di gestazione è un evento. Siete voi la mia platea, quella della palazzina di pochi piani, della villetta e della ristrutturazione dello stavolo. Più di 500.000 mila sono gli iscritti a Ordini e Collegi del territorio, molti operano da soli, gli studi associati sono una minoranza. Alcuni parlano di queste realtà professionali come di una categoria destinata all'estinzione. Idea che rigetto in toto. Passerà molta acqua sotto i ponti prima che il BIM possa intaccare la piccola progettazione. In primo luogo perché chi si attiverà per migrare dal CAD avrà bisogno di tempo - 6/12 mesi - per raggiungere un livello di utilizzo autonomo. Secondariamente per i costi di hardware e software. Ultimo ma non meno importante è tempo da dedicare alla formazione, anch'esso un costo. potrebbe non essere un problema, se ci si ferma al "livello 1" (detto BIM solitario) ma inizia a diventare importante se ci si vuole elevare ad un tipo di BIM collaborativo. Di conseguenza nei miei seminari e corsi propongo il BIM per "piccoli". Quelli che non vogliono scomparire. Sono comunque consapevole e concordo con l'idea che per complessità sia uno strumento che cambierà il modo di intendere la progettazione, forse più adatto a grosse opere e per realtà associative; difatti è da quelle in giù che inizia l'adozione. Ma come una berlina equipaggiata con motore di 2500cc a 130 all'ora, consuma meno di una 495cc che va alla stessa velocità, così il BIM tra le sue caratteristiche ne ha parecchie adatte a chi va più piano. Uno strumento complesso e multidisciplinare dal quale estrarre ciò che serve per la professione. Non mi vedrete fare dimostrazioni sul progetto, magari neppure mio, della torre di Babele costruita con migliaia di famiglie e sostenuta da un budget di qualche milione di euro. Userò la banalissima ristrutturazione della sig. Maria, con tetto massimo di 80/100.000€, progettazione compresa. Vi dimostrerò come sia possibile usare del BIM, più la M di Modellazione parametrica 3D, che la I di Informazioni. In aula vi insegnerò come disegnare proficuamente e sfornare tanto materiale interessante in modo semi-automatico. Il tutto con un budget ridotto. Con un portatile o un fisso da poche centinaia di euro (che sicuramente avete già) e con un spesa minima relativa al software (vi ricordo che Revit LT costa circa 600€ all'anno e spesso ve lo portate casa insieme ad AutoCAD LT). Rimane la parte del 6-12 mesi, ovvero la parte necessaria all'apprendimento e all'autonomia. E' l'unica cosa che non vi posso insegnare, trasmettere, certamente ma la volontà di fare e la fretta di arrivare presto ad un obiettivo, che ricordo è il risparmio di tempo e denaro, è solo fattore vostro. Il BIM è una rivoluzione, Revit è uno strumento e come tale deve migliorare il vostro lavoro quotidiano. All'interno del software ce n'è per tutti i gusti ed esigenze, voi state prendendo del tutto solo la parte che vi interessa...il meglio per voi. Se siete al livello 1, non vi sarà difficile avanzare. Una volta raggiunto e consolidato il primo obiettivo, non vi fermerete. Se collaborerete con un collega che ha seguito il vostro stesso percorso ma in una disciplina diversa, darete inizio ad una squadra BIM. Il che vi darà l'accesso a prospettive prima inimmaginabili. Consideratelo un punto di partenza ed iniziate; molti lo hanno già fatto ed altri lo stanno facendo proprio ora. Ferruccio Della Schiava - ACI"