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Andrea Ursini

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About Andrea Ursini

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  1. Ragazzi mi scuso per non aver risposto prima ma sono stato un po' impegnato. Vi ringrazio un sacco per i vostri commenti e per la vostra partecipazione attiva al post. Ringrazio particolarmente @emilierollandin e @mtsim per aver condiviso la loro esperienza, che onestamente mi ha rincuorato un sacco e mi ha dato un pizzico di fiducia in più. Probabilmente settimana prossima riuscirò a fissare un appuntamento con un commercialista per capire un pochino le possibilità che ci sono al giorno d'oggi nella nostro bel paese nell'ambito della libera professione, anche se un pochino parto prevenuto e non mi aspetto niente di positivo....però non si sà mai, meglio chiedere a chi di dovere. Per il resto non posso far altro che continuare a guardarmi intorno e cercare di scovare qualche opportunità lavorativa che mi permetta di portare un tocco di pane sulla tavola, speriamo bene! ps: ora come ora la mia intenzione resta quella di superare (si spera) l'esame di stato ma tenere in stand-by l'iscrizione all'albo, anche perchè senza una rete di clienti nè collaborazioni lavorative andrei a fare la fame e mettermi in mezzo a spese che non riuscirei a sostenere. Perciò sto cercando di farmi un minimo di cultura sul marketing in maniera da imparare a "vendermi" nel modo giusto e cercare di costruire qualche buon rapporto lavorativo (si spera bis).
  2. Grazie per il benvenuto! Me ne rendo pienamente conto, per questo ho deciso di aprire questo post. Sono fortemente combattuto, sia dal punto di vista "fiscale" che dal punto di vista pratico. Trovare lavoro in uno studio non è impossibile, ma lo si trova a condizioni il più delle volte non proprio vantaggiose, e a questo punto il mio ragionamento suonava grossomodo così: se devo farmi pagare poco, lavorando da dipendente, con scarsa probabilità di crescita in uno studio professionale, tanto vale guadagnare sempre poco ma avendo totale libertà d'azione e di collaborazione...sempre riuscendole a trovare. Solo una cosa però non mi è chiara: allo stato attuale in Italia per potersi occupare di archiviz, non è necessario essere iscritti all'ordine degli architetti/ingegneri, giusto? Perchè in realtà non è una pratica di progettazione ma è più un campo relativo alle arti grafiche e al disegno tecnico, sbaglio?
  3. thumb
    Ciao a tutti ragazzi! Mi chiamo Andrea Ursini, sono Dottore in Ingegneria Edile e sono in fase di preparazione per l'esame di stato per l'abilitazione. Mi complimento con tutti i moderatori e con tutti gli utenti perchè questo è davvero un forum stupendo e, pur non avendo mai interagito con voi fino ad ora, confermo che vi seguo da parecchi anni. Pur avendo seguito un percorso universitario in ingegneria, il mio più grande "pallino" è sempre stato il processo di modellazione e visualizzazione architettonica, tanto vale che in ogni lavoro di gruppo universitario ricevevo con immensa gloria e soddisfazione l'incarico di seguire la parte architettonica del progetto spaziando tra modellazione CAD, Rhino, C4D e Vray (ed ultimamente anche corona). Ma non voglio perder tempo nel dilungarmi troppo su quanto mi piaccia questo mondo e se sia bravo o meno nell'archiviz (anche perchè qui nel forum c'è gente mooooooolto più in gamba di me) e arrivo dritto al punto del mio dubbio esistenziale: voi come avete fatto a trovare una dimensione lavorativa nel mondo dell'archiviz?! Mi spiego meglio. Io dopo la laurea ho provato a cercare lavoro in studio in tutti i modi, ma vivendo a Torino (con spese non indifferenti) e ricevendo proposte di lavoro davvero ridicole, con compensi da fame (sono arrivati a propormi anche 200€ al mese chiedendo anche disponibilità del weekend ed eventuali serate), ho dovuto lasciare la città dopo alcuni mesi di lavoretti saltuari. Non potendo quindi andare avanti in quelle condizioni ho dovuto rinunciare a tutte le potenziali opportunità che essa avrebbe potuto offrimi, e quindi ho scelto di spostarmi in una dimensione più a misura d'uomo in Casentino, dalla mia ragazza. Ad ora, dopo questo dannato Covid, il mercato del lavoro qui in zona risulta essere ancora più in stallo di prima quindi si sta sempre più materializzando nella mia mente l'idea del lavoro da remoto come freelance in ambito archviz, ed online in modo da poter allargare la rete di contatti. Ho già letto tutte le discussioni possibili ed immaginabili sulle varie condizioni fiscali del nostro amato e controverso paese (ritenuta d'acconto e p.iva) quindi grosso modo ho una buona infarinata generale su codici ateco, coefficienti di redditività, irpef ecc. Per questo motivo mi rivolgo a voi Eroi della partita iva (e non sono ironico), chiedendovi grosso modo e senza avere l'intenzione di farvi i conti in tasca, come riuscite a sostentarvi con questo lavoro e se avete qualche consiglio per poter immettersi nel mondo dell'archiviz come freelance. Spero di non essere stato indiscreto o invadente. Vi allego qualche lavoretto fatto per puro diletto in questo periodo di quarantena. Ogni consiglio e critica è ben accetto! Un saluto!
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