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    Trasformazione di un negozio a una vetrina in loft residenziale. Modellato con Rhinoceros e renderizzato con 3DS Max+Corona; gli arredi sono tratti dai siti dei vari produttori, da 3dwarehouse oppure sono quelli free che spesso sono linkati anche qui su Treddi. Commmenti e suggerimenti sono come sempre apprezzati.
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    Ciao a tutti! Ecco alcune immagini che ho realizzato recentemente di una seduta in legno progettata per una casa di campagna. L'idea alla base era quella di trovare il modo più adatto per raccordare due elementi distinti come una nuova panca e le scale esistenti: il risultato finale, quindi, è un nuovo elemento “di collegamento” con un ampio spazio di seduta ed altrettanto spazio contenitivo. Come sempre, ho cercato di utilizzare materiali semplici e una tavolozza di colori chiari con alcuni tocchi più personali in grado di fondersi nel contesto: penso che trascorrere qui qualche ora durante estate, oppure durante i fine settimana nevosi, con il proprio partner, con la famiglia o anche da soli deve essere piacevole e rinfrancante, non siete d'accordo? Modello realizzato con Cinema4D, Corona Renderer e finalizzato, come sempre, con un tocco di Adobe Photoshop. Come sempre, commenti e critiche costruttive sono sempre ben accetti! Immagini ad una risoluzione maggiore le potete trovare sulla mia pagina di Behance o sul mio sito. Grazie! www.behance.net/DATE3D www.date3d.it Instagram @date3dviz
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    In questo lavoro di ottimizzazione illuminotecnica, è stato eseguito inizialmente un sopralluogo allo store Robe di Kappa per analizzare le criticità legate all’illuminazione ed esposizione dei capi di abbigliamento. Attraverso le esigenze di cui ci hanno informato abbiamo cercato la soluzione migliore di illuminazione sia scegliendo determinati faretti e lampade sia modificando alcuni aspetti di esposizione soprattutto della stumentazione tecnica. Software utilizzati: Rhinoceros, 3DSMax + Corona, Dialux (analisi tecnica), Lumion (motion render).
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    Studio di atmosfera e ambientazione per un recente lavoro per Artemide. O, design by Alejandro Aravena.
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    Ciao a tutti! Volevo condividere con voi alcune semplici immagini realizzate per un concept di una libreria minimal con scrivania integrata: un piccolo home office nascosto ma, al contempo, completo e funzionale. L'idea alla base di questo sistema a parete era un design minimale e sobrio ottenuto con linee nette e chiare in cui la zona lavoro si fonde con l’ambiente domestico attraverso un scenografico pannello scorrevole. Il risultato è rigoroso, solido, semplice ma pieno di significati. Il modello l’ho realizzato con Cinema4D, renderizzato con Corona Renderer e un po’ di Photoshop per la post-produzione. Come sempre, commenti e critiche costruttive sono sempre ben accetti! Se volete, immagini ad una risoluzione maggiore le potete trovare sulla mia pagina di Behance o sul mio sito. Grazie! www.behance.net/DATE3D www.date3d.it Instagram @date3dviz
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    Immagini realizzate per Artemide. Vitruvio, design by Atelier Oï. Renderizzate con Corona Renderer.
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    Cinema4D&Corona Renderer
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    Ciao a tutti! Volevo condividere con voi alcune immagini di uno dei miei ultimi concept che ho realizzato per una zona living di una casa di Utrecht, nei Paesi Bassi. Queste immagini sono un tributo personale al designer, architetto e pittore olandese Gerrit Rietveld (che trascorse tutta la sua vita in questa città): nel 1919 si unì a Theo van Doesburg, Piet Mondrian e altri artisti per fondare un movimento artistico chiamato "De Stijl“(dall'olandese “lo stile”), noto anche come Neoplasticismo. Il movimento De Stijl proponeva la massima semplicità e astrazione, sia nell'architettura che nella pittura, usando per lo più linee diritte, orizzontali e verticali, forme rettangolari, colori primari (rosso, giallo, blu) uniti a tre valori primari quali nero, bianco e grigio. In questo caso per gli arredi, ho usato dei colori analoghi (giallo e verde) come palette allo scopo di creare equilibrio e ottenere un'atmosfera serena, idilliaca, armoniosa nonostante le forme rigide, rendendole "creazioni spaziali", sculture nello spazio piuttosto che un mobile. Come sempre, commenti e critiche costruttive sono sempre ben accetti! Modello realizzato con Cinema4D, Corona Renderer e finalizzato, come sempre, con un tocco di Adobe Photoshop. Immagini ad una risoluzione maggiore le potete trovare sulla mia pagina di Behance o sul mio sito. Grazie! www.behance.net/DATE3D www.date3d.it IG @date3dviz
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    Cinema4D&Corona Renderer
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    Ciao a tutti, posto alcune immagini su commissione realizzate per una scuola a Cesenatico. Il progetto, vincitore del concorso, è dello studio Iotti + Pavarani Architetti, mentre i software usati sono Corona Render e Cinema 4D. Feedback e commenti sono sempre ben accetti!
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    Ciao a tutti! Alcune immagini realizzate per un concept di una casa moderna situata a Østlandet, la regione della parte sud-orientale della Norvegia. L'idea alla base di questo concept era di ottenere un design sobrio attraverso dei semplici dettagli, utilizzando una palette di colori neutri e un uso consapevole dei materiali: muovendosi attraverso la zona giorno, l'occhio vaga da una stanza all'altra creando un effetto complessivo di uno spazio interconnesso. Il calore tattile del legno di larice, le piastrelle in cemento grigio scuro lucido e le tonalità tenui del bianco morbido aggiungono un carattere tranquillo a questa accogliente casa minimalista. Modello realizzato con Cinema4D, Corona Renderer e finalizzato, come sempre, con un tocco di Adobe Photoshop. Come sempre, commenti e critiche costruttive sono sempre ben accetti! Immagini ad una risoluzione maggiore le potete trovare sulla mia pagina di Behance o sul mio sito. Grazie! www.behance.net/DATE3D www.date3d.it
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    C4D&Corona Renderer
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    C4D&Corona Renderer
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    Render concept realizzato in collaborazione con un architetto per la ristrutturazione del salotto di un privato a Roma.
  15. Render Legion ha ufficialmente rilasciato Corona Renderer 3 per 3ds Max, che integra tutte le novità preannunciate nelle release candidate dell'ultimo periodo, tra cui l'atteso NVIDIA GPU-based AI denoising, vari miglioramenti del displacement con riduzione dell'uso della memoria fino al 50% ed una serie di miglioramenti generali in termini di performance e sfruttamento delle risorse. Dal blog ufficiale di Corona, ecco alcuni dei principali highlight di questa nuova versione, sintetizzati nel release trailer: GPU Denoising gives near instant denoising when using IR (and can be also used for non-interactive rendering).CoronaMultiMap and CoronaUvwRandomizer feature a new randomization by Mesh Element mode.Improved IR performance keeps everything smooth and snappy.Displacement improvements allow you to use lower Displacement settings with the same image quality, lowering memory usage by up to 50%.Various memory optimizations let you save up to 2.5 GB for an 8K render (or more for larger resolutions).A focus on fixing bugs. Estensione Corona Renderer 3 trial period - Per chi avesse già provato Corona ma il periodo di trial di 45 giorni è scaduto, è stato automaticamente aggiornato il periodo di prova per dare a tutti un extra di 14 giorni. Basta scaricare e installare Corona Renderer 3 ed è possibile attivare il periodo demo aggiornato direttamente da 3ds Max. Per maggiori informazioni su Corona Renderer 3 per 3ds Max - https://corona-renderer.com/blog/corona-renderer-3-for-3ds-max-released/
  16. Dionysios Tsagkaropoulos torna ai Digital Drawing Days, dove è sempre stato tra gli speaker più amati dai professionisti della visualizzazione architettonica, e non solo, dal momento che le sue celebri lecture sul lighting e il rendering sono stati capaci di ispirare molte generazioni di artisti in più ambiti dell'industria. Ai Digital Drawing Days 2018 Dionysios sarà impegnato in un talk sulla pipeline di visualizzazione architettonica del Renzo Piano Building Workshop, dove è responsabile dell'immagine e dei contenuti in computer grafica. Il talk è gratuito sul palco principale dell'evento e si svolgerà nella mattinata di venerdi 9 novembre. Sabato 10 novembre, Dionysios svolgerà una masterclass su Corona Renderer, in cui svilupperà step by step ben due casi. La prima parte è dedicata al rendering di una maquette architettonica, i celebri plastici bianchi di Renzo Piano, nella loro versione digitale. Si tratta di immagini soltanto all'apparenza semplici, dietro cui si cela una ricerca sull'immagine davvero molto approfondita, per un risultato che non prevede compromessi. Nella seconda parte, Dionysios illustrerà invece come creare un interno fotorealistico, svelando molti dei cosiddetti trucchi del mestiere, gli stessi che da oltre 20 anni rendono le sue immagini uniche e riconoscibili in tutto il mondo. Dionysios è peraltro autore della prefazione di #VR Developer, il creatore di mondi in realtà virtuale ed aumentata, libro sulle professioni della VR in arrivo in tutte le librerie italiane, che verrà presentato in pubblico per la prima volta sempre al DDD 2018, subito prima della lecture del venerdi. Manca dunque ormai pochissimo all'inizio dei Digital Drawing Days 2018, con un programma davvero di grande sostanza, che comprende moltissime esclusive, a cura di McNeel, Chaos Group, Asus e AMD, oltre ad artisti di grande fama e a volti inediti sul palco di un evento che, giunto alla sua nona edizione, si differenzia sempre più quale appuntamento riservato ai veri professionisti del 3D, e a coloro che vogliono diventarlo. La partecipazione ai DDD 2018 è ancora una volta gratuita grazie a 3DWS e al contributo di tutti gli sponsor dell'evento. Per partecipare al DDD 2018 è necessario registrarsi preventivamente al seguente indirizzo - http://digitaldd.org/come-partecipare/
  17. Manca ormai pochissimo al via della nona edizione dei DDD - Digital Drawing Days, che si preannuncia davvero molto importante in termini di contenuti ed esperienze, grazie ad artisti già molto noti al pubblico delle precedenti edizioni. Parliamo di nomi come Dionysios Tsagkaropolous, Ivan Basso, Alessandro Cannavà, Rodolfo De Bernardi, Fabio Dal Molin, Alessandro Cangelosi e Luca Rostellato. Molto solido anche il parco degli speaker che sarà al DDD in collaborazione con i partner ufficiali dell'evento, come Yana Andreeva (Chaos Group), la voce di V-Ray nonché unica eccezione ad una lineup volutamente ed orgogliosamente Made in Italy, che avrà nuovamente con sè Giuseppe Massoni (McNeel) con le ultime novità su Rhino 6 e Rhino 7. Torneranno anche le mitiche masterclass su Unreal Engine di Enea Le Fons, che immergeranno tutti gli appassionati di real time e VR in una travolgente esperienza "from zero to hero". Fabio Allamandri toglierà il velo sulle ultime novità di Treddi.com, mentre il co-fondatore del DDD, Francesco La Trofa, presenterà un nuovo progetto editoriale focalizzato sulle professioni della VR e delle tecnologie immersive. Infine, non poteva mancare il deus ex machina del DDD. Non è bastato un clamoroso incidente a metterlo fuori gioco durante la scorsa edizione, figuriamoci oggi che si preannuncia più in forma che mai. Stiamo naturalmente parlando dell'inimitabile Dimitar Dinev (3DWS), che impazzerà come al solito in lungo e in largo con le anteprime delle più importanti novità hardware e software, messe a punto per risolvere le esigenze di qualsiasi professionista del 3D. L'edizione 2018 dei Digital Drawing Days ha inoltre dedicato grande attenzione per scoprire e valorizzare nomi nuovi nel firmamento mediatico del 3D. Non ci riferiamo di certo alle giovani promesse, ma ad autentici veterani su cui nessuno ha finora posato la luce dei riflettori. E' il caso di Alberto Venier, Manolo Munaretto, Alberto Cibinetto, Marco Brunato, Archimek e altre sorprese che avremo il piacere di scoprire direttamente sul palco del DDD. Altrettanto significativi i nomi di chi non salirà sul palco, ma avrà come ogni anno il piacere di condividere due bellissime giornate tra amici, prima ancora che come professionisti del 3D. Come "semplici" spettatori dell'evento avremo artisti che con ogni probabilità da altre parti farebbero la fila per avere nel proprio programma. Ed è facile capire il perché se andassimo semplicemente a sfogliare i portfolio di personaggi del calibro di Fabio Feltrin, Andrea Bertaccini, Vittorio Bonapace, Kril Damianov, Romy Tesei, Marco Rossetti, Giacomo Dalle Vaglie, così come moltissimi altri artisti che alcuni dei più giovani probabilmente non hanno mai sentito nominare, ma sono delle vere e proprie leggende della CG Art. E' il caso di Nikki Candelero, che tornerà al DDD dopo alcuni anni di latitanza. Lecito chiedersi che fine avesse fatto. Per chi non lo conoscesse, Candelero è stato per diversi anni uno tra i più noti CG Artist al mondo, soprattutto per i suoi lavori in ambito architettonico. I suoi punti di forza erano la composizione ed il lighting, doti che gli sono servite anche per la sua seconda carriera artistica. Oggi Nikki Candelero ha appeso il 3D al chiodo, per diventare un apprezzato fotografo. Sarà proprio lui ad immortalare i momenti più significativi dei DDD 2018, un'edizione davvero da non perdere. Vi aspettiamo ad Arezzo. Per tutte le informazioni relative ai Digital Drawing Days - http://digitaldd.org/ Note - le immagini utilizzate nella presente news sono state realizzate da Nikki Candelero.
  18. Render Legion ha rilasciato Corona Renderer 3 per 3ds Max (Release Candidate 2)! Se avete una licenza attiva potete provare e testare il denoising basato su GPU per l'IR, la randomizzazione di Mesh Element per Corona Multimap & UVWRandomizer, ottimizzazioni di memoria, miglioramenti del displacement (adesso è possibile risparmiare fino al 50% di memoria), prestazioni IR migliorate e risparmio su TIFF a 16 bit dal Corona Image Editor. Tutti gli utenti sono invitati a testate il più possibile e a riportare i problemi trovati in modo da poter arrivare velocemente ad una versione definitiva di Corona Renderer 3. Per maggiori informazioni https://corona-renderer.com/forum/index.php?topic=22154
  19. State of Art Academy è ormai una delle realtà più interessanti e proficue a livello internazionale nell’ambito della formazione per la visualizzazione architettonica. Nei suoi vari aspetti. Per conoscere meglio cosa accade tra le mura della storica sede di San Donà di Piave (VE) abbiamo incontrato Roberto “Cepp” De Rose che, con Gianpiero Monopoli e Manuela Grandesso, è tra i tre soci fondatori di State of Art. Un’occasione per conoscere meglio l'Academy e soprattutto per fare un focus sugli elementi più importanti che un professionista dell'Archviz deve necessariamente conoscere, e di conseguenza apprendere. (FLT) - Come ha avuto inizio l’avventura di State of Art ed in particolare della sua Academy? (RDR) – Quasi per caso. L’idea è arrivata in una delle prime edizioni dei Digital Drawing Days (DDD). Non avevamo ancora esperienze di quel genere, anche perché all'epoca era davvero difficile trovarne. Siamo andati ad Arezzo, dove tuttora si svolge l'evento, con Peo (Gianpiero Monopoli, NdR) e abbiamo mostrato il nostro portfolio di allora. Era prevalentemente composto da immagini realizzate per studi di architettura internazionali. Alcuni dei partecipanti all’evento ci hanno dato un prezioso suggerimento: “Ma perché non fate qualche corso per spiegare come fare quelle immagini? Non c’è praticamente nulla di così specifico in questo campo. Insegnamenti come questi aiuterebbero molti ragazzi ad intraprendere una carriera come archviz artist”. A questo aspetto si era aggiunta l’esigenza di trovare figure qualificate per aiutarci nella produzione in studio. I lavori da fare aumentavano e ci servivano altre risorse per supportarci. Nonostante gli sforzi e la rete di contatti che avevamo formato durante i primi anni della nostra attività, non riuscivamo a trovare nessuno di valido e spendibile in produzione secondo i nostri parametri. Ci siamo convinti che l’unica soluzione fosse quella di formare direttamente questa nuova generazione di professionisti. E di farlo secondo quelle che erano secondo noi le competenze necessarie, quelle effettivamente richieste sul mercato del lavoro. Per avviare la prima Masterclass abbiamo organizzato per l'occasione cinque postazioni con PC, accogliendo richieste di adesione pervenute soprattutto grazie al passaparola. Per noi era una scommessa totale, non avevamo riferimenti di alcun genere. La prima edizione si è tenuta in lingua italiana. Quando abbiamo postato sui social le immagini finali realizzate dai ragazzi abbiamo ricevuto molte richieste dall’estero. Siamo riusciti in breve tempo ad adattare il programma didattico della Masterclass anche per gli studenti provenienti da ogni parte del mondo. Da allora non ci siamo più fermati. Avevamo la prova concreta che fare formazione sulla visualizzazione architettonica non rappresentasse soltanto un modello di business molto interessante, ma sposasse in pieno la nostra visione dell'archviz, sia per gli aspetti artistici che per quelli professionali. (FLT) – Nel corso degli anni SOA Academy è arrivata a totalizzare oltre 7000 ore di formazione, per 800 ragazzi provenienti da 67 differenti nazioni. Gli elementi chiave emergono in maniera inequivocabile se esaminiamo cosa c’è dietro la formazione di un corso. In cosa consiste questo processo? (RDR) – I corsi nascono per dare una risposta operativa a chi intende lavorare nel mondo della visualizzazione architettonica. Il punto di partenza è dunque il nostro studio di produzione, in cui oltre alle commesse professionali abbiamo una quota consistente di attività dedicata alla ricerca e sviluppo. Aggiorniamo continuamente il programma della Achviz Masterclass e dei singoli corsi sulla base delle necessità che si presentano concretamente in studio. In questo modo possiamo avere la ragionevole certezza che i ragazzi saranno pronti a rispondere in situazioni reali, quelle che si presenteranno loro innanzi una volta entrati negli studi di architettura e di visualizzazione in tutto il mondo. Nel corso di questi dieci anni abbiamo visto mutare profondamente il mercato della visualizzazione architettonica, e di conseguenza le skill necessarie per essere dei professionisti davvero preparati in questo settore. (FLT) – SOA Academy è dunque una realtà “nomen omen”, in cui i docenti sono effettivamente dipendenti dell’ente di formazione. (RDR) – La formazione integrata è un aspetto che abbiamo ritenuto fondamentale per strutturare i nostri corsi. Soltanto il docente di fotografia, Piero Mazzoli, non fa ufficialmente parte dell’organico di State of Art, ma collabora con noi da oltre 10 anni, anche se ha preferito continuare la sua carriera autonoma come libero professionista. I docenti della Academy, a cominciare da me e Peo, lavorano insieme tutti i giorni, a stretto contatto, presso gli uffici di State of Art. Di base siamo tutti generalisti della CG con background di formazione che proviene dall'architettura, Successivamente ci siamo specializzati in ambiti molto specifici della produzione e nell’utilizzo di determinati software. Nella formazione, in linea di principio, ribaltiamo la logica con cui operiamo nello sviluppo di una commessa, suddividendoci i task operativi che portano un lavoro dalla preventivazione alla consegna. Il nostro obiettivo consiste nel trasmettere agli allievi tutte le conoscenze tecniche e operative necessarie per entrare con successo in una pipeline di produzione vera. Immagini realizzate da David Connolly, allievo del corso avanzato di V-Ray per l'Archviz (credits Cityscape Digital) (FLT) – Come è possibile coniugare con successo produzione e formazione? (RDR) – Il “doppio impegno” è sicuramente oneroso in termini di risorse da dedicare ma finora non è mai stato un problema grazie ad una pianificazione lineare. Semplicemente definiamo per ogni anno il numero di Masterclass e Corsi, dunque ogni docente può gestire al meglio il proprio calendario. Questo comporta porre un limite al numero dei corsi. Di norma, in media, presso la Academy si tiene un corso ogni mese, nonostante un numero sempre maggiore di richieste, che potrebbe spingerci a calendarizzarne di più. Questa esigenza si concilia anche sul fatto di dovere e volere necessariamente puntare sulla qualità della formazione e del tutoraggio. Il limite fissato per le iscrizioni è di 12 posti disponibili per corso. (FLT) – In che modo è possibile bilanciare la qualità della formazione con un modello di business sostenibile per l’ente formativo, che logicamente si alimenta grazie al numero di allievi che si iscrivono? Il nostro primo obiettivo con l’Academy non è quello di speculare sulla formazione. Altrimenti amplieremmo l’organico, faremmo più corsi, prenderemmo più allievi. La Academy rientra pienamente nella realtà e nel contesto di State of Art, per cui riteniamo che sia indispensabile raggiungere un elevato livello di credibilità, sia in Italia che all’Estero. Non siamo degli idealisti, siamo piuttosto convinti che il resto derivi di conseguenza e che, pur a costo di qualche sacrificio, sia possibile coniugare qualità e sostenibilità in termini aziendali. Il nostro obiettivo è formare ragazzi che siano davvero in grado di lavorare e fare carriera nei più importanti studi del mondo. Sulla base dell’esperienza abbiamo ritenuto che 12 allievi siano la misura ideale per poter seguire individualmente ciascuno di loro, assicurando un risultato congruo alle aspettative al termine del corso. Questo fattore è determinante, perché ogni allievo ha un livello di partenza e una facoltà di apprendimento assolutamente individuale, dunque il tutoraggio rappresenta un momento fondamentale nella formazione e riteniamo debba essere il più possibile personalizzato, oltre che sostenuto da tutor che abbiano un'esperienza professionale concreta. Questo approccio non si coniuga di certo con i grandi numeri e soprattutto con la serialità. Hai usato un termine che esprime bene quanto intendiamo, ossia la volontà di raggiungere un bilanciamento di varie componenti, in funzione della maggior qualità possibile. È la nostra missione principale. Se non fossimo noi stessi soddisfatti del lavoro che facciamo, come potremmo pretendere di trasmettere certi valori ai ragazzi che ci affidano la loro fiducia e i loro investimenti? Le aule didattiche di State of Art Academy sono composte da 12 postazioni, equivalenti al numero massimo di allievi ammessi ai singoli corsi. Si tratta di una scelta finalizzata a seguire in modo ottimale ogni iscritto. Docenti e tutor sono sempre presenti durante le esercitazioni. Ciò assume in particolare una precisa connotazione durante la Masterclass, il cui programma dedica l'intera ultima settimana proprio allo sviluppo di un progetto personale (credits SOA Academy) (FLT) – Chi sono i vostri studenti oggi? (RDR) – La base è principalmente composta da studenti e giovani professionisti con un background in ambito architettonico, derivante in buona parte dalla formazione presso le scuole di architettura. Sia in Italia che all'estero. Si tratta di una base cresciuta nel tempo, con molta gradualità. Oggi abbiamo sempre più richieste di formazione direttamente da parte degli studi stessi. Realtà come Foster+Partners, Mecanoo, MRVDV, per citarne alcuni, mandano direttamente da noi i loro ragazzi, in modo che nel giro di poche settimane acquisiscano le nozioni necessarie per perfezionare le loro conoscenze. Immagini realizzate da Alessandro Consonni, allievo della Archviz Masterclass #14 e del corso di Lighting Avanzato con Peter Guthrie (Credits Alessandro Consonni) (FLT) – Uno dei vostri elementi caratterizzanti è stato sempre quello di puntare moltissimo sulla valorizzazione delle partnership e delle certificazioni. Un risultato che deriva prevalentemente dall'attività di ricerca e sviluppo. Quello delle certificazioni è uno degli aspetti storicamente più dibattuti in tema di formazione. Da un lato c'è chi le ritiene una necessaria garanzia di qualità, dall'altro chi, senza troppi giri di parole, le ritiene un semplice specchietto per le allodole. (RDR) – Vorrei sgombrare il campo da qualsiasi possibile equiivoco, anche perché non avrebbe senso generalizzare. Posso citare nel caso soltanto quella che è la nostra esperienza ed il nostro punto di vista su un tema che, come giustamente sostieni, è spesso oggetto di inutili polemiche. Il nostro obiettivo non consiste nel dire: “Siamo certificati da x, piuttosto che da y, venite da noi perché siamo bravi!". Non avrebbe alcun senso. Anzi, sono convinto che un approccio di questo genere finisca soltanto per risultare controproducente. Illuderebbe tutti e non porterebbe da nessuna parte. Oggi ci sono tantissime strutture certificate, soprattutto con alcuni brand. La certificazione da sola non basta per essere una garanzia di qualità. Quello che conta davvero è l’attività che sta realmente dietro una certificazione, dunque il reale rapporto con i principali provider delle tecnologie che utilizziamo per svolgere il nostro lavoro. È da questi contenuti che derivano le competenze che impieghiamo in produzione e quel know how che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi durante i corsi. Investiamo su più tecnologie per selezionare quelle che riteniamo siano più utili al archviz artist. L'approfondimento ed il fatto di entrare in stretta relazione con i partner è una naturale conseguenza di questo approccio. (FLT) – Da molti anni ad esempio collaborate con Chaos Group per V-Ray e Corona Renderer. Si, Peo è ufficialmente un V-Ray Mentor e, oltre a V-Ray, siamo un centro in grado di certificare ufficialmente anche istruttori per Corona Renderer. Abbiamo infatti corsi specifici di una settimana in full immersion per entrambi i motori di rendering. Ogni corso segue una filosofia specifica. Nel corso di V-Ray per l'Archviz ci rivolgiamo in particolare a chi ha già una base in 3ds Max e V-Ray e vuole perfezionarsi, conoscendo davvero a fondo il motore di rendering. L'obiettivo è quello di entrare nel merito dell'ottimizzazione, che è l'aspetto che più di ogni altro fa la differenza. Nel corso di Corona Renderer per l'Archviz abbiamo adottato un programma certificato direttamente da Render Legion, molto intenso, che in sole 40 ore consente di apprendere tutti i fondamenti del software, sia dal punto di vista teorico che pratico. Oltre a Chaos Group però lavoriamo ogni giorno con molti altri brand leader nella computer grafica per l’architettura. A cominciare da Autodesk, soprattutto per il fatto che 3ds Max è il software 3D di riferimento per i due motori di rendering più diffusi in ambito architettonico. (FLT) – Tra le collaborazioni correnti figurano quelle con Itoo Software e con Allegorithmic. Si tratta di software house che sviluppano software molto specifici, ma sempre più impiegati nelle pipeline dei principali studi. (RDR) - E' infatti raro trovare dei corsi dedicati nello specifico a dei plugin, ma nel caso di Forest Pack Pro e RailClone abbiamo a disposizione degli strumenti parametrici che sono in grado di creare e gestire ambienti e sistemi costruttivi enormi, con una semplicità d'uso incredibile. Se uno sa padroneggiare questi tool è davvero in grado di produrre in poche ore dei risultati che, utilizzando dei workflow di altro genere, potrebbero richiedere anche intere giornate di lavoro. Per questo motivo abbiamo deciso di far partire la Itoo Software Masterclass. E' un percorso di formazione avanzata, pensato nello specifico per chi vuole ottenere il massimo da questi software. Con Allegorithmic abbiamo svolto un discorso in parallelo, lavorando nella definizione di un percorso di formazione certificata che sarà implementato in prima persona dalla software house francese. L’assenza di un percorso di formazione ufficiale per Substance Designer è stato più volte sottolineato dagli utenti stessi ad Allegorithmic, in quanto rende difficile la disponibilità di docenti per un software che in realtà è sempre più utilizzato, non soltanto in ambito architettonico. Stiamo portando avanti questo progetto e speriamo di poterne ufficializzare a breve i risultati. (FLT) - Tutte queste competenze convergono nella Archviz Masterclass, il programma formativo più completo nel catalogo di SOA Academy. (RDR) - La Archviz Masterclass è esplicitamente concepita per formare “from start to end” un professionista per l’industria della visualizzazione architettonica. Abbiamo deciso di sintetizzare il più possibile le competenze necessarie, cercando però di coprire tutte quelle davvero indispensabili sul mondo del lavoro. Chi frequenta la Masterclass affronta 160 ore di full immersion sugli aspetti tecnici e compositivi dell’immagine per l’architettura. In questo periodo, l'allievo ha a disposizione l’ultima settimana per mettere all’opera le conoscenze apprese. E' necessario sviluppare un progetto personale sulla base di un tema comune. In questa fase dedichiamo tutte le risorse a nostra disposizione per garantire il miglior tutoraggio possibile. Le immagini finali dei corsi sono a mio avviso sorprendenti, non tanto per quanto concerne l’aspetto tecnico, su cui siamo certi di saper fornire adeguate garanzie, ma per il contributo che ogni allievo è in grado di dare. I ragazzi producono immagini che vanno sistematicamente oltre le nostre aspettative come docenti. Sanno far emergere il loro talento in maniera davvero creativa. E questo credo sia l’approccio che consente di integrarsi con successo nella realtà professionale. Quando entri in uno studio non ti viene chiesto di riprodurre un’immagine, di adottare processi schematici, ma di risolvere di volta in volta problemi differenti. (FLT) – I vostri corsi hanno prodotto immagini oggettivamente di alto livello, capaci di rimediare in pochi minuti centinaia di like sui social network e sulle gallery dei più importanti siti di CG al mondo. Con il consenso, si sa, arrivano puntuali anche le critiche. Cosa risponderesti a chi vi "accusa" di puntare in maniera molto decisa sui trucchi della post produzione in 2D, che sappiamo essere molto efficace per le singole immagini, quanto dispendioso in termini di tempo su progetti più articolati, o quando si presenta l'esigenza di variare frequentemente il punto di vista? (RDR) – Capisco cosa intendi dire. Non vorrei che passasse però una percezione superficiale, o quanto meno semplicistica, di quanto avviene all’interno dell’Academy. Uno degli aspetti su cui lavoriamo maggiormente è proprio la varietà dei contenuti, ed il loro approfondimento, entrando nel merito sia dei software principali che dei principali plugin. Mi spiego meglio, proprio ai fini di evitare possibili fraintendimenti. La post produzione è uno degli aspetti più importanti di questo lavoro, perché consente di ottenere risultati sorprendenti anche in pochissimo tempo. Infatti abbiamo anche un corso specifico sulla Post Produzione per l'Archviz, i cui elementi rientrano anche del programma della Masterclass, così come la fotografia e la composizione, essenziali per produrre immagini in grado di generare emozioni e condurre consapevolmente lo sguardo dell’osservatore. La capacità di elaborazione dell'immagine con Photoshop non rappresenta affatto una presunta scorciatoia verso il successo. Anzi, comporta l'acquisizione di una notevole tecnica di base, attraverso cui diventa possibile esprimere quel tocco personale che spesso produce un'immagine di impatto, in grado di raggiungere i propri obiettivi di comunicazione, a dispetto di una massa diffusa di immagini "belle ma senz'anima" che vediamo ormai sempre più frequenti nel mercato della visualizzazione architettonica. Ma questo è soltanto uno degli aspetti, e per quanto evidente sul risultato finale, non sottintende certamente lo skillset necessario nella sua globalità, che va dalla modellazione, al texturing, alla conoscenza approfondita dei motori di rendering, alla capacità di creare materiali realistici, allo sfruttare le enormi potenzialità dei sistemi di realtà virtuale, ecc. Il nostro obiettivo non è serializzare la produzione dell’immagine, al contrario, offrire tutti gli strumenti necessari per saper sfruttare appieno il proprio talento. Non è lo strumento, ma chi lo utilizza a fare la differenza, grazie alla sua sensibilità artistica e alla sua capacità di gestire un progetto. Non è un’opinione, ma un dato di fatto, chi lavora davvero in questo settore ne è ben consapevole. L’artista deve essere in grado di saper valutare il workflow di produzione più adatto sulla base degli obiettivi che gli vengono imposti di volta in volta. In merito alla post produzione, ci sono contesti in cui il compositing sarà sempre decisivo proprio in termini di pipeline. Penso ai concorsi di architettura, un ambito in cui il concept varia di pari passo con le forme che esprime. Non ci sarebbe sicuramente il tempo di impostare e gestire una pipeline full 3D. Ben diverso il caso di progetti in cui il realismo estremo diventa prioritario rispetto alla suggestione, come può essere il caso delle campagne commerciali di alto livello, in ambito Real Estate. La Masterclass viene costantemente aggiornata nei contenuti. Il fatto di essere produttivi in prima persona come studio di visualizzazione architettonica ci rende perfettamente consapevoli del fatto che il futuro sta andando nella direzione del Real Time. È la ragione per cui, per citare un caso concreto, collaboriamo costantemente con Epic Games per la produzione di materiali dedicati alla formazione di Unreal Studio e, sulla base di due anni di ricerca e sviluppo, abbiamo avviato nella Academy una Masterclass specifica su Unreal Engine per l’Archviz, dalla durata di due settimane. Immagini realizzate da Phil Ryan, allievo della Archviz Masterclass #25 (credits Phil Ryan) (FLT) - Quali novità vedremo quest'anno nel programma corsi di SOA Academy? Ci saranno alcune revisioni ed ottimizzazioni sui corsi avanzati già presenti, la conferma della masterclass appena citata su Unreal Engine ed una novità assoluta, che presenteremo agli Academy Days #9, ossia un corso avanzato sul Environment Design, dedicato a tutti coloro che vogliono approfondire la creazione e la gestione di ambienti totalmente in 3D. (FLT) - State of Art Academy continuerà dunque a crescere, quali sono i progetti su cui state lavorando per il futuro? Abbiamo a lungo valutato la possibilità della formazione online. Ci interessava soprattutto per rendere disponibile alcuni corsi a livello globale, potendo godere di alcuni vantaggi esclusivi della rete, come il fatto di poter rivedere le lezioni on demand, quando si desidera, piuttosto che personalizzare al massimo la fruizione delle risorse stesse. Tuttavia abbiamo scelto di rimanere coerenti con la nostra concezione di formazione on site, specifica sul rapporto personale tra il docente e l’allievo, che riteniamo costituisca ancora un valore aggiunto. Sulla base di questo presupposto stiamo lavorando sull’apertura di alcune nuove sedi di SOA Academy. L’esigenza è nata in primo luogo dal fatto di avere una domanda di formazione da parte di studi in tutto il mondo. Aprire una sede a Londra, piuttosto che a New York o a Sidney, ci consentirebbe di assecondare al meglio le esigenze dei grandi studi internazionali, che hanno un’esigenza continua in termini di formazione proprio sugli aspetti che noi trattiamo correntemente. Stiamo lavorando da tempo su questo progetto e lo lanceremo quando saremo assolutamente certi di poter garantire gli stessi parametri qualitativi nella formazione dei corsi che teniamo in Italia. State of Art è una realtà cresciuta contando sempre e soltanto sulle proprie forze, per cui continueremo a lavorare su un modello di crescita molto graduale, che ci consenta si di crescere, senza però snaturare in alcun modo quella che è e rimane la nostra realtà, ed il nostro modello di riferimento. Ci piacerebbe festeggiare con questo progetto i primi dieci anni della nostra storia. Il pensiero va sempre a tutti i ragazzi che sono stati da noi per imparare a fare questo lavoro. Speriamo con tutto il cuore di averli aiutati a realizzare il loro sogno e ci auguriamo soprattutto di continuare a farlo con le future generazioni di artisti. _______________________________ Per approfondimenti su State of Art Academy - https://www.stateofartacademy.com/ Immagini realizzate da Ylenia Donati e Federico Tassinari, allievi della Archviz Masterclass #20 (credits OPERAVISUAL) _______________________________________________ Note. Contenuto publiredazionale. Immagine di copertina realizzata da Pierre-André Biron, allievo della Archviz Masterclass #26 (credits Forma6)
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