Durante l'evento di presentazione di Londra, Google ha presentato due attesissime novità: il VR headset Daydream View e i nuovi smartphone Google Experience: Pixel e Pixel XL, che sostituiranno i terminali caratterizzati dallo storico brand Nexus.

Il Visore VR si pone come chiara alternativa commerciale, prima ancora che tecnologia, al Samsung Gear VR, rispetto al quale, stando alle qualità emerse durante il live streaming, appare più curato a livello di materiali e di stile. Nel rinnovamento di una gamma di prodotti che comprende anche i Chromecast e i dispositivi Google Wifi, il colosso di Mountain View ha puntato a definire un ecosistema, Made by Google, dal design particolarmente curato. Una scelta indispensabile, per non ritrovarsi puntualmente a pagare dazio nei confronti di Apple per quanto riguarda lo stile.

Con il look ci siamo. Ma la sostanza?

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Daydream View sarà compatibile con tutti gli smartphone che saranno insigniti della dicitura "Daydream Ready", come appunto i nuovi Pixel.

La modalità di utilizzo è in linea con la consuetudine dei visori per smartphone e consite nel posizionare il terminale nella porzione frontale del dispositivo. Una volta indossato, l'utente è pronto ad immergersi nella realtà virtuale.

Tra le applicazioni previste, molti giochi e i principali servizi di streaming, su tutti l'apposito canale Youtube e il broadcaster on demand Netflix.

Rispetto ad un prodotto storico e al tempo stesso innovativo come Google Cardboard, che consente di godere di un'esperienza VR con un investimento di pochissimi euro, il Daydream View, oltre a posizionarsi su una fascia di prodotto più elevata, enfatizza la volontà di Google di lanciare la propria tecnologia Daydream VR, cercando di imporla come uno standard di riferimento in un mercato che può contare ormai su un potenziale di centinaia di milioni di dispositivi.

Daydream View non è dunque da intendersi come una evoluzione del Cardboard, ma di un prodotto che si pone obiettivi differenti. Se il Cardboard puntava in qualche modo all'evangelizzazione della VR, Daydream View è parte integrante di un ecosistema con una strategia molto precisa. Quella di imporre lo standard tecnologico per la VR dei dispositivi mobile.

Almeno in attesa delle mosse che intenderà fare Apple, finora rimasta a guardare, in attesa che il suo principale competitor le prepari il terreno fertile per esordire ufficialmente anche nell'ambito dell'esperienza VR.

L'attendismo della casa di Cupertino è una mossa probabilmente saggia, dal momento che oggi lo standard tecnologico della VR mobile si posiziona su standard ancora piuttosto bassi. Nulla in grado di supportare risoluzioni elevate (scordiamoci il 4K, NdR) o tecnologie AR come il promettentissimo Google Tango, ad oggi su un altro pianeta, sotto tutti i punti di vista.

Il Daydream View è e rimane a tutti gli effetti un dispositivo tutto sommato economico, destinato al mercato di massa. E come tale andrà valutato. Senza riporre false aspettative su un device che non nasce per garantire prestazioni di eccellenza, ma per rendere l'esperienza VR immediata e accessibile a tutti coloro in possesso di uno smartphone... Daydream ready.

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Una volta inserito lo smartphone, il visore Daydream View farà partire automaticamente l'applicazione in grado di gestire e visualizzare i contenuti VR dedicati. Tra le demo, è stato curioso ritrovare il bellissimo video 360 di Great White Shark, realizzato lo scorso anno da Curiscope.


Pur non raggiungendo la complessità dei dispositivi associati ai visori attivi come Oculus Rift e HTC Vive, Daydream View dispone del suo controller proprietario, in grado di interfacciarsi con le applicazioni Daydream VR, aumentando ad esempio il livello di interattività con i giochi, in maniera sicuramente più coinvolgente rispetto a quanto sarebbe possibile soltanto utilizzando dei tasti fisici posizionati direttamente sul visore.

I sensori del controller sono i grado di rilevare gli oggetti presenti nello spazio, consentendo movimenti diretti, simili a quelli dei controlleri della Nintendo Wii.

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Pixel e Pixel VR sono i nuovi smartphone Google Experience. Una delle novità sostanziali è data dal fatto che sono terminali prodotti internamente da Google, a differenza di quanto è finora avvenuto con i Nexus, la cui costruzione era affidata in co-branding a produttori terzi, come Htc, Samsung, Lg e Huawei.

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I visori Google Daydream View saranno disponibili a partire dal mese di novembre, al prezzo di lancio di 79 dollari. Daydream View è disponibile in tre differenti livree, tutte ispirate da una elegante finitura in tessuto. In italia difficilmente lo vedremo circolare prima del 2017.