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Argonauta

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    Ciao, non so cosa sia il morph, tanto meno saprei usarlo se anche lo conoscessi. Su certe cose sono come gli squali o gli AC/DC: totalmente incapaci di evolversi, ma felici così. Saluti.
  2. Ciao Michele, Per la scena della "auto-rigenerazione" ho seguito questa procedura, pianificandola in ogni singolo dettaglio: - creazione di una story board dettagliatissima (inquadratura, movimento di camera, ritmo, movimenti di Christine, ecc...) - animazione all'incontrario: partendo dal frame, diciamo 4000 (Christine rigenerata), fino al frame 0 (Christine distrutta) - creazione di una sequenza master da frame 4000 a frame 0 - suddivisione della sequenza in varie inquadrature comprendenti diverse camere e quindi diversi movimenti di camera - animazione all'incontrari
  3. No, così sarebbe inguidabile. Il molleggiamento così esagerato è voluto perchè volevo che Christine sembrasse veramente scassata. I movimenti così accentuati mi sembravano più drammatici, quindi ho "smollato" le sospensioni. D'altra parte una vera Plymouth non sarebbe invece così stinca come nella parte finale del filmato. Nè sarebbe capace di accellerazioni così violente. Ma lei è Christine e allora... Beh... se proprio vogliamo dirle tutte: nelle Plymouth Fury del 58 il cambio veniva azionato tramite un tastierino sulla sinistra del cruscotto, non con una leva del cambio tradizionale su
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    Mi sarebbe piaciuto poter partire da una lamiera totalmente arrugginita per poi far "trasudare" la vernice nuova come se la carrozzeria stesse "sanguinando" e la vernice stesse "colando" fuori dai suoi micro fori. Una patina di "nuovo" che va a coprire la ruggine ed il marcio sempre presenti. Molto fantasmagorico. E avrei tanto desiderato degli "sciami" di frantumi di vetro che vanno a ricomporsi, formando il parabrezza. È la tecnica che mi manca, le idee ci sarebbero anche. Grazie e saluti.
  5. Ciao a tutti, il video lo trovate qua: dopo mesi e mesi di lavoro (a tempo perso) ho finito questa piccola animazione. Si tratta di un tributo a "Christine La Macchina Infernale" di John Carpenter, tratto dal libro di Stephen King. La risoluzione ed i vari settaggi sono stati tenuti al minimo indispensabile per risparmiare sui tempi di rendering e d'altra parte ho preferito concentrarmi di più sull'aspetto creativo ed espressivo piuttosto che su un realismo esasperato. Naturalmente ho dovuto tenere conto dei miei mezzi e delle mie capacità ancora limitate. Per contro h
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    Porcaccia... qualcosa sfugge sempre. Mo' che me l'hai fatto notare, sembra anche a me. Le prospettive non sono il mio forte. Mi farò dare qualche lezione anche su quello. Per andare sul sicuro ho usato la stessa focale della macchina fotografica con cui ho scattato la foto. Mi sono già accorto altre volte che la camera di maya sfalsa un pò. In futuro ci starò più attento. Grazie 1000 !! Saluti.
  7. Ciao Rosty, è sembre bello vedere che c'è anche qualcuno con un occhio di riguardo per composizione e inquadratura. Quando posso applico sempre la regola dei terzi. In più c'è quella lampada a stelo con cui ho cercato di dare profondità all'immagine. Se ci fai caso l'inquadratura l'ho costruita sullo schema della sezione aurea, ma rovesciata in orizzontale. La lampada a stelo segue un pò quella curva. Inoltre da qualche render a questa parte cerco di inquadrare la scena "entrando" di più al suo interno, tagliandola quanto basta per dare profondità. Me l'ha insegnato uno studente
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    Ciao a tutti, è un pò che non mi faccio vivo. C'ho avuto da fare. Vi mando un lavoretto semplice fatto per un cliente che solitamente mi lascia carta bianca, come anche in questo caso. Quindi se c'è qualcosa che non quadra potete prendervela allegramente con il sottoscritto. Niente di che, ma inquadratura, composizione cromatica e mood mi piacciono un bel pò. Modellazione: maya Rendering: mental ray mia_material area lights con portal per ogni lato vetrate 4 area lights con portal per gli interni phyisical sun + sky con sky collegato alle portal lights delle vetrate un po di
  9. Ciao Mirco, ti rispondo perchè se sempre stato gentile e disponibile anche nei miei confronti. Dunque, ti allego il link ad un'immagine di riferimento a caso reperita sul web http://www.indiareport.com/resources/image...al/Dolphins.jpg La prima cosa che si nota è la superficie del delfino, che a mio giudizio è un pelo opaca e spenta. Dovrebbe essere più lucida, come nella reference che ti ho allegato. Inoltre forse mancano un pò di linee corrugate sulla pelle del pesce, per renderlo più realistico e qualche schizzetto d'acqua residuo. Riguardo agli schizzi, forse manca un pelo,
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    Grazie per le dritte. È un argomento sul quale non si impara mai abbastanza.
  11. E allora hai fatto bene. Mi pareva una cosa venuta non proprio perfetta. E invece ha un senso. Comunque sta macchinina davvero mi piace. Io la comprerei. Sempre se non la facessero pagare 4 volte quello che dovrebbe costare (vedi Camaro Concept...) Un bacio alla bambolina da parte mia.
  12. Ciao Cherry, sincerissimi complimenti per il design. È davvero molto bella. Meriterebbe di stare in una salone a Ginevra o Francoforte in mezzo agli altri concept. Unico appunto: mi sembra che la coda sia troppo lunga. La distanza tra la ruota e la fine della coda mi sembra un pelino troppa. Ma forse sono le prospettive. O magari solo questione di gusti. Cappello, applauso e standing ovation con lacrimuccia. :Clap03: :Clap03:
  13. Per info: Christine era un'auto dai poteri soprannaturali, malvagia, possessiva e vendicativa. Oltre ad essere dotata di "un'anima" aveva la virtù di autorigenerarsi, facendolo in modo disordinato e sconclusionato. Forse per non dare subito nell'occhio e svelare subito il suo potere. Ecco perchè il cofano e gran parte del frontale sono perfettamente integri ed il resto no. Questo aspetto è peraltro evidenziato dalla griglia del motore che per metà è perfettamente lucida e per l'altra metà completamente arrugginita. Sta qui il lato inquietante: se fosse opera di un restauratore la grig
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    Beh, no. Il motivo è molto più semplice. Nel film di John Carpenter e nel racconto di Stephen King Christine è rossa. Sebbene le Plymouth Fury degli anni 1957 e 1958 in realtà erano disponibili unicamente in color bianco avorio. Per cui il vestito rosso nel film e nel racconto in realtà è una mezza blasfemia, dato che la Plymouth non forniva quel colore. Credo che Stephen King abbia scelto di "vestire" Christine di rosso perchè molto semplicemente è il colore che più di tutti rappresenta la passione, l'amore. E il sangue. Guardati il film o goditi gli spezzoni migliori che trovi su youtube.
  15. Ciao Luca, mi fa davvero molto piacere che ci sia ancora qualcuno a cui interessa il plusvalore dato da una bella inquadratura. Molti purtroppo si soffermano solo su questioni di settaggi e regolazioni, dimenticando questo aspetto fondamentale. Non voglio fare il professore, ma a chi me lo chiede do volentieri qualche dritta. Dunque: - regola dei terzi: sempre! Ogni volta sia possibile. (Ma esistono eccezioni a questa regola). Suddividere l'immagine in terzi, sia in verticale che in orizzontale, le da molta profondità e la rende molto più interessante e bilanciata. - quando
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