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  1. Il Real Time Rendering è la nuova frontiera della progettazione architettonica nonché l’ultima avanguardia della visualizzazione digitale; si tratta di un semplice processo attraverso cui il computer è in grado di produrre una serie di immagini (dalla geometria 3D alle texture, alle luci ecc.) nel più breve tempo possibile (in tempo reale). Lumion può essere considerato il capofila dei software Real Time, in quanto è stato definito non solo dagli sviluppatori ma dagli utenti stessi, una delle migliori risorse salva-tempo di sempre. Il suo tallone d’Achille consiste tuttavia nelle caratteristiche hardware che il PC sul quale viene installato deve necessariamente avere; infatti come programma di rendering 3D sembra essere diverso dagli altri software CAD, in quanto le sue prestazioni dipendono dalla qualità della scheda grafica utilizzata; a tal proposito occorre eseguire una distinzione a seconda dell’utilizzo che s’intende farne: Per prestazioni medio elevate per esempio, è consigliabile utilizzare una scheda grafica che segna un G3DMark di 10000 o superiore, con 4 o 6 GB di memoria ed una RAM non inferiore a 16GB (per esempio la NVIDIA GTX 1080). Per progetti semplici e non particolarmente dettagliati sarà sufficiente utilizzare una scheda che segni una G3DMark di 6000 o superiore, con almeno 2 GB di memoria ed una RAM non inferiore a 16GB (come per esempio la NVIDIA GTX 1050). Per progetti molto complessi servono schede video di livello superiore e di ultima generazione come la NVIDIA GTX 2080 Ti con 8 o 10 GB di memoria. Nonostante il grande limite del software sia la compatibilità con il solo sistema Windows, escludendo così gli utenti Mac OS dal suo utilizzo, sembra essere il più utilizzato negli ultimi tempi soprattutto per la rappresentazione del paesaggio (Architettura del paesaggio). L’interfaccia è tra le più semplici sviluppate per software 3D, intuitiva e dinamica ricorda quella di un videogame; per comprendere la semplicità possiamo per esempio analizzare il settaggio di una camera: 1 - Una volta avviato il programma basterà dirigersi nella scheda “carica scena”, caricare il progetto, muoversi liberamente al suo interno e lasciare la viewport dell’immagine che si vuole renderizzare. 2 - A questo punto occorre aprire il pannello “Crea Immagine” e cliccare semplicemente sull’icona della macchina fotografica: tale icona permette di scattare virtualmente delle immagini in bozza, così da scegliere quelle da sviluppare in via definitiva. 3 - Spostandosi all’interno del modello ed inquadrando mano a mano tutti i punti che desideriamo renderizzare, scattiamo quindi il nostro set di immagini (per i render esterni è consigliato aumentare la lunghezza della focale a 28mm). 4 - A questo punto settando la camera all’altezza desiderata attraverso gli appositi tasti cursore sullo schermo e scegliendo il punto centrale del nostro render attraverso il focus dell’obiettivo, qualora volessimo un render orizzontale, sarà necessario cliccare sul livello occhi orizzontale ed evitando di spostare la scena con il passaggio del mouse, cliccare su “memorizza camera”. 5 - Una volta acquisite le immagini desiderate sarà possibile creare un Set di Render ed attraverso l’apposito tasto verde posizionato alla fine degli slot, entrando in un pannello che mostra tutte le viste acquisite, è possibile selezionare quelle desiderate e cliccare su “renderizza scatti”: i render saranno pronti in pochi minuti essendo Lumion un Instant Rendering Engine. Alla fine di questo processo Lumion dà la possibilità all’utente di modificare i render in post-produzione utilizzando stili precostituiti oppure personalizzando lo stile secondo i gusti dell’utente attraverso decine di diversi settaggi, come l’esposizione, la nitidezza, le ombre, la color correction ecc. Di seguito alcuni render di esempio realizzati da Gregorio Pantanali, architetto freelance, tramite il programma. La semplicità e velocità del software permette quindi di risparmiare tempo, velocizzare il workflow di produzione ed aumentare la quantità di lavoro nel long term. Se siete interessati ad approfondire l'argomento, grazie ad un accordo tra Treddi e la scuola di formazione online GoPillar Academy, gli utenti di Treddi possono acquistare il corso completo di Rendering e post-produzione con Lumion (15 ore di video-lezioni da poter vedere comodamente in qualsiasi momento) al prezzo di 99€ anziché 349€. --- note - l'articolo fa parte di una collaborazione editoriale tra Treddi.com e GoPillar Academy
  2. Nel mondo della Computer Grafica 3D (CG3D) i nuovi motori di render permettono agli utenti di tutto il mondo di ampliare o addirittura cambiare il proprio work-flow di produzione. Soprattutto nel campo dell’Architettura e dell’Interior Design dove la CG3D è divenuta ormai il mezzo più importante attraverso il quale poter mostrare le proprie idee ai committenti, il software utilizzato per la modellazione 3D ed il relativo motore di render sono due elementi che fanno sicuramente la differenza. Il re indiscusso fra i motori di Render sembra essere V-Ray, di proprietà della casa Bulgara Chaos Group, apparso nel 2001, il cui punto di forza è sicuramente l’estrema velocità nel calcolo del ray tracing, un algoritmo di rendering che segue i raggi partendo dal punto di vista della telecamera piuttosto che dalle sorgenti di luce, semplificando alcuni effetti ottici avanzati, ad esempio un’accurata simulazione della riflessione e della rifrazione. Integrati all’interno del programma vi sono anche il calcolo dell’illuminazione globale, la GI (Global Illumination) altro particolare algoritmo che determina non solo il modo in cui la luce colpisce le superfici ma anche il modo in cui la luce si propaga in modo indiretto attraverso i materiali ed infine l’innovativa Irradiance Map, per renderizzare in qualità foto-realistica con tempi straordinari. Un nuovo alleato di V-Ray, perfezionato solo negli ultimi anni ma sviluppato nel 2009 è sicuramente Corona renderer; Corona è diventato infatti, in pochissimo tempo, una delle soluzioni più utilizzate ed apprezzate anche da alcuni famosi 3D Artist del settore come Peter Guthrie di The Boundary o Pedro Fernandes di Arqui9. Corona Renderer è un moderno motore di render fotorealistico ad alte prestazioni, disponibile per Autodesk 3ds Max, MAXON Cinema 4D e come applicazione standalone. Lo sviluppo di Corona Renderer è iniziato nel 2009 come progetto degli studenti di Ondřej Karlík alla Czech Technical University di Praga. Corona si è poi evoluto in un progetto commerciale a tempo pieno, dopo che Ondřej ha fondato una società insieme all'ex 3D Artist Adam Hotový e Jaroslav Křivánek, professore associato e ricercatore presso la Charles University di Praga. Nell'agosto 2017, Corona è entrato a far parte della casa bulgara Chaos Group, proprio come V-Ray, consentendo un'ulteriore espansione e crescita; in questo passaggio possiamo notare un’alleanza più che una competizione. Essendo Corona, un motore di rendering CPU-based che sfrutta esclusivamente la potenza di calcolo del processore, è molto usato dagli utenti per diversi motivi; primo fra tutti per la sua semplicità d’utilizzo: Una volta installato infatti può essere utilizzato immediatamente in quanto i valori di default sono già impostati e raramente occorre modificarli. Gli utenti possono accedere in ogni momento ai parametri di render qualora vogliano ottimizzare le proprie scene ma questi risultano decisamente semplificati rispetto ad altri motori di rendering. Non occorre investire del tempo nella comprensione di aspetti prettamente tecnici come le impostazioni di render ma il tempo può essere totalmente investito dall’utente sugli aspetti competitivi dell’immagine. Negli ultimi due anni anche il team di V-Ray ha implementato delle semplificazioni drastiche, e ormai chi lo usa non è più tenuto a possedere una conoscenza tecnica particolarmente avanzata; mentre V-Ray permette di controllare in maniera assoluta i diversi parametri del motore di rendering , Corona non possiede un classico set di parametri finalizzati ad aumentare la qualità a scapito dei tempi di render. In Corona, si dovrebbe piuttosto parlare di bilanciamento in quanto da una parte vi è la possibilità di dedicare la potenza di calcolo ad un particolare “aspetto” del render, dall’altra quella di lasciare che il motore di rendering esegua il bilanciamento in autonomia. Una delle caratteristiche più innovative ed utili di Corona è certamente la funzione Interactive, che permette di ottenere un render real-time; attivando Corona Interactive, ogni volta che verranno effettuate delle modifiche nella viewport sarà possibile visualizzare un render di anteprima che si aggiornerà automaticamente: tale funzione può far guadagnare molto tempo nella gestione di luci e materiali, rendendo Corona particolarmente adatto soprattutto a Render d’interni. Nel panorama dei motori di render lo stesso V-Ray possiede al suo interno un motore Real-time che però necessità di caricare gli asset della scena 3D ad ogni esecuzione. V-Ray è stato poi successivamente aggiornato con un motore IPR (interactive production render), estensione del classico V-Ray Adv con cui si producono solitamente le immagini. L’IPR fornisce direttamente l’anteprima della scena proprio come avviene in Corona Renderer, ed è stato sviluppato solo in tempi relativamente recenti. Tuttavia in Corona Renderer, l’Interactive Render fa parte del motore di rendering base, ed è una caratteristica chiave del plugin, presente già dalle prime versioni; in questo modo l’Interactive Render di Corona sembra essere molto più reattivo di quello offerto da V-Ray, che sconta il fatto di non essere stato originariamente programmato per questo genere di operazioni. La funzione più innovativa di Corona però è senza ombra di dubbio l’interactive LightMix che permette di cambiare l’intensità delle luci passando addirittura da una scena diurna a una scena notturna e viceversa dopo aver già terminato il render. Per ogni gruppo di luci è possibile regolare l’intensità ed il colore utilizzando lo slider numerico, è possibile anche spegnerle e riaccenderle attraverso la checkbox. Il principio di funzionamento dell’Interactive LightMix si basa sulla creazione di una serie di Render Element Light Select che contengono le informazioni relative a ciascun gruppo di luci. Sono pochi gli utenti a preferire Corona a V-Ray o viceversa sulla base della qualità finale dell’immagine; la scelta si baserebbe piuttosto sui fattori di cui abbiamo discusso finora. Sicuramente V-Ray è una soluzione più consolidata e già largamente adottata nel settore anche se è decisamente più costoso di Corona, ma fornisce all’utente la possibilità di avere un maggior controllo tecnico sul motore di rendering. Corona è invece molto più immediato e semplice da usare; tale fattore, combinato al costo particolarmente ridotto, rendono Corona una soluzione ideale per la visualizzazione architettonica. L’unico punto debole è la sua scarsa compatibilità con i software di modellazione essendo ufficialmente disponibile solo per 3DS Max e Cinema 4D che risultano però essere i due programmi di grafica più utilizzati al mondo soprattutto in Italia. Passare a Corona non richiede un investimento di tempo ingente. Per chi fosse interessato GoPillar Academy offre un video-corso online da 15 ore, che fornisce le basi per realizzare, partendo dai propri modelli, render altamente fotorealistici di interni e di esterni usando il Real Time Renderer. Grazie ad un accordo tra Treddi e GoPillar Academy gli utenti di Treddi possono acquistare il corso Corona per 3DS Max al costo di 99€ anziché 249€. --- note - l'articolo fa parte di una collaborazione editoriale tra Treddi.com e GoPillar Academy
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