Dopo la pubblicazione delle versioni release candidate, Corona Renderer 5 per 3ds Max è arrivato tra noi nella sua forma definitiva.

A scanso di qualsiasi possibile equivoco. Corona Renderer 5 non ci pone al cospetto di una versione rivoluzionaria. In estrema sintesi, riprende Corona Renderer 4, migliorandolo praticamente in tutti gli aspetti, avendo quale obiettivo primario l'incremento della produttività.

In primo luogo, si notano miglioramenti significativi per quanto concerne le scene con presenza di molto displacement e caustiche, soprattutto in merito all'utilizzo di memoria occupata e potenza di calcolo. Con il medesimo hardware, con Corona 5 è possibile renderizzare le stesse scene in tempi mediamente inferiori rispetto a quanto avveniva con Corona Renderer 4. Questo è possibile grazie a varie ottimizzazioni, tra cui l'introduzione di una nuova feature, definita 2.5 Displacement, che consente a Corona 5 di processare le geometrie fino a 20 volte più rapidamente rispetto a Corona 4, senza variare nulla a livello di workflow per l'utente finale. Peter Guthrie (Boundary), dopo aver provato una delle recenti daily build ha affermato di essere: "molto impressionato, ho lanciato un render 5k complesso con il vecchio displacement e con il nuovo 2.5D. Prima mi servivano 130GB di RAM, ora sono sufficienti 60GB. Corona Renderer 5 sembra possa essere un vero game changer".

Adam Hotovy, co-fondatore ed attuale vice-presidente di Chaos Czech, entra nel merito di quanto ottenuto con la pubblicazione di Corona Renderer 5 per 3ds Max: "Da sviluppatori, è facile perdersi dietro alla sfida di spingere al limite la tecnologia di rendering. Ma questo non sempre coincide con i benefici derivanti all'utente finale, che utilizza il software a scopo professionale. Per questo, lo sviluppo di Corona Renderer 5 si è focalizzato sul migliorare il più possibile quanto già esisteva, piuttosto che introdurre nuove feature. In questo modo, i designer potranno lavorare meglio, senza essere costretti ad un upgrade della loro memoria RAM o delle loro CPU". 

Come anticipato, al pari del displacement, sono state migliorate in maniera sensibile le caustiche, ora calcolate con un risparmio di tempo fino al 20% rispetto a quanto avveniva con Corona 4. I miglioramenti dei workflow legati alle caustiche consentono notevoli vantaggi prestazioni in tutte quelle scene architettoniche che comprendono piscine, diamanti, vetri ed altri materiali dotati di una rifrazione complessa da simulare in computer grafica. 

Se Displacement e Caustiche vedono miglioramenti drastici in termini di performance, il lavoro di ottimizzazione svolto per Corona Renderer 5 si estende a moltissime altre feature del software, nella sua versione per 3ds Max. Troviamo infatti progressi significativi nella gestione e nel calcolo della geometria, del Bloom & Glare e delle scene in cui sono presenti molte istanze. Più performante anche il rendering delle mappe CoronaColorCorrect e CoronaDistance.


Corona Renderer 5 è compatibile per tutte le versioni di 3ds Max, dalla 2013 alla 2020. 

Come sempre potete acquistare il software su: https://www.treddi.com/shop/software/98-corona-render.html