Il 3D Artist Simon Migaj ha pubblicato un breve ed utilissimo tutorial che sintetizza il funzionamento di uno degli strumenti più potenti di Corona Renderer: il LightMixer.

Scopriremo come attivarlo, come aggiungere le luci presenti in scena e come modificare il loro contributo nel rendering direttamente all'interno del frame buffer, dove per ogni sorgente luminosa è possibile impostare dinamicamente sia l'intensità che il colore della luce emessa.

Il LightMixer di Corona è perfettamente in grado di gestire sia l'environment che le luci artificiali. Ciò consente di impostare con pochi click la stessa scena in qualsiasi condizione, diurna o notturna che sia.

Rispetto ad altri tool in grado di produrre operazioni analoghe, come il celebre VRayLightSelect di V-Ray, la comodità del LightMixer è proprio quella di essere perfettamente integrato nel frame buffer del motore di rendering, dunque di non necessitare di software di post produzione esterni a 3ds Max. LightMixer integra ed automatizza un lavoro che sarebbe comunque possibile fare compositando i singoli LightSelect pass in Photoshop, o altro software in grado di gestire i livelli in compositing.

Per contro, una feature un po' scomoda è la (non) gestione delle luci istanziate, che in sostanza è comunque necessario selezionare individualmente. In altri termini. Se in scena avete 10 luci istanziate secondo le proprietà di 3ds Max, non è sufficiente aggiungerne una soltanto al Light Mixer, in quanto ognuna verrà comunque gestita in modo separato, senza il riconoscimento dell'istanza.


Simon Migaj è il titolare dell'archviz studio Presenter Design, con sede a Londra

http://pressenterdesign.com/