Rhinoceros, giunto recentemente alla sua sesta versione per Windows e Mac, è un software di modellazione 3D sviluppato da Robert McNeel & Associates, una società americana di proprietà privata, fondata nel 1980; attraverso il motore di Render V-Ray, plugin del software, è possibile ottenere ottimi risultati in termini di qualità dell’immagine e di fotorealismo.

Una volta installato V-Ray all’interno di Rhinoceros, è fondamentale iniziare a familiarizzare con la sua interfaccia, in quanto essa ci permetterà di rendere fluido e dinamico l’intero workflow di produzione dei nostri render; per poter accedere direttamente ai comandi del plugin, sarà necessario visualizzare gli strumenti stessi all’interno dell’interfaccia di Rhinoceros.

Per accedere agli strumenti di V-Ray, dovremo andare a richiamarli attraverso il menu principale di Rhino, cliccando su strumenti – opzioni – barra degli strumenti – VrayForRhino ed attivando la spunta V-ray All nella finestra sottostante; dopo aver confermato con il tasto ok, avremo accesso ad una nuovo menù orizzontale contenente tutte le funzionalità di V-ray che possono anche essere personalizzate in una barra di strumenti verticale trascinando il menù stesso con il tasto sinistro del mouse nella parte destra di Rhinoceros.


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Nel menù delle icone verticali che abbiamo appena aggiunto alla finestra destra di Rhinoceros, noteremo una serie di 5 icone nere seguite da una serie di icone arancioni e di nuovo da altre icone nere. La prima icona nera show asset editor è quella che ci permetterà di entrare nel pannello di controllo di tutte le funzionalità di V-Ray: dai materiali alle luci, dalle geometrie alle proxy o scene presenti nel nostro modello; possiamo inoltre avere accesso anche alle impostazioni di rendering per decidere il tipo di motore grafico da utilizzare, la qualità degli elementi e via dicendo.


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Tornando al menù verticale a lato, sempre tra le icone nere troviamo a seguire, un’icona a forma di teiera che ci permetterà di lanciare un render, una terza icona con una teiera ed una manina, che ci permetterà di lanciare un render interattivo, il nostro modello 3D andrà quindi ad aggiornarsi in tempo reale in base allo spostamento della camera ed una quarta icona nera che indicherà il Batch render, relativo alla gestione della coda di render di più scene; infine la quinta ed ultima icona nera show the V-Ray frame buffer ci permetterà di richiamare il V-Ray Buffer che ci riporta alla finestra dove visualizzeremo la nostra immagine.


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Tutte le icone che a seguire saranno di colore arancione, rappresentano le varie tipologie di luci di V-Ray; infatti nel momento in cui andremo a renderizzare un’immagine dovremmo sempre inserire all’interno del nostro modello per illuminare la scena, delle luci di V-Ray e mai delle luci di Rhinoceros. Come possiamo notare dalla varietà delle icone, vi sono diverse tipologie di luci: luci rettangolari, luci sferiche, spot light o riflettori, luci ies ovvero faretti che possiedono una specifica forma della proiezione di luce calcolata grazie ad un file di estensione .ies da inserire nell’apposito slot; abbiamo poi luci puntuali, luci dome o “cupola” utili per illuminare in maniera omogenea una scena per un interno diurno o qualora volessimo far riflettere le luci di un particolare background come nelle quinte di un teatro, proiettato alle spalle della nostra immagine utilizzando il piano orizzontale XZ come piano dell’orizzonte. Per caricare luci dome in background sarà necessario scaricare ed inserire immagini di estensione .hdri. Infine abbiamo la V-Ray Sun o Luce solare ed altre tipologie di luci direzionali.


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Dopo la serie di icone arancioni, abbiamo altre 8 icone nere. La prima ci permette di inserire all’interno della scena un infinite plan ovvero un piano infinito che, nonostante appaia “definito” nel suo confine all’interno dell’interfaccia di Rhinoceros in realtà è infinito e rappresenta il piano di calpestio del modello coincidente con il piano dell’orizzonte XZ; a seguire abbiamo due icone per l’importazione ed esportazione di oggetti di V-Ray, il V-Ray Fur utilizzato per creare peli, capelli ed erba, il clipping plan che serve per creare un piano invisibile di ritaglio qualora la nostra inquadratura sia limitata da spazi stretti e necessiti di rendere invisibili alcuni oggetti posti davanti alla camera mediante un piano di taglio. Infine abbiamo le ultime icone relative al verticale tilt che serve a raddrizzare le linee verticali in fuga generate dalla prospettiva ed il focus distance che indica la distanza focale della nostra camera.


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note - l'articolo fa parte di una collaborazione editoriale tra Treddi.com e GoPillar Academy