Desidero ringraziare Treddi.com per lo spazio messomi a disposizione e Giuseppe Palumbo, l'autore di Ramarro, che mi ha dato l'opportunità, la fiducia ed il sostegno per realizzare quanto andrò a descrivervi.
 

Intro

 

Il progetto Ramarro Resin Kit è nato come un personale lavoro di Fan Art e solo successivamente si è trasformato in quello che è il risultato di un'intensa esperienza in cui ho avuto modo di sperimentare diverse tecniche, sia in ambito digitale che pratico/manuale.
 

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Concept

 

Durante una sessione in Zbrush, in cui mi sono divertito a cimentarmi con la funzionalità Dynamesh, ho realizzato un primo bozzetto di Ramarro, che mi ha fornito lo spunto tematico per eseguirne una seconda versione ad alto dettaglio poligonale. Da questa ne ho ricavato un immagine in stile fumetto utilizzando tecniche di rendering e compositing con Zbrush e Photoshop, che ho inviato all'autore del personaggio, per avere un suo giudizio ed il consenso alla pubblicazione nel forum.
 

 

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La risposta ottenuta fu del tutto inaspettata, in quanto mi chiese se fosse stato possibile ottenere una versione in resina dal modello 3D, eccitato da questa richiesta e visto che da  tempo volevo approfondire le tematiche del 3D printing, ho colto l'occasione al volo e mi sono messo subito all'opera. 
 

Preparazione per la stampa 3D

 

Per prima cosa ho cominciato con l'apportare delle modifiche al modello, sia di carattere formale, grazie alla supervisione dell'autore, che topologiche, attenendomi alle linee guida relative al processo di stampa 3D adottato, in questo caso la tecnologia SLS (Selective Laser Sintering).
 

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Per ottimizzare tempi e costi di stampa, ho inoltre dovuto rendere il modello cavo, cercando di rispettare gli spessori minimi indicati e la risoluzione in termini di dettagli che la tecnologia ed il materiale erano in 

grado di supportare.

Per renderlo stampabile, in Zbrush ho decimato il modello definitivo cercando di ottenere un buon compromesso tra complessità poligonale e dettagli, poi ne ho ricavato un adaptive mesh a bassa risoluzione che ho aggiunto come subtool, quindi con l'aiuto della modalità trasparenza e ghost l'ho sagomato in modo da ottenere la forma del "vuoto". Difatti, ho esportato entrambi i tool in formato obj, li  ho aperti in Blender ed ho eseguito una semplice operazione booleana  sottraendo al modello dettagliato la forma "Vuoto", ottendo così un modello cavo e "Watertight" come richiesto dalle specifiche di stampa 3D.

 

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Sempre in Blender mi sono servito delle nuove funzionalità di verifica e controllo per il 3D printing, che grazie a dei codici di colore danno un feedback immediato sugli eventuali problemi che può presentare il modello ed intervenire là dove ce n'è bisogno. A volte è bastato solo spostare un po' i vertici, altre volte sono ricorso alla modalità sculpt per apportare le modifiche richieste dai parametri di stampa, in pratica si è tratto soprattuto di rispettare i valori di "wall thickness" cioè le misure degli spessori.
 

Formatura

 

Ricevuto il prototipo, e dopo aver preso in esame diverse opzioni per una successiva riproduzione in serie, abbiamo deciso per una soluzione con tecniche tradizionali ricollegandoci alla produzione "Garage" dei Resin kit.
 

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I passi seguenti sono stati quelli di carattere pratico manuale, realizzando lo stampo in gomma siliconica,  cioè la matrice, da cui tramite colata, si sono ottenute le copie in resina.
Quindi abbiamo pensato di rilasciarne due edizioni, la prima denominata "Garage" perchè rispecchia lo spirito di questo tipo di prodotti, e permette ai più smaliziati di personalizzarlo, sia intervenendo sul modello e la basetta per le rifiniture, che con la colorazione. L'edizione "Deluxe" è invece già colorata secondo una personale interpretazione e le mie capacità in tale ambito.

 

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Di nuovo al computer...

 

Sono ritornato in ambito digitale per creare una versione promozionale “lowpoly” del modello visualizzabile dai comuni browser web tramite il servizio proposto da Verold. 
In Zbrush ho ripreso il modello ad alto dettaglio, ne ho fatta una copia e l'ho decimata fino ad arrivare a circa 2000 poligoni, in modo da ottenere un file .obj da pochi kilobites e li ho esportati entrambi. Caricati in Blender, ho eseguito un Unwrapping manuale alla versione lowpoly decimata ed ho effettuato il baking delle mappe "Normal" ed "Ambient Occlusion" ricavandole dalla versione dettagliata, e tramite il modulo Paint ho creato una prima texture di colore, che poi ho ritoccato in Photoshop. Infine ho caricato modello e mappe su Verold, settando i diversi parametri dei materiali e di ambientazione.
 

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Conclusioni

 

Spero che la condivisione di questa mia esperienza sia stata interessante tanto quanto lo è stata per me, vi ringrazio per l'attenzione ed invito tutti a postare le eventuali domande nel mio thread dove potrò entrare nello specifico sui dettagli che ho qui solamente accennato.
Prima di lasciarvi vi consiglio alcuni link dove trovare maggiori informazioni su Ramarro, Giuseppe Palumbo, e Zogh arToys.
Ciao a tutti.