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Gioggio

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  1. thumb
    Sono già diverse settimane che ho rallentato con lo studio della grafica 3d, spero che questa scelta di orientarmi verso la concept art abbia un senso. Con questa illustrazione ho cercato di alzare la qualità, dopo aver finito mi sono ritrovato abbastanza esausto.
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    Non avevo ancora provato a mischiare il painting con il 3D, avevo un po' paura del risultato. Mi sembra però di esserci riuscito abbastanza bene, credo che in futuro farò altri tentativi. Ho cercato di riprendere il tema già dipinto in "Nomade", ma stavolta in chiave marina. Sicuramente il risultato è un po' troppo dolce, se voglio andare avanti devo vedere di aggiungere un tono più grottesco... ma per adesso mi accontento.
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    Sto cercando di semplificare il contenuto, negli ultimi mesi. Semplificare e Ridurre le dimensioni degli oggetti, questa è la mia ultima priorità. Questa dei pesci incisi su vetro è volutamente una trovata un po' tradizionale perché sto esaurendo la voglia di mettere troppa fantasia nei miei lavori. La semplice riflessione è quella che l'immagine creativa si impone sulla normale visione della realtà... con vantaggi e svantaggi.
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    Con il lavoro precedente, Cataratte, stavo diventando un po' cupo. Ho preferito puntare a un umore migliore visto che stavo diventando un po' troppo cervellotico. Questi personaggi potrebbero andare bene in un'animazione (vedi "Turbo"), o in un videogioco. Certo si tratterebbe di un pubblico di bambini o adolescenti, il fatto è che non sono portato per concentrarmi solo sul pubblico adulto. Comunque, sto facendo dei progressi importanti dal punto di vista della concept art. Spero solo che mi porti a lavorare...
  5. thumb
    Questa illustrazione l'ho improvvisata. Sto provando a velocizzare il painting, e questo mi sembrava un buon soggetto per provare a essere più rapido. In pratica, dal punto di vista del contenuto, mi è venuto da pensare:" Perché i difetti alla vista sono un soggetto così raro nello spettacolo?" E' abbastanza chiaro che è un tema trascurato proprio perché la produzione è fondata sull'importanza della vista. Ho provato a soffermarmi su questo aspetto con leggerezza, invece che drammaticamente (sto solo giocando insomma).
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    L'ultima illustrazione che ho fatto l'ho un po' tirata via... con questo personaggio ho provato a migliorare. Sono sulle tracce di Wall-E, soltanto che lo vedo più grottesco. Ho realizzato tutto il painting solamente con il mouse. Non è mica per fare il bello! E' soltanto che volevo andare a vedere come me la cavo senza tavoletta grafica... naturalmente il disegno di base l'ho fatto su carta.
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    Sto provando a intensificare il ritmo di studio nella concept art, e nell'illustrazione in genere. Questo è il paint che è venuto fuori negli ultimi tre giorni. Sicuramente il punto forte non è la spettacolarità, ma visto che non sono al mio meglio non vedo perché non allentare i toni.
  8. thumb
    Sono passati molti anni da quando ho realizzato questi studi, ma davvero tanti. Restano comunque dei lavori interessanti che non mi dispiacerebbe portare avanti in qualche modo. Infatti già da diversi mesi sto recuperando la manualità per realizzare illustrazioni e concept art. A suo tempo l'obbiettivo specifico di questi lavori era il bianco e nero, ma naturalmente il tutto può costituire una base solida per il painting digitale. Smisi di realizzare questo genere di tavole perché mi concentrai sui corsi accademici di pittura, che però non mi portarono a niente.
  9. Ti ringrazio per le indicazioni mtsim, saranno sicuramente di aiuto. Cerco di risponderti giusto per chiarezza: hai ragione a farmi notare che i cavi, lavorando solo in trazione, non garantiscono una tenuta di sicurezza se uno di questi dovesse spezzarsi. Il punto però è che il progetto ha il preciso scopo di ottenere una struttura facilmente e rapidamente assemblabile sul posto. Esiste una remota possibilità di usare dei tiranti rigidi, ho già esplorato questa possibilità, ma il montaggio sarebbe più lento e sarebbe difficile continuare a impiegare quei giunti di rinforzo interni ai moduli. Credo che una soluzione del genere sarebbe più di competenza di un architetto, io ci posso fare poco. Quanto al logoramento dei materiali non credo che sia un problema grave, mentre invece fai bene a ricordarmi che l'ottimizzazione di tutti gli elementi deve essere di competenza di uno specialista. Infatti la registrazione di questo progetto vuole costituire solo un documento di un conseguimento più che altro teorico. Sicuramente non mollerò l'obbiettivo, ma dovrò pazientare per trovare qualcuno disposto a collaborare.
  10. Tieni presente che questa è una struttura leggera, la scala non è chiara in questi render. Infatti, ciascun asse è lungo solo 120 cm. Lo so che gli assi non sono quelli tipici delle strutture reticolari, anche se qualche spunto ogni tanto l'ho trovato; si tratta delle strutture prive di giunto, letteralmente, girano intorno allo snodo senza passare in mezzo. E' una soluzione meno resistente rispetto a quelle con nucleo ma pur sempre stabile... Non far caso ai tiranti, non ho avuto il tempo di stare lì a capire quanto dovrebbero essere spessi. Quel che è certo è che avrei bisogno di saperne di più. Un amico architetto mi ha già dato un parere semi-tecnico, e sembra abbastanza convinto che possa funzionare.
  11. grazie, mi ci è voluto del tempo per progettare il tutto. Spero che porti a qualcosa...
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    Questo è uno dei pochi progetti funzionali che ho escogitato fino a ora. Si tratta di un'invenzione che mi ha richiesto diverso tempo, adesso è in fase di registrazione come opera di ingegno. L'idea è quella di realizzare una struttura assemblabile rapidamente sul posto ma anche compattabile durante il trasporto. I moduli vengono incastrati l'uno dentro l'altro permettendo di trasportare il tutto facilmente. Quando la struttura deve essere montata le unità tetraedriche vengono accostate e unite per gli spigoli (cioè gli assi). Il reticolato viene stabilizzato tramite cavi di acciaio che si ancorano ai giunti interni ai moduli. Il progetto in questione è in fase di sviluppo, per me sarebbe importante riuscire a trovare un architetto o designer disposto a collaborare. Al momento ho bisogno di completare il lavoro migliorandolo e ampliandolo se possibile. Riuscire a competere in qualità e affidabilità non è facile, probabilmente se qualcuno che ha studiato architettura, ingegneria o design si unisse al progetto sarebbe meglio. Naturalmente potrei sfruttare il concetto esposto quì per realizzare qualcosa in termini di scenografia o installazioni, ma non so ancora cosa...
  13. thumb
    Ogni tanto mi parte la testa e provo a essere un po' più tradizionale... il risultato questa volta è "Homo", una scultura modulare che può essere assemblata realizzando numerose composizioni. A volte ho la sensazione che vivere in città è un po' come essere forzato in un sistema di incastri nel quale vengo assorbito, senza riuscire più a distinguere la realtà umana. Per quanto ci capisco la forma della figura dovrebbe adattarsi bene a essere riprodotta con una colatura in stampo relativamente semplice (pochi cannelli di sfogo). I punti di giunzione tra i moduli sono studiati appositamente per realizzare con facilità le varie composizioni (seguendo lo schema degli anelli di Borromeo). La visualizzazione tridimensionale in questo caso è interessante perché permette di risparmiare moltissimo, e avere praticamente davanti il risultato. (Il turn around l'ho realizzato con Marmoset)
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    Questa illustrazione in bianco e nero sta partecipando al concorso di "Arts in Rome"... so che sto oscillando molto nel genere di soggetto trattato, ma dal momento che non sto trovando lavoro mi sembra logico sfruttare qualsiasi possibilità. In questo lavoro cerco di prenderla ironicamente, riguardo al problema del gap tra nazioni sviluppate e non. Volevo evitare di diventare troppo retorico e quindi ho scelto uno stile fumettistico. Si tratta di miniature sdoppiate, una è orientata normalmente mentre l'altra è capovolta. Credo che entro certi limiti questa sia una soluzione che per la scultura figurativa è abbastanza innovativa. Non ho avuto il tempo di realizzare un modello 3D ma non si sa mai che in futuro trovo la pazienza per realizzare il tutto.
  15. E' già molto tempo che mi occupo di disegno e illustrazione. Sono partito disegnando e inchiostrando con tecniche tradizionali, ultimamente sto approfondendo la tecnica dell'illustrazione digitale. Il mio scopo per adesso è quello di consolidare le mie capacità nel settore della concept art. Ho pensato che potrebbe essere interessante condividere con voi il metodo con cui sono arrivato a realizzare questo lavoro. Questa pagina dovrebbe essere una importante curiosità per chi non ha solide basi nel vero e proprio painting digitale. Infatti io sono ancora sbilanciato dalla parte del disegno, dove sono abbastanza forte. Ho ancora delle carenze dalla parte del colore, ma ho trovato un modo furbo per valorizzare quello che so... Cerco di descrivere il procedimento, andando per punti in modo che tutto sia più chiaro possibile: 1) Il disegno: è il risultato di una ricerca lunga, che non posso descrivere quì nei dettagli. E' importante capire che il disegno si basa sul principio dell'approssimazione: senza sbagliare (cancellare e ripassare) di solito non si arriva a niente. Per essere precisi l'immagine in bianco e nero è uno stadio successivo al disegno, cioè l'inchiostrazione con la tecnica dell'outline (solo contorni, per capirci). Ottenere un outline preciso e completo permette di ragionare sui volumi in vista del rendering, e permette di approssimare il painting senza curare i contorni. 2) La mano di fondo: aiuta sul piano compositivo, permette di distinguere i piani differenziando gli elementi in scena. Contribuisce ad amalgamare i colori che verranno stesi successivamente, e consente di dare un'atmosfera alla pittura. 3) Colorazione a campiture piatte: il problema della colorazione è un problema complesso, ma allo stesso tempo senza molte regole oggettive. Quello che mi ha permesso di capire la colorazione è stato principalmente affidarmi all'esperienza diretta, senza pretendere di appoggiarmi a regole certe. Posso dire di adottare dei principi di fondo, come l'attribuire identità al soggetto usando solo una gamma ristretta di colori. Un altro principio è considerare il colore sia su un piano armonico, sia rispettando la caoticità dell'accostamento di colori nel mondo naturale. 4) Colorazione a zone: concentrare l'attenzione sul soggetto principale è importante, distribuire le proprio risorse lasciando gli elementi secondari, come lo sfondo, a dopo. Una volta finita la colorazione a campiture piatte basta diminuire l'opacità del gruppo di livelli per far sì che sotto traspaia la mano di fondo. La quantità di opacità è abbastanza arbitraria, personalmente preferisco che il fondo traspaia poco (altrimenti facilmente si perde il realismo). 5) Texture: così come avviene nel tridimensionale un buon painting va fatto rispettando delle fasi (che in certi casi possono essere arbitrarie). L'unica differenza importante è che nel 2D bisogna fare affidamento al proprio simulatore interno, invece che a un computer. I compromessi, in questo senso sono maggiori rispetto al 3D. E' a discrezione di ciascuno trovare una soluzione sostenibile. Ragiono sulle texture nella misura in cui la mia testa riesce a reggere il confronto con la macchina. 6) Ombre: di solito si usa renderizzare dando la priorità alle ombre, ma c'è chi preferisce tirar fuori prima le luci. In ogni caso nella concept art simulare la fisica della luce mentalmente è molto importante, anche se le reference facilitano la vita. Il lavoro di osservazione della realtà, della pittura e dell'illustrazione non può essere improvvisato in occasione del proprio lavoro ma deve essere una fase di studio a se stante. 7) Luci: vale il discorso che riguarda le ombre. La distinzione dei materiali avviene così come nel 3D differenziando il grado di specularità e glossiness delle superfici, o considerandone il grado di diffusione o anche di trasparenza. Personalmente ho trovato che la teoria dei complementari è importante soprattutto in questa fase. Spero davvero che la descrizione fatta sia di aiuto a qualcuno. Un saluto, Giorgio Rossi
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