Il software Photoshop, sviluppato e pubblicato da Adobe Inc. sia per il sistema operativo Windows che MacOs, è un editor di grafica raster che ha cambiato la vita di molti grafici a partire dal suo avvento; creato originariamente nel 1988 dai fratelli Thomas e John Knoll, il software è diventato da allora il re indiscusso nel settore della grafica digitale non solo per quanto riguarda l’editing raster ma, più in generale, nel mondo della Digital Art.

Photoshop, programma performante per quanto riguarda la Post-produzione è in grado di modificare e comporre immagini raster in più livelli, supportando maschere, composizioni alpha e diversi modelli di colore tra cui RGB, CMYK, CIELAB, tinte piatte e duplici tonalità; oltre alla grafica raster il software ha capacità pressoché illimitate nel realizzare modifiche di testo, grafiche vettoriali, grafica 3D e video, grazie anche ai suoi numerosi plug-in.

Storicamente era fornito in bundle con software quali Adobe ImageReady, Adobe Fireworks, Adobe Bridge, Adobe Devide Central e Adobe Camera Raw.

Sempre più spesso si ricorre all’utilizzo di Photoshop per affiancare altri software di modellazione e rendering come 3DStudio Max, Cinema4D, SketchUp, Rhinoceros e via dicendo; questo accade per velocizzare la fase di calcolo dell’immagine da parte del motore di Rendering così da intervenire direttamente nella fase di post-produzione restituendo graficamente alcuni elementi all’immagine stessa.

Uno degli elementi maggiormente inseriti mediante la post-produzione in Photoshop è certamente il verde, sia esso un prato, un albero, una fioriera.

Per foto-inserire per esempio un prato in maniera realistica, occorrerà innanzitutto importare in Photoshop tramite il percorso File – Inserisci incorporato - un prato realistico all’interno dell’immagine statica su cui si intende lavorare.

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Una volta importata l’immagine del prato e posizionata sopra la nostra immagine statica, andremo a spegnere il livello “prato” per procedere selezionando con lo strumento Lazo poligonale o con lo strumento Bacchetta magica dal menù verticale a sinistra, la porzione della nostra immagine statica destinata ad ospitare il prato; con la selezione attiva andremo a riaccendere il livello “prato” creando una maschera di livello mediante l’icona centrale del menù dei livelli in basso a destra (vedi immagine sotto).


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Una volta creata la maschera di livello, per far si che il prato risulti realistico dovremo andare a realizzare, mediante un pennello che simula dei fili d’erba scaricabile dal web, il confine tra prato e immagine statica sottostante, evitando che si riduca ad una linea netta poco realistica (vedi immagine sotto).


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Con la maschera attiva ed utilizzando il pennello “filo d’erba”, ingrandendo e rimpicciolendo le dimensioni del pennello stesso a seconda della prospettiva della nostra immagine statica, andremo a modificare la maschera di livello del prato ricordandoci di utilizzare il colore nero/bianco all’interno della maschera stessa che va a eliminare/aggiungere le porzioni dell’immagine in sovrapposizione (vedi immagine sotto).


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Una volta realizzata una soddisfacente maschera di livello per il nostro prato ci rimarrà solamente di ricreare le ombre degli elementi architettonici/umani circostanti qualora ci siano.

A tal proposito si può agire in due diversi modi:

  • Si può creare un nuovo livello su cui si “dipingono” manualmente le ombre con un pennello sfumato dall’opacità  al 30% circa e flusso al 50% (regolabili a seconda dei diversi casi dal pannello in alto del menù principale)
  • Si può creare una maschera “Luminosità contrasto” usata in posizione sovrapposta al livello “prato” che vada a scurire le parti in ombra, portando a valori negativi lo slot della luminosità solo in alcuni punti dell’immagini (selezionabili con un lazo)


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Avremo quindi ottenuto in questo modo un’immagine realistica di un esterno in cui abbiamo foto-inserito il prato in post-produzione, risparmiando tempo nel caricamento dell’immagine mediante il nostro motore di rendering.   

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note - l'articolo fa parte di una collaborazione editoriale tra Treddi.com e GoPillar Academy