Dopo essere stata per oltre tre anni l'oggetto misterioso più prezioso dell'industria della realtà aumentata, Magic Leap esce finalmente allo scoperto presentando quello che sarà il suo primo visore: Magic Leap One. 

Perché Magic Leap ha suscitato e continua a suscitare tanto clamore? Per le aspettative che il suo IP ha saputo generare, prospettandosi quale prima vera killer app nella realtà aumentata. Quella vera, in grado di generare esperienze realistiche combinando il reale con i contenuti digitali delle sulle applicazioni.

Uno dei tanti filmati con cui, senza sostanzialmente mostrare nulla di concreto, Magic Leap ha saputo attrarre a sé investimenti per miliardi di dollari.

Tra le tante promesse, quella di disporre di una tecnologia lightfield proprietaria, in grado di riconoscere e tracciare lo spazio grazie alle proprietà della luce che lo contraddistinguono. Oltre a concetti finora assolutamente inediti, come la tecnologia (persistent objects) che dovrebbe consentire di poter posizionare un oggetto virtuale in un ambiente, allontanarsi, tornare dopo minuti, ore o giorni e ritrovarlo nella stessa posizione grazie alla capacità di mappare in modo permanente tutti gli asset con gli environment tracciati. Al fattore tecnologico, va associato l'interesse di poter disporre di un sistema che finalmente non isola del tutto l'utente rispetto all'ambiente reale, come avviene con i kit di realtà virtuale attualmente in commercio, risultando oltretutto autonomo dal punto di vista della potenza di calcolo.

Le aspettative sono molto elevate. Cosa sarà in grado di fare davvero Magic Leap One? E' presto per saperlo, in quanto l'esordio è atteso nel 2018, ma soltanto per la "creator edition", che unitamente al SDK, consentirà agli sviluppatori di iniziare a creare contenuti. Ad oggi non è invece dato sapere quando saranno disponibili i primi kit commerciali.

Magic Leap One Content Edition comprende essenzialmente tre elementi. Un solido visore dal look avveniristico, basato su una tecnologia see-through, un controller manuale che non differisce, almeno ergonomicamente, da quanto siamo abituati a vedere, ed il cuore pulsante, dove risiede la potenza di calcolo di un sistema assolutamente stand alone: il Lightpack.

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Attraverso questi dispositivi, secondo quanto afferma Magic Leap, sarà possibile interagire con la voce, le gesture manuali, i movimenti della testa e degli occhi, grazie ai sistemi di tracking integrati.

Per ora non si conoscono le specifiche tecniche, così come i costi della creator edition.

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Al look avveniristico, Magic Leap One associa una potenza teorica molto elevata in funzione di quelle che sono le dimensioni dei componenti del kit, assolutamente ridotte e votate alla portabilità.

Magic Leap One segnerà davvero un punto di svolta nell'industria della realtà aumentata? E' presto per dirlo. Certamente la spinta mediatica che riceverà sarà enorme e indubbiamente eserciterà un fattore apripista per tecnologie che, almeno inizialmente, dovrebbero trovare terreno fertile soprattutto nel mercato enterprise, piuttosto che in quello consumer.

Per ulteriori informazioni relative a Magic Leap - https://www.magicleap.com/