Ogni giorno le più grandi case di produzione dell'industria CG ci propongono i breakdown dei loro favolosi progetti. In termini di risultato, il livello è ormai talmente alto che è sin facile il subentro di una sorta di inflazione della qualità.

"Stanchi" dei lavori troppo perfetti, preferiamo pertanto soffermarci su quei contenuti che riescono ancora a differenziarsi in termini di creatività, oppure per la capacità di saper ispirare nuovi progetti. O, perché no? A divulgare concetti complessi, rendendoli semplici e comprensibili per tutti, anche ai profani della materia.

In tutto questo discorso c'è anche chi prova a spiegarci come funzionano i Visual Effects, con particolare attenzione alla fase di Compositing.

Non parliamo di un mostro sacro della disciplina, di un VFX supervisor con decine di blockbuster alle spalle. Si tratta molto più semplicemente del giovane compositor Roy Peker, creatore e ideatore di un corto che sta riscuotendo un ottimo successo in rete, grazie alla sua semplicità nello spiegare in cosa consiste il compositing, illustrando le principali tecniche di ripresa e la successiva l'integrazione tra il girato e i contenuti realizzati in computer grafica.

In VFX GAMES. The Art of Compositing, l'attore Aaron Vodovoz spiega cosa succede in una scena in cui "Nothing is Real" al di là di uno schermo verde che lo segue di fronte ad una camera di ripresa. Tutti gli elementi, dall'environment ad un minaccioso mech, vengono successivamente integrati in Nuke X, dove ha luogo l'intero processo che restituisce l'immagine finale.

Il video esprime in modo chiaro e consapevole come non si tratti soltanto di una questione tecnica. Si, perché il compositing non è soltanto saper usare Nuke. Il compositing è arte. E' cultura, è conoscere tutti gli aspetti che concorrono all'immagine finale di una produzione video.

Il lavoro di Peker è il risultato di una sinergia che ha coinvolto in realtà diversi artisti, impegnati nei vari ambiti di questa produzione, di ottima fattura anche per quanto concerne le parti sonore.


Per avere un'idea del talento e della preparazione di Roy Peker, è sufficiente dare una rapida occhiata al suo showreel 2015. Si tratta di un minuto che andrebbe preso come esempio da molti ragazzi intenti a produrre una sintesi delle loro prime esperienze lavorative.

Encomiabile l'umiltà e la professionalità con cui Roy, oltre a precisare il proprio ruolo di Junior, specifica in maniera puntuale soltanto le fasi da lui realmente implementate. L'impressione è che di questo Roy Peker sentiremo ancora parlare...

_