Tra le uscite più interessanti di questa stagione cinematografica trova certamente luogo Il Primo Re, diretto da Matteo Rovere. Se oggi attraversare il Tevere può apparire un discorso banale quanto scontato, non lo era certamente nel 753 A.C. quando Romolo e Remo tentarono l'impresa per raggiungere i luoghi da cui avrebbe avuto vita la Città Eterna. Il film, risultato di una produzione italo-belga, propone una visione di quel periodo, pregna di quella efferata violenza tribale e di quelle dirompenti forze della natura che l'uomo ha dovuto affrontare nell'alba della civiltà. Un film che ha fatto inevitabilmente discutere, dividendo il pubblico, soprattutto per quanto concerne lo stile, con pochissimo parlato, in proto-latino sottotitolato, per catapultare in maniera fedele lo spettatore in un'epoca remota sotto tutti i punti di vista. Non si tratta certamente di una scelta inedita, si pensi al lavoro di Mel Gibson in Apocalypto e ne La Passione di Cristo. Il rapporto tra l'uomo e la natura viene enfatizzata dalle riprese in luce naturale, chiaramente ispirata al Revenant di Lubetzki. Citazioni ambiziose, dove i VFX hanno dovuto supportare una narrazione molto intensa sin dalle prime fasi, quando un'onda di piena realizzata in CG spazza via i protagonisti, costringendoli ad una lunga e faticosa risalita.

Gli effetti visivi de Il Primo Re sono stati realizzati da EDI (Effetti Digitali Italiani), il cui team è stato supervisionato da Gaia Bussolati e Francesco Grisi, socio fondatore insieme a Pasquale Croce. Proprio Grisi ci svela le sue sensazioni nel rivivere un progetto che ha coinvolto in maniera molto impegnativa lo studio milanese: “La realizzazione di questo film ha richiesto l’impiego di moltissime risorse per circa un anno. Abbiamo lavorato spesso su film americani che hanno richiesto simili spiegamenti di forze, ma in Italia è un caso tanto raro quanto felice. Grazie a registi illuminati come Matteo Rovere, la cinematografia italiana sta riacquisendo la forza e l’importanza su scala mondiale che ha sempre avuto nel passato ma che ultimamente sembrava aver perso. L’uso degli effetti visivi a sottolineare la forza della storia è stato sapientemente utilizzato da Matteo per arricchire ulteriormente un film che era già forte di suo e confezionare un prodotto che non ha nulla da invidiare ad una grossa produzione americana. Finalmente abbiamo avuto l’occasione di mostrare al mondo intero che anche in Italia sappiamo realizzare film grandiosi”.

A Francesco Grisi abbiamo chiesto quali siano le aspettative per il futuro prossimo delle realtà produttive legate ai VFX: "Nonostante le difficoltà che operare in Italia purtroppo comporta, ci sforziamo di essere ottimisti, in quanto le produzioni, sia a livello nazionale che a livello internazionale, sono in forte aumento. Vi è una crescente richiesta di contenuti digitali, che richiederà sempre più artisti in grado di realizzarle. Per questo credo che, oltre alle società che attualmente operano in Italia in questo settore, vedremo nascere delle realtà emergenti, che spero possano contribuire a rendere più solida e credibile l'industria dei VFX di casa nostra".

In attesa che le buone sensazioni di Francesco diventino realtà, godiamoci dunque l'eccellente VFX Breakdown de Il Primo Re, che dimostra tutto lo sforzo prodotto nelle simulazioni dei fluidi e dei vari effetti che hanno caratterizzato la produzione delle 280 shot realizzate da EDI.


Per saperne di più su EDI - https://www.effettidigitali.it/it/

Note - nella cover image Alessandro Borghi nei panni di Remo (credit: 01 Distribution)