A lungo "accusata" di trascurare il mercato pro a vantaggio del target più propriamente consumer, Apple potrebbe finalmente essere arrivata ad un punto di svolta, con un rilancio delle proprie workstation per eccellenza: i Mac Pro.

Ferma nello sviluppo dal 2013, l'ammiraglia della casa di Cupertino si contraddistingue più per il singolare design del suo chassis che non per le performance di un sistema obsoleto e tutt'altro che a buon mercato.

Dopo oltre tre anni di assoluto immobilismo, Apple ha finalmente aggiornato le configurazioni hardware, lasciando oltretutto trapelare le prime indiscrezioni relative alla prossima lineup, prevista per il 2018.

Mac Pro 2017

Il nuovo Mac Pro mantiene il case cilindrico della versione del 2013, ma varia tutto ciò che è presente al suo interno. Dal processore, con la gamma Xeon E5 quad, six e eight core. Il comparto video prevede i chipset AMD D300, D500 e D700, in configurazione dual GPU.

Una scelta che lascia piuttosto perplessi, dal momento che proporre sul mercato workstation delle configurazioni single CPU, oltretutto basate sulle obsolete DDR3 appare sin d'ora come una scelta anacronistica. Stessa logica per le schede video, che partono una generazione indietro rispetto allo standard più recente proposto da AMD.

L'impressione è quella di un sistema che nasce già vecchio e che si tratti di una semplice e dispendiosa soluzione tampone in attesa dei veri nuovi Mac Pro, previsti per il 2018. Riuscirà a convincere qualcuno oltre ai fan più sfegatati della Mela? Coloro, per intenderci, che sono pronti a spendere almeno 3000 euro per assicurarsi il prodotto Apple più recente (e scolliniamo comodi oltre i 5000 per la versione "top". Ndr)

d30f8a1cc892669ae4181c90223f13da.jpg

L'attuale layout del Mac Pro è sicuramente affascinante a livello di design, ma del tutto privo di flessibilità. Un limite non da poco, in un mercato, quello delle workstation, in cui sono necessari continui aggiornamenti per rimanere al passo con gli elevati requisiti prestazionali richiesti.

Il ritorno ad un sistema modulare potrebbe ovviare i tempi giurassici che attualmente intercorrono tra una generazione di Mac Pro e quella successiva. L'attuale Mac Pro è rimasto a lungo prigioniero di se stesso, e la conferma è data dal fatto che dopo quattro anni, viene riproposto con una configurazione che nasce già superata in termini di specifiche.


Mac Pro 2018

A differenza del "refresh" di quest'anno, le workstation previste per l'anno prossimo dovrebbero rappresentare a tutti gli effetti la vera nuova generazione di Mac Pro.

Il case cilindrico dovrebbe lasciare spazio ad un design modulare, indispensabile per ovviare al problema della versione attuale: l'estrema difficoltà ad espandere ed aggiornare una macchina poco flessibile in termini di layout.

Ad oggi, le specifiche sono comunque avvolte nel più totale mistero, tant'è che la notizia stessa di queste nuove workstation è trapelata in occasione di un incontro ristretto tra Apple ed una selezione di giornalisti americani. Phil Schiller, responsabile marketing di Apple, ha ufficialmente dichiarato: "Stiamo affrontando un processo che potrebbe essere definito il completo ripensamento del Mac Pro".

Impossibile sapere se le CPU saranno Intel Xeon versione SkyLake (v5) o KabyLake (v6), se non addirittura si stia profilando una radicale svolta verso le nuove piattaforme basate su AMD Ryzen.

Dopo anni di indiscrezioni, tra cui quelle che volevano Apple voler abbandonare per sempre il discorso Mac Pro, si aprono dunque nuovi spiragli. Poco vantaggiosi ad oggi, per quanto riguarda le versioni 2017, certamente suggestivi per il completo ripensamento cui fa accenno Schiller.

Il totale ripensamento, oltretutto in coerenza alla visione di Apple in merito ai suoi prodotti, dovrebbe partire proprio dalle esigenze che oggi uno specialista 3D ha oggi, che non è un bel case da esibire sulla scrivania, ma una macchina performante, in grado di produrre punteggi elevati nei benchmark, in grado di gestire scene pesanti, esose in termini di RAM, dotate di un comparto video capace di garantire performance all'altezza anche nei comparti della post produzione e nell'editing 3D real time.