La View Conference si è sempre caratterizzata per essere un evento dal forte carattere... Inspirational, per usare un'espressione particolarmente azzeccata della lingua d'Albione. Se c'è qualcuno che è stato in grado di ispirare, è proprio Donald Greenberg. Per farlo non ha avuto bisogno di effetti speciali, di sequenze video mozzafiato tratte dai più spettacolari film, come hanno potuto fare tanti premi oscar saliti sul palco della View nelle sue prime 18 edizioni. Greenberg ha ispirato con una serie di slide old school su sfondo blu, dal look molto "powerpoint anni '90". Immagini che nella loro estrema semplicità sono state una lezione di divulgazione straordinaria. Saper esporre e far capire anche ai comuni mortali concetti di computer grafica che prendono forma grazie a formule chilometriche, mettendo in gioco variabili anche molto complesse.

Greenberg ha sintetizzato i concetti scientifici che sono alla base della percezione umana e pertanto di come vadano trasmessi nella Realtà Virtuale, rivelando, numeri alla mano, il gap che tuttora esiste tra quanto la computer grafica è in grado di generare e quanto l'occhio e il cervello umano si aspettano di vivere nella loro esperienza.

La nostra professione, innovativa per definizione, è ogni giorno costellata da difficoltà, una su tutte, far capire agli altri che il nostro lavoro è utile a risolvere dei problemi. Ed è proprio questa la lezione principale che il decano della Cornell University, ateneo in cui tuttora insegna, ha voluto trasmetterci. Ricordando come, negli anni 60, quando con i 4 poligoni che i processori di allora erano in grado di visualizzare, cercavano di rappresentare le prime missioni spaziali. Tutti gli dicevano che la computer grafica era una scienza senza speranze, che non ce l'avrebbero mai fatta. Evidentemente si sbagliavano. Ma è facile dirlo oggi. Vivere e affrontare le sfide dell'innovazione comporta ogni giorno un grande spirito di sacrificio, che va ben oltre la ricompensa economica della propria professione.

A 83 anni suonati, Donald Greenberg ha lo spirito e l'animo di un ragazzino che vede per la prima volta un computer e ha voglia di giocarci, di scoprire il mondo con i propri occhi. Ha la semplicità di chi veste con la maglia della propria alma mater e le inseparabili scarpe da tennis Wilson, a ricordare i trascorsi sportivi in gioventù. Ha l'entusiasmo di chi vuole condividere con gli altri il proprio sapere per far crescere una disciplina in cui ha sempre creduto, sin da quando non esisteva. Ha l'umiltà di chi sa che nella ricerca non esiste un punto di arrivo. Ha la passione di fermarsi a parlare a lungo con tutti, a partire dai ragazzi degli istituti superiori, che guardano alla CG e con meraviglia gli chiedono come faranno a diventare dei professionisti in questo settore. Ha l'umanità di chi vuole ricordare, di fronte ad alcuni dei nomi più importanti dell'industria della CG, come alcuni suoi allievi abbiano perso il lavoro dopo aver prodotto un capolavoro come Life of Pi (Che vinse il premio Oscar 2013 per i migliori VFX quando ormai Rhythm and Hues era irrimediabilmente fallita. La vicenda resta una delle storie più drammatiche nell'ambito delle produzioni VFX a livello mainstream ed è servita a sollevare, anche agli occhi dell'opinione pubblica, come vi sia un forte squilibrio economico nelle grandi produzioni hollywoodiane, NdR).

Donald Greenberg è una leggenda vivente, la storia della Computer Grafica, e la standing ovation della View Conference 2017 è stata tutta per lui.

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Tra le invenzioni di Donald Greenberg figura anche il notissimo Cornell Box. Chiunque abbia una certa confidenza teorica con il ray-tracing non può non conoscerlo. Si tratta di un metodo per verificare la precisione dei motori di rendering, mettendo a confronto una scena benchmark con l'equivalente reale, prodotto fisicamente. Il primo test venne eseguito con Pov-Ray (credits Cornell University)

La View Conference 2017 si conclude con un grande successo per una rassegna che ha come di consueto portato sul palco torinese alcuni mostri sacri della computer grafica mondiale e tantissime novità, come le ultime implementazioni del software 3D real time, del compositing ed esperienze in VR di alto livello, sia nel settore media & entertainment che in ambito enterprise.

La View Conference rinnova il proprio appuntamento per il 2018, per quella che sarà l'edizione numero 19.