Dopo il gran colpo messo a segno aggiudicandosi la software house francese Allegorithmic e la flotta di soluzioni legate a Substance, Adobe ha potenziato il proprio arsenale creativo con una mossa che ha sorpreso molti: l'acquisizione di Oculus Medium, il software di sculpting 3D in realtà virtuale finora in forza all'ecosistema immersivo di Facebook. Perché la società di Zuckerberg ha deciso di disfarsi di un tool così innovativo, quando il trend attuale indica se mai un sentimento opposto, rivolto a cercare di acquisire più brevetti e tecnologie possibili? Evidentemente, Facebook / Oculus ritiene che simili soluzioni siano implementabili in condizioni differenti (ad esempio potenziando Quill, NdR) e preferisce concentrarsi su soluzioni più consumer / gaming oriented come l'annunciato Facebook Horizon, il nuovo sandbox atteso per il 2020 come possibile Second Life della VR.

Il team di sviluppo di Medium passerà in blocco in forza ad Adobe, continuando a sviluppare il software, che rimarrà disponibile per l'acquisto presso lo store di Oculus, almeno in attesa di conoscere come Adobe deciderà di integrarlo nella propria suite, dove andrà a rinforzare l'offerta delle soluzioni creative 3D, che vede già attivo Adobe Dimension, precedentemente noto come Project Felix.

Le reazioni ufficiali esprimono soddisfazione bilaterale. Sul fronte Adobe, Sebastien Deguy (che di acquisizioni se ne intende, essendo precedentemente in forza ad Allegorithmic, NdR): "Sono entusiasta di accogliere il favoloso team di Medium all'interno della famiglia di Adobe, la loro esperienza e la loro tecnologia sarà una grande aggiunta, perché noi puntiamo ad accelerare nettamente la nostra offerta 3D e immersiva".

Quasi certamente Adobe non entrerà a gamba tesa con decisioni che rischierebbero di scontentare la community attiva del software, una sensazione confermata dallo stesso Deguy: "Diamo il benvenuto a questo nuovo mondo di talentuosi artisti, con grande entusiasmo e garantiremo loro la continuità, per mantenere le stesse condizioni e gli stessi strumenti di cui attualmente godono. Vogliamo inoltre lavorare con loro per far si che Medium possa continuare a crescere e migliorarsi".

Non poteva mancare il nesso tra Medium e Substance, il software che Deguy conosce probabilmente meglio di chiunque altro nell'ambito dell'industria della computer grafica: "Quando eravamo in Allegorithmic abbiamo sempre guardato a Medium come qualcosa con cui avremmo voluto competere. Gli investimenti di Adobe nell'ambito del 3D e della VR ci consentono finalmente di unire le forze. I team di Substance e Medium sono pronti per lavorare insieme sulla prossima generazione dei nostri 3D tools".

Formale ma deciso l'entusiamo in casa Medium, con una dichiarazione emessa a firma di un generico Medium Team, in cui emerge soprattutto un aspetto: "Ad oggi, Medium è utilizzato da sviluppatori di giochi AAA e indie, da sviluppatori VR, da concept artist per il cinema, da artisti VFX, dai makers e da tantissime altre figure professionali. Con il supporto di Adobe, Medium sarà in grado di aiutare ancora di più i creativi a dare forma in 3D alle loro idee". Secondo il team di Medium, non ci sono inoltre dubbi sul fatto che la forza di un software oggi dipenda sempre di più dal valore della propria community, intesa al di là dei numeri che condizionano il successo da un punto di vista strettamente commerciale: "La notizia coincide con il proseguimento della nostra missione di voler rivoluzionare la creazione dell'arte in 3D, e lo stiamo facendo grazie alla community di Medium, che non sarebbe ciò che è senza lo spirito pionieristico che anima gli artisti che lo utilizzano".

Sul fronte Facebook non si annoverano invece particolari dichiarazioni.