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  1. ghiekorg

    Vray: bake e export di tutta la scene in automatico

    Ciao a tutti lo studio per cui lavoro vorrebbe buttarsi un po' di piü su unity per creare qualcosa di interattivo. E hanno dato a me il compito di trovare un modo indolore per usare le vecchie scene e per farne di nuove. Facciamo prevalentemente immagini per il mercato immobiliare, per lo piü interni. Ho guardato un po' per il web e con qualche script riesco a trasformare tutti i materiali in pochi click da VrayMtl a Standard. Da li esporto tutto in fbx e importo in unity settando giusto qualche materiale. Tutto bene, ma alcune vecchie scene sono abbastanza pesanti, e quindi vado spesso sotto i 30fps. Ho quindi cercato di fare un bake totale della scena in max (certo, perdo la reattività dei materiali in unity ma guadagno in velocità e ho la qualità di Vray in pseudo-realtime. Diciamo che vorrei vedere entrambe le versioni per poter decidere coi capi quale sia la versione migliore da proporre al cliente, soprattutto in un'ottica smartphone-tablet). Ma le risorse a riguardo sembrano non essere molte e quello che ho trovato funziona cosi cosi: Ho provato prima col semplice render to texture di max, ma se seleziono troppi oggetti assieme la RAM schizza cosi in alto che crasha tutto durante l'auto unwrap. Potrei fare un'oggetto per volta ma mi ci vorrebbero secoli... senza contare che dovrei fare il bake di ogni singolo oggetto, cambiare i canali dei vari unwrap, poi esportare la scena e ricollegare tutte le texture in unity... Mi ci vorrebbero 3 giorni e farei un sacco di errori. Ho provato allora la demo di flatiron. Velocissimo a fare l'unwrap automatico, ma anche quello crasha molto spesso. Inoltre dovrei fare molti piccoli gruppi, mi da problemi col render in distributed, ecc. Mi sapete quindi consigliare un plugin che io seleziono tutto, gli dico (lo setto) "unwrappa tutto in automatico, crea un materiale standard autoilluminato e nella diffusa map fai il bake della VrayCompleteMap", poi premo un tasto e me ne vado a casa e quando torno la mattina dopo mi trovo tutti gli objects pronti solo per essere esportati in fbx? Grazie mille
  2. Luca 89

    SO

    thumb
    Piccola animazione realizzata per il designer Davide Vercelli Ringrazio Luca Braga per la composizione
  3. Air Ice

    Render con Vray dopo matching photo in SketchUp

    Salve a tutti, Ho esigenza di fare un fotoinserimento di un arredo urbano lungo una strada. Ho riscontrato un problema nel renderizzare il mio modello tramite vari in SketchUp. Ho eseguito un matching photo e dopo aver disposto gli assi ho fatto Done. Ho creato la mia scena di arredo urbano. Ma quando tento di renderizzare il mio modello si sposta dal posizionamento della camera con la photo ed inoltre non rende rizza niente. Se poi tento il riposizionamento del modello rispetto la foto facendo doppio clic sulla scena salvata il modello non si sposta. Volevo sapere se è un problema generale di Vray e se posso ovviare in qualche modo a questo inconveniente ( non mi interessa che renderizzi anche la foto, mi basta il modello con i materiali con la posizione della camera del matching). Poi l'idea è importare il render in Photoshop e sovrapporlo alla foto.
  4. Siao

    Distributed Render Windows + Mac

    Buonasera a tutti, è possibile mettere in collegamento un pc windows e un mac per eseguire un distributed render di vray? Mi sono informato e da quel che ho capito ci sono dei problemi con i link dei files essendo i percorsi di windows riferiti a lettere e non a volumi come su mac. Conoscete procedure o soluzioni per farlo funzionare? Oggi ho provato e, il pc windows su cui viene eseguito il render trova il mac e il mac comunica con il pc windows ma quando parte il render ricevo messaggi di errore.
  5. Siao

    Problema spegnimento luci durante animazione

    Ciao a tutti! Premetto che ho già cercato una soluzione ovunque ma non riesco a venirne a capo pur seguendo tutte le istruzioni che ho trovato. Devo renderizzare un'animazione in cui c'è una valvola che ruota su stessa. La camera è ferma nella prova che sto facendo. L'animazione prevede, in contemporanea alla rotazione della valvola, l'accensione di diverse luci, da multiplier 0 a valori specifici. I render vengono eseguiti correttamente fino a un certo punto quando sembra che una luce inizi ad accendersi e spegnersi e quindi mi ritrovo un frame correttamente illuminato e quello successivo con una parte totalmente scura. Potete aiutarmi per cortesia? A cosa può essere dovuto questo problema? Lavoro con 3dsmax, GI con Irradiance map + Light cache per salvare la mappa IR in Animation Prepass e successivamente solo Irradiance Map con la mappa IR creata in precedenza e modalità Animation Rendering. Grazie in anticipo a chi risponderà.
  6. Francesco La Trofa

    Guida pratica ai Digital Drawing Days 2018

    L'edizione numero nove dei Digital Drawing Days sarà all'insegna delle grandi esclusive. Anticipazioni sulle più importanti novità hardware e software per i professionisti della computer grafica, oltre a tantissimi talk e masterclass in cui esperti di livello internazionale mostreranno cosa sono di cosa sono capaci queste tecnologie, con indicazioni pratiche e utili per migliorare il proprio livello professionale. Facciamo una rapida sintesi dei principali contenuti del DDD 2018, la cui caratteristica si conferma nella presenza ufficiale di molti tra i più importanti brand nella computer grafica. CHAOS GROUP: V-RAY NEXT Chaos Group sarà presente con una serie di talk condotti da Yana Andreeva, ormai autentica veterana nelle dimostrazioni. Da lei potremo scoprire alcuni segreti ed esclusive riguardo V-Ray Beach Restaurant (autore Boox, credits Chaos Group) - Al DDD 2018 sarà dedicato ampio spazio a V-Ray e Corona per Cinema 4D, anche grazie ai talk di Marco Brunato (venerdi 9) e Alberto Cibinetto (sabato 10). MCNEEL: RHINO 6 E... RHINO 7 (PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA) Dopo averci presentato in esclusiva assoluta Rhino 6, McNeel torna al DDD presentando ufficialmente in Italia l'attesissimo Rhino 7. Giuseppe Massoni si soffermerà soprattutto sugli strumenti di modellazione Mesh like (Sub-D) che una volta implementati nella versione stabile di Rhino dovrebbero ampliare enormemente le possibilità creative di un software nato e cresciuto quale modellatore NURBS. A che punto è la loro implementazione? Quali novità di attendono nel futuro prossimo? Oltre alla presentazione relativa a Rhino 7, Giuseppe Massoni terrà una Masterclass interamente dedicata a Rhino 6, offerta gratuitamente grazie alla collaborazione tra 3DWS, McNeel e Treddi.com L'universo Rhinoceros vedrà anche la presentazione di Mindesk XR, un VR design tool che si integra direttamente in Rhino e consente di modellare in ambiente immersivo. Una feature molto utile, che consente al celebre software di McNeel di avere una modalità creativa potenzialmente decisiva soprattutto nella fase di concept design. ASUS: NON SOLO GAMING Celebre soprattutto per le performance della sua linea ROG (Republic of Gamers) il brand taiwanese mostrerà il proprio lato professionale, presentando alcune tra le più importanti novità hardware per il Rendering e la VR, a partire dalle più recenti motherboard e dalle schede video RTX di NVIDIA, capaci di regalarci le emozioni del Ray-Tracing in tempo reale. Tecnologie in grado, già oggi, di rivoluzionare per sempre il computing per la computer grafica. DIONYSIOS TSAGKAROPOULOS: L'ARCHVIZ DI RENZO PIANO Dionysios non ha bisogno di presentazioni, è da molti anni tra i più noti e preparati archviz artist al mondo. Attualmente responsabile d'immagine presso RPBW a Parigi, coniuga l'attività di studio con la realizzazione di importanti progetti personali. Al DDD 2018 Dionysios terrà ben due interventi, un talk sul lighting e il rendering per l'architettura (venerdi 9) ed una masterclass relativa a Corona Renderer (sabato 10). Interior Design realizzato con 3ds Max e Corona Renderer (credits Dionysios Tsagkaropoulos) UNREAL ENGINE E UNITY IN REALTA' VIRTUALE CON ENEA LE FONS Enea Le Fons torna ad Arezzo con le sue inimitabili masterclass dedicate alle tecnologie Real Time ed alla Realtà Virtuale. Venerdi 9 sarà la volta di un interessante confronto tra Unity ed Unreal Engine per la realizzazione di un'illusione ottica in real time. In cosa consiste? L'unico modo per saperlo è assistere alla masterclass, in programma per venerdi 9 (ingresso gratuito, registrazione obbligatoria, solo 25 posti disponibili). Durante la giornata di sabato Enea ci guiderà invece nella realizzazione di un progetto immersivo da visualizzare con HTC Vive Pro e Oculus Rift (ingresso a pagamento, registrazione obbligatoria, solo 48 posti disponibili). ARCHVIZ RENDERING. CREATIVITA' E TECNICA (ANCHE IN REAL TIME E IN VR) I Digital Drawing Days sono da sempre un punto di riferimento in Italia per gli Archviz Artist. Anche nella sua nona edizione una parte molto consistente del programma verrà dedicata ai vari aspetti che convergono in questa affascinante disciplina. Alessandro Cannavà, Ermanno Rizzo e Giulia Chimento presenteranno la loro nuova creatura imprenditoriale: Truetopia, sviluppata in continuità con l'attività pluriennale presso VENINI. L'attività dello studio è interamente focalizzata sull'high end rendering, come dimostrano i lavori sviluppati per il celebre brand veneziano. Ambientazione della lampada a sospensione Gio Ponti di Venini (credits VENINI) Luca Rostellato si soffermerà sui punti chiave del lighting design per il rendering architettonico, anche grazie alla presentazione del recentissimo case study di LUMINA Dot, realizzato per la celebre azienda di Arluno (MI). In questo contesto, l'obiettivo non si limita alla produzione di un'immagine il cui impatto estetico sia adeguato agli standard della realizzazione di una campagna commerciale. E' fondamentale definire un setup di lighting corretto e credibile anche dal punto di vista illuminotecnico, ai fini di ottenere una simulazione visiva davvero realistica. Una prospettiva che, se implementata a dovere, offre prospettive professionali molto interessanti, differenziando la propria attività rispetto a quella del "semplice" renderista architettonico. Il DDD 2018 presta le proprie attenzioni anche agli aspetti relativi al business. Da non perdere il talk di Alberto Venier (Kolla Studio), che ci racconterà il suo passaggio da imprenditore nel settore dell'arredamento ad artista digitale. Si tratta di una storia destinata a far riflettere e a dimostrare come il digitale possa oggi offrire opportunità davvero enormi, anche a chi viene da generazioni di attività in settori assolutamente tradizionalisti. Sarà dedicato ampio spazio a V-Ray e Corona per Cinema 4D, anche grazie ai talk di Marco Brunato (venerdi 9) e Alberto Cibinetto (sabato 10). Entrambi gli artisti si soffermeranno sia sugli aspetti di workflow che sulla presentazione di alcuni recenti case study, realizzati nel contesto della loro attività professionale. Non mancano i riferimenti al settore del luxury rendering, ambito in costante e netta espansione. Tra le novità assolute del DDD 2018 avremo inoltre tra gli ospiti Archimek, studio specializzato in vari aspetti relativi allo Yacht Design e Manolo Munaretto, specialista nel rendering per gli interni di lusso, anche in Realtà Virtuale. IVAN BASSO: AUTOMOTIVE RENDERING (CASE STUDY MASERATI) Ivan Basso torna al DDD 2018 presentando il suo celebre workshop per l'automotive rendering, attraverso il breakdown di alcuni recenti lavori, tra cui quelli realizzati per la comunicazione di Maserati. Un appuntamento davvero imperdibile, sia per chi ha avuto modo in passato di confrontarsi sul tema con Ivan, sia per chi si affaccia oggi in questo affascinante universo creativo. Maserati Ghibli (credits Ivan Basso) A SCUOLA DI VFX CON ALESSANDRO CANGELOSI Alessandro Cangelosi (Rebelthink) torna al DDD con due workshop dedicati agli appassionati di VFX. Venerdi 9 Alessandro ci illustrerà le principali tecniche procedurali per gli effetti visivi, con una panoramica supportata dalla realizzazione di casi reali, sviluppati in produzione. Sabato 10 sarà invece la volta di un appuntamento molto interessante, relativo a Isotopix Clarisse, software di alto livello, poco trattato mediaticamente rispetto ad altri giganti del settore. Sarà dunque un'ottima occasione per vedere Clarisse all'opera, soprattutto grazie al supporto di chi lo ha usato su produzioni di livello internazionale. GAME OF THRONES IN 3D, LA CREATIVITA' DI STUDIO DAN Specializzati nella realizzazione di miniature in 3D per le collezioni di licenze del calibro di Game of Thrones, Fabio Dal Molin e Rodolfo De Bernardi presenteranno il loro personalissimo workflow, soffermandosi anche sugli aspetti distintivi di questo ambito professionale, creativo, ma al tempo stesso caratterizzato dal rispetto dei moltissimi vincoli imposti dai brand licenziatari. #VR DEVELOPER. IL NUOVO LIBRO SULLE PROFESSIONI DELLA VR Il DDD di Arezzo sarà la prima occasione per presentare pubblicamente un nuovo libro: #VR DEVELOPER. Il creatore di mondi in realtà virtuale ed aumentata, della collana professioni digitali di Franco Angeli. In meno di 200 pagine è concentrato un anno di ricerca. Quasi 30 contributor tra interviste e testimonianze per un totale di oltre 50 persone coinvolte attivamente sul progetto, con l'obiettivo di offrire più punti di vista possibile sugli aspetti del business, delle competenze, della formazione e dell'orientamento professionale. Oltre agli aspetti editoriali legati al progetto, le due giornate del DDD 2018 saranno l'occasione per ricevere i vostri feedback e capire quali sono le aspettative e le esigenze in merito ad un mercato dalle enormi potenzialità, ma ancora tutto da scoprire e da inventare. WORKSTATION 3DWS La rinnovata lineup di workstation 3DWS sarà a disposizione per qualsiasi prova, anche sui progetti personali, grazie al Treddi.com Test Drive, che offre la possibilità di prenotare qualsiasi macchina, direttamente nei giorni dell'evento. Le registrazioni, previa disponibilità, sono aperte durante il check-in mattutino (tassativamente entro le ore 10:00). Successivamente, sarà possibile provare le macchine anche senza averle prenotate, nel caso in cui risultassero libere, ma non si garantisce ovviamente la loro disponibilità. Durante il Test Drive è possibile aprire e testare a fondo i propri progetti personali e godere del supporto dello staff di 3DWS. A seguito i link di riferimento per ottenere tutte le informazioni utili ed iscriversi ai Digital Drawing Days 2018. Programma Talk e Workshop - http://digitaldd.org/programma/ Programma Masterclass - in attesa di definizione Iscrizioni ai DDD 2018 - http://digitaldd.org/come-partecipare/ Il DDD 2018 è un evento organizzato da 3DWS in collaborazione con Chaos Group e Treddi.com
  7. LucaRosty

    Mecenat Art Museum

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    Salve amici, qualche tempo fa (più o meno un paio di anni ) durante una ricerca sul web ho scoperto questa architettura realizzata dallo studio Naf Architect & Design ad Hiroshima..... LINK Mi affascinò subito la forma e la filosofia alla base di questo progetto e decisi di utilizzarlo come scena test per alcune valutazioni su vari aspetti di Mental Ray all'inizio e V-Ray in seguito. Poi come spesso accade in questi casi , fra i vari impegni professionali e personali il tempo da poterci dedicare si è ridotto fino a lasciarlo nel dimenticatoio. Ora però , ho deciso di portarlo a termine (non so ancora nè come nè quando) e per avere uno stimolo ulteriore ho deciso di aprire un bel wip come si faceva una volta qui su treddi.com Sicuramente non lo ambienterò come nella realtà in un centro abitato, ma immerso nella natura in modo da potermi divertire con Forest Pack, e se possibile con Rail clone che ho sempre meno tempo da dedicargli per lo studio. Motore di rende V-Ray, ma conterà ben poco . Di seguito alcune immagini sullo stato di fatto ovvero cosa ho modellato fin ora, struttura principale, soffitto, soppalco , lucernaio superiore, scala interna Parleremo molto di Lighting , luce naturale, artificiale, materiali ecc e anche di modellazione spero perchè è uno dei miei talloni d'achille Di sicuro la scala interna sarà presa in esame fin da subito perchè se inizialmente avevo pensato di realizzarla con corrimano in vetro ora ho cambiato idea e credo la realizzerò come la versione originale. Purtroppo il tempo da poter dedicare sarà molto risicato, ma piano piano spero di portarlo a termine. Grazie a tutti coloro avranno la voglia di partecipare , consigli, critiche e suggerimenti son sempre gradite Hola
  8. Alessandro Berti

    Interiors | Linger of the Wild

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    ''Il Selvaggio ancora indugiava in lui e il lupo in lui si limitava a dormire'' Sw_3Ds Max,Vray,Photoshop
  9. Alessandro Berti

    Interiors | Call of the Outside

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    Ciao a tutti ! Con questa immagine ho voluto rappresentare la volontà di vivere il fuori e non chiudersi troppo in se stessi e nella sicurezza di una casa attraente. In breve l'apertura verso il mondo esterno, con i suoi pericoli ed i suoi incontri, ma anche con la sua bellezza e la sua luminosità da vivere per emergerne migliori e fortificati. Vi allego anche lo studio sulle luci, Luce Primaria_Sunlight Luce Secondaria_Fill Lighting Accento_Candela Comportamento Luci Primaria e Secondaria Software_3Ds Max,Vray,Photoshop
  10. D@ve

    A cosa serve il Metalness?

    Conoscete la differenza tra materiali dielettrici e metallici? I primi sono isolanti mentre i secondi conducono l'elettricità. Ma perché è importante fare questa distinzione in computer grafica? Perché in fisica, i materiali conduttivi hanno una diversa proprietà di riflessione della luce, motivo per cui la maggior parte delle persone li vede semplicemente come materiali molto riflettenti e senza nessun colore "diffuse". In questo interessantissimo articolo pubblicato sul blog di Chaos Group, viene spiegata l'importanza del metalness e il motivo per cui è stato aggiunto al materiale standard V-Ray per supportare meglio un flusso di lavoro PBR in V-Ray Next. Buona lettura https://www.chaosgroup.com/blog/understanding-metalness
  11. Francesco La Trofa

    DDD 2018 - 9 e 10 novembre - Arezzo

    Siamo all'anno nove per i Digital Drawing Days, amorevolmente noti come DDD, l'evento che dal 2010 rappresenta un momento imperdibile per la cosiddetta utenza hardcore del 3D. Due giorni all'insegna delle più avanzate tecnologie hardware e software per il 3D, con demo, talk, workshop e masterclass tenuti da comprovati esperti in moltissimi ambiti dell'industria creativa. I Digital Drawing Days sono organizzati da 3DWS con la collaborazione ufficiale di Chaos Group e Treddi.com, con la partnership ufficiale di molti tra i più importanti brand nell'ambito della computer grafica. I DDD si terranno il 9 e 10 novembre presso la location eventi di Etrusco Hotel, ad Arezzo. Anche quest'anno l'accesso ai Digital Drawing Days sarà assolutamente gratuito, previa registrazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti, presso il seguente URL - http://digitaldd.org/come-partecipare/ Negli stessi giorni si terranno le tradizionali cene di networking presso la Corte dell'Oca di Subbiano, aperte a tutti i partecipanti ai DDD, previa prenotazione. Sul sito ufficiale digitaldd.org sono disponibili tutte le informazioni utili per partecipare all'evento e presto verrà pubblicato il programma integrale della due giorni. Alcune Masterclass prevedono un costo di iscrizione e rilasceranno un attestato di presenza rilasciato da un certificatore ufficiale.
  12. AleDiPia

    Living

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    Idea di Living spero vi piaccia
  13. mattrx

    Fotoinserimento sketchup - vray

    Buongiorno a tutti, utilizzo da poco sketchup + vray. Prima ho sempre modellato con Archicad. Avrei il seguente problema, devo fare un fotoinserimento piuttosto semplice e banale, un capannone in un area aperta con vegetazione e strada. La mia idea sarebbe di modellare il capannone ed un po' di piazzale e poi eseguire un fotoinserimento. Ho fatto il match della foto in sketchup e l'ho inserita con la corretta prospettiva ed ho creto la scena. Passando a renderizzare con vray c'è la possibilità di mantenere la foto di backgound della scena di sketchup? Perchè dalle prime prove il photo match mi è scomparso e renderizza il classico cielo e terra di sketchup. Ho pensato di tenere buono quello e lavorare l'accoppiamento background modello renderizzato in photoshop. Ma forse ci sono vie più ortodosse... mi potete illuminare? Grazie e scusate la banalità
  14. Francesco La Trofa

    A scuola di Archviz con State of Art Academy

    State of Art Academy è ormai una delle realtà più interessanti e proficue a livello internazionale nell’ambito della formazione per la visualizzazione architettonica. Nei suoi vari aspetti. Per conoscere meglio cosa accade tra le mura della storica sede di San Donà di Piave (VE) abbiamo incontrato Roberto “Cepp” De Rose che, con Gianpiero Monopoli e Manuela Grandesso, è tra i tre soci fondatori di State of Art. Un’occasione per conoscere meglio l'Academy e soprattutto per fare un focus sugli elementi più importanti che un professionista dell'Archviz deve necessariamente conoscere, e di conseguenza apprendere. (FLT) - Come ha avuto inizio l’avventura di State of Art ed in particolare della sua Academy? (RDR) – Quasi per caso. L’idea è arrivata in una delle prime edizioni dei Digital Drawing Days (DDD). Non avevamo ancora esperienze di quel genere, anche perché all'epoca era davvero difficile trovarne. Siamo andati ad Arezzo, dove tuttora si svolge l'evento, con Peo (Gianpiero Monopoli, NdR) e abbiamo mostrato il nostro portfolio di allora. Era prevalentemente composto da immagini realizzate per studi di architettura internazionali. Alcuni dei partecipanti all’evento ci hanno dato un prezioso suggerimento: “Ma perché non fate qualche corso per spiegare come fare quelle immagini? Non c’è praticamente nulla di così specifico in questo campo. Insegnamenti come questi aiuterebbero molti ragazzi ad intraprendere una carriera come archviz artist”. A questo aspetto si era aggiunta l’esigenza di trovare figure qualificate per aiutarci nella produzione in studio. I lavori da fare aumentavano e ci servivano altre risorse per supportarci. Nonostante gli sforzi e la rete di contatti che avevamo formato durante i primi anni della nostra attività, non riuscivamo a trovare nessuno di valido e spendibile in produzione secondo i nostri parametri. Ci siamo convinti che l’unica soluzione fosse quella di formare direttamente questa nuova generazione di professionisti. E di farlo secondo quelle che erano secondo noi le competenze necessarie, quelle effettivamente richieste sul mercato del lavoro. Per avviare la prima Masterclass abbiamo organizzato per l'occasione cinque postazioni con PC, accogliendo richieste di adesione pervenute soprattutto grazie al passaparola. Per noi era una scommessa totale, non avevamo riferimenti di alcun genere. La prima edizione si è tenuta in lingua italiana. Quando abbiamo postato sui social le immagini finali realizzate dai ragazzi abbiamo ricevuto molte richieste dall’estero. Siamo riusciti in breve tempo ad adattare il programma didattico della Masterclass anche per gli studenti provenienti da ogni parte del mondo. Da allora non ci siamo più fermati. Avevamo la prova concreta che fare formazione sulla visualizzazione architettonica non rappresentasse soltanto un modello di business molto interessante, ma sposasse in pieno la nostra visione dell'archviz, sia per gli aspetti artistici che per quelli professionali. (FLT) – Nel corso degli anni SOA Academy è arrivata a totalizzare oltre 7000 ore di formazione, per 800 ragazzi provenienti da 67 differenti nazioni. Gli elementi chiave emergono in maniera inequivocabile se esaminiamo cosa c’è dietro la formazione di un corso. In cosa consiste questo processo? (RDR) – I corsi nascono per dare una risposta operativa a chi intende lavorare nel mondo della visualizzazione architettonica. Il punto di partenza è dunque il nostro studio di produzione, in cui oltre alle commesse professionali abbiamo una quota consistente di attività dedicata alla ricerca e sviluppo. Aggiorniamo continuamente il programma della Achviz Masterclass e dei singoli corsi sulla base delle necessità che si presentano concretamente in studio. In questo modo possiamo avere la ragionevole certezza che i ragazzi saranno pronti a rispondere in situazioni reali, quelle che si presenteranno loro innanzi una volta entrati negli studi di architettura e di visualizzazione in tutto il mondo. Nel corso di questi dieci anni abbiamo visto mutare profondamente il mercato della visualizzazione architettonica, e di conseguenza le skill necessarie per essere dei professionisti davvero preparati in questo settore. (FLT) – SOA Academy è dunque una realtà “nomen omen”, in cui i docenti sono effettivamente dipendenti dell’ente di formazione. (RDR) – La formazione integrata è un aspetto che abbiamo ritenuto fondamentale per strutturare i nostri corsi. Soltanto il docente di fotografia, Piero Mazzoli, non fa ufficialmente parte dell’organico di State of Art, ma collabora con noi da oltre 10 anni, anche se ha preferito continuare la sua carriera autonoma come libero professionista. I docenti della Academy, a cominciare da me e Peo, lavorano insieme tutti i giorni, a stretto contatto, presso gli uffici di State of Art. Di base siamo tutti generalisti della CG con background di formazione che proviene dall'architettura, Successivamente ci siamo specializzati in ambiti molto specifici della produzione e nell’utilizzo di determinati software. Nella formazione, in linea di principio, ribaltiamo la logica con cui operiamo nello sviluppo di una commessa, suddividendoci i task operativi che portano un lavoro dalla preventivazione alla consegna. Il nostro obiettivo consiste nel trasmettere agli allievi tutte le conoscenze tecniche e operative necessarie per entrare con successo in una pipeline di produzione vera. Immagini realizzate da David Connolly, allievo del corso avanzato di V-Ray per l'Archviz (credits Cityscape Digital) (FLT) – Come è possibile coniugare con successo produzione e formazione? (RDR) – Il “doppio impegno” è sicuramente oneroso in termini di risorse da dedicare ma finora non è mai stato un problema grazie ad una pianificazione lineare. Semplicemente definiamo per ogni anno il numero di Masterclass e Corsi, dunque ogni docente può gestire al meglio il proprio calendario. Questo comporta porre un limite al numero dei corsi. Di norma, in media, presso la Academy si tiene un corso ogni mese, nonostante un numero sempre maggiore di richieste, che potrebbe spingerci a calendarizzarne di più. Questa esigenza si concilia anche sul fatto di dovere e volere necessariamente puntare sulla qualità della formazione e del tutoraggio. Il limite fissato per le iscrizioni è di 12 posti disponibili per corso. (FLT) – In che modo è possibile bilanciare la qualità della formazione con un modello di business sostenibile per l’ente formativo, che logicamente si alimenta grazie al numero di allievi che si iscrivono? Il nostro primo obiettivo con l’Academy non è quello di speculare sulla formazione. Altrimenti amplieremmo l’organico, faremmo più corsi, prenderemmo più allievi. La Academy rientra pienamente nella realtà e nel contesto di State of Art, per cui riteniamo che sia indispensabile raggiungere un elevato livello di credibilità, sia in Italia che all’Estero. Non siamo degli idealisti, siamo piuttosto convinti che il resto derivi di conseguenza e che, pur a costo di qualche sacrificio, sia possibile coniugare qualità e sostenibilità in termini aziendali. Il nostro obiettivo è formare ragazzi che siano davvero in grado di lavorare e fare carriera nei più importanti studi del mondo. Sulla base dell’esperienza abbiamo ritenuto che 12 allievi siano la misura ideale per poter seguire individualmente ciascuno di loro, assicurando un risultato congruo alle aspettative al termine del corso. Questo fattore è determinante, perché ogni allievo ha un livello di partenza e una facoltà di apprendimento assolutamente individuale, dunque il tutoraggio rappresenta un momento fondamentale nella formazione e riteniamo debba essere il più possibile personalizzato, oltre che sostenuto da tutor che abbiano un'esperienza professionale concreta. Questo approccio non si coniuga di certo con i grandi numeri e soprattutto con la serialità. Hai usato un termine che esprime bene quanto intendiamo, ossia la volontà di raggiungere un bilanciamento di varie componenti, in funzione della maggior qualità possibile. È la nostra missione principale. Se non fossimo noi stessi soddisfatti del lavoro che facciamo, come potremmo pretendere di trasmettere certi valori ai ragazzi che ci affidano la loro fiducia e i loro investimenti? Le aule didattiche di State of Art Academy sono composte da 12 postazioni, equivalenti al numero massimo di allievi ammessi ai singoli corsi. Si tratta di una scelta finalizzata a seguire in modo ottimale ogni iscritto. Docenti e tutor sono sempre presenti durante le esercitazioni. Ciò assume in particolare una precisa connotazione durante la Masterclass, il cui programma dedica l'intera ultima settimana proprio allo sviluppo di un progetto personale (credits SOA Academy) (FLT) – Chi sono i vostri studenti oggi? (RDR) – La base è principalmente composta da studenti e giovani professionisti con un background in ambito architettonico, derivante in buona parte dalla formazione presso le scuole di architettura. Sia in Italia che all'estero. Si tratta di una base cresciuta nel tempo, con molta gradualità. Oggi abbiamo sempre più richieste di formazione direttamente da parte degli studi stessi. Realtà come Foster+Partners, Mecanoo, MRVDV, per citarne alcuni, mandano direttamente da noi i loro ragazzi, in modo che nel giro di poche settimane acquisiscano le nozioni necessarie per perfezionare le loro conoscenze. Immagini realizzate da Alessandro Consonni, allievo della Archviz Masterclass #14 e del corso di Lighting Avanzato con Peter Guthrie (Credits Alessandro Consonni) (FLT) – Uno dei vostri elementi caratterizzanti è stato sempre quello di puntare moltissimo sulla valorizzazione delle partnership e delle certificazioni. Un risultato che deriva prevalentemente dall'attività di ricerca e sviluppo. Quello delle certificazioni è uno degli aspetti storicamente più dibattuti in tema di formazione. Da un lato c'è chi le ritiene una necessaria garanzia di qualità, dall'altro chi, senza troppi giri di parole, le ritiene un semplice specchietto per le allodole. (RDR) – Vorrei sgombrare il campo da qualsiasi possibile equiivoco, anche perché non avrebbe senso generalizzare. Posso citare nel caso soltanto quella che è la nostra esperienza ed il nostro punto di vista su un tema che, come giustamente sostieni, è spesso oggetto di inutili polemiche. Il nostro obiettivo non consiste nel dire: “Siamo certificati da x, piuttosto che da y, venite da noi perché siamo bravi!". Non avrebbe alcun senso. Anzi, sono convinto che un approccio di questo genere finisca soltanto per risultare controproducente. Illuderebbe tutti e non porterebbe da nessuna parte. Oggi ci sono tantissime strutture certificate, soprattutto con alcuni brand. La certificazione da sola non basta per essere una garanzia di qualità. Quello che conta davvero è l’attività che sta realmente dietro una certificazione, dunque il reale rapporto con i principali provider delle tecnologie che utilizziamo per svolgere il nostro lavoro. È da questi contenuti che derivano le competenze che impieghiamo in produzione e quel know how che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi durante i corsi. Investiamo su più tecnologie per selezionare quelle che riteniamo siano più utili al archviz artist. L'approfondimento ed il fatto di entrare in stretta relazione con i partner è una naturale conseguenza di questo approccio. (FLT) – Da molti anni ad esempio collaborate con Chaos Group per V-Ray e Corona Renderer. Si, Peo è ufficialmente un V-Ray Mentor e, oltre a V-Ray, siamo un centro in grado di certificare ufficialmente anche istruttori per Corona Renderer. Abbiamo infatti corsi specifici di una settimana in full immersion per entrambi i motori di rendering. Ogni corso segue una filosofia specifica. Nel corso di V-Ray per l'Archviz ci rivolgiamo in particolare a chi ha già una base in 3ds Max e V-Ray e vuole perfezionarsi, conoscendo davvero a fondo il motore di rendering. L'obiettivo è quello di entrare nel merito dell'ottimizzazione, che è l'aspetto che più di ogni altro fa la differenza. Nel corso di Corona Renderer per l'Archviz abbiamo adottato un programma certificato direttamente da Render Legion, molto intenso, che in sole 40 ore consente di apprendere tutti i fondamenti del software, sia dal punto di vista teorico che pratico. Oltre a Chaos Group però lavoriamo ogni giorno con molti altri brand leader nella computer grafica per l’architettura. A cominciare da Autodesk, soprattutto per il fatto che 3ds Max è il software 3D di riferimento per i due motori di rendering più diffusi in ambito architettonico. (FLT) – Tra le collaborazioni correnti figurano quelle con Itoo Software e con Allegorithmic. Si tratta di software house che sviluppano software molto specifici, ma sempre più impiegati nelle pipeline dei principali studi. (RDR) - E' infatti raro trovare dei corsi dedicati nello specifico a dei plugin, ma nel caso di Forest Pack Pro e RailClone abbiamo a disposizione degli strumenti parametrici che sono in grado di creare e gestire ambienti e sistemi costruttivi enormi, con una semplicità d'uso incredibile. Se uno sa padroneggiare questi tool è davvero in grado di produrre in poche ore dei risultati che, utilizzando dei workflow di altro genere, potrebbero richiedere anche intere giornate di lavoro. Per questo motivo abbiamo deciso di far partire la Itoo Software Masterclass. E' un percorso di formazione avanzata, pensato nello specifico per chi vuole ottenere il massimo da questi software. Con Allegorithmic abbiamo svolto un discorso in parallelo, lavorando nella definizione di un percorso di formazione certificata che sarà implementato in prima persona dalla software house francese. L’assenza di un percorso di formazione ufficiale per Substance Designer è stato più volte sottolineato dagli utenti stessi ad Allegorithmic, in quanto rende difficile la disponibilità di docenti per un software che in realtà è sempre più utilizzato, non soltanto in ambito architettonico. Stiamo portando avanti questo progetto e speriamo di poterne ufficializzare a breve i risultati. (FLT) - Tutte queste competenze convergono nella Archviz Masterclass, il programma formativo più completo nel catalogo di SOA Academy. (RDR) - La Archviz Masterclass è esplicitamente concepita per formare “from start to end” un professionista per l’industria della visualizzazione architettonica. Abbiamo deciso di sintetizzare il più possibile le competenze necessarie, cercando però di coprire tutte quelle davvero indispensabili sul mondo del lavoro. Chi frequenta la Masterclass affronta 160 ore di full immersion sugli aspetti tecnici e compositivi dell’immagine per l’architettura. In questo periodo, l'allievo ha a disposizione l’ultima settimana per mettere all’opera le conoscenze apprese. E' necessario sviluppare un progetto personale sulla base di un tema comune. In questa fase dedichiamo tutte le risorse a nostra disposizione per garantire il miglior tutoraggio possibile. Le immagini finali dei corsi sono a mio avviso sorprendenti, non tanto per quanto concerne l’aspetto tecnico, su cui siamo certi di saper fornire adeguate garanzie, ma per il contributo che ogni allievo è in grado di dare. I ragazzi producono immagini che vanno sistematicamente oltre le nostre aspettative come docenti. Sanno far emergere il loro talento in maniera davvero creativa. E questo credo sia l’approccio che consente di integrarsi con successo nella realtà professionale. Quando entri in uno studio non ti viene chiesto di riprodurre un’immagine, di adottare processi schematici, ma di risolvere di volta in volta problemi differenti. (FLT) – I vostri corsi hanno prodotto immagini oggettivamente di alto livello, capaci di rimediare in pochi minuti centinaia di like sui social network e sulle gallery dei più importanti siti di CG al mondo. Con il consenso, si sa, arrivano puntuali anche le critiche. Cosa risponderesti a chi vi "accusa" di puntare in maniera molto decisa sui trucchi della post produzione in 2D, che sappiamo essere molto efficace per le singole immagini, quanto dispendioso in termini di tempo su progetti più articolati, o quando si presenta l'esigenza di variare frequentemente il punto di vista? (RDR) – Capisco cosa intendi dire. Non vorrei che passasse però una percezione superficiale, o quanto meno semplicistica, di quanto avviene all’interno dell’Academy. Uno degli aspetti su cui lavoriamo maggiormente è proprio la varietà dei contenuti, ed il loro approfondimento, entrando nel merito sia dei software principali che dei principali plugin. Mi spiego meglio, proprio ai fini di evitare possibili fraintendimenti. La post produzione è uno degli aspetti più importanti di questo lavoro, perché consente di ottenere risultati sorprendenti anche in pochissimo tempo. Infatti abbiamo anche un corso specifico sulla Post Produzione per l'Archviz, i cui elementi rientrano anche del programma della Masterclass, così come la fotografia e la composizione, essenziali per produrre immagini in grado di generare emozioni e condurre consapevolmente lo sguardo dell’osservatore. La capacità di elaborazione dell'immagine con Photoshop non rappresenta affatto una presunta scorciatoia verso il successo. Anzi, comporta l'acquisizione di una notevole tecnica di base, attraverso cui diventa possibile esprimere quel tocco personale che spesso produce un'immagine di impatto, in grado di raggiungere i propri obiettivi di comunicazione, a dispetto di una massa diffusa di immagini "belle ma senz'anima" che vediamo ormai sempre più frequenti nel mercato della visualizzazione architettonica. Ma questo è soltanto uno degli aspetti, e per quanto evidente sul risultato finale, non sottintende certamente lo skillset necessario nella sua globalità, che va dalla modellazione, al texturing, alla conoscenza approfondita dei motori di rendering, alla capacità di creare materiali realistici, allo sfruttare le enormi potenzialità dei sistemi di realtà virtuale, ecc. Il nostro obiettivo non è serializzare la produzione dell’immagine, al contrario, offrire tutti gli strumenti necessari per saper sfruttare appieno il proprio talento. Non è lo strumento, ma chi lo utilizza a fare la differenza, grazie alla sua sensibilità artistica e alla sua capacità di gestire un progetto. Non è un’opinione, ma un dato di fatto, chi lavora davvero in questo settore ne è ben consapevole. L’artista deve essere in grado di saper valutare il workflow di produzione più adatto sulla base degli obiettivi che gli vengono imposti di volta in volta. In merito alla post produzione, ci sono contesti in cui il compositing sarà sempre decisivo proprio in termini di pipeline. Penso ai concorsi di architettura, un ambito in cui il concept varia di pari passo con le forme che esprime. Non ci sarebbe sicuramente il tempo di impostare e gestire una pipeline full 3D. Ben diverso il caso di progetti in cui il realismo estremo diventa prioritario rispetto alla suggestione, come può essere il caso delle campagne commerciali di alto livello, in ambito Real Estate. La Masterclass viene costantemente aggiornata nei contenuti. Il fatto di essere produttivi in prima persona come studio di visualizzazione architettonica ci rende perfettamente consapevoli del fatto che il futuro sta andando nella direzione del Real Time. È la ragione per cui, per citare un caso concreto, collaboriamo costantemente con Epic Games per la produzione di materiali dedicati alla formazione di Unreal Studio e, sulla base di due anni di ricerca e sviluppo, abbiamo avviato nella Academy una Masterclass specifica su Unreal Engine per l’Archviz, dalla durata di due settimane. Immagini realizzate da Phil Ryan, allievo della Archviz Masterclass #25 (credits Phil Ryan) (FLT) - Quali novità vedremo quest'anno nel programma corsi di SOA Academy? Ci saranno alcune revisioni ed ottimizzazioni sui corsi avanzati già presenti, la conferma della masterclass appena citata su Unreal Engine ed una novità assoluta, che presenteremo agli Academy Days #9, ossia un corso avanzato sul Environment Design, dedicato a tutti coloro che vogliono approfondire la creazione e la gestione di ambienti totalmente in 3D. (FLT) - State of Art Academy continuerà dunque a crescere, quali sono i progetti su cui state lavorando per il futuro? Abbiamo a lungo valutato la possibilità della formazione online. Ci interessava soprattutto per rendere disponibile alcuni corsi a livello globale, potendo godere di alcuni vantaggi esclusivi della rete, come il fatto di poter rivedere le lezioni on demand, quando si desidera, piuttosto che personalizzare al massimo la fruizione delle risorse stesse. Tuttavia abbiamo scelto di rimanere coerenti con la nostra concezione di formazione on site, specifica sul rapporto personale tra il docente e l’allievo, che riteniamo costituisca ancora un valore aggiunto. Sulla base di questo presupposto stiamo lavorando sull’apertura di alcune nuove sedi di SOA Academy. L’esigenza è nata in primo luogo dal fatto di avere una domanda di formazione da parte di studi in tutto il mondo. Aprire una sede a Londra, piuttosto che a New York o a Sidney, ci consentirebbe di assecondare al meglio le esigenze dei grandi studi internazionali, che hanno un’esigenza continua in termini di formazione proprio sugli aspetti che noi trattiamo correntemente. Stiamo lavorando da tempo su questo progetto e lo lanceremo quando saremo assolutamente certi di poter garantire gli stessi parametri qualitativi nella formazione dei corsi che teniamo in Italia. State of Art è una realtà cresciuta contando sempre e soltanto sulle proprie forze, per cui continueremo a lavorare su un modello di crescita molto graduale, che ci consenta si di crescere, senza però snaturare in alcun modo quella che è e rimane la nostra realtà, ed il nostro modello di riferimento. Ci piacerebbe festeggiare con questo progetto i primi dieci anni della nostra storia. Il pensiero va sempre a tutti i ragazzi che sono stati da noi per imparare a fare questo lavoro. Speriamo con tutto il cuore di averli aiutati a realizzare il loro sogno e ci auguriamo soprattutto di continuare a farlo con le future generazioni di artisti. _______________________________ Per approfondimenti su State of Art Academy - https://www.stateofartacademy.com/ Immagini realizzate da Ylenia Donati e Federico Tassinari, allievi della Archviz Masterclass #20 (credits OPERAVISUAL) _______________________________________________ Note. Contenuto publiredazionale. Immagine di copertina realizzata da Pierre-André Biron, allievo della Archviz Masterclass #26 (credits Forma6)
  15. Alex Sound designer

    Cowsmonaut

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    Ciao a tutti, questo è il Final Project del foundation program alla Think Tank Training Centre. E la mia prima scena completa con Character, modellata in Maya, scolpita in Zbrush, creato il laser in after effect e renderizzato con Vray, il tutto poi passato in compositing con Photoshop, tutto questo imparato in questi ultimi 4 mesi, premetto che avevo già delle basi di modellazione ma nulla per quanto riguarda sculpt , light e compositin, è sttao molto impegnativo come progetto sopratutto per le luci, ma alla fine ce l ho fatta e non contento del risultato, sicuramente migliorabile, ma che per essere la mia prima esperienza mi soddisfa! Spero vi piaccia, qualsiasi feedback o apprezzamenot e ben accetto Questo e il concept iniziale
  16. Gustavo Tassoniero

    Bathtub SPA

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    Hi Guys, After a long time without posting, I'm adding a personal project, Commercial Project for line of SPA Baths. hope you like. Softwares: 3Dsmax Vray PS Full Work https://www.gt3d.com.br/trabalho/banheira-spa https://www.behance.net/gallery/70084101/Banheira-SPA
  17. vincegraphic

    Net Render con vray

    Ciao a tutti. Ho un problema da risolvere al più presto per una consegna dove sono stato costretto a modificare all'ultimo momento dei modelli 3D. Uso 3D Studio Max2017 abbinato a vray 3.5. Vorrei lanciare rendering in sequenza provenienti da una decina di file diversi. Chiedo quale è il modo più semplice e la procedura, in quanto ho tentato più volte negli scorsi anni questa strada ma poi l'ho abbandonata perché in ogni occasione ero sempre di fretta e non avevo tempo di capire il funzionamento. Si tratta della mia workstation che renderizza file diversi sempre dentro se stessa. In genere sento parlare di render distribuito Ma io non devo fare un render distribuito in rete. Devo fare il render di più file sulla mia stessa macchina con vray. Soluzioni?
  18. Maso22

    autumn

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    My latest personal work "autumn" 5th piece of my #digitalcanvas collection. The beauty in our daily life moments. Hope you like it
  19. 252studio marco

    "Buchi neri" nel Canale VrayShadow. !!!SOLUZIONE!!!

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    Ciao tutti, vorrei condividere con voi un problema che ho avuto di recente. Ho fatto una ricerca nel forum ma non ho trovato nulla a riguardo. La seguente immagine che vedete e' il canale VrayShadow di un progetto su cui sto lavorando: Come potete norate ci sono delle grande aree nere indesiderate. Inizialmente ho pensato che la rete di DR avesse "cannato" qualche bucket durante il render. Ma in realta' le aree nere con combaciano con la distribuzione dei buckets e se notate bene alcune zone nere hanno i limiti curvilinei. La soluzione che mi sono ritrovato a utilizzare e' stata molto semplice: RENDER SETTINGS >>> GLOBAL SWITCHES >>> FULL LIGHTS EVALUTATION Non ho avuto riscontro effettivo, ma sono certo che tale soluzione aumenti leggermente il tempo di render Spero vi torni utile!!!
  20. 252studio marco

    Problema su animazione (buckets fail) 3ds+Vray

    Ciao a tutti, Sto renderizzando un'animazione con il DR in 3ds+vray di circa 300 frames. HO eseguito il precalcolo del LC e IM e quindi faccio partire l'animazione attraverso il Distributed Rendering. Vray inizia a renderizzare i primi frames bene ma dopo 20/30 frames, il DR inizia a fare casino con I VrayProxies presenti nella scena (ce ne sono alcuni relativi agli alberi e arredi). Praticamente, si vedono mancare in alcuni buckets (in altri invece sembra essere OK) i Vrayproxies. Ripeto, tutto questo accade dopo che i primi frames sono usciti perfetti. Ho pesanto a un "blackout" del network ma tutto questo accade sistematicamente tutte le volte. Nella scena non sono presenti XREF esterni, ci sono solo alcuni VrayProxies e il file .max generale è di circa 700MB. Altra cosa strana: appena mi accorgo del problema sui frames sbagliati, fermo subito il processo e riparto a renderizzare dal primo frame sbagliato. Cosa succede???? Una volta fatto ripartire il processo, il frame esce fuori perfetto senza toccare nulla nella scena o nei Render Settigns. Qulcuno ha un'idea a riguardo????? Appena si ripresenta il problema vi posto un esempio.
  21. Alessandro Berti

    The green nest

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    Ciao a tutti ragazzi ci tengo a condividere questo lavoro di modellazione e rendering con voi,aspetto feedback! Grazie e buon lavoro a tutti 3d artist_alessandro berti Sw_3ds max + ps
  22. Sim0ne

    Dessert 3D

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    Ciao, condivido questa immagin creata come studio per la realizzazione del pan di spagna. Ho realizzato le forme base e ho lavorato con displacement e materiale sss di Vray infine ho dato una correzione cromatica in photoshop.
  23. leprinoxyz

    Skyup Academy Commercial Making of

    Ciao a tutti vorrei condividere un making of che ho realizzato in cui descrivo tutte le fasi di produzione degli effetti visivi di questo commercial. Spero sia di vostro interesse Mauro Baldissera
  24. fabsy

    Vray light e parametri reali

    Buongiorno a tutti, negli ultimi giorni,avendo un pò di tempo libero mi sono dedicato ad eseguire dei test sulle VrayLight e i loro parametri,tra cui lumen,kelvin e watt cercando di replicare delle lampadine reali. Non mi pare che questo argomento fosse già stato trattato sul forum in modo approfondito,(ho eseguito solo una ricerca veloce) e pare che su internet nei vari forum ci sia parecchia confusione su questi parametri. Mi piacerebbe conoscere il vostro parere e le vostre considerazioni a riguardo. Come tutti gli utilizzatori di Vray ben sapranno, dalla versione 2.0 fino alle più recenti le Vray Light si sono arricchite con ulteriori unità di misura. Mentre prima (Vray1.5) avevamo solamente l’unità di default e si doveva andare un po’ a casaccio nel settaggio del parametro ora con watt e lumen le cose cambiano e possiamo utilizzare riferimenti a luci reali per illuminare le nostre scene e ottenere così risultati più credibili. Negli ultimi giorni mi sono dedicato a fare dei test e a capire meglio questi parametri, nonché ad acquisire nozioni sulle rispettive unità di misura e alla fine di tutto ho capito che i Lumen sono il miglior approccio da utilizzare con le VrayLights. Questo perché, come citato nei documenti sul sito di chaosgroup il “Luminous power(lm)” è la luce totale emessa espressa in Lumen e l’intensità della luce non dipende dalla sua grandezza, mentre l’unità “Radiant power(w)” è la luce totale emessa in watts e non i watts di potenza elettrica che si trovano indicati sulle confezioni delle lampadine. Per intenderci una lampadina da 100W corrisponde solo a 3 watts circa di luce visibile (espressa in Radiant power). Quando si parla di lampadine,indipendentemente dal tipo, sentiamo spesso parlare di watt e non di lumen (che tra l’altro non sempre è specificato sulla confezione del venditore). Online ci sono molte tabelle per la comparazione lumen/watt, ma proprio per via dei molteplici produttori di lampadine,tipi e materiali questi valori differiscono a vote di poco altre volte di molto sempre in base alla tipologia. Mi sono quindi dedicato alla creazione di una tabella personale, facendo una media di molteplici valori ottenuti e cercando di attenermi ad un solo produttore. Ecco la formula per calcolare i Lumen partendo dai Watt: Watt * LPW(lumens per watt) Ecco quindi qui di seguito la mia tabella, completa anche di temperature espresse in Kelvin per il colore. Per i test ho eseguito i calcoli su più di 6 lampadine per ogni tipo e dello stesso produttore ed eseguito una media dei LPW ottenuti e ricalcolandoli sulla stessa tipologia di lampadina per controllare che i calcoli fossero giusti. Ovviamente alcuni differivano di poche unità, in quanto ogni lampadina ha le sue proprietà. Ho anche iniziato a creare un piccolo script per max e vray che genera le luci in base ai parametri e al tipo di lampadina scelta. Lo posterò successivamente se a qualcuno può tornare utile
  25. thumb
    Un altro progetto di una cucina, realizzata sotto richieste specifiche di una interior design. Ho sfruttato 3ds max e vray e la post produzione è stata fatta di fretta. Fatemi sapere che ne pensate Grazie a tutti