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Francesco La Trofa

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Info su Francesco La Trofa

  • Rango
    treddizzofrenico

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  • Impiego
    Libero Professionista (Freelancer)
  • Sito Web
    http://www.treddi.com

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  1. Francesco La Trofa

    Guida pratica ai Digital Drawing Days 2018

    L'edizione numero nove dei Digital Drawing Days sarà all'insegna delle grandi esclusive. Anticipazioni sulle più importanti novità hardware e software per i professionisti della computer grafica, oltre a tantissimi talk e masterclass in cui esperti di livello internazionale mostreranno cosa sono di cosa sono capaci queste tecnologie, con indicazioni pratiche e utili per migliorare il proprio livello professionale. Facciamo una rapida sintesi dei principali contenuti del DDD 2018, la cui caratteristica si conferma nella presenza ufficiale di molti tra i più importanti brand nella computer grafica. CHAOS GROUP: V-RAY NEXT Chaos Group sarà presente con una serie di talk condotti da Yana Andreeva, ormai autentica veterana nelle dimostrazioni. Da lei potremo scoprire alcuni segreti ed esclusive riguardo V-Ray Beach Restaurant (autore Boox, credits Chaos Group) - Al DDD 2018 sarà dedicato ampio spazio a V-Ray e Corona per Cinema 4D, anche grazie ai talk di Marco Brunato (venerdi 9) e Alberto Cibinetto (sabato 10). MCNEEL: RHINO 6 E... RHINO 7 (PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA) Dopo averci presentato in esclusiva assoluta Rhino 6, McNeel torna al DDD presentando ufficialmente in Italia l'attesissimo Rhino 7. Giuseppe Massoni si soffermerà soprattutto sugli strumenti di modellazione Mesh like (Sub-D) che una volta implementati nella versione stabile di Rhino dovrebbero ampliare enormemente le possibilità creative di un software nato e cresciuto quale modellatore NURBS. A che punto è la loro implementazione? Quali novità di attendono nel futuro prossimo? Oltre alla presentazione relativa a Rhino 7, Giuseppe Massoni terrà una Masterclass interamente dedicata a Rhino 6, offerta gratuitamente grazie alla collaborazione tra 3DWS, McNeel e Treddi.com L'universo Rhinoceros vedrà anche la presentazione di Mindesk XR, un VR design tool che si integra direttamente in Rhino e consente di modellare in ambiente immersivo. Una feature molto utile, che consente al celebre software di McNeel di avere una modalità creativa potenzialmente decisiva soprattutto nella fase di concept design. ASUS: NON SOLO GAMING Celebre soprattutto per le performance della sua linea ROG (Republic of Gamers) il brand taiwanese mostrerà il proprio lato professionale, presentando alcune tra le più importanti novità hardware per il Rendering e la VR, a partire dalle più recenti motherboard e dalle schede video RTX di NVIDIA, capaci di regalarci le emozioni del Ray-Tracing in tempo reale. Tecnologie in grado, già oggi, di rivoluzionare per sempre il computing per la computer grafica. DIONYSIOS TSAGKAROPOULOS: L'ARCHVIZ DI RENZO PIANO Dionysios non ha bisogno di presentazioni, è da molti anni tra i più noti e preparati archviz artist al mondo. Attualmente responsabile d'immagine presso RPBW a Parigi, coniuga l'attività di studio con la realizzazione di importanti progetti personali. Al DDD 2018 Dionysios terrà ben due interventi, un talk sul lighting e il rendering per l'architettura (venerdi 9) ed una masterclass relativa a Corona Renderer (sabato 10). Interior Design realizzato con 3ds Max e Corona Renderer (credits Dionysios Tsagkaropoulos) UNREAL ENGINE E UNITY IN REALTA' VIRTUALE CON ENEA LE FONS Enea Le Fons torna ad Arezzo con le sue inimitabili masterclass dedicate alle tecnologie Real Time ed alla Realtà Virtuale. Venerdi 9 sarà la volta di un interessante confronto tra Unity ed Unreal Engine per la realizzazione di un'illusione ottica in real time. In cosa consiste? L'unico modo per saperlo è assistere alla masterclass, in programma per venerdi 9 (ingresso gratuito, registrazione obbligatoria, solo 25 posti disponibili). Durante la giornata di sabato Enea ci guiderà invece nella realizzazione di un progetto immersivo da visualizzare con HTC Vive Pro e Oculus Rift (ingresso a pagamento, registrazione obbligatoria, solo 48 posti disponibili). ARCHVIZ RENDERING. CREATIVITA' E TECNICA (ANCHE IN REAL TIME E IN VR) I Digital Drawing Days sono da sempre un punto di riferimento in Italia per gli Archviz Artist. Anche nella sua nona edizione una parte molto consistente del programma verrà dedicata ai vari aspetti che convergono in questa affascinante disciplina. Alessandro Cannavà, Ermanno Rizzo e Giulia Chimento presenteranno la loro nuova creatura imprenditoriale: Truetopia, sviluppata in continuità con l'attività pluriennale presso VENINI. L'attività dello studio è interamente focalizzata sull'high end rendering, come dimostrano i lavori sviluppati per il celebre brand veneziano. Ambientazione della lampada a sospensione Gio Ponti di Venini (credits VENINI) Luca Rostellato si soffermerà sui punti chiave del lighting design per il rendering architettonico, anche grazie alla presentazione del recentissimo case study di LUMINA Dot, realizzato per la celebre azienda di Arluno (MI). In questo contesto, l'obiettivo non si limita alla produzione di un'immagine il cui impatto estetico sia adeguato agli standard della realizzazione di una campagna commerciale. E' fondamentale definire un setup di lighting corretto e credibile anche dal punto di vista illuminotecnico, ai fini di ottenere una simulazione visiva davvero realistica. Una prospettiva che, se implementata a dovere, offre prospettive professionali molto interessanti, differenziando la propria attività rispetto a quella del "semplice" renderista architettonico. Il DDD 2018 presta le proprie attenzioni anche agli aspetti relativi al business. Da non perdere il talk di Alberto Venier (Kolla Studio), che ci racconterà il suo passaggio da imprenditore nel settore dell'arredamento ad artista digitale. Si tratta di una storia destinata a far riflettere e a dimostrare come il digitale possa oggi offrire opportunità davvero enormi, anche a chi viene da generazioni di attività in settori assolutamente tradizionalisti. Sarà dedicato ampio spazio a V-Ray e Corona per Cinema 4D, anche grazie ai talk di Marco Brunato (venerdi 9) e Alberto Cibinetto (sabato 10). Entrambi gli artisti si soffermeranno sia sugli aspetti di workflow che sulla presentazione di alcuni recenti case study, realizzati nel contesto della loro attività professionale. Non mancano i riferimenti al settore del luxury rendering, ambito in costante e netta espansione. Tra le novità assolute del DDD 2018 avremo inoltre tra gli ospiti Archimek, studio specializzato in vari aspetti relativi allo Yacht Design e Manolo Munaretto, specialista nel rendering per gli interni di lusso, anche in Realtà Virtuale. IVAN BASSO: AUTOMOTIVE RENDERING (CASE STUDY MASERATI) Ivan Basso torna al DDD 2018 presentando il suo celebre workshop per l'automotive rendering, attraverso il breakdown di alcuni recenti lavori, tra cui quelli realizzati per la comunicazione di Maserati. Un appuntamento davvero imperdibile, sia per chi ha avuto modo in passato di confrontarsi sul tema con Ivan, sia per chi si affaccia oggi in questo affascinante universo creativo. Maserati Ghibli (credits Ivan Basso) A SCUOLA DI VFX CON ALESSANDRO CANGELOSI Alessandro Cangelosi (Rebelthink) torna al DDD con due workshop dedicati agli appassionati di VFX. Venerdi 9 Alessandro ci illustrerà le principali tecniche procedurali per gli effetti visivi, con una panoramica supportata dalla realizzazione di casi reali, sviluppati in produzione. Sabato 10 sarà invece la volta di un appuntamento molto interessante, relativo a Isotopix Clarisse, software di alto livello, poco trattato mediaticamente rispetto ad altri giganti del settore. Sarà dunque un'ottima occasione per vedere Clarisse all'opera, soprattutto grazie al supporto di chi lo ha usato su produzioni di livello internazionale. GAME OF THRONES IN 3D, LA CREATIVITA' DI STUDIO DAN Specializzati nella realizzazione di miniature in 3D per le collezioni di licenze del calibro di Game of Thrones, Fabio Dal Molin e Rodolfo De Bernardi presenteranno il loro personalissimo workflow, soffermandosi anche sugli aspetti distintivi di questo ambito professionale, creativo, ma al tempo stesso caratterizzato dal rispetto dei moltissimi vincoli imposti dai brand licenziatari. #VR DEVELOPER. IL NUOVO LIBRO SULLE PROFESSIONI DELLA VR Il DDD di Arezzo sarà la prima occasione per presentare pubblicamente un nuovo libro: #VR DEVELOPER. Il creatore di mondi in realtà virtuale ed aumentata, della collana professioni digitali di Franco Angeli. In meno di 200 pagine è concentrato un anno di ricerca. Quasi 30 contributor tra interviste e testimonianze per un totale di oltre 50 persone coinvolte attivamente sul progetto, con l'obiettivo di offrire più punti di vista possibile sugli aspetti del business, delle competenze, della formazione e dell'orientamento professionale. Oltre agli aspetti editoriali legati al progetto, le due giornate del DDD 2018 saranno l'occasione per ricevere i vostri feedback e capire quali sono le aspettative e le esigenze in merito ad un mercato dalle enormi potenzialità, ma ancora tutto da scoprire e da inventare. WORKSTATION 3DWS La rinnovata lineup di workstation 3DWS sarà a disposizione per qualsiasi prova, anche sui progetti personali, grazie al Treddi.com Test Drive, che offre la possibilità di prenotare qualsiasi macchina, direttamente nei giorni dell'evento. Le registrazioni, previa disponibilità, sono aperte durante il check-in mattutino (tassativamente entro le ore 10:00). Successivamente, sarà possibile provare le macchine anche senza averle prenotate, nel caso in cui risultassero libere, ma non si garantisce ovviamente la loro disponibilità. Durante il Test Drive è possibile aprire e testare a fondo i propri progetti personali e godere del supporto dello staff di 3DWS. A seguito i link di riferimento per ottenere tutte le informazioni utili ed iscriversi ai Digital Drawing Days 2018. Programma Talk e Workshop - http://digitaldd.org/programma/ Programma Masterclass - in attesa di definizione Iscrizioni ai DDD 2018 - http://digitaldd.org/come-partecipare/ Il DDD 2018 è un evento organizzato da 3DWS in collaborazione con Chaos Group e Treddi.com
  2. Francesco La Trofa

    UDINE 3D FORUM 2018 - 3D all'ennesima potenza

    UDINE 3D FORUM torna dal 15 al 18 novembre con un programma di livello assoluto. Dopo i convegni plenari, utili a focalizzare il claim 2018 Persone e Tecnologie per il Futuro, si entrerà nel merito dei Workshop e delle Masterclass. WORKSHOP (venerdi 16 e sabato 17 novembre) - gli appassionati di 3D potranno letteralmente togliersi la voglia grazie a decine di workshop, dedicati ad una grande varietà di temi: BIM, Rendering, VFX, Gaming, Architettura & Design, Industry 4.0, Digital Marketing, Business, Medicale, Arte e molti altri, con interventi sia tecnici che ispirazionali. I workshop saranno come sempre condotti da esperti di comprovata esperienza nazionale ed internazionale. Tutti i dettagli relativi ai singoli workshop sono disponibili al seguente link - http://www.udine3d.it/contenuti/workshop/ MASTERCLASS (domenica 18 novembre) Udine 3D Forum, come la tradizione riserva alla conclusiva giornata della domenica, vedrà ancora una volta le masterclass, dove i relatori si impegneranno ad approfondire argomenti specifici garantendo un elevato livello di coinvolgimento da parte dei follower. - Scansione 3D e Fotogrammetria (Guido Vrola) - Creative Retouching con Photoshop (Martin Benes) - Modellazione 3D con Rhinoceros (Riccardo Gatti) http://www.udine3d.it/contenuti/master-class/ Alcuni eventi saranno totalmente gratuiti, mentre altri prevederanno un accesso a pagamento. Tutte le formule sono disponibili nella pagina iscrizione dell'evento - http://www.udine3d.it/partecipa/registrazione/ Anche quest'anno, Udine 3D Forum avrà una formula no profit, per cui il ricavato sarà interamente utilizzato per coprire una parte delle spese relative all'evento. ________________________________________ credits immagine di copertina di Daniele "Danko" Angelozzi immagine Porsche di Pier Marco Filippi Immagine Lamborghini di Martin Benes
  3. Francesco La Trofa

    Maserati Levante Interiors (1/2)

    Messaggio Promozionale Ivan sarà presente anche quest'anno ai Digital Drawing Days, dove avremo il piacere e l'onore di condividere con voi tanto 3D. Non mancate, anzi, registratevi, e non ci pensate più. Non saranno in alcun modo giustificate assenze http://digitaldd.org/come-partecipare/
  4. Francesco La Trofa

    Persone e Tecnologie per il Futuro

    Per anni il 3D è stato un far west in cui ci siamo mossi da pionieri, consapevoli di rappresentare una nicchia professionale i cui valori non sono sempre riconosciuti come meriterebbero. Non soltanto da parte di una committenza non troppo illuminata, quanto piuttosto da una società priva di una vera cultura digitale. Oggi, in maniera più o meno consapevole, siamo coinvolti nella cosiddetta quarta rivoluzione industriale. Senza entrare nel merito di espressioni più modaiole che realmente legate alla sostanza, la questione è molto semplice. I modelli industriali basati sulle economia di scala sono entrati in un vortice di crisi non reversibile, rendendo necessaria una svolta paradigmatica. Chi non innova, digitalizzando in maniera strutturale le proprie aziende, non sopravviverà al mutamento degli scenari produttivi ed economici in atto. Per quanto concerne la nostra categoria professionale, nelle infinite applicazioni che il 3D consente, questo si traduce in uno scenario più che mai florido di opportunità. Sta a noi, esclusivamente a noi, conoscerle e saperle cogliere in maniera profittevole. Il tempo delle scuse è finito. Il futuro è li fuori, dobbiamo prendercelo. Cosa è cambiato rispetto a ieri? L'esplosione del digitale ha creato un contesto sempre più cross disciplinare, in cui i contenuti 3D sono diventati la materia prima per far vivere le applicazioni interattive richieste da tantissimi ambiti dell'industria. Potremmo citare moltissimi esempi a livello di scenario. Basti pensare a come, in questo contesto, il 3D Artist sia chiamato a svolgere soltanto una parte del ruolo complessivo. I suoi asset sono la base di un'esperienza, ma per diventare fruibili, serve renderli interattivi. Il nostro 3D Artist continuerà a fare il 3D Artist, ma dovrà interagire con soggetti per lui fino ad oggi probabilmente alieni, quali i game engine developer, gli interaction e UX designer e tantissimi altri. Solo il concerto di tutte queste skill potrà consentire ai software di compilare un'esperienza realmente efficace. Chi da anni è un professionista del 3D non deve correre il rischio di isolarsi, deve allargare i propri orizzonti culturali per capire quali sono i meccanismi che consentono di sviluppare nuovi prodotti digitali, quelli di cui l'industria ha realmente bisogno. Stavolta non si tratta soltanto di imparare un nuovo motore di rendering, di capire quale scheda video servirà per utilizzare al meglio i software 3D real time, piuttosto che di capire come creare un progetto in VR. Queste sono tutte soluzioni al problema, le cui domande derivano dallo sviluppo di una concreta cultura sull'argomento. Per tornare su un'espressione alquanto inflazionata dai media, è necessario acquisire quel mindset utile a mettere in relazione le proprie competenze con le altre espressioni tecnologiche che stanno emergendo in maniera dirompente: l'intelligenza artificiale (con big data e machine learning), la robotica, la Internet of Things (cit.), oltre ovviamente alle nuove tecnologie della simulazione, rese possibili dagli output della Realtà Virtuale e della Realtà Aumentata. Sin dai tempi della prima rivoluzione industriale il rapporto uomo-macchina è al centro di questioni etiche e tecnologiche che hanno trasformato drasticamente la società, nel suo modo di vivere, produrre e comunicare. Con l'avvento su larga scala delle intelligenze artificiali il dibattito si rinnova in tutta la sua effervescenza, lungi dal prospettare scenari definiti, almeno per quanto concerne il futuro prossimo. Conoscere cosa consentono di fare le tecnologie legate all'intelligenza artificiale e all'IoT (internet of things), consente di sviluppare nuovi modelli di business, dalle potenzialità enormi, ancora tutte da scoprire. Parliamo di tecnologie che sono già attive nel core di molti dei software 3D che utilizziamo ogni giorno. Etica! Un altro dei grandi temi aperti è relativo al rapporto tra l'uomo e la tecnologia per quanto riguarda gli aspetti del vivere. Il cinema di fantascienza, come nel caso di Her, scritto e diretto da un magistrale Spike Jonze, ha anticipato questioni cui presto saremo chiamati a dare delle risposte concrete. Joaquin Phoenix interpreta Theodore, uomo di mezza età che vive una relazione sociale e sentimentale con Samantha, una IA acquistata in un qualsiasi supermercato. Sarà questo il nostro futuro? Per chi non avesse ancora visto Her, il consiglio spassionato è di recuperare la versione originale, in cui la voce di Samantha è interpretata da Scarlett Johansson. La versione doppiata in italiano perde molto della sua efficacia. In attesa di scoprire nel dettaglio il programma dettagliato che gli speaker di Udine 3D Forum porteranno nella suggestiva cornice di Palazzo di Toppo Wasserman, possiamo concentrarci sui temi espressi dall'editoriale Persone e Tecnologie per il Futuro, il claim dell'edizione 2018 di Udine 3D Forum. Dagli aspetti socio-culturali legati all'innovazione dipende la formazione di una generazione di professionisti, la nostra, che già oggi è chiamata a dare risposte concrete in termini di tecnologie ed applicazioni per dare forma al mondo che noi stessi sceglieremo di creare, in cui vorremo davvero vivere. Per confrontarci e parlarne insieme, ci saremo anche noi di Treddi. Vi aspettiamo a Udine, dal 15 al 18 novembre - www.udine3d.it Per registrarsi a Udine 3D Forum - http://www.udine3d.it/partecipa/registrazione/
  5. Francesco La Trofa

    UDINE 3D FORUM 2018 - 15-18 novembre

    Torna il consueto appuntamento con Udine 3D Forum che vedrà anche quest'anno Treddi.com tra i partner ufficiali dell'evento. Udine3D Forum è un evento interamente dedicato alle più innovative tecnologie in fatto di progettazione, grafica, modellazione e stampa 3D, IoT e BigData, automazione e robotica, gaming e interaction design. Persone e Tecnologie per il Futuro. E' il tema di Udine 3D 2018, sempre più orientato verso una cross disciplinarità destinata a contrassegnare il futuro delle nostre professioni. I professionisti e gli appassionati del 3D potranno incontrare e vedere sul palco degli speaker di Udine 3D Forum nomi di riferimento quali Daniele "Danko" Angelozzi (ZBrush), Riccardo Gatti (Rhinoceros), Martin Benes (Photoshop), Emiliano Colantoni (Blender) e moltissimi altri. Il futuro delle produzioni è il 3D Real Time. Con Spectral, Emiliano Colantoni ci mostrerà come già oggi sia possibile utilizzare una pipeline estremamente flessibile e veloce, che può abbattere i tempi di realizzazione e renderizzazione / post produzione dei progetti. Moltissime le novità previste quest'anno, nella direzione di offrire una visione sempre più completa degli ambiti di applicazione del 3D e della CG. Dall'architettura (BIM, Computational Design, Fotogrammetria 3D, Rendering, Real Time, VR, AR) all'industria (sviluppo e prototipazione, configuratori di prodotto, applicazioni interattive, cataloghi digitali, applicazioni medicali) all'entertainment (gaming, vfx e produzioni audio-video), al marketing e alla comunicazione (stand, installazioni, interactive mapping, VR, AR). Fotogrammetria 3D e Rendering Fotorealistico con Ermanno Rizzo e Gabriele Simonetta, novità dell'edizione 2018 di Udine 3D Forum Nei prossimi giorni il programma verrà costantemente aggiornato con tutti i workshop e gli eventi tuttora in via di definizione, per cui il consiglio è naturalmente quello di consultare spesso il sito ufficiale di Udine 3D Forum e Treddi.com, per essere costantemente aggiornati. Per iscriversi a Udine 3D Forum - http://www.udine3d.it/partecipa/registrazione/
  6. Francesco La Trofa

    Oculus Quest - VR standalone 6DOF con controller Touch

    La prima grande novità di Oculus Connect 5, l'evento di Facebook dedicato agli sviluppatori delle tecnologie VR, è caratterizzata da Oculus Quest, il nuovo visore VR standalone che unisce la praticità di non avere cavi tra i piedi con il full positional tracking (6DOF) e l'utilizzo dei controller Touch, prodotti in una versione specifica e rinnovata. Oculus Quest, che al lancio prevede un price street di 399 dollari, completa la prima generazione di hdm Oculus posizionandosi a metà tra Oculus Go, il visore 3DOF consumer e il top di gamma Oculus Rift. Foto di gruppo per la prima generazione della famiglia Oculus. Quest raggiunge il fratellino "Go" e il top di gamma "Rift", che continuerà a rivolgere le proprie attenzioni ad una fascia medio-alta del mercato, fino all'uscita del successore oggi noto come Santa Cruz (credits Oculus) Mark Zuckerberg ha rivelato come: "Oculus Quest ha le caratteristiche del sistema VR ideale": wireless design, virtual hand controllers e full positional tracking. "Se siamo in grado di mettere queste tre qualità in un unico prodotto - prosegue il CEO di Facebook - credo che avremo gettato le basi per una nuova generazione di VR". I nuovi controller Touch di Oculus Quest (credits Oculus) Le tech specs riflettono la posizione intermedia tra Go e Rift, con un processore Snapdragon 835 VR, più potente rispetto al modello 821 VR montato sul Go (in questo caso con 4 GB Ram e 64 GB flash memory, NdR) e una risoluzione 1600x1440, la stessa di Oculus Go, ma con lenti regolabili, in modo da consentire ad ogni utente il corretto IPD (distanza inter oculare). Il campo visivo sarà indicativamente compreso tra 95° e 100°C, con un refresh rate max di 72 Hz. Il Tracking 6DOF sarà in modalità inside-out grazie a 4 camere integrate, particolare che lo rende assolutamente standalone, per via del fatto che non sono necessari ulteriori tracker da posizionare nell'ambiente di utilizzo (come avviene ad esempio per Oculus Rift). Le camere consentono anche il tracking 6DOF dei controller Touch. A livello commerciale, Oculus Quest colma un gap importante, soprattutto per l'utenza gamer, che sul modello Go non dispone della potenza e dell'interazione necessaria per poter godere appieno dell'esperienza offerta da titoli come Robo Recall, che saranno resi disponibili al lancio in un'apposita versione "limitata" rispetto a quella disponibile da tempo per Rift, insieme ad un'altra cinquantina di titoli. Le performance non saranno dunque le stesse che si possono rilevare su Oculus Rift, ma per contro non servirà un pc dedicato, una scheda video almeno di media fascia e un sistema VR sicuramente "sovradimensionato" per l'utenza puramente votata all'entertainment. Il successo dell'iniziativa dipenderà dunque dai nuovi titoli, dal possibile arrivo di una killer app e da quanto gli sviluppatori vorranno effettivamente investire su una tecnologia che sembra avvicinarsi sempre di più ad una maturità a livello mainstream. Oculus Quest rende in sostanza accessibili in modalità wireless ed economica una serie di app finora disponibili soltanto per Rift. Oculus Quest sarà disponibile sul mercato a partire dalla primavera del 2019. Per maggior info - https://www.oculus.com/quest/
  7. Francesco La Trofa

    DDD 2018 - 9 e 10 novembre - Arezzo

    Siamo all'anno nove per i Digital Drawing Days, amorevolmente noti come DDD, l'evento che dal 2010 rappresenta un momento imperdibile per la cosiddetta utenza hardcore del 3D. Due giorni all'insegna delle più avanzate tecnologie hardware e software per il 3D, con demo, talk, workshop e masterclass tenuti da comprovati esperti in moltissimi ambiti dell'industria creativa. I Digital Drawing Days sono organizzati da 3DWS con la collaborazione ufficiale di Chaos Group e Treddi.com, con la partnership ufficiale di molti tra i più importanti brand nell'ambito della computer grafica. I DDD si terranno il 9 e 10 novembre presso la location eventi di Etrusco Hotel, ad Arezzo. Anche quest'anno l'accesso ai Digital Drawing Days sarà assolutamente gratuito, previa registrazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti, presso il seguente URL - http://digitaldd.org/come-partecipare/ Negli stessi giorni si terranno le tradizionali cene di networking presso la Corte dell'Oca di Subbiano, aperte a tutti i partecipanti ai DDD, previa prenotazione. Sul sito ufficiale digitaldd.org sono disponibili tutte le informazioni utili per partecipare all'evento e presto verrà pubblicato il programma integrale della due giorni. Alcune Masterclass prevedono un costo di iscrizione e rilasceranno un attestato di presenza rilasciato da un certificatore ufficiale.
  8. Francesco La Trofa

    Danko al ZBrush Summit 2018

    ZBrush Summit è l'evento di riferimento per il celebre software di 3D Sculpting sviluppato da Pixologic. Dal 27 al 30 settembre a Los Angeles gli appassionati di ZBrush potranno assistere a contest, talk, workshop ed eventi speciali curati dai più importanti artisti ed esperti al mondo. Tra gli appuntamenti di cartello figura il ZBrush Sculpt Off Challenge, un contest live di 3D Sculpting A giocarsi il titolo nella categoria "Organic" ci sarà anche Daniele "Danko" Angelozzi, che dovrà vedersela con il campione in carica, Marlon R. Nunez ed un agguerrito nugolo di fuoriclasse provenienti da tutto il mondo. Per avere un'idea dei loro impressionanti portfolio è sufficiente consultare la pagina ufficiale del contest, al seguente indirizzo - https://summit.pixologic.com/sculpt-off.php Per fare il tifo per Danko sarà possibile seguire l'evento in diretta su zbrush live, giovedi 27 settembre - http://pixologic.com/zbrushlive/
  9. Francesco La Trofa

    A scuola di Archviz con State of Art Academy

    State of Art Academy è ormai una delle realtà più interessanti e proficue a livello internazionale nell’ambito della formazione per la visualizzazione architettonica. Nei suoi vari aspetti. Per conoscere meglio cosa accade tra le mura della storica sede di San Donà di Piave (VE) abbiamo incontrato Roberto “Cepp” De Rose che, con Gianpiero Monopoli e Manuela Grandesso, è tra i tre soci fondatori di State of Art. Un’occasione per conoscere meglio l'Academy e soprattutto per fare un focus sugli elementi più importanti che un professionista dell'Archviz deve necessariamente conoscere, e di conseguenza apprendere. (FLT) - Come ha avuto inizio l’avventura di State of Art ed in particolare della sua Academy? (RDR) – Quasi per caso. L’idea è arrivata in una delle prime edizioni dei Digital Drawing Days (DDD). Non avevamo ancora esperienze di quel genere, anche perché all'epoca era davvero difficile trovarne. Siamo andati ad Arezzo, dove tuttora si svolge l'evento, con Peo (Gianpiero Monopoli, NdR) e abbiamo mostrato il nostro portfolio di allora. Era prevalentemente composto da immagini realizzate per studi di architettura internazionali. Alcuni dei partecipanti all’evento ci hanno dato un prezioso suggerimento: “Ma perché non fate qualche corso per spiegare come fare quelle immagini? Non c’è praticamente nulla di così specifico in questo campo. Insegnamenti come questi aiuterebbero molti ragazzi ad intraprendere una carriera come archviz artist”. A questo aspetto si era aggiunta l’esigenza di trovare figure qualificate per aiutarci nella produzione in studio. I lavori da fare aumentavano e ci servivano altre risorse per supportarci. Nonostante gli sforzi e la rete di contatti che avevamo formato durante i primi anni della nostra attività, non riuscivamo a trovare nessuno di valido e spendibile in produzione secondo i nostri parametri. Ci siamo convinti che l’unica soluzione fosse quella di formare direttamente questa nuova generazione di professionisti. E di farlo secondo quelle che erano secondo noi le competenze necessarie, quelle effettivamente richieste sul mercato del lavoro. Per avviare la prima Masterclass abbiamo organizzato per l'occasione cinque postazioni con PC, accogliendo richieste di adesione pervenute soprattutto grazie al passaparola. Per noi era una scommessa totale, non avevamo riferimenti di alcun genere. La prima edizione si è tenuta in lingua italiana. Quando abbiamo postato sui social le immagini finali realizzate dai ragazzi abbiamo ricevuto molte richieste dall’estero. Siamo riusciti in breve tempo ad adattare il programma didattico della Masterclass anche per gli studenti provenienti da ogni parte del mondo. Da allora non ci siamo più fermati. Avevamo la prova concreta che fare formazione sulla visualizzazione architettonica non rappresentasse soltanto un modello di business molto interessante, ma sposasse in pieno la nostra visione dell'archviz, sia per gli aspetti artistici che per quelli professionali. (FLT) – Nel corso degli anni SOA Academy è arrivata a totalizzare oltre 7000 ore di formazione, per 800 ragazzi provenienti da 67 differenti nazioni. Gli elementi chiave emergono in maniera inequivocabile se esaminiamo cosa c’è dietro la formazione di un corso. In cosa consiste questo processo? (RDR) – I corsi nascono per dare una risposta operativa a chi intende lavorare nel mondo della visualizzazione architettonica. Il punto di partenza è dunque il nostro studio di produzione, in cui oltre alle commesse professionali abbiamo una quota consistente di attività dedicata alla ricerca e sviluppo. Aggiorniamo continuamente il programma della Achviz Masterclass e dei singoli corsi sulla base delle necessità che si presentano concretamente in studio. In questo modo possiamo avere la ragionevole certezza che i ragazzi saranno pronti a rispondere in situazioni reali, quelle che si presenteranno loro innanzi una volta entrati negli studi di architettura e di visualizzazione in tutto il mondo. Nel corso di questi dieci anni abbiamo visto mutare profondamente il mercato della visualizzazione architettonica, e di conseguenza le skill necessarie per essere dei professionisti davvero preparati in questo settore. (FLT) – SOA Academy è dunque una realtà “nomen omen”, in cui i docenti sono effettivamente dipendenti dell’ente di formazione. (RDR) – La formazione integrata è un aspetto che abbiamo ritenuto fondamentale per strutturare i nostri corsi. Soltanto il docente di fotografia, Piero Mazzoli, non fa ufficialmente parte dell’organico di State of Art, ma collabora con noi da oltre 10 anni, anche se ha preferito continuare la sua carriera autonoma come libero professionista. I docenti della Academy, a cominciare da me e Peo, lavorano insieme tutti i giorni, a stretto contatto, presso gli uffici di State of Art. Di base siamo tutti generalisti della CG con background di formazione che proviene dall'architettura, Successivamente ci siamo specializzati in ambiti molto specifici della produzione e nell’utilizzo di determinati software. Nella formazione, in linea di principio, ribaltiamo la logica con cui operiamo nello sviluppo di una commessa, suddividendoci i task operativi che portano un lavoro dalla preventivazione alla consegna. Il nostro obiettivo consiste nel trasmettere agli allievi tutte le conoscenze tecniche e operative necessarie per entrare con successo in una pipeline di produzione vera. Immagini realizzate da David Connolly, allievo del corso avanzato di V-Ray per l'Archviz (credits Cityscape Digital) (FLT) – Come è possibile coniugare con successo produzione e formazione? (RDR) – Il “doppio impegno” è sicuramente oneroso in termini di risorse da dedicare ma finora non è mai stato un problema grazie ad una pianificazione lineare. Semplicemente definiamo per ogni anno il numero di Masterclass e Corsi, dunque ogni docente può gestire al meglio il proprio calendario. Questo comporta porre un limite al numero dei corsi. Di norma, in media, presso la Academy si tiene un corso ogni mese, nonostante un numero sempre maggiore di richieste, che potrebbe spingerci a calendarizzarne di più. Questa esigenza si concilia anche sul fatto di dovere e volere necessariamente puntare sulla qualità della formazione e del tutoraggio. Il limite fissato per le iscrizioni è di 12 posti disponibili per corso. (FLT) – In che modo è possibile bilanciare la qualità della formazione con un modello di business sostenibile per l’ente formativo, che logicamente si alimenta grazie al numero di allievi che si iscrivono? Il nostro primo obiettivo con l’Academy non è quello di speculare sulla formazione. Altrimenti amplieremmo l’organico, faremmo più corsi, prenderemmo più allievi. La Academy rientra pienamente nella realtà e nel contesto di State of Art, per cui riteniamo che sia indispensabile raggiungere un elevato livello di credibilità, sia in Italia che all’Estero. Non siamo degli idealisti, siamo piuttosto convinti che il resto derivi di conseguenza e che, pur a costo di qualche sacrificio, sia possibile coniugare qualità e sostenibilità in termini aziendali. Il nostro obiettivo è formare ragazzi che siano davvero in grado di lavorare e fare carriera nei più importanti studi del mondo. Sulla base dell’esperienza abbiamo ritenuto che 12 allievi siano la misura ideale per poter seguire individualmente ciascuno di loro, assicurando un risultato congruo alle aspettative al termine del corso. Questo fattore è determinante, perché ogni allievo ha un livello di partenza e una facoltà di apprendimento assolutamente individuale, dunque il tutoraggio rappresenta un momento fondamentale nella formazione e riteniamo debba essere il più possibile personalizzato, oltre che sostenuto da tutor che abbiano un'esperienza professionale concreta. Questo approccio non si coniuga di certo con i grandi numeri e soprattutto con la serialità. Hai usato un termine che esprime bene quanto intendiamo, ossia la volontà di raggiungere un bilanciamento di varie componenti, in funzione della maggior qualità possibile. È la nostra missione principale. Se non fossimo noi stessi soddisfatti del lavoro che facciamo, come potremmo pretendere di trasmettere certi valori ai ragazzi che ci affidano la loro fiducia e i loro investimenti? Le aule didattiche di State of Art Academy sono composte da 12 postazioni, equivalenti al numero massimo di allievi ammessi ai singoli corsi. Si tratta di una scelta finalizzata a seguire in modo ottimale ogni iscritto. Docenti e tutor sono sempre presenti durante le esercitazioni. Ciò assume in particolare una precisa connotazione durante la Masterclass, il cui programma dedica l'intera ultima settimana proprio allo sviluppo di un progetto personale (credits SOA Academy) (FLT) – Chi sono i vostri studenti oggi? (RDR) – La base è principalmente composta da studenti e giovani professionisti con un background in ambito architettonico, derivante in buona parte dalla formazione presso le scuole di architettura. Sia in Italia che all'estero. Si tratta di una base cresciuta nel tempo, con molta gradualità. Oggi abbiamo sempre più richieste di formazione direttamente da parte degli studi stessi. Realtà come Foster+Partners, Mecanoo, MRVDV, per citarne alcuni, mandano direttamente da noi i loro ragazzi, in modo che nel giro di poche settimane acquisiscano le nozioni necessarie per perfezionare le loro conoscenze. Immagini realizzate da Alessandro Consonni, allievo della Archviz Masterclass #14 e del corso di Lighting Avanzato con Peter Guthrie (Credits Alessandro Consonni) (FLT) – Uno dei vostri elementi caratterizzanti è stato sempre quello di puntare moltissimo sulla valorizzazione delle partnership e delle certificazioni. Un risultato che deriva prevalentemente dall'attività di ricerca e sviluppo. Quello delle certificazioni è uno degli aspetti storicamente più dibattuti in tema di formazione. Da un lato c'è chi le ritiene una necessaria garanzia di qualità, dall'altro chi, senza troppi giri di parole, le ritiene un semplice specchietto per le allodole. (RDR) – Vorrei sgombrare il campo da qualsiasi possibile equiivoco, anche perché non avrebbe senso generalizzare. Posso citare nel caso soltanto quella che è la nostra esperienza ed il nostro punto di vista su un tema che, come giustamente sostieni, è spesso oggetto di inutili polemiche. Il nostro obiettivo non consiste nel dire: “Siamo certificati da x, piuttosto che da y, venite da noi perché siamo bravi!". Non avrebbe alcun senso. Anzi, sono convinto che un approccio di questo genere finisca soltanto per risultare controproducente. Illuderebbe tutti e non porterebbe da nessuna parte. Oggi ci sono tantissime strutture certificate, soprattutto con alcuni brand. La certificazione da sola non basta per essere una garanzia di qualità. Quello che conta davvero è l’attività che sta realmente dietro una certificazione, dunque il reale rapporto con i principali provider delle tecnologie che utilizziamo per svolgere il nostro lavoro. È da questi contenuti che derivano le competenze che impieghiamo in produzione e quel know how che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi durante i corsi. Investiamo su più tecnologie per selezionare quelle che riteniamo siano più utili al archviz artist. L'approfondimento ed il fatto di entrare in stretta relazione con i partner è una naturale conseguenza di questo approccio. (FLT) – Da molti anni ad esempio collaborate con Chaos Group per V-Ray e Corona Renderer. Si, Peo è ufficialmente un V-Ray Mentor e, oltre a V-Ray, siamo un centro in grado di certificare ufficialmente anche istruttori per Corona Renderer. Abbiamo infatti corsi specifici di una settimana in full immersion per entrambi i motori di rendering. Ogni corso segue una filosofia specifica. Nel corso di V-Ray per l'Archviz ci rivolgiamo in particolare a chi ha già una base in 3ds Max e V-Ray e vuole perfezionarsi, conoscendo davvero a fondo il motore di rendering. L'obiettivo è quello di entrare nel merito dell'ottimizzazione, che è l'aspetto che più di ogni altro fa la differenza. Nel corso di Corona Renderer per l'Archviz abbiamo adottato un programma certificato direttamente da Render Legion, molto intenso, che in sole 40 ore consente di apprendere tutti i fondamenti del software, sia dal punto di vista teorico che pratico. Oltre a Chaos Group però lavoriamo ogni giorno con molti altri brand leader nella computer grafica per l’architettura. A cominciare da Autodesk, soprattutto per il fatto che 3ds Max è il software 3D di riferimento per i due motori di rendering più diffusi in ambito architettonico. (FLT) – Tra le collaborazioni correnti figurano quelle con Itoo Software e con Allegorithmic. Si tratta di software house che sviluppano software molto specifici, ma sempre più impiegati nelle pipeline dei principali studi. (RDR) - E' infatti raro trovare dei corsi dedicati nello specifico a dei plugin, ma nel caso di Forest Pack Pro e RailClone abbiamo a disposizione degli strumenti parametrici che sono in grado di creare e gestire ambienti e sistemi costruttivi enormi, con una semplicità d'uso incredibile. Se uno sa padroneggiare questi tool è davvero in grado di produrre in poche ore dei risultati che, utilizzando dei workflow di altro genere, potrebbero richiedere anche intere giornate di lavoro. Per questo motivo abbiamo deciso di far partire la Itoo Software Masterclass. E' un percorso di formazione avanzata, pensato nello specifico per chi vuole ottenere il massimo da questi software. Con Allegorithmic abbiamo svolto un discorso in parallelo, lavorando nella definizione di un percorso di formazione certificata che sarà implementato in prima persona dalla software house francese. L’assenza di un percorso di formazione ufficiale per Substance Designer è stato più volte sottolineato dagli utenti stessi ad Allegorithmic, in quanto rende difficile la disponibilità di docenti per un software che in realtà è sempre più utilizzato, non soltanto in ambito architettonico. Stiamo portando avanti questo progetto e speriamo di poterne ufficializzare a breve i risultati. (FLT) - Tutte queste competenze convergono nella Archviz Masterclass, il programma formativo più completo nel catalogo di SOA Academy. (RDR) - La Archviz Masterclass è esplicitamente concepita per formare “from start to end” un professionista per l’industria della visualizzazione architettonica. Abbiamo deciso di sintetizzare il più possibile le competenze necessarie, cercando però di coprire tutte quelle davvero indispensabili sul mondo del lavoro. Chi frequenta la Masterclass affronta 160 ore di full immersion sugli aspetti tecnici e compositivi dell’immagine per l’architettura. In questo periodo, l'allievo ha a disposizione l’ultima settimana per mettere all’opera le conoscenze apprese. E' necessario sviluppare un progetto personale sulla base di un tema comune. In questa fase dedichiamo tutte le risorse a nostra disposizione per garantire il miglior tutoraggio possibile. Le immagini finali dei corsi sono a mio avviso sorprendenti, non tanto per quanto concerne l’aspetto tecnico, su cui siamo certi di saper fornire adeguate garanzie, ma per il contributo che ogni allievo è in grado di dare. I ragazzi producono immagini che vanno sistematicamente oltre le nostre aspettative come docenti. Sanno far emergere il loro talento in maniera davvero creativa. E questo credo sia l’approccio che consente di integrarsi con successo nella realtà professionale. Quando entri in uno studio non ti viene chiesto di riprodurre un’immagine, di adottare processi schematici, ma di risolvere di volta in volta problemi differenti. (FLT) – I vostri corsi hanno prodotto immagini oggettivamente di alto livello, capaci di rimediare in pochi minuti centinaia di like sui social network e sulle gallery dei più importanti siti di CG al mondo. Con il consenso, si sa, arrivano puntuali anche le critiche. Cosa risponderesti a chi vi "accusa" di puntare in maniera molto decisa sui trucchi della post produzione in 2D, che sappiamo essere molto efficace per le singole immagini, quanto dispendioso in termini di tempo su progetti più articolati, o quando si presenta l'esigenza di variare frequentemente il punto di vista? (RDR) – Capisco cosa intendi dire. Non vorrei che passasse però una percezione superficiale, o quanto meno semplicistica, di quanto avviene all’interno dell’Academy. Uno degli aspetti su cui lavoriamo maggiormente è proprio la varietà dei contenuti, ed il loro approfondimento, entrando nel merito sia dei software principali che dei principali plugin. Mi spiego meglio, proprio ai fini di evitare possibili fraintendimenti. La post produzione è uno degli aspetti più importanti di questo lavoro, perché consente di ottenere risultati sorprendenti anche in pochissimo tempo. Infatti abbiamo anche un corso specifico sulla Post Produzione per l'Archviz, i cui elementi rientrano anche del programma della Masterclass, così come la fotografia e la composizione, essenziali per produrre immagini in grado di generare emozioni e condurre consapevolmente lo sguardo dell’osservatore. La capacità di elaborazione dell'immagine con Photoshop non rappresenta affatto una presunta scorciatoia verso il successo. Anzi, comporta l'acquisizione di una notevole tecnica di base, attraverso cui diventa possibile esprimere quel tocco personale che spesso produce un'immagine di impatto, in grado di raggiungere i propri obiettivi di comunicazione, a dispetto di una massa diffusa di immagini "belle ma senz'anima" che vediamo ormai sempre più frequenti nel mercato della visualizzazione architettonica. Ma questo è soltanto uno degli aspetti, e per quanto evidente sul risultato finale, non sottintende certamente lo skillset necessario nella sua globalità, che va dalla modellazione, al texturing, alla conoscenza approfondita dei motori di rendering, alla capacità di creare materiali realistici, allo sfruttare le enormi potenzialità dei sistemi di realtà virtuale, ecc. Il nostro obiettivo non è serializzare la produzione dell’immagine, al contrario, offrire tutti gli strumenti necessari per saper sfruttare appieno il proprio talento. Non è lo strumento, ma chi lo utilizza a fare la differenza, grazie alla sua sensibilità artistica e alla sua capacità di gestire un progetto. Non è un’opinione, ma un dato di fatto, chi lavora davvero in questo settore ne è ben consapevole. L’artista deve essere in grado di saper valutare il workflow di produzione più adatto sulla base degli obiettivi che gli vengono imposti di volta in volta. In merito alla post produzione, ci sono contesti in cui il compositing sarà sempre decisivo proprio in termini di pipeline. Penso ai concorsi di architettura, un ambito in cui il concept varia di pari passo con le forme che esprime. Non ci sarebbe sicuramente il tempo di impostare e gestire una pipeline full 3D. Ben diverso il caso di progetti in cui il realismo estremo diventa prioritario rispetto alla suggestione, come può essere il caso delle campagne commerciali di alto livello, in ambito Real Estate. La Masterclass viene costantemente aggiornata nei contenuti. Il fatto di essere produttivi in prima persona come studio di visualizzazione architettonica ci rende perfettamente consapevoli del fatto che il futuro sta andando nella direzione del Real Time. È la ragione per cui, per citare un caso concreto, collaboriamo costantemente con Epic Games per la produzione di materiali dedicati alla formazione di Unreal Studio e, sulla base di due anni di ricerca e sviluppo, abbiamo avviato nella Academy una Masterclass specifica su Unreal Engine per l’Archviz, dalla durata di due settimane. Immagini realizzate da Phil Ryan, allievo della Archviz Masterclass #25 (credits Phil Ryan) (FLT) - Quali novità vedremo quest'anno nel programma corsi di SOA Academy? Ci saranno alcune revisioni ed ottimizzazioni sui corsi avanzati già presenti, la conferma della masterclass appena citata su Unreal Engine ed una novità assoluta, che presenteremo agli Academy Days #9, ossia un corso avanzato sul Environment Design, dedicato a tutti coloro che vogliono approfondire la creazione e la gestione di ambienti totalmente in 3D. (FLT) - State of Art Academy continuerà dunque a crescere, quali sono i progetti su cui state lavorando per il futuro? Abbiamo a lungo valutato la possibilità della formazione online. Ci interessava soprattutto per rendere disponibile alcuni corsi a livello globale, potendo godere di alcuni vantaggi esclusivi della rete, come il fatto di poter rivedere le lezioni on demand, quando si desidera, piuttosto che personalizzare al massimo la fruizione delle risorse stesse. Tuttavia abbiamo scelto di rimanere coerenti con la nostra concezione di formazione on site, specifica sul rapporto personale tra il docente e l’allievo, che riteniamo costituisca ancora un valore aggiunto. Sulla base di questo presupposto stiamo lavorando sull’apertura di alcune nuove sedi di SOA Academy. L’esigenza è nata in primo luogo dal fatto di avere una domanda di formazione da parte di studi in tutto il mondo. Aprire una sede a Londra, piuttosto che a New York o a Sidney, ci consentirebbe di assecondare al meglio le esigenze dei grandi studi internazionali, che hanno un’esigenza continua in termini di formazione proprio sugli aspetti che noi trattiamo correntemente. Stiamo lavorando da tempo su questo progetto e lo lanceremo quando saremo assolutamente certi di poter garantire gli stessi parametri qualitativi nella formazione dei corsi che teniamo in Italia. State of Art è una realtà cresciuta contando sempre e soltanto sulle proprie forze, per cui continueremo a lavorare su un modello di crescita molto graduale, che ci consenta si di crescere, senza però snaturare in alcun modo quella che è e rimane la nostra realtà, ed il nostro modello di riferimento. Ci piacerebbe festeggiare con questo progetto i primi dieci anni della nostra storia. Il pensiero va sempre a tutti i ragazzi che sono stati da noi per imparare a fare questo lavoro. Speriamo con tutto il cuore di averli aiutati a realizzare il loro sogno e ci auguriamo soprattutto di continuare a farlo con le future generazioni di artisti. _______________________________ Per approfondimenti su State of Art Academy - https://www.stateofartacademy.com/ Immagini realizzate da Ylenia Donati e Federico Tassinari, allievi della Archviz Masterclass #20 (credits OPERAVISUAL) _______________________________________________ Note. Contenuto publiredazionale. Immagine di copertina realizzata da Pierre-André Biron, allievo della Archviz Masterclass #26 (credits Forma6)
  10. Francesco La Trofa

    Affinity Publisher - al via la beta pubblica

    Quark XPress esiste da ben prima di InDesign ed è praticamente da sempre un punto di riferimento nel Desktop Publishing. Sono cmq i due software più diffusi. Addirittura Quark, che costa tipo 800 euro, ha un crossgrade al 50%, se non addirittura a meno, sulle nuove licenze se dimostri di averne una di InDesign... Anche loro puntano molto sul fatto di avere una licenza permanente e non una rental.
  11. Francesco La Trofa

    Affinity Publisher - al via la beta pubblica

    Contrastare no, sarebbe illogico anche solo pensarlo, ma ritagliarsi una posizione sul mercato prendendo una quota di "scontenti" delle politiche commerciali di Adobe è un obiettivo possibile ed è ciò cui punta dichiaramente Serif. Almeno per certe categorie di utenti, es. freelance, piccoli progetti editoriali e tutte le questioni in cui in generale non hai bisogno di affidabilità e supporto sugli standard più diffusi nell'industria. Dove logicamente Adobe non ha rivali. In generale, lato utente, maggiore è l'offerta, maggiori sono le possibilità di trovare la soluzione più adatta alle singole esigenze. Che è poi la cosa più importante per chi fa CG ogni giorno.
  12. Francesco La Trofa

    Affinity Publisher - al via la beta pubblica

    Dopo aver fatto parlare molto di sè grazie ad Affinity Photo e Affinity Designer, Serif torna alla carica con un software del tutto nuovo: Affinity Publisher. Photo e Designer mirano soprattutto a posizionarsi sul mercato con licenze permanenti e costi relativamente più contenuti rispetto a Photoshop e Illustrator, i loro diretti e rispettivi antagonisti. Con Publisher, Affinity punta Adobe per quanto concerne il segmento del desktop publishing, come alternativa ad InDesign (e inCopy). Dopo una lunga attesa rispetto al primo annuncio è finalmente arrivata, a disposizione di tutti, la prima beta pubblica di Affinity Publisher, che consente di scaricare ed installare un software che, chi l'avrebbe mai detto, nelle impressioni d'uso, ricorda molto inDesign sin dal primo impatto. I continui rinvii della beta di Affinity Publisher nei mesi scorsi hanno dato spazio all'ironia di alcuni fan, autori di alcuni divertenti meme sul forum ufficiale di Affinity. Si tratta ovviamente di azioni che non hanno fatto altro che confermare una volta di più la grande attesa generata dal software. Pur essendo, lo confesso, molto arrugginito con le dinamiche operative di inDesign, nel contesto di un first look molto sintetico con Publisher, durato meno di un'ora, non ho avuto alcuna difficoltà ad impostare nuovi documenti, pagine e pagine mastro, così come ad importare testi ed immagini, oltre a gestirle all'interno del progetto. Il navigatore è composto da layer, testi, paragrafi e stili, secondo una prassi molto intuitiva. Publisher è in grado di gestire bidirezionalmente i documenti creati in Photo e Designer, attraverso un comodo link diretto che consente di avviare gli altri applicativi della suite per editare i file importanti nei progetti. Le risorse a disposizione sono ancora poche, ma le funzioni fondamentali sono descritte in maniera semplice attraverso alcuni brevi tutorial. Il salvataggio dei progetti avviene in formato .afpub Per ora è difficile capire quale sia il livello di maturità di Affinity Publisher e quanto manchi alla release della prima versione commerciale. Per ora possiamo accontentarci di provarlo e interagire con la curiosa community di un software che parte con notevoli ambizioni e che logicamente ha creato grande aspettativa soprattutto tra quegli utenti Adobe tutt'altro che entusiasti al cospetto delle licenze rental relative ad inDesign. In una sola immagine è facile sintetizzare la strategia commerciale di Serif per la suite Affinity (credits macrumors.com) Se Publisher seguirà una politica simile a Photo e Designer, Affinity potrebbe proporlo con una licenza permanente dal costo inferiore ai 100 euro, cui vanno eventualmente aggiunti i costi per le eventuali risorse aggiuntive. La domanda di rito è la seguente: Publisher può sostituire inDesign? Tecnicamente gli servirà tempo, ma la risposta ad una domanda di questo genere deriva soprattutto dalle esigenze del grafico, prima che dalle caratteristiche e dalle qualità del software. Per utenze individuali e piccoli progetti, Publisher sicuramente può offrire una valida alternativa. Ma nel contesto di una pipeline editoriale più profonda, è difficile immaginare che un software all'esordio assoluto, per quanto valido, possa rivelarsi subito affidabile e competitivo, al punto da costituire un'alternativa concreta al gigante di Adobe. In attesa di essere eventualmente smentito dai ragazzi di Serif, per maggiori informazioni vi rimando al download della beta di Affinity Publisher, a consultare il loro forum e i documenti puntualmente rilasciati. Per ora la software page di Publisher appare in realtà piuttosto scarna e si presume verrà organizzata nella comunicazione contestualmente al lancio della prima versione commerciale del prodotto - https://affinity.serif.com/it/publisher/
  13. Francesco La Trofa

    Academy Days #9 - Back to the future of Archviz

    Gli Academy Days di State of Art rappresentano da ormai nove anni un appuntamento fisso con i grandi nomi della visualizzazione architettonica internazionale. L'edizione ormai alle porte, in programma il 12 e il 13 ottobre, pare destinata a rimettere in discussione quanto abbiamo visto nelle edizioni precedenti. Per capire cosa sta succedendo dalle parti del Venice Hilton Hotel di Mogliano Veneto (TV), storica sede degli Academy Days, abbiamo incontrato Gianpiero "Peo" Monopoli, il deus ex machina dell'evento organizzato da State of Art. (FLT) - Cosa rappresentano oggi gli Academy Days? (GM) - Una reunion di grandi artisti internazionali per un pubblico di studenti e professionisti della visualizzazione architettonica. Due giorni in cui i grandi player dell'industria si incontrano nella stessa location, in cui, oltre ad assistere ai loro workshop, è possibile stabilire un contatto umano che va oltre il puro aspetto della conoscenza tecnico-artistica. Oltre alle due serate "ufficiali", molti momenti dell'evento sono appositamente pensati per fare network tra chi ha prima di tutto una grande e sincera passione per questa fantastica disciplina. Quest'anno avremo con noi Dionysios Tsagkaropoulos (RPBW), Simon Che de Boer (RealityVirtual.co), Fabrice Bourelly (Epic Games), Eric Anton (ArteFactoryLab), Christophe Robert (Obvioos) e molti altri ancora. Per conoscere gli speaker d'eccezione degli Academy Days #9 - https://www.stateofartacademy.com/academy-days-9/#speakers Alcuni momenti delle precedenti edizioni degli Academy Days, il cui programma alterna con ritmo efficace le sezioni dedicate ai workshop e gli spensierati momenti conviviali, spesso e volentieri accompagnati da una birra o da un buon prosecco (credits State of Art) (FLT) - Verso quale futuro deve o vuole fare ritorno oggi la visualizzazione architettonica? (GM) - Dopo aver lanciato tantissima tecnologia, a nostro avviso il futuro vede la necessità di rimettere davvero l'artista al centro dell'esperienza e dell'industria della visualizzazione architettonica. In questa edizione vogliamo concentrarci soprattutto su questo aspetto. Oltre alla consueta rassegna sullo stato dell'arte dell'archviz, che vedrà oltretutto diverse esclusive, cercheremo di capire quali saranno i trend e gli aspetti più importanti da seguire per il professionista che opera o intende approcciarsi a questo settore: dal punto di vista artistico, tecnologico e professionale. Esattamente come avviene in qualsiasi altro contesto industriale. (FLT) - Gli Academy Days sono stati per molti versi lo specchio dell'evoluzione dell'industria della visualizzazione architettonica, che anno dopo anno vede livelli tecnologici sempre più elevati. Se osserviamo quanto veniva prodotto dieci anni fa da coloro che erano pur sempre i top della disciplina, c'è sicuramente da rimanere impressionati di fronte ai risultati odierni. Ma la cosa che colpisce davvero i professionisti è il modo con cui si è evoluta l'industria stessa, a prescindere dall'esito artistico. (GM) - Assolutamente. Sono cambiate tantissime cose in questi anni. Ed è poi il motivo per cui è forse il momento giusto per fermarsi un attimo a riflettere sul futuro dell'industria. Ormai non ha più senso parlare soltanto di rendering, è necessario considerare tutti gli aspetti che incidono sulla formazione di un'immagine, di un video o di un'esperienza interattiva. Gli Academy Days anno dopo anno sono diventati un'esperienza sempre più esclusiva, sempre meno divulgabile all'esterno, perchè consistono in momenti che vanno necessariamente vissuti in prima persona per rendersi conto di cosa stia accadendo in termini di novità e di coinvolgimento cross disciplinare. Per fare un esempio pratico, mi soffermo su un caso specifico. Negli Academy Days #5 abbiamo parlato per la prima volta di VR in architettura. Abbiamo visto all'opera per la prima volta i Samsung VR con i 360 fotorealistici e capito che Unreal Engine poteva essere una preziosa risorsa per l'architettura e non soltanto per lo sviluppo di videogiochi. Gli Academy Days spesso vedono alcuni risultati dei processi di ricerca e sviluppo interni. Ad esempio, il corso su Unreal Engine attualmente inserito nel calendario dell'Academy è il risultato di circa due anni di lavoro, svolto peraltro in stretta collaborazione con Epic Games. Durante questi due anni ci siamo resi conto che per sviluppare esperienze interattive è assolutamente indispensabile coinvolgere altre discipline oltre a quelle della computer grafica. E' ad esempio il caso delle neuroscienze, dell'intelligenza artificiale piuttosto che tutte quelle competenze che convergono in maniera cross disciplinare nello sviluppo delle esperienze in VR. Gli Academy Days recepiscono questa necessità, e la divulgano attraverso i talk e i workshop tenuti da quelli che riteniamo essere i maggiori esperti in questi ambiti molto specifici. Soltanto offrendo un range di competenze in molte discipline è possibile dare una visione e una cultura davvero esaustiva su quanto richiede la professione ad alti livelli. Esterni ed Interni definiti da ArteFactoryLab, presente agli Academy Days con Eric Anton (credits ArteFactoryLab) (FLT) - Dal punto di vista tecnologico quale potrebbe essere la novità più importante cui assisteremo quest'anno? (GM) - Ce ne saranno come sempre molte e toccheranno quasi tutti i principali ambiti dell'archviz. Rispetto allo scorso anno, ad esempio, gli stessi V-Ray e Corona hanno introdotto tantissime novità. Dovessi dire la mia, aspetto con grande curiosità il Real Time Ray Tracing di cui parlerà ufficialmente Epic Games. L'argomento è stato da loro presentato per la prima volta allo scorso GDC ed ora vedremo finalmente questa tecnologia all'opera anche in ambito architettonico, in quelle che saranno le future implementazioni di Unreal Engine. (FLT) - Dopo aver visto tante novità, anticipando spesso le tendenze, sarebbe dunque arrivato il momento di fare ordine e capire effettivamente cosa serve all'industria della visualizzazione architettonica? (GM) - E' una considerazione che viene dal basso, dal quotidiano confronto con i protagonisti di questa industria. Ci sono tantissime tecnologie, al punto che molte aziende sono palesemente disorientate. Questo avviene sia tra chi fa archviz, figuriamoci per i clienti finali. Prendiamo ancora una volta l'esempio della VR. Ci sono centinaia di device differenti. Senza una precisa strategia, si rischia davvero di investire su una tecnologia che il giorno dopo rischia di essere obsoleta. Questo avviene perché a differenza di altri aspetti, come il rendering offline, si fatica a trovare degli standard di riferimento. Negli Academy Days vedremo come è possibile ovviare a questi limiti cercando piuttosto di investire su certi aspetti della tecnologia che saranno meno soggetti a cambiamenti repentini, pur coscienti del fatto che la novità comporta un notevole impegno in termini di ricerca e sviluppo. E' quanto del resto facciamo, con sincera passione e grande sacrificio, ogni giorno in State of Art. (FLT) - Parlare di industria della visualizzazione architettonica comporta confrontarsi con numeri e dimensioni del mercato globale. Come è possibile essere davvero competitivi nei confronti di studi che possono contare in alcuni casi su un organico di centinaia di persone? (GM) - Si tratta di un altro argomento che tratteremo ai prossimi Academy Days. L'obiettivo è quello di mostrare casi studio che consentano di capire come le aziende di successo cui fai riferimento sono diventate tali, pur partendo da dimensioni ben più modeste rispetto a quelle che conosciamo oggi. Quali sono stati gli investimenti e le scelte che hanno condotto ad una crescita molto sostenuta? Il nostro pensiero va ad esempio alla classica situazione del freelance italiano che vorrebbe fare impresa per cercare il salto sul mercato internazionale. Vogliamo cercare di dare delle risposte a quelle che possono essere le sue domande: come è possibile fare impresa e soprattuto quali competenze sono necessarie per farlo? La miglior risposta è l'esempio concreto di chi ce l'ha fatta. (FLT) - Le competenze sono un tema chiave, soprattutto quando si parla di digitalizzazione in ottica industry 4.0. Oggi i committenti stessi sono al centro di una profonda riorganizzazione dei loro processi. Confrontarsi con loro e rispondere alle loro esigenze diventa dunque sempre più complesso. Se una volta "si faceva solo rendering", oggi è necessario offrire molto di più. (GM) - E soprattutto è importante dare un peso specifico a questo contributo, che si traduce necessariamente in ore lavoro aggiuntive rispetto ad un preventivo standard. Come facciamo a far percepire il valore di questo apporto? Quanto dobbiamo farcelo pagare? Ignorare o sottostimare questi parametri è davvero pericoloso per l'economia delle nostre aziende. Sono ormai sempre più frequenti, soprattutto nei concorsi, i casi in cui il committente richiede non solo i visual del progetto, ma anche una consulenza in termini di design. Occorre saper dimensionare correttamente le scale e gli spazi distributivi, piuttosto che definire il layout di un auditorium e cosi via dicendo. I tempi sono stretti, per cui si chiede di ottimizzare il più possibile anche gli aspetti relativi alla progettazione. Questo da un lato premia chi ha competenze cross disciplinari, dunque eleva il livello della competizione, dall'altro aumenta i costi di produzione. Non è più possibile fare un preventivo basandosi soltanto sui parametri che concorrono a definire l'immagine e questo fattore incide sulla definizione del workflow interno e sulle relative figure da coinvolgere per integrare le competenze richieste. Back to the Future of Archviz vuole dunque portare l'artista al centro del dibattito anche per quanto concerne le competenze progettuali, che fino a qualche tempo fa non erano richieste, o lo erano in maniera ben più marginale rispetto a quanto sta avvenendo oggi. (FLT) - Non va ovviamente trascurato l'aspetto artistico. L'innalzamento della qualità media ha generato un certo appiattiamento dell'offerta. Tante immagini, oggettivamente, sembrano tutte uguali. I portfoli degli artisti e delle aziende che si occupano di archviz non sono mai stati cosi ricchi di immagini straordinarie, ma il mercato, soprattutto se si considerano gli aspetti di digital marketing, come quelli relativi alle campagne commerciali per il Real Estate, esigono soprattutto una differenziazione. Un visual che emozioni e renda unica la mia offerta rispetto a decine o centinaia di concorrenti che hanno il mio stesso obiettivo: vendere. (GM) - Rimettere l'artista al centro del dibattito ha come finalità ultima proprio questo aspetto: capire come l'immagine può ancora essere decisiva nella comunicazione dell'architettura. Oggi c'è una grande richiesta di contenuti visivi. Dunque il mercato offre prospettive ed opportunità che dobbiamo necessariamente saper sfruttare. Per differenziarsi in questo contesto è importante lavorare sugli aspetti compositivi, creando davvero l'immagine, anzichè rifarsi a quelli che ormai sono diventati degli stereotipi. Un'ulteriore alternativa deriva dallo sfruttare le nuove soluzioni tecnologiche disponibili. Se negli ultimi anni l'approccio basato sul matte painting ha dominato la produzione, oggi il real time consente di ridiscutere decisamente certi parametri, che fino a ieri parevano incrollabili. Negli Academy Days vedremo come gli artisti impiegati in alcuni tra i più importanti studi al mondo si sono posti questo problema, come l'hanno affrontato e come hanno superato con successo questa sfida. L'inconfondibile stile di Dionysios Tsagkaropoulos (RPBW) le cui capacità creative nel controllo della luce hanno fatto scuola per molte generazioni di artisti. Oltre al realismo e alla maniacale cura nel dettaglio, Dionysios investe il suo tempo e la sua sconfinata esperienza per realizzare sempre immagini che siano in primis in grado di generare emozioni agli occhi dei loro osservatori (credits Dionysios Tsagkaropoulos) (FLT) - Gli Academy Days esprimono e ribadiscono una visione internazionale dell'industria archviz, ben chiara sin dalle prime edizioni dell'evento. Ci sarà spazio per il made in Italy? (GM) - Anche in questo caso la nostra posizione, come hai giustamente precisato, è piuttosto netta. Per noi non esiste il made in italy inteso in senso differente dal resto. Per noi, e ne siamo garanti in prima persona, il made in italy è qualcosa che, oggi, per avere un senso, deve contestualizzarsi nel mercato internazionale. E' un messaggio che non ci stancheremo mai di trasmettere, soprattutto ai più giovani, a coloro che stanno iniziando oggi ad avvicinarsi all'archviz per farne davvero una professione. Limitarsi al mercato italiano equivale a precludersi troppe opportunità. E' possibile lavorare con successo in Italia, ma è necessario selezionare una clientela con certe caratteristiche, che consenta di avere tempi e budget sulle commesse adeguate a quelle aspettative, in termini di qualità, che è molto più facile ritrovare all'estero. C'è più concorrenza, è vero, ma il bacino di possibili committenti è infinatamente superiore. Academy Days si proietta in questa dimensione e ritiene che l'industria della visualizzazione architettonica vada intesa in termini globali. Il messaggio sta passando e siamo convinti che l'inglese non sia più una barriera. Ce lo dimostra il numero sempre maggiore di ragazzi italiani che preferisce iscriversi alle versioni internazionali dei nostri corsi, nate in origine per i ragazzi stranieri. Non torneremo di certo indietro. Animazione definita da Obvioos con Unreal Engine 4 per un complesso residenziale a Melbourne (credits Obvioos) (FLT) - Quali grandi novità dobbiamo aspettarci nel programma degli Academy Days #9? (GM) - Le due giornate ufficiali, previste per venerdi 12 e sabato 13 ottobre, saranno precedute da un'intera giornata dedicata ai workshop. Grazie alla collaborazione ufficiale delle aziende di cui siamo formatori certificati, ogni iscritto agli Academy Days potrà arrivare da noi già il giovedi e partecipare gratuitamente a ben tre workshop, che prevederanno i seguenti temi: Substance Designer, V-Ray + Corona, Unreal Engine & Lighting. In serata gli Academy Days lasciano spazio ai celebri pizza party, in cui tutti i partecipanti, compresi gli speaker, si siedono allo stesso tavolo per condividere informalmente la propria passione, divertirsi e conoscersi, anche in virtù di possibili collaborazioni professionali (credits State of Art) (FLT) - Gli Academy Days rappresentano un'esperienza che va oltre il ricco programma di eventi giornaliero, grazie agli eventi ufficiali previsti in occasione delle due serate. (GM) - Quest'anno abbiamo puntato molto su questo aspetto, cercando di coinvolgere anche i nostri sponsor. La serata del primo giorno vedrà la Epic Pizza Night: un grande pizza party offerto da Epic Games, per cui è prevista la partecipazione di oltre 200 persone. Le stesse che avranno occasione di partecipare al grande party con dj set di chiusura dell'evento, il sabato sera, che verrà ufficialmente offerto da Chaos Group. Grazie al prezioso contributo dei nostri sponsor, i partecipanti all'evento non dovranno sostenere alcun costo aggiuntivo oltre alla regolare iscrizione agli Academy Days. Il fatto di garantire un elevato livello di comfort ai partecipanti rientra da sempre tra le nostre priorità, anche perchè riteniamo che ciò contribuisca a rendere ancora più esclusiva un'esperienza che ci porta ad ospitare artisti provenienti da 35 nazioni. Il fatto di posizionare gli Academy Days nell'orbita di un evento davvero internazionale comporta per noi una notevole responsabilità ed intendiamo ripagare nel migliore dei modi la fiducia che ogni anno centinaia di persone dimostrano nei nostri confronti. Per informazioni e iscrizioni agli Academy Days - http://shop.stateofartacademy.com/ Immagini realizzate da Binyan, presente agli Academy Days con Andrei Dolnikov e Chris Worsfold (credits Binyan) ------- Articolo pubbliredazionale realizzato in collaborazione con State of Art
  14. Francesco La Trofa

    Il Master di Architettura Digitale IUAV

    Il boom delle professioni digitali sta comportando un notevole incremento nella richiesta di professionisti nel mercato della visualizzazione architettonica. Per soddisfare questo grande fabbisogno è necessario formare le figure impegnate ogni giorno a modellare e renderizzare i progetti degli studi di tutto il mondo. Quella che potremmo definire la "golden age" della visualizzazione architettonica ha dato il via ad un proliferare di scuole e corsi, con le proposte didattiche più varie: uno scenario di iperofferta formativa in cui non è affatto semplice orientarsi, soprattutto per chi, giustamente, è ancora digiuno di esperienza nel settore. Si trovano infatti soluzioni in grado di assecondare quasi ogni esigenza, dal corso breve su un software o un motore di rendering specifico, al corso di specializzazione della durata di alcune settimane, fino a soluzioni come il Master in Architettura Digitale IUAV (MADI), che rappresenta ormai un vero punto di riferimento per chi cerca un percorso formativo assolutamente completo sotto tutti i punti di vista. Con le sue 1500 ore articolate lungo un intero anno accademico, il Master Universitario di II livello diretto da Fabio D'Agnano rappresenta con ogni probabilità la soluzione più esaustiva attualmente disponibile in Italia. I feedback degli architetti che hanno avuto modo di frequentare il MADI in questi anni sono pressochè unanimi nel riconoscerne le qualità essenziali. E' il caso di Lara Negrisin, allieva della seconda edizione, ora in forza a RSI Studio a Parigi: "Il MADI pone ottime basi nell’apprendimento di svariati campi dell’architettura digitale, che possono aprire le porte a ottime posizioni lavorative". Le fa eco Giulia Adami, ora in Brick Visual: "Il MADI è stata per me un'esperienza molto positiva. Mi ha permesso di avere una visione globale nel mondo della visualizzazione e di conoscere da vicino molti studi che lavorano in questo mondo". Anche Andrea Bot non ha dubbi in merito: "Si tratta di un Master ben strutturato e sviluppato attorno a novità e tecnologie emergenti. Offre ottime connessioni per intraprendere una esperienza con importanti sviluppi professionali, soprattutto all'estero". Il segreto del successo del MADI risiede soprattutto nella qualità e nella completezza del suo programma didattico, in grado di coprire tutti gli aspetti più rilevanti dell'architettura digitale, dalla progettazione fino agli aspetti riguardanti la comunicazione e la visualizzazione. In altri termini, tutte le skill che occorre conoscere per proporsi con successo in ambito professionale. Immagine realizzata da Carla Di Girolamo e Grazia Vittoria Corsaro durante l'edizione VI del MADI (credits Di Girolamo, Corsaro) Secondo Isabella Severi, allieva della sesta edizione: "Il MADI è un'esperienza estremamente formativa, che mette a disposizione come docenti i migliori professionisti del settore a livello internazionale. Offre diverse opportunità professionalizzanti, facendo scelte che consentono l'accesso a questo corso anche a coloro che sono già lavoratori". Proprio nelle qualità del corpo docenti risiede probabilmente il vero valore aggiunto di un Master unico nel suo genere, grazie a nomi di grande sostanza e riconosciuta autorevolezza in moltissimi ambiti dell'architettura digitale, e non solo. Scopriamoli attraverso una rassegna dei principali moduli che caratterizzano il programma dell'ottava edizione. MODELLAZIONE La modellazione 3D riveste ormai un ruolo cruciale in tutti gli ambiti della produzione digitale. Il MADI copre in maniera esaustiva le tre principali metodologie. La Modellazione Poligonale in 3ds Max comprende due moduli, base ed avanzato, in cui si alternano Fabio D'Agnano e Alesssandro Deana. Un duo estremamente collaudato che vede la propria collaborazione nel volume 3ds Max per l'Architettura, che con le sue molteplici edizioni vanta una tradizione ormai ultradecennale, oltre a rappresentare l'indiscusso best seller in lingua italiana nella sua categoria. Profondamente differente a livello matematico rispetto all'approccio poligonale, la Modellazione Nurbs in Rhinoceros rappresenta l'altro principale metodo diffuso nell'ambito dell'architettura e del design. Il suo insegnamento è affidato alla grande esperienza di Michele Calvano. Michele Calvano è da sempre attivo nella ricerca e nell'applicazione di metodi innovativi per la modellazione Nurbs, utilizzando tecniche che vanno dalla modellazione parametrica al supporto dei software BIM, un altro degli standard che si imporranno in maniera sempre più determinante nei prossimi anni (credits Calvano, Sacco) In questo contesto non poteva certo mancare un modulo dedicato alla Modellazione Parametrica con Grasshopper, affidato ad Arturo Tedeschi, uno dei nomi più autorevoli a livello internazionale sul tema, autore tra l'altro del celebre volume AAD: Algorithms Aided Design. Sono sempre di più gli studi in tutto il mondo che utilizzano questo approccio alla generazione formale. Un caso molto celebre è rappresentato da Zaha Hadid Architects. Controllare la variazione di forme anche estremamente complesse può diventare davvero semplice grazie alla modellazione parametrica, che consente di definire gli algoritmi generatori, anzichè intervenire in modo creativo direttamente sull'esito formale. E' il caso di questo progetto, realizzato da Arturo Tedeschi, docente di modellazione parametrica con Grasshopper (credits Arturo Tedeschi) RENDERING L'edizione numero VIII per MADI si focalizzerà in particolare sui due motori di rendering più diffusi in ambito architettonico: V-Ray e Corona. Pur riuniti sotto egida di Chaos Group, i due software hanno mantenuto la loro identità operativa, al punto da essere utilizzati in maniera indistinta o risultare perfettamente complementari nell'ambito di workflow più articolati. La potenza e la flessibilità di V-Ray e la semplicità di Corona Renderer costituiscono delle qualità da cui è difficile prescindere nell'ambito della visualizzazione architettonica di alto livello. Il modulo Rendering con V-Ray vede la docenza di Alessandro Cannavà, mentre è ancora Alessandro Deana ad occuparsi nello specifico del modulo Rendering con Corona. Un'incredibile esempio dei risultati ottenibili con V-Ray nella simulazione avanzata di materiali complessi come il vetro. L'immagine è stata realizzata per Venini da Alessandro Cannavà, docente di Rendering con V-Ray del MADI (credits Venini) COMPOSITING E POST PRODUZIONE Dal rendering all'immagine finale di un progetto c'è un percorso di comunicazione che richiede nozioni tecniche e creative tutt'altro che improvvisabili. E' il motivo per cui il MADI ospita ben tre moduli dedicati alla fase di compositing e post produzione dell'immagine, a partire dalla Post Produzione Base con Photoshop, affidata ad un autentico veterano della disciplina come Martin Benes, apprezzato ed eccellente divulgatore sotto vari aspetti del mercato della comunicazione, come la realizzazione delle campagne commerciali e dell'advertising in generale. Di stampo più tipicamente architettonico è il contributo nella Post Produzione Avanzata di Laura Frascerra, senior archviz artist attualmente in forza alla londinese Cityscape Digital. Un particolare contributo alla Fotografia, Luci e Composizione dell'Immagine arriva inoltre da Ciro Sannino, autore del celebre testo Fotografia e Render con V-Ray, oltre che da molti anni formatore e mentor ufficiale del render engine di Chaos Group. Another Day of Sun, di Lucia Frascerra (credits Lucia Frascerra) ANIMAZIONE L'animazione è una delle frecce più efficaci con cui colpire il bersaglio nelle campagne di comunicazione in ambito Real Estate. L'approccio cinematico alla visualizzazione del progetto consente di raccontare gli spazi in maniera autoriale, toccando in maniera decisiva la componente emozionale dell'osservatore, che spesso coincide con il cliente finale del progetto. Saper fare animazione in architettura costituisce un grande valore aggiunto sia dal punto di vista tecnico-creativo che professionale. Il modulo di Animazione Video del MADI propone ben tre docenti, in modo da offrire tre differenti visioni operative sul tema, dal focus architettonico di Brick Visual, a quello generalista di Squint Opera, fino all'impronta VFX di Mauro Baldissera. Geneva Project, di Brick Visual. Realizzato con 3ds Max, V-Ray e una serie di tool proprietari (credits Brick Visual) REAL TIME - VR L'architettura del futuro sarà digitalizzata sempre più in tempo reale. Sono troppi i vantaggi di un metodo che consente di annullare di fatto i tempi di rendering, restituendo in sostanza un feedback immediato in tutte le fasi dello sviluppo di un progetto. Molti esempi di questo approccio vanno in scena ormai ogni anno sul palco di im-arch, evento internazionale che il team di Fabio D'Agnano organizza a Venezia per ospitare i nomi più interessanti nell'ambito delle tecnologie VR-AR in architettura. Da questo contesto emergono figure di primo piano come Luis Rivero, di Urban Simulations, cui è affidata al docenza del modulo Real Time - VR, una delle novità più importanti dell'ottava edizione del MADI. The Spiral, di Squint Opera, su progetto di BIG Architects (credits Squint Opera) Oltre ai moduli citati non mancano approfondimenti molto specifici, come la scansione 3D per la realizzazione del Texturing ad altissima risoluzione, un workflow sempre più utilizzato nella definizione dei progetti più realistici. Gli appassionati di digital fabrication troveranno inoltre pane per i loro denti nei moduli opzionali sulla stampa 3D, sul coding e sulla prototipazione elettronica. Il programma didattico del MADI, in corso di definizione, è disponibile al seguente link - http://www.masterad.it/calendario-viii/ IL TUTORAGGIO Uno degli aspetti fondamentali nell'ambito della didattica è la crescita degli allievi, attraverso le esercitazioni che vengono proposte e la realizzazione della tesi finale. Un percorso che, come testimonia la coordinatrice del master, Serena Ruffato, parte dalla formazione di classi il più possibile omogenee: "E' molto importante creare dei gruppi di studenti che abbiano un entry level simile, in modo che non si creino, sopratutto nelle prime fasi del Master, delle situazioni di squilibrio". Oltre al supporto dei docenti, il Master garantisce ad ogni allievo un costante tutoraggio, per i quali sono ingaggiati anche diversi ex allievi, che conoscono alla perfezione le dinamiche della didattica del programma messo a punto da Fabio D'Agnano. Per iscriversi all'ottava edizione del Master in Architettura Digital IUAV c'è tempo fino al 14 settembre. Tutte le informazioni sono disponibili al seguente link - http://www.masterad.it/program/ --------------------------------- articolo publiredazionale
  15. Francesco La Trofa

    MADI - Architettura Digitale con Fabio D'Agnano

    Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio boom del digitale. Oggi il rendering è diventato uno strumento obbligato per rappresentare in maniera compiuta ogni progetto che si rispetti. Chi si è avvicinato di recente all’affascinante mondo della visualizzazione architettonica potrebbe trovare ovvia questa considerazione, ma un tempo nemmeno troppo remoto non era assolutamente così. Il rendering rappresentava quasi l’eccezione, qualcosa alla stregua di pochi appassionati visionari o di progetti ritenuti inarrivabili per le possibilità tecniche ed economiche dei comuni mortali. In questo contesto fa sempre estremamente piacere ritrovarsi a scambiare due chiacchere con uno straordinario professionista come Fabio D’Agnano, 30 anni di esperienza nell’architettura digitale, trasmessa attraverso la direzione del MADI (Master in Architettura Digitale IUAV), un percorso didattico assolutamente unico nel suo genere in Italia: ben 1500 ore di formazione calendarizzate in un Master universitario di II livello. Fabio D'Agnano (credits IUAV) L’incontro con Fabio rappresenta una preziosa occasione per fare un focus completo sui principali trend che stanno interessando l’evoluzione dell’architettura digitale, con le inevitabili ricadute a livello professionale. Temi da cui non possono prescindere soprattutto i giovani, coloro che si avvicinano, oggi, ad un mondo sempre più ricco di opportunità e potenziali soddisfazioni. Cosa si intende per architettura digitale? Tutte le tecnologie e gli strumenti digitali per l’architettura, tra le quali: Modellazione poligonale e parametrica, Scansione 3D, Rendering tradizionale e in real time, Animazione, VR-AR, Post Produzione, a cui si aggiungono aspetti meno evidenti come il coding, la prototipazione elettronica e la stampa 3D. Questa varietà è data dal fatto le opportunità professionali nell’ambito dell’architettura digitale sono più estese che in passato. Quale tra tutte le opportunità digitali è quella più rilevante sul mercato del lavoro? Senza dubbio la visualizzazione architettonica, almeno parlando in termini statistici. Su dieci richieste di lavoro per gli ex studenti che riceviamo al MADI, otto sono relative all’immagine. La prevalenza in tal senso è dunque molto netta. Per questo motivo architettura digitale e visualizzazione architettonica sono spesso considerate come una sola cosa, anche se in realtà la visualizzazione rappresenta soltanto una parte di un processo più ampio, che può includere prototipazione, fabbricazione digitale, e molto altro. Qual è a tuo avviso la più importante? A livello professionale è utile essere dei buoni generalisti, soprattutto nel mondo degli studi di architettura dove è difficile che si arrivi a una eccessiva specializzazione. Per questo motivo credo che un aspetto comune e da non trascurare sia proprio il controllo della modellazione. Costituisce la base per qualsiasi attività nella progettazione architettonica e nel design di prodotto, dal concept fino alla fabbricazione. Chi conosce davvero le varie tipologie di strumenti di modellazione può lavorare con facilità nell’ambito della visualizzazione architettonica, così come nel disegno industriale e nella stampa 3d, e affrontare nuovi problemi con relativa tranquillità. Essere dei bravi modellatori equivale a garantirsi molte porte aperte nel mondo del 3D. Si tratta dell'ambito che mi ha sempre affascinato di più e che tuttora tengo ad insegnare con estrema passione, insieme alla prototipazione elettronica. Immagine di Foster+Partners per il concorso internazionale "Cité de la Musique de Genève", realizzata da Alessandro Deana, allievo della primissima edizione del MADI ed attualmente docente di modellazione. L'immagine è stata realizzata con 3ds Max, Corona e Photoshop (credits de-cube, alessandro deana) Giunto alla sua ottava edizione, cosa offre il Master in Architettura Digitale ai suoi allievi? Lavoriamo ogni anno per migliorare l’offerta didattica e proporre un’esperienza che vogliamo sia davvero unica. Il Master offre un percorso estremamente pratico e concreto, perché vogliamo insegnare metodi e strumenti realmente richiesti dal mercato del lavoro. Non ci concentriamo su aspetti teorici, non perché ritenuti di scarso interesse, ma perché non è certo al percorso tradizionale delle università di architettura. Il MADI è un Master di II Livello, post lauream. Dopo tanti anni di università, un laureato in architettura o design possiede sicuramente un background culturale sufficiente e le sue carenze sono spesso strumentali. Nota - Per conoscere il calendario didattico provvisorio del MADI VIII - http://www.masterad.it/calendario-viii/ Quali sono i limiti della formazione dei corsi di laurea in Architettura che il MADI può compensare? Si tratta di percorsi didattici e formativi differenti. Il MADI non interviene su quanto svolto in precedenza, che è la base per essere davvero degli architetti, e si preoccupa piuttosto di colmare quelle lacune che limitano un architetto o un designer nel dare forma alle proprie idee. Il digitale offre grandissime opportunità, ma richiede competenze che non si improvvisano e che purtroppo vengono spesso trascurate nel corso dei piani didattici dei corsi di laurea tradizionali. Chi si iscrive ha sempre molto chiaro questo aspetto. Immagine realizzata da Giada Filippetti, studentessa della VI edizione del MADI, attualmente in forza ad AVR London, dove ha precedentemente svolto il tirocinio del Master (credits AVR London) Quali sono i requisiti di accesso al MADI? La condizione indispensabile è una laurea di cinque anni. Non è necessario invece avere conoscenze di carattere tecnico. Sicuramente saper già utilizzare alcuni dei software che utilizziamo nel programma può aiutare, ma in 1500 ore le competenze tecniche necessarie si acquisiscono anche partendo da zero, arrivando quasi sempre a risultati finali che superano sia le aspettative degli studenti che le nostre come docenti. È una circostanza che si verifica puntualmente ogni anno. Il nostro obiettivo non è direttamente la costituzione di un portfolio ad effetto. Non sarebbe sufficiente. È invece determinante insegnare a cavarsela davvero nelle situazioni che la produzione presenta ogni giorno. Per fare questo occorre tempo, perché i ragazzi devono arrivare a controllare lo strumento e a farlo loro, non semplicemente ripetere delle istruzioni. Le 1500 ore del MADI, sulla base di quanto emerso in sette anni, mi consente di poter dire con relativa consapevolezza che siano una misura più che sufficiente raggiungere questo livello. Il fatto di concentrare la didattica il venerdì e il sabato consente di includere chi lavora e intende specializzarsi o aggiornarsi per avere maggiori opportunità in ambito professionale. Il placement è un aspetto molto importante. Il MADI sa offrire opportunità concrete di stage a tutti i propri ragazzi, sia in Italia che all’Estero, in contesti socio-culturali anche molto differenti tra loro. Sicuramente in tutti questi anni abbiamo maturato decine di importanti contatti in tutto il mondo, ma non è un aspetto che intendiamo sbandierare. Passerebbe un messaggio non corretto. Invece i nostri allievi, posso garantirlo, vengono assunti in studi importanti come Foster+Partners, Renzo Piano Building Workshop, MVRDV, e molti altri, perché sono bravi, non perché li abbiamo mandati noi. Noi facilitiamo opportunità di stage, ma sono i ragazzi a doversi guadagnare sul campo la posizione. Se riescono in questo obiettivo, il merito è soltanto loro. E questo ci riempie di orgoglio. Parlando di contenuti, il programma appare incredibilmente completo per quanto riguarda i software che vengono insegnati. 3DS Max e Rhino guidano una lista davvero molto profonda. Ci concentriamo in particolar modo su 3ds Max e Rhino perché sono attualmente i software più diffusi, ma se uno volesse applicare certe nozioni in Blender, oppure che in Cinema 4D, non avrebbe alcun problema a farlo, perché i nostri docenti spiegano sempre nel dettaglio le logiche e le procedure. I software variano soprattutto nelle interfacce, ma a livello operativo sono molto simili. L’offerta è completata dal modulo su Grasshopper, uno strumento indispensabile per capire l’architettura contemporanea e molto richiesto nei grandi studi di architettura. Saper programmare, se pur visualmente, offre un sacco di alternative nel risolvere le sfide della progettazione, spesso con soluzioni che accelerano moltissimo le operazioni rispetto ai workflow tradizionali. Un insegnante come Arturo Tedeschi costituisce un grande valore aggiunto. Lo stesso discorso vale per tutti gli strumenti di scansione 3D, che utilizziamo anche per texturing di alta qualità, mirato al rendering. Non parliamo di qualcosa di indispensabile, ma conoscere strumenti come Quixel Megascans o Substance Designer agevola moltissimo il nostro lavoro. Il programma entrerà nel merito di alcuni motori di rendering ? Certamente, l'insegnamento prevede sia V-Ray che Corona. Anche in questo caso, parliamo dei software più diffusi nell’ambito del rendering architettonico. È inoltre importante affrontare almeno due motori di rendering, in modo da capirne il funzionamento generale, attraverso le loro analogie e differenze. Entrambi consentono di ottenere risultati eccellenti. Corona è davvero semplicissimo da usare, mentre V-Ray consente di personalizzare moltissimi aspetti del progetto. I due software hanno filosofie ancora diverse tra loro e di solito gli studenti scelgono quello che gli somiglia maggiormente. Immagine realizzata per Venini da Alessandro Cannavà, docente di V-Ray del MADI (credits Venini) Quale approccio prediligete tra il matte painting, basato sulla composizione 2D dell’immagine, ed il full 3D tipico dell’approccio real time? Personalmente non ho dubbi. Il futuro è nel real time. Sono troppi i vantaggi che questa modalità è in grado di garantire. Non soltanto nella definizione delle immagini finali, ma anche nel supporto alla progettazione, grazie all'interazione che Unreal Engine o Unity, in tutte le fasi, dalla progettazione alla manutenzione. Avere un modello completo in 3D ed un buon setup di lighting consente di fare infinite modifiche con la piena libertà di cambiare i punti di vista, e di alterare liberamente il progetto. Ma non per questo trascuriamo l’approccio compositivo tradizionale, basato sulla tecnica del matte painting. In molti casi partire da un 3D molto semplice e lavorare in composizione con Photoshop rimane un'alternativa valida. Dipende moltissimo anche dalle qualità e dalle inclinazioni personali dell'artista. Conoscere entrambi i metodi rimane professionalmente determinante ed è il motivo per cui abbiamo deciso di ingaggiare nel nostro corpo docenti dei grandi professionisti diversi tra loro come Martin Benes (post produzione con Photoshop), Lucia Frascerra (post produzione e compositing) e Ciro Sannino (composizione e lighting). In un contesto real time non poteva ovviamente mancare la VR e le applicazioni immersive. Conoscere la VR è molto importante nel contesto dell’architettura digitale, non soltanto in prospettiva, ma già in atto. Siamo molto felici di avere con noi come docente Luis Rivero, di Urban Simulations, che è stato in grado di ottenere già oggi risultati straordinari nei suoi lavori. Poter riunire il progettista e le altre parti in causa, simultaneamente anche da diverse parti del mondo, all'interno del progetto costituisce un'opportunità cui è impossibile rimanere indifferenti. Oltre al real time, una grande attenzione è rivolta all’animazione. I video in architettura sono prodotti sempre più diffusi. I grandi studi producono in misura crescente materiali di qualità, che sono sempre più vicini a quanto realizzato in ambiti come il cinema e la pubblicità. Le università purtroppo non forniscono neanche le basi della Video Animazione. Concetti come la regia o il montaggio sono del tutto sconosciuti a chi esce da una qualsiasi facoltà di architettura, non parliamo degli aspetti tecnici. Il programma del MADI offre più punti di vista, propri di vari ambiti della produzione video, che vanno da quella dichiaratamente architettonica di studi internazionali come Brick Visual e Squint Opera, fino a quella di chi proviene dalle produzioni VFX, come nel caso di Mauro Baldissera. Flowing è il progetto finale di tesi di Grazia Vittoria Corsaro e Carla Di Girolamo, studentesse della VI edizione del MADI, chiaramente ispirato all'opera di Carlo Scarpa. Si tratta di un progetto sorprendente per maturità tecnica e creativa, che si è meritatamente aggiudicato una nomination per i CG Architect Award 2018. Per realizzare questa animazione sono stati utilizzati: 3DS Max, Corona, Phoenix FD, Reality Capture, Nuke X e Premiere Pro (credits Corsaro-Di Girolamo) Come se non bastasse tutto questo, il Master offre la possibilità di frequentare dei corsi opzionali.. Si, anche se a dir il vero non si tratta di una novità, nel senso che abbiamo deciso di mantenere dei moduli di insegnamento che erano presenti nelle prime edizioni ma che, attualmente, avrebbero sforato il limite di ore previsto per un Master universitario di II Livello. I moduli di coding, prototipazione elettronica e stampa 3D continueremo a farli e saranno disponibili per tutti gli studenti. Ritengo sia una scelta molto importante, perché si tratta di argomenti poco noti ma di estrema importanza per l’architettura digitale. Capita inoltre che alcuni si appassionino e decidano di specializzarsi in questi ambiti, più legati al manufacturing che non al visual. Nel mio caso, professionalmente, è stato così. Ribaltiamo ora il punto di vista: come docente e direttore del MADI, cosa ti ha lasciato l'esperienza di tutti questi anni? C’è un momento in cui si devono trasmettere le competenze maturate in tanti anni di professione. Il docente per me è simile all’allenatore nello sport: si affianca all'allievo, cerca di spingerlo a dare il massimo, a capirlo e a direzionarlo. Non credo nei docenti lavorano dall'alto, trasferendo il loro modo di vedere il mondo e che cercano studenti pronti a mimarli. Preferisco figure che lavorano in orizzontale, curando invece il rapporto diretto con l'allievo. Molti ragazzi, dopo il master, hanno scelto di tornare da noi come tutor per aiutare i colleghi più giovani e questo mi fa enormemente piacere, in quanto esprime proprio quel concetto di trasmissione orizzontale delle competenze che ritengo essere il metodo didattico migliore per insegnare l'architettura digitale. Si crea un rapporto di grande rispetto e sinergia, che prosegue anche al di fuori dell'aula, in una sorta di terzo tempo in cui grandi professionisti e nuove leve si incontrano davanti a un bicchiere. _________________________________________________________ Tutte le informazioni sul Master in Architettura Digitale IUAV sono disponibili sul sito ufficiale: http://www.masterad.it/what/ Le pre-iscrizioni per l'edizione VIII, in partenza nel 2018, chiudono il 14 settembre. Per ulteriori approfondimenti su Master Architettura Digitale IUAV su Treddi.com ___________________________________________________________________________ Articolo publiredazionale
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