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verba

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  1. verba

    STEP 0

    Ciao Marco, concordo con quanto hai scritto, spesso si pensa che "fare BIM" si facile... in fondo cosa cambia rispetto a prima? ora si lavora in 3D invece che in 2D,sono frasi che ho sentito spesso in giro. Se le persone riescono a capire cosa vuol dire "progettare in BIM" allora riusciranno a trarne ottimi risultati, altrimenti si ridurranno a "dove di trova quel comando per fare quella cosa". Per quella che è la mia esperienza personale, nello studio tutti devono capire cosa comporti questo passaggio, che ci devono essere persone formate e referenti per la gestione del flusso informativo (chiamali bim coordinator o bim manager). Se il titolare dello studio non capisce cosa sia e vede solo tempi lunghi di preparazione, sicuramente non sarà interessato a portarlo avanti, ma come dici tu, anche chi è abituato alla sua confort zone deve fare uno sforzo per essere parte del processo di cambiamento. Ogni cambiamento comporta dei sacrifici da fare (da parte di tutti) e se non si vedono ( o vengono spiegate e capite) le potenzialità e i vantaggi sarà difficile andare avanti. Il cambiamento più grande, secondo me, è proprio il tipo di approccio alla progettazione che deve cambiare.
  2. Come scrive Neri, nei corsi il livello dei partecipanti e le aspettative sono spesso molto diverse. La parte MEP è sempre molto complessa da affrontare e spesso i partecipanti sono convinti che un software sia la "bacchetta magica" che risolve tutti i problemi. Credo che in un corso sia fondamentale far capire le potenziali del software, ma poi deve seguire la pratica su casi concreti. Per chi si approccia al BIM e a Revit, la difficoltà maggiore è comprendere che non si parla più di cad e che Revit può fare molto di più ... troppo spesso ho sentito dire "ma in cad lo facevo e con Revit non si riesce?" . In realtà per ogni cosa ci vuole tempo (impostare template, famiglie, ...) che sarà ripagato in futuro, se si conosce bene l'obiettivo da raggiungere.
  3. Revit è un software in evoluzione ed è nato per rispondere ad alcune esigenze del mercato (americano), in cui la progettazione impiantistica si basa più sulla parte aeraulica che non idronica. Come dice Marco, anche per la parte delle tubazioni si riesce a fare molto, soprattutto grazie al fatto che il BIM si sta diffondendo e si riescono a trovare cataloghi di famiglie dei vari produttori, per cui si possono inserire nel progetto tutte le connessioni ed accessori necessari (o almeno buona parte di essi). La parte elettrica è sicuramente un pò più carente, per come la si vorrebbe, ma offre lo stesso diverse potenzialità che poi possono essere implementate in altro modo. Alla fine si vorrebbe che un solo sw facesse tutto, ma a volte bisogna accontentarsi. Per quanto riguarda il discorso dei corsi invece, secondo me la parte MEP è ancora poco diffusa. Nei corsi è sempre difficile avere una uniformità di conoscenze e se si è digiuni del software è necessario investire un bel pò di tempo per spiegare come funziona Revit, quali sono i comandi principali (dove si trovano) ... riducendo la parte dedicata agli impianti. Se chi insegna poi non è un progettista, sicuramente imposterà tutto il corso più sui comandi che non su aspetti inerenti alla progettazione, forse basterebbe fare delle esercitazioni specifiche.
  4. verba

    Il BIM non sarà eterno!

    Avevo letto anch'io, ormai più di un anno e mezzo fa, alcune notizie sul "progetto Quantum", ma poi non ho trovato più aggiornamenti. Penso che AD stia continuando a sviluppare il progetto, ma al momento sta spingendo sull'uso degli applicativi in cloud, vedi l'evoluzione che BIM 360 sta avendo per diventare una piattaforma unica. Probabilmente Quantum sarà una evoluzione che offrirà AD una volta messi a sistema i vari servizi in cloud. Da quello che ho sentito Nawiswork non sarà più sviluppato, ma reso disponibile direttamente sul piattaforma online e stanno già provando lo stesso con Revit, ma questo impone l'uso di una rete che possa supportare lo scambio dei dati ad una certa velocità ed in Italia non è ancora scontato.
  5. Ciao Roberto, come già scritto da Marco, il "copia/controlla" è lo strumento per monitorare i cambiamenti di alcune elementi quando si lavora con file collegati. Potresti decidere di monitorare soltanto gli elementi che ti interessano, senza copiarli all'interno del file, dipende da quale approccio vuoi adottare e da quanto è complesso il modello e quindi "pesante". Come hai già sperimentato, ci sono alcuni limiti quando si cancella l'elemento di riferimento, ma al momento credo sia l'unico metodo per poter gestire quello che ti serve. Buon Lavoro
  6. verba

    sondaggio BIM

    Nel sondaggio si può selezionare una sola risposta, ma ad esempio per le certificazioni se ne possono avere diverse
  7. Articolo molto interessante e chiaro. Grazie.
  8. verba

    stampare in PDF

    Ho avuto i tuoi stessi problemi e la speranze è che prima o poi di decidano a fare un bel "RVT To PDF" automatico. Un problema che ho riscontrato nell'esportazione in pdf utilizzando la stampate virtuale è che alcune linee e campiture non venivano visualizzate correttamente. Dovendo poi stampare le tavole ho optato per l'esportazione in dwfx che mi ha permesso di mantenere la visualizzazione desiderata. Se devi passare al cliente le tavole il pdf è sicuramente più comodo (=diffuso) e quindi devi di volta in volta cambiare le dimensioni della tavola personalizzata.
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