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Info sul Gruppo

Contenuti tecnici, esperienze personali, link e notizie utili per la diffusione, condivisione e collaborazione in ambiente Revit BIM, in questo GRUPPO sono ben accetti.

  1. Che cosa c'è di nuovo
  2. ferruccio della schiava

    LIBRI: La sfida del BIM (Rizzarda/Gallo)

    Ciao Rumes. Direi di no. E' vero che è un testo molto interessante nella parte iniziale, per capire un po' la storia ma quanto a contenuti è diretto ad un pubblico prettamente nazionale. La parte finale con il questionario a bivi però va bene un po' per tutti. Una piacevole lettura in fondo.
  3. Ciao Ferruccio, grazie della segnalazione. Ti chiedo un parere un po' diverso: pensi che valga la pena anche per colore cho non oprernao in Italia. Ho visto che ci sono micro paragrafi per quasi tutti i paesi Europei, ma mi sembra poca roba. Grazie mille
  4. thumb
    Ci siamo. Mancano una manciata di giorni e come ogni anno sono molto lontano dall'aver preparato tutto. Nonostante ciò, per il 17 novembre alle ore 9:00, sarà tutto pronto per l'evento dedicato al BIM di REVIT. E partiremo così... BIM REVIT, dicevo, non BIM e basta. Quest'anno ho deciso di essere assolutamente schierato nonostante io non sia un rivenditore e dire cosa penso del mercato, dell'evoluzione dello stesso e raccontare quanto ho potuto constatare in 10 anni di formazione e molti di più di attività professionale. Revit gode di un'enorme diffusione, se confrontato con qualsiasi altro software autoring BIM. Ed è un dato che non si può nascondere o confutare. Soggettivamente può non essere considerato lo strumento migliore (o forse no) ma di certo è la scelta iniziale più sensata per abbracciare un range di occasioni lavorative e collaborative il più ampio possibile. Declinato nella sua versione LT, è pure la scelta più conveniente, se della "I" di BIM non sapete cosa farvene. Certo è sabbia negli occhi dei puristi del metodo, ma non si vive solo di questo e svariate professioni hanno bisogno di un rilancio. Lo strumento Revit, se adottato consapevolmente, può/potrebbe essere la via per uscire dall'anonimato. Senza contare che lavorando in solitaria si è BIMready e dal LIVELLO1 (solitario) non si deve fare molta strada per passare al LIVELLO2 (collaborativo) ed accedere ad un modo differente di concepire il progetto e con un potenziale infinito di collaborazioni, anche con chi l BIM non lo fa con Revit. Ci vediamo all'UDINE3D FORUM, se siete in zona. Potete registrarvi QUI.
  5. ferruccio della schiava

    LIBRI: La sfida del BIM (Rizzarda/Gallo)

    Concordo è davvero "illuminante" la seconda parte. Ti consiglio, ogni tot mesi, di rifare il percorso come verifica dei passi avanti fatti.
  6. ho letto il libro e in effetti è ben fatto, ero molto scettico sul sistemi a bivi invece aiuta a comprendere meglio la complessità insita del BIM. Mi ha aiutato ad avere le idee più chiare.
  7. thumb
    Che si tratti di progetti architettonici o impiantistici, se escludiamo il fattore tecnico, alla redazione delle tavole progettuali vanno aggiunte le immagini per la presentazione grafica dei manufatti. Pur essendoci degli efficaci strumenti di terze parti questi ultimi richiedono ulteriori esborsi di tempo per l'apprendimento e di soldi per l'acquisto. Non sempre è possibile investire ulteriormente e quindi si cerca di spremere il software in possesso; in questo caso #REVIT. Abbiamo parecchi strumenti a nostra disposizione da sfruttare per ottenere degli effetti gradevoli, non sono apparentemente all'altezza di altre piattaforma me se usati sapientemente possono dare parecchie soddisfazioni. Non sono moltissimi: Filtri per influenzare la visualizzazione degli oggetti; livelli di dettaglio e Stili di visualizzazione; opzioni di visualizzazione grafica; impostazioni del sole, geo localizzazione e nord di progetto, ombre, Riquadro di sezione per gli spaccati assonometrici o prospettici; modelli per gestire una molteplicità di viste e di telecamere. Sono strumenti semplici ed immediati e risultano essere ottimi alleati nella presentazione delle viste a tempo zero, se non consideriamo la preparazione delle viste stesse. Escludendo l'opzione "wireframe", degli Stili di visualizzazione, Linea nascosta è quella che preferisco ed uso più di frequente. A mio avviso rappresenta la scelta più "vendibile". Semplice ed immediata, se usata in coppia con le Opzioni di visualizzazione grafica e con diversi Filtri basati su regole o al limite di selezione, è ottima sia per gli interni che negli esterni e può dare grandi soddisfazioni. L'unico costo, nel caso di spaccati che sezionano elementi stratificati, è di definire la rappresentazione dei materiali per la sola Grafica e non ancora o non in questo caso, per la rappresentazione degli Aspetti. Ma è lavoro da poco che verosimilmente sarà già stato fatto per la visualizzazione delle piante e delle sezioni in scale di riduzione come l'1:50 o di dettaglio come 1:20. Un ulteriore step sono le Opzioni di visualizzazione Ombreggiate, sempre e comunque usate in accoppiata con i Filtri. Un approccio già più prossimo alla raffigurazione delle immagini con colori il più possibile simili a quelli del progetto. In questo caso la rappresentazione dei materiali va curata maggiormente il che deve essere visto come un vantaggio in quanto, così facendo, si va anche a implementare e definire il proprio data base relativo alla libreria dei materiali, alla quale attingere nei prossimi progetti utilizzandola in coppia con il Modello di Progetto. Le viste ombreggiate rientriamo ancora nei casi in cui non si prevedono tempi di calcolo essendo immediate. Un piccolo accenno per l'Opzione detta Realistica, che ha bisogno di molta più attenzione soprattutto se dalle Opzioni di visualizzazione grafica viene tolta la visualizzazione dei bordi. In alternativa, mantenendola, occorre poi modificarne le caratteristiche di ogni Categoria o Sottocategorie agendo sulla Sostituzione visibilità/grafica. Il lavoro più impegnativo e dei dubbi risultati che, arrivati a questo punto, potrebbe non valere la pena. Ottenuta una serie di viste Ombreggiate e se si sono texturizzati a dovere i materiali, il Ray Trace - una sorta di pre-render - diventa in'opzione molto interessante e a portata. Con la peculiarità di modifica in tempo reale da eseguire durante il calcolo attraverso le Opzioni di visualizzazione, si attesta come l'alternativa più vicina al render vero e proprio. La possiamo considerare una alternativa preparatoria che comunque ci permette, ancora, di risparmiare sui tempi. La modifica dell'Illuminazione, dell'Esposizione fotografica e della posizione della camera con il Disco di navigazione, attuabili mentre esegue il calcolo, sono moto valide sopratutto se non si ha familiarità con la pre-visualizzazione ed a patto di avere hardware all'altezza. Ultimo ma non meno importante, con un controllo maggiore sulle opzioni soprattutto diurne o notturne, resta il processo di calcolo dei render. Se avete un a disposizione dell'hardware all'altezza ed il progetto non è particolarmente complesso, in 10/20 minuti si ottengono discreti risultati. Non parlo di render da cartellone di cantiere parlo comunque di immagini che andranno al massimo stampate su un A3, che devono comunicare quanto non è stato possibile fare con i metodi precedenti; tenendo sempre in considerazione che per qualcosa di maggiormente complesso Revit non è il software adatto, occorre investire in qualcos'altro. Alcuni esempi ottenuti calcolando le immagini con l'opzione Notturna - solo luce artificiale, impostando il tempo massimo a soli 10 minuti. Come anticipato nel cappello introduttivo tutto il processo o le scelte sono finalizzate all'ottenimento del massimo risultato con il minimo sforzo. NOTA: le immagini utilizzate provengono da esempi fatti in aula durante le lezioni dei corsi di presentazione del progetto architettonico.
  8. Da studente che si sta per affacciare al mondo del lavoro, penso che le certificazioni siano da includere nella formazione personale, come la laurea, spesso vengono criticati architetti neolaureati dicendo che non sanno fare nulla. Eppure senza il bagaglio tecnico-teorico che danno certi percorsi, anche brevi come i corsi autodesk, molti non saprebbero da che parte andare a parare data la vastità del settore.
  9. motocad

    STEP 0

    lavoro a roma e ultimamente ho collaborato con grossi studi di ingegneria-architettura che usano revit ,parlo di studi con 10-20-30 tra architetti e ingegneri ,con 10-20-30 postazioni revit ,ma,poi il gruppo che progetta impianti è sempre composto da 1-2 diplomati periti geometri ,anche giovani,che usano sempre e solo autocad 2d e fanno i calcoli a mano,il mep 3d non l'ho mai visto usare,figuriamoci il bim mep ,sono uno dei pochi che usa autocad mep e magicad
  10. ninja3D

    STEP 0

    Si scusa ho fatto un po' di confusione... ok tutto chiaro. Mi chiedevo solo ... tu consiglieresti ad uno studio piccolo di investire su Revit nudo e crudo con relativa formazione oppure andare al risparmio (relativo) usando software differenti che devono essere associati sempre o quasi ad altri plugin o software terzi per ottenere un modello BIM esportabile decentemente senza impazzire verso Revit o altre piattaforme? Perchè dal punto di vista energetico ora ho ben chiaro cosa intendi... ed effettivamente non c'è nulla (c'è insight ma non credo che sia localizzato per l'Italia) Dal punto di vista di dimensionamento reti impiantistiche però Revit così come ti viene fornito da Autodesk non è così immediato e "pronto all'uso" come potrebbe esserlo se accoppiato con Magicad. Dal punto di vista delle reti idrauliche infatti magicad credo che sia aggiornato alla UNI ...Revit? Per quello che riguarda le alternative invece non saprei proprio che pesci pigliare visto che non c'è documentazione se non quella di parte di ogni singola Softwarehouse.. non so... scegliere un software differente da Revit significa giocarsi il risparmio economico dell'acquisto in ore lavoro successive... sbaglio ragionamento??
  11. Marco Gilli

    STEP 0

    Magicad non fa calcoli che seguono normativa, Magicad è soprattutto un Plug in molto costoso per velocizzare la parte di modellazione e per bilanciare reti etc ma non ha all'interno calcoli energetici per effettuare, ad esempio, verifiche di ex Legge10 o APE. Ad ora opero ancora in 2 ambienti diversi. Software termotecnico e Revit. Se vuoi approfondire il discorso mi trovi anche disponibile su LinkedIn dove magari ci scambiamo il numero o la mail personale. Sempre disponibile.
  12. ninja3D

    STEP 0

    quindi mi confermi che, AD OGGI, neppure Revit lo fa.... se non associandolo a plugin abbastanza costosi come MAGICAD? Oppure Revit è una buona base di partenza per muovere i primi passi nel mondo BIM diciamo Out of the box? Perchè i calcoli sono veramente la bestia nera del mondo MEP a mio avviso. e all'interno del MEP gli Imp. Elettrici sono quelli più indietro di tutti.
  13. Marco Gilli

    STEP 0

    Buongiorno, per quanto riguarda queste realtà spesso non hanno molta scelta se non l adeguarsi alle piattaforme utilizzate dai chi gli "passa" architettonici o elaborati. Guardandomi attorno non sono ancora riuscito a trovare un alternativa valida a Revit per le mie esigenze, anche perché nessun software unisce ancora calcoli energetici secondo norma e modellazione BIM degli impianti.
  14. ninja3D

    STEP 0

    Mi inserisco a gamba tesa sul discorso MEP per chiedere, secondo voi, quali sono i CRITERI BASE che una realtà medio piccola dovrebbe adottare per scegliere una soluzione BIM piuttosto che un'altra. In questi mesi, come sono fioriti i BIM specialist, manager ecc... sono fioriti anche MOLTE soluzioni alternative a Revit... faccio degli esempi dai costi molto differenti, si va da DDS-CAD a Bricscad+Modulo BIM (su cui fare girare i vari ATH ecc...) ... ce ne sono sicuramente altri ma è solo per intavolare una discussione su basi reali. Una realtà che si occupa di impianti a 360° secondo voi da dove dovrebbe partire con le valutazioni per la scelta?? Grazie per il supporto, siamo pochi.. vi prego non perdiamoci di vista
  15. ferruccio della schiava

    Autodesk Certified Professional

    Concordo con @EMR, varrà qualcosa finché saranno distintive. Anche negli USA, mi dice chi ci lavora, valgono qualcosa.
  16. Nel mio caso, Jap, la certificazione mi ha permesso di contrattare sul prezzo, spuntando un prezzo piu alto rispetto a quanto potessi fare senza certificazione. In Italia, credo serviranno, finche saranno distintive, quando ce le avranno in molti saranno considerate un pre-requisito, tipo la conoscenza di Photoshop e` data ormai per scontata tra gli Architetti (tra l`altro molti "progettano" con Photoshop piu che con la testa...ma questa e' un altra storia)...
  17. ferruccio della schiava

    Autodesk Certified Professional

    In un concorso pubblico di un annetto fa per un posto di disegnatore CAD presso una municipalizzata della mia città, tra i requisiti per calcolare il punteggio, c'era anche la certificazione Autodesk. Il punteggio era equiparabile ai 100/100 di un diploma di maturità. Sono casi rari ma non è l'unico che conosco.
  18. Ciao Marco, sono ACP da molti anni ormai e faccio corsi continuamente. Il mio parere è che, per fortuna, la sostanza e l'entusiasmo contino ancora molto più della carta. Continuo ad offrire un buon servizio perchè con passione mi aggiorno sempre indipendentemente dalle etichette. Ciò nonostante se hai un'attività di marketing (web o locale) come hanno detto altri colleghi, tutto fa brodo. In bocca al lupo
  19. io credo che queste certificazioni siano solo ed esclusivamente un modo per fregare soldi alle persone... nello specifico un'impresa o uno studio che deve rispondere a gare di un certo livello, sicuramente sia oggi che domani, devono avere all'interno professionisti che abbiano determinate competenze e requisiti, ma per mia esperienza personale, la prima cosa che cerca un'azienda nel momento in cui deve assumere qualcuno, è il "saper fare", conosco diverse persone che si vantano di essere bim specialist con tanto di certificati, diplomi ecc., ma poi li guardi lavorare e ti accorgi che hanno solo il foglio di carta e non sanno fare una mazza!!! il mio consiglio e studiare e fare tanta pratica sui software... in bocca al lupo!!
  20. Vladimiro Tatulli

    Autodesk Certified Professional

    Ciao Marco, leggendo il post su linkedin credo che "l'attacco" fosse non alla certificazione ACP ma a quella ICMQ. Anche perchè, come ha già scritto qualcuno, la UNI 11337 non ha definito nello specifico le figure professionali, anche se è pur vero che l' "ICMQ" ha partecipato attivamente alla definizione della UNI.... Ciao
  21. Neri Lorenzetto Bologna

    Autodesk Certified Professional

    La certificazione ICMQ non è inutile, il problema è chi nel HR giudichi questa certificazione come solo elemento preferenziale perché non conosce il BIM.
  22. Assolutamente falso. Può servire o non servire, ma non è mai inutile. A volte nelle offerte di lavoro è richiesta oppure è richiesta la frequentazione di un corso o master particolari. È vero spesso conta il portfolio ma non solo quello, anche le certificazioni ti danno più possibilità in alcuni ambiti
  23. Ciao Marco, personalmente credo che l'ACP sia l'inizio di un percorso che certifica alcune competenze, poi molto dipende dall'esperienza sul campo. Con la certificazione di ACP hai una visione di cosa possa fare il sw. Per la certificazione ICMQ aspetterei l'adozione della parte 7 della UNI 11337 (figure professionali) in inchiesta pubblica fino a domani, in modo da essere sicuri che il percorso formativo sia allineato con quanto descritto dalla UNI. Da quello che avevo visto ha una validità temporale pertanto è meglio aspettare che la pubblicazione della UNI.
  24. Ciao, ho anche io una certificazione Autodesk professional pero non ci ho mai fatto granché... Conta il portfolio. Icmq certifica ma finché la uni 11337 non definisce le linee guida x le competenze BIM non credo serva nemmeno quello. Anche in caso di gare pubbliche valgono i lavori svolti in BIM negli anni. La cosa buona delle certificazioni adesso è che ti insegnano un percorso
  25. Marco Gilli

    Autodesk Certified Professional

    Buonasera a tutti, ho da poco ottenuto l'ACP (Autodesk Certified Professional) e tutto contento l'ho pubblicato su LinkedIn anche per ringraziare chi mi aveva assistito in questo piccolo, se pur tortuoso, percorso. Il risultato è che mi son visto "attaccato" da una persona che sosteneva che queste certificazioni fossero soltanto qualifiche che lasciano il tempo che trovano. Volevo sapere un po' voi cosa ne pensate. Io credo che prossimamente tenterò la strada della certificazione ICMQ per BIM Specialist in quanto credo che in tempi non troppo lontani verranno usate per la ricerca di personale o collaborazioni oltre che per l'acquisizione di punti in ambito di progetti per la pubblica amministrazione. Attendo il vostro punto di vista. Buona serata a tutti e mi scuso per l'assenza.
  26. Ok afferrato. BIM sarebbe diverso colore diverso materiale. Per riuscire ad avere gli abachi con le superfici giuste dovresti poi usare dei nomi fatti ad hoc in modo da riuscire a mettere dei filtri nell'abaco che puntano.escludano etc...in base ai filtri oppure crei un parametri di progetto che vai ad assegnare ai muri, del quale dovrai ad andare a cambiare manualmente valore per ogni muro interessato. Il parametro potrebbe essere di tipo testo. Tralascio, perche credo tu le conosca bene, le 'option design' - non so nella versione italiana come si chiamino - che assieme alle fasi potrebbero essere combinate ma non ne sono sicuro , tuttaiva potrebbero essere un'altra strada.
  27.  
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