Nell'edizione che verrà ricordata per aver assegnato l'agognatissimo Oscar a Leonardo Di Caprio, ponendo la parola fine ad un tormentone che francamente stava diventando stucchevole, Ex Machina si è portato a casa la statuetta per i Best Visual Effects. Partito come outsider assoluto, il capolavoro sci-fi scritto e diretto da Alex Garland è stato capace di superare due severissimi round di selezione ed imporsi a sopresa a spese di titoli ben più blasonati, almeno a livello di budget di produzione.

Un vero trionfo per Andrew Whitehurst, vfx supervisor di Double Negative.

 

 

Chi volesse avere lo spunto per approfondire il lavoro di Double Negative per Ex Machina può leggere la breve intervista che fxguide qualche tempo fa aveva realizzato proprio con Andrew Whitehurst, che si sofferma soprattutto sul making della protagonista, integrando un corpo da androide con il bellissimo viso di Alicia Vikander.

Tra le curiosità, l'attrice svedese, da molti considerata la nuova Ingrid Bergman (per noi con la Bergman ha in comune soltanto i luoghi di origine, NdR) ha vinto un meritatissimo Oscar, ma per un altro film. E' stata infatti premiata per il suo eccezionale ruolo in The Danish Girl, che l'ha vista impegnata accanto ad Eddie Redmayne, l'unico realmente in grado di far correre un brivido sulla schiena a Di Caprio.

Nella categoria animazione nessuna sorpresa. Dominio totale per Inside Out. Il capolavoro Pixar quest'anno non aveva davvero rivali, con la netta sensazione che avrebbe forse meritato di dire la sua anche nella categoria principale.

Il miglior cortometraggio d'animazione è stato invece vinto da Bear Story.

 

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Ennio Morricone, ad 87 anni, dopo tante nomination ed un contentino alla carriera assegnatogli nel 2007, è finalmente riuscito a vincere l'Oscar per la miglior colonna sonora di The Hateful Eight.

Mad Max: Fury Road è stato il film che ha fatturato il maggior numero di Oscar, con sei successi, praticamente tutte le categorie tecniche. Una consacrazione per il concept art concretizzato da George Miller in un film che con coraggio ha dimostrato come sia possibile avere un grande successo, con una grande produzione, facendo un cinema distante dai classici clichè ed ingredienti obbligatori imposti dalle produzioni holliwoodiane.

 

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Revenant non è ovviamente solo Di Caprio. Alejandro Inarritu rispetta i favori del pronostico, vincendo per il secondo anno consecutivo il trofeo per il miglior regista, mentre Emmanuel Lubezki si conferma per la miglior fotografia addirittura per il terzo anno consecutivo, dopo Gravity e Birdman. Senza stare a fare troppe verifiche, si tratta di un record assoluto. Di questo passo il premio farebbero prima ad intitolarlo direttamente a lui.

Quanto pareva scontato che Revenant potesse vincere anche l'Oscar per il miglior film, l'ha spuntata a sorpresa Spotlight. Il film scritto e diretto da Tom McCarthy si è aggiudicato anche la miglior Sceneggiatura Originale.

 

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Clamorosamente snobbato The Martian, il validissimo prodotto di Ridley Scott è rimasto al palo nonostante le 8 Nomination. Un ottimo Mark Rylance evita una sorte analoga a Il Ponte delle Spie, vincendo la categoria più difficile quest'anno: il miglior attore non protagonista. Per Steven Spielberg almeno la soddisfazione di aver valorizzato un talento a lungo sottovalutato.